{"id":256624,"date":"2015-12-12T23:06:02","date_gmt":"2015-12-12T23:06:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=256624"},"modified":"2015-12-13T10:34:15","modified_gmt":"2015-12-13T10:34:15","slug":"la-vibrazione-che-diventa-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/12\/la-vibrazione-che-diventa-realta\/","title":{"rendered":"La vibrazione che diventa realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<h5><span style=\"color: #800000;\">IL METODO PER COMPRENDERE LA REALTA&#8217;<\/span><\/h5>\n<p>Guardare alla storia delle scoperte dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 un po\u2019 come osservare una caccia al tesoro, facendo una metafora \u00e8 come se una persona si trovasse al buio munita di una piccolissima torcia, con la quale, tramite un ristretto fascio di luce, possa illuminare solo un piccolo pezzetto della realt\u00e0 che la circonda.<\/p>\n<p>Una volta illuminata una determinata area di questa realt\u00e0, si cerca di afferrarne il significato, vengono raccolti i dati, catalogati, studiati, messi a confronto, poi arriva qualcuno con grandi capacit\u00e0 d\u2019intuizione, dotato di conoscenze specifiche e grazie ad un\u2019opera di collegamento dei dati ottenuti, formula una teoria, una serie di leggi derivate dall\u2019osservazione e dall\u2019attento lavoro di interconnessione fatto con le informazioni di cui si dispone. \u00a0Tramite un metodo poi si verifica se tale teoria sia sostenibile e comprovabile, si cercano dei riscontri pratici, oltre che teorici, e una volta realizzate le sperimentazioni che comprovano o disconoscono questa determinata teoria, se ne ricercano i criteri di misurabilit\u00e0 e ripetibilit\u00e0, di modo che quanto osservato possa essere riproducibile e applicabile alla realt\u00e0 che ci circonda.\u00a0 Questo pi\u00f9 o meno il metodo che la moderna comunit\u00e0 scientifica finora si \u00e8 dato.<\/p>\n<p>Questo metodo per\u00f2 in questi ultimi anni sembrerebbe aver toccato dei limiti, i dati e le scoperte fatte nel campo della <a href=\"https:\/\/sites.google.com\/site\/marelv83\/fisica-moderna\/disaccordo-tra-meccanica-quantistica-e-relativita-generale\">meccanica quantistica contrastano apertamente con quanto affermato dalla fisica classica<\/a>, per intenderci, parliamo della fisica su cui si basa la concezione della realt\u00e0 che ci circonda per come finora questa ci era stata insegnata.<\/p>\n<p>Tralasciamo il fatto che il metodo che si \u00e8 data la moderna scienza non \u00e8 certamente l\u2019unico con cui \u00e8 possibile arrivare a interpretare la realt\u00e0, di fatti analizzando le ultime scoperte nel campo della meccanica quantistica, pare che le civilt\u00e0 antecedenti la nostra, avessero tramite differenti metodi, intuito moltissimo della realt\u00e0 del mondo che ci circonda o per dirla meglio, molto di pi\u00f9 di quanto ci sia stato fatto credere fino ad oggi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questo il tema dell\u2019articolo, che magari potremo approfondire successivamente ma di per se \u00e8 gi\u00e0 sorprendente osservare come le ultime scoperte fatte nel campo della quantistica, siano vicinissime per non dire speculari a quanto descrivevano le antiche filosofie prodotte dalle civilt\u00e0 del passato, come ad esempio gli egizi, gli\u00a0indiani, l\u2019antica Cina e gli stessi greci antichi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Metodo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-256852\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Metodo-720x545.jpg\" alt=\"Metodo\" width=\"680\" height=\"515\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Metodo-720x545.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Metodo-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Metodo.jpg 835w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<h5><span style=\"color: #800000;\">QUANTISTICA E ANTICHE CONOSCENZE<\/span><\/h5>\n<p>Scienziati come <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Niels_Bohr\">Niels Bohr<\/a>, \u00a0nobel per la fisica nel 1922 e precursore della moderna fisica quantistica, avevano intuito questa vicinanza, basta vedere ad esempio il simbolo che il gruppo di fisici e scienziati riuniti sotto la sua direzione si erano dati, uno stemma con all\u2019interno un <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Niels_Bohr#\/media\/File:Coat_of_Arms_of_Niels_Bohr.svg\">Tao di colore rosso e nero<\/a>.<\/p>\n<p>Considerando la similitudine fra le scoperte della moderna fisica quantistica e certe antiche filosofie, si potrebbe tranquillamente sostenere che oltre al metodo scientifico attualmente in uso, ve ne fossero anche altri di metodi d\u2019indagine, metodi che per ovvi limiti dati dalla strumentazione, (praticamente inesistente) si basavano pi\u00f9 probabilmente sul ragionamento, sull\u2019osservazione, sulla riflessione e anche sulla meditazione. Metodologie che hanno comunque portato a identificare e scoprire un criterio di realt\u00e0, sorprendentemente vicinissimo a quello che si sta delineando in questi ultimi anni tramite la moderna scienza.<\/p>\n<p>Per questo diciamo che l\u2019attuale metodo scientifico, \u00e8 quello che attualmente abbiamo intrapreso con la nostra civilt\u00e0 occidentale, un metodo sicuramente efficace seppure non l\u2019unico che per\u00f2, in questo momento storico, ci serve per acquisire determinate conoscenze, per comprenderle, tradurle e poterle riprodurre.<\/p>\n<p>Ritornando alla storia delle scoperte, ogni tanto la torcia viene puntata un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0 e viene ispezionata una nuova area della realt\u00e0. A volte succede che ci\u00f2 che viene osservato coincida con quanto visto prima o meglio che quanto osservato \u00e8 contiguo o coerente con quanto scoperto e studiato in precedenza.<\/p>\n<p>Altre volte per\u00f2, come successo con la meccanica quantistica, il fascio di luce illumina un differente tipo di area della realt\u00e0 che ci circonda, una realt\u00e0 che almeno apparentemente non \u00e8 contigua, n\u00e9 coerente con quanto osservato fino a poc&#8217;anzi.<\/p>\n<p>E\u2019 proprio dalla constatazione di aver toccato un apparente limite di questo metodo che inizia la nostra storia, una storia che ci ha illustrato benissimo un altro fisico moderno, un signore che si chiama <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=jCwsh9fJkxE\">Brian Greene<\/a>, una storia molto interessante che vale davvero la pena essere ascoltata.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Niels-Bohr.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-256803\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Niels-Bohr.jpg\" alt=\"Niels-Bohr\" width=\"674\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Niels-Bohr.jpg 674w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Niels-Bohr-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 674px) 100vw, 674px\" \/><\/a><\/p>\n<h5><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #800000;\">DIMENSIONI AGGIUNTIVE<\/span><\/h5>\n<p>Nel 1919, proprio nel bel mezzo delle discussioni fra fisici storici come Einstein, padre della relativit\u00e0 e Bohr, padre della quantistica, un certo signor <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teoria_di_Kaluza-Klein\">Theodor Kaluza<\/a>, un matematico tedesco, quasi sconosciuto, propose un\u2019ardita quanto bizzarra teoria per far conciliare le due differenti fisiche, la relativit\u00e0 e la quantistica.<\/p>\n<p>La prima, applicabile alle macro dimensioni, perci\u00f2 a pianeti, stelle e galassie, la seconda, applicabile alle micro dimensioni ovvero a particelle, atomi, elettroni, quanti, ecc.<\/p>\n<p>Questo signore per conciliare le due teorie, entrambi esatte e dimostrate eppure in antitesi fra loro, avanz\u00f2 infatti l\u2019ipotesi che il nostro universo potesse avere in realt\u00e0 pi\u00f9 dimensioni rispetto alle tre che tutti noi conosciamo.<\/p>\n<p>In aggiunta a sinistra\/destra, dietro\/avanti e sopra\/sotto, Kaluza ipotizz\u00f2 che potessero esserci ulteriori dimensioni dello spazio. Dimensioni che per qualche ragione non riusciamo ancora a vedere.<\/p>\n<p>Ora quando qualcuno propone una teoria ardita e bizzarra, di solito \u00e8 solo questo, una teoria ardita e bizzarra, che nulla ha a che fare col mondo che ci circonda, ma questa teoria in particolare, bench\u00e9 non sia ancora stata definitivamente confermata, ha avuto un grosso impatto sui fisici in quest\u2019ultimo secolo e continua ad ispirare numerose ricerche all\u2019avanguardia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Dimensioni-aggiuntive.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-256810\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Dimensioni-aggiuntive-720x525.png\" alt=\"Dimensioni aggiuntive\" width=\"720\" height=\"525\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Dimensioni-aggiuntive-720x525.png 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Dimensioni-aggiuntive-300x219.png 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Dimensioni-aggiuntive.png 1035w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n<h5><span style=\"color: #800000;\">EINSTEIN E LA GRAVITA&#8217;<\/span><\/h5>\n<p>Vorrei raccontarvi dunque qualcosa sulla storia di queste dimensioni aggiuntive, per iniziare ci servono un paio di nozioni base, andiamo al 1907, in quell\u2019anno Einstein godeva di enorme fama, conquistata scoprendo la teoria della relativit\u00e0 e decideva di cominciare un nuovo progetto, ossia comprendere appieno la potente e pervasiva forza di gravit\u00e0.<\/p>\n<p>A quel tempo erano in molti a credere che quel progetto fosse gi\u00e0 stato concluso. Alla fine del XVII secolo, Newton aveva donato al mondo una teoria della gravit\u00e0, una teoria che funzionava bene descrivendo il moto dei pianeti, il moto della luna ed anche la storia delle mele che cadono dagli alberi colpendo le persone in testa e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 poteva essere descritto usando la teoria di Newton ma Einstein si accorse che Newton aveva tralasciato qualcosa, poich\u00e9 anche Newton stesso scrisse che nonostante avesse capito come calcolare l\u2019effetto della gravit\u00e0, non era stato in grado di capire come realmente funzionasse. Com&#8217;\u00e8 possibile che il Sole distante dalla Terra 150 milioni di km riesca ad influenzare il moto della terra? Come riesce il sole ad estendere la sua influenza attraverso lo spazio vuoto e inerte? Fu questo l\u2019obbiettivo che Einstein si prefisse, capire come funzionava la gravit\u00e0. Einstein nei suoi studi scopr\u00ec che il mezzo che trasmette la gravit\u00e0 \u00e8 lo spazio stesso. Immaginate lo spazio come un\u2019enorme trama di una tela, un ordito fatto di linee verticali e orizzontali che s\u2019intersecano su di un piano piatto, questo almeno in assenza della materia per come noi la conosciamo, ma nel caso ci sia materia nello spazio, come ad esempio il sole con la sua imponente massa, in questo caso, le fibre della trama dello spazio vengono deformate, curvate sotto l\u2019influenza della massa del sole.\u00a0 E\u2019 proprio questa curvatura che trasmette la forza di gravita. Immaginate di essere davanti ad uno specchio d\u2019acqua, adesso immaginate una pallina da tennis che galleggi su questo specchio d\u2019acqua, al cui centro si trovi un mulinello che attira a se i corpi che galleggiano. La pallina da tennis assumer\u00e0 una direzione di moto circolare ruotando intorno al mulinello. \u00a0Lo spazio \u00e8 come lo specchio di acqua, il Sole \u00e8 il centro del mulinello, la pallina da tennis la Terra. \u00a0Anche la Terra produce una lieve deformazione nella trama dello spazio e allo stesso modo la Luna con un\u2019orbita pi\u00f9 eccentrica rotola nella valle che si forma per via della curvatura che crea la terra sommata a quella pi\u00f9 ampia del Sole.\u00a0 E\u2019 cos\u00ec che Einstein teorizz\u00f2 e dimostr\u00f2 la nuova teoria della gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Questa teoria fu testata in seguito nel 1919 grazie alle osservazioni astronomiche, funzionava veramente e diede ad Einstein fama mondiale, \u00e8 questa storia che diede molto da pensare a Kaluza anche lui come Enstein era in cerca d\u2019una \u201cteoria unificata\u201d una sola teoria che fosse in grado di descrivere tutte le forze della natura con un solo insieme d\u2019idee o se volete di principi, una \u201cequazione madre\u201d.<\/p>\n<p>E cos\u00ec il nostro Kaluza pens\u00f2: se Einstein \u00e8 stato in grado di descrivere la gravit\u00e0 in termini di deformazioni e curvature nella trama dello spazio, (spazio e tempo per essere pi\u00f9 precisi) allora forse lui, poteva utilizzare lo stesso stratagemma con l\u2019altra forza sconosciuta, che all\u2019epoca era la forza elettromagnetica, al giorno d\u2019oggi ne conosciamo altre ma all\u2019epoca quella era l\u2019unica altra forza a cui tutti pensavano, la forza responsabile dell\u2019elettricit\u00e0, dell\u2019attrazione magnetica, del magnetismo dei poli ecc.<\/p>\n<p>Dunque Kaluza s\u2019immagino di poter usare lo stesso stratagemma e descrivere la forza elettromagnetica con deformazioni e curvature. Da qui la fatidica domanda, \u201cdeformare e curvare\u201d\u2026 S\u00ec ma che cosa? \u00a0Einstein aveva gi\u00e0 usato il tempo e lo spazio\u00a0 e le loro deformazioni per descrivere la curvatura della gravit\u00e0, non sembrava esserci nient\u2019altro da deformare e curvare, allora Kaluza ipotizz\u00f2 che lo spazio avesse pi\u00f9 dimensioni, pens\u00f2 che se avesse voluto descrivere un\u2019altra forza, avrebbe avuto bisogno di una dimensione aggiuntiva. Allora immagin\u00f2 che l\u2019universo avesse quattro dimensioni dello spazio e non pi\u00f9 tre e immagin\u00f2 che anche l\u2019elettromagnetismo fosse un insieme di curvature e deformazioni in quella quarta dimensione ma ecco il punto chiave, quando scrisse le equazioni per descrivere le deformazioni e le curvature in un universo con quattro dimensioni, e non tre, egli trov\u00f2 che le vecchie equazioni che Einstein aveva gi\u00e0 applicato alle tre dimensioni erano quelle per le gravit\u00e0, ma riusc\u00ec anche ad applicare un\u2019equazione aggiuntiva da applicare alla quarta dimensione e quando osserv\u00f2 quell\u2019equazione essa non era altro che l\u2019equazione che gli scienziati conoscevano da tempo per descrivere la forza elettromagnetica, incredibilmente questa equazione salt\u00f2 fuori sa sola.\u00a0\u00a0 Assolutamente straordinario, Kaluza era talmente esaltato dalla scoperta che corse in giro per la casa urlando \u201cVittoria!\u201d poich\u00e9 aveva trovato la teoria unificata. Chiaramente Kaluza era un uomo che prendeva la teoria molto seriamente. Gira l\u2019aneddoto che Kaluza quando volle imparare a nuotare prima lesse un libro, un saggio sul nuoto, e solo dopo si tuff\u00f2 nell\u2019oceano, questo era il genere di uomo che avrebbe rischiato la propria vita per una teoria.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Terra-Luna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-256817\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Terra-Luna.jpg\" alt=\"Terra Luna\" width=\"640\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Terra-Luna.jpg 640w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Terra-Luna-300x185.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<h5><span style=\"color: #800000;\">MACRO DIMENSIONI \u00a0E \u00a0MICRO DIMENSIONI\u00a0<\/span><\/h5>\n<p>Ma volendo essere un po\u2019 pi\u00f9 pratici, se lo spazio ha pi\u00f9 dimensioni, allora dove sono? Sembra che non riusciamo a vederle. Seconda domanda: questa teoria funziona veramente in dettaglio, se applicata al mondo che ci circonda?\u00a0 La prima domanda ottenne la risposta nel 1926 da un uomo di nome Oskar Klein. \u00a0Klein ipotizzo l\u2019esistenza di due tipi di dimensioni, dimensioni grandi e facili da vedere, ma anche dimensioni piccole e raggomitolate su stesse, talmente piccole che nonostante ci circondino non riusciamo a vederle. Lasciate che ve le spieghi. Immaginiamo di guardare da lontano qualcosa come ad esempio una corda tesa tra un palazzo e un altro, dalla nostra posizione vedremmo una linea retta a 2 dimensioni, ma se ci avvinassimo e fossimo anche talmente piccoli da poter camminare sopra e girare intorno alla corda ci accorgeremmo che la sezione della corda \u00e8 circolare e che a sua volta \u00e8 composta da tanti filamenti intrecciati fra loro, andando ad esaminare meglio i filamenti, scopriremmo che a loro volta sono formati da fibre avvolte su se stesse, insomma da vicino scopriremmo che la linea retta che dal nostro punto di vista sembrava avere solo due dimensioni in realt\u00e0 \u00e8 tridimensionale e che oltretutto possiede pure una struttura complessa.<\/p>\n<p>Questo concetto che all\u2019apparenza parrebbe scontato, in realt\u00e0 dimostra quello che Kaluza oltre un secolo fa sosteneva ovvero esistono due tipi di dimensioni grandi e piccole.<\/p>\n<p>Dimostra inoltre che all\u2019interno di queste dimensioni che ci circondano, nonostante siano le sole che noi possiamo facilmente vedere, possono esserci altre dimensioni pi\u00f9 piccole raggomitolate, come ad esempio la sezione circolare della corda e le fibre al suo interno che sono talmente piccole da risultarci apparentemente invisibili. Questo per dire che l\u2019universo pu\u00f2 avere pi\u00f9 dimensioni oltre a quelle che noi vediamo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Macro-e-Micro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-256824\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Macro-e-Micro-720x374.jpg\" alt=\"Macro e Micro\" width=\"720\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Macro-e-Micro-720x374.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Macro-e-Micro-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Macro-e-Micro.jpg 771w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n<h5><span style=\"color: #800000;\">LE SUPERSTRINGHE<\/span><\/h5>\n<p>Passiamo per\u00f2 alla seconda domanda che poco fa ci siamo posti \u201cla teoria funziona davvero quando viene applicata al mondo reale?\u201d Einstein, Kaluza, Bohr, e molti altri hanno lavorato proprio su questa domanda, hanno cercato di applicare questa teoria alle leggi fisiche dell\u2019universo, a quelle conosciute all\u2019epoca e in alcuni dettagli questa teoria non funzion\u00f2.\u00a0 Uno dei dettagli, ad esempio, fu che non riuscirono ad elaborare correttamente con questa teoria la massa degli elettroni. In molti poi hanno lavorato a questo progetto per dare riscontro a questa teoria ma sicuramente gi\u00e0 a partire dagli anni \u201840 e sicuramente negli anni \u201950 questa ipotesi, tanto strana quanto affascinante, su come unificare tutte le leggi della fisica venne momentaneamente messa da parte. Fino a che qualcosa di straordinario avvenne nella nostra epoca. Un nuovo approccio per unificare le leggi della fisica venne nuovamente ricercato dai fisici di tutto il mondo ed \u00e8 conosciuto come <a href=\"http:\/\/robertagraci.myblog.it\/media\/02\/01\/747711927.pdf\">\u201cteoria delle superstringhe\u201d<\/a>. La cosa stupenda \u00e8 che la teoria delle superstringhe, apparentemente non avrebbe niente a che vedere con l\u2019idea iniziale di Kaluza di dimensioni aggiuntive ma studiandola attentamente la teoria delle superstringhe regala alla teoria delle dimensioni aggiuntive, una sua ragione d\u2019essere.<\/p>\n<p>Vediamo meglio perci\u00f2 come funziona questa <a href=\"http:\/\/robertagraci.myblog.it\/media\/02\/01\/747711927.pdf\">teoria delle superstringhe<\/a>. E\u2019 una teoria che cerca di dare risposta alla seguente domanda, quali sono i costituenti base fondamentali, indivisibili e non separabili, di tutto ci\u00f2 che ci circonda nel mondo? L\u2019idea \u00e8 la seguente, immaginate di osservare un oggetto familiare, una candela in un portacandele, immaginate di voler saper di cosa essa sia fatta. Cominceremo un viaggio al suo interno per esaminarne i costituenti. Quindi all\u2019interno in profondit\u00e0 sappiamo che ci sono gli atomi, sappiamo anche che gli atomi non sono la fine della storia, che essi sono costituiti da elettroni che orbitano intorno ad un nucleo centrale, a sua volta elettroni e protoni contengono particelle pi\u00f9 piccole, chiamati quark.\u00a0 E qui le idee convenzionali si fermano, ecco che entra in scena la teoria delle superstringhe, all\u2019interno di queste particelle, c\u2019\u00e8 qualcos\u2019altro, un insieme di filamenti d\u2019energia vibranti, sembrano come delle corde vibranti, da cui il nome della teoria, perch\u00e9 queste stringhe sono come delle corde vibranti di un violoncello, possono vibrare in differenti toni ma queste stringhe non producono differenti note musicali. Piuttosto producono differenti particelle creando tutto il mondo che ci circonda.<\/p>\n<p>Quindi se queste ipotesi sono corrette, il paesaggio ultra-microscopico dell\u2019universo appare cos\u00ec, \u00e8 formato da un numero enorme di questi piccoli filamenti di energia vibrante che vibrano a diverse frequenze. Frequenze diverse che producono particelle diverse. E le differenti particelle sono la causa della variet\u00e0 delle cose che compongono il mondo.\u00a0 Ed \u00e8 proprio qui che otteniamo l\u2019unit\u00e0, poich\u00e9 particelle di materia, elettroni e quarks, particelle radioattive, fotoni, onde radio, luce, energia e gravitoni sono tutti nati da una sola entit\u00e0 cos\u00ec che le forze della natura sono tutte unite sotto il comune denominatore delle stringhe vibranti.\u00a0 Ed \u00e8 questo che s\u2019intende per teoria unificata.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un problema, ci si accorge che questa cosa non sta in piedi all\u2019interno di un universo composto da sole tre dimensioni pi\u00f9 il tempo.\u00a0 E non funziona nemmeno con un universo con quattro dimensioni con cinque o sei.\u00a0 E\u2019 possibile studiare l\u2019equazione e dimostrarne la veridicit\u00e0 solo in un universo con dieci dimensioni spaziali ed una temporale e tutto questo ci riporta alle idee di Kaluza e Klein: \u201cIl nostro mondo quando adeguatamente descritto ha pi\u00f9 dimensioni di quelle che vediamo\u201d. Per capire meglio, bisogna approfondire due loro caratteristiche: La prima \u00e8 che queste dimensioni aggiuntive contengono la risposta alla domanda pi\u00f9 profonda: C\u2019\u00e8 qualcosa che unifica il tutto dalla fisica teorica alla scienza pratica quando osserviamo il mondo come hanno fatto gli scienziati negli ultimi cento anni? La risposta \u00e8 s\u00ec, sembrano esserci circa venti numeri che descrivono bene e completamente il nostro universo, questi sono numeri che definiscono la massa delle particelle, gli elettroni e i quark, la forza di gravit\u00e0, la potenza della forza elettromagnetica, una lista di circa venti numeri misurati con incredibile precisione, per\u00f2 nessuno sa spiegarsi perch\u00e9 abbiano i particolari valori che hanno o meglio non ancora ma gli scienziati credono che la risposta al perch\u00e9 quei numeri hanno il valore che hanno, sia legata alla teoria delle dimensioni aggiuntive.\u00a0 La cosa stupenda \u00e8 che se quei venti numeri avessero altri valori rispetto a quelli che hanno, l\u2019universo come lo conosciamo non esisterebbe, questa \u00e8 la domanda profonda, \u201cperch\u00e9 quei numeri sono cos\u00ec finemente sintonizzati da permettere alle stelle di brillare e ai pianeti di formarsi e alla vita per come noi la conosciamo di esistere?\u201d\u00a0 Sappiamo che se avessimo venti manopoline con cui poter alterare i valori di questi venti numeri, quasi ogni pi\u00f9 piccola modifica di essi farebbe scomparire l\u2019universo. Quindi, come possiamo spiegare questi venti numeri? La teoria delle stringhe appunto, suggerisce che questi numeri abbiano a che fare con le dimensioni aggiuntive.\u00a0 Lasciate che vi spieghi che quando parliamo di dimensioni aggiuntive nella teoria delle stringhe, non si tratta di una sola dimensione aggiuntiva come nelle vecchie teorie di Kaluza e Klein bens\u00ec si parla di diverse dimensioni aggiuntive, ognuna di esse con una geometria molto ricca e intrecciata a cui gli scienziati hanno dato il nome di <a href=\"http:\/\/www.particlecentral.com\/images\/string_dimensions.gif\">\u201cCalabi Yau\u201d<\/a>.\u00a0Potendole osservare, vedremmo che le dimensioni aggiuntive si ripiegano su se stesse, s\u2019intrecciano in modo da creare una struttura molto interessante. Succede che nel paesaggio microscopico dell\u2019universo che ci circonda, ogni volta che agitiamo la mano queste dimensioni aggiuntive si scompongono e si ricompongono, mutano struttura, mutano la relazione d\u2019interconnessione che c\u2019\u00e8 fra esse, in pratica niente di pi\u00f9 simile ad una proiezione tridimensionale di materia che cambia continuamente forma e tipo di consistenza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/img5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-256831\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/img5-720x540.jpg\" alt=\"img5\" width=\"720\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/img5-720x540.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/img5-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/img5.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n<h5><span style=\"color: #800000;\">LA RELAZIONE FRA VENTI NUMERI\u00a0<\/span><\/h5>\n<p>Qualcuno potrebbe definirla come un\u2019illusione, s\u00ec un\u2019 illusione, per\u00f2 tangibile, se si sbatte su di un muro ci si fa male, il muro non ha l\u2019aria di una mera proiezione energetica tridimensionale e tanto meno la consistenza di un\u2019illusione, direte voi. Allora come si riconduce alla realt\u00e0 pratica questa teoria delle superstringhe? Si riconduce proprio se la si mette in relazione ai famosi venti numeri di cui parlavamo prima, in pratica sono la base, venti numeri che combinati fra loro che rappresentano i mattoni di tutte le possibili forme che assume l\u2019universo in cui viviamo.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 un po&#8217; difficile da capire ma ogni forma di materia e di energia esistente in definitiva \u00e8 la relazione fra questi venti numeri che si combinano fra loro.<\/p>\n<p>Per spiegarlo meglio proviamo ad immaginare di avere uno strumento musicale, ad esempio un corno francese uno di quelli spiraliformi che si avvolgono su se stessi, immaginiamo di soffiarci dentro, le vibrazioni prodotte sono originate dalla forma dello strumento e dal passaggio dell\u2019aria che circola al suo interno, quindi possiamo dire che le vibrazioni emesse ovvero le note sono determinate dal percorso che compie l\u2019aria quando soffiamo dentro lo strumento, cambiando passaggio dell\u2019aria, ad esempio \u00a0premendo un tasto o un altro dello strumento, andiamo a variare il percorso che fa l\u2019aria stessa e di conseguenza il tipo di vibrazione prodotta. La nota \u00e8 data dall\u2019interazione dell\u2019aria, dalla forma dello strumento e dal percorso che quest\u2019aria compie durante la sua circolazione. Nella teoria delle stringhe tutti i numeri sono il risultato di come le stringhe possono vibrare, proprio come le correnti di aria che vibrano in uno strumento che sono influenzate dalla forma, dalle pieghe, dalle curve dello strumento, cos\u00ec le stringhe stesse sono influenzate producendo differenti vibrazioni a seconda delle linee geometriche che attraversano in queste microscopiche dimensioni, mutano vibrazione in base al tipo di percorso in cui esse si muovono. Le infinitesimali dimensioni in cui le stringhe vibrano, mutano di forma, e le vibrazioni mutano a loro volta, producendo differenti tipi di particelle e differenti composizioni della materia e della realt\u00e0 per come noi la conosciamo. Perci\u00f2 se si arrivasse a conoscere con esattezza, la forma di queste <a href=\"http:\/\/www.particlecentral.com\/strings_page.html\">microscopiche dimensioni, all\u2019interno delle quali le stringhe vibrano<\/a>, ecco che saremmo in grado di calcolare le \u201cnote\u201d e tutti i tipi di vibrazioni per cos\u00ec dire \u201cconsentiti\u201d.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, se riuscissimo a calcolare i tipi di vibrazione permessi, saremmo in grado di calcolare quei famosi venti numeri di cui parlavamo prima e che definiscono i mattoni per la costruzione della realt\u00e0 stessa. Adesso, se la risposta che si ottiene da questi calcoli coincidesse con i valori di quei numeri che abbiamo determinato con la teoria delle stringhe, questa rappresenterebbe la prima spiegazione fondamentale del perch\u00e9 l\u2019universo appare cos\u00ec come \u00e8.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/langrangian_string2.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-256838\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/langrangian_string2.gif\" alt=\"langrangian_string2\" width=\"600\" height=\"327\" \/><\/a><\/p>\n<h5><span style=\"color: #800000;\">ACCELERATORE DI PARTICELLE<\/span><\/h5>\n<p>Per avere riscontro pratico di tutto questo di cui abbiamo appena parlato, gli scienziati e i moderni fisici, stanno conducendo incessantemente esperimenti presso il <a href=\"http:\/\/home.cern\/\">CERN di Ginevra<\/a>, in pratica gli scienziati e i fisici stanno cercando di dimostrare l\u2019esistenza di queste dimensioni aggiuntive in cui si muovono le stringhe.\u00a0 Al momento si tratta solo di un interessante struttura matematica che potrebbe spiegare moltissime cose e rivelare alcune caratteristiche del mondo prima ignote. Stiamo parlando proprio della scoperta del famoso bosone di Higgs, la \u201cparticella di Dio\u201d prevista dal modello standard della fisica e trovata grazie agli esperimenti recentemente effettuati, al CERN.\u00a0 I primi risultati confermano l\u2019esistenza di queste dimensioni aggiuntive e adesso vi spiegheremo come.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bosone_di_Higgs\">bosone di Higgs<\/a>, di cui molto si \u00e8 parlato ma che non si spiega mai cosa sia con parole semplici, altro non \u00e8 che una <a href=\"http:\/\/www.lescienze.it\/news\/2014\/06\/23\/news\/nuove_conferme_bosone_higgs_fermioni-2190239\/\">particella prevista per via teorica<\/a> dal fisico britannico <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Peter_Higgs\">Peter Higgs<\/a>, premio Nobel per la fisica nel 2013 insieme con il belga Fran\u00e7ois Englert. Con la costruzione del <a href=\"http:\/\/lhcitalia.infn.it\/\">Large Hadron Collider<\/a> (<em>Grande Collisore di Adroni)<\/em> presso il <a href=\"http:\/\/home.cern\/\">CERN di Ginevra<\/a>, in pratica un enorme acceleratore di particelle, col quale si \u00e8 avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di rilevare l&#8217;enorme intervallo di energie necessarie a rilevare l\u2019esistenza del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bosone_di_Higgs\">bosone di Higgs<\/a>.<\/p>\n<p>Entriamo un po\u2019 meglio nell\u2019argomento, spiegando come l\u2019esperimento condotto con successo mirava a cercare l\u2019esistenza di queste dimensioni aggiuntive per via indiretta.<\/p>\n<p>Ecco come:\u00a0 Il Large Hadron Collider \u00e8 una macchina costruita apposta per accelerare delle particelle in direzioni opposte ad una velocit\u00e0 vicinissima a quella della luce, sarebbe a dire che queste due particelle tramite questa macchina vengono accelerate e fatte scontrare ad una velocit\u00e0 d\u2019impatto superiore a quasi il doppio di quella della luce.<\/p>\n<p>E cos\u2019\u00e8 avvenuto di cos\u00ec straordinario in questo esperimento?\u00a0 E\u2019 successo che nell\u2019impatto di queste due particelle alcuni \u201cdetriti energetici\u201d che si sono prodotti sono \u201cscomparsi\u201d\u2026. Come detto poc\u2019anzi tutto questo \u00e8 stato dedotto per misura indiretta ovvero prima \u00e8 stata misurata l\u2019energia di entrambe le particelle, poi \u00e8 stata misurata l\u2019energia prodotta nello scontro e si \u00e8 visto che qualcosa di quest\u2019energia \u00e8 andato perso. Ma siccome una delle leggi fondamentali della fisica ci dice che niente si crea e niente si distrugge \u00a0ma tutto si trasforma, allora dove \u00e8 andata questa energia prodotta scomparsa?\u00a0 Questa \u00e8 proprio la prova che gli scienziati cercavano, il quantitativo di energia mancante \u00e8 passato da questa dimensione ad un\u2019altra. Una parte di questa energia generata nella collisione tra queste due particelle \u00e8 saltata da questa dimensione ad un\u2019altra, proprio in una di quelle dimensioni aggiuntive che un secolo fa teorizzavano Kaluza e Klein, multi-dimensioni che trecento anni prima di loro, incredibilmente venivano ipotizzate anche da un filosofo campano chiamato <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/09\/il-messaggio-rivoluzionario-di-giordano-bruno\/\">Giordano Bruno<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Work-under-way-on-the-LHC-012.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-256845\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Work-under-way-on-the-LHC-012-720x432.jpg\" alt=\"Large Hadron Collisor\" width=\"752\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Work-under-way-on-the-LHC-012-720x432.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Work-under-way-on-the-LHC-012-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Work-under-way-on-the-LHC-012.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 752px) 100vw, 752px\" \/><\/a><\/p>\n<h5><span style=\"color: #800000;\">UNITA&#8217; NEL TUTTO<\/span><\/h5>\n<p>Per confermare l\u2019esistenza delle dimensioni aggiuntive e andare avanti con la teoria delle stringhe nei prossimi 5-10 anni saranno condotti ulteriori esperimenti.\u00a0 Se questi confermeranno i primi risultati ottenuti, significher\u00e0 che ci troviamo in un momento storico d\u2019importanza assoluta.\u00a0 Una storia che parte da molto lontano che addirittura affonda le sue radici nelle antiche filosofie indiane e orientali, in quella antica degli egizi, in quella ebraica espressa con la Kabalha, ritrovata poi in quella greca e pre-alessandrina, ri-affermata poi nella metafisica, riscoperta da Bruno, passando da Newton che descrisse la misteriosa forza della gravit\u00e0, approdando alle teorie di fisici come Einstein che ci dimostr\u00f2 che lo spazio e il tempo possono deformarsi e curvarsi tramite la gravit\u00e0 oppure tramite fisici come Bohr e altri che avviarono lo studio della meccanica quantistica ovvero la fisica che regolamenta l\u2019infinitamente piccolo, un infinitamente piccolo che poi va a comporre tutto l\u2019universo, per approdare ai giorni nostri alla teoria delle superstringhe che cerca di includere sotto ad un&#8217;unica fondamentale legge la fisica della relativit\u00e0 di Einstein che si applica all\u2019infinitamente grande e la meccanica quantistica che si applica all\u2019infinitamente piccolo.<\/p>\n<p>Una teoria che ci dice che gravit\u00e0, relativit\u00e0, meccanica quantistica, elettromagnetismo sono tutte unite in unico blocco teorico e che ci\u00f2 \u00e8 possibile solo se l\u2019universo possiede pi\u00f9 dimensioni rispetto a quelle che noi vediamo. Tutto questo ha gi\u00e0 trovato le prime conferme dagli ultimi esperimenti al <a href=\"http:\/\/home.cern\/\">CERN<\/a> e se sar\u00e0 ulteriormente confermato dai prossimi, vorr\u00e0 dire che noi nella nostra vita siamo testimoni di qualcosa di fantastico, qualcosa che compir\u00e0 una rivoluzione copernicana all\u2019ennesima potenza. La conferma di una consapevolezza finora solo teorizzata che tutto \u00e8 unito e che tutto l\u2019esistente in definitiva \u00e8 relazione e vibrazione.<\/p>\n<p>Possiamo stare certi che qualora la teoria delle superstringhe venisse confermata, in futuro, seppur lentamente, ci\u00f2 cambier\u00e0 anche il nostro modo di strutturare il pensiero, trasformando come noi pensiamo la realt\u00e0 stessa. E ancora pi\u00f9 di tutti, cambier\u00e0 il modo di pensare delle future generazioni, le quali, si spera sinceramente, non saranno pi\u00f9 sottoposte a credere ad un universo spezzettato e compartimentato o ad una realt\u00e0 organizzata secondo leggi che spesso vanno in contrasto e in antitesi fra loro ma al contrario che tutte le varie manifestazioni del \u201creale\u201d appartengono ad un\u2019unica infinitesimale potente vibrazione che ci compenetra e mette tutto in relazione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/095156745-4bb9beeb-bec1-4ef4-8fd2-c3943bf30035.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-256872\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/095156745-4bb9beeb-bec1-4ef4-8fd2-c3943bf30035-720x479.jpg\" alt=\"095156745-4bb9beeb-bec1-4ef4-8fd2-c3943bf30035\" width=\"783\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/095156745-4bb9beeb-bec1-4ef4-8fd2-c3943bf30035-720x479.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/095156745-4bb9beeb-bec1-4ef4-8fd2-c3943bf30035-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/095156745-4bb9beeb-bec1-4ef4-8fd2-c3943bf30035.jpg 990w\" sizes=\"auto, (max-width: 783px) 100vw, 783px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Un ringraziamento particolare a <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Brian_Greene\">Brian Greene<\/a><\/strong> che con semplicit\u00e0 disarmante riesce a spiegare concetti e teorie di notevole complessit\u00e0, rendendoli accessibili e alla portata di tutti.<\/em><\/p>\n<p><em>Bibliografia:<\/em><\/p>\n<p><em>-Brian Greene,\u00a0L&#8217; universo elegante. Superstringhe, dimensioni nascoste e la ricerca della teoria ultima, Einaudi<\/em><\/p>\n<p><em>-B.G. Wybourne, Classical Groups for Physics, Wiley, New York, 1974<\/em><\/p>\n<p><em>-Marcello Risicato, Dal mito alla meccanica quantistica, Unilibro Editori\u00a0<\/em><br \/>\n<em>-R. Gilmore, Lie Groups, Lie Algebras and some Their Applications,<\/em><br \/>\n<em>\u00a0 Wiley, New York, 1974.<\/em><br \/>\n<em>-O.A.Barut and R.Raczka, Theory of Group Representations<\/em><br \/>\n<em>-F. Iachello and R.D. Levine, Algebraic Theory of Molecules, Oxford<\/em><br \/>\n<em>\u00a0University Press, 1995.<\/em><br \/>\n<em>-F. Iachello and A.Arima, The Interacting Boson Model , Cambridge<\/em><br \/>\n<em>\u00a0University Press, 1987.<\/em><br \/>\n<em>-A.Frank and P.van Isacker, Symmetry Methods in Molecules and Nuclei.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Alfonso Ingegno,\u00a0Cosmologia e filosofia nel pensiero di Giordano Bruno, Franco\u00a0<\/em><em>Angeli Edizioni<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos&#8217;\u00e8 la realt\u00e0 e qual&#8217;\u00e8 la relazione che lega materia, energia e vibrazione, cos&#8217;\u00e8 che accomuna le macro dimensioni con le micro dimensioni? 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