{"id":2526215,"date":"2024-05-22T16:45:59","date_gmt":"2024-05-22T15:45:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=2526215"},"modified":"2024-05-22T17:02:17","modified_gmt":"2024-05-22T16:02:17","slug":"24netzinesud-%d3%8eeriggio-n-21","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/05\/24netzinesud-%d3%8eeriggio-n-21\/","title":{"rendered":"24@netzineSud \u2013 \u04cderiggio \\ n. 21"},"content":{"rendered":"<h5 style=\"text-align: center;\">&gt; MERIDIOGLOCALNEWS \u2013 RASSEGNA SULLE SOGGETTIV\u20b3ZIONI METICCE &lt;<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Corte penale internazionale \u00e8 l\u2019unica istituzione di garanzia volta a rafforzare i precetti del diritto internazionale che bandiscono il genocidio, i crimini di guerra e i crimini contro l\u2019umanit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00abA differenza della Corte di Norimberga, la Cpi \u2013 \u201calmeno astrattamente\u201d, scrive Domenico Gallo \u2013 non agisce nell\u2019interesse dei vincitori ma \u00e8 strumento della Comunit\u00e0 internazionale, rappresentata dai 123 Stati che hanno sottoscritto il suo Statuto\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Il 20 maggio l\u2019ufficio della Procura ha reso nota la richiesta di emissione di un mandato di cattura per tre leader di Hamas (per i fatti del 7 ottobre) e per due dei massimi dirigenti politici di Israele, il primo Ministro Netanyahu e il Ministro della Difesa Gallant. Non \u00e8 stato un percorso facile a causa delle intimidazioni che sono state esercitate dagli \u201camici\u201d di Israele, che hanno costretto il Procuratore, l\u2019inglese Karim Khan, a mandare questo inusuale avvertimento: \u00abtutti i tentativi di ostacolare, intimidire o influenzare impropriamente i funzionari di questa Corte devono cessare immediatamente. Il mio Ufficio non esiter\u00e0 ad agire ai sensi dell\u2019articolo 70 dello Statuto di Roma se tale condotta dovesse continuare\u00bb. La procura ha chiesto il mandato di cattura per Netanyahu e Gallant contestando sia crimini di guerra, sia crimini contro l\u2019umanit\u00e0. L\u2019atto di accusa evidenzia che le prove raccolte: <em>\u00ab<strong>dimostrano che Israele ha intenzionalmente e sistematicamente privato la popolazione civile in tutte le zone di Gaza di beni indispensabili alla sopravvivenza umana<\/strong>. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto attraverso l\u2019imposizione di un assedio totale su Gaza che ha comportato la chiusura completa dei tre valichi di frontiera, Rafah, Kerem Shalom ed Erez, a partire dall\u20198 ottobre 2023 per periodi prolungati e poi limitando arbitrariamente il trasferimento di rifornimenti essenziali \u2013 compresi cibo e medicine \u2013 attraverso i valichi di frontiera dopo la loro riapertura. L\u2019assedio ha incluso anche l\u2019interruzione delle condutture idriche transfrontaliere da Israele a Gaza \u2013 la principale fonte di acqua potabile per i gazawi \u2013 per un periodo prolungato a partire dal 9 ottobre 2023, e l\u2019interruzione e l\u2019impedimento delle forniture di elettricit\u00e0 almeno dall\u20198 ottobre 2023 fino ad oggi. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto insieme ad altri attacchi contro i civili, compresi quelli che facevano la fila per il cibo; all\u2019ostruzione della consegna degli aiuti da parte delle agenzie umanitarie; agli attacchi e alle uccisioni di operatori umanitari, che hanno costretto molte agenzie a cessare o limitare le loro operazioni a Gaza. [\u2026] <strong>Questi atti sono stati commessi come parte di un piano comune per usare la fame come metodo di guerra e altri atti di violenza contro la popolazione civile di Gaza come mezzo per [\u2026] punire collettivamente la popolazione civile di Gaza<\/strong>, percepita come una minaccia per Israele. Gli effetti dell\u2019uso della fame come metodo di guerra, insieme ad altri attacchi e punizioni collettive contro la popolazione civile di Gaza, sono acuti, visibili e ampiamente noti. [\u2026] Tra questi, la malnutrizione, la disidratazione, le profonde sofferenze e il crescente numero di morti tra la popolazione palestinese, tra cui neonati, altri bambini e donne. Israele, come tutti gli Stati, ha il diritto di agire per difendere la propria popolazione, ma, quali che siano gli obiettivi militari \u2013 conclude il Procuratore \u2013 i mezzi scelti da Israele \u2013 ovvero causare intenzionalmente morte, fame, grandi sofferenze e gravi lesioni al corpo o alla salute della popolazione civile \u2013 sono criminali\u00bb<\/em>. Di fronte a questa incriminazione per fatti noti a tutti e puntualmente denunciati dalle Agenzie dell\u2019ONU e dal suo Segretario Generale, crolla quel muro di opacit\u00e0 con il quale i leader dei principali Paesi dell\u2019Occidente hanno cercato fin qui di mascherare l\u2019oscenit\u00e0 del martirio di un\u2019intera popolazione perseguito con accanimento da Israele nella convinzione della sua pi\u00f9 totale impunit\u00e0.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/volerelaluna.it\/in-primo-piano\/2024\/05\/22\/la-corte-penale-internazionale-i-crimini-di-netanyahu-lipocrisia-delloccidente\/\">fonte: volerelaluna<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cNessuno \u00e8 al di sopra del diritto internazionale\u201d ha dichiarato Agn\u00e9s Callamard. I mandati d\u2019arresto per Netanyahu, Sinwar e gli altri sono un passo avanti cruciale verso la giustizia<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00abnessun capo di gruppi armati, nessun\u2019autorit\u00e0 politica, nessun esponente degli eserciti, a prescindere dagli obiettivi che stanno perseguendo, nessuno di loro \u00e8 al di sopra della legge\u201d\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Netta la presa di posizione della segretaria di Amnesty International, Agn\u00e9s Callamard, nel commentare la richiesta di mandati d\u2019arresto, da parte dell\u2019Ufficio del procuratore della Corte penale internazionale, nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, del ministro della difesa israeliano Yoav Gallant e di tre leader di Hamas \u2013 Yahya Sinwar, Mohammed Deif e Ismail Haniyeh \u2013 per crimini di guerra e contro l\u2019umanit\u00e0 commessi in Israele e nello Stato di Palestina, specificamente nella Striscia di Gaza occupata, a partire almeno dal 7 ottobre 2023.<br \/>\n\u201cIl procuratore della Corte penale internazionale ha inviato in questo modo un messaggio importante a tutte le parti in conflitto: saranno chiamate a rispondere della devastazione che hanno causato alla popolazione di Gaza e di Israele\u201d, ha aggiunto Callamard. \u201cLe persone sospettate di essere responsabili di crimini di diritto internazionale in Israele e nei Territori palestinesi occupati devono essere portate a processo, non importa quanto siano potenti o quale sia il loro grado\u201d, ha sottolineato Callamard. \u201cLa richiesta dei mandati d\u2019arresto da parte del procuratore della Corte penale internazionale rappresenta anche una grande, e da lungo tempo attesa, opportunit\u00e0 per porre fine a decenni d\u2019impunit\u00e0 in Israele e nei Territori palestinesi occupati e per ripristinare la credibilit\u00e0 del sistema di giustizia internazionale nel suo complesso\u201d, ha proseguito Callamard. \u201cTutti gli stati devono rispettare la legittimit\u00e0 della Corte, astenersi da ogni tentativi di intimidire o sottoporre a pressioni la Corte e consentire ai giudici di portare avanti il loro lavoro nella piena indipendenza e imparzialit\u00e0\u201d, ha precisato Callamard. \u201cSta ora alla Camera pre-processuale, mentre il procuratore continua le sua indagini, esaminare rapidamente e prendere una decisione su queste prime richieste di arresto. Tutti gli stati, compresi quelli che non fanno parte della Corte penale internazionale, dovranno rispettare le sue decisioni. In caso di approvazione da parte dei giudici, tutti gli stati dovranno assicurare l\u2019attuazione dei mandati d\u2019arresto\u201d, ha concluso Callamard.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/i-mandati-darresto-per-netanyahu-sinwar-e-gli-altri-e-un-passo-avanti-cruciale-verso-la-giustizia\/\">fonte: amnesty.it<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>25 maggio\/ La via maestra \u00e8 la Pace. Manifestazione nazionale contro la guerra<\/strong><\/p>\n<p><em>Appuntamento in piazza Dante per una nuova manifestazione promossa da oltre cento associazioni, tra cui l\u2019Arci, a sette mesi dalla mobilitazione di ottobre<\/em><\/p>\n<p>Mentre si fa sempre pi\u00f9 forte il rischio di una guerra generalizzata nel mondo, mentre proseguono e si allargano i bombardamenti e la carneficina, si intensifica la corsa globale al riarmo: 2.443 miliardi di dollari nel 2023, con un incremento del 6,8 per cento rispetto al 2022, secondo l\u2019Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (rapporto 2024). Un aumento che non ha avuto alcun esito sulla risoluzione dei conflitti n\u00e9 sulla riduzione delle tensioni. \u201cQuesta corsa al riarmo sta determinando un cambio di priorit\u00e0 nel bilancio degli Stati \u2013 spiega Sergio Bassoli, dell\u2019area internazionale della Cgil -. Mentre il lavoro diventa ancora di pi\u00f9 un\u2019occasione di sfruttamento delle persone, le politiche sociali e quelle di contrasto al cambiamento climatico vengono messe in secondo piano. Nel frattempo, si fa una gara per creare quella paura e quel panico nella popolazione tali da giustificare gli investimenti militari, sia nella ricerca che nella produzione: \u00e8 questa la follia del momento che stiamo vivendo. Ma guerra chiama guerra. E a pagare due volte sono le vittime, donne e bambini\u201d\u2026 Affermare la voce e le ragioni di chi si oppone alla guerra in Italia sta diventando sempre pi\u00f9 difficile, anche in parlamento. A fine febbraio \u00e8 stato approvato in aula al Senato in via definitiva un disegno di legge governativo che mira a modificare in maniera peggiorativa la normativa sull\u2019esportazione di armi (legge 185\/90), una riforma che ha come obiettivo favorire affari armati potenzialmente pericolosi e dagli impatti altamente negativi e togliere trasparenza alle attivit\u00e0 di export.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/ecoinformazioni.com\/2024\/05\/21\/25-maggio-la-via-mestra-e-la-pace\/\">vedi\u00a0 programma su ecoinformazioni<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Atene, espulsione per chi si oppone al genocidio in Palestina: nove persone, tra cui due donne italiane, trattenute nel &#8220;centro di pre-rimpatrio\u201d di Amygaleza<\/strong><\/p>\n<p><em>La sera del 13 maggio anche Atene si unisce all&#8217;intifada studentesca globale contro il genocidio portato avanti da Israele contro la popolazione palestinese di Gaza<\/em><\/p>\n<p>Tende, striscioni e sacchi a pelo popolano per una notte la facolt\u00e0 di giurisprudenza della principale universit\u00e0 cittadina, chiedendo &#8211; assieme agli studenti statunitensi, olandesi, italiani, britannici e altri paesi &#8211; un cessate il fuoco immediato e le interruzioni dei programmi di scambio universitario con Israele. La mattina dopo un imponente contingente di polizia anti sommossa sgombera la facolt\u00e0, arrestando 28 persone. Una risposta repressiva repentina e violenta che conferma un cambio di passo nell\u2019approccio delle autorit\u00e0 greche verso le proteste in supporto del popolo palestinese. Infatti, gi\u00e0 la settimana prima, il 7 maggio, un corteo contro l&#8217;invasione di Rafah era stato caricato violentemente 3 volte dalla polizia, e due compagni &#8211; tra cui un minorenne &#8211; erano stati arrestati ad una protesta lo stesso giorno. Il giorno seguente, 20 persone che avevano portato la propria solidariet\u00e0 ai due arrestati sono state a loro volta portate al commissariato centrale di Atene. In una surreale giostra repressiva, poche ore dopo la polizia ha prelevato altre 20 persone da un presidio sotto il commissariato, facendo salire il totale a 42 arresti in meno di 24 ore. Il giorno dopo lo sgombero della facolt\u00e0 di legge, circa 200 persone accolgono gli arrestati nel piazzale del tribunale. Cordoni di polizia impediscono il contatto tra solidali e arrestati, con cori e canti a spezzare la tensione nelle quattro ore di attesa per l&#8217;udienza istruttoria. L&#8217;udienza in s\u00e8 \u00e8 invece rapida, le accuse sono quelle consuete: disturbo della quiete, rifiuto di dare le impronte digitali (una pratica diffusa nel movimento greco), possesso di oggetti contundenti e danneggiamento. Le stesse dichiarazioni dei poliziotti all&#8217;udienza non fanno alcun riferimento ad atti di vandalismo o qualsiasi tipo di oggetto contundente. Il giudice decreta la liberazione di tutti gli imputati, in attesa dell&#8217;inizio del processo, fissato per il 28 maggio. Tutti gli imputati greci vengono liberati, ma non i 9 di altre nazionalit\u00e0. Le compagne e compagni internazionali, un uomo e otto donne italiane, francesi, spagnole, tedesche e britanniche vengono invece portate al &#8220;centro di pre-rimpatrio (PRO.KE.KA)\u201d di Amygdaleza &#8211; in pratica un CPR greco nella periferia nord di Atene, dove sono ancora oggi. Amygaleza, come tutti i centri di detenzione amministrativa greci, sono tristemente famosi per le condizioni di detenzione, la difficolt\u00e0 di accesso a servizi di interpretariato e supporto legale, alle visite di amici e familiare, all&#8217;assistenza sanitaria. La popolazione dei PRO.KE.KA \u00e8 stata rimpolpata negli anni grazie alle cosiddette operazioni di &#8220;pulizia&#8221; della polizia, vere e proprio retate razziste nelle zone della citt\u00e0 frequentate dalle persone razzializzate, che se non hanno il giusto documento vengono detenute per un periodo dai 18 ai 36 mesi. Con i <em>pushbacks<\/em> (respingimenti collettivi via mare e terra), i campi profughi &#8220;chiusi e controllati&#8221;, e la mancanza di alcuna significativa forma di inclusione, questi centri di detenzione completano un meccanismo di gestione brutale e violenta delle popolazioni razzializzate e migranti finanziato dall&#8217;Unione Europea e volto a dissuadere le persone dal rimanere sul suolo europeo.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/www.globalproject.info\/it\/mondi\/atene-espulsione-per-chi-si-oppone-al-genocidio-in-palestina\/24927\">fonte: www.globalproject.info<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&#8220;Tunisia solidariet\u00e0 con le\/i migranti diritti per tutt\u0259\u201d contro la repressione governativa<\/strong><\/p>\n<p><em>Per capire meglio la situazione dei diritti e dei migranti in Tunisia, e per confrontarci su come l&#8217;Italia e la UE, dietro il paravento di trattati commerciali, stanno sfruttando questo razzismo di Stato per cercare di arrestare i flussi migratori e intensificare i rimpatri, \u00e8 stato programmato un incontro il 25 di maggio dalle ore 15:00 a Milano Villa Scheibler. Della Tunisia sar\u00e0 un collegamento con varie realt\u00e0 associative e organizzative<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 in atto ormai da tempo una violenta repressione governativa di matrice xenofoba, in Tunisia, che si \u00e8 intensificata nelle ultime settimane prendendo di mira persone migranti subsahariane, ma anche ONG, giornalist*, funzionari* pubblic* e avvocat* attiv* nella loro difesa. Questo giro di vite sulla &#8220;sicurezza&#8221; &#8211; che ha l&#8217;evidente scopo di distogliere l&#8217;attenzione dai reali problemi socioeconomici del Paese e dalla repressione in atto della lotta per i diritti civili dell&#8217;intera popolazione &#8211; \u00e8 iniziato alla fine di aprile con lo smantellamento dei campi temporanei di migranti subsahariani nei pressi di Sfax, la seconda citt\u00e0 del Paese. Il 3 maggio, le misure di sicurezza sono state estese a Tunisi, dove un campo di migranti allestito di fronte alla sede dell\u2019 OiM \u00e8 stato evacuato con la forza. Sa\u00efed il presidente tunisino ha accusato i migranti di aver ricevuto &#8220;enormi somme di denaro dall&#8217;estero&#8221; e ha descritto le loro azioni come &#8220;un atto di violenza&#8221; nei confronti del paese . La risposta repressiva \u00e8 stata quasi immediata. Saadia Mosbah, attivista antirazzista e presidente dell&#8217;associazione Mnemty, \u00e8 stata arrestata il giorno stesso. \u00c9 stata arrestata l\u2019ex presidente dell\u2019associazione Tunisie terre d Asile e due funzionari del consiglio tunisino per i rifugiati. I media pure sono nel mirino delle autorit\u00e0. Sabato 11 maggio, l&#8217;avvocatessa e opinionista televisiva Sonia Dahmani \u00e8 stata brutalmente arrestata nella sede dell&#8217;Ordine degli avvocati di Tunisi, dopo aver ironizzato sul paese durante un programma televisivo dicendo \u00ab Di quale straordinario Paese stiamo parlando? Contrastando la teoria della cosiddetta sostituzione etnica. La sera stessa, Borhen Bsaies, conduttore su Radio IFM di programmi a cui contribuisce Sonia Dahmani, e Mourad Zeghidi, un altro editorialista, sono stati arrestati dalla polizia. Secondo i loro avvocati sono stati interrogati sulle loro analisi politiche e sui contenuti che avevano condiviso sui social. E&#8217; stato arrestato brutalmente l&#8217;attivista ed avvocato Mahdi Zagrouba che, secondo i suoi avvocati e la testimonianza del presidente della lega di difesa dei diritti umani, \u00e8 stato vittima di aggressione e tortura.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/666299275674424\/permalink\/666301935674158\/?mibextid=WC7FNe&amp;rdid=iLMV1v0sCPC3caoy&amp;share_url=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fshare%2Fp%2FQiKzTxBinjLTUtkD%2F%3Fmibextid%3DWC7FNe\">comunicato: <\/a><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/Mediterranearescue?__cft__%5b0%5d=AZV1aoBR8dODLC1J5Tp8ooJz7pNhP0ITgrCELh-i_gZYcUyQqDXHDRIQ13kRIfDrDUElgJ8QFHUf-kbfR84CH17fq7yApVLy8zrRBMFf48IoO1Tv21ccnA1J9hMmcQes3jYm2ObkA_D9OgYM84KAODbEiLNxS-lRhsYwGr5K_Tq7eQ&amp;__tn__=-%5dK-R\">Mediterranea Saving Humans<\/a> \\ <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/NoaiCPR?__cft__%5b0%5d=AZV1aoBR8dODLC1J5Tp8ooJz7pNhP0ITgrCELh-i_gZYcUyQqDXHDRIQ13kRIfDrDUElgJ8QFHUf-kbfR84CH17fq7yApVLy8zrRBMFf48IoO1Tv21ccnA1J9hMmcQes3jYm2ObkA_D9OgYM84KAODbEiLNxS-lRhsYwGr5K_Tq7eQ&amp;__tn__=-%5dK-R\">Mai pi\u00f9 lager &#8211; NO ai CPR<\/a> \\ Mem.Med \\ <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/LasciateCIEntrare?__cft__%5b0%5d=AZV1aoBR8dODLC1J5Tp8ooJz7pNhP0ITgrCELh-i_gZYcUyQqDXHDRIQ13kRIfDrDUElgJ8QFHUf-kbfR84CH17fq7yApVLy8zrRBMFf48IoO1Tv21ccnA1J9hMmcQes3jYm2ObkA_D9OgYM84KAODbEiLNxS-lRhsYwGr5K_Tq7eQ&amp;__tn__=-%5dK-R\">LasciateCIEntrare<\/a> \\ ADIF \\ <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/crldhtunisie?__cft__%5b0%5d=AZV1aoBR8dODLC1J5Tp8ooJz7pNhP0ITgrCELh-i_gZYcUyQqDXHDRIQ13kRIfDrDUElgJ8QFHUf-kbfR84CH17fq7yApVLy8zrRBMFf48IoO1Tv21ccnA1J9hMmcQes3jYm2ObkA_D9OgYM84KAODbEiLNxS-lRhsYwGr5K_Tq7eQ&amp;__tn__=-%5dK-R\">CRLDH Tunisie<\/a> \\ <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/FTCRFRANCE?__cft__%5b0%5d=AZV1aoBR8dODLC1J5Tp8ooJz7pNhP0ITgrCELh-i_gZYcUyQqDXHDRIQ13kRIfDrDUElgJ8QFHUf-kbfR84CH17fq7yApVLy8zrRBMFf48IoO1Tv21ccnA1J9hMmcQes3jYm2ObkA_D9OgYM84KAODbEiLNxS-lRhsYwGr5K_Tq7eQ&amp;__tn__=-%5dK-R\">F\u00e9d\u00e9ration des Tunisiens pour une citoyennet\u00e9 des deux rives &#8211; FTCR<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dati-Istat, nuove generazioni \u201csempre pi\u00f9 digitali e multiculturali\u201d: un giovane su tre immagina un futuro all\u2019estero soprattutto negli Stati Uniti<\/strong><\/p>\n<p><em>Al 1\u00b0 gennaio 2024 i residenti in Italia tra gli 11 e i 19 anni sono oltre 5 milioni 140 mila, ma nelle proiezioni demografiche il numero dei giovanissimi nei prossimi decenni \u00e8 destinato a diminuire. \u00c8 quanto rende noto in un report pubblicato in questi giorni dall&#8217;istituto di statica nazionale<\/em><\/p>\n<p>Secondo ISTAT la popolazione residente in Italia \u00e8 caratterizzata da un progressivo invecchiamento e i giovani rappresentano una preziosa risorsa demografica in diminuzione: sono infatti l\u20198,7% della popolazione residente, quando in base ai dati diffusi da Eurostat per l\u2019Ue27, al 1\u00b0 gennaio 2023, la quota di giovanissimi in questa fascia di et\u00e0 ha un peso relativo sulla popolazione del 9,5%<br \/>\n\u201cI giovanissimi in questa classe di et\u00e0, che 30 anni fa in Italia erano circa 6,4 milioni e rappresentavano l\u201911,2% della popolazione &#8211; si legge nel report -, sono destinati, nel prossimo futuro, a diminuire ulteriormente. In base allo scenario mediano delle previsioni Istat, tra 30 anni i giovanissimi tra gli 11 e i 19 anni residenti in Italia saranno poco pi\u00f9 di 3,8 milioni e rappresenteranno il 7,2% della popolazione complessiva\u201d. L\u2019immigrazione straniera, che negli ultimi decenni ha rinfoltito le fila della popolazione residente, ha prodotto significativi effetti specialmente tra le fasce giovanili della popolazione, alle quali hanno oltremodo contribuito anche i discendenti degli immigrati nati in Italia. \u201cI giovanissimi stranieri residenti tra gli 11 e i 19 anni al 1\u00b0 gennaio 2024 sono 497.464 (stima provvisoria) e rappresentano il 9,7% dei ragazzi in questa fascia di et\u00e0, con un\u2019incidenza pi\u00f9 elevata di quella che si rileva per il totale degli stranieri sull\u2019insieme della popolazione (9%) &#8211; si legge nel report -. L\u2019indagine su \u201cBambini e ragazzi\u201d consente di conoscere altri dati interessanti sulla composizione \u201cmultietnica\u201d di questo particolare segmento di popolazione. Nel 59,5% dei casi si tratta di stranieri nati in Italia; l\u201911,7% \u00e8 nato all\u2019estero e arrivato nel Paese prima dei 6 anni; il 17% \u00e8 immigrato in et\u00e0 scolare (tra 6 e 10 anni); infine l\u201911,8% \u00e8 arrivato a 11 anni o pi\u00f9. Interessante notare che oltre il 6% dei ragazzi italiani tra gli 11 e i 19 anni possiede una doppia cittadinanza e l\u20198,0% ha uno dei due genitori nato all\u2019estero\u201d. \u201cLa duplice nazionalit\u00e0 ha conseguenze formali e legali, ma si traduce spesso anche in un sentimento di appartenenza: chi ha una doppia cittadinanza si sente non solo italiano, ma nell\u201983,3% dei casi anche dell\u2019altra cittadinanza &#8211; si legge nel report -. Il senso di appartenenza pu\u00f2 per\u00f2 svilupparsi anche in assenza di una cittadinanza formale: l\u201980,3% dei giovanissimi stranieri residenti in Italia (con notevoli differenze tra le collettivit\u00e0) si sente anche italiano, sebbene non sia riconosciuto come cittadino\u201d. Ma cosa richiama alla mente dei giovanissimi il termine cittadinanza? \u201cPer i ragazzi, sia italiani, sia stranieri &#8211; spiega l\u2019Istat -, significa soprattutto appartenenza (29,6%), comunit\u00e0 (25,9%) e diritti (28,5%). Pochi abbinano \u2018cittadinanza\u2019 al termine \u2018doveri\u2019 (3,7%). Si notano alcune differenze di genere, con le ragazze che pi\u00f9 spesso associano alla cittadinanza la parola \u2018diritti\u2019, senza che ci\u00f2 alteri di fatto la graduatoria. Tra italiani e stranieri le differenze sono pi\u00f9 evidenti. Per i ragazzi italiani la parola cittadinanza fa pensare soprattutto a comunit\u00e0 (30,1%); per i ragazzi stranieri questa associazione \u00e8 molto meno diffusa (17,4% dei casi) e la parola cittadinanza viene associata soprattutto a \u2018diritti\u2019 (30,2% contro il 24,7% degli italiani); per entrambi &#8211; italiani e stranieri &#8211; la seconda associazione pi\u00f9 diffusa \u00e8 \u2018cittadinanza-appartenenza\u2019 (29,7% per i primi e 29,0% per i secondi). Sembra evidente che per chi non ha la cittadinanza italiana la questione dei diritti che essa garantisce e ai quali non si ha accesso sia pi\u00f9 sentita\u201d.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/www.redattoresociale.it\/article\/notiziario\/nuove_generazioni_istat_sempre_piu_digitali_e_multiculturali_\">leggi integralmente su.redattoresociale.it<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bonaccini non risponde alla lettera aperta di Carteinregola sull\u2019autonomia differenziata<\/strong><\/p>\n<p><em>Nell\u2019imminenza delle elezioni europee, l\u2019Associazione Carteinregola ha scritto a tutti i partiti per chiedere ai candidati di esprimersi esplicitamente contro l\u2019Autonomia differenziata del DDL Calderoli, ma anche contro qualsiasi autonomia che divida il Paese in tanti staterelli che traggono le proprie risorse dal gettito fiscale dei propri abitanti, dividendo, nella forma e nella sostanza, i cittadini italiani in cittadini con diritti variabili secondo la regione di residenza. Ci rivolgiamo quindi a Lei, nella tripla veste di Presidente del Partito Democratico, della Regione Emilia Romagna e anche di candidato alle prossime elezioni europee, chiedendole, per trasparenza di fronte agli elettori e per coerenza con le posizioni del Partito di cui \u00e8 presidente, di ritirare ufficialmente la richiesta di \u201culteriori forme di autonomia\u201d per l\u2019Emilia Romagna&#8230; Oppure le chiediamo una presa di posizione pubblica riguardo il percorso gi\u00e0 fatto in quella direzione, con la spiegazione agli elettori delle motivazioni che la spingono a non archiviarlo<\/em><\/p>\n<p>Da 16 giorni aspettiamo una risposta alla nostra lettera aperta a #StefanoBonaccini in cui chiediamo di ritirare la richiesta di #autonomiadifferenziata dell&#8217; #emiliaromagna per ben 16 materie, tra le quali norme generali sull\u2019istruzione, tutela dell\u2019ambiente, governo del territorio, grandi reti di trasporto e di navigazione, valorizzazione dei beni culturali e ambientali promozione e organizzazione di attivit\u00e0 culturali e altre. Il finanziamento di queste materie, come nell\u2019impianto generale dell\u2019autonomia differenziata, prevede di fatto la compartecipazione al gettito fiscale maturato nel territorio regionale dell\u2019imposta sui redditi delle persone fisiche, cio\u00e8 il famoso \u201cresiduo fiscale\u201d, che di fatto aprir\u00e0 a uno scenario di disuguaglianze ancora pi\u00f9 profonde di quelle gi\u00e0 esistenti tra Nord e Sud e non solo. Rinnoviamo l&#8217;invito al Presidente Bonaccini a fare chiarezza davanti agli elettori e con il suo partito, ufficialmente schierato contro l&#8217;autonomia differenziata.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.carteinregola.it\/index.php\/lettera-aperta-al-presidente-bonaccini-candidato-alle-elezioni-europee\">\u00a0lettera orginale su.carteinregola.it<\/a><\/h6>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h5 style=\"text-align: right;\"><em>COMMENTI \\ INCHIESTE \\ REPORTI \\ CONFLITTI \\ ALTERMERIDIONALISMO<\/em><\/h5>\n<h6 style=\"text-align: right;\"><em><a href=\"mailto:toni.casano@pressenza.com\"><strong>toni.casano@pressenza.com<\/strong><\/a><\/em><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&gt; MERIDIOGLOCALNEWS \u2013 RASSEGNA SULLE SOGGETTIV\u20b3ZIONI METICCE &lt; &nbsp; La Corte penale internazionale \u00e8 l\u2019unica istituzione di garanzia volta a rafforzare i precetti del diritto internazionale che bandiscono il genocidio, i crimini di guerra e i crimini contro l\u2019umanit\u00e0 \u00abA&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1734,"featured_media":2526222,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[150,11388,56,60,157,54572,1263],"tags":[87794,10016,101850,629,94550,123170],"class_list":["post-2526215","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati-stampa","category-contenuti-originali","category-cultura","category-diritti-umani","category-interviste","category-migranti","category-pace-disarmo","tag-accordo-italia-tunisia","tag-atene","tag-autonomia-differenziata","tag-corte-penale-internazionale","tag-dati-istat","tag-pace-la-via-maestra"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>24@netzineSud \u2013 \u04cderiggio \\ n. 21<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"&gt; 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