{"id":2552019,"date":"2024-10-03T19:45:00","date_gmt":"2024-10-03T18:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2552019"},"modified":"2024-10-03T19:49:23","modified_gmt":"2024-10-03T18:49:23","slug":"la-decrescita-unesperienza-di-finitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/10\/la-decrescita-unesperienza-di-finitudine\/","title":{"rendered":"La decrescita: un&#8217;esperienza di finitudine"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Secondo <\/em><a href=\"https:\/\/researchportal.helsinki.fi\/en\/persons\/pasi-heikkurinen\"><em>Pasi Heikkurinen<\/em><\/a><\/strong><em><strong>, scrittore e accademico finlandese specializzato in ecologia, la decrescita \u00e8 un&#8217;esperienza. Si tratta di capire che l&#8217;esistenza in natura \u00e8 finita.<\/strong> L&#8217;esperienza della finitudine costituisce la tanto attesa base teorica del movimento della decrescita. Nel suo libro <\/em><a href=\"https:\/\/mayflybooks.org\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Degrowth_An_Experience_of_Being_Finite_ONLINE45-1.pdf\"><em>\u201cDegrowth &#8211; An Experience of Being Finite\u201d<\/em><\/a><em>, pubblicato in inglese con licenza Creative Commons [e quindi scaricabile gratuitamente], sostiene che dobbiamo comprendere i limiti \u201cdall&#8217;interno\u201d per ridurre efficacemente la produzione di materia ed energia. Per superare le debolezze della nostra comprensione del finito fisico, propone i concetti esperienziali di liberazione, trasformazione e studio del cuore della natura. Heikkurinen invita a fare un&#8217;esperienza collettiva di decrescita nella pratica, evitando una retorica eccessiva. Pubblichiamo qui la conclusione del suo libro.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;espansione delle civilt\u00e0 umane nel mondo \u00e8 un&#8217;anomalia nella storia del pianeta. Una singola specie \u00e8 diventata una potenza mondiale. Sta trasformando le entit\u00e0 biotiche e abiotiche a un ritmo senza precedenti, creando quantit\u00e0 e tipi di rifiuti mai visti prima. Un esempio di questi rifiuti sono le emissioni antropiche di gas serra, come l&#8217;anidride carbonica e il metano, che ogni anno raggiungono nuovi record. Questi residui dello sviluppo hanno portato, e continuano a portare, a cambiamenti nell&#8217;ecosfera, compreso il clima, che innescano un notevole declino della biodiversit\u00e0 terrestre, minacciando l&#8217;esistenza stessa dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il quadro generale: la causa principale, ampiamente accettata a livello scientifico, della crisi dell&#8217;ecosfera \u00e8 la rivoluzione tecnologica. Ma cosa si pu\u00f2 fare per l&#8217;impatto dello sviluppo della civilt\u00e0 umana sulla natura? La risposta convenzionale del sistema tecno-capitalista egemone \u00e8 pi\u00f9 o meno la seguente: <em>\u201cAbbiamo bisogno di pi\u00f9 sviluppo per prenderci cura del pianeta. I problemi creati dall&#8217;aumento del benessere e della popolazione saranno risolti con l&#8217;aiuto della tecnologia. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di preoccuparsi. Ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno \u00e8 la speranza.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Molte persone nei movimenti sono ovviamente scettiche riguardo a questa retorica della crescita illimitata. Siamo consapevoli dei danni causati dall&#8217;aumento del benessere umano, in particolare nel Nord del mondo, ma anche in molte comunit\u00e0 e famiglie del cosiddetto Sud. Siamo anche consapevoli che una soluzione tecnologica di questo tipo non pu\u00f2 risolvere un problema culturale.<\/p>\n<p>Il movimento per la decrescita, che opera in modo trasversale e decentrato, \u00e8 un importante messaggero di voci critiche contro lo sviluppo e fornisce una piattaforma e un supporto istituzionale per molte iniziative anti-sviluppo. Tuttavia, come la maggior parte delle attivit\u00e0 culturali, la scienza e l&#8217;attivismo della decrescita &#8211; ad eccezione delle iniziative di autosufficienza e autoconservazione &#8211; dipendono dalla crescita economica. Questo problema \u00e8 ampiamente riconosciuto e si stanno cercando soluzioni. Il movimento \u00e8 per\u00f2 anche fortemente dipendente dalle tecnologie avanzate e dalle conoscenze scientifiche, che non sono solo prodotti della cultura dello sviluppo, ma ne accelerano anche il metabolismo. Come possiamo liberarci dalla cultura dello sviluppo del tecno-capitalismo?<\/p>\n<p>Questo libro conclude che il movimento della decrescita, compresi i suoi studiosi, dovrebbe prestare maggiore attenzione all\u2019<em>esperienza della decrescita<\/em>, che ha a che fare con la consapevolezza che i nostri corpi sono finiti. Non \u00e8 sufficiente impegnarsi in qualche attivit\u00e0 qua e l\u00e0 per \u201cfare decrescita\u201d se poi si ritorna alla cultura della crescita.<\/p>\n<p>Applicare la decrescita e diventare un essere in decrescita \u00e8 pi\u00f9 che una pratica. \u00c8 un processo che va oltre i pensieri e le discussioni. Riguarda il modo in cui il movimento sta nel mondo. Indica alle persone che praticano la decrescita come vivere nel mondo.<\/p>\n<p>Dobbiamo trasformarci nella decrescita con le nostre anime e le nostre cellule e abbandonare l&#8217;idea che la crescita sia necessaria in alcuni settori della societ\u00e0. La crescita non \u00e8 necessaria. Non abbiamo nemmeno bisogno di una crescita spirituale o morale nei termini odierni, ma dobbiamo mollare l&#8217;idea di crescita per un po&#8217;. Se lo facciamo, alla fine possiamo diventare abbastanza sobri da fermarci. E una volta che ci saremo fermati, dovremo aspettare. Allora ci saranno delle sorprese. L&#8217;incognita pu\u00f2 aiutarci a vedere cosa potrebbe diffondersi, ma non svilupparsi. Ma non cerchiamo di calcolarlo. Accogliamo la de-escalation invece dell&#8217;escalation.<\/p>\n<p>Non basta cambiare il nostro linguaggio, le nostre attivit\u00e0 o le nostre strutture. L&#8217;accento deve essere posto sull&#8217;<em>essere<\/em>. La cultura della crescita non pu\u00f2 essere sfidata semplicemente prendendo il controllo dei mezzi di produzione o appropriandosi dei mezzi per fini migliori. L&#8217;imperativo della crescita \u00e8 cos\u00ec profondamente radicato nel nostro tessuto culturale che \u00e8 il nostro modo di stare al mondo oggi.<\/p>\n<p>Per opporsi al crescente sperpero di materia ed energia, il movimento della decrescita deve astenersi da pratiche altamente tecnologiche, evitando per\u00f2 di feticizzare la bassa tecnologia. Qualsiasi riduzione del grado di tecnologia \u00e8 chiaramente un passo verso il rallentamento del metabolismo tra uomo e natura, ma questa \u00e8 una definizione minimalista di decrescita. Certamente, la nostra esistenza nel mondo non pu\u00f2 essere ridotta ad applicazioni termodinamiche. Non siamo qui semplicemente per ridurre, riutilizzare e riciclare. Questo \u00e8 il falso senso presentato da una macchina eco-modernista.<\/p>\n<p>Il nostro innato desiderio di trasformazione non pu\u00f2 essere indirizzato verso la decrescita, perch\u00e9 ci distrae dalla questione esistenziale. Passare da una modalit\u00e0 di crescita a una di decrescita richiede la metamorfosi dell\u2019<em>essere<\/em>. \u00c8 fondamentale, per nulla graduale, e porta a un tipo di vita nel mondo completamente diverso, per usare un termine fenomenologico di Husserl. Non si tratta solo di una nuova etica e di una nuova forma di politica. Si tratta anche di un\u2019estetica diversa. Ci\u00f2 che percepiamo come buono e bello nel nuovo modo di essere, quello della decrescita, \u00e8 costruito sull&#8217;esperienza della finitudine, una profonda comprensione (incarnata) che tutto ha dei limiti. Anche questa idea \u00e8 limitata e morir\u00e0.<\/p>\n<p>La decrescita come esperienza di <em>essere<\/em> utilizza anche una spazio-temporalit\u00e0 unica, che riguarda lo spazio-tempo presente. Siamo nel posto giusto al momento giusto. Ma \u00e8 anche uno spazio-tempo geologico profondo, dove la vita umana sembra piuttosto insignificante. Siamo una civilt\u00e0 perduta. Ma, decrescendo, smettiamo di essere paralizzati dalla tristezza o dalla rabbia associati alla distruzione del mondo. N\u00e9 ci aspettiamo che il mondo diventi qualcosa di bello e buono. Viviamo nella decrescita.<\/p>\n<p>L&#8217;argomento sintetico del libro \u00e8 che <em>la decrescita riguarda l&#8217;esperienza della finitudine<\/em>. Inoltre, il movimento della decrescita \u00e8 molto limitato e tutt&#8217;altro che onnipotente. Se prestiamo maggiore attenzione a come funzioniamo come esistenza, possiamo renderci conto delle lezioni e delle complessit\u00e0 del nostro <em>essere limitati<\/em>. Ispirato a <em>L&#8217;essenza del nichilismo<\/em> di Emmanuel Severino, questo \u00e8 non-trascendentale e antimetafisico, nel senso che non esiste una \u201cnon-esistenza\u201d, un regno da cui nascono le cose. Al contrario, l&#8217;argomentazione sull&#8217;esperienza del limite \u00e8 esistenziale, o forse in uno stadio liminare tra trascendenza ed esistenzialit\u00e0, \u201ctrammanente\u201d [N.d.T.: l&#8217;autore usa proprio questo termine alla fine della frase].<\/p>\n<p>In questo libro sostengo che non dovremmo farci imporre dei limiti dagli scienziati o dai politici. \u00c8 qualcosa che dovremmo considerare e definire collettivamente come esseri interessati. Per poter riflettere, discutere e definire collettivamente i limiti, dobbiamo sperimentare la finitudine dell&#8217;esistenza. Incoraggio tutti a esplorare con cura i limiti in situazioni diverse e a sperimentare insieme il tema dei limiti. \u00c8 responsabilit\u00e0 del movimento fissare i limiti per i suoi membri, cos\u00ec come \u00e8 responsabilit\u00e0 dei membri trovare i limiti.<\/p>\n<p>Nel suo libro <em>Steps to an Ecological Mind<\/em>, Gregory Bateson ci ha mostrato che \u00e8 cos\u00ec che emergono i sistemi di civilt\u00e0: dipendono da anelli di retroazione per controllare l&#8217;equilibrio. Una volta che le pratiche basate sulla conoscenza intersoggettiva dei limiti iniziano a emergere, si raggiunge la conoscenza autentica. E, cosa pi\u00f9 importante per l&#8217;ambizione di rallentare del movimento della decrescita, questa esperienza condivisa di percezione dei limiti ci aiuta a ridurre la nostra dipendenza dalle pratiche costose e dispendiose del tecno-capitalismo. Cos\u00ec facendo, stabiliremo anche la nostra indipendenza dagli abusi di potere in relazione al mondo umano e pi\u00f9-che-umano.<\/p>\n<p><em>Traduzione dall\u2019inglese di Thomas Schmid.\u00a0<\/em><em>Revisione di Anna Polo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo Pasi Heikkurinen, scrittore e accademico finlandese specializzato in ecologia, la decrescita \u00e8 un&#8217;esperienza. Si tratta di capire che l&#8217;esistenza in natura \u00e8 finita. L&#8217;esperienza della finitudine costituisce la tanto attesa base teorica del movimento della decrescita. 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