{"id":253284,"date":"2015-12-04T18:13:36","date_gmt":"2015-12-04T18:13:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=253284"},"modified":"2015-12-05T12:15:49","modified_gmt":"2015-12-05T12:15:49","slug":"energia-e-livello-del-conflitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/12\/energia-e-livello-del-conflitto\/","title":{"rendered":"Energia e livello del conflitto"},"content":{"rendered":"<p>Da tempo \u00e8 in atto un conflitto che non si ferma pi\u00f9 di fronte a niente.<br \/>\nUn confronto che ha la pretesa di determinare i futuri assetti geopolitici mondiali e stabilire la definitiva egemonia fra due differenti aree geografiche ed economiche.<br \/>\nUno scontro senza esclusione di colpi, una vera e propria guerra mondiale di predominio, combattuta ormai su tutti i fronti e con tutti gli strumenti possibili.<br \/>\nDa una parte la potenza economica mondiale che ha dominato durante gli ultimi 70 anni, rappresentata principalmente dagli USA con l\u2019Europa al seguito, tenuta sotto scacco.<br \/>\nDall\u2019altra i <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/11\/il-vero-sud-globale-oggi-i-brics\/\">BRICS<\/a>, la Russia alleata con Cina, Iran, che cooperano con India, Brasile, Sudafrica, alcuni paesi emergenti del Sudamerica e altre realt\u00e0 regionali euroasiatiche.<br \/>\nGli Stati Uniti, per molti anni, grazie alle politiche di controllo dei flussi del petrolio, hanno avuto un predominio strategico a livello mondiale. Predominio che \u00e8 andato declinando in quest\u2019ultimo periodo, principalmente proprio per via delle politiche energetiche applicate dalla Russia e dal suo governo.<\/p>\n<h5><span style=\"color: #ab1f1f;\">La questione dei Gasdotti<\/span><\/h5>\n<p>La Russia in questi ultimi 15 anni ha lavorato incessantemente a livello politico ed economico, stabilendo piani di cooperazione energetica e alimentare con vari stati europei, asiatici e mediorientali, intessendo collaborazioni e progetti di partenariato tra i vari colossi che gestiscono l\u2019approvvigionamento energetico, il flusso che si \u00e8 creato \u00e8 stato cos\u00ec basato sulla fornitura di energia in cambio di tecnologia oppure in cambio di forniture alimentari.<br \/>\nSono numerosissimi gli accordi commerciali stabiliti dalle compagnie russe Gazprom e LUKoil, con le varie compagnie italiane ENI, Snam, Saipem ed Edison, l\u2019olandese SHELL, la britannica BP, le francesi Total e Chevron, la norvegese Statoil, la greca Depa, l\u2019azera BTC, la turca Botas, le giapponesi Mitsubishi Diamond Gas, Mitsui, Itochu e Inpex, solo per citarne alcune.<br \/>\nCome numerosi sono stati i progetti portati avanti per la realizzazione di svariati gasdotti per rifornire di gas russo l\u2019Europa, l\u2019Asia e alcuni paesi del Medioriente:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gazprom.com\/about\/production\/projects\/pipelines\/active\/nord-stream\/\">Nord Stream e Nord Stream II<\/a> che vede coinvolte Russia e vari stati nordeuropei per il raddoppio del gasdotto esistente<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.bp.com\/en_az\/caspian\/operationsprojects\/pipelines\/SCP.html\">South Caucasus Pipeline<\/a>, gasdotto che coinvolge BP, AzSCP, la TPAO, la malese Petronas, Lukoil, NICO, SGC Midstream<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gazprom.com\/about\/production\/projects\/pipelines\/yamal-evropa-2\/\">Il gasdotto Yamal<\/a> che interessa Russia, Bielorussia, Polonia e Germania<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gazprom.com\/about\/production\/projects\/east-program\/\">Eastern Gas Program<\/a> che vede coinvolte Russia e Cina per l\u2019approvvigionamento energetico nel Nord della Cina<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gazprom.com\/about\/production\/projects\/lng\/sakhalin2\/\">Shakalin II<\/a> con Russia e Giappone in un partenariato per la fornitura di gas naturale<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.eni.com\/it_IT\/innovazione-tecnologia\/progetti\/blue-stream\/blue-stream.shtml\">Il Blue Stream<\/a> che coinvolge in maniera preponderante l\u2019Italia con l\u2019ENI<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gazprom.com\/about\/production\/projects\/pipelines\/turkish-stream\/\">Turkish Stream<\/a> ultimo dei vari gasdotti previsti che dovrebbe rifornire di gas russo Europa e Turchia passando sotto il Mar Nero, transitando nella Turchia europea, in Grecia, per approdare nel Sud della Puglia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Gasdotti-Gazprom.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-253301\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Gasdotti-Gazprom.jpg\" alt=\"Gasdotti Gazprom\" width=\"693\" height=\"656\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Gasdotti-Gazprom.jpg 693w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Gasdotti-Gazprom-300x284.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 693px) 100vw, 693px\" \/><\/a><\/p>\n<h5><span style=\"color: #ab1f1f;\">La destabilizzazione come strategia di contrasto<\/span><\/h5>\n<p>Gli apparati statunitensi, d\u2019altro canto, per ovvi motivi logistici, non potendo competere con il gas russo, per scoraggiare ogni possibile forma di cooperazione energetica, gi\u00e0 da tempo hanno preso le relative contromisure, riaffermando sul territorio la propria forte presenza militare, oltre che economica, sia in aree d\u2019interesse strategico Mediorientale che qui in Europa.<\/p>\n<p>Mettendosi davanti ad una cartina geografica, non si pu\u00f2 fare a meno di notare come la presenza dei recenti conflitti, i vari disordini, le situazioni di crisi, le guerre civili e le ultime mobilitazioni delle forze NATO, siano esattamente su tutti quei territori mediorientali, nordafricani ed europei, interessati dal passaggio di un gasdotto, di un oleodotto o che comunque si trovino su di un\u2019importante rotta energetica.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Mappa-Conflitti1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-253315\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Mappa-Conflitti1.jpg\" alt=\"Mappa Conflitti\" width=\"824\" height=\"549\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Mappa-Conflitti1.jpg 900w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Mappa-Conflitti1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Mappa-Conflitti1-720x480.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 824px) 100vw, 824px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E&#8217; \u00a0allora che si capisce bene come questa rappresenti una vera e propria guerra, giocata senza scrupoli e a tutto campo, sulla pelle della gente. Un conflitto dove a seconda della necessit\u00e0, vengono usati, i media per rappresentare una versione dei fatti sempre pi\u00f9 distante dalla realt\u00e0, crisi economiche strumentali che appaiono sempre al momento giusto per piegare i governi che non si sottomettano a determinate logiche (<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/06\/ai-tempi-del-nazismo-economico-atene-circondata\/\">vedi Grecia<\/a>, ma anche Italia, Spagna e Portogallo), l\u2019FMI che a insindacabile giudizio decide quali sono i paesi meritevoli di essere economicamente salvati e quali no, le varie societ\u00e0 di rating (tutte USA) che decidono, secondo criteri non opinabili, i rating di affidabilit\u00e0 di Stati, Enti Pubblici ed aziende, i sanguinosi attentati operati da gruppi terroristici che poi scopriamo in questi giorni essere in affari proprio con \u201cchi\u201d ci dovrebbe difendere, le spaventose guerre regionali che ci circondano, usate come deterrente \u201cstrategico\u201d o come forma di ritorsione, la diffusione seriale di menzogne per addormentare le coscienze o per generare rabbia e paura alimentando sempre nuove spirali d\u2019odio e distogliendo cos\u00ec la maggioranza delle persone dal reale nodo del problema, la creazione di sacche sempre pi\u00f9 ampie di povert\u00e0, disperazione ed emarginazione che poi diventano terreno fertile per il terrorismo, l\u2019uso strumentale del fenomeno degli imponenti flussi migratori, per l\u2019appunto ingenerati e accresciuti con le guerre stesse e poi usati come spauracchio e strumento di divisione e destabilizzazione.<\/p>\n<h5><span style=\"color: #ab1f1f;\">L&#8217;inizio del conflitto<\/span><\/h5>\n<p>Tutto ci\u00f2 che sta avvenendo non \u00e8 casuale ma \u00e8 funzionale a mantenere il controllo energetico, alimentare ed economico su gran parte delle popolazioni.<br \/>\n<strong>\u201cChi controlla le scorte alimentari controlla la gente; chi controlla l&#8217;energia pu\u00f2 controllare interi continenti; chi controlla il denaro pu\u00f2 controllare il mondo.\u201d<\/strong><br \/>\nPurtroppo non \u00e8 una frase tratta da un libro di George Orwell ma \u00e8 quanto espresso da <a href=\"http:\/\/archivio.internazionale.it\/contro-kissinger\">Henry Kissinger<\/a>, ex segretario di Stato americano e consigliere per la sicurezza nazionale, una frase che ben rappresenta la strategia politica a stelle strisce degli ultimi 40 anni, una strategia che non prevede rapporti tra pari ma che si basa sul concetto di predominio portato avanti ad oltranza.<br \/>\nCos\u00ec, mentre gli organi d\u2019informazione continuano imperterriti a descrivere una realt\u00e0 frammentata, motivando ci\u00f2 che sta avvenendo con spiegazioni \u201cpilotate\u201d e senza mai dare un quadro generale della situazione, \u00e8 avvenuto che con qualche variante sul tema, si sono ricreate condizioni geopolitiche simili a quelle che sussistevano subito dopo la 2\u00b0 guerra mondiale, si sono riformati due veri e propri blocchi, come ai tempi della guerra fredda, che adesso tornano a confrontarsi in quest\u2019ultimo periodo storico per la supremazia energetica, alimentare, economica e tecnologica specie sul fronte degli armamenti. Non \u00e8 casuale il dato che oggi i due maggiori produttori e fornitori di armi siano proprio Stati Uniti con il 30% della produzione mondiale di armamenti e Russia con il 26%.<br \/>\nE\u2019 presumibile che nei futuri libri di storia, la data d\u2019inizio di questo conflitto, per ora a bassa intensit\u00e0, potrebbe essere fissata al 2001, anno in cui, a seguito dell\u2019attentato dell\u201911 Settembre sono state avviate le occupazioni militari di <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/12\/2015-fine-della-missione-nato-afghanistan\/\">Iraq e Afghanistan<\/a>, sotto lo slogan, ormai passato alla storia di \u201cGuerra al Terrore!\u201d Una data quella del 2001 che ha visto anche l\u2019inizio di una nuova corsa agli armamenti.<br \/>\nCorsa agli armamenti giustificata dalla nuova \u201cguerra al terrore\u201d che da allora non si \u00e8 pi\u00f9 fermata, cercando i colpevoli del \u201cterrorismo\u201d all\u2019interno dei vari paesi definiti \u201cStati Canaglia\u201d che di volta in volta hanno preso i nomi di <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/07\/iii-guerra-in-iraq-stavolta-tamburi-motivo-ce\/\">Iraq<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/12\/2015-fine-della-missione-nato-afghanistan\/\">Afghanistan<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/01\/iranx-fra-lxembargo-ue-e-lxipotesi-militare\/\">Iran<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/02\/guerra-libia-la-clinton-inchiodata-da-registrazioni-segrete\/\">Libia<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/01\/siria-un-universo-parallelo-intervista-ad-anastasia-popova\/\">Siria<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/partono-da-cagliari-le-bombe-sganciate-in-yemen-la-denuncia-dei-pacifisti\/\">Yemen<\/a>, tutti paesi stranamente ubicati in posizioni altamente strategiche per il controllo dei flussi del petrolio e dei possibili percorsi dei vari gasdotti e oleodotti. Oppure come non ricordare le famose primavere arabe, tutte represse nel sangue, che hanno prodotto governi ancora peggiori di quelli precedentemente esistenti ma stranamente tutti molto \u201ccollaborativi\u201d verso l\u2019occidente.<br \/>\nUna guerra, che finora ha provocato <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/03\/le-guerre-degli-stati-uniti-hanno-causato-oltre-un-milione-di-morti-in-iraq-afghanistan-e-pakistan\/\">oltre 1 milione di morti<\/a>\u00a0e caso strano, non ha mancato di fare una visita anche dalle parti dell\u2019Ucraina, interessata dal passaggio di ben tre gasdotti, strategici per l\u2019approvvigionamento di gas russo in Europa e che ha visto una <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/12\/il-prezzo-per-il-petrolio\/\">corsa al ribasso del prezzo del petrolio<\/a>, raggiungendo, mai come adesso, quotazioni cos\u00ec basse.<br \/>\nUn confronto sempre pi\u00f9 serrato che ultimamente ha anche visto l\u2019<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/12\/252312\/\">abbattimento di un aereo russo da parte di un F16 turco<\/a> della NATO, alzando ulteriormente la tensione e ottenendo che venissero sospesi i progetti di costruzione del gasdotto russo-turco-greco-italiano Turkish stream.<br \/>\nUna lotta per la supremazia energetica sempre pi\u00f9 pericolosa, che ha visto in quest\u2019ultimo anno grandi esercitazioni militari nel mediterraneo da parte della NATO con il <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/10\/le-10-cose-da-sapere-sulla-trident-juncture-2015\/\">Trident Juncture<\/a>\u00a0e l&#8217;imponente dispiegamento di truppe NATO proprio in quei paesi come <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/usi-obbedir-tacendo\/\">Polonia<\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/03\/campagna-tanks-no-thanks-in-repubblica-ceca\/\">Repubblica Ceca<\/a>\u00a0che avevano sottoscritto trattati economici e commerciali di cooperazione con la Russia per il passaggio dei nuovi gasdotti.<\/p>\n<h5><span style=\"color: #ab1f1f;\">Il controllo strategico dell&#8217;Energia<\/span><\/h5>\n<p>Per capire meglio l\u2019importanza che rivestono le politiche energetiche in Europa basti pensare che la NATO in questi ultimi anni ha addirittura creato un apposito organismo, chiamato <a href=\"http:\/\/www.enseccoe.org\/en\/about-us\/centre-of-excellence.html\">Nato Energy Security Centre of Excellence<\/a> (Centro di eccellenza NATO per la sicurezza energetica) \u00a0ideato a supporto delle forze militari Transatlantiche, impegnato nel trovare le strategie e le politiche pi\u00f9 efficaci per mantenere il controllo energetico qua in Europa. Interessante leggere il concetto di energia alla pagina 10 di una <a href=\"http:\/\/www.enseccoe.org\/download\/119\/eu_energy_security_esdc_lecture.pdf\">presentazione ufficiale<\/a>, dove si recita la massima \u201cEsercito per l\u2019energia, Energia per l\u2019esercito\u201d con lo sfondo di una moneta da 1 Euro, a inizio pagina 11 si chiarisce ancora meglio il concetto scrivendo \u201cArmed forces: the largest consumer of energy in the country\u201d (Forze armate: il pi\u00f9 grande consumatore di energia nel paese) e a fine pagina si ribadisce ulteriormente, Energy: indispensable component of military (Energia componente indispensabile per l\u2019esercito) illustrato nel dettaglio il concetto con il diagramma che si trova a pagina 12.<br \/>\nLa stessa NATO l\u2019anno scorso ha istituito un\u2019<a href=\"http:\/\/www.nato.int\/docu\/review\/2014\/NATO-Energy-security-running-on-empty\/NATO-energy-security-agenda\/EN\/index.htm\">agenda ufficiale per la sicurezza energetica europea<\/a>.<br \/>\nAncora pi\u00f9 evidenti sono le idee in materia della NATO, apparse in un <a href=\"http:\/\/www.nato.int\/docu\/review\/2014\/NATO-Energy-security-running-on-empty\/Energy-insecurity-nato\/EN\/index.htm\">recente articolo pubblicato sul sito ufficiale<\/a>, dove si esprimono senza tanti giri di parole i seguenti concetti, \u201cLa NATO deve riprendere il ruolo che aveva nel 1949, con questo si deve includere la partecipazione degli alti ministeri dei paesi aderenti, durante le riunioni del Consiglio Nord Atlantico e l\u2019istituzione di speciali sessioni con i vari Ministri delle Finanze dei governi partecipanti al Trattato Atlantico\u201d e ancora \u201cUltimamente le politiche energetiche sono in gran parte decise dalle imprese private, o dalla legge della domanda e dell\u2019offerta, almeno qui in Occidente\u201d aggiungendo poi riferendosi alla sicurezza energetica \u201cle decisioni nazionali, le decisioni economiche e sui vari progetti infrastrutturali dovranno essere riviste e in qualche modo adeguarsi alle politiche energetiche strategiche\u201d, ribadendo il concetto \u201c la sicurezza energetica non \u00e8 una cosa per la quale la NATO pu\u00f2 permettersi di perdere il controllo qua in Europa\u201d, concludendo \u201ccome strategia principale dobbiamo creare una diversificazione energetica per ridurre la dipendenza dell\u2019Europa verso l\u2019energia russa.<\/p>\n<h5><span style=\"color: #ab1f1f;\">Ancora agli accordi di Yalta<\/span><\/h5>\n<p><strong>Di colpo siamo tornati a dichiarazioni e rapporti di forza che riportano indietro la lancetta della storia di quasi 70 anni.<\/strong><br \/>\nOvviamente aggiungiamo noi, tutto questo nella pratica, diventa difficile da realizzare all\u2019interno delle regole del libero mercato in cui vale la famosa legge della domanda e dell\u2019offerta, anzi diventa impossibile a fronte del fatto che la Russia ha enormi scorte di gas naturale da offrire a prezzo vantaggioso rispetto al ben pi\u00f9 costoso Shale Gas americano, estratto dalla frantumazione delle rocce, shale gas che andr\u00e0 pure bene per garantire una forma d\u2019indipendenza energetica agli USA ma che poco si adatta ad essere venduto sul mercato europeo a causa degli alti costi d\u2019estrazione e per il successivo trasporto via mare.<br \/>\nEcco che allora, dove non si arriva pi\u00f9 con le favolose leggi del \u201clibero mercato\u201d ritorna attuale la vecchia ma collaudata strategia basata sulla legge del pi\u00f9 forte, quella imposta con la forza delle armi, con la strategia del ricatto e dell\u2019eventuale ritorsione.<br \/>\nLa NATO sopravvissuta a 25 anni dalla scomparsa dell\u2019Unione Sovietica, una potente organizzazione militare che come affermato da loro stessi, consuma enormi quantitativi di risorse ed energia. Un organismo che ormai vive di vita propria e che pare non abbia nessuna intenzione di applicare politiche di reale cooperazione e distensione, non solo verso la Russia e il Medioriente ma anche nei confronti dell\u2019Europa stessa. Al contrario in questi ultimi anni si possono osservare operazioni sempre pi\u00f9 ambigue e criminali, che parrebbero studiate per generare continue situazioni di crisi, per poi giustificare la presenza sempre pi\u00f9 massiccia sul territorio di armi e forze militari.<br \/>\nRappresentativo delle reali intenzioni delle politiche energetiche ed economiche USA nei confronti della Russia, \u00e8 il <a href=\"http:\/\/www.nato.int\/docu\/review\/2014\/NATO-Energy-security-running-on-empty\/Cartoons-energy-security\/EN\/index.htm\">fumetto<\/a> che si pu\u00f2 trovare, andando sul sito ufficiale della NATO.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/2955.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-253329\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/2955-720x540.jpg\" alt=\"2955\" width=\"562\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/2955-720x540.jpg 720w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/2955-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/2955.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 562px) 100vw, 562px\" \/><\/a><\/p>\n<h5><span style=\"color: #ab1f1f;\">Mercato per niente libero e risultati della strategia della tensione<\/span><\/h5>\n<p>Come non vedere la forsennata corsa che gli apparati economici USA stanno facendo per imporre a tutta l\u2019Europa un nuovo trattato commerciale, il <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/03\/ttip-giu-le-zampe-dal-nostro-cibo\/\">TTIP<\/a> che obbligher\u00e0 in maniera coatta tutta l\u2019economia europea ad un partenariato con gli USA, persino sui prodotti alimentari americani che potranno liberamente circolare in Europa, compresi gli OGM, prodotti e brevettati come esclusiva propriet\u00e0 delle multinazionali statunitensi.<br \/>\nInsomma, ben nascosta sotto false questioni ideologiche, economiche, religiose, oppure giustificata da concetti come sicurezza, democrazia e giustizia, gi\u00e0 da anni, sul campo europeo, mediorientale e nordafricano, gli USA stanno combattendo una guerra a tutto campo per mantenere da una parte il controllo energetico sul territorio e al tempo stesso acquisire quello alimentare.<br \/>\nUna politica che come al solito, dove non arrivino le leggi del non pi\u00f9 tanto <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/02\/langelus-novus-e-il-libero-mercato\/\">&#8220;libero&#8221; mercato<\/a>, ecco che vengono soppiantate con le stesse modalit\u00e0 coloniali che hanno caratterizzato i due secoli scorsi, basate su occupazione militare, strategia del disordine, creazione di divisioni, risoluzione dei conflitti al di fuori dai principi del diritto internazionale e pi\u00f9 in generale la produzione di un caos che dopo 14 anni di queste politiche ha ottenuto 5 risultati principali:<br \/>\n1) <strong>Proliferare senza nessun controllo, di decine di organizzazioni terroristiche<\/strong>, nate dalle macerie umane e sociali, provocate dalla stessa \u201cGuerra al Terrore!\u201d. Organizzazioni terroristiche, descritte finora come misteriosamente nate dal nulla, che poi sono cresciute militarmente, istruite e rifornite di tutto punto ed equipaggiate di armi che adesso, poco a poco, scopriamo ricondurre a rapporti economici con gli stessi nostri governanti e con le compagnie di affari occidentali, che solo a parole dicono di volersi combattere.<br \/>\nCos\u00ec nella contesa tra l\u2019occidentale slogan di \u201cGuerra al terrore!\u201d e il jihadista grido di risposta \u201cMorte all\u2019Occidente!\u201d, si genera un insignificante effetto collaterale, che distrattamente sfugge sempre ai nostri attenti media: In tutti gli attentati terroristici, perpetrati indistintamente, sia a danno dei Cristiani che dei Musulmani, non sono mai i governanti, n\u00e9 le elite economiche a rimetterci, ma \u00e8 sempre e soltanto la povera gente. Allo stesso modo \u00e8 sempre la povera popolazione a morire sotto i raid organizzati dai governi occidentali con bombe pagate da noi cittadini con le tasse e prodotte da industrie belliche finanziate dalle stesse elite economiche.<br \/>\nA Firenze c\u2019\u00e8 un detto che ben rappresenta l&#8217;ambiguo modo di fare che hanno i governi occidentali nei confronti del terrorismo: \u00a0<strong>\u201cfare come i ladri di Pisa, di giorno litigano e poi di notte, vanno a rubare insieme.\u201d<\/strong><\/p>\n<p>2) <strong>Nuova corsa agli armamenti,<\/strong>\u00a0finanziata grazie alle risorse sottratte al welfare sociale, alla cultura, alla sanit\u00e0, all&#8217;istruzione, al lavoro, ai servizi, alla scuola, alla cooperazione, risorse che finiscono nelle <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/le-banche-finanziatrici-dei-produttori-di-armi-nucleari\/\">casse delle banche <\/a>le quali sempre pi\u00f9 spesso finanziano l&#8217;industria bellica.<br \/>\n3) <strong>Circoscrivere sempre di pi\u00f9 le persone in uno stato d\u2019isolamento<\/strong>, fomentando insicurezza, paura, diffidenza, rabbia e odio, distruggendo ogni minima forma di coesione sociale, minando i pi\u00f9 elementari diritti umani, vanificando gli sforzi e le conquiste lavorative, educative, sociali e culturali, portate avanti con fatica nel corso di tanti anni dalle generazioni precedenti, costringendo l\u2019attenzione delle persone a parlare sempre pi\u00f9 di guerra, respirare il clima di guerra e riducendo sempre di pi\u00f9 lo spazio ad ogni possibile forma di pensiero alternativo alla logica della violenza, dello sfruttamento, dell\u2019individualismo portato al limite e del profitto.<br \/>\n4) <strong>Marcare le <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/oxfam-l1-delle-popolazione-mondiale-sempre-piu-ricco\/\">differenze economiche<\/a> tra una larga fetta di popolazione sempre pi\u00f9 povera e una piccola elite dominante, sempre pi\u00f9 ricca<\/strong>, diffondere povert\u00e0 e ignoranza per creare nuovo terreno fertile per nuove guerre fra poveri.<br \/>\n5) C<strong>ontrastare nuove politiche energetiche ed alimentari basate sulla cooperazione fra i popoli<\/strong> per riaffermare ad ogni costo una vecchia egemonia guerrafondaia, frutto di assetti geopolitici di oltre 70 anni fa.<\/p>\n<h5><span style=\"color: #ab1f1f;\">Vie di uscita e crescita alternativa.<\/span><\/h5>\n<p><strong>Una guerra di predominio pagata dai poveri e operata da ricchi a danno dei poveri<\/strong>, \u00e8 questo in definitiva quello che attualmente si vede, il resto sono tante belle favole raccontate con indubbia mestizia per giustificare qualcosa che non ha pi\u00f9 niente di giustificabile.<\/p>\n<p>Un vero voto verso la guerra e la distruzione, quello intrapreso da coloro che continuano a recitare il mantra ipnotico della crescita materiale ed economica senza fine, la quale ha bisogno di sempre pi\u00f9 energia, agendo come se le risorse di questo pianeta fossero infinite e la vita delle persone non contasse pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p><strong>Cominciamo a domandarci perch\u00e9 non si parli mai della crescita della felicit\u00e0, della cultura, del livello d&#8217;istruzione, del livello di salute e di benessere mentale, del livello umano delle persone, del livello di coscienza e consapevolezza, del livello di qualit\u00e0 ambientale, di crescita dei diritti umani, di crescita interiore delle persone.<\/strong><br \/>\nCome detto in un articolo ad inizio anno, \u00e8 una <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/12\/lanno-che-verra-alias-la-pericolosa-strada-imboccata-dalloccidente\/\">strada molto pericolosa<\/a> e temiamo senza via d\u2019uscita, quella imboccata dall\u2019occidente, una direzione che va corretta al pi\u00f9 presto, per evitare, come ha ricordato il <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/dalai-lama-non-aspettate-laiuto-di-dio-di-budda-o-dei-governi\/\">Dalai Lama<\/a>, di passare di nuovo dalle enormi tragedie che hanno caratterizzato tutto il secolo scorso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Controllo delle fonti di energia e conflitto due fattori strettamente collegati all&#8217;interno delle vecchie logiche di predominio che hanno caratterizzato le pi\u00f9 grandi tragedie dell&#8217;umanit\u00e0 nel secolo scorso.  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