{"id":2567389,"date":"2024-12-02T16:15:05","date_gmt":"2024-12-02T16:15:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2567389"},"modified":"2024-12-03T15:17:12","modified_gmt":"2024-12-03T15:17:12","slug":"la-postura-militante-dellattivismo-spirituale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/12\/la-postura-militante-dellattivismo-spirituale\/","title":{"rendered":"La postura militante dell\u2019attivismo spirituale"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cDefinisco \u2018attivismo spirituale\u2019 la postura militante che esplora le implicazioni sociali della spiritualit\u00e0\u201d. Lo scrive Gloria Anzaldua (1942\/2004), scrittrice e filosofa chicana, attivista femminista\u00a0 autrice di una\u00a0 modalit\u00e0 di pensiero, a partire da s\u00e9, fluida, relazionale, decoloniale, connessionista, che trae nutrimento dalla compassione (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">facultad<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">),<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">un acuirsi della percezione\u00a0 in contesti colonizzati di forte oppressione, come \u00e8 stato per Anzaldua vissuta in una terra di frontiera tra Messico e Texas. Una pratica che coniuga la lotta politica con la ricerca di forme artistiche. \u201cUna diversa tipologia e modalit\u00e0 di conoscenza\/consapevolezza (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">conocimiento<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">) che ricerca indaga e osserva\u201d, con tutti i sensi, per \u201cgiungere alla consapevolezza delle interconnessioni tra tutte le cose e acquisire una prospettiva totale\u201d. <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Conocimiento <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00e8 uno slittamento di prospettiva che ci mette in grado di \u201cvedere\u201d altre dimensioni della realt\u00e0,\u00a0 guardando all\u2019ego dalla sponda opposta, come fosse l\u2019Altro\/a. Sospendere l\u2019io conscio, perch\u00e9 \u201cvincolante\u201d, \u00e8 necessario per reinventare la realt\u00e0. Ci si addentra nel territorio del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">conocimiento <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">quando qualcosa di traumatico ci scuote, ridestandoci con violenza, e la prospettiva abituale di lettura del mondo muta. \u201cBench\u00e9 doloroso questo smottamento rappresenta il primo passo verso la guarigione\u201d, scrive Anzaldua. Attivismo spirituale pertanto \u00e8 impegnarsi nel lavoro di guarigione<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">del corpo dettato dalla necessit\u00e0 di ricomporre in modo nuovo pezzi di s\u00e9 dispersi, smembrati\u00a0 dopo un trauma. Guarire \u00e8 necessario (un \u201cimperativo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">coyolxauhqui<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d) per scongiurare il dramma della disgregazione, che contagia la comunit\u00e0 essendo il corpo collettivo mai separato dal corpo individuale. Senza guarigione non ci si pu\u00f2 connettere agli altri e creare comunit\u00e0. La ricomposizione ha dunque una finalit\u00e0 sociale, un atto di trasformazione in un continuo farsi e disfarsi, il cui collante \u00e8 l\u2019immaginazione, attraverso l\u2019arte, la scrittura, la danza, la musica, pratiche trasformative che \u201ccreano immagini\u201d.<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">Da qui l\u2019 invito di Anzaldua a cercare ciascuno\/a la propria \u201cvisione guaritrice\u201d. La trasformazione, in quanto processo di transizione, ti scaraventa in una terra di mezzo, in uno spazio liminale (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">nepantla<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">) che ti fa percepire la realt\u00e0 da molteplici angolature apparentemente contrapposte, come se si guardasse al contempo dall\u2019interno e dall\u2019esterno, con un \u201cterzo occhio\u201d, creando uno sdoppiamento nella consapevolezza. Muovendosi nel <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">nepantla<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> si crea\u00a0 una tensione che genera strappi, apre crepe (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">rajaduras<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">). Guardare attraverso le fenditure delle nostre certezze\u00a0 combatte il binarismo, si sperimentano sincronie. \u201cDalle fenditure entra la luce che svela le falle nella nostra cultura\u201d, scrive Anzaldua. \u201cSebbene sia difficile pensare e agire in modo positivo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">en estos tiempos de Coyolxauhqui<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">,\u00a0 \u00e8 proprio quest\u2019epoca di dislocazione \/separazione che reca con s\u00e8 la promessa dell\u2019interezza. Dobbiamo rendere testimonianza di ci\u00f2 che i nostri corpi ricordano, di ci\u00f2 che <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">el corazon con raz\u00f2n<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> esperisce e condividere tutto questo con altre [\u2026] Queste narrazioni guaritrici non fungono solo da \u2018cure\u2019 di auto-sostentamento, ma trasformano sul serio la realt\u00e0\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La spiritualit\u00e0 come azione etica di trasformazione del sociale, che, coniugata con l\u2019immaginazione e i vissuti interiori \u00e8 \u201cin grado di dare vita a saperi sovversivi\u201d (Anzaldua), \u00e8 intesa anche da\u00a0 Antonietta Potente, domenicana, docente di teologia morale presso l\u2019Angelicum di Roma e a Firenze, che ha coniato il termine\u00a0 \u201cmistica-politica\u201d. \u201cCi\u00f2 che lega questi due elementi \u00e8 l\u2019esperienza, il corpo e la sua sensibilit\u00e0, la vita quotidiana tra desideri, bisogni reali, iniziative, processi di riconoscimento delle identit\u00e0 e cura profonda verso ci\u00f2 che si \u00e8 sognato ma non \u00e8 ancora stato realizzato\u201d afferma Potente, per la quale \u201cil corpo non \u00e8 semplice esposizione ma profondo mistero e creativit\u00e0 dei sensi\u201d.\u00a0 Potente, che dal 1994 ha vissuto in Bolivia sperimentando una forma di vita comunitaria con famiglie indigene e ha insegnato nelle universit\u00e0 di Cochabamba e La Paz,\u00a0 paragona la capacit\u00e0 di \u201clegare\u201d i due elementi, apparentemente in opposizione, ad una \u201calchimia\u201d, come si trattasse di formule chimiche. Un processo che si svolge nei \u201claboratori interiori\u201d di ciascun essere umano privato della capacit\u00e0 creativa, della propria forza vitale. Altra \u201csintesi\u201d che lega mistica e politica \u00e8 l\u2019 \u201cessere fuori di s\u00e9\u201d, imparare in altro modo lo \u201cstare del \u201cs\u00e9\u201d. L\u2019esperienza mistica sospinge il s\u00e9 altrove, ad innamorarsi dell\u2019altro. Uno stato psichico di sospensione, di \u00a0\u201cex-stasis\u201d, dislocare il proprio centro di gravit\u00e0 esistenziale \u201cper essere disposti al volo, pronti a qualunque partenza[\u2026]\u00a0Non \u00e8 forse questa l\u2019esperienza mistica? Non \u00e8 forse questa la pratica pi\u00f9 alta della politica?\u201d, si domanda Potente, consapevole di quale\u00a0 \u201cinquietudine\u201d questa sospensione comporta \u00a0\u201cper un essere umano che comunque, per diversi fattori, \u00e8 tentato sempre a cadere e restare nel labirinto del\u00a0s\u00e9 massiccio, dove tutto ruota attorno all\u2019 asse trasversale del proprio centro, rendendo il resto della realt\u00e0 estraneo, fastidioso e impicciante, tutte le volte che non \u00e8 a propria disposizione\u201d. L\u2019invito di Potente \u00e8 ripristinare \u201ca partire dalla propria esperienza e dalla pi\u00f9 reale quotidianit\u00e0\u201d la propria creativit\u00e0, seguendo l\u2019esempio di quei \u201cgruppi umani, [donne, operai, studenti, indigeni, rifugiati] che hanno dovuto essere misticipolitici per recuperare i loro spazi, mantenere viva la memoria e la propria creativit\u00e0\u201d. Come?\u00a0 \u201cVivere dal di dentro, imparare le strategie dell\u2019interiorit\u00e0, per non perdere la propria vita e non consegnarla ad altri\u201d. Ascoltare il grido di dolore di milioni\u00a0 di persone private della propria forza; il grido della natura saccheggiata delle sue risorse, \u201cle cui eco ciascuno pu\u00f2 ritrovare in s\u00e9\u201d. Misticapolitica \u00e8 un invito al risveglio dei sensi; a un \u201cvedere interiore\u201d, a una cosmovisione profonda e \u201caltra\u201d del mondo; a guardare la realt\u00e0 e percepire che c\u2019\u00e8 ancora qualcosa da scoprire nella profondit\u00e0, in basso, verso le radici, tessuto e alimento della vita, uniche e diverse in ciascuno di noi. Misticapolitica \u00e8 \u201cprovare a rileggere la vita con altri criteri\u201d,\u00a0 \u201criscoprire gli interstizi della vita stessa\u201d, \u201cliberarci da questa morsa economica\u201d. Ad essa si perviene attraverso \u201cviaggi di crescita interiore\u201d, \u201cprogressivi cammini di uscita da s\u00e9\u201d,\u00a0 \u201caperture verso l\u2019assenza, ci\u00f2 che ancora manca\u201d, \u201caffinando la sensibilit\u00e0\u201d. Percorsi che per essere narrati hanno bisogno del linguaggio poetico \u201cperch\u00e9 sono convinta che solo il lessico poetico pu\u00f2 addentrarsi in quegli interstizi della vita, pi\u00f9 peculiari e difficili. Perch\u00e9 la poesia \u00e8 porta di entrata per prendersi cura dell\u2019anima dell\u2019umano e del cosmo\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A ben vedere molti sono i temi comuni alle due filosofe, attiviste e femministe, a partire dal corpo. \u201cI nostri corpi sono geografie dei s\u00e9 costituite da \u2018paesi\u2019 diversi, limitrofi e sovrapposti\u201d scrive Anzaldua. Per entrambe, il corpo individuale non \u00e8 mai separato dalla comunit\u00e0 e dal \u201cluogo\u201d in cui \u00e8 radicato. I corpi sono \u201csegnati\u201d dalle culture dei luoghi, dalla loro memoria, dai traumi e dai residui collettivi inconsci di chi ci ha preceduto. \u201cI luoghi in cui sono vissuta hanno influito sulla mia psiche, hanno lasciato un segno in ogni cellula del mio corpo\u201d, scrive Anzaldua. Cos\u00ec come chi vive negli spazi di frontiera, come le <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">mestizas<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, esperisce episodi di dissociazione identitaria. Per entrambe, i luoghi sono costituiti da \u201ctre mondi strettamente interconnessi\u201d: \u201cla terra di sotto\u201d, il sottomondo, gli antenati. \u201cSenza il permesso degli <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">antepasados<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> non si fa nulla, neanche un incontro si pu\u00f2 fare\u201d, scrive Potente; \u201cla terra di mezzo\u201d, che abitiamo, composta da fiumi, alberi, rocce, animali, piante, tutti con una loro coscienza e a cui \u00e8 bene dare sempre un nome; \u201cla terra di sopra\u201d, lo spazio spirituale, abitato da energie incorporee che non vediamo. Il luogo cos\u00ec composto mantiene una relazione profonda con chi lo abita e influenza e plasma i desideri, le scelte. \u201cSe rompi questa relazione, allora succede qualcosa anche a te\u201d, afferma Potente.<\/span><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quanto espresso dalle due autrici \u2013 spiritualit\u00e0; sapere radicato nel corpo;<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">apertura a nuove cosmovisioni;<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">attenzione all\u2019invisibile; all\u2019immaginazione; al sacro; al mistero; alle voci interiori; alle storie; ai sogni; al sentire profondo; alla modificazione dello stato di coscienza ordinario &#8211; le intendo come preziose coordinate su una mappa affettiva che mi guidi, in quest\u2019epoca di dislocazione\/separazione nella quale ci troviamo a vivere, per evadere dalla prigione mentale ed emotiva in cui siamo rinchiusi\/e e tornare in possesso della forza vitale, creativa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sono materie, su cui altre filosofe, scienziate, antropologhe e poete sono spesso tornate.\u00a0 Cito fra tante: Chandra Candiani, Anna Maria Ortese, Chiara Zamboni, Stefania Consigliere, Donna Haraway, Maria Zambrano. Cito anche Ernesto De Martino per la sua vicinanza ai temi qui espressi, a partire dal concetto di \u201cpresenza\u201d intesa come \u201ccontinua esperienza di avere un corpo e saperlo usare\u201d; la capacit\u00e0 di continuare a fare mondo, a iniziarlo di nuovo, facendo tesoro della memoria di comportamenti efficaci preesistenti, depositati nei singoli. Di stretta conseguenza \u00e8 il \u201crischio della presenza\u201d come smembramento, spaesamento, che<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">si verificano in un soggetto privato dell\u2019energia necessaria per mantenersi presente nella comunit\u00e0 a causa di un trauma \u201csenza compensazione e senza riscatto\u201d. Con tale termine De Martino fa riferimento alla funzione della \u201cmagia\u201d e dello sciamano come mediatore.\u00a0 Da qui discende la definizione di \u201capocalisse culturale\u201d come\u00a0 \u201crischio di non poterci essere in nessun mondo culturale possibile\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cSi pensa al reale come a qualcosa di dato, che si mostra, percepibile coi sensi e la mente e storicamente collocato\u201d, scrive\u00a0 Zamboni. Il reale piuttosto \u00e8 \u201cespresso dalla relazione tra ci\u00f2 che \u00e8 &#8211; e ci\u00f2 che non \u00e8 ma in qualche modo si mostra\u201d. Possiamo anche definirlo\u00a0 \u201cl\u2019altra faccia del reale\u201d che non ha spazio in questo attuale ordine patriarcale. E\u2019 la \u201cseconda irreale realt\u00e0\u201d di cui scrive Ortese, per la quale il reale \u00e8 \u201cintollerabile\u201d e non ama descrivere. Preferisce \u201cl\u2019espressivo\u201d, una scrittura attraverso i sensi, per \u201capparizioni e visioni\u201d. E\u2019 l\u2019invisibile, la parte in continuo divenire, regno del possibile, del molteplice,\u00a0 dell\u2019eccedente. E\u2019 l\u2019oltre margine,\u00a0 il perturbante,\u00a0 l\u2019inaudito, l\u2019imperfetto, il non concluso. L\u2019assetto del reale dipende dalla sua relazione con questa altra faccia incerta e pericolosa che Consigliere, debitrice a De Martino,\u00a0 chiama \u201cmagia\u201d. \u201cSpazio di sospensione tra ci\u00f2 che siamo e ci\u00f2 che ancora pu\u00f2 darsi\u201d, dove le intenzionalit\u00e0 non sono solo umane, dove vige la sincronicit\u00e0 e l\u2019analogia,\u00a0 il simbolico ha efficacia sulla materia e ogni elemento \u00e8 in relazione \u2018simpatetica\u2019 con la natura<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La caccia alle streghe, insieme alla cancellazione di questo mondo, ha\u00a0 svuotato i soggetti delle loro forze, espropriandoli di potenza creatrice e provocando la miseria emotiva e l\u2019 inerzia sensoriale di cui soffre oggi la modernit\u00e0, scrive Consigliere. Ponendosi come unica realt\u00e0, la modernit\u00e0 rende inesistente e mostruoso tutto ci\u00f2 che \u00e8 potenzialmente distraente dalla morsa economica della produzione e dal consumismo, impedendo di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">vedere<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> altre forme di vita oltre i margini del campo visivo dati per scontati o imposti. Il mondo \u00e8 oggettivo, presunzione che\u00a0 richiede l\u2019applicazione rigida della logica binaria. \u201cPer vivere\u00a0 siamo tenuti a separare continuamente ci\u00f2 che facciamo da ci\u00f2 che sentiamo in un regime di dissociazione e impotenza\u201d. \u201cCosa impedisce di guardare oltre le mura della prigione che ci soffoca?\u00bb<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">Secondo Consigliere &#8211; a partire da una feroce critica alla sinistra, aggrappata al materialismo, preoccupata \u201cdel pane, dell\u2019acqua,\u00a0 del tetto, delle armi: salario e struttura\u201d -, la paralisi si scioglie ripristinando un tipo di conoscenza che Zamboni definisce \u201csapere sensitivo\u201d, sensibile, eccedente. E\u2019 \u201cla risonanza delle cose del mondo nell\u2019anima, quando lei va a passeggio assieme ai cinque sensi\u201d. \u201cIl sentire \u00e8 interiore ed esteriore insieme [&#8230;] fa da ponte in quanto allude al lato inconscio della nostra relazione con il mondo [&#8230;] quanto pi\u00f9 si d\u00e0 spazio al sentire, tanto pi\u00f9 il mondo si allarga, s\u2019intensifica, diviene sensibile e onirico\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Trovo il sentire di Zamboni vicino al pensiero <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u201c<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">tentacolare\u201d di<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Haraway che<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">erompe dalle profondit\u00e0 buie della terra <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">e <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">procede \u201ctastando\u201d il terreno nel tentativo di generare nuovi paradigmi alternativi all\u2019Antropocene, nuove alleanze e nuove forme di \u201crespons-ability\u201d, all\u2019altezza del tempo presente, l\u2019era del Chtulucene, che richiama i tentacoli \u201cchiomati\u201d del ragno, figurazione multiforme. Un pensiero che \u201cresta a contatto con il presente torbido\u201d, col <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">trouble<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. Come Anzaldua e Potente, Haraway, da scienziata, invita ad un riposizionamento di sguardo capace di perforare l\u2019opacit\u00e0 dei molteplici piani interagenti del sistema, rivolgendolo verso il basso, nel sottomondo, dove dimorano il rimosso, i sogni, il mostruoso.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tutte le autrici citate sottendono ad un sapere non concettuale, ma contemplativo, vicino allo stupore dell\u2019infanzia, che Candiani chiama \u201cmeraviglia\u201d, uno \u201csguardo che ignora il risaputo e vede ora\u2026\u201d . Per Zambrano \u00e8\u00a0 \u201cla visione attraverso il cuore\u201d\u00a0 che\u00a0 \u201cconsente di aprire un varco laddove sembra non esserci passaggio alcuno\u201d. Un sapere compassionevole, che per Candiani \u00e8 \u201ctrasalimento del cuore alla vista della sofferenza degli altri\u201d, e\u00a0 Anzaldua chiama <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">facultad<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sono posture passive (da patimento\/passione) che incontrano tuttora una resistenza in quanto scatenano la paura di essere consegnati ad una potenza onnipotente, che fa sentire gli umani inermi, fragili, esposti, sopraffatti, e catalogate pertanto come pericolose.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><strong>RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI<\/strong><\/h5>\n<h6><span style=\"font-weight: 400;\">CHIARA ZAMBONI, SENTIRE E SCRIVERE LA NATURA, MIMESIS, 2020<\/span><\/h6>\n<h6><span style=\"font-weight: 400;\">DIOTIMA, LA MAGICA FORZA DEL NEGATIVO, LIGUORI, 2005<\/span><\/h6>\n<h6><span style=\"font-weight: 400;\">LAURA BOELLA, ANNAROSA BUTTARELLI, PER AMORE DI ALTRO, CORTINA, 2000<\/span><\/h6>\n<h6><span style=\"font-weight: 400;\">ANNA MARIA ORTESE, CORPO CELESTE, ADELPHI, 2008<\/span><\/h6>\n<h6><span style=\"font-weight: 400;\">CHANDRA CANDIANI, QUESTO IMMENSO NON SAPERE, EINAUDI ,2021<\/span><\/h6>\n<h6><span style=\"font-weight: 400;\">STEFANIA CONSIGLIERE, FAVOLE DEL REINCANTO, MOLTEPLICIT\u00c0 IMMAGINARIO RIVOLUZIONE, DERIVE APPRODI, 2020; MATERIALISMO MAGICO MAGIA E RIVOLUZIONE, 2023\u00a0<\/span><\/h6>\n<h6><span style=\"font-weight: 400;\">ANZALDUA GLORIA LUCE NELL\u2019 OSCURITA\u2019 RISCRIVERE L\u2019IDENTITA\u2019,LA SPIRITUALITA\u2019 LA REALTA\u2019, trad. di Laura Scarmoncin, MELTEMI, 2022 <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/i><\/h6>\n<h6><span style=\"font-weight: 400;\">ERNESTO DE MARTINO IL MONDO MAGICO, EINAUDI, 2024<\/span><\/h6>\n<h6><span style=\"font-weight: 400;\">ANTONIETTA POTENTE, COME IL PESCE CHE STA NEL MARE LA MISTICA DEL LUOGO DELL\u2019INCONTRO, ED. PAOLINE, 2017<\/span><\/h6>\n<h6><span style=\"font-weight: 400;\">ECOFEMMINISMO INTERVISTA A A. POTENTE, IN DIOTIMA PER AMORE DEL MONDO, 18\/22<\/span><\/h6>\n<pre><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDefinisco \u2018attivismo spirituale\u2019 la postura militante che esplora le implicazioni sociali della spiritualit\u00e0\u201d. 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