{"id":251921,"date":"2015-11-30T20:25:51","date_gmt":"2015-11-30T20:25:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=251921"},"modified":"2015-11-30T20:28:39","modified_gmt":"2015-11-30T20:28:39","slug":"turchia-nulla-di-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/turchia-nulla-di-nuovo\/","title":{"rendered":"Turchia, nulla di nuovo"},"content":{"rendered":"<p>S\u00ec, esattamente cos\u00ec. Can Dundar, direttore generale del quotidiano nazionale Cumhuriyet ed Erdem Gul, rappresentante della sede di Ankara dello stesso quotidiano, sono stati arrestati il 26 novembre 2015 a Istanbul alla fine di un processo iniziato nel mese di giugno di quest\u2019anno. I giornalisti sono accusati di \u201cspionaggio politico e militare\u201d, \u201cdivulgazione di informazioni che minacciano la sicurezza dello Stato\u201d, \u201cpropaganda per conto di un&#8217;organizzazione terroristica\u201d e \u201cdiffusione di documenti segreti\u201d. Dundar e Gul sono stati portati nel carcere speciale di Silivri, appena fuori Istanbul.<\/p>\n<p>Si tratta di una galera creata appositamente per reprimere ogni tipo di opposizione sin dai primi anni del governo AKP(Partito della Giustizia e dello Sviluppo). I maxi-processi &#8211; \u00a0KCK, Ergenekon, Balyoz ed OdaTv &#8211; hanno coinvolto centinaia di politici, militari, poliziotti, avvocati, attivisti, giornalisti, studenti e semplici cittadini e cos\u00ec Silivri \u00e8 diventato un centro di detenzione per chiunque non la pensi come l&#8217;AKP. Senz&#8217;altro tra i detenuti ci sono stati dei personaggi oscuri, con le mani sporche di sangue e dei grandi criminali, ma \u00a0alla fine sono usciti tutti. Giornalisti indipendenti, politici, avvocati, studenti e attivisti hanno invece passato parecchio tempo in prigione per diversi motivi, ma in sostanza perch\u00e9 si opponevano a un disegno politico ed economico basato sulla repressione.<\/p>\n<p>Ahmet Sik, Nedim Sener, Sait Cakir, Coskun Musluk, Mustafa Balbay, Ozlem Agus, Mehmet Baransu sono soltanto alcuni esempi famosi di una lunga lista. Secondo la definizione della Fondazione degli Scrittori e dei Giornalisti (GYV), \u201cSilivri \u00e8 un centro di concentramento per giornalisti\u201d. \u00a0Le accuse sono pi\u00f9 o meno le stesse: \u201ctentativo di rovesciare il sistema democratico della Repubblica con mezzi armati, appartenenza a \u00a0un&#8217;organizzazione terroristica che minaccia la sicurezza nazionale, diffusione di documenti coperti dal \u00a0segreto di Stato\u201d.<\/p>\n<p>Oltre le detenzioni dei giornalisti in questi ultimi anni in Turchia sono state chiuse intere redazioni<strong>, <\/strong>ritirate le copie gi\u00e0 distribuite di giornali e riviste, \u00e8 stato impedito l&#8217;accesso ai portali di notizie, sono stati malmenati \u00a0cameramen e giornalisti; alcuni sono stati perfino assassinati, come il capo redattore del quotidiano armeno Agos, Hrant Dink. Nel 2007 dopo una serie di minacce, processi e condanne, \u00e8 stato colpito alla testa a Istanbul. Il processo tuttora in corso ha coinvolto decine di poliziotti, prefetti e politici. Azadiya Welat e Atilim, l\u2019agenzia stampa\u00a0<em>DIHA<\/em>, il canale televisivo\u00a0<em>G\u00fcn TV<\/em>, il giornale \u00d6zg\u00fcr G\u00fcndem, le riviste Bilim ve Gelecek, Tavir e Yuruyus sono soltanto alcuni esempi di media colpiti in questi ultimi anni. Con una serie di cambiamenti legislativi \u00e8 diventato pi\u00f9 facile impedire l&#8217;accesso a un singolo articolo, oppure ad un sito intero. Diversi giornalisti sono stati denunciati in base all&#8217;articolo 158 (poi rafforzato con l&#8217;introduzione dell&#8217;articolo 299 nel Codice Penale) della Costituzione (eredit\u00e0 dell&#8217;ultimo colpo di stato), che vieta ogni tipo di dichiarazione che \u201coffende\u201d il Presidente della Repubblica. Tra i colpiti con questo ci sono fumettisti, studenti, politici e minorenni impegnati nei social media; fin dai primi mesi del 2015 236 persone sono state denunciate, 105 processate e 8 condannate al carcere.<\/p>\n<p>Can Dundar ed Erdem Gul fanno parte di questa lunga serie. La loro vera colpa \u00e8 stata quella di scrivere articoli su due Tir fermati nel 2014 in due tempi diversi e in due localit\u00e0 diverse dalla gendarmeria con il mandato di un giudice. Due Tir pieni di armi, guidati dagli uomini dei servizi segreti \u00a0e diretti verso il confine con la Siria. Considerando la ferma opposizione del governo dell\u2019AKP al governo siriano e il suo fanatico appoggio politico alle opposizioni \u201cmoderate\u201d in Siria, la notizia e i suoi approfondimenti hanno avuto larga eco nel paese per vari giorni, con un eccellente lavoro giornalistico, diffuso dal quotidiano nazionale Cumhuriyet e costituito da fotografie, interviste, video e diversi documenti. Pochi giorni dopo, all&#8217;inizio di giugno, \u00a0il Presidente della Repubblica Recep Tayyip Erdogan ha denunciato Can Dundar.<\/p>\n<p>Fino a quel momento il governo AKP insieme al Presidente della Repubblica sostenevano che quei Tir fossero pieni di aiuti umanitari destinati ai turcommani presenti in Siria. Grazie al lavoro giornalistico di Can Dundar e dei suoi colleghi ormai tutto era diventato chiaro, creando un certo fastidio. Con passare del tempo Dundar \u00e8 stato accusato di reati che non avevano nulla a che fare con la sua attivit\u00e0 giornalistica e il giudice ha chiesto una condanna a \u00a042 anni di carcere. Dopo il recente abbattimento dell&#8217;aereo russo \u00a0da parte dell&#8217;esercito turco, il Presidente della Repubblica ha cambiato la versione e preso di mira tutti quelli che non avevano creduto alle sue prime dichiarazioni: \u201cVi ricordate del caso dei Tir guidati dai servizi segreti? C\u2019\u00e8 ancora qualcuno che senza vergognarsi ne parla in prima pagina. Erano dei Tir che portavano \u00a0aiuti ai nostri fratelli turcommani a Bayirbucak. Secondo alcuni io sostenevo che si trattasse di aiuti umanitari, ma non armi. Chi se ne frega se \u00a0c\u2019erano o meno delle armi? Chi continua a scrivere sul caso dei Tir fa parte di un&#8217;attivit\u00e0 di spionaggio e il giornalista che diffonde queste notizie la pagher\u00e0 cara. Io non lo lascer\u00f2 tranquillo\u201d.<\/p>\n<p>Pochi minuti prima che venisse comunicata la notizia del suo trasferimento nel carcere speciale di Silivri, \u00a0Can Dundar ha pronunciato queste parole in aula di fronte al giudice: <em>\u201cNon sono il primo a parlare dei Tir guidati dai servizi segreti. Dobbiamo chiederci come mai gli agenti dei servizi segreti e la gendarmeria di un paese si trovano gli uni contro gli altri. Dobbiamo chiederci come mai il prefetto di una citt\u00e0 si trova in conflitto con i giudici dello stesso Stato.<\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo pubblicato le interviste fatte con i giudici coinvolti nel sequestro dei Tir. Abbiamo pubblicato le fotografie e i video del sequestro. Abbiamo svelato le dichiarazioni false in merito a questo trasporto. Anche l&#8217;attuale vice Primo Ministro, all&#8217;epoca nel partito all&#8217;opposizione, aveva sostenuto che la destinazione non erano i turcommanni in Siria. Possiamo coinvolgere anche lui come testimone. Abbiamo le riprese.<\/em><\/p>\n<p><em>Qui si tratta di un reato nazionale e internazionale. Io non posso mentire per difendere il mio paese. Non posso collaborare per coprire i reati commessi. Uno Stato non acquista legittimit\u00e0 mentendo ai suoi cittadini. Magari alcuni uomini di Stato posso comportarsi in questa maniera, ma vorrei ricordare che io sono un giornalista. Io indago e ricerco. Troviamo delle armi dentro due Tir, nascoste sotto scatole di medicinali, non sappiamo dove vanno a finire e sentiamo delle dichiarazioni contraddittorie da parte di politici e amministratori. <\/em><\/p>\n<p><em>Il mio lavoro da giornalista \u00e8 quello di informare la gente. Abbiamo visto anche in passato che lo Stato commette dei reati e noi giornalisti dobbiamo lavorare per svelarli e forse in un certo senso contribuire a che questi errori non si ripetano. <\/em><\/p>\n<p><em>I cittadini hanno diritto all&#8217;informazione. Io credo che la libert\u00e0 di espressione sia pi\u00f9 importante in certi momenti rispetto alla sicurezza dello Stato. Perch\u00e9 lo Stato non ha il diritto in nessun modo di commettere reati. Nessuna necessit\u00e0 di sicurezza pu\u00f2 coprire questo fatto. <\/em><\/p>\n<p><em>Con le ultime dichiarazioni del Presidente della Repubblica ormai sappiamo che siamo dalla parte del giusto. Lui dice: \u201cChi se ne frega se c\u2019erano delle armi dentro quei Tir\u201d. Io dico: \u201cChi se ne frega se ho diffuso una notizia del genere!\u201d \u00a0Se oggi noi verremmo condannati e arrestati non sar\u00e0 perch\u00e9 abbiamo mentito, ma perch\u00e9 abbiamo svelato un reato. E se oggi avessi la stessa opportunit\u00e0 rifarei la stessa cosa\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il 1\u00b0 novembre 2015 il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) ha vinto con il 49,5% dei voti le ultime elezioni nazionali. Il 24 novembre il Presidente della Repubblica ha confermato la nuova formazione del governo. Nei giorni successivi le postazioni militari hanno abbattuto un aereo russo, due giornalisti sono stati arrestati ed \u00e8 stato assassinato il co-presidente dell&#8217;Associazione degli Avvocati di Diyarbakir. Insomma, in Turchia, nulla di nuovo&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per approfondire:<\/p>\n<p>La pagella della censura dell&#8217;AKP: <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/10\/pagella-della-censura-della-turchia\/\">http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/10\/pagella-della-censura-della-turchia\/<\/a><\/p>\n<p>Un breve riassunto del processo OdaTv: <a href=\"http:\/\/www.eilmensile.it\/2012\/03\/20\/turchia-giornalisti-dentro-criminali-fuori\/\">http:\/\/www.eilmensile.it\/2012\/03\/20\/turchia-giornalisti-dentro-criminali-fuori\/<\/a><\/p>\n<p>63 giornalisti dentro: <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/08\/la-turchia-celebra-il-ramadan-con-63-giornalisti-in-carcere\/\">http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2013\/08\/la-turchia-celebra-il-ramadan-con-63-giornalisti-in-carcere\/<\/a><\/p>\n<p>Nuovi arresti, giornalisti: <a href=\"https:\/\/www.ilcorsaro.info\/altrove-2\/continua-la-repressione-nuovi-arresti-in-turchia.html\">https:\/\/www.ilcorsaro.info\/altrove-2\/continua-la-repressione-nuovi-arresti-in-turchia.html<\/a><\/p>\n<p>Gladio turca: <a href=\"http:\/\/www.eastjournal.net\/archives\/29515\">http:\/\/www.eastjournal.net\/archives\/29515<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>S\u00ec, esattamente cos\u00ec. 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Fruit of love of an immigrant couple in the former Ottoman city, she from Sebastia (Turkey) he from Batum (Georgia). Raised two steps away from the old Pera, between the Armenian and Jewish cultures. Big passion for photography, cinema, politics and inevitably journalism. After a short academic adventure in International Finance he landed in Italy back in 2001, first in Siena then in Turin, with the desire to study journalism, but he ended up attending Cinema and Television. He specializes in shooting and editing videos, photography and, lately, web marketing. Occasionally he writes in Turkey for the national magazine KaosGL, for the national daily Birgun and for various independent news portals such as Bianet and Sendika. In Italy he wrote for Il Manifesto and the monthly E-il mensile. He is one of the founders of the Glob011 monthly freepress, he worked for BabelMed and Prospettive Altre. Currently has collaborations with Pressenza and Caff\u00e8 dei Giornalisti. 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