{"id":245710,"date":"2015-11-14T16:40:00","date_gmt":"2015-11-14T16:40:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=245710"},"modified":"2015-11-14T17:51:10","modified_gmt":"2015-11-14T17:51:10","slug":"limpero-del-caos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/limpero-del-caos\/","title":{"rendered":"L&#8217;impero del caos"},"content":{"rendered":"<p>Di Noam Chomsky e C.J. Polychroniou<\/p>\n<p>La politica estera degli Stati Uniti\u00a0 nel 21\u00b0 secolo ha poco da offrire, se non una massiccia potenza militare. In effetti sono finiti i giorni in cui la potenza\u00a0 militare poteva essere usata per \u201d ricreare il mondo a immagine dell\u2019America.\u201d Nell\u2019era del dopo Guerra Fredda\u00a0 gli interventi militari degli Stati Uniti hanno luogo in assenza di una visione strategica totale e con giustificazioni ideologiche che mancano di forza e di convinzione anche tra gli alleati tradizionali. C\u2019\u00e8 poco da meravigliarsi, allora, se gli interventi militari, sempre illegali e ingiustificabili, finiscono con l\u2019ottenere nient&#8217;altro che la creazione di buchi neri, che a loro volta provocano nuove organizzazioni terroristiche sempre pi\u00f9 violente e determinate a diffondere la loro visione di ordine sociale e politico.<\/p>\n<p>In quest&#8217;intervista esclusiva per Truthout,\u00a0 Noam Chomsky riflette sulle dinamiche della politica estera statunitense nel 21\u00b0secolo e sulle implicazioni della politica di \u00a0abbattere la distruzione sull\u2019ordine mondiale. Chomsky valuta anche il ruolo del coinvolgimento della Russia in Siria, l\u2019ascesa dello Stato Islamico e l\u2019evidente attrazione che esercita su molti giovani musulmani che arrivano dall\u2019Europa e offre una visione cupa del futuro della politica estera degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>CJ Polychromiou: gli interventi militari degli Stati Uniti nel 21\u00b0 secolo (per esempio: Afghanistan, Iraq, Libia, Siria) si sono dimostrati totalmente disastrosi, tuttavia il dibattito sull\u2019intervento avviene ancora tra i guerrafondai di\u00a0 Washington. Qual \u00e8 la spiegazione?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Noam Chomsky: <\/strong>In parte il vecchio luogo comune : quando tutto quello che hai \u00e8 un martello, ogni cosa sembra un chiodo. Il relativo vantaggio degli Stati Uniti sta nella loro forza militare. Quando fallisce una forma di intervento, la dottrina e la pratica possono essere rivedute con nuove tecnologie, espedienti, ecc. C\u2019\u00e8 una buona revisione del processo dalla Seconda Guerra mondiale fino a oggi in un recente libro di Patrick Cockburn, <em>Kill Chain<\/em>. Ci sono alternative possibili, come appoggiare la democratizzazione (nella realt\u00e0, non con la retorica). Queste per\u00f2 hanno probabili conseguenze a cui gli Stati Uniti non sarebbero favorevoli. Questo \u00e8 il motivo per cui quando gli Stati Uniti appoggiano la \u201cdemocrazia\u201d, si tratta di forme di democrazia \u201cdall\u2019alto verso il basso\u201d, in cui le \u00e9lite a loro legate restano al potere, per citare il massimo studioso di \u201cpromozione della democrazia,\u201d Thomas Carothers, un ex funzionario di Reagan che \u00e8 un forte sostenitore di tale processo, ma che per quanto malvolentieri riconosce la realt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Secondo alcuni le guerre di Obama sono molto diverse per stile e sostanza da quelle del suo predecessore George W. Bush. C\u2019\u00e8 una qualche validit\u00e0 in queste affermazioni? <\/strong><\/p>\n<p>Bush faceva affidamento sulla violenza militare del \u201ccolpisci e terrorizza\u201d, che si \u00e8 dimostrata disastrosa per le vittime e ha causato serie sconfitte per gli Stati Uniti. Obama usa altre tattiche, prima di tutto la campagna di assassinio globale con i droni che sta infrangendo nuovi record nel terrorismo internazionale e poi le operazioni delle Forze Speciali, che ormai avvengono in gran parte del globo. Nick Turse, massimo ricercatore dell\u2019argomento, di recente ha riferito che nel 2015 le forze di \u00e9lite statunitensi sono state impiegate, frantumando un record, in 147 paesi .\u201d<\/p>\n<p><strong>La destabilizzazione e quella che chiamo la \u201ccreazione dei buchi neri\u201d \u00e8 lo scopo principale dell\u2019Impero del Caos in Medio Oriente e altrove, ma \u00e8 anche chiaro che ora gli Stati Uniti navigano in un mare turbolento senza avere alcun senso della direzione e un\u2019idea di ci\u00f2 che \u00e8 necessario fare una volta completato il compito della distruzione. Quanto di questo \u00e8 dovuto al declino degli Stati Uniti come nazione egemone globale?<\/strong><\/p>\n<p>Il caos e la destabilizzazione sono reali, ma non penso che questa sia lo scopo. E\u2019 piuttosto una conseguenza di aver colpito sistemi fragili \u00a0che non si comprendono, \u00a0scagliandosi sempre contro di loro con la forza, \u00a0lo strumento principale, come in Iraq, Libia, Afghanistan e altrove. In quanto al declino continuo del potere egemonico degli Stati Uniti (in realt\u00e0 iniziato nel 1945, con alcuni alti e bassi), ci sono conseguenze nell\u2019attuale scena mondiale. Considerate, per esempio, il destino di Edward \u00a0Snowden. E\u2019 stato riferito che quattro nazioni latino-americane gli hanno offerto asilo, non avendo pi\u00f9 paura della frusta di Washington. Nessuna potenza europea \u00e8 disposta ad affrontare la furia americana. Questa \u00e8 una conseguenza di un declino molto significativo del potere statunitense nell\u2019emisfero occidentale.<\/p>\n<p>Dubito, tuttavia, che il caos in Medio Oriente si identifichi con questo fattore. Una conseguenza dell\u2019invasione americana dell\u2019Iraq \u00e8 stata quella di istigare conflitti tra sette che stanno distruggendo l\u2019Iraq e stanno ora facendo a pezzi la regione. Il bombardamento della Libia iniziato dall\u2019Europa ha provocato un disastro che si \u00e8 diffuso ben oltre con flusso di armi e stimolando crimini jihadisti. E ci sono molti altri effetti causati dalla violenza straniera. Credo che il corrispondente dal Medio Oriente, Patrick Cockburn, faccia un\u2019osservazione corretta quando dice che la Wahhabizzazione dell\u2019Islam sunnita \u00e8 uno degli sviluppi pi\u00f9 pericolosi dell\u2019era moderna. Oramai molti dei pi\u00f9 orribili problemi sembrano praticamente insolubili, come la catastrofe siriana, dove le sole esili speranze stanno in qualche tipo di accordo negoziato verso il quale le potenze coinvolte sembrano lentamente avanzare.<\/p>\n<p><strong>Anche la Russia sta scatenando la distruzione sulla Siria. A che scopo? La Russia minaccia gli interessi degli Stati Uniti nella zona? <\/strong><\/p>\n<p>Evidentemente la strategia della Russia \u00e8 di sostenere il regime di Assad, e in effetti sta \u201cscatenando la distruzione\u201d prima di tutto attaccando le forze guidate dalla jihad e appoggiate dalla Turchia, dall\u2019Arabia Saudita e dal Qatar e in parte dagli Stati Uniti. Un recente articolo sul Washington Post faceva pensare che le armi ad alta tecnologia fornite dalla CIA a queste forze (compresi missili TOW anticarro) avessero spostato l\u2019equilibrio\u00a0 militare a sfavore di Assad e avvesero contribuito al coinvolgimento dei russi. In quanto all\u2019 \u201cinteresse statunitense\u201d dobbiamo stare attenti. Gli interessi del potere degli Stati Uniti e quelli del popolo statunitense sono spesso molto diversi, come succede comunemente anche altrove. L\u2019interesse ufficiale degli Stati Uniti \u00e8 di eliminare Assad e naturalmente l\u2019appoggio russo ad Assad minaccia a tale interesse. E lo scontro non \u00e8 soltanto dannoso, se non catastrofico, per la Siria, ma contiene anche una minaccia di accidentale escalation che potrebbe essere anche pi\u00f9 catastrofica.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ISIS \u00e8 un mostro creato dagli Stati Uniti?<\/strong><\/p>\n<p>Una recente intervista con l\u2019illustre analista di Medio Oriente Graham Fuller, \u00e8 intitolata: \u201cEx funzionario della CIA dice che le politiche degli Stati Uniti hanno contribuito a creare l\u2019IS.\u201d Ci\u00f2 che dice Fuller, credo correttamente, \u00e8: \u201cPenso che gli Stati Uniti siano uno dei creatori fondamentali di questa organizzazione. Gli Stati Uniti non hanno pianificato la formazione dell\u2019ISIS, ma i loro interventi distruttivi in Medio Oriente e la guerra in Iraq sono state le cause alla base della nascita dell\u2019ISIS. Vi ricorderete che il punto di partenza di questa organizzazione \u00e8 stato protestare contro l\u2019invasione dell\u2019Iraq da parte degli Stati Uniti, appoggiata, in quei giorni, anche da molti sunniti non-islamisti a causa della loro opposizione all\u2019occupazione dell\u2019Iraq. Penso che anche oggi l\u2019ISIS [ora Stato Islamico] sia appoggiato da molti sunniti che si sentono isolati dal governo sciita a Baghdad. La creazione del dominio sciita \u00e8 stata una conseguenza diretta dell\u2019invasione statunitense dell\u2019Iraq, una vittoria per l\u2019Iran e un elemento della straordinaria sconfitta degli Stati Uniti in Iraq. Quindi, per rispondere alla sua domanda, l\u2019aggressione statunitense \u00e8 stata un fattore per l\u2019ascesa dell\u2019ISIS, ma non c\u2019\u00e8 alcun valore\u00a0 nelle teorie cospirative che circolano nella regione, secondo cui gli Stati Uniti avevano pianificato la creazione di questa mostruosit\u00e0 incredibile.<\/p>\n<p><strong>Come spiega il fascino che un\u2019organizzazione del tutto barbara e selvaggia come lo Stato Islamico esercita su molti giovani musulmani che vivono in Europa? <\/strong><\/p>\n<p>Ci sono stati un bel po\u2019 di\u00a0 studi accurati del fenomeno da parte, tra gli altri, di Scott Atran. L\u2019attrattiva sembra essere diffusa principalmente tra i giovani che vivono in condizioni di repressione e di umiliazione, con scarsa speranza e poche opportunit\u00e0 e che cercano un qualche obiettivo nella vita che offra loro dignit\u00e0 e auto-realizzazione; in questo caso, instaurare un utopistico stato islamico che sorga come opposizione a secoli di\u00a0 assoggettamento e di distruzione da parte del potere imperiale occidentale. Inoltre, sembra esserci molta pressione dei loro compagni \u2013 membri dello stesso club di calcio e cos\u00ec via. Anche la natura intensamente settaria dei conflitti regionali senza dubbio \u00e8 \u00a0un fattore \u2013 non soltanto \u201cdifendere l\u2019Islam\u201d, ma difenderlo dagli apostati sciiti. E\u2019 uno scenario molto brutto e molto pericoloso.<\/p>\n<p><strong>L\u2019amministrazione Obama ha dimostrato poco interesse nel rivedere il rapporto degli Stati Uniti con i regimi autoritari e fondamentalisti in luoghi come l\u2019Egitto e l\u2019Arabia Saudita. La promozione della democrazia \u00e8 un elemento completamente fasullo della politica estera statunitense?<\/strong><\/p>\n<p>Senza dubbio ci sono persone come Thomas Carothers, nominato prima, che si dedicano realmente alla \u201cpromozione della democrazia\u201d, come fece nel Dipartimento di stato di Reagan. Le testimonianze, per\u00f2, dimostrano molto chiaramente che questa \u00e8 raramente un elemento nella linea politica e anzi spesso la democrazia \u00e8 considerata una minaccia \u2013 per buone ragioni, quando si considera l\u2019opinione popolare. Per citare soltanto un esempio ovvio, i sondaggi eseguiti dalla principale agenzia di sondaggi statunitense ( la WIN Gallup), dimostrano che gli Stati Uniti sono considerati con largo margine la pi\u00f9 grande minaccia per la pace del mondo. Il Pakistan \u00e8 al secondo posto, a molta distanza (presumibilmente gonfiato dal \u00a0voto indiano). I sondaggi svoltisi \u00a0in Egitto alla vigilia della Primavera Araba hanno rivelato un notevole sostegno per le armi nucleari iraniane per controbilanciare il potere di Israele e degli Stati Uniti. L\u2019opinione pubblica \u00e8 spesso a favore di riforme sociali che danneggerebbe le multinazionali con base negli Stati Uniti. E molto altro. Non sono certo politiche che piacerebbero al governo statunitense, ma l\u2019autentica democrazia darebbe una voce significativa all\u2019opinione pubblica. Per analoghe ragioni, la democrazia \u00e8 temuta in patria.<\/p>\n<p><strong>Prevede dei cambiamenti importanti nella politica estera degli Stati Uniti nel prossimo futuro con un\u2019amministrazione democratica o repubblicana? <\/strong><\/p>\n<p>Non con un\u2019amministrazione democratica, ma la situazione con un\u2019amministrazione \u00a0repubblicana \u00e8 molto meno chiara. Il partito ha deviato molto dallo spettro della politica parlamentare. Se le dichiarazioni dell\u2019attuale\u00a0 gruppo di candidati possono essere prese sul serio, il mondo potrebbe\u00a0 trovarsi davanti a seri guai. Prenda, per esempio, l\u2019accordo con l\u2019Iran sul nucleare. Non soltanto sono unanimemente contrari, ma fanno a gara sulla rapidit\u00e0 con cui bombardarlo. E\u2019 un momento molto strano nella storia politica americana; in uno stato con paurosi poteri di distruzione, questo dovrebbe provocare non poca preoccupazione.<\/p>\n<p><em>CJ Polychroniou \u00e8 uno studioso di politica e di economia politica che ha insegnato e lavorato in universit\u00e0 e centri di ricerca in Europa e negli Stati Uniti. I suoi principali interessi\u00a0 nel campo della ricerca\u00a0 sono: l\u2019integrazione economica europea, la globalizzazione, l\u2019economia politica degli Stati Uniti e la decostruzione del progetto politico-economico del neo-liberalismo. Collabora regolarmente con Truthout ed \u00e8 anche membro del Truthout Public Intellectual Project. Ha pubblicato diversi libri e i suoi articoli sono apparsi su una serie di periodici, riviste, quotidiani e su famosi siti web di informazione. \u00a0Molte delle sue pubblicazioni sono state tradotte in lingue straniere tra le quali croato, francese, greco, italiano, portoghese, spagnolo e turco. <\/em><\/p>\n<p>Da: Z Net \u2013 Lo spirito della resistenza \u00e8 vivo<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.znetitaly.org\">www.znetitaly.org<\/a><\/p>\n<p>Fonte:\u00a0 <a href=\"https:\/\/zcomm.org\/znetarticle\/the-empire-of-chaos\">https:\/\/zcomm.org\/znetarticle\/the-empire-of-chaos<\/a><\/p>\n<p>Originale: Truthout<\/p>\n<p>Traduzione di Maria Chiara Starace<\/p>\n<p>Traduzione \u00a9 2015 ZNET Italy \u2013 Licenza Creative Commons\u00a0 CC BY NC-SA 3.0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Noam Chomsky e C.J. Polychroniou La politica estera degli Stati Uniti\u00a0 nel 21\u00b0 secolo ha poco da offrire, se non una massiccia potenza militare. 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