{"id":2531763,"date":"2024-06-20T16:44:51","date_gmt":"2024-06-20T15:44:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2531763"},"modified":"2024-06-20T16:44:51","modified_gmt":"2024-06-20T15:44:51","slug":"in-fuga-dalliran-a-processo-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/06\/in-fuga-dalliran-a-processo-in-italia\/","title":{"rendered":"In fuga dall\u2019Iran, a processo in Italia"},"content":{"rendered":"<p>1. Per\u00a0Marjan Jamali, cittadina iraniana fuggita dal suo paese da violenze familiari dalle quali non trovava alcuna protezione, anche l\u2019arrivo in Italia si \u00e8 trasformato in una vera e propria persecuzione, questa volta a livello istituzionale. Marjan, assistita dall\u2019avvocato Giancarlo Liberati, \u00e8 stata portata negli scorsi giorni davanti il Tribunale di Locri nel processo che la vede imputata con l\u2019accusa di aver svolto il ruolo di scafista, dopo lo sbarco e l\u2019arresto nel porto di Roccella Jonica, nell\u2019ottobre 2023. Un processo avviato sulla base di accuse assunte come indizi di prova dagli inquirenti, provenienti da tre uomini che la avrebbero abusata, ma che sono stati ritenuti nei primi interrogatori come testimoni attendibili. <a href=\"https:\/\/www.reggiotoday.it\/cronaca\/calabria-migranti-marjan-jamali-donna-scafista-domiciliari-riesame-liberati.html\">Dopo le prime settimane in carcere, \u00e8 stata rinchiusa addirittura nel carcere psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto<\/a>, sotto osservazione, per un mese, dopo avere assunto sedici pillole di calmanti. anche a seguito della separazione del figlioletto di 8 anni.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reggiotoday.it\/cronaca\/calabria-migranti-marjan-jamali-donna-scafista-domiciliari-riesame-liberati.html\">Lo scorso marzo il\u00a0Tribunale del riesame di Reggio Calabria aveva rigettato la richiesta degli arresti domiciliari avanzata dal suo avvocato.<\/a>\u00a0Marjan, il 27 maggio, ha finalmente ottenuto dal Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, gli arresti domiciliari e si \u00e8 potuta ricongiungere con il suo bambino.<\/p>\n<p>Numerose irregolarit\u00e0, ed un clima di opacit\u00e0, hanno caratterizzato le indagini e le fasi preliminari del processo, anche per l\u2019assenza di mediatori linguistico-culturali.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/rete26febbraio\">Come denunciato dalla \u201cRete 26 febbraio\u201d,<\/a>\u00a0il Tribunale di Locri aveva infatti rigettato la richiesta di poter effettuare riprese fotografiche, al fine di \u201c<em>evitare un\u2019eccessiva esposizione mediatica del processo\u201d<\/em>. L\u2019avvocato difensore ha sottolineato le difficolt\u00e0 riscontrate nell\u2019accesso agli atti del procedimento ed ha depositato contestualmente la ricevuta del pagamento dei 14.000 dollari versato dalla famiglia di Marjan ad un\u2019agenzia turca, come pagamento del viaggio suo e del figlio per l\u2019Europa. La prossima udienza \u00e8 fissata per l\u20198 luglio, anche se appare sempre pi\u00f9 evidente come la ragazza sia stata vittima oltre che di violenza sessuale anche di calunnia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/reggio.gazzettadelsud.it\/articoli\/cronaca\/2024\/05\/11\/locri-marjan-jamali-in-cella-il-caso-finisce-in-parlamento-per-il-ministro-nordio-e-tutto-regolare-9b503bc5-efda-4732-a41f-f7ed5c445bea\/\">Secondo quanto riferito dal ministro Nordio<\/a>, a seguito di una interrogazione parlamentare sul caso, \u201cdalle relazioni trasmesse dal presidente della Corte d\u2019appello di Reggio e dal procuratore generale \u00e8 emersa l\u2019assoluta linearit\u00e0 dell\u2019operato dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. Con riguardo, ai rilievi circa l\u2019assenza di un interprete della lingua madre della donna in occasione del compimento dei primi atti processuali, secondo quanto riferito dalle autorit\u00e0 interpellate durante le operazioni di soccorso, le persone sottoposte a fermo, tra cui la donna, sono state assistite da due ausiliari nominati dalla Polizia giudiziaria, di cui uno di lingua curdo iraniana\u201d. Evidentemente per\u00f2 gli interpreti nominati dalla polizia non sono riusciti a trasmettere le accuse di Marjan contro i suoi aguzzini, o la polizia ha preferito ritenere pi\u00f9 attendibile la loro versione dei fatti. Fatti che sorprendono, non risultano infatti altri casi in cui una \u201cscafista\u201d abbia compiuto una traversata portandosi dietro il proprio bambino.<\/p>\n<p>Adesso, con il prevalere della logica del capro espiatorio,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2023\/03\/06\/scafisti-migranti\/\">si utilizzano le prime deposizioni assunte subito dopo lo sbarco (S.I.T.) per individuare \u201cscafisti\u201d<\/a>, anche giovani donne, del tutto estranee ad organizzazioni criminali, ma da dare in pasto ad una opinione pubblica indifferente alle continue stragi, come quelle che si sono verificate in questi ultimi giorni, ma compiaciuta delle false rassicurazioni sul contrasto dell\u2019immigrazione irregolare, che accompagnano ritualmente questi arresti. Soprattutto dopo il cd. Decreto Cutro sembra quasi sfumare la distinzione tra scafisti e trafficanti. E magari i veri trafficanti, o gli scafisti inseriti nelle organizzazioni criminali, che orchestrano queste trappole, nelle quali cadono inquirenti sempre pi\u00f9 ansiosi di fornire bilanci eclatanti per il numero degli arrestati, riescono a fuggire. Nessuno sembra percepire le violenze e gli abusi che le donne possono subire, nel loro paese di origine, nei paesi di transito, e durante la traversata verso le coste italiane. E la violenza finale consiste nella calunnia, nell\u2019accusare persone innocenti per facilitare la fuga di trafficanti e scafisti. Oppure si tratta di accuse estorte con la promessa di un rilascio immediato, e quindi chi trova conveniente accusare un compagno di viaggio, magari con la connivenza, se non l\u2019insipienza, di un interprete, riesce a proseguire la sua fuga verso il paese europeo di destinazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2.\u00a0Si trova ancora detenuta nel carcere di Castrovillari,\u00a0Maysoon Majidi, regista ed attivista che in Iran si batteva per i diritti umani, per questo perseguitata dal regime e costretta alla fuga, prima in Iraq e poi dalla Turchia, verso l\u2019Italia. \u00a0Maysoon, subito dopo lo sbarco in Calabria,\u00a0il 31 dicembre 2023, veniva arrestata con l\u2019accusa di favoreggiamento dell\u2019immigrazione clandestina.<\/p>\n<p>A marzo scorso, dal Tribunale di Crotone, era stato fissato un incidente probatorio\u00a0con i due testimoni di accusa che, secondo gli inquirenti, avrebbero denunciato il ruolo di \u201cscafista\u201d della donna, perch\u00e8 durante la traversata avrebbe distribuito il cibo agli altri migranti a bordo del battello in navigazione verso l\u2019Italia. Come si \u00e8 verificato in molti altri casi simili, i due testimoni avevano poi lasciato l\u2019Italia per trasferirsi nel paese di destinazione finale, uno di loro in Germania. Nelle loro successive dichiarazioni escludevano che la donna fosse una scafista. La principale accusa rimasta in piedi contro Maysoon sembra costituita da una ripresa\u00a0proveniente dal telefonino dalla stessa attivista durante la navigazione, che, secondo gli investigatori, sarebbe la conferma che lei era una scafista in quanto avrebbe avuto libero accesso alla coperta della barca. Una tesi contro cui l\u2019avvocato di Maysoon ha presentato al gip un altro video, girato da un migrante che era su quella stessa barca, e nel quale si vedono decine di persone in coperta. Dovrebbe essere infatti di comune esperienza, e putroppo e\u2019 confermato anche dagli sviluppi delle indagini sulla strage davanti Steccato di Cutro, come sui barconi in rotta dalla Turchia verso l\u2019Italia le persone venano tenute generalmente sotto coperta, per sfuggire alle rilevazioni aeree dei mezzi di Frontex, ed ai controlli a vista effettuati dalle motovedette della Guardia di finanza, e vengono portate all\u2019aperto ogni tanto, solo per qualche minuto, tanto per respirare un poco di aria pulita. Magari poi, in prossimit\u00e0 delle coste italiane, i video vengono inviati ai parenti per confermare la sopravvivenza alla traversata. Come \u00e8 successo a bordo del caicco naufragato sulle secche di Steccato di Cutro, come succedeva a bordo del barcone sul quale si trovava Maysoon, che almeno non \u00e8 affondato.<\/p>\n<p>Il primo interrogatorio di polizia giudiziaria subito dopo lo sbarco, definito come <em>SIT<\/em> (sommaria informazione testi), non \u00e8 stato registrato e si \u00e8 svolto con interpreti che non erano in grado di comprendere\u00a0compiutamente quanto dichiarato da Maysoon. Da qui molte discrepanze su quanto poi accertato dagli inquirenti. Successivamente uno dei due testimoni, raggiunto dall\u2019avvocato difensore in un centro per richiedenti asilo in Germania, mentre la polizia italiana non aveva saputo (o voluto) rinntracciarlo attraverso canali istituzionali, ha spiegato di non avere accusato la donna di essere una complice dello scafista, come confermato anche da quest\u2019ultimo dopo l\u2019arresto. E in un successivo interrogatorio durato ben nove ore Maysoon forniva tutte le spiegazioni richieste dagli inquirenti.\u00a0Lo scorso 14 maggio per\u00f2, la Giudice delle indagini preliminari (GIP) del Tribunale del Riesame di Crotone ha respinto una nuova istanza di concessione dei domiciliari che era stata avanzata dal difensore,\u00a0l\u2019avvocato Giancarlo Liberati,\u00a0all\u2019esito di questo interrogatorio, non ravvisando elementi di novit\u00e0.\u00a0<a href=\"http:\/\/xn--la%20gip%20del%20tribunale%20di%20crotone%20elisa%20marchetto%20ha%20respinto%20una%20nuova%20istanza%20di%20concessione%20dei%20domiciliari%20che%20era%20stata%20avanzata%20dal%20difensore%2C%20lavvocato%20giancarlo%20liberati%2C%20allesito%20di%20un%20lungo%20interrogatorio%2C%20non%20ravvisando%20elementi%20di%20novit-fuzt8047kfba.xn--%20nel%20provvedimento%20viene%20richiamato%20il%20parere%20contrario%20della%20pm%20rosaria%20multari%20fondato%20su%20una%20serie%20di%20elementi%20discordanti%20tra%20la%20versione%20dellindagata%20e%20le%20risultanze%20della%20guardia%20di%20finanza%20che%20ha%20condotto%20le%20indagini%20sullo%20sbarco%20del%2031%20dicembre%20scorso-kj95t.\/\">Come riferisce il <em>Quotidiano del sud<\/em><\/a>,\u00a0<em>\u201cnel provvedimento viene richiamato il parere contrario della pm Rosaria Multari fondato su una serie di elementi discordanti tra la versione dell\u2019indagata e le risultanze della guardia di finanza che ha condotto le indagini sullo sbarco del 31 dicembre scorso\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Nell\u2019ordinanza del GIP del Tribunale di Crotone che si conforma al parere contrario del<br \/>\nPubblico Ministero, l\u2019istanza difensiva veniva rigettata in quanto secondo il magistrato giudicante, in merito alla sussistenza degli indizi gravi\u00a0<em>\u201c\u2026 si fonda essenzialmente su una rilettura del compendio indiziario e sul tentativo di confutarne l\u2019inequivocit\u00e0 \u2013 per come ritenuta nell\u2019ordinanza di convalida e applicazione di misura\u201d<\/em>\u00a0ed ancora perch\u00e9\u00a0<em>\u201c\u2026le deduzioni e le argomentazioni espresse nell\u2019istanza\u2026\u201d non venivano ritenute \u201c\u2026idonee a scalfire le valutazioni espresse nell\u2019ordinanza suddetta\u2026omissis\u2026dove a carico dell\u2019indagata emergevano plurimi elementi oggettivi relativamente al fumus del delitto a lei ascritto\u201d<\/em><\/p>\n<p>Il ricorso dell\u2019avvocato di Maysoon, per ottenere almeno gli arresti domiciliari, \u00e8 stato respinto in quanto il giudice delle indagini preliminari ha ritenuto che proprio il fatto che l\u2019avvocato avesse potuto contattare testimoni in Germania, a suo dire\u00a0<em>\u201cirritualmente\u201d<\/em>, costituiva una prova ulteriore del pericolo di fuga dell\u2019imputata. Secondo la procura, quindi, non ci sarebbero elementi\u00a0<em>\u201cper ritenere attenuata le esigenze cautelari posto che non pu\u00f2 escludersi il pericolo di fuga alla luce del tentativo di fuga del 31\/12\/2023 ed alla manifesta volont\u00e0 della Maysoon di raggiungere la Germania espressa in sede di interrogatorio ed il pericolo di inquinamento probatorio posto che, come emerso in sede di incidente probatorio, per dichiarazioni del difensore dell\u2019indagata, questi avrebbe contatti costanti con i migranti escussi come testimoni\u201d.<\/em>\u00a0In questo modo per\u00f2 si cancella la portata sostanziale dei diritti di difesa dell\u2019imputato che, attraverso il proprio avvocato, deve essere messo nella condizione di acquisire e produrre davanti all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria tutti gli elementi di prova a suo discarico.<\/p>\n<p>Era stato\u00a0lo stesso avvocato, nel pieno esercizio dei suoi poteri di svolgere indagini difensive, e non Mayson dunque, che aveva fatto una videochiamata ad uno dei due testimoni di accusa adesso in Germania, alla quale l\u2019uomo ha risposto senza problemi: Era lo stesso difensore ad affermare: \u201c<em>Secondo la polizia giudiziaria, ovverosia la squadra navale della Guardia di Finanza di Crotone, il testimone \u00e8 irreperibile. Io vi ho dimostrato che pu\u00f2 essere contattato senza problemi. Lui si trova in un centro immigrazione gestito dallo Stato tedesco, il Campo Tegel di Berlino e non ci vuole niente a contattarlo. Non capisco come mai la polizia tedesca, ove sollecitata da quella italiana, non abbia trovato quest\u2019uomo\u201d.<\/em>\u00a0Lo stesso faceva poi notare una serie di anomalie nelle fasi iniziali del procedimento:\u00a0<em>\u201cIl primo errore madornale, oserei dire grossolano, \u00e8 che la richiesta di incidente probatorio \u00e8 stata formalizzata il 26 febbraio, quindi dopo circa due mesi dallo sbarco. L\u2019incidente probatorio si fa dopo una settimana, entro tempi precisi. Il 26 febbraio \u00e8 una data troppo lontana nel tempo e in quei mesi i migranti testimoni non sono rimasti in Italia ad aspettare di essere convocati: se ne sono andati in nazioni dove loro ritengono siano pi\u00f9 tutelati, nella fattispecie la Germania e l\u2019Inghilterra\u201d.<\/em><\/p>\n<h6 style=\"margin-top: 0cm; background: white;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica','sans-serif'; color: #141827;\"><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2024\/06\/20\/in-fuga-dalliran-a-processo-in-italia\/\">consulta anche versione A-dif<\/a><\/span><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Per\u00a0Marjan Jamali, cittadina iraniana fuggita dal suo paese da violenze familiari dalle quali non trovava alcuna protezione, anche l\u2019arrivo in Italia si \u00e8 trasformato in una vera e propria persecuzione, questa volta a livello istituzionale. 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