{"id":243072,"date":"2015-11-07T16:51:09","date_gmt":"2015-11-07T16:51:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=243072"},"modified":"2015-11-10T20:17:03","modified_gmt":"2015-11-10T20:17:03","slug":"gli-occhi-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/gli-occhi-della-storia\/","title":{"rendered":"Gli occhi della &#8220;Storia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio di quest\u2019anno in molti ci chiedemmo il perch\u00e9 dell\u2019avvicinamento degli Stati Uniti a Cuba.<\/p>\n<p><strong>Cosa ha realmente spinto il governo di Obama a muoversi verso la normalizzazione delle relazioni con Cuba?<\/strong>Moltissimi media descrissero quest\u2019azione come un nobile sforzo, quasi un atto umanitario per aiutare Cuba ad uscire dal proprio decennale isolamento ed unirsi finalmente alla comunit\u00e0 internazionale. \u00a0<strong>\u201cUn avanzamento di democrazia e libert\u00e0\u201d titolavano i giornali.<\/strong><\/p>\n<p>Gli ultimi 50 anni di storia di politica estera statunitense per\u00f2 ci dicono altro.\u00a0Ci insegnano che i governi USA non hanno mai fatto niente per niente, ci insegnano che hanno sempre basato le loro politiche con gli altri Stati su un rapporto tra dominante e dominato.\u00a0I fatti ci raccontano un\u2019altra storia, <strong>una storia fatta di colonizzazioni mediatiche ed economiche, di spoliazione storica, identitaria e culturale d\u2019interi popoli.<\/strong> Almeno questa \u00e8 la storia di quei paesi come il nostro che con le buone si sono assoggettati al predominio e alla colonizzazione economico-culturale statunitense.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 anche un\u2019altra storia, che in quest\u2019ultimo mezzo secolo, ci viene insegnata dalla politica estera USA. E\u2019 una storia che parla di colpi di stato, di governi regolarmente eletti e soppiantati da apparati militari o comunque da governi mai eletti, una storia talvolta fatta di bombe, di attentati, d\u2019intimidazioni, di minacce, di vendita di fiumi d\u2019armi, di sedizione, d\u2019appoggio diretto o indiretto al terrorismo, ai macellai, a veri e propri criminali dell\u2019umanit\u00e0 che hanno compiuto le peggiori nefandezze sotto gli occhi di tutta la comunit\u00e0 internazionale e che, nonostante tutto, hanno goduto e godono tuttora dell\u2019appoggio statunitense in quanto \u201camici\u201d.<\/p>\n<p>Infine c\u2019\u00e8 un\u2019ultima lezione che c\u2019insegnano i 50 anni di politica estera statunitense e occidentale, quella che recita che, ove non sia possibile arrivare agli obbiettivi tramite la colonizzazione mediatica, storica, economica e pseudoculturale, dove non siano neanche efficaci sedizione e governi fantoccio, si arriva allora all\u2019intervento diretto.\u00a0Intervento attuato tramite vere e proprie occupazioni o tentativi d\u2019invasione in forza, come successo in Corea 1950, Indonesia 1958, Vietnam 1959, Cuba stessa tra il 1959 e il 1961, Guatemala 1960, Congo 1964, Laos 1964, Per\u00f9 1965, Cambogia 1967, Grenada 1983, Salvador anni 80\u2019, Libano 1983, Kuwait 1991, Somalia 1993, Sudan 1998, Jugoslavia 1999, per arrivare ai giorni nostri con la guerra in Afghanistan e Iraq. Un totale di <a href=\"http:\/\/informare.over-blog.it\/2015\/02\/gli-stati-uniti-sono-stati-in-guerra-222-anni-su-239-che-esistono-come-stato.html\">222 anni di guerra su 239<\/a> dalla data di esistenza degli Stati Uniti d&#8217;America.<\/p>\n<p>Ma allora adesso che cos&#8217;\u00e8 successo? Perch\u00e9 il governo degli Stati Uniti cerca di riallacciare &#8220;pacificamente&#8221; le relazioni con quello di Cuba?<\/p>\n<p><strong>La verit\u00e0 \u00e8 che nel 2015 non \u00e8 pi\u00f9 Cuba ad essere isolata e gli Stati Uniti a tendere una pietosa mano, ma \u00e8 vero quasi esattamente il contrario.\u00a0<\/strong>Ebbene sono gli Stati Uniti che al giorno d\u2019oggi sono sempre pi\u00f9 isolati, soprattutto moralmente e ideologicamente.<\/p>\n<p>Per averne la conferma basta fare la conta dei voti durante le ultime votazioni dell\u2019assemblea generale delle Nazioni Unite.\u00a0 Il famoso \u201cEmbargo USA\u201d verso Cuba durato decine di anni con un fronte compatto e unitario che poteva contare su decine e decine di voti favorevoli, \u00a0<strong>alle ultime votazioni, gi\u00e0\u00a0 a partire da due anni fa, ben prima dunque dell\u2019apertura statunitense, la prosecuzione dello stato di Embargo verso Cuba, contava solo sui voti di USA, Canada e Israele, pi\u00f9 alcuni Stati del pacifico meridionale. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Per arrivare alla storia delle ultimissime votazioni che hanno visto ben\u00a0188 (dei 193 membri dell&#8217;Onu), che hanno votato contro l&#8217;Embargo, \u00a0in due hanno votato contro (Stati Uniti e Israele) e in tre si sono astenuti.\u00a0\u00a0<\/strong>Ma c\u2019\u00e8 un dato storico ancora pi\u00f9 significativo, quello che si evince dalla <a href=\"http:\/\/www.summit-americas.org\/vi_summit.html\">Conferenza di Cartagena<\/a> in America Latina.\u00a0Conferenza che nel 2012 riuniva gli Stati del Nord America e del Sud America, dove <strong>\u00e8 accaduto che Stati Uniti e Canada sono stati completamente isolati sulla proposta di non lasciare rientrare Cuba tra gli Stati partecipanti alle successive conferenze degli Stati americani.<\/strong><\/p>\n<p>Gi\u00e0 all\u2019epoca era abbastanza chiaro che, nella successiva conferenza di Panama, per intendersi quella di quest\u2019anno, se gli USA non fossero stati disposti ad accettare la richiesta quasi unanime di riammettere Cuba fra gli Stati Panamericani, gli Stati Uniti stessi avrebbero rischiato in seguito di venirne esclusi.\u00a0E\u2019 proprio con questi presupposti di partenza che di fatto Obama \u00e8 stato costretto a intraprendere pochi piccoli passi di riavvicinamento a Cuba.<\/p>\n<p>Personalmente mi rallegra che tali passi, seppur piccoli, siano stati fatti, ma dobbiamo capirne bene le ragioni che sono molte lontane dal fine umanitario, all\u2019epoca dipinto dai nostri organi d\u2019informazione. Soprattutto dispiace che si sia ancora lontanissimi dal raggiungere degli importanti obiettivi che rappresenterebbero per davvero una reale apertura a \u201cdoppio senso di circolazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nella pratica mi riferisco al fatto che il Congresso USA mantiene ancora adesso il <a href=\"http:\/\/www.gdp.ch\/mondo\/cuba-lembargo-ce-ancora-id95724.html\">controllo sull\u2019Embargo<\/a>,<\/strong> il quale, da una parte prevede la richiesta del governo Obama mossa a Cuba, affinch\u00e9 unilateralmente la nazione cubana si apra agli Stati Uniti ma non prevede affatto il contrario ovvero che gli Stati Uniti si aprano a Cuba.\u00a0<strong>Tuttora sono in essere restrizioni imposte agli accademici, a dottori, a intellettuali e a tutte le personalit\u00e0 cubane, che ancora oggi, non possono ancora viaggiare negli\u00a0 States, per esprimere il loro pensiero, n\u00e9 tanto meno organizzare conferenze o incontri nella democratica nazione Nordamericana, per esporre come Cuba metta in pratica a giro per il mondo il concetto di cooperazione bilaterale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Negli Stati Uniti non \u00e8 ancora possibile parlare pubblicamente di Cuba, niente viene diffuso di ci\u00f2 che la nazione cubana ha fatto in questi anni per elevare il livello culturale, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/07\/yo-si-puedo-io-si-posso\/\">d&#8217;alfabetizzazione<\/a> e sanitario di tutto il Sud america, di parte dell\u2019Africa e anche di alcuni Stati del Sud-Est asiatico.<\/strong><\/p>\n<p>Sono ancora in essere le vergognose restrizioni all&#8217;importazione di tutti i \u201cprodotti cubani\u201d non importa che siano essi culturali, materiali o intellettuali.<\/p>\n<p><strong>Allora mi domando, di che cosa hanno tanto paura gli Stati Uniti?<\/strong><\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 possibile che una nazione, realmente evoluta e democratica, possa temere un piccolo &#8220;staterello&#8221; come Cuba, il quale conta si \u00e8 no un PIL che vale meno dello 0,5% di quello USA e una popolazione che numericamente rappresenta un trentesimo di quella statunitense?<\/p>\n<p>E pur con tutti i problemi che ancora hanno a Cuba, com\u2019\u00e8 possibile non considerare i prodigiosi risultati ottenuti con poche risorse economiche, sia in campo medico sanitario, che nel settore dell\u2019istruzione, che nella diffusione culturale? Com&#8217;\u00e8 possibile che neanche una riga sia stata scritta sui giornali americani a proposito degli oltre 9 milioni di alfabetizzati, raggiunti nel mondo, tramite un <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/07\/yo-si-puedo-io-si-posso\/\">metodo rivoluzionario<\/a>\u00a0a costo zero, elaborato da una minuta e dolce insegnante cubana? Come non vedere la forte spinta con cui Cuba ha giocato un ruolo da protagonista per l\u2019indipendenza politica ed economica di tutta l&#8217;America Latina negli ultimi quindici anni?<\/p>\n<p>In effetti sono fatti che fanno paura, molta paura, risultati da tenere all&#8217;oscuro ai pi\u00f9, processi di reale cambiamento che certamente vanno tenuti alla larga, specie in un paese come gli USA che parla di democrazia ma dove circa met\u00e0 della popolazione non va neanche pi\u00f9 a votare, in uno Stato che di fatto \u00a0segrega e discrimina ancora oggi larghe fette di popolazione di origine afroamericana e ispanica, una nazione che con tutto il suo paventato benessere che conta al suo interno circa <a href=\"http:\/\/www.americaoggi.info\/2010\/09\/14\/20575-stati-uniti-aumenta-il-tasso-di-povert-45-milioni-di-americani-vivono-condizioni-di\">45 milioni di poveri<\/a>, <strong>un governo, quello americano, che permette la vendita di armi nelle cartolerie sotto casa, che diffonde armi e morte per tutti e che pretende di risolvere la diffusione della violenza, applicando la pena di morte, la forma di violenza massima che uno Stato possa esercitare su un proprio cittadino.<\/strong> \u00a0Un governo che ha da pochissimo concesso un minimo di tutela sanitaria anche per i meno abbienti, quando a Cuba tutti vengono curati gratuitamente da oltre 50 anni, uno Stato che diffonde il \u201cproprio concetto di democrazia\u201d e cooperazione attraverso l\u2019esportazione di milioni di tonnellate di armi, che opera la propria politica estera come descritto sopra durante gli ultimi 50 anni o che chiede apertura ma non ne d\u00e0 alcuna.<\/p>\n<p>Un impero economico che cerca di sopravvivere a se stesso imponendo diktat che ben poco hanno a che fare persino col &#8220;concetto di libero mercato&#8221; \u00a0oppure con\u00a0trattati economici commerciali che la fanno in barba a tutte le normative, gli aspetti sanitari, democratici e persino le legislazioni degli Stati europei, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/09\/con-il-taftattip-il-volere-delle-imprese-sostituisce-quello-dei-cittadini\/\">vedi TTIP<\/a>.<\/p>\n<p>Ecco allora che ritornano\u00a0 le domande\u2026. Oggi come oggi, qual \u00e8 la nazione sempre pi\u00f9 isolata, Cuba oppure gli Stati Uniti? \u00a0Chi ha realmente sempre pi\u00f9 bisogno d\u2019apertura culturale e intellettuale, d\u2019istituire veri processi di cooperazione, di abbandonare il concetto violento, mortifero e disastroso, legato al rapporto stabilito tra dominante e dominato? Chi ha la necessit\u00e0 di rinnovarsi, di rendersi meno impermeabile anche a livello ideologico, per evitare un sicuro collasso sociale, umano ed economico o in alternativa vivere in uno stato ormai cronicizzato di tensioni e di guerra non dichiarata, come quello che ultimamente stiamo vivendo?<\/p>\n<p>Chi deve finalmente rimettere in discussione un modello di sviluppo che sta mangiando il pianeta e costringendo le generazioni future a far fronte a conseguenze ancora appena immaginabili a causa di decenni di disastri, miopia ed egoismo senza precedenti?<\/p>\n<p>Ai posteri l\u2019ardua sentenza\u2026.<\/p>\n<p><strong>Qualcuno potr\u00e0 domandarsi del perch\u00e9 si parli tanto delle contraddizioni degli Stati Uniti e del mondo occidentale in genere<\/strong> e non di quelle di altri Stati. \u00a0Se ne parla perch\u00e9,\u00a0<strong>storicamente come occidente, abbiamo enormi responsabilit\u00e0<\/strong> e in particolare <strong>gli USA pi\u00f9 di qualunque altro Stato, avrebbero in se la possibilit\u00e0 di agevolare un processo di reale cambiamento storico e umano e non di ostacolarlo in tutti i modi, \u00a0come si sta facendo adesso. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Infine ideologie a parte, non sarebbe tanto meglio dichiarare fallito anche il modello Neocon e Ultraliberista applicato con tanto cieco fanatismo negli ultimi venti anni dagli USA e dall\u2019occidente al seguito? \u00a0Proviamo anche\u00a0solo a immaginare che sollievo, da quale atroce peso verremmo immediatamente scaricati se un domani alla prossima conferenza delle Nazioni Unite venisse ammesso: <strong>&#8220;Signore e signori, ebbene s\u00ec, abbiamo fallito, dobbiamo ripensare insieme a un differente modello di sviluppo sociale, umano ed economico, perch\u00e9 questo ci sta portando solo all&#8217;autodistruzione.&#8221; \u00a0 <\/strong>Gi\u00e0 solamente con un semplice atto come questo, sentite quale profonda sensazione di liberazione ne avremmo tutti (fautori del modello neoliberista compresi&#8230;.).<\/p>\n<p>Ogni giorno, ogni nuova congiuntura di crisi che va ripetendosi da tempo immemore, potrebbe essere l&#8217;occasione giusta per archiviare per sempre una tragica pagina di storia. Una storia che per anni si \u00e8 basata solo su rapporti di forza che prevedono dominanti e dominati, vincitori e vinti, schiavi e carnefici. Allora perch\u00e9 non provarci nemmeno a chiudere il capitolo di un&#8217;epoca che ormai ha fatto il suo tempo e che finora non ha mai visto donne e uomini realmente liberi, ma tutti prigionieri della stessa violenza, tutti vittime del medesimo principio di sopraffazione?<\/p>\n<p>Mai come adesso \u00e8 urgentissimo fare una sintesi, per una volta trovare la forza di mettere da parte i fallimentari schieramenti ideologici del secolo scorso, smetterla una buona volta di erigere bandiere di qualsiasi colore esse siano, col solo intento di coprire vergognosamente e giustificare le macerie umane e ambientali che dappertutto stiamo disseminando.<\/p>\n<p>Accettare compassionevolmente che abbiamo fallito, lasciare andare, invece che sempre trattenere, cercare di trarre comunque il meglio dalla nostra comune storia, riscattare ci\u00f2 che di buono c&#8217;\u00e8 e c&#8217;\u00e8 stato e ripartire con un piano di sviluppo sostenibile, comune, meno sofferente e soprattutto condiviso. \u00a0Appoggiarci al concetto universale che persino la moderna fisica ci sta dimostrando, un concetto che parlerebbe chiaro e forte dentro ognuno di noi, se solo facessimo un po&#8217; di pietoso silenzio per ascoltarlo,\u00a0<strong>tutto l&#8217;esistente che vediamo \u00e8 unito, tutti sono in relazione gli uni con gli altri, la sofferenza, cos\u00ec come la felicit\u00e0 che viene prodotta nel prossimo, presto o tardi ci raggiunger\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Smettiamola d\u2019illuderci, perch\u00e9 sappiamo bene ormai che nessuna vera felicit\u00e0, n\u00e9 la pace, saranno pi\u00f9 possibili per alcuno, se a pagarne il prezzo dovranno essere sempre altri.<\/strong><\/p>\n<p>E ancora, domandiamoci che senso abbia parlare di pace a senso unico, di crescita economica, di confini, di competizione, di nazionalit\u00e0, di benessere, di sicurezza, in un contesto come quello attuale, dove proprio a causa di questo nostro modello economico, di questa visione di una &#8220;realt\u00e0 separata&#8221;, paranoide e talvolta schizofrenica, si \u00e8 prodotto il risultato davanti agli occhi di tutti? \u00a0Guerre, tensioni internazionali sempre pi\u00f9 forti, interi popoli che scappano da distruzione, fame e disperazione, paura collettiva del futuro, paura dell&#8217;altro e <strong>ultimamente persino paura di noi stessi oppure per reazione e sfinimento arrivare\u00a0fino\u00a0a forme di &#8220;anestetizzazione totale della propria coscienza&#8221;, a volte sconfinanti in continue fughe dalla realt\u00e0, per il semplice motivo che manco pi\u00f9 si riesce ad accettarla questa realt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<div class=\"_209g _2vxa\" data-block=\"true\" data-offset-key=\"3amc9-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$3amc9\"><span data-offset-key=\"3amc9-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$3amc9.0:$3amc9-0-0\"><span data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$3amc9.0:$3amc9-0-0.0\">Quotidianamente vediamo restringerci i nostri spazi umani, sociali e di comunicazione, eppure, con ostinazione, ci voltiamo di la. In fondo, con una parte di noi stessi, sappiamo bene che le nostre relazioni umane sono sempre pi\u00f9 difficoltose, sempre pi\u00f9 falsate, sempre pi\u00f9 impoverite, sempre pi\u00f9 spesso fingiamo, facciamo fatica, una fatica mentale, nervosa, emotiva, quasi ci costringessimo. Percepiamo bene che qualcosa non va, sappiamo bene che molto, per non dire quasi tutto, sarebbe da rimettere in discussione ma semplicemente l&#8217;accettiamo. \u00a0Allo stesso modo facciamo finta di non vedere donne, vecchi e bambini che tutti i giorni sbarcano sulle nostre coste, dopo che hanno subito e visto di tutto. Eppure, osservateli bene, hanno ancora con se la speranza, glie la leggi negli occhi, hanno s\u00ec la disperazione nel cuore ma anche la gioia per un possibile futuro, guardate con attenzione come nei loro occhi non ci sia odio per quel che hanno subito, com&#8217;\u00e8 possibile? \u00a0Ebbene, hanno sofferto cos\u00ec tanto che ora cercano solo un po\u2019 di pace, un barlume di serenit\u00e0, uno scampolo di felicit\u00e0. Mai come oggi, in tempi in cui le risposte sono finite, \u00e8 necessario farci domande. \u00a0Abbiamo bisogno di domande. Individualmente e collettivamente ci aiuterebbe chiederci: \u201cperch\u00e9 abbiamo cos\u00ec tanta paura? Perch\u00e9 la disperazione di questi fratelli che vengono di dal mare ci urta cos\u00ec tanto? \u00a0Perch\u00e9 facciamo finta che la loro povert\u00e0, le loro miserie, le loro lecite speranze non ci riguardino da vicino? \u00a0Perch\u00e9 ci ferisce oppure ci commuove riconoscere la loro toccante umanit\u00e0? \u00a0 Cos&#8217;\u00e8 che non vogliamo vedere? Cos&#8217;\u00e8 che non vogliamo pi\u00f9 riconoscere in noi?&#8221; \u00a0Forse il problema non sono loro&#8230;. Forse il problema siamo noi, forse il problema \u00e8 questa percezione divisa del noi e il loro&#8230;.Forse sentiamo contraddizione e soffriamo a causa della nostra coscienza. Forse da tempo sentiamo la necessit\u00e0 individuale e collettiva di fare un salto evolutivo in avanti ma paura di perdere, egoismo, diffidenza, giudizio, rivalsa e individualismo in questo momento storico la fanno da padroni. Forse hanno seminato con cos\u00ec tanto impegno sentimenti umani bassi e oscuri che semplicemente abbiamo smesso di sognare, abbiamo smesso di farci domande, di dare spazio a qualsiasi moto che possa rompere l&#8217;accerchiamento delle nostre coscienze. Forse abbiamo dichiarato la resa, ritagliato piccoli angolini, \u00a0creato piccole bolle dove poter prendere giusto quel po&#8217; di ossigeno per poter sopravvivere, in attesa che succeda &#8220;un qualcosa&#8221;, un evento esterno a noi che porti cambiamento. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div class=\"_209g _2vxa\" data-block=\"true\" data-offset-key=\"4pnd5-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$4pnd5\"><span data-offset-key=\"4pnd5-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$4pnd5.0:$4pnd5-0-0\">Ebbene, l&#8217;evento \u00e8 arrivato, \u00e8 davanti a noi, ci guarda tutti i giorni, ci parla attraverso questo costante flusso migratorio, ci lancia continui messaggi, attraverso questa crisi infinita, segnali che indicano che questo ciclo storico, umano, economico ed evolutivo si \u00e8 ormai concluso, che prolungarlo \u00e8 solo fonte di ulteriore sofferenza.<\/span><\/div>\n<div class=\"_209g _2vxa\" data-block=\"true\" data-offset-key=\"4pnd5-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$4pnd5\"><span data-offset-key=\"4pnd5-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$4pnd5.0:$4pnd5-0-0\"> Prima o poi questa cosa andr\u00e0 affrontata e anche se noi ci voltiamo di la, facciamo finta di non vedere, \u00e8 la storia stessa che ci viene a cercare. \u00a0L<\/span><span data-offset-key=\"apdn0-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$apdn0.0:$apdn0-0-0\"><span data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$apdn0.0:$apdn0-0-0.0\">a storia ci sta dando un\u2019opportunit\u00e0 unica, \u00e8 adesso il momento di cogliere quest\u2019occasione, \u00e8 giunto il tempo di non voltarsi ancora una volta dall\u2019altra parte, abbiamo assoluto bisogno di riscuoterci da un comodo sonno ingannatore da cui per troppo tempo, ci siamo fatti intorpidire.<\/span><\/span><\/div>\n<div class=\"_209g _2vxa\" data-block=\"true\" data-offset-key=\"4pnd5-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$4pnd5\"><span data-offset-key=\"apdn0-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$apdn0.0:$apdn0-0-0\"><span data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$apdn0.0:$apdn0-0-0.0\"> Abbiamo bisogno di una &#8220;Rivoluzione Umana&#8221;, qualcosa che parta dal farsi domande, qualcosa che possa rimettere e rimetterci in discussione, senza il dubbio non esiste cambiamento alcuno e senza entrare in crisi non ci pu\u00f2 essere nessuna alternativa.<\/span><\/span><\/div>\n<div class=\"_209g _2vxa\" data-block=\"true\" data-offset-key=\"4pnd5-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$4pnd5\"><span data-offset-key=\"apdn0-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$apdn0.0:$apdn0-0-0\"><span data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$apdn0.0:$apdn0-0-0.0\">\u00a0Perci\u00f2 se non saremo noi a mettere in moto questo processo, sar\u00e0 la storia stessa a farlo, come d&#8217;altronde \u00e8 sempre successo. \u00a0Lo far\u00e0 con u<\/span><\/span><span data-offset-key=\"apdn0-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$apdn0.0:$apdn0-0-0\"><span data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$apdn0.0:$apdn0-0-0.0\">n evento, una concomitanza di fattori, una &#8220;casualit\u00e0&#8221;, assumendo che &#8220;il caso&#8221; in definitiva non esiste. \u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div class=\"_209g _2vxa\" data-block=\"true\" data-offset-key=\"ume7-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$ume7\"><span data-offset-key=\"ume7-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$ume7.0:$ume7-0-0\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div class=\"_209g _2vxa\" data-block=\"true\" data-offset-key=\"1rgl0-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$1rgl0\"><span data-offset-key=\"1rgl0-0-0\" data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$1rgl0.0:$1rgl0-0-0\"><span data-reactid=\".20.1.0.1.0.0.$editor0.0.0.$1rgl0.0:$1rgl0-0-0.0\">La storia umana in definitiva, \u00e8 la storia di ognuno di noi, di ogni donna e uomo, presente o passato, ci appartiene, ci sta guardando intensamente negli occhi, sta bussando ripetutamente alla porta, prima o poi la porta andr\u00e0 aperta e la storia andr\u00e0 ascoltata e poi seguita, perch\u00e9 non sempre \u00e8 detto che possa esserci un\u2019altra opportunit\u00e0.<\/span><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio di quest\u2019anno in molti ci chiedemmo il perch\u00e9 dell\u2019avvicinamento degli Stati Uniti a Cuba. 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