{"id":2534469,"date":"2024-07-04T10:19:46","date_gmt":"2024-07-04T09:19:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2534469"},"modified":"2024-07-04T13:18:19","modified_gmt":"2024-07-04T12:18:19","slug":"soccorsi-che-non-arrivano-e-porti-vessatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/07\/soccorsi-che-non-arrivano-e-porti-vessatori\/","title":{"rendered":"Soccorsi che non arrivano e porti vessatori"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Malgrado le sconfitte nei tribunali, continuano i fermi amministrativi\u00a0 <\/strong><\/em><em><strong>delle navi umanitarie_<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> Nonostante i <strong><a href=\"https:\/\/www.asgi.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2024_06_26_Court-of-Crotone_final-decision_ITA_geschwarzt.pdf\">tribunali civili <\/a><\/strong>abbiano stabilito in diverse occasioni la illegittimit\u00e0 dei\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2024\/03\/08\/fermi-amministrativi-per-bloccare-i-soccorsi-umanitari-in-acque-internazionali\/\">provvedimenti di fermo amministrativo, adottati sulla base del decreto Piantedosi (legge m.15\/2023)<\/a><\/strong>nei confronti di navi delle Organizzazioni non governative che operano soccorsi nelle acque internazionali del Mediterraneo centrale, le Autorit\u00e0 marittime dipendenti dal Ministero delle infrastrutture, e gli organi periferici del Ministero dell\u2019interno, continuano a contrastare in ogni modo le doverose attivit\u00e0 di ricerca e salvataggio (SAR) operate dalle navi del soccorso civile, <strong><a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/2024\/03\/litalia-intensifica-la-repressione-contro-le-navi-di-ricerca-e-soccorso-civile\/\">ricorrendo ad ogni possibile pretesto per bloccarle in porto\u00a0<\/a><\/strong>dopo averle costrette a raggiungere destinazioni \u201cvessatorie\u201d, inutilmente lontane dal luogo nel quale si sono effettuati i salvataggi.<\/p>\n<p>Con il\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/archiviopenale.it\/decreto-legge-n-1-del-2023--disposizioni-urgenti-per-la-gestione-dei-flussi-migratori\/contenuti\/21480\">Decreto legge n.1 del 2 gennaio 2023,\u00a0<\/a><\/strong>si prevedeva una nuova sanzione amministrativa in caso di\u00a0<em>mancata risposta alle informazioni richieste o di mancata ottemperanza\u00a0<\/em>da parte delle navi alle indicazioni impartite dalle \u201c<em>competenti\u201d<\/em>\u00a0autorit\u00e0 marittime. Si ampliavano dunque i poteri di fermo amministrativo affidati ai prefetti nel caso di ingresso in porto di navi delle ONG che avessero svolto in modo continuativo attivit\u00e0 di ricerca e salvataggio, magari senza farsi coordinare dalle \u201cautorit\u00e0 competenti\u201d, dunque quelle libiche, rispetto alle zone SAR di intervento, oppure operando una sequenza di soccorsi, trovandosi di fronte ad imbarcazioni in evidente stato di\u00a0<em>distress,<\/em>\u00a0senza dirigere immediatamente verso il porto di sbarco indicato dalle autorit\u00e0 italiane.<\/p>\n<p>Successivamente,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/tgr\/marche\/articoli\/2023\/06\/migranti-per-il-tar-lassegnazione-dei-porti-alle-ong-fu-legittima-ae14a250-3ba2-4056-98d3-d26aaf70a7fe.html\">nel mese di giugno del 2023 il Tribunale amministrativo del Lazio decideva su due ricorsi proposti contro l\u2019assegnazione di porti di sbarco \u201cvessatori\u201d,<\/a><\/strong>\u00a0a notevole distanza dall\u2019area nella quale venivano operati i soccorsi da parte di una organizzazione non governativa. Questo Tribunale legittimava le scelte del ministro dell\u2019interno, respingendo il ricorso e affastellando una serie di motivazioni che andavano ben oltre la portata del caso esaminato, gettando ombre inquietanti sul futuro dei soccorsi in mare nel Mediterraneo centrale.\u00a0Con le conseguenze che vediamo ancora oggi.<\/p>\n<p>Le affermazioni incidentali del TAR Lazio sulla competenza (libica) nei soccorsi in acque internazionali rientranti nella cd.\u00a0<strong>\u201czona SAR libica\u201d<\/strong>\u00a0e sulla pretesa competenza primaria dello Stato di bandiera ad indicare il porto di sbarco sicuro, sono adesso smentite da quanto rilevano i Tribunali civili con una serie di decisioni di annullamento, dopo decisioni di sospensione cautelare, dei provvedimenti di fermo amministrativo.<\/p>\n<p>Le motivazioni pi\u00f9 ricorrenti alla base di questi provvedimenti si ricavano da comunicazioni ricevute dalla sedicente Guardia costiera \u201clibica\u201d che, in stretto coordinamento con le autorit\u00e0 italiane, lamenta soccorsi operati dalle navi umanitarie che, procedendo con immediatezza al salvataggio dei naufraghi, come impongono le Convenzioni internazionali, avrebbero \u201cimpedito\u201d intercettazioni da parte delle motovedette libiche e successive deportazioni verso i campi di detenzione dai quali gli stessi naufraghi erano riusciti a fuggire. Oppure, se i soccorsi avvengono pi\u00f9 a nord, in quella zona SAR maltese che nessuno Stato costiero presidia, si inventa l\u2019accusa che le navi delle ONG non avrebbero fatto rotta immediatamente verso il porto assegnato, magari in casi nei quali il comandante era obbligato a procedere ad altri soccorsi o quando le condizioni meteo impedivano il raggiungimento del porto asegnato dalla Centrale di coordinamento della Guardia costiera italiana (IMRCC).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> Negli ultimi giorni si sono verificati due episodi che confermano come si stia intensificando la guerra contro i soccorsi umanitari, ritardando attivit\u00e0 di soccorso che si dovrebbero svolgere con la massima rapidit\u00e0 e stabilendo porti di sbarco troppo lontani. magari in presenza di burrasche rilevabili anche dalle previsioni meteo che tutte le autorit\u00e0 marittime dovrebbero utilizzare come base delle loro decisioni.<\/p>\n<p><strong>Giorno 30 giugno<\/strong> si \u00e8 verificato un intervento della Guardia costiera italiana che gli operatori umantari hanno definito tardivo. E in questa occasione una persona gi\u00e0 in pessime condizioni di salute, prima di essere evacuata, \u00e8 deceduta poco dopo il trasbordo sulla nave umanitaria, effettuato da un mezzo della Guardia costiera, che in precedenza aveva soccorso i naufraghi prelevandoli da un barcone in evidente situazione di <em>distress\u00a0<\/em>(pericolo grave ed attuale).<strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fanpage.it\/politica\/cosa-e-successo-con-il-salvataggio-della-humanity-1-che-ha-sbarcato-186-migranti-e-una-salma\/\">Dopo l\u2019ombreggiamento del barcone da soccorrere, in navigazione verso le coste italiane (navigazione con sorveglianza a vista) affidato dalle autorit\u00e0 italiane alla Humanity 1,<\/a><\/strong> una attivit\u00e0 di scorta per 30 miglia circa, durata alcune ore, assetti della Capitaneria di Porto hanno poi raggiunto il peschereccio e proceduto all\u2019evacuazione dei naufraghi, \u201da ridosso\u201d, in una area esente dal mare \u2018formato\u2019 , trasbordandoli quindi sulla nave umanitaria. Secondo gli scarni comunicati ufficiali, le operazioni SAR hanno avuto luogo per tutta la notte di sabato 29 giugno fino all\u2019alba del giorno successivo, a 30 miglia Est-Sud est di Siracusa. Era stata quindi la Guardia Costiera, con il supporto di una Nave Militare, a coordinare la nave umanitaria nelle operazioni di soccorso ed a decidere modalit\u00e0 e tempi di intervento. Per questa ragione l\u2019assegnazione del porto di Catania era un \u201catto dovuto\u201d che non interrompe, come i fatti dimostrano, l\u2019assegnazione di porti vessatori, sempre pi\u00f9 distanti, alle navi del soccorso civile.<\/p>\n<p>Secondo Sos Humanity,<strong><a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sicilia\/notizie\/2024\/07\/02\/sos-humanity-italia-ritarda-il-soccorso-un-migrante-e-morto_cb42168d-8bb8-422b-8338-acc3dc75f6f0.html\">\u00a0come riporta l\u2019ANSA<\/a><\/strong>, la nave della ONG aveva ricevuto una chiamata di soccorso gi\u00e0 sabato 29 pomeriggio attorno alle 17,30 e su indicazione delle autorit\u00e0 italiane si era immediatamente diretta verso il barcone in difficolt\u00e0, arrivando nell\u2019area dei soccorsi attorno alle 23.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.cataniatoday.it\/cronaca\/migranti-sbarco-catania-morto-malta.html\">Il centro di coordinamento dei soccorsi maltese non avrebbe fornito il coordinamento dovuto,<\/a><\/strong>\u00a0almeno per quanto risulta, finch\u00e8 il mezzo si trovava nella zona SAR maltese. Mentre il centro italiano di coordinamento (IMRCC) incaricava il comandante della nave umanitaria di fare una prima \u201cvalutazione\u201d del caso, senza intervenire immediatamente. Secondo quanto riferito da SOS Humanity, \u201c<em>unit\u00e0 italiane sono sul posto, ma non prestano soccorso. Perch\u00e9? Il nostro equipaggio non riceve informazioni. Sarebbe importante sapere quante persone ci sono a bordo, se ci sono emergenze mediche o persone particolarmente vulnerabili e in che condizioni si trova la barca. Perch\u00e9 restare all\u2019oscuro?\u00bb<\/em>. Solo alle 5.30 di domenica. la guardia costiera italiana avrebbe soccorso finalmente le persone in difficolt\u00e0 per trasbordarle successivamente sulla Humanity 1. Secondo quanto comunicato dalla ONG,\u00a0<em>\u201cUn uomo \u00e8 morto. Testimoni riferiscono che \u00e8 morto dopo dolori prolungati tra l\u20191 e le 2 del mattino, mentre quattro navi erano sul posto. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stato un ritardo cos\u00ec lungo? Queste domande hanno bisogno di risposte. Ogni essere umano merita che la sua morte non venga accettata senza essere messa in discussione\u201d.\u00a0<\/em>Risposte che devono ancora arrivare, nonostante questa volta le autorit\u00e0 italiane abbiano assunto il coordinamento, garantendo lo sbarco a Catania, dunque nel porto sicuro pi\u00f9 vicino (o quasi), come \u00e8 imposto dalle Convenzioni internazionali.<\/p>\n<p>Come replica alle gravi accuse di SOS Humanity, la stessa autorit\u00e0 marittima ha poi sostenuto che nessuno avrebbe comunicato la situazione di grave emergenza nella quale si trovava il naufrago poi deceduto. A sostegno della sua tesi, la Guardia costiera ha comunicato che le condizioni del mare, domenica 30 giugno 2024, con onde che avrebbero raggiunto l\u2019altezza di 2,5 metri, avrebbero impedito un trasbordo pi\u00f9 rapido.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/agrigento.gds.it\/articoli\/cronaca\/2024\/07\/02\/migranti-la-guardia-costiera-nessuno-ci-ha-detto-delluomo-grave-sulla-barca-f4dc503c-e4cb-4031-8c15-2bd5e19fd11d\/\">Per la Guardia costiera<\/a><\/strong>\u00a0<em>\u201cle operazioni di salvataggio si sono svolte alle prime luci dell\u2019alba del giorno 30 a causa delle condizioni meteo marine particolarmente avverse presenti in zona durante la notte (onde fino a 2,5 metri), che non avevano consentito il trasferimento in sicurezza dei numerosi migranti presenti a bordo dell\u2019unit\u00e0 che nel frattempo perseguiva la sua navigazione verso le coste della Sicilia Orientale a 7 nodi scortata da due unit\u00e0 della guardia costiera ed una della Marina militare\u201d<\/em>. Inoltre, si aggiunge,<em>\u00a0\u201cnessuna comunicazione era giunta alla centrale operativa della guardia costiera, n\u00e9 alle unit\u00e0 presenti in prossimit\u00e0 del peschereccio, circa la presenza a bordo di una persona in gravi condizioni di salute che necessitasse di un trasbordo immediato\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.paolociraci.it\/meteo-nautica\/bollettino-mare.htm\">Al riguardo non rimane che rinviare all\u2019archivio storico dei bollettini Meteomar della Marina militare per rilevare quali fossero davvero, nei giorni dei due eventi di soccorso, le condizioni meteomarine.<\/a><\/strong>\u00a0Certo, possono sempre influire le condizioni locali, come i fondali o la prossimit\u00e0 alla costa, come avrebbe dovuto insegnare la tragedia di Steccato di Cutro, ma sembra davvero difficile che il mare fosse tanto agitato da impedire trasbordi immediati domenica 30 giugno, quando la Humanity 1 ha operato il soccorso dopo l\u2019intervento di una motovedetta della Guardia costiera, e invece si fosse calmato improvvisamente due giorni dopo, quando ad un\u2019altra nave umanitaria, la Louis Michel, si voleva imporre di navigare fino a Pozzallo, in realt\u00e0 a quel punto in condizioni proibitive, per sbarcare i naufraghi che aveva a bordo. Semmai \u00e8 vero proprio il contrario: il mare era pi\u00f9 calmo sabato prima che luned\u00ec arrivasse la burrasca di maestrale che ha spazzato il Canale di Sicilia. In ogni caso spetter\u00e0 all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria accertare tutte le comunicazioni intercorse tra la Humanity 1 e le navi militari coinvolte nelle attivit\u00e0 di ricerca e salvataggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3. <\/strong>In realt\u00e0 il mare, che gi\u00e0 era abbastanza mosso domenica 30 giugno, aumentava davvero nella giornata di luned\u00ec primo luglio, fino a raggiungere forza di burrasca quando la stessa Guardia costiera italiana ordinava alla Louise Michel, che aveva soccorso 36 naufraghi (tra cui 17 minori non accompagnati) nelle acque internazionali della cd. zona SAR libica, a 29 miglia nord di Zawia, di fare rotta sul porto di Pozzallo, senza entrare a Lampedusa, come invece le condizioni meteo-marine imponevano, e come poi il comandante era costretto a fare, per non mettere a rischio naufraghi ed equipaggio. Per quell\u2019ingresso, forzato dalle condizioni meteo, nel porto di Lampedusa<strong><a href=\"https:\/\/x.com\/ChiranAngelgela\/status\/1808473744748195849\">\u00a0la Louise Michel \u00e8 stata bloccata\u00a0<\/a><\/strong>per venti giorni con un<strong>\u00a0nuovo provvedimento di fermo amministrativo.<\/strong>\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.grandangoloagrigento.it\/lampedusa\/migranti-fermo-per-la-louise-michel-di-banksy-a-lampedusa\">Secondo il comandante della nave,<\/a><\/strong>\u00a0\u201c<em>le previsioni meteo non garantivano un viaggio sicuro in Sicilia e abbiamo deciso di approdare a Lampedusa\u201d,<\/em>\u00a0e aggiunge:<em>\u00a0\u201cQuesto gioco politico con le persone in cerca di sicurezza deve finire\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Si ritorner\u00e0 quindi davanti ad un tribunale, ma la decisione sulla sospensione del fermo amministrativo potrebbe arrivare quando sar\u00e0 scaduto il termine di venti giorni durante i quali, come sta avvenendo ancora in queste ore, le condizioni del mare o l\u2019assenza di coordinamento, nella vastssima zona SAR maltese a sud di Lampedusa, potrebbero comportare altre perdite umane.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2021\/04\/20\/i-fermi-amministrativi-per-rafforzare-la-collaborazione-con-la-guardia-costiera-libica\/\">E intanto i libici avranno via libera per altre incursioni in acque internazionali,<\/a><\/strong>\u00a0che si definiscono come\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/libyaobserver.ly\/news\/libyan-coast-guard-intercepts-nearly-9000-migrants-year-says-iom\">intercettazioni, piuttosto che attivit\u00e0 di ricerca e salvataggio<\/a><\/strong>, e si concludono inevitabilmente con la deportazione e la detenzione arbitraria.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/meloni-vola-libia-sbarchi-scesi-60-2319010.html\">Con il plauso degli attuali governanti italiani,<\/a><\/strong>\u00a0anche se \u00e8 evidente il ritmo quotidiano delle violazioni dei diritti umani delle persone migranti sballottate tra la Libia e la Tunisia, o intrappolate nei centri di detenzione libici\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.premioestense.com\/2024\/06\/21\/le-mani-sulla-guardia-costiera-di-nello-scavo-i-segreti-nel-mediterraneo-e-le-intricate-connessioni-della-guardia-costiera-italiana\/\">in mano alle milizie ed ai trafficanti. Che continuano a prosperare,\u00a0<\/a><\/strong>malgrado i proclami sul\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.openpolis.it\/esercizi\/la-cooperazione-con-lafrica-e-il-piano-mattei\/\">Piano Mattei per l\u2019Africa,<\/a><\/strong>\u00a0sul ruolo della\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.operationirini.eu\/\">missione europea IRINI<\/a><\/strong>\u00a0e di\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.hrw.org\/it\/news\/2022\/12\/12\/eu-frontex-complicit-abuse-libya\">Frontex<\/a><\/strong>, e sulla collaborazione italiana, anche\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.focsiv.it\/migranti-milizie-e-servizi-segreti\/\">attraverso attivit\u00e0 coperte<\/a><\/strong>, ed\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/sea-watch.org\/it\/sentenza-del-tribuanale-dellunione-europa-frontex-ha-nascosto-ingiustamente-immagini-e-documenti\/\">europea<\/a><\/strong>, con la<strong><a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/attualita\/pagine\/libia-gli-esperti-onu-denunciano-la-collusione-tra-guardia-costiera-e-trafficanti-di-uomini\">\u00a0sedicente Guardia costiera \u201clibica\u201d.<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Siamo dunque in presenza dell\u2019ennesimo provvedimento di fermo amministrativo che, oltre a risultare illegittimo per le ragioni che gi\u00e0 i<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2024\/06\/05\/il-tribunale-di-reggio-calabria-annulla-lennesimo-fermo-amministrativo-contro-una-nave-umanitaria\/\">\u00a0Tribunali\u00a0<\/a><\/strong>hanno accertato in altri analoghi casi, adottando misure cautelari sospensive e decisioni di annullamento, appare in contrasto con i pi\u00f9 elementari principi di umanit\u00e0 e di solidariet\u00e0,\u00a0<strong>oltre che con le Convenzioni internazionali che antepongono la salvaguardia della vita umana in mare,\u00a0<\/strong>a tutte le disposizioni, nazionali o unionali, che mirano al contrasto dell\u2019immigrazione irregolare.<\/p>\n<h6><\/h6>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2024\/07\/03\/soccorsi-che-non-arrivano-e-porti-vessatori-malgrado-le-sconfitte-nei-tribunali-continuano-i-fermi-amministrativi-delle-navi-umanitarie\/\">leggi anche la versione A-Dif.<\/a><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Malgrado le sconfitte nei tribunali, continuano i fermi amministrativi\u00a0 delle navi umanitarie_ 1. 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