{"id":2560852,"date":"2024-11-06T20:01:11","date_gmt":"2024-11-06T20:01:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2560852"},"modified":"2024-11-06T20:02:16","modified_gmt":"2024-11-06T20:02:16","slug":"la-propaganda-come-arma-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/11\/la-propaganda-come-arma-di-guerra\/","title":{"rendered":"La propaganda come arma di guerra"},"content":{"rendered":"<p><em>Le ipocrisie di Israele e dell\u2019Occidente che dipingono il genocidio di Gaza come una giusta guerra di difesa dei diritti civili.<\/em><\/p>\n<p dir=\"auto\">Ricordate Sakineh Ashtiani? Il tribunale iraniano la condann\u00f2 a morte per aver ammazzato il marito, folgorandolo nella vasca da bagno con due cavi elettrici. Probabilmente\u00a0 il marito era cattivissimo e Sakineh non ne poteva pi\u00f9, cos\u00ec, aiutata dal suo nuovo compagno, decise di liberarsene. Venne scoperta e condannata.\u00a0Per sua fortuna si disse che il barbaro tribunale iraniano la condannava alla lapidazione e questo scosse le nostre coscienze e inizi\u00f2 una campagna internazionale a suo favore accompagnata dall\u2019immagine di un bellissimo volto giovane incorniciato da un chador nero.<\/p>\n<p dir=\"auto\">In seguito ai tanti appelli che tutti noi, contrari alla pena di morte, firmammo, il tribunale iraniano afferm\u00f2 che non sarebbe stata lapidata ma \u201csolo\u201d impiccata. Per fortuna era solo il primo passo. La povera Sakineh aveva trovato il suo Ges\u00f9 al pari della Maddalena \u2013\u00a0 l\u2019adultera condannata duemila anni fa alla lapidazione dai tribunali ebraici \u2013\u00a0 nella grande forza dei media e di milioni di noi, sinceramente contrari a qualunque pena di morte, nonch\u00e9 di molti governi occidentali che si attivarono per salvarle la vita.\u00a0 Avvenne il miracolo: la famiglia dell\u2019ucciso non chiese vendetta e questo, per la legge iranica, pu\u00f2 cambiare la sentenza, cos\u00ec, anche se colpevole di uxoricidio, la sentenza di morte si trasform\u00f2 in dieci anni di galera che poi si convertirono in otto quando l\u2019allora presidente Rouhani le concesse la grazia per buona condotta.<\/p>\n<p>A quel punto la foto di Sakineh, cos\u00ec\u00a0dignitosamente bella che avrebbe mosso a compassione anche il pi\u00f9 cinico dei nostri connazionali, lasci\u00f2 il posto alla sua vera immagine: un fisico pesante, un volto non bellissimo, un grossolano foulard annodato alla contadina e, insomma, un insieme che certamente non avrebbe ottenuto lo stesso effetto, fortunatamente positivo, della precedente immagine. Potere dell\u2019intelligenza comunicativa!<\/p>\n<p>Non ebbe la stessa fortuna un\u2019altra donna accusata di uxoricidio, non nell\u2019oscurantista Repubblica iraniana, ma negli illuminati Stati Uniti. L\u2019allora Segretario di Stato Hillary Clinton aveva appena tuonato contro l\u2019Iran accusandolo di non rispettare le libert\u00e0 fondamentali dei propri cittadini (includendovi forse anche il diritto all\u2019uxoricidio) ma non ebbe niente da dire, al pari di tanti altri governi e organizzazioni internazionali per salvare la vita di 53 donne condannate a morte negli evoluti States n\u00e9, in particolare, per salvare la vita a Teresa Lewis la quale, pochi giorni dopo le focose esternazioni della Clinton, sarebbe stata giustiziata. Non la salv\u00f2 nemmeno il suo conclamato ritardo mentale. Il procuratore generale respinse la domanda di grazia, ma non mi risulta che i media e i social si riempissero di insulti verso chi l\u2019aveva mandata a morte, non in Iran ma in Virginia.<\/p>\n<p>Parafrasando il Vangelo si potrebbe dire che l\u2019Occidente vede la pagliuzza nell\u2019occhio dell\u2019altro, ma non vede la trave nel suo. E l\u2019Iran di sicuro di pagliuzze ne ha molte e le vediamo tutte, ma il nostro sguardo \u00e8 cos\u00ec attratto da quelle pagliuzze da non vedere i tanti travi nell\u2019occhio dell\u2019Occidente, in primis dei sanguinari democratici Stati Uniti.<\/p>\n<p>Il ricordo della vicenda di Sakineh Ashtiani\u00a0 e della meno fortunata Teresa Lewis, \u00e8 risalito alla mia mente osservando l\u2019improbabile vicenda della bella Ahoo Daryaei ripresa in un video di alcuni minuti, inviato non si sa da chi, mentre girava seminuda e nell\u2019indifferenza generale, tra uomini di diverse et\u00e0 e donne coperte e velate. Video che a pochi istanti dal suo arrivo sui nostri social aveva gi\u00e0 prodotto effluvi di ammirazione e vignette osannanti al presunto coraggio di una ribelle contro l\u2019oscurantismo islamico!<\/p>\n<p>Voci storiche del femminismo pensante si sono prodigate in lodi sperticate senza neanche badare allo strano contesto in cui la bella desnuda passeggiava senza suscitare la minima reazione nei numerosi passanti in una Teheran che certo non brilla per tolleranza verso la libert\u00e0 delle donne. In Italia l\u2019avrebbero di sicuro fermata, come avvenne a Milano (vedi\u00a0<a href=\"http:\/\/milanotoday.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">milanotoday.it<\/a>) quando una giovane donna seminuda venne bloccata dai nostri agenti che, pur non essendo polizia morale, la coprirono e l\u2019accompagnarono in ospedale per accertamenti psichiatrici. A nessuno venne in mente che volesse esibirsi contro il governo e nessuna strumentalizzazione segu\u00ec al fatto.<\/p>\n<p>Il caso della bella Ahoo invece ha scatenato immediatissimamente l\u2019ammirazione da parte di sedi e figure storiche del femminismo verso quel che \u00e8 stato definito \u201cun gesto di straordinario coraggio\u201d, e guai a sollevare qualche dubbio,\u00a0 pena il passare per sostenitrici di regimi liberticidi, o per donne reazionarie nemiche delle donne libere e\u00a0 coraggiose, categoria dalla quale sono espunte le decine di migliaia di donne che vengono fatte a brandelli perch\u00e9 si oppongono, a mani nude, ai loro oppressori o perch\u00e9 provano a difendere la loro dignit\u00e0 di donne sotto una crudele e illegale occupazione. No, l\u00ec tutt\u2019al pi\u00f9 si versa una lacrimuccia di piet\u00e0. Quando si versa!<\/p>\n<p>Insisto nel chiedermi come sia possibile che non sia venuta in mente a queste belle teste, solitamente pensanti, anche solo l\u2019ipotesi di una <strong>strumentalizzazione del corpo della bella desnuda mentre i corpi di decine di migliaia di altre donne vengono smembrati senza che ci\u00f2 faccia parlare di coraggio<\/strong>? Possibile che non sia venuto in mente che la povera Ahoo Daryaei possa essere\u00a0<strong>utilizzata per iniziare il passaggio tipico delle cosiddette rivoluzioni colorate miranti al \u201cregime change\u201d<\/strong> deciso dalla super potenza USA come abbiamo visto fare decine di volte in numerosi paesi?<\/p>\n<p>Ma forse a quelle belle teste non \u00e8 venuto in mente solo perch\u00e9, in modo totalmente involontario, sono\u00a0<strong>vittime di un pensiero coloniale e vagamente suprematista nonch\u00e9 anti-islamico<\/strong>\u00a0tout court, per cui, mentre si accusa uno Stato di cultura e fede islamica, dove manca il \u201csacrosanto\u201d diritto alla minigonna e al libero orientamento sessuale, si butta in un angolo ogni possibile dubbio e si ripete acriticamente la versione lanciata dal guru di turno: omaggiare \u201cuna creatura cos\u00ec fiera e temeraria\u201d e considerare stolto ogni dubbio su una possibile strumentalizzazione politica.\u00a0 Ipse dixit e discussione chiusa. Atteggiamento tipico, purtroppo, della\u00a0<strong>logica del gregge, anche quando il pastore ha il mantello dell\u2019alternativo<\/strong>!<\/p>\n<p>\u00c8 un gravissimo insulto alla ragione questo subire il fascino del guru da una parte e l\u2019effetto alone prodotto dalla repressione delle manifestazioni di \u201cdonna, vita, libert\u00e0\u201d dall\u2019altro. Abolita ogni critica selettiva, l\u2019Iran non ha nulla da salvare. Pu\u00f2 anche essere bombardato e raso al suolo, non sar\u00e0 un grosso danno. Credo sia necessario provare a rifletterci e, riflettendo, sarebbe bene anche ricordare che l\u2019Iran\u00a0 non \u00e8 l\u2019Afghanistan. In Iran alle donne non \u00e8 impedito studiare \u2013 anzi la popolazione universitaria \u00e8 al 65% femminile \u2013 o guidare, lavorare, ricoprire cariche dirigenziali, far politica, divorziare e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Togliamoci la lente involontariamente coloniale e proviamo a non lasciarci a nostra volta strumentalizzare in nome di quel sistema di valori che chiamiamo democrazia e che, mentre ci consentiva di batterci per salvare la vita dell\u2019uxoricida iraniana Sakineh, ci faceva dimenticare la condanna a morte, eseguita negli stessi giorni in USA, dell\u2019uxoricida americana Teresa Lewis condannata da un tribunale \u201cdemocratico\u201d occidentale.<\/p>\n<p>E\u2019 lo stesso involontario <strong>razzismo<\/strong>\u00a0che non eleva a eroine, ma tutt\u2019al pi\u00f9 a povere vittime, le\u00a0<strong>centinaia di ragazze palestinesi uccise perch\u00e9 gridavano contro l\u2019occupazione o le decine di migliaia di donne colpevoli di essere madri, figlie o sorelle di resistenti o resistenti loro stesse.<\/strong><\/p>\n<p>Concludendo auguriamo ad Ahoo Daryaei di tornare al pi\u00f9 presto a casa sana e salva e auguriamoci anche che torni la ragione a chi al momento l\u2019ha messa a riposo dietro l\u2019immagine di un Iran esclusivamente tiranno e maschilista, ma soprattutto lontano dai nostri \u201cgiusti\u201d modelli culturali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Articolo originale pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.infopal.it\/il-gregge-e-la-montatura-islamofobica-della-ragazza-iraniana-in-bikini\/\">www.infopal.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ipocrisie di Israele e dell\u2019Occidente che dipingono il genocidio di Gaza come una giusta guerra di difesa dei diritti civili. 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Cecconi","description":"Patrizia Cecconi nasce a Roma dove consegue la laurea in Sociologia presso l\u2019Universit\u00e0 La Sapienza. Qui tiene per alcuni anni seminari sulla comunicazione. Successivamente vince la cattedra di Economia Aziendale, disciplina che insegner\u00e0 per circa venticinque anni. Interessata all\u2019ambiente e alla natura, verso il 2000 rivolge la sua attenzione allo studio della botanica e della fitoterapia ponendo sempre al centro dei suoi lavori l\u2019interazione culturale tra l\u2019ambiente e gli umani che lo abitano. Ha curato e pubblicato articoli e libri su argomenti diversi. Il suo interesse particolare \u00e8 rivolto alla Palestina. Dal 2009 fino al dicembre 2014 ha presieduto la onlus \u201cAmici della Mezzaluna Rossa Palestinese\u201d di cui ora \u00e8 presidente onoraria. 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