{"id":2534267,"date":"2024-07-03T19:05:27","date_gmt":"2024-07-03T18:05:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2534267"},"modified":"2024-07-04T09:08:55","modified_gmt":"2024-07-04T08:08:55","slug":"24netzinesud-%d3%8eeriggio-n-27","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/07\/24netzinesud-%d3%8eeriggio-n-27\/","title":{"rendered":"24@netzineSud \u2013 \u04cderiggio \\ n. 27"},"content":{"rendered":"<h5 style=\"text-align: center;\">&gt; MERIDIOGLOCALNEWS \u2013 RASSEGNA SULLE SOGGETTIV\u20b3ZIONI METICCE &lt;<\/h5>\n<p><strong>La guerra genera non solo morti e distruzione, ma anche profitti&#8230; per pochi. Vendite record di armi per Israele, il genocidio dei palestinesi \u00e8 la vetrina ottimale per l\u2019expo militare<\/strong><\/p>\n<p><em>Le esportazioni militari israeliane hanno raggiunto la cifra di 13 miliardi di dollari, a conferma che i nuovi sistemi d\u2019arma stanno guadagnando crescente interesse sui mercati. Un paese in guerra che riceve ingenti quantitativi di armi dagli Stati Uniti, ma al contempo ne esporta in quantit\u00e0 maggiori all\u2019estero, questa \u00e8 la veritiera fotografia dello Stato di Israele fuori dalla classica retorica del paese assediato e aggredito e per questo costretto a difendersi_<\/em><\/p>\n<p>Da decenni ormai, almeno dai primissimi anni Settanta, l\u2019apparato industriale militare USA ha fatto passo da giganti, attrezzandosi per massicce esportazioni, oltre a dotarsi di una fitta rete costituita da centri di ricerca, applicazioni innovative, laboratori pubblici e privati asserviti alla causa della guerra. A leggere le dichiarazioni dei politici israeliani, la grande capacit\u00e0 di produrre armi di ultima generazione rappresenta un autentico vanto nazionale, una sorta di realizzazione della creativit\u00e0 e delle capacit\u00e0 dell\u2019apparato industriale e del suo stesso popolo. L\u2019industria militare di Israele non \u00e8 solo concepita ad uso difensivo, come sono soliti asserire i leader politici del Paese, esistono innumerevoli accordi di cooperazione che hanno messo insieme start up, centri di ricerca, industrie israeliane con quelle dei principali Paesi a capitalismo avanzato. Le esportazioni riguardano armi leggere e pesanti, ma soprattutto sistemi missilistici, di spionaggio che raccolgono un terzo delle vendite e tra i partner commerciali non ci sono solo gli USA, ma Paesi come Italia, Germania e Finlandia, parliamo di accordi per centinaia di milioni di dollari. Nel corso degli ultimi due anni si \u00e8 diversificata la produzione e l\u2019esportazione di armi, se prima la facevano da padroni droni e sistemi UAV oggi sono stati in parte soppiantati da missili, razzi e sistemi di difesa aerea. Non ci coglie di sorpresa il grande attivismo nella vendita di innumerevoli sistemi d\u2019arma, di sistemi di intelligence, informazione e cyber oltre a satelliti e sistemi spaziali destinati in prevalenza nell\u2019area asiatica e del Pacifico. Se fino a un paio di anni or sono le esportazioni erano massicce verso i Paesi inclusi negli accordi di Abramo, oggi pesano assai meno in termini commerciali a conferma che la mattanza del popolo palestinese ha attirato compratori da ogni area del globo. In meno di cinque anni le esportazioni sono raddoppiate e l\u2019intelligenza artificiale a uso militare ha permesso un salto di qualit\u00e0 sia nella creazione di efferati, per numero di morti civili (definiti effetti collaterali), sistemi militari che nelle esportazioni delle stesse. E l\u2019ultimo prodotto ad alta tecnologia \u00e8 rappresentato da IRON BEAM, leggiamo testualmente sul sito della industria produttrice: \u00e8 un sistema di armi laser ad alta energia (HELWS) di classe 100 kW che dovrebbe diventare il primo sistema operativo della sua categoria . Affronta e neutralizza rapidamente ed efficacemente un\u2019ampia gamma di minacce da un raggio di centinaia di metri a diversi chilometri . Agisce alla velocit\u00e0 della luce, IRON BEAM ha un caricatore illimitato, con un costo quasi pari a zero per intercettazione e provoca danni collaterali minimi. Complementare a IRON DOME di RAFAEL, pu\u00f2 essere integrato con una gamma di piattaforme e pu\u00f2 diventare parte di qualsiasi sistema di difesa multistrato. RAFAEL \u00e8 considerato un leader globale nel settore e da oltre 30 anni sviluppa sistemi Directed Energy, inclusi i sistemi HEL. L\u2019azienda lavora a stretto contatto con il Ministero della Difesa israeliano e funge da Centro nazionale di eccellenza HEL e Laboratorio nazionale di letalit\u00e0.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/osservatorionomilscuola.com\/2024\/06\/29\/la-guerra-genera-non-solo-morti-e-distruzione-ma-anche-profitti-per-pochi\/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR06cIqKin8X3YUubouybWdP28PQu2Qf3byorkyhTrd7y1tTwwnuIXwfTII_aem_FUgpVwK4zQ5MTAdKl1QGpQ&amp;sfnsn=scwspmo\">report Osservatorionomilscuola<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le parole di Mohammed Almajdalawi mentre scappa con la sua famiglia dalle bombe in mezzo a migliaia di persone disperate<\/strong><\/p>\n<p><em>Nel riportare la drammatica testimonianza di Mohammed Almajdalawi, ripresa dalla pagina social \u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/GazaFREEstyleFestival?__cft__%5b0%5d=AZXWfwbhw3H_0dKXoOJBn9tsWC6FGHXeDaPxxpq65kl6dE9Cpm8YtxqsyXcwdUwFpV_DLWHIdXPeed-KjRYCHlKZYAlvAOG_yuwvwshSsnakfZDy5pjWZkKIiM-uBw74pd0co3HVDRkZiMYDDdIK2CcNG_YwOBc57IeivBVMgvZoDdue5EhFjaq13oqfuw-CDEOpzCgSmcHgZD5yHjI1tS4w&amp;__tn__=-UC%2CP-R\">Gaza FREEstyle<\/a><\/strong>, si propone parimenti la visione del\u00a0 <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/GazaFREEstyleFestival\/videos\/781295657509151\">video<\/a>,<\/strong>\u00a0le cui immagini documentano la fuga da Khan younis di questa notte_<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Ci\u00f2 che sta accadendo nella Striscia di Gaza \u00e8 ancora e ancora, lo sfollamento di decine di migliaia di famiglie, abbiamo cambiato gi\u00e0 7 volte luoghi dello sfollamento. Abbiamo cambiato posto pi\u00f9 di sette volte, spostandoci da un luogo all\u2019altro, e ogni volta abbiamo dovuto ripartire: grattare, cercare un posto, costruire una tenda, scavare una buca nel terreno per scaricare l&#8217;acqua del bagno, costruire un bagno, cercare fonti d&#8217;acqua, trasportare l&#8217;acqua e cercare fonti di elettricit\u00e0 per la Ricarica della batteria, il telefono e vivere una vita di attesa per tutto. Certo, ci sono molte famiglie che non hanno i soldi per trasferirsi o noleggiare un&#8217;auto perch\u00e9 costa molto, se disponibile, un litro di gasolio costa tantissimo, ci sono tanti malati, feriti e anziani. Immaginate la difficolt\u00e0 di trasportarli, eppure molti di loro stanno camminando per la strada e scappano, e molti di loro in questo momento dicono di voler Morire In breve tempo. Ognuno di noi muore mille volte al giorno, e molte persone muoiono per mancanza di forza e cibo. Viviamo, camminiamo, respiriamo, mangiamo e beviamo con la morte che ci accompagna da tanto tempo.<br \/>\nNon dimenticatevi di noi&#8221;.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/GazaFREEstyleFestival\/posts\/pfbid024Mn55LpKHfbdmNiF4UL37GyRkZxagUaTwdDodnWr7YuukqLRXS4PCydTm3gAE4dzlL\">GazaFREE<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u2019Ucraina \u00e8 vicina al default finanziario: se non riuscir\u00e0 a negoziare un accordo di ristrutturazione del debito con i suoi creditori fallir\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><em>Secondo The Economist sembrerebbe che l\u2019Ucraina ha ora solo due opzioni: ottenere una proroga della sospensione dei pagamenti fino al 2027 o dichiararsi insolvente. \u201cIn ogni caso, i pagamenti ucraini non riprenderanno\u201d, ha aggiunto, spiegando che questo porterebbe \u201ca una preoccupante mancanza di fiducia degli investitori privati nell\u2019impegno dell\u2019Occidente\u201d, e a lungo termine, potrebbe significare un disastro per la ripresa del paese_<\/em><\/p>\n<p>Nel febbraio 2022, i detentori di obbligazioni hanno permesso all\u2019Ucraina di sospendere i pagamenti del debito per due anni in vista del conflitto con la Russia. Tuttavia, questo accordo scade il 1\u00b0 agosto. Secondo <em>The Economist<\/em>, l\u2019accordo rappresenta il 15% del PIL annuale dell\u2019Ucraina, il secondo capitolo di spesa dopo quello della difesa. Il conflitto con la Russia ha inferto un duro colpo all\u2019economia ucraina, che si \u00e8 contratta del 25 per cento dall\u2019inizio delle ostilit\u00e0, mentre la banca centrale sta terminando le riserve valutarie del paese. Il rapporto debito\\PIL si avviciner\u00e0 al 94 per cento entro la fine di quest\u2019anno, nonostante l\u2019appoggio degli alleati dell\u2019Occidente, composto in prevalenza da \u201cartiglieria, carri armati e fondi assegnati, piuttosto che contanti\u201d, nota l\u2019articolo. \u201cL\u2019Ucraina ha un mese per evitare di dichiararsi insolvente\u201d, dice il giornale, aggiungendo che il Fondo Monetario Internazionale \u00e8 disposto a negoziare un piano di ristrutturazione del debito, ma \u00e8 improbabile che sia raggiunto in tempo per scongiurare il default. Il mese scorso, il governo ucraino non \u00e8 riuscito a raggiungere un accordo con un gruppo di investitori sulla ristrutturazione di circa 20 miliardi di dollari del suo debito internazionale. Kiev intendeva ridurre i suoi obblighi del 60 per cento del suo valore attuale, ma i creditori hanno rifiutato affermando che il 22 per cento era \u201cpi\u00f9 che ragionevole\u201d. Tuttavia, il FMI assicura che anche con un accordo \u201ccos\u00ec drastico\u201d come quello proposto dall\u2019Ucraina, il paese potrebbe a malapena sopravvivere.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/www.occhisulmondo.info\/2024\/07\/02\/ucraina-sullorlo-del-default-finanziario\/\">fonte: occhisulmondo<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Compleanno di Mani Tese, sessant\u2019anni di solidariet\u00e0 e sviluppo sostenibile<\/strong><\/p>\n<p><em>A Catania, l\u2019evento per festeggiare questo anniversario si svolger\u00e0 il 7 luglio, dalle 18,30 fino alle 23,00, in via Palermo 541, presso lo spazio FIERI. Ci saranno attivit\u00e0 di promozione dell\u2019artigianato, un mercatino dell\u2019usato, sessioni di yoga, cena sociale e musica_<\/em><\/p>\n<p>Sessant\u2019anni, un numero importante. Sei decenni di impegno, in tutto il mondo, per contribuire alla lotta contro l\u2019emergenza climatica, lo sfruttamento e le diseguaglianze. Stiamo parlando dell\u2019anniversario di Mani Tese, l\u2019associazione fondata nel 1964 a Milano da tre sacerdoti (Amelio Crotti, Giacomo Girardi e Piero Gheddo), con l\u2019obiettivo di creare un nuovo ordine internazionale, imperniato su sostenibilit\u00e0 e giustizia. Un impegno che, a oggi, si \u00e8 concretizzato nella promozione di oltre 2000 progetti. I progetti promossi hanno sempre puntato sulle esperienze di cambiamento vissute in prima persona, attraverso la promozione di iniziative in grado di incentivare gli stili di vita sostenibili. Coerentemente con questa finalit\u00e0, dal Veneto alla Sicilia, molte organizzazioni di volontariato e di promozione sociale si sono collegate con Mani Tese, condividendo l\u2019obiettivo di colmare i bisogni e le potenzialit\u00e0 delle comunit\u00e0 locali, promuovendo azioni di cambiamento e sensibilizzazione. Forze, queste ultime, che si uniscono ai 5.000 volontari che ogni anno donano il proprio tempo e le proprie energie per sostenere le attivit\u00e0 di Mani Tese. Tra cui ricordiamo, in particolare, l\u2019educazione alla cittadinanza globale, nelle scuole e nei campi di volontariato, che mette al centro la consapevolezza dell\u2019importanza di agire responsabilmente a livello globale. Con i mercatini del riuso e le iniziative delle Cooperative, inoltre, vengono promossi circuiti virtuosi legati ai consumi, alla mobilit\u00e0 sostenibile e all\u2019inclusione delle marginalit\u00e0, contribuendo a costruire un mondo pi\u00f9 equo e solidale. All\u2019estero (Africa, America Latina e Asia) l\u2019azione di Mani Tese si concretizza attraverso progetti di autodeterminazione della popolazione locale e apporta un prezioso contributo alla lotta contro l\u2019emergenza climatica, la povert\u00e0 e le disuguaglianze. In sostanza, un impegno che continua, e cresce, per contribuire al cammino verso un futuro pi\u00f9 giusto e sostenibile per tutti.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/www.argocatania.it\/2024\/06\/30\/compleanno-di-mani-tese-sessantanni-di-solidarieta-e-sviluppo-sostenibile\/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0jxCNG4PJX4SXRkalanDLIRFK6ghk77bn-XHskEgLSK5J7pA_cmy25E58_aem_qP8fxRtg3oTfaNFQeIEfEg\">leggi il programma su argocatania<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2024 Mediterraneo- II\u00b0 semestre. Dal report risultano 2.038 i profughi\/migranti morti o dispersi nei primi sei mesi dell\u2019anno sulle vie di fuga verso l\u2019Europa<\/strong><\/p>\n<p><em>Il calcolo dei morti o dispersi \u00e8 assolutamente drammatico: \u00ab152 negli itinerari \u201cdi terra\u201d, spesso proprio alle porte della fortezza europea, e 1.886 inghiotti dal mare, nel Mediterraneo o nell\u2019Atlantico verso le Canarie. In totale, 564 in meno rispetto alle 2.602 (a terra 104 e in mare 2.498) registrate al 30 giugno dello scorso anno, ma a fronte di un calo di almeno il 40 per cento degli arrivi e tenendo conto che nel \u201cconto di morte\u201d dei primi sei mesi del 2023 \u00e8 entrata la strage di Pylos, nelle acque greche dello Jonio, con circa 700 vittime\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Dal confronto di cui sopra, il rapporto di mortalit\u00e0 rispetto agli arrivi resta elevatissimo: 1 migrante morto o disperso ogni 37,4 arrivati sulle tre rotte. La via di fuga pi\u00f9 pericolosa si conferma largamente quella verso la Spagna, soprattutto a causa dell\u2019elevatissimo numero di vittime nell\u2019Atlantico, sulla difficile, lunghissima rotta verso le isole Canarie dalle coste dell\u2019Africa occidentale (Marocco, Mauritania, Senegal, Gambia, perfino Guinea): 1.054 vittime a fronte di 24.747, arrivi pari a un indice di un morto ogni 23,5 migranti arrivati. E il dato potrebbe essere molto sottostimato: la Ong <em>Caminando Fronteras<\/em>, che monitora in particolare le rotte spagnole, nei primi sei mesi di quest\u2019anno segnala infatti 5.054 profughi\/migranti scomparsi nel tentativo di raggiungere la Spagna, dei quali oltre 4.500 nell\u2019Atlantico, tenendo conto di decine di \u201cnaufragi fantasma\u201d senza superstiti. Segue, per tasso di mortalit\u00e0, la rotta del Mediterraneo centrale, verso l\u2019Italia e Malta, con 754 vittime: una ogni 34,6 arrivi. Nel Mediterraneo orientale e nell\u2019Egeo, infine, 78 morti o dispersi, con un indice di 1 ogni 223,8 arrivi. E\u2019 il risultato delle crescenti difficolt\u00e0 e dei rischi sempre pi\u00f9 gravi che devono affrontare i disperati che bussano alle porte dell\u2019Unione Europea a causa del moltiplicarsi delle barriere e dei respingimenti voluti dalla \u201cpolitica migratoria\u201d condotta dalla Ue e dall\u2019Italia, inclusa la \u201cguerra\u201d mossa alle navi umanitarie delle Ong, rimaste le uniche a tentare di assicurare una rete di soccorso in mare. E le prospettive del secondo semestre 2024 non sono migliori. Al contrario.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/nuovidesaparecidos.net\/2024\/07\/01\/2024-mediterraneo-secondo-semestre\/?sfnsn=scwspmo\">per approfondimenti vedi nuovidesaparecidos<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il caos creato ad arte dell\u2019autonomia differenziata: maggioranza e minoranza in Parlamento sono divisi, ma anche all\u2019interno dei vari schieramenti esistono posizioni differenti e in taluni casi inconciliabili<\/strong><\/p>\n<p><em>Alcune regioni del centro sinistra spingono per un referendum contro l\u2019autonomia differenziata licenziata dal Governo. Ma in sostanza siamo arrivati a questo punto di non ritorno proprio a causa delle mire maggioritarie e federaliste di quel centro-sinistra costituitosi informalmente come seconda gamba del \u201cPartito del Nord\u201d_<\/em><\/p>\n<p>Sono del tutto legittime le critiche delle regioni meridionali consapevoli che l\u2019autonomia differenziata andr\u00e0 destinando maggiori risorse al Nord a mero discapito del Sud arretrato economicamente, ostaggio del lavoro nero e con servizi sanitari e scolastici pubblici decisamente lontani dagli standard europei. Se l\u2019Italia \u00e8 un paese in crisi economica, l\u2019autonomia differenziata non rappresenta certo la soluzione, alcune regioni necessitano di fondi statali senza i quali il servizio sanitario nazionale sar\u00e0 destinato al collasso favorendo ulteriori, e nefasti, processi di privatizzazione. Il Testo di legge approvato dal Governo in teoria stabilirebbe il principio della \u201cproporzionalit\u00e0 delle risorse da destinare a ciascuna Regione\u201d ma \u00e8 proprio questo principio dettato da ideologie che non tengono conto dei reali fabbisogni, per dirla in altre parole dubitiamo fortemente che la distribuzione futura delle risorse possa rispondere ai requisiti di equit\u00e0 sociale se pensiamo che a dominare la distribuzione del vil denaro saranno principi di efficienza alquanto discutibili. Si va costruendo un modello statale assai contorto, un insieme di leggi destinate ad alimentare confusioni normative che potranno portare alcune Regioni a rivendicare la gestione di risorse e di materie rilevanti come il commercio con l\u2019estero, la previdenza integrativa, la protezione civile, le banche regionali, le politiche di formazione e di orientamento in materia di lavoro. Se l\u2019autonomia differenziata nasce per ridurre il peso della burocrazia \u00e8 assai probabile che partoriremo l\u2019effetto contrario. Pensiamo alla tutela dell\u2019ambiente e dell\u2019ecosistema, alla gestione di porti e aeroporti, alle reti di trasporto e di navigazione, alcune Regioni potranno attrarre investimenti a discapito di altre anche con normative favorevoli a possibili investitori, saranno insomma acuite le differenze economiche e sociali tra le varie aree geografiche. E stiamo parlando di materie che dovrebbero essere invece essere di competenza dello Stato e non di singole entit\u00e0 Regionali, quanto poi alla contrattazione politica tra governo e Regioni permangono innumerevoli criticit\u00e0 legate al peso economico e politico dei vari interlocutori. Perfino settori del padronato italiano sono alquanto scettici verso questo impianto normativo e legislativo, temono l\u2019 aumento dei costi e dell\u2019 inefficienza proprio nella gestione dei beni e servizi pubblici con effetti negativi sull\u2019intero paese. In queste ore la Regione Veneto ha chiesto alla presidente del Consiglio il via libera per attuare l\u2019Autonomia differenziata in tutte le materie che non richiedono l\u2019individuazione dei Lep (Livelli essenziali delle prestazioni), la bagarre \u00e8 appena iniziata e, ammesso che la Cassazione accolga il quesito referendario delle Regioni del centro sinistra, ci attendo mesi di caos istituzionale e di spinte destinate a disintegrare quanto resta della democrazia nel nostro paese.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"http:\/\/delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com\/2024\/07\/il-caos-creato-ad-arte-dellautonomia.html\">leggi integralmente la nota dei Delegati Lavoratori indipendenti<\/a> <\/strong><\/h6>\n<h6 class=\"atext\" style=\"text-align: justify; background: white;\"><\/h6>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><i><span style=\"font-size: 11.0pt; font-family: 'Arial','sans-serif'; color: black;\">COMMENTI \\ INCHIESTE \\ REPORTI \\ CONFLITTI \\ ALTERMERIDIONALISMO<\/span><\/i><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&gt; MERIDIOGLOCALNEWS \u2013 RASSEGNA SULLE SOGGETTIV\u20b3ZIONI METICCE &lt; La guerra genera non solo morti e distruzione, ma anche profitti&#8230; per pochi. 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