{"id":2543453,"date":"2024-08-21T14:38:39","date_gmt":"2024-08-21T13:38:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2543453"},"modified":"2024-08-21T14:39:31","modified_gmt":"2024-08-21T13:39:31","slug":"leonard-peltier-un-caso-di-repressione-politica-intervista-a-naila-clerici-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/08\/leonard-peltier-un-caso-di-repressione-politica-intervista-a-naila-clerici-parte-i\/","title":{"rendered":"Leonard Peltier, un caso di repressione politica. Intervista a Naila Clerici \u2013 Parte I"},"content":{"rendered":"<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Oggi pi\u00f9 che mai, dopo la negazione della libert\u00e0 vigilata a luglio 2024, Leonard Peltier non pu\u00f2 pi\u00f9 rimanere in carcere. Ripercorriamo la sua storia e la vicenda giudiziaria con Naila Clerici, ex-docente di Storia delle Popolazioni Indigene d&#8217;America presso l&#8217;Universit\u00e0 di Genova che, dopo la laurea in lingue all&#8217;Universit\u00e0 di Genova ha studiato alla University of Oklahoma, ha condotto numerose ricerche relative ai nativi americani, sia degli Stati Uniti che del Canada, legati in particolare alle tematiche dell&#8217;integrazione culturale e dell&#8217;educazione. Ha curato allestimenti di mostre di carattere etnografico. Dal 1984 dirige la rivista \u201cTepee\u201d, interamente dedicata agli Indiani d&#8217;America, e cura le attivit\u00e0 culturali dell&#8217;Associazione Soconas Incomindios.<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><b>Come nasce il caso di Leonard Peltier e perch\u00e9 \u00e8 innocente?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il caso Peltier nasce dall\u2019esigenza dell\u2019FBI di trovare un capro espiatorio per l\u2019uccisione di due agenti federali. Non ci sono prove attendibili per incriminare Peltier.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ecco i dettagli. Membro della trib\u00f9 dei Turtle Mountain Chippewa, Peltier era attivo nell&#8217;American Indian Movement, un\u2019organizzazione formatasi a Minneapolis negli anni &#8217;60 per contrastare la brutalit\u00e0 della polizia e la discriminazione contro i nativi americani e che divenne rapidamente una forza nazionale. Come appartenente a questo movimento Leonard Peltier si occup\u00f2 dei programmi di riabilitazione per alcolisti, dei diritti rivendicati da vari gruppi tribali e partecip\u00f2 alla \u201cMarcia dei Trattati Infranti\u201d nel 1972. La situazione per i militanti dell\u2019AIM era estremamente difficile: tra il 1972 ed il 1976 aggressioni, pestaggi, minacce, incidenti sospetti erano all\u2019ordine del giorno in molte riserve sia tra fazioni di nativi, sia con i federali. Molti sostenitori dell\u2019AIM furono uccisi, ma per nessuno di questi omicidi fu mai trovato il colpevole, n\u00e9 alcuno dei presunti assassini fu messo sotto indagine. Per capire meglio si possono vedere film come <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Cuore di Tuono,<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">Lakota Woman<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Incident at Oglala.<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La tensione all\u2019interno della riserva di Pine Ridge, nel Sud Dakota, era fortissima da quando, nel 1972, il nuovo presidente del Consiglio Tribale aveva instaurato un regime di potere personale, favorendo gli interessi delle compagnie che volevano impadronirsi e sfruttare le ricchezze delle terre indiane; Richard Wilson utilizz\u00f2 i fondi federali, stanziati per le necessit\u00e0 della riserva, per fondare una milizia armata privata, i GOONs, che operavano indisturbati e imponevano la loro volont\u00e0 nella riserva. Nel 1973 vi fu l\u2019occupazione di Wounded Knee. Nel giugno del 1975 Leonard Peltier si rec\u00f2 a Pine Ridge su richiesta dei capi tradizionalisti degli Oglala Sioux, che avevano chiesto l\u2019aiuto dell\u2019AIM per impedire la cessione al governo di 1\/8 delle terre della riserva, ricche di petrolio e di uranio e per proteggere la comunit\u00e0 dai continui soprusi della polizia tribale. Lui e una dozzina di altri membri dell\u2019AIM allestirono un campo al ranch Jumping Bull, presso Pine Ridge, casa di un certo numero di famiglie tradizionaliste. Il 26 giugno 1976 due agenti dell&#8217;FBI, in veicoli non ufficiali, inseguirono un furgone rosso fino al ranch Jumping Bull; apparentemente cercavano Jimmy Eagle, che era stato coinvolto in una rissa e aveva rubato un paio di stivali da cow-boy. Inizi\u00f2 una sparatoria tra gli agenti dell&#8217;FBI ed i residenti. Peltier era presente e aiut\u00f2 a condurre un gruppetto di ragazzi fuori dall&#8217;area, scampando a malapena alla grandine di proiettili. Vennero chiamati rinforzi. In un paio d&#8217;ore oltre 150 agenti della squadra SWAT dell&#8217;FBI, la polizia del Bureau of Indian Affairs (BIA) e i GOON circondarono il ranch. Quando la sparatoria cess\u00f2, il militante dell&#8217;AIM Joseph Killsright Stuntz giaceva morto, colpito alla testa (secondo il Dipartimento di Giustizia da un cecchino delle forze dell&#8217;ordine), anche i due agenti dell&#8217;FBI Jack Coler e Ronald Williams erano morti, feriti nella sparatoria, poi colpiti a bruciapelo alla testa da distanza ravvicinata, si veda una lettera del direttore dell&#8217;FBI Christopher Wray. Secondo i documenti dell&#8217;FBI (oltre 70.000 pagine sulla vicenda rimangono ancora secretate), pi\u00f9 di quaranta persone tra i nativi parteciparono alla sparatoria, sia militanti dell&#8217;AIM che non. Eppure solo quattro persone furono indiziate per le morti degli agenti: tre leader dell&#8217;AIM \u2013 Dino Butler, Bob Robideau e Leonard Peltier \u2013 e Jimmy Eagle. Butler e Robideau furono i primi ad essere arrestati e processati. La giuria ritenne che Butler e Robideau fossero giustificati a rispondere al fuoco vista l&#8217;atmosfera di terrore che c&#8217;era a Pine Ridge in quel periodo. Inoltre non furono collegati alle uccisioni con i colpi sparati a bruciapelo. Butler e Robideau furono dunque dichiarati &#8220;non colpevoli&#8221; per legittima difesa. L&#8217;FBI fu irritato dal verdetto; lasciarono quindi cadere le accuse contro Jimmy Eagle cosicch\u00e9 \u2013 come attesta un memoriale dell&#8217;FBI \u2013 tutta la forza accusatoria del governo federale potesse essere diretta contro Leonard Peltier. Peltier fugg\u00ec in Canada e dopo essere stato estradato negli Stati Uniti nel 1976 sulla base della testimonianza di Myrtle Poor Bear (che successivamente ritratt\u00f2 la deposizione, dichiarando di esser stata sequestrata dal FBI per 4 giorni e minacciata se non avesse firmato la deposizione),\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Si tratta di un caso giudiziario che ha dell&#8217;incredibile: quasi 49 anni di carcere senza prove che ne certifichino la colpa, anzi spesso il contrario.\u00a0<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il processo ci fu e molte azioni legali seguirono, ma a<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">ll\u2019epoca era necessario trovare un colpevole e bisognava trovarlo fra i leader dell\u2019A.I.M., quel movimento che stava dando troppi problemi al governo statunitense e andava diffamato, screditato e stroncato. A tutt\u2019oggi la questione permane quantomeno opaca e ci si domanda come sia possibile che una persona, qualora possa essere stata parte attiva nella sparatoria che coinvolse due agenti F.B.I. uccisi, sia da quasi mezzo secolo in prigione senza prove certe. Peltier sub\u00ec un diverso processo (rispetto a Butler e Robideau) in cui Myrtle Poor Bear e altri testimoni chiave che avevano subito pressioni dall\u2019FBI non furono ascoltati, mentre tre giovani testimoni nativi testimoniarono il falso contro Peltier, dopo essere stati trattenuti e terrorizzati da agenti dell&#8217;FBI. Le testimonianze sul &#8220;regno del terrore\u201d che vigeva a Pine Ridge furono escluse. Rapporti balistici presentati dalla difesa furono giudicati inammissibili. Il furgone rosso che era stato seguito dagli agenti fin dentro il ranch fu successivamente descritto come &#8220;il van rosso e bianco di Peltier&#8221; (gli agenti che avevano descritto il veicolo come &#8220;pick-up rosso&#8221; nel processo Butler-Robideau non ricordavano pi\u00f9 la loro precedente testimonianza). Il Procuratore non riusc\u00ec a produrre un solo testimone che potesse identificare Peltier come lo sparatore, ma un bossolo trovato vicino ai corpi venne collegato alla presunta arma del delitto, sostenendo che quell&#8217;arma fosse l&#8217;unica del suo tipo ad essere stata usata durante la sparatoria e che appartenesse a Peltier. La giuria fu isolata cercando di farle credere che l&#8217;AIM fosse una minaccia per la loro sicurezza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>In seguito Peltier fu giudicato colpevole di due capi d\u2019accusa di omicidio di primo grado e condannato nel 1977 all&#8217;ergastolo. Come \u00e8 avvenuta la dinamica?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Riferisco la testimonianza di Lance Henson che nel 1991 incontr\u00f2 lo scrittore Peter Matthiessen che gli raccont\u00f2 di essere appena tornato da una riserva del South Dakota dove, dopo essere stato bendato, fu portato in una casa vuota, poi sbendato si trov\u00f2 di fronte a un grosso indigeno mascherato dai capelli lunghi che disse di essere lui l&#8217;assassino, descrivendo come si fosse avvicinato agli agenti dopo lo scontro a fuoco, sparando a entrambi alla testa. Io ricordo una simile testimonianza vista al programma <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">60 Minutes<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. \u00c8 anche interessante consultare il sito dell\u2019F.B.I. (<\/span><a href=\"http:\/\/www.fbi.gov\"><span style=\"font-weight: 400;\">www.fbi.gov<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">), sezione <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">History \u2013 Famous Cases and Criminals, <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">alla voce <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">RESMURS Case (Reservation Murders)<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. Nonostante si noti il tentativo di riportare i fatti in maniera dettagliata, il racconto lascia alcuni interrogativi senza risposta. Ad esempio, proprio riguardo a Myrtle Poor Bear, viene detto che anche le sue dichiarazioni furono utilizzate per estradare Peltier, mentre non fu poi chiamata a testimoniare al processo perch\u00e9 il governo la ritenne incapace di testimoniare, ma non viene detto perch\u00e9 a quel punto fu ritenuta <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cincompetent to testify at trial\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e non c\u2019\u00e8 alcun accenno al fatto che Myrtle Poor Bear avesse poi ritrattato la deposizione. Altri dubbi permangono riguardo alla certezza che il fucile AR-15 ritrovato in Kansas fosse stato utilizzato durante la sparatoria esclusivamente da Peltier (l\u2019accusa si basa solo sulla parola di alcuni presunti testimoni) e si rimane ancor pi\u00f9 perplessi riguardo all\u2019analisi dei bossoli trovati sulla scena del crimine, tra cui un bossolo trovato nella macchina dei due agenti uccisi. Nel racconto dei fatti sul sito ufficiale dell\u2019F.B.I. viene riportato che una prima analisi balistica riguard\u00f2 soltanto 7 bossoli e la totalit\u00e0 di questi non fu riconducibile alla presunta arma del crimine ma ai fucili AR-15 di agenti arrivati sul campo come rinforzi. La seconda analisi, invece, i cui risultati arrivarono mesi dopo la prima, attribu\u00ec all\u2019AR-15 pi\u00f9 di 100 bossoli, fra cui quello che l\u2019F.B.I. dice di aver ritrovato solo casualmente in seguito ad una analisi delle impronte digitali nella macchina dei due agenti.<\/span><\/p>\n<p><b>La richiesta d\u2019appello, presentata nel dicembre del 1977, fu in seguito respinta. Quali sono i dettagli sul proseguimento del caso giudiziario?<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Cinque anni dopo la sua condanna, grazie alla legge sulla libert\u00e0 di informazione \/ Freedom of Information Act vennero resi pubblici i rapporti balistici dell\u2019FBI che dichiaravano che i proiettili con cui erano stati colpiti i due agenti non appartenevano all\u2019arma attribuita a Peltier e che pi\u00f9 di un&#8217;arma del tipo attribuito a Peltier era presente sulla scena del conflitto a fuoco. Che gli agenti senza alcun dubbio seguirono un pick-up rosso sul terreno, non il furgone rosso e bianco guidato da Peltier. Che esistevano prove inconfutabili contro diversi altri sospetti ma furono ignorate.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo che emersero gli abusi sopra descritti, la difesa di Peltier richiese un nuovo processo nel 1982. Durante la conseguente esposizione delle istanze, il Procuratore degli Stati Uniti ammise due volte: &#8220;&#8230;noi non possiamo provare chi ha sparato a quegli agenti&#8221;. Tuttavia un nuovo processo fu negato in base a cavilli legali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1992 il giudice Lynn Crooks dell\u2019Ottava Corte d\u2019Appello ammise pubblicamente che il Governo \u201cnon sa chi uccise i due agenti a Pine Ridge\u201d, ma l\u2019anno dopo venne nuovamente rifiutata la richiesta d\u2019appello. Nel 1993 venne presentata la domanda per la libert\u00e0 condizionata, e la richiesta di grazia al Presidente Clinton. Nel marzo 1996 la Commissione per la Libert\u00e0 Condizionata respinse la richiesta. A maggio del 1998 \u00e8 stato respinto il ricorso presentato contro questa decisione e nel novembre del 2003 tale rifiuto \u00e8 stato riconfermato. A gennaio del 2001 Clinton, cedendo alle forti pressioni del FBI, neg\u00f2 la grazia presidenziale che sembrava imminente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1997, in base ai risultati dei lavori della Commissione del Dipartimento di Giustizia che ha indagato sull\u2019operato del FBI negli affari interni del Paese negli anni \u201970, alcuni detenuti politici sono stati rimessi in libert\u00e0: da allora si chiede che anche il caso Leonard Peltier venga riaperto e che vengano resi pubblici tutti i documenti che lo riguardano e che sono tuttora vincolati da segretezza per \u201cmotivi di sicurezza nazionale\u201d, malgrado la legge sulla libert\u00e0 di informazione (Freedom of Information Act &#8211; FOIA) stabilisca il rilascio dei documenti secretati trascorsi 25 anni dai fatti cui si riferiscono. Pressioni furono fatte anche sul Canada affinch\u00e9 rendesse pubblici i documenti in base ai quali fu concessa l\u2019estradizione negli Stati Uniti, documenti che furono oggetto di una inchiesta dalla quale risulta la falsit\u00e0 dell\u2019unica testimonianza utilizzata e, conseguentemente, la non validit\u00e0 della estradizione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel corso del 2005 gli avvocati di Leonard hanno intentato due distinte azioni legali: la richiesta di annullamento della sentenza di condanna per illegittimit\u00e0 presentata al tribunale distrettuale di Fargo, North Dakota (secondo l\u2019avv. Barry Bachrach, il governo degli Stati Uniti non aveva giurisdizione sui fatti di Pine Ridge in quanto crimini avvenuti in territorio indiano, che gode di una propria sovranit\u00e0 territoriale; pertanto\u00a0 non avrebbero dovuto essere giudicati da una Corte Federale) ed un\u2019azione legale contro l\u2019ufficio del FBI di Buffalo per ottenere il rilascio integrale dei molti documenti relativi al caso Peltier ancora secretati.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La richiesta di annullamento della condanna per illegittimit\u00e0 \u00e8 stata dibattuta il 15 giugno 2005 ed il 23 luglio il giudice Erickson ha respinto tale richiesta. Il 12 febbraio 2006 si \u00e8 svolta l\u2019udienza di appello contro questa sentenza ed il 28 aprile l\u2019Ottava Corte d\u2019Appello lo ha respinto confermando la sentenza del giudice Erikson che sostiene il diritto del governo americano di perseguire ed imprigionare chiunque uccida agenti federali, indipendentemente dal luogo in cui avviene il crimine.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019azione processuale contro l\u2019FBI di Buffalo per il pieno rilascio dei documenti relativi a Peltier \u00e8 stata dibattuta il 23 febbraio 2006: il giudice distrettuale di Buffalo, Skretny, ha sostenuto che il FBI ha la facolt\u00e0, nell\u2019interesse della sicurezza nazionale, di tenere segreti alcuni fascicoli di documenti relativi al caso Peltier. Skretny ha preso questa decisione dopo aver visionato alcune pagine riservate che facevano parte dei documenti richiesti dagli avvocati, in particolare quelle relative all\u2019esistenza di una fonte informativa confidenziale che era stata avvisata dall\u2019BI di non impegnarsi in condotte che compromettessero il rapporto avvocato-cliente. Questo \u00e8 un punto centrale perch\u00e9 l\u2019infiltrazione di informatori all\u2019interno del team della difesa e la compromissione della segretezza del rapporto avvocato-cliente pu\u00f2 essere utilizzato per chiedere l\u2019annullamento della sentenza e la riapertura del processo. Contro questa sentenza \u00e8 stato presentato ricorso il cui dibattimento si \u00e8 svolto il 7 dicembre 2006 a New York, dinanzi alla Seconda Corte d\u2019Appello, che si \u00e8 riservata di prendere una decisione entro i primi mesi del 2007. Un\u2019altra azione legale per il rilascio dei documenti trattenuti dagli uffici territoriali dell\u2019FBI \u00e8 stata avviata l\u20198 settembre 2006 contro l\u2019ufficio di Minneapolis: anche in questo caso ci sono elementi importanti per chiarire il ruolo giocato dagli informatori nella vicenda Peltier, particolarmente per quanto riguarda il procedimento di estradizione di Leonard dal Canada.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 2017 l&#8217;Ufficio del Procuratore per la concessione della Grazia [procuratore del perdono] annunci\u00f2 che il presidente Obama aveva rifiutato l&#8217;amnistia all&#8217;attivista nativo americano detenuto Leonard Peltier.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le azioni legali recenti puntano da un lato ad acquisire i documenti, circa 140.000, ancora secretati e mai visionati dagli avvocati malgrado siano trascorsi pi\u00f9 di 30 anni dai fatti cui si riferiscano, nella speranza di trovare elementi che permettano di ottenere la riapertura del processo, in particolare elementi relativi alla condotta illegale dell\u2019FBI durante il processo, dall\u2019altro ad evidenziare elementi di incostituzionalit\u00e0 o illegittimit\u00e0 nelle procedure utilizzate nei confronti di Leonard nel corso degli anni, come nel caso del ricorso presentato il 3 gennaio 2007 presso la Decima Corte d\u2019Appello relativamente all\u2019applicazione di alcuni articoli del Sentencing Reform Act al caso di Leonard Peltier da parte della Parole Commission.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L&#8217;udienza del 10 giugno 2024 per concedere la libert\u00e0 condizionata a Leonard Peltier \u00e8 durata circa sette ore e la risposta \u00e8 stata negativa. Questa \u00e8 stata la prima udienza per la libert\u00e0 vigilata di Peltier in oltre un decennio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi pi\u00f9 che mai, dopo la negazione della libert\u00e0 vigilata a luglio 2024, Leonard Peltier non pu\u00f2 pi\u00f9 rimanere in carcere. 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