{"id":2527102,"date":"2024-05-30T11:46:38","date_gmt":"2024-05-30T10:46:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2527102"},"modified":"2024-05-30T11:46:38","modified_gmt":"2024-05-30T10:46:38","slug":"fondi-di-ricerca-europei-per-sviluppare-droni-da-combattimento-israeliani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/05\/fondi-di-ricerca-europei-per-sviluppare-droni-da-combattimento-israeliani\/","title":{"rendered":"Fondi di ricerca europei per sviluppare droni da combattimento israeliani"},"content":{"rendered":"<p>Inchiesta di <strong>Ahmed Ashour<\/strong> con la collaborazione di Abdallah Taha per <a href=\"https:\/\/daraj.media\/130543\/\">Daraj Media<\/a><br \/>\nTraduzione in lingua italiana: Michele Nicoletti<\/p>\n<p><strong>L\u2019indagine rivela<\/strong> che alcune <strong>aziende israeliane, finanziate dall\u2019Europa<\/strong>, sono parzialmente attive nella <strong>produzione di materiale bellico<\/strong> usato per eseguire operazioni di combattimento, davanti alla <strong>mancanza di restrizioni legali<\/strong> che regolino l&#8217;utilizzo di queste ricerche e i loro risultati dopo la fine del progetto.<\/p>\n<p>\u201cQuesta notte abbiamo accolto <strong>30 feriti<\/strong>, dopo l\u2019attacco di alcuni <strong>droni equipaggiati di cecchino<\/strong> che <strong>miravano a chiunque tentasse di arrivare all\u2019ospedale al-Ahly<\/strong>. Fra questi vi era anche <strong>un bambino di circa nove anni<\/strong>, che \u00e8 stato portato al pronto soccorso mentre perdeva molto sangue, e poco dopo essere stato <strong>ferito al collo da un proiettile<\/strong>. E la Germania non gli impedisce di farlo (alle aziende militari israeliane <em>n.d.r.<\/em>)\u201d.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la testimonianza di un medico palestinese, <strong>Ghassan Abu Sitta<\/strong>, diffusa sulla piattaforma X il 9 maggio 2024, in cui commenta la notizia secondo cui <strong>l\u2019azienda israeliana Xtend<\/strong> ha intenzione di allargare le sue attivit\u00e0. Questo dopo aver ricevuto <strong>40 milioni di dollari<\/strong> grazie al \u201csuccesso dei suoi droni a Gaza\u201d, ha scritto Abu Sitta nel suo commento dopo <strong>la decisione della Germania di vietare il suo ingresso nel paese<\/strong> <strong>per partecipare ad un convengo di sostegno alla causa palestinese<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019azienda israeliana <strong>Xtend<\/strong> sviluppa il modello di <strong>droni <em>Skyloard<\/em><\/strong> per la ricognizione e l\u2019attacco, che l\u2019esercito israeliano ha dichiarato di aver usato a Gaza. L\u2019azienda <strong>aveva ricevuto<\/strong> <strong>un finanziamento di ricerca dall\u2019Unione Europea<\/strong> per svolgere ricerche di mercato e studi sull\u2019utilit\u00e0 del drone Skyloard. La Xtend <strong>non \u00e8 l\u2019unica azienda israeliana<\/strong> specializzata nella produzione di armi ed equipaggiamenti militari <strong>a ricevere questa tipologia di fondi<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019azienda israeliana <strong>Xtend<\/strong> sviluppa il modello di <strong>droni <em>Skyloard<\/em><\/strong> per la ricognizione e l\u2019attacco, che l\u2019esercito israeliano ha dichiarato di aver usato a Gaza. L\u2019azienda <strong>aveva ricevuto<\/strong> <strong>un finanziamento di ricerca dall\u2019Unione Europea<\/strong> per svolgere ricerche di mercato e studi sull\u2019utilit\u00e0 del drone Skyloard. La Xtend <strong>non \u00e8 l\u2019unica azienda israeliana<\/strong> specializzata nella produzione di armi ed equipaggiamenti militari <strong>a ricevere questa tipologia di fondi<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Che connessione c\u2019\u00e8 fra l\u2019UE e le aziende belliche israeliane?<\/strong><\/h3>\n<p>Durante la <strong>guerra di Israele a Gaza<\/strong>, cominciata il 7 ottobre 2023, l\u2019esercito israeliano ha utilizzato un arsenale di armi, tra cui i <strong>velivoli F-16 ed F-35<\/strong>. Questi caccia, di produzione americana, sono <strong>impiegati dall\u2019azienda israeliana Israel <\/strong><strong>Aerospace Industries (IAI)<\/strong>, creata per costituire le strutture basilari dell\u2019esercito israeliano. <strong>Attraverso il finanziamento di ricerca dell\u2019UE<\/strong>, quest\u2019azienda partecipa all\u2019esecuzione di azioni militari in cui vengono commesse <strong>violazioni dei diritti umani<\/strong>, come <strong>il bombardamento di ospedali, scuole e aree residenziali a Gaza<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo i database commerciali, <strong>la IAI<\/strong><strong> ha esportato 69 carichi destinati alla compagnia americana Lockheed Martin<\/strong>, al cui interno vi erano principalmente <strong>\u201ccomponenti per aerei e varie tipologie di droni\u201d<\/strong>. Mentre l\u2019azienda <strong>Lockheed Martin<\/strong> sostiene di sentirsi <strong>orgogliosa<\/strong> per il suo importante ruolo nel <strong>garantire la sicurezza dello stato israeliano<\/strong>, rifornendo le forze aeree del paese con i velivoli<strong> F-16 e F-35<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Nel 2018<\/strong>, tra i <strong>corridoi dell\u2019UE<\/strong> c\u2019\u00e8 stata una discussione sul programma di ricerca <strong>Horizon 2020<\/strong>; nel frattempo <strong>la Commissione Europea ha proposto di non <\/strong><strong>restringere le attivit\u00e0 del programma solo ad applicazioni in ambito civile (<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/IP_24_363\">riconfermando questa volont\u00e0 all\u2019inizio del 2024 <em>n.d.r.<\/em><\/a>)<\/strong>. Invece, il Parlamento e il Consiglio Europeo insistevano affinch\u00e9 le attivit\u00e0 del programma venissero limitate solo all\u2019ambito civile.<\/p>\n<p>Ad alcuni di questi progetti di ricerca <strong>hanno partecipato anche aziende israeliane<\/strong>, che sono legate <strong>all\u2019industria bellica o ad attivit\u00e0 militari<\/strong>; fra queste le pi\u00f9 importanti sono la gi\u00e0 citata <strong>Israel <\/strong><strong>Aerospace Industries (IAI) e la Elbit System<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Secondo la Commissione Europea<\/strong>, <strong>\u00e8 difficile porre dei limiti ben precisi all\u2019utilizzo civile e militare di una tecnologia che ha<\/strong> <strong>un duplice uso<\/strong>; cos\u00ec <strong>nelle fasi avanzate di ricerca<\/strong> <strong>\u00e8 possibile sviluppare<\/strong>, fin da subito, <strong>delle tecnologie a duplice uso<\/strong>, oppure, qualora vengano introdotte delle modifiche, anche nel caso in cui queste tecnologie fossero state progettate \u2013 originariamente \u2013 per scopi civili o esclusivamente militari.<\/p>\n<p>L\u2019espressione \u201c<strong>duplice uso<\/strong>\u201d viene usata per descrivere <strong>software e tecnologie utilizzabili sia in ambito civile che militare<\/strong>. Sulla base dei rapporti dei progetti di ricerca e di altre fonti pertinenti e, secondo quanto pubblicato dai siti ufficiali di alcune aziende israeliane, <strong>questa indagine <\/strong>ha raggiunto <strong>la conclusione <\/strong>che <strong>alcune delle tecnologie a duplice uso, <\/strong>sviluppate nel quadro dei progetti del<strong> programma Horizon 2020, vengono impiegate <\/strong>in vari settori all\u2019interno delle <strong>aziende israeliane, <\/strong>e questi sono settori attivi (parzialmente)<strong> nella produzione di armamenti<\/strong>. Inoltre, <strong>vengono utilizzate per missioni di combattimento<\/strong>, davanti <strong>all\u2019assenza di restrizioni legislative<\/strong> che limitino il loro utilizzo dopo la fine del programma.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 va aggiunto che <strong>il regolamento europeo<\/strong> per i sistemi tecnologici a duplice uso <strong>non era stato aggiornato<\/strong> al momento del lancio del programma, <strong>permettendo alle aziende israeliane di riceve dei finanziamenti per ricerche che hanno duplice uso<\/strong>, senza porre applicare alcun limite al loro utilizzo alla fine del progetto.<\/p>\n<h3><strong>La tecnologia per produrre la fusoliera degli aerei<\/strong><\/h3>\n<p>Sul suo sito ufficiale, la compagnia <strong>Israel Aerospace Industries (IAI)<\/strong> si dichiara orgogliosa di aver <strong>ricevuto dei finanziamenti internazionali<\/strong> per la ricerca, che serviranno a sviluppare il settore industriale dei componenti <strong>utilizzati per produrre le fusoliere di aerei civili e militari<\/strong> in suo possesso. \u00c8 stato ci\u00f2 che ci ha spinto a fare un\u2019inchiesta sul ruolo dei finanziamenti europei per la ricerca in questo ambito.<\/p>\n<p>A <strong>dicembre 2017<\/strong>, la <strong>IAI<\/strong> ha ottenuto <strong>una<\/strong> <strong>sovvenzione del valore di 213.000<\/strong> <strong>euro<\/strong> per sviluppare, produrre e testare i componenti per i carrelli di atterraggio non strutturali, prodotti con dei materiali assemblati attraverso l\u2019utilizzo di un sistema avanzato in <strong>fibra di carbonio<\/strong>, e questo <strong>con la collaborazione della azienda tedesca SiRcom<\/strong>.<\/p>\n<p>In questo progetto, <strong>la IAI<\/strong> utilizza la tecnica della \u201c<strong>stampaggio a trasferimento di resina<\/strong>\u201d, utilizzata per la produzione di macchinari, che si integra alla tecnica del posizionamento delle fibre progettate appositamente, durante le fasi di progettazione e produzione. <strong>Un progetto di ricerca dell\u2019Unione Europea ha definito<\/strong> la tecnica della \u201c<strong>stampaggio a trasferimento di resina<\/strong>\u201d come un\u2019operazione di <strong>stampa limitata alla produzione di materiali assemblati ad alte prestazioni<\/strong>, che si utilizzano i <strong>diversi settori<\/strong>; fra questi c\u2019\u00e8 <strong>l\u2019industria dell\u2019aviazione<\/strong>. Secondo numerose ricerche, queste tecniche sono utilizzate per produrre componenti di media grandezza (normalmente meno di tre metri) <strong>per aerei militari<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>IAI<\/strong> prevede di utilizzare i <strong>risultati del progetto<\/strong> di sviluppo dei componenti, soprattutto con i <strong>carrelli di atterraggio dei velivoli<\/strong>. Il progetto sta supportando le due aziende \u2013 quella israeliana e quella tedesca \u2013 per scoprire <strong>nuove tecnologie<\/strong>, attraverso cui facilitare l\u2019introduzione di altri miglioramenti sui pezzi strutturali e <strong>ridurre i costi di produzione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il regolamento del Consiglio Europeo<\/strong> riguardo ai <strong>prodotti a duplice uso<\/strong> <strong>che<\/strong> <strong>necessitano di un brevetto per essere esportate<\/strong>, include nei commi 1-002A e 1-010C i materiali assemblati che contengono <strong>fibre impregnate di resina o fibre di carbonio<\/strong>. Da questo regolamento <strong>sono esclusi<\/strong> i componenti utilizzati per riparare le strutture dei \u201c<strong>velivoli civili<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il regolamento del Consiglio Europeo<\/strong> riguardo ai <strong>prodotti a duplice uso<\/strong> <strong>che<\/strong> <strong>necessitano di un brevetto per essere esportate<\/strong>, include nei commi 1-002A e 1-010C i materiali assemblati che contengono <strong>fibre impregnate di resina o fibre di carbonio<\/strong>. Da questo regolamento <strong>sono esclusi<\/strong> i componenti utilizzati per riparare le strutture dei \u201c<strong>velivoli civili<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Roxandra Mihaila Potes<\/strong>, docente dell\u2019Universit\u00e0 del Qu\u00e9bec e specializzata in tecniche di modellazione e di simulazione, sostiene che <strong>\u00e8 possibile applicare le operazioni di produzione degli aerei civili anche agli aerei militari<\/strong>, mentre cambiano, a seconda di ogni velivolo, solo le caratteristiche dei carrelli di atterraggio, in termini di peso, dimensioni e altro.<\/p>\n<p>Per tanto, la tecnologia dei componenti integrati nelle strutture dei velivoli pu\u00f2 essere applicata alle fusoliere sia degli aerei civili che militari. <strong>Questo progetto di ricerca<\/strong>, a cui ha partecipato l\u2019azienda israeliana, <strong>non \u00e8 stato l\u2019unico<\/strong> a utilizzare il processo di \u201c<strong>stampaggio a trasferimento di resina<\/strong>\u201d, per produrre componenti dalle prestazioni elevate. La <strong>IAI<\/strong>, nel quadro del <strong>progetto Horizon<\/strong>, era riuscita ad ottenere <strong>290.000 euro tra il 2019 e il 2022<\/strong> per sviluppare dei materiali idrosolubili, al posto di un nucleo metallico molto costoso, usando l\u2019operazione di \u201cstampaggio a trasferimento di resina\u201d.<\/p>\n<h3><strong>A quale settore servono questi finanziamenti?<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Il sito della IAI<\/strong> sostiene che il dipartimento dedicato ai componenti, appartenente al <strong>centro LAHAV Aero-<\/strong><strong>Structures<\/strong>, utilizza la tecnica di \u201c<strong>stampaggio a trasferimento di resina<\/strong>\u201d, e altre tecniche diverse che rappresentavano <strong>l\u2019argomento della ricerca<\/strong> nel programma europeo per <strong>ridurre le spese di produzione<\/strong>. Sul sito si afferma che il <strong>centro ha avuto accesso a un programma di ricerca e sviluppo internazionale<\/strong>, al fine di migliorare i componenti e le capacit\u00e0 delle tecniche utilizzate. Il centro <strong>LAHAV Aero-Structures \u00e8 specializzato<\/strong> nel progettare e produrre le strutture metalliche e i componenti dei <strong>carrelli di atterraggio<\/strong>, e questi ultimi rappresentano <strong>il fulcro del progetto europeo di ricerca<\/strong>.<\/p>\n<p>Inoltre, il sito della <strong>IAI conferma<\/strong>, che i programmi di <strong>produzione dei componenti<\/strong> di sua propriet\u00e0 vengono usati per la produzione delle <strong>fusoliere di velivoli<\/strong>, tra cui ricordiamo i <strong>caccia F-15, F-16 e F-35<\/strong>. In seguito, <strong>aggiunge che il centro LAHAV<\/strong> ha introdotto la tecnica dello \u201cstampaggio a trasferimento di resina\u201d nella preparazione dei componenti utilizzati nella produzione delle <strong>fusoliere <\/strong>dei velivoli come gli <strong>F-15, F-16 e T-38<\/strong>, oltre che per gli <strong>elicotteri militari e civili<\/strong>. I modelli F-16 ed F-35, prodotti dalla <strong>compagnia americana Lockheed Martin<\/strong>, secondo la IAI, <strong>\u00e8 la stessa azienda israeliana a rifornire la compagnia americana di fusoliere per gli aerei militari<\/strong>, commerciali e per i caccia <strong>F-16 e F-35<\/strong>.<\/p>\n<p>La compagnia <strong>Lockheed Martin supporta l\u2019uso della tecnologia dello \u201cstampaggio a trasferimento di resina\u201d per i velivoli militari dall\u2019inizio degli anni \u20182000<\/strong>. Inoltre, sul sito c\u2019\u00e8 scritto che l\u2019azienda \u201c\u00e8 riuscita a usare questa tecnica avanzata per la produzione di un componente unico per un <strong>aereo da combattimento sviluppato<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>A <strong>febbraio 2024<\/strong>, durante <strong>la guerra di Israele a Gaza<\/strong>, la <strong>Corte d\u2019appello olandese ha ordinato al governo di vietare<\/strong>, verso Israele, <strong>tutte le esportazioni<\/strong> dei pezzi di ricambio degli aerei da combattimento usati per la <strong>produzione degli F-35<\/strong>. Questo a causa del timore che venissero <strong>utilizzati durante la guerra a Gaza<\/strong>, in <strong>violazione del diritto internazionale<\/strong>.<\/p>\n<p>Quando abbiamo provato a chiedere spiegazioni alla Commissione Europea, non sono state date risposte.<\/p>\n<h3><strong>Le relazioni con il governo israeliano<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019azienda <strong>IAI<\/strong> \u00e8 totalmente di <strong>propriet\u00e0 del governo israeliano<\/strong>, ed \u00e8 specializzata nell\u2019<strong>industria aerospaziale, missilistica e nei sistemi per la sicurezza interna<\/strong>, oltre che nella produzione di <strong>droni<\/strong>, ed eroga tecniche differenti per la produzione di componenti delle strutture dei velivoli. <strong>Gli armamenti<\/strong> costituiscono la quota pi\u00f9 alta tra i prodotti venduti dalla IAI; infatti, <strong>l\u201982% delle sue esportazioni<\/strong> nel 2022 erano prodotti militari.<\/p>\n<p>L\u2019azienda stanzia una quota dei suoi ricavi per le <strong>attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo<\/strong>, e a tal riguardo, il presidente e direttore generale della IAI<strong>, Boaz Levy<\/strong>, in un rapporto finanziario dell\u2019azienda del <strong>2022<\/strong>, ha detto: \u201cLo sviluppo delle capacit\u00e0 economiche avanzate, per aiutare a preservare le funzionalit\u00e0 operative <strong>dell\u2019esercito israeliano<\/strong> e la sua capacit\u00e0 di affrontare efficacemente le mutevoli sfide, rappresenta ancora il cuore delle nostre attivit\u00e0. Per questo motivo <strong>aumenteremo le risorse dedicate alla ricerca e allo sviluppo<\/strong>.\u201d<\/p>\n<p><strong>L\u2019esercito israeliano impiega<\/strong> <strong>due tipologie di droni<\/strong> sviluppati dalla compagnia IAI, ovvero lo <strong>Heron 1 e lo Heron TB<\/strong>. Nel frattempo, la IAI si \u00e8 abituata a ricevere finanziamenti europei di ricerca, infatti, grazie al programma <strong>Horizon<\/strong> ha ottenuto <strong>10 milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo il database di sicurezza europeo <strong>Open Security Data Europe<\/strong>, fondata dalla rete europea <strong>contro il traffico di armi<\/strong>, IAI ha ricevuto fondi europei pari a circa <strong>4 milioni e mezzo di euro<\/strong>, nel quadro di progetti di ricerca per la \u201c<strong>sicurezza<\/strong>\u201d. All\u2019apice dei progetti dedicati a questo settore, c\u2019\u00e8 il <strong>progetto <em>Respondrone<\/em><\/strong>, a cui hanno partecipato il <strong>ministero della difesa israeliano e la IAI<\/strong>, per sviluppare una <strong>piattaforma dedicata<\/strong> agli <strong>aeromobili a pilotaggio remoto <\/strong>per rispondere alle <strong>catastrofi<\/strong>. Questo progetto viene definito a <strong>duplice uso<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>I regolamenti sulla tecnologia a duplice uso <\/strong><\/h3>\n<p>Per supportare le <strong>politiche di sicurezza estera<\/strong> dell\u2019Unione Europea, il <strong>Consiglio europeo <\/strong>ha deciso \u2013 secondo dei controlli specifici \u2013 di portare avanti delle <strong>ricerche a duplice uso<\/strong>, per questo la <strong>decisione numero 743<\/strong> del <strong>2013<\/strong>, preparatoria della prima copia del progetto <strong>Horizon<\/strong>, decretava che \u201cfin quando le attivit\u00e0 di ricerca e innovazione \u00a0si concentreranno <strong>esclusivamente<\/strong> per un utilizzo in <strong>ambito civile<\/strong>, il coordinamento sar\u00e0 fatto con <strong>l\u2019Agenzia Europea per la Difesa<\/strong> (<strong>EDA<\/strong>) per rafforzare la cooperazione, soprattutto attraverso l\u2019attuale <strong>Quadro di cooperazione europea<\/strong> (<strong>EFC<\/strong>), riconoscendo quindi che ci sono vari settori della tecnologia che hanno un duplice uso.<\/p>\n<p>Commentando il \u201cdedicarsi esclusivamente all\u2019utilizzo in ambito civile\u201d, e rispondendo ai regolamenti del programma Horizon, il Consiglio europeo ha affermato: \u201cSe le <strong>tecniche<\/strong>, i <strong>prodotti<\/strong>, e i <strong>servizi<\/strong> sono dedicati ad un utilizzo per attivit\u00e0 non militari o a scopi non militari, allora le si gestir\u00e0 concentrandosi esclusivamente sull\u2019utilizzo in ambito civile, e <strong>le ricerche rivolte all\u2019utilizzo in ambito militare non saranno finanziate<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Unione Europea sa<\/strong> che i prodotti a <strong>duplice uso<\/strong>, sono beni, software e tecnologie che possono <strong>essere utilizzati a scopi civili e militari<\/strong>. Il programma ha messo <strong>una condizione sullo sviluppo delle tecnologie a duplice uso<\/strong>, che <strong>deve<\/strong> <strong>essere<\/strong> menzionata nella <strong>proposta del programma<\/strong>, ovvero che <strong>lo scopo<\/strong> della ricerca deve essere diretto all\u2019utilizzo in <strong>ambito civile<\/strong>, in rispetto dei <strong>principi morali<\/strong> del programma, e che venga ottenuta una <strong>licenza di esportazione della tecnologia prodotta dal programma<\/strong>, in base al <strong>regolamento<\/strong> dell\u2019Unione Europea <strong>numero 428<\/strong> del <strong>2009<\/strong> sulle licenze di esportazione dei prodotti a <strong>duplice uso<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, in un documento di ricerca pubblicato dalla <strong>Commissione Europea nel 2024<\/strong>, \u00e8 stato menzionato che gli <strong>ambiti futuri<\/strong> per l\u2019utilizzo dei risultati del progetto di ricerca <strong>non sono mai<\/strong> <strong>conosciuti<\/strong>, durante <strong>le prime fasi del progetto<\/strong>. Tuttavia, \u00e8 possibile che le <strong>fasi intermedie<\/strong> e <strong>avanzate<\/strong> della ricerca portino allo <strong>sviluppo di un duplice uso<\/strong>, ed \u00e8 possibile <strong>trarne beneficio<\/strong> dopo aver introdotto delle modifiche strutturali o non strutturali, anche se questa tecnologia, in origine, non era stata sviluppata per essere applicata in ambito civile o esclusivamente militare. <strong>Al contrario<\/strong> \u00e8 vero che <strong>si pu\u00f2 utilizzare i risultati delle ricerche militari in ambito civile<\/strong>, attraverso l\u2019introduzione di modifiche qualora ce ne fosse bisogno.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 stato supportato anche sul sito dell\u2019<strong>Agenzia Europea per la Difesa, <\/strong>la quale ha presentato i punti pi\u00f9 importanti fra gli aspetti civili e militari nelle ricerche a duplice uso, le quali indicano che ci sono <strong>molti esempi di ricerche nell\u2019ambito della difesa<\/strong> che hanno condotto a <strong>risultati trasversali<\/strong> che \u00e8 possibile <strong>utilizzare in ambito civile<\/strong>, ma <strong>\u00e8 anche possibile<\/strong> che <strong>tecnologie<\/strong> sviluppate all\u2019interno di finanziamenti per programmi di <strong>ricerca in ambito civile<\/strong> possano avere dei<strong> benefici anche per i sistemi di difesa avanzati<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante nel contenuto di questo accordo non ci sia nulla che costringa a monitorare specificatamente l\u2019utilizzo delle tecnologie a duplice uso, la <strong>Commissione Europea<\/strong>, con la collaborazione delle <strong>autorit\u00e0 statali<\/strong>, <strong>pu\u00f2 ricorrere<\/strong> ad <strong>operazioni di controllo e verifica<\/strong> sancite dall\u2019accordo del progetto come parte della sua <strong>revisione tecnica<\/strong>, per garantire <strong>la limitazione<\/strong> delle attivit\u00e0 di ricerca all\u2019utilizzo <strong>in ambito civile<\/strong>, tuttavia <strong>questo monitoraggio si limita esclusivamente al periodo del progetto<\/strong>.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 questo che rende il <strong>monitoraggio<\/strong> sull\u2019uso di questa tecnologia, alla fine del progetto, soggetto al <strong>regolamento europeo per l\u2019esportazione<\/strong> della tecnologia a duplice uso, ed \u00e8 quello che deve svolgere il <strong>coordinatore del progetto<\/strong>. La designazione di un coordinatore avviene in ogni progetto condiviso che si svolge nel quadro del progetto <strong>Horizon<\/strong>, e nei <strong>due progetti<\/strong> summenzionati il <strong>coordinatore era la compagnia israeliana IAI<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 ci\u00f2 che ha confermato la professoressa <strong>Machiko Kenatake<\/strong>, direttrice del corso di laurea magistrale in diritto internazionale dell\u2019Universit\u00e0 di Utrecht, sostenendo che <strong>le organizzazioni presenti in Europa<\/strong>, partecipanti al progetto <strong>Horizon 2020<\/strong>, <strong>devono rispettare il regolamento<\/strong> dell\u2019Unione Europea sull\u2019<strong>esportazione di tecnologie a duplice uso<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo <strong>Kenatake<\/strong>, che ha portato avanti numerose ricerche sui regolamenti che disciplinano l\u2019esportazione di tecnologie a duplice uso, nel caso delle organizzazioni israeliane, <strong>Israele viene considerato un\u2019entit\u00e0 fuori dall\u2019Unione Europea<\/strong> che <strong>non si attiene generalmente al regolamento sui prodotti a duplice uso<\/strong>, aggiungendo che ci sono <strong>tre situazioni<\/strong> a cui le organizzazioni israeliane <strong>devono attenersi<\/strong> al regolamento del programma Horizon: prima di tutto se una tecnologia di duplice uso <strong>viene importata da organizzazioni europee<\/strong> che partecipano alla ricerca, in secondo luogo se le <strong>organizzazioni israeliane<\/strong>, che hanno sviluppato queste tecnologie all\u2019interno dell\u2019UE, <strong>vogliono poi esportarle in Israele<\/strong>; infine \u00e8 necessario <strong>aderire al quadro etico<\/strong> costituente del programma, che decreta di garantire il regolamento sulle esportazioni di beni a duplice uso, ma <strong>non \u00e8 chiaro<\/strong> quanto questo <strong>influisca sui partecipanti non europei<\/strong>.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, l\u2019accordo di partecipazione delle organizzazioni israeliane \u00e8 <strong>privo di qualsiasi limitazione per l\u2019utilizzo o l\u2019esportazione di prodotti a duplice uso<\/strong>, e l\u2019accordo stabilisce che <strong>Israele deve attenersi a tutti i regolamenti<\/strong> a cui si attengono le organizzazioni europee e che regolano il programma. La <strong>Commissione o l\u2019ente donatore si preservano il diritto di opporsi<\/strong> al trasporto delle tecnologie a duplice uso a <strong>qualsiasi paese terzo<\/strong>, ma ci\u00f2 <strong>non si applica<\/strong> <strong>ai paesi che partecipano al programma<\/strong>, tra cui <strong>Israele<\/strong>.<\/p>\n<p>Commentando ci\u00f2, <strong>Mark Akkerman<\/strong>, ricercatore e attivista per la campagna olandese <strong><em>Stop Wapenhandel<\/em><\/strong> <strong>contro il commercio di armi<\/strong>, sostiene che il <strong>quadro legale<\/strong> costituente per la partecipazione di aziende israeliane nei programmi di finanziamento europeo, <strong>si limita a vietare la partecipazione di organizzazioni presenti nelle regioni occupate<\/strong>, <strong>mentre<\/strong> per quanto riguarda il programma <strong>Horizon<\/strong>, Israele \u00e8 tenuta a rispettare <strong>solo le linee guida<\/strong> del progetto.<\/p>\n<p>Inoltre, afferma che solamente alla fine del progetto, le organizzazioni israeliane possono sfruttare le tecnologie sviluppate all\u2019interno del progetto per qualsiasi fine ritenuto opportuno, e soprattutto che <strong>le aziende israeliane compiono le ricerche sul loro territorio<\/strong>, e <strong>non hanno bisogno di emettere delle licenze di esportazione.<\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 di cui parlano Kenatake e Akkerman, riguardo ai regolamenti, si manifesta nel corso dell\u2019utilizzo dei risultati del progetto <strong><em>ResponDrone<\/em><\/strong>, a cui ha collaborato la <strong>IAI<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Droni per rispondere alle catastrofi<\/strong><\/h3>\n<p>Fra <strong>marzo 2019 e 30 aprile<\/strong> <strong>2022<\/strong>, la <strong>IAI e il ministero della difesa israeliano<\/strong> hanno partecipato alle ricerche per il progetto <strong><em>ResponDrone<\/em><\/strong>, che mira a sviluppare una <strong>piattaforma<\/strong> con numerosi <strong>aeromobili a pilotaggio remoto<\/strong> per i soccorsi; per rafforzare la loro capacit\u00e0 di gestione delle emergenze. Il progetto ha svolto una serie vasta di programmi, includendo i <strong>droni di tecnologia avanzata<\/strong>, aggiungendo anche <strong>i centri e le postazioni di controllo<\/strong>, e <strong>questa tecnologia potrebbe essere condivisa sia con i partecipanti al progetto che con il pubblico<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante la conferma che il progetto miri all\u2019utilizzo in ambito civile dei droni, nel rapporto sul \u201c<strong>Piano di utilizzo dei risultati del progetto<\/strong>\u201d, si afferma che <strong>il regolamento europeo sulle tecnologie a duplice uso si applica ai risultati del progetto<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>IAI<\/strong> ha espresso il suo interesse nel proseguire lo sviluppo dei <strong>sistemi di aeromobili a pilotaggio remoto prodotti grazie al progetto<\/strong>, all\u2019interno di un accordo di utilizzo con i partner del progetto, <strong>a patto che<\/strong> questi emettano delle licenze secondo il regolamento dell\u2019UE per il trasporto di tecnologie.<\/p>\n<p>Mentre, per quanto riguarda <strong>le tecnologie<\/strong> che sono state sviluppate esclusivamente dalle aziende israeliane, presenti nello sviluppo di <strong>una piattaforma di controllo multifunzionale<\/strong> legata alla rete <strong>internet<\/strong>, e pronta all\u2019utilizzo immediato,<strong> il progetto ne ha concesso l\u2019utilizzo all\u2019azienda israeliana<\/strong>. Inoltre, <strong>l\u2019articolo 28<\/strong> dell\u2019<strong>accordo di partenariato <\/strong>stabilisce che chiunque benefici delle sovvenzioni deve adottare misure necessarie a <strong>garantire lo \u201cutilizzo\u201d dei risultati raggiunti<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Droni per il soccorso<\/strong><\/h3>\n<p>Sul sito della <strong>IAI<\/strong>, la compagnia israeliana dichiara di aver proposto <strong>l\u2019utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto<\/strong> per la gestione delle <strong>crisi naturali<\/strong>, dando come esempio l\u2019utilizzo del modello di drone <strong>Heron<\/strong> da parte dell\u2019<strong>aviazione greca<\/strong> nelle operazioni di ricognizione per cercare di controllare i vasti <strong>incendi del luglio 2023<\/strong>.<\/p>\n<p>Il rapporto del <strong>dicembre 2022<\/strong> pubblicato da <strong>Human <\/strong><strong>Rights Watch<\/strong> ricorda, menzionando questo <strong>drone<\/strong>, che ne \u00e8 stato <strong>documentato l\u2019utilizzo<\/strong> da parte dell\u2019Agenzia europea della guardia di frontiera e delle coste (<strong>Frontex<\/strong>) nelle <strong>operazioni di respingimento<\/strong> nel Mediterraneo di richiedenti asilo, anzich\u00e9 salvarli.<\/p>\n<h3><strong>Una partecipazione controversa<\/strong><\/h3>\n<p><strong>La guerra di Israele su Gaza<\/strong>, iniziata il 7 ottobre 2023, ha riportato la questione del <strong>coinvolgimento delle aziende militari israeliane<\/strong> nel progetto <strong>Horizon 2020<\/strong> sul tavolo di discussione del Parlamento europeo. A ottobre 2023, <strong>Idoia Ruiz<\/strong>, membro del parlamento europeo per il gruppo della Sinistra, ha posto una domanda sul <strong>rapporto<\/strong> fra le sovvenzioni che hanno ricevuto le aziende militari israeliane con <strong>il sostegno alla salute, al clima, all\u2019alimentazione e alla sicurezza dei cittadini europei<\/strong>, e qual \u00e8 la <strong>portata del contributo<\/strong> del progetto europeo di finanziamento dei progetti di <strong>ricerca in ambito militare<\/strong> che ha portato avanti <strong>Israele<\/strong>.<\/p>\n<p>Oltre alla IAI, la domanda rivolta al parlamento europeo riguarda anche la compagnia <strong>Elbit System<\/strong>, la quale <strong>\u00e8 fra i beneficiari dei finanziamenti europei<\/strong> per la ricerca. A questa stessa azienda fu posta un\u2019altra domanda, nel 2015, sul <strong>finanziamento del progetto Horizon<\/strong> per le attivit\u00e0 di ricerca che aveva svolto, nello stesso momento in cui <strong>l\u2019esercito israeliano<\/strong> veniva rifornito di <strong>sistemi tecnologici<\/strong>, utilizzati per <strong>costruire la barriera di separazione e gli insediamenti<\/strong>, \u00e8 questa la barriera che l\u2019UE e le Nazioni Unite hanno classificato come una \u201c<strong>violazione del diritto internazionale<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>La <strong>Elbit<\/strong> \u00e8 una <strong>compagnia israeliana privata<\/strong>; secondo i dati relativi al <strong>2022<\/strong> i suoi profitti derivano per il <strong>90% dalla vendita di armi<\/strong>, ed \u00e8 risaputo il suo <strong>coinvolgimento in attivit\u00e0 militari controverse<\/strong> nei <strong>territori occupati<\/strong>. Ci\u00f2 ha portato pi\u00f9 di <strong>70 organizzazioni di investimento a ritirare i loro investimenti<\/strong> dalla compagnia per varie ragioni, tra cui il timore che vengano violati i diritti umani. A causa dell\u2019ultima guerra a Gaza, la <strong>compagnia giapponese Itochu<\/strong> <strong>ha interrotto la sua collaborazione con la Elbit<\/strong>. A ci\u00f2 \u00e8 seguita <strong>la chiusura di una loro sede in Gran Bretagna<\/strong>, come risultato delle pressioni contro l\u2019azienda.<\/p>\n<h3><strong>Il programma sull\u2019informatica quantistica<\/strong><\/h3>\n<p>Nel quadro del programma <strong>Horizon<\/strong>, <strong>la Elbit ha ottenuto tre finanziamenti di ricerca per un valore di circa 1 milione e 600 mila euro<\/strong>, e di questi 600 mila circa sono stati destinati al <strong>progetto COPAC<\/strong> legato alle <strong>tecnologie quantistiche<\/strong>, su cui hanno lavorato per circa quattro anni (da agosto 2017 ad aprile 2021.<\/p>\n<p>Nonostante la <strong>tecnologia quantistica<\/strong> sia inserita nel regolamento dei prodotti a duplice uso nel Regno Unito, <strong>questa tecnologia non \u00e8 stata ancora inserita nel regolamento dall\u2019Unione Europea<\/strong>. Di conseguenza il progetto <strong>non pu\u00f2 essere classificato come di \u201cduplice uso<\/strong>.\u201d<\/p>\n<p>Questo succede nonostante <strong>la Commissione europea<\/strong> abbia segnalato, in un rapporto di ottobre <strong>2023<\/strong>, la <strong>pericolosit\u00e0 delle tecniche quantistiche<\/strong>, in quanto queste \u201c<strong>possono provocare delle trasformazioni in molti ambiti, civili e militari, <\/strong>attraverso la capacit\u00e0 dei nuovi sistemi di trarre vantaggio dalle funzionalit\u00e0 della meccanica quantistica\u201d.<\/p>\n<p>Il <strong>progetto COPAC<\/strong> mira allo <strong>sviluppo di un nuovo metodo per svolgere le operazioni di calcolo<\/strong>, che <strong>utilizza<\/strong>, al posto dei computer tradizionali, <strong>i raggi laser e i punti quantici<\/strong> (questi ultimi sono delle nanoparticelle costituite da semiconduttori). Il fine \u00e8 di <strong>traferire le informazioni con estrema rapidit\u00e0<\/strong>, e di <strong>elaborare un enorme quantit\u00e0 di dati<\/strong> nello stesso momento, e il progetto aveva gi\u00e0 sviluppato un prototipo di un nuovo dispositivo che lavora con questa tecnologia.<\/p>\n<p>Stando ai rapporti del progetto, <strong>la Elbit<\/strong> avrebbe sviluppato il <strong>prototipo<\/strong> di questo di dispositivo, e <strong>ha il diritto di utilizzarlo<\/strong>, secondo l\u2019articolo 28 dell\u2019accordo di sovvenzione. E all\u2019interno del piano di \u201c<strong>Pubblicazione dei risultati del progetto<\/strong>\u201d, la Elbit ha partecipato alle riunioni di lavoro nel quadro del progetto, essendo un <strong>membro del gruppo consultivo<\/strong>, incaricato degli aspetti industriali del <strong>progetto quantistico nazionale israeliano<\/strong>, che lavora sotto l\u2019egida dell\u2019<strong>Autorit\u00e0 israeliana per l\u2019innovazione<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>Elbit<\/strong> non \u00e8 l\u2019unico membro del gruppo che rappresenta Israele, <strong>ha partecipato anche l\u2019Universit\u00e0 ebraica<\/strong>, <strong>il cui rettore possiede la quota di maggioranza della Elbit<\/strong>. Inoltre, l\u2019Universit\u00e0 Ebraica partecipa alle attivit\u00e0 dell\u2019Autorit\u00e0 israeliana per l\u2019innovazione. Perfino la <strong>compagnia KILOLAMBDA<\/strong>, che in Israele viene classificata come <strong>azienda militare<\/strong>, <strong>aveva<\/strong> <strong>preso parte alle attivit\u00e0<\/strong> del programma, prima di essere <strong>inglobata da Elbit nel 2018<\/strong>.<\/p>\n<p>Riguardo alla ricerca, <strong>nei rapporti dell\u2019Autorit\u00e0 israeliana per l\u2019innovazione<\/strong>, abbiamo scoperto che <strong>questa ha aiutato le aziende israeliane ad ottenere i finanziamenti dall\u2019UE<\/strong> per un valore <strong>di 89 milioni di euro<\/strong>, e ci\u00f2 <strong>a pagamento<\/strong>, secondo il sito ufficiale dell\u2019ente. Nel rapporto annuale della <strong>Elbit<\/strong> \u00e8 stato dichiarato che <strong>l\u2019azienda paga una quota all\u2019Autorit\u00e0 israeliana per l\u2019innovazione per ricevere delle sovvenzioni per la ricerca<\/strong>.<\/p>\n<p>Mentre, all\u2019interno della ricerca sul <strong>progetto quantistico israeliano<\/strong>, abbiamo scoperto che l\u2019ente \u00e8 un membro di un\u2019alleanza che attua il piano sulle \u201ctecniche quantistiche nazionali\u201d. Tornando al piano nazionale pianificato nel 2018, abbiamo scoperto che <strong>anche il ministero della difesa israeliano ne fa parte<\/strong>, insieme al <strong>ministero delle finanze e delle scienze<\/strong> e all\u2019Autorit\u00e0 israeliana per l\u2019innovazione, che formulano il piano nazionale per le tecnologie quantistiche.<\/p>\n<p>Nel <strong>2022<\/strong> <strong>l\u2019Autorit\u00e0 per l\u2019innovazione e il ministero della difesa<\/strong> hanno dichiarato che, nel quadro dell\u2019esecuzione del progetto nazionale per le scienze e le tecnologie quantistiche, verr\u00e0 creato un <strong>centro di informatica quantistica<\/strong>. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto dopo la pubblicazione del rapporto sull\u2019ente nazionale per la <strong>sicurezza cibernetica<\/strong>, che definisce i<strong> pericoli dell\u2019uso del calcolo quantistico <\/strong>nella <strong>fuga di dati e di attacchi cibernetici<\/strong>, e consigliando, all\u2019interno delle misure di preparazione a questi pericoli, di <strong>fare degli studi in merito a questo tema<\/strong>. Nel quadro di questo programma, la compagnia <strong>Elbit<\/strong> guida la progettazione di applicazioni quantistiche per il settore pubblico, oltre a designare dei <strong>gruppi dedicati<\/strong> a implementare il loro sviluppo. La <strong>Commissione Europea<\/strong> <strong>non ha commentato<\/strong> quello che abbiamo scoperto in questo ambito, nonostante avessimo comunicato con questa nel contesto del diritto di replica.<\/p>\n<h3><strong>Il sostegno alle startup<\/strong><\/h3>\n<p>Il programma <strong>Horizon<\/strong> ha definito le caratteristiche dei finanziamenti per le <strong>startup<\/strong>, di cui hanno beneficiato le compagnie israeliane, e tra queste abbiamo trovato delle <strong>connessioni con il settore della difesa<\/strong>. Tra le aziende, che hanno ottenuto questo sostegno nel <strong>2018<\/strong>, ricordiamo la <strong>CENS<\/strong>, specializzata nella fabbricazione di <strong>batterie al litio.<\/strong><\/p>\n<p>Nella descrizione del progetto emerge che gli <strong>elettrodi a base di nanotubi di carbonio<\/strong> portano degli <strong>enormi benefici alle prestazioni delle batterie a litio<\/strong>. Tuttavia, l\u2019incapacit\u00e0 di disperdere (scattering) i nanotubi di carbonio in modo efficiente sugli elettrodi, ha ostacolato il suo uso esteso nelle batterie. Perci\u00f2, il <strong>progetto IonDrive<\/strong>, <strong>finanziato dall\u2019Unione Europea a beneficio della compagnia CENS<\/strong>, mira allo <strong>sviluppo di un processo di dispersione (scattering) efficace<\/strong> anche da un punto di vista <strong>economico<\/strong>, che dipende dalla tecnologia degli <strong>ultrasuoni<\/strong>, e che dovrebbe permettere la separazione e l\u2019applicazione eterogenea ai nanotubi in carbonio all\u2019interno della materia dell\u2019elettrodo. Ci\u00f2 potrebbe contribuire ad <strong>aumentare la durata della batteria del 50%<\/strong>, senza compromettere le propriet\u00e0 meccaniche dell\u2019elettrodo.<\/p>\n<p><strong>Le batterie a litio non erano annoverate tra i prodotti a duplice uso<\/strong>, nel regolamento dell\u2019UE sugli articoli che necessitano di una licenza per essere esportati; tuttavia, <strong>l\u2019Agenzia per la difesa europea sta portando avanti degli studi sull\u2019uso delle batterie a litio nelle piattaforme militari<\/strong>.<\/p>\n<p>Stando al registro delle aziende israeliane, <strong>la compagnia che produce le batterie \u00e8 connessa alla Elbit<\/strong>; infatti, questa \u00e8 nata nel <strong>2013<\/strong>, e l\u2019anno successivo si \u00e8 unita al gruppo <strong>Incubt Ventures<\/strong> di propriet\u00e0 della Elbit. Questo gruppo \u00e8 stato fondato, tramite il progetto dell\u2019Autorit\u00e0 israeliana per l\u2019innovazione, per <strong>sostenere le startup<\/strong>, e <strong>la Elbit<\/strong> ha posto come condizione di adesione al gruppo la possibilit\u00e0 di trovare una <strong>connessione tra le tecnologie prodotte dalle startup e i settori di interesse della Elbit<\/strong>. Un membro del dipartimento per l\u2019innovazione della Elbit, <strong>Eli Friedman<\/strong>, in un articolo pubblicato sul sito dell\u2019azienda, sostiene che il gruppo \u00e8 <strong>specializzato nelle tecnologie a duplice uso<\/strong>, e che all\u2019interno del gruppo le startup lavorano per sviluppare delle soluzioni per un <strong>ampio raggio di settori<\/strong>; molti di questi <strong>non erano inizialmente legati al settore militare<\/strong>.<\/p>\n<p>Sul sito della compagnia abbiamo scoperto che <strong>le batterie al litio prodotte dall\u2019azienda vengono usate per i droni<\/strong>, e grazie alla capacit\u00e0 delle nanotecnologie (di cui la <strong>CENS<\/strong> \u00e8 proprietaria) di aumentare la durata delle batterie, <strong>i droni possono volare per periodi pi\u00f9 lunghi e percorrere distanze maggiori<\/strong>.<\/p>\n<p>In un commento sull\u2019utilizzo a scopi militari delle batterie sviluppate dalla CENS, il <strong>vicepresidente<\/strong> <strong>esecutivo e direttore generale<\/strong> dell\u2019area tecnica della Elbit System, <strong>Yehoshua Yehoda<\/strong>, ha detto: \u201c<strong>La tecnologia CENS \u00e8 all\u2019avanguardia<\/strong>. Essa soddisfa la richiesta crescente di energia elettrica efficace ed economica. Crediamo che questa tecnologia unica nel suo genere abbia <strong>un enorme variet\u00e0 di utilizzi<\/strong>, e fra questi vi \u00e8 l\u2019uso nel <strong>settore della difesa<\/strong> che sta facendo enormi sforzi per trovare delle <strong>soluzioni innovative per l\u2019energia<\/strong>, incluso, ad esempio, il collegamento del combattente con il centro delle operazioni.<\/p>\n<p><strong>Una fonte della Commissione Europea<\/strong>, che ha chiesto di restare anonima, ha detto che <strong>la compagnia CENS ha ottenuto un finanziamento destinato alle startup<\/strong>, limitato agli <strong>studi di fattibilit\u00e0<\/strong> e alla <strong>commercializzazione delle sue tecnologie di carattere civile<\/strong>, negando che i risultati delle ricerche possano portare allo sviluppo di tecnologia dal duplice uso e che forse l\u2019utilizzo in ambito civile si trasformi in utilizzo in ambito militare alla fine del progetto. Ci\u00f2 ci ha spinto a cercare <strong>nell\u2019archivio dei dossier dell\u2019azienda<\/strong>, presente sul sito del gruppo, e abbiamo scoperto che nel <strong>2018<\/strong>, in concomitanza con l\u2019inizio del finanziamento dell\u2019UE, la<strong> tecnologia della compagnia \u00e8 stata impiegata in ambito militare e non solo civile<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Dall\u2019Europa all\u2019America passando per Gaza<\/strong><\/h3>\n<p>All\u2019inizio del <strong>2020<\/strong>, la <strong>compagnia e startup israeliana Xtend<\/strong> ha ottenuto un <strong>finanziamento<\/strong>, tramite <strong>Horizon 2020<\/strong>, del valore di <strong>50.000 euro<\/strong>, al fine di \u201ccondurre degli ampi studi per valutare la fattibilit\u00e0 tecnica, commerciale e finanziaria del nuovo sistema <strong>SKYLORD XTENDER<\/strong>, specifico per gli <strong>aeromobili a pilotaggio remoto<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Secondo quanto rivelato in una ricerca condivisa delle <strong>organizzazioni StateWatch<\/strong> <strong>e Informationstelle Militarisierung<\/strong>, <strong>la compagnia fondata nel 2018<\/strong> <strong>vende il sistema per droni SKYLORD all\u2019esercito americano<\/strong>, e <strong>l\u2019esercito israeliano utilizza queste tipologie di droni a Gaza<\/strong>. Come prova, la ricerca ha mostrato che il finanziamento di ricerca, portato avanti dall\u2019Unione Europea per la <strong>compagnia Xtend<\/strong>, ha fini di carattere militare. Ci\u00f2 \u00e8 quello che abbiamo confermato attraverso <strong>l\u2019analisi dei contratti della Xtend con il governo americano<\/strong>, e l\u2019azienda ha firmato, in modo diretto o indiretto, tre contratti del valore complessivo di circa <strong>278.000 dollari<\/strong>.<\/p>\n<p>Analizzando la tipologia di contratti, abbiamo scoperto che il contratto \u201cn\u00b01149969\u201d \u00e8 stato stipulato <strong>dall\u2019Agenzia Logistica per la Difesa americana<\/strong> per acquistare il sistema di <strong>droni Skylord<\/strong>, mentre <strong>l\u2019FBI<\/strong> ha stipulato un contratto per acquistare <strong>due sistemi della stessa tipologia<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 stato <strong>confermato l\u2019utilizzo<\/strong>, da parte delle forze israeliane, del sistema di <strong>drone Skylord durante le operazioni di combattimento<\/strong>, attraverso un video di propaganda diffuso sulla pagina Facebook ufficiale del <strong>Dipartimento israeliano per la ricerca e lo sviluppo<\/strong>, che appartiene al ministero della difesa.<\/p>\n<p>La stessa fonte della Commissione Europea aggiunge che <strong>la compagnia Xtend ha ottenuto un finanziamento specifico per le startup<\/strong>, e questi fondi non si limitano agli studi di fattibilit\u00e0 e commercializzazione del sistema Skylord, il quale originariamente aveva caratteristiche per un utilizzo in ambito civile, e ha chiarito che i risultati delle ricerche forse possono portare allo sviluppo di <strong>tecnologie a duplice uso<\/strong>, e probabilmente vengono utilizzate non solo in ambito civile, ma anche militare dopo la fine del progetto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ci ha spinto a cercare nell\u2019archivio presente sul sito della <strong>Xtend,<\/strong> dove abbiamo scoperto che l\u2019azienda, al momento del finanziamento, <strong>aveva portato avanti lo sviluppo del sistema di droni Skylord<\/strong>, descrivendolo come <strong>un sistema di tipo militare<\/strong>, basta guardare la foto posta come sfondo alla descrizione del sistema, la quale raffigura un soldato che utilizza il drone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inchiesta di Ahmed Ashour con la collaborazione di Abdallah Taha per Daraj Media Traduzione in lingua italiana: Michele Nicoletti L\u2019indagine rivela che alcune aziende israeliane, finanziate dall\u2019Europa, sono parzialmente attive nella produzione di materiale bellico usato per eseguire operazioni 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