{"id":2526970,"date":"2024-05-26T18:33:30","date_gmt":"2024-05-26T17:33:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2526970"},"modified":"2024-05-26T18:35:43","modified_gmt":"2024-05-26T17:35:43","slug":"riconoscere-la-palestina-fermare-il-genocidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/05\/riconoscere-la-palestina-fermare-il-genocidio\/","title":{"rendered":"Riconoscere la Palestina. Fermare il genocidio"},"content":{"rendered":"<p>La notizia che la Spagna l\u2019Irlanda e la Norvegia hanno deciso di riconoscere la Palestina va considerata positivamente, poich\u00e9 rappresenta una prima incrinatura del fronte occidentale ad oggi l\u2019unico a livello globale compattamente schierato con Israele.<\/p>\n<p>La notizia \u00e8 arrivata quasi in contemporanea con la richiesta di arresto per Netanyahu e con il successivo pronunciamento della Corte Internazionale di Giustizia che ha intimato ad Israele di fermare l\u2019attacco a Rafah e riaprire il valico.<\/p>\n<p>Si tratta di passaggi estremamente importanti almeno sul piano simbolico e rispetto ai possibili esiti futuri. Nell\u2019immediato cambia poco: l\u2019offensiva israeliana continua e si intensifica e la stessa prospettiva di \u201cdue popoli, due Stati\u201d che sta dietro i riconoscimenti, appare non realistica considerando la situazione sul terreno.<\/p>\n<p>Gli attacchi israeliani hanno provocato almeno 35.000 morti, di cui 15.000 bambini, e lo spostamento di due milioni di palestinesi, di cui un milione e mezzo a Rafah. Ma ci\u00f2 che appare (se mai fosse possibile) ancora pi\u00f9 grave \u00e8 che l\u2019esercito israeliano sta mutando, in un modo che almeno nelle intenzioni degli occupanti dovrebbe essere \u201cper sempre\u201d, la geografia della striscia di Gaza.<\/p>\n<p>Israele, grazie a quanto \u00e8 possibile rilevare a livello satellitare, pare stia desertificando, attraverso la sistematica distruzione di ogni segno di vita (case, scuole, ospedali, moschee, campi coltivati), un territorio pari al 16% di Gaza, per costruire una \u201czona cuscinetto\u201d di un chilometro di larghezza inaccessibile ai palestinesi e fortemente militarizzata, in modo da costituire un limite invalicabile entro il quale gli abitanti della striscia resterebbero rinchiusi.<\/p>\n<p>La nuova barriera correrebbe lungo i sessanta chilometri che dividono la striscia da Israele e dovrebbe essere dotata in modo ininterrotto di postazioni militari e sofisticati sistemi di rilevamento e di avvistamento in modo da rendere impossibile anche solo potersi avvicinare. In pratica un carcere di massima sicurezza a cielo aperto, nel quale verrebbe richiusa in modo indiscriminato una intera popolazione.<br \/>\nMa questo non \u00e8 tutto!<\/p>\n<p>Israele sta di fatto ripristinando il vecchio posto di blocco abbandonato di Netzarim, trasformandolo in un corridoio che taglier\u00e0 in due parti incomunicabili l\u2019intera striscia. Si tratta in pratica di una vecchia strada lunga circa tre chilometri e mezzo che partiva dal confine orientale con Israele e che \u00e8 stata ora allungata a circa sei chilometri in modo da raggiungere il mediterraneo. Il nuovo \u201ccorridoio di Netzarim\u201d, sar\u00e0 ovviamente riempito di infrastrutture militari e rappresenter\u00e0 un nuovo confine invalicabile che invece di separare israeliani e palestinesi, separer\u00e0 la striscia del nord da quella del sud.<\/p>\n<p>Giusto a sottolineare come le scelte di Israele abbiano una precisa continuit\u00e0 che si ripete nel tempo, e che \u00e8 a nostro avviso improntata ad una logica di genocidio e di sostituzione etnica nei confronti del popolo palestinese, giover\u00e0 ricordare che il progetto non \u00e8 per nulla nuovo, rappresentando in parte la ripresa di una vecchia ipotesi di Sharon che intendeva costruire addirittura cinque barriere all\u2019interno della striscia, come le cinque dita di una grande mano, e di cui il corridoio di Netzarim, avrebbe dovuto costituire precisamente il dito numero due.<\/p>\n<p>Tornando ora al (triste) presente, poich\u00e9 il nuovo corridoio separer\u00e0 in pratica Gaza da Rafah, mi pare ovvio che a questo punto diventa del tutto plausibile coltivare il sospetto che lo scopo di Israele possa essere quello di impedire il ritorno degli sfollati a Gaza.<\/p>\n<p>Si tratta, come abbiamo detto, di un milione e mezzo di palestinesi che l\u2019esercito israeliano ha spinto verso sud e che ora sta lasciando morire di fame e di stenti, imprigionati in quei campi profughi presso Rafah che sono ora sbarrati da ogni lato. Ad est dal confine con Israele, al nord dal nuovo corridoio di Netzarim e ad ovest dal mar Mediterraneo che esattamente come i cieli sopra la striscia, viene strettamente controllato da Israele in spregio ad ogni principio del diritto internazionale.<\/p>\n<p>Solo il confine sud di Rafah non \u00e8 controllato da Israele. Ma a sud sta l\u2019Egitto, alimentando cos\u00ec il sospetto che lo Stato ebraico, per quanto difficile possa apparire al momento una tale possibilit\u00e0, non abbia mai rinunciato alla ipotesi di realizzare la pulizia etnica dei palestinesi attraverso una grande espulsione di massa verso altri luoghi, lontano dalla loro \u201cterra promessa\u201d, per la realizzazione della \u201cGrande Israele\u201d.<\/p>\n<p>Come \u00e8 facile constatare, la costruzione di uno Stato palestinese, o qualunque altra diversa ipotesi di liberazione del popolo palestinese, \u00e8 al momento possibilit\u00e0 remota che necessiterebbe quanto meno di una sconfitta storica, definitiva e senza appello, delle politiche genocidarie da sempre portate avanti da Israele.<\/p>\n<p>Ribadiamo, come gi\u00e0 detto in altri luoghi, che non pensiamo ad una sconfitta militare (per altro ad oggi impossibile sul campo), quanto piuttosto ad una sconfitta sul piano etico e culturale che consideri \u201cinammissibili\u201d e \u201cscandalose\u201d le intenzioni e le scelte dello Stato di Israele. Si tratta di un processo necessario da cui dipende (\u00e8 bene precisarlo) anche la liberazione della grande storia del popolo ebraico, oggi avvilita nel suo essere prigioniera della follia sionista. (Per quanto possa sembrare paradossale, \u00e8 proprio Israele che con le sue politiche alimenta l\u2019antisemitismo).<\/p>\n<p>Un percorso difficile che non potr\u00e0 avere conclusione positiva se non con grandi mobilitazioni di massa in ogni angolo del mondo, ma rispetto al quale anche le prese di posizione degli Stati e della Corte Internazionale di Giustizia, per quanto in s\u00e9 non decisive, possono avere un senso e portare il loro positivo contributo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia che la Spagna l\u2019Irlanda e la Norvegia hanno deciso di riconoscere la Palestina va considerata positivamente, poich\u00e9 rappresenta una prima incrinatura del fronte occidentale ad oggi l\u2019unico a livello globale compattamente schierato con Israele. 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