{"id":241150,"date":"2015-11-02T16:22:43","date_gmt":"2015-11-02T16:22:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=241150"},"modified":"2015-11-02T16:22:55","modified_gmt":"2015-11-02T16:22:55","slug":"bagnai-litalia-la-germania-e-leuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/","title":{"rendered":"Bagnai, l\u2019Italia, la Germania e l\u2019euro"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Italia pu\u00f2 farcela\u201d \u00e8 l\u2019ultimo saggio di Alberto Bagnai, uno dei pochi economisti che \u00e8 in grado di scrivere qualcosa di originale (il Saggiatore, dicembre 2014, 461 pagine effettive, euro 20).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bagnai riferisce molte cose giuste e interessanti ed \u00e8 molto critico nei confronti dell\u2019euro e della Germania. Inoltre cerca di fornire qualche soluzione politica ai problemi economici e industriali legati alla globalizzazione. Indubbiamente l\u2019Unione Europea in molti casi segue un condotta politica centralista troppo rigida e molto simile al centralismo sovietico. Secondo Bagnai l\u2019attuale assetto dell\u2019euro non durer\u00e0 a lungo, anche se a mio parere l\u2019euro non scomparir\u00e0, almeno nel breve e medio termine (per morire moriamo tutti, uomini e istituzioni). Infatti \u00e8 forse pi\u00f9 probabile la nascita di una nuova moneta nazionale tedesca, oppure di una nuova moneta di riferimento per i paesi dell\u2019Unione Europea non aderenti all\u2019euro (Danimarca, Polonia, Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca, Svezia, organizzate insieme alla Germania). La Banca Centrale Europea senza la presenza tedesca potrebbe autoriformarsi per avviare una gestione pi\u00f9 elastica dell\u2019euro.<\/p>\n<p>Bagnai non trascura il collegamento tra l\u2019abbassamento dei salari in molti paesi europei e l\u2019ingresso della Cina nel WTO (World Trade Organization), ma ritiene l\u2019impatto secondario rispetto all\u2019ingresso dell\u2019Italia nell\u2019euro. Anche la Germania, seguendo delle politiche razionali o mercantiliste si \u00e8 dovuta adeguare all\u2019abbassamento internazionale del costo del lavoro in molti settori. Tuttavia la deflazione e la diminuzione generale dei prezzi di vendita comporta l\u2019aumento delle imprese in difficolt\u00e0 e della disoccupazione \u00e8 anche collegata all\u2019abbassamento internazionale del costo del lavoro (c\u2019\u00e8 la crescita economica e demografica di paesi come il Vietnam, in India). A mio parere i grandi problemi dell\u2019Italia sono nati nel mese dicembre 2001, quando la Cina \u00e8 entrata nel WTO \u00e8 ha iniziato ha produrre merci di basso costo di tutti i generi. Infatti in precedenza era l\u2019Italia a ricoprire il ruolo della Cina in Europa e in parte anche nel mondo.<\/p>\n<p>Io mi ricordo perfettamente dei numerosi calzaturifici romagnoli e delle aziende che lavoravano nell\u2019abbigliamento e nel relativo indotto. Se un lettore molto attento ripensa alle recessioni segnalate da Bagnai pu\u00f2 vedere che nel 2003, nel 2004 e nel 2005, ci sono state le recessioni da due trimestri, probabilmente dovute all\u2019ingresso italiano nell\u2019euro nel 2002 e alla fine dei risparmi di molti italiani che li hanno utilizzati per affrontare l\u2019aumento dei prezzi causato dall\u2019italianit\u00e0 dei commercianti e di molti professionisti, e dei politici che hanno omesso i dovuti controlli (da noi i prezzi sono quasi raddoppiati mentre negli altri paesi gli aumenti rimanevano sotto il 5 per cento). Il cambio lira-euro \u00e8 stato fissato ad un livello troppo alto, ma l\u2019euro ha consentito di pagare molto meno i vari prodotti energetici, cosa che \u00e8 risultata molto utile ad un grande paese manifatturiero.<\/p>\n<p>Forse la recessione da tre trimestri avvenuta nel 2001, prima della nascita dell\u2019euro \u00e8 in grado di spiegare meglio la causa principale della crisi italiana. Infatti \u00e8 probabilmente legata al primo grande aumento degli investimenti internazionali produttivi in Cina per finanziarie la grande massa di prodotti pronti a conquistare il mondo <em>senza nessun limite<\/em> a partire dal 2002. Naturalmente molti investimenti esteri sono finiti anche negli altri paesi asiatici come l\u2019India e il Vietnam (da dieci anni in forte crescita e ultimamente definita la Cina del 2015). Negli anni precedenti molte multinazionali preferivano fare i loro investimenti in Italia, uno dei paesi europei con il costo del lavoro pi\u00f9 basso e sicuramente meglio situato dal punto di vista logistico per la vendita delle merci in Europa, in America, nel Mediterraneo e nel Medio Oriente. Anche il Giappone ha sofferto della concorrenza della Cina e di paesi molto tecnologici come la Corea del Sud.<\/p>\n<p>Comunque la successiva progressione delle crisi recessive italiane sembra molto definita: le due grandi recessioni da cinque trimestri sono avvenute nel 2008 e nel 2009 e quella da nove trimestri c\u2019\u00e8 stata dal 2011 al 2013. Naturalmente \u00e8 molto difficile separare gli effetti dell\u2019ingresso della Cina nel WTO e dell\u2019introduzione dell\u2019euro in Italia, avvenuti entrambi nel 2002. L\u2019introduzione dell\u2019euro ha sicuramente aggravato gli effetti dello scontro frontale con la Cina. Per\u00f2 anche senza l\u2019asfalto bagnato dall\u2019euro, si sarebbero contati innumerevoli feriti, morti e disoccupati.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte circa la met\u00e0 della crisi europea e italiana \u00e8 dovuta anche alla cattiva distribuzione del reddito che da molti decenni caratterizza tutte le economia pi\u00f9 evolute. Come indicato da Bagnai la globalizzazione finanziaria ha favorito le rendite del capitale e i profitti, mentre gli aumenti di produttivit\u00e0 del lavoro non hanno premiato equamente i salari e gli stipendi reali dei lavoratori. Di anno in anno i lavoratori clienti si sono trasformati in lavoratori debitori e la domanda di beni \u00e8 stata finanziata dai debiti a breve e a medio termine (carte di credito e debito pubblico). La moneta (quasi) unica europea ha peggiorato la situazione degli stati con un debito pubblico pi\u00f9 elevato e con un sistema economico pi\u00f9 debole. Quindi la soluzione principale di Bagnai consiste nel finanziare la domanda aggregata (i consumi) attraverso \u201cuna razionale indicizzazione dei salari\u201d calcolata in base all\u2019aumento dei prezzi e agli aumenti di produttivit\u00e0. Tuttavia le migliori soluzioni dovrebbero essere attuate a livello europeo, attraverso \u201csistemi di condivisione del rischio economico\u201d, ad esempio creando un sussidio di disoccupazione europeo.<\/p>\n<p>Quasi tutto in economia dipende dai punti di vista e dai momenti storici, comunque esiste una verit\u00e0 molto semplice: \u201c<em>la Germania<\/em><em> \u00e8 il pensionato d\u2019Europa<\/em>. \u00c8 un paese che affronta una crisi demografica\u2026 con un sistema pensionistico, come certifica la Commissione Europea (2012), meno sostenibile del nostro\u2026 Come per ogni creditore (e per ogni pensionato), l\u2019atteggiamento politico della Germania \u00e8 quindi deflazionistico: il creditore \u00e8 nemico dell\u2019inflazione, perch\u00e9 legittimamente teme l\u2019erosione del potere d\u2019acquisto delle somme che ha dato\u2026 Ma anche qui incombe lo spettro del fallimento del mercato: chiedendo rigore ai paesi del Sud e alla Bce, per evitare che l\u2019inflazione intacchi il suo gruzzoletto di crediti esteri, la Germania distrugge valore in tutta l\u2019Eurozona e strozza i suoi debitori, che sono anche gli acquirenti dei suoi beni\u2026 la Germania sta segando il ramo sul quale \u00e8 seduta, e il problema \u00e8 che sul ramo di sotto ci siamo noi\u201d (p. 19).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alberto Bagnai insegna Politica economica ed Economia della globalizzazione all\u2019Universit\u00e0 Gabriele D\u2019Annunzio (vive a Roma e lavora a Pescara). Collabora con enti di ricerca francesi, inglesi e tedeschi. Scrive su <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\">http:\/\/goofynomics.blogspot.it<\/a> e ha un blog sul Fatto Quotidiano. Ha fondato l\u2019associazione <a href=\"http:\/\/www.asimmetrie.org\">www.asimmetrie.org<\/a>, che promuove lo studio delle asimmetrie economiche e i dibattiti politici. Per approfondimenti accademici: <a href=\"http:\/\/www.bagnai.org\">www.bagnai.org<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nota &#8211; La spesa pubblica si trasforma direttamente in reddito privato quando comporta l\u2019acquisto di beni e di servizi dalle imprese private. Gli acquisti dei dipendenti pubblici sono invece una forma indiretta di finanziamento pubblico del reddito privato (ad esempio prendendo un caff\u00e8 al bar).<\/p>\n<p>Nota storica &#8211; In Italia la perdita di Pil \u201cfra il 1929 e il 1934 (il punto di svolta inferiore della crisi) fu di circa il 5 per cento. Dal 2007 al 2013 \u00e8 stata quasi del 9 per cento\u201d (quasi il doppio). Solo durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale ci fu un crollo maggiore (diminu\u00ec del 43 per cento).<\/p>\n<p>Nota politica &#8211; \u201cLa macelleria sociale si fa dopo aver indossato un bel grembiule rosso, cos\u00ec gli elettori di sinistra non notano gli schizzi di sangue\u201d (p. 445).<\/p>\n<p>Nota di economia politica &#8211; Nel 1992 e nel 1993 potrebbe esserci stata una recessione da sei trimestri legata a Tangentopoli (l\u2019arresto di Mario Chiesa avvenne il 17 febbraio 1992). Infatti molti lavori pubblici vennero rallentati o bloccati. Forse questa recessione italiana segu\u00ec quella americana del 1991. Di certo l\u2019evasione fiscale non \u00e8 la causa dell\u2019attuale crisi economica, dato che c\u2019\u00e8 sempre stata, sempre ci sar\u00e0 (come negli altri paesi) e che forse in passato era pure maggiore.<\/p>\n<p>Nota europea &#8211; \u201cLa crisi europea \u00e8 sorta perch\u00e9 gli investitori [in prevalenza le banche del Nord Europa] hanno valutato male il rischio di investire nell\u2019Europa del Sud\u201d (Hans-Werner Sinn, 2013).<\/p>\n<p>Nota americana &#8211; \u201cNon \u00e8 un\u2019esagerazione dire che lo stile di vita americano \u00e8 stato comprato a rate\u201d (Daniel Boorstin).<\/p>\n<p>Nota keynesiana &#8211; \u201cKeynes difende l\u2019uso del cambio flessibile come strumento per evitare la deflazione (e oggi solo l\u2019Eurozona ha il cambio perfettamente rigido, ed \u00e8 in deflazione)\u201d. In effetti \u201cTutte le crisi finanziarie dei mercati emergenti si sono verificate in presenza di una qualche forma di aggancio valutario\u201d (Ghosh et al., 2014). Anche il premio Nobel James Meade ha rivalutato la funzione difensiva della flessibilit\u00e0 del cambio per le varie economie nazionali. L\u2019atteggiamento di Meade verso la flessibilit\u00e0 \u00e8 simile a quello di Churchill verso la democrazia, definita come la peggiore forma di governo, escluse tutte le altre (1957).<\/p>\n<p>Nota realista &#8211; Oramai qualsiasi economista \u00e8 in grado di capire che nei paesi dove i lavoratori guadagnano troppo poco i mercati nazionali si ingessano e si atrofizzano (p. 445). Inoltre l\u2019eccessiva specializzazione dell\u2019economia di produzione stati, con gli investimenti concentrati in pochi settori troppo limitati espone a grossi rischi concentrati (ad esempio il forte aumento o abbassamento del costo delle materie prime a causa della scoperta di nuovi giacimenti).<\/p>\n<p>Nota neorealista &#8211; L\u2019attuale crisi italiana \u00e8 iniziata nel 2008 e \u201csecondo il Fondo Monetario Internazionale, un ente che ha fatto dell\u2019ottimismo uno stile di vita (come dimostrano le continue revisioni al ribasso delle sue previsioni)\u201d, almeno fino al 2020 non ne saremo fuori.<\/p>\n<p>Nota iperrealista &#8211; L\u2019euro ci protegge dalla speculazione monetaria ma non ci pu\u00f2 proteggere dalla speculazione finanziaria: oggi non si pu\u00f2 vendere la lira ma si possono vendere i titoli pubblici. Un vero speculatore pu\u00f2 guadagnare di pi\u00f9 comprando le azioni italiane a buon mercato, poich\u00e9 sono state messe in crisi dall\u2019innalzamento dello spread e dalle politiche di austerit\u00e0 (Bagnai, 2012).<\/p>\n<p>Nota personale &#8211; Per Bagnai i soldi risparmiati sugli interessi del debito pubblico grazie all\u2019ombrello dell\u2019euro e all\u2019abolizione del mercato del cambio droga il mercato del credito (p. 164). Comunque questi soldi vengono regolarmente sperperati dai vari governi italiani, di destra e di sinistra (o quelli di UFO, cio\u00e8 oggettivamente non identificati). Naturalmente oggi esiste anche la degenerazione economica legata al fondo salva Stati: \u201cl\u2019aumento del debito pubblico di 12 punti sperimentato dall\u2019avvento del governo Monti, circa un terzo (3,8 punti di Pil) \u00e8 dovuto a spese effettuate dallo Stato italiano per salvare gli altri Stati\u2026 Per farla breve: l\u2019Imu va in Germania, passando per la Spagna\u201d (cio\u00e8 va alle banche private, pagina 82).<\/p>\n<p>Nota monetaria &#8211; L\u2019euro ha dimostrato che per creare una moneta non serve uno Stato, ma basta una banca. Il Bitcoin ha dimostrato che per creare una nuova moneta basta qualcuno che abbia voglia di comprarla con un\u2019altra moneta (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bitcoin\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bitcoin<\/a>). Bagnai a volte risulta un po\u2019 troppo antimodernista. Del resto tutte le banche creano moneta quando fanno credito attraverso i mutui (e questo Bagnai lo sa benissimo). Comunque il vero problema sorger\u00e0 quando una grande multinazionale decider\u00e0 di crearsi una moneta privata.<\/p>\n<p>Note basilari di filosofia economica &#8211; \u201cSi fa pi\u00f9 attenzione alle cose che costano di pi\u00f9\u201d (p. 102). La speculazione non pu\u00f2 essere fermata: \u201cper speculare non occorre la tecnologia, basta la biologia: tutto quello che serve \u00e8 un cospicuo serbatoio di pirla\u2026 \u00e8 una costante biologica\u201d (p. 116). \u201cUna produzione di massa richiede un consumo di massa\u201d e i lavoratori dovrebbero essere pagati bene, in modo da poter comprare le cose pi\u00f9 utili. Per\u00f2 troppe multinazionali pagano poco i lavoratori e preferiscono vendere con il credito al consumo, guadagnando anche dal meccanismo usuraio del debito. I tedeschi sono troppo parsimoniosi per cui preferiscono vendere e non comprare: \u201cil surplus tedesco ha raggiunto nel 2014 l\u2019incredibile e insana cifra di 237 miliardi di euro\u201d. Questa tendenza comportamentale estrema \u00e8 l\u2019altra importante causa dell\u2019attuale crisi europea.<\/p>\n<p>Nota utile agli speculatori futuristi &#8211; Di solito \u201cSi guadagna molto di pi\u00f9 cercando di anticipare quello che gli altri prevedono stia per accadere a breve, anzich\u00e9 valutando quale investimento sia pi\u00f9 produttivo a lungo\u2026 guadagni subito,e guadagni anche se l\u2019impresa profitti non ne fa\u201d (2012).<\/p>\n<p>Nota autoriflessiva &#8211; Mi risulta comprensibile l\u2019autorazzismo degli italiani, se penso alla classe dirigente indecente della storia italiana (potevamo rimanere neutrali in entrambe le guerre mondiali, guadagnando di pi\u00f9 dal punto di vista umano e territoriale). Oltretutto devo ricordare l\u2019attuale situazione sociale: i milioni di cittadini che pensano solo al calcio, che leggono poco o niente e che spendono troppi soldi nella consultazione dei maghi e nel gioco d\u2019azzardo (in queste classifiche siamo tra i primi al mondo). In Europa almeno sanno riconoscere il valore della cultura.<\/p>\n<p>Nota sul nostro debito pubblico &#8211; Il debito pubblico italiano \u00e8 esploso dopo il divorzio del Ministero del Tesoro dalla Banca d\u2019Italia (luglio, 1981), con l\u2019aumento della spesa per interessi passivi (fatto ammesso dal ministro Andreatta, morto nel 2007, riportato nel libro <em>Il tramonto dell\u2019euro<\/em>, 2012).<\/p>\n<p>Nota su un debito bancario privato &#8211; Con il fallimento della banca d\u2019affari americana Lehman Brothers le perdite sono state \u201cpi\u00f9 del doppio dell\u2019ammontare dei titoli pubblici andati in sofferenza nei dodici episodi di default pubblico di un decennio\u201d (Argentina, Russia, ecc.).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; \u201cL\u2019Italia pu\u00f2 farcela\u201d \u00e8 l\u2019ultimo saggio di Alberto Bagnai, uno dei pochi economisti che \u00e8 in grado di scrivere qualcosa di originale (il Saggiatore, dicembre 2014, 461 pagine effettive, euro 20). &nbsp; Bagnai riferisce molte cose giuste e&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1125,"featured_media":192416,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,62,47],"tags":[21369,3543,3518,370,1311,1552],"class_list":["post-241150","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-economia","category-europa","tag-alberto-bagnai","tag-euro","tag-germania","tag-italia","tag-libro","tag-recensione"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Bagnai, l\u2019Italia, la Germania e l\u2019euro<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"&nbsp; &nbsp; \u201cL\u2019Italia pu\u00f2 farcela\u201d \u00e8 l\u2019ultimo saggio di Alberto Bagnai, uno dei pochi economisti che \u00e8 in grado di scrivere qualcosa di originale (il\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Bagnai, l\u2019Italia, la Germania e l\u2019euro\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"&nbsp; &nbsp; \u201cL\u2019Italia pu\u00f2 farcela\u201d \u00e8 l\u2019ultimo saggio di Alberto Bagnai, uno dei pochi economisti che \u00e8 in grado di scrivere qualcosa di originale (il\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-11-02T16:22:43+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2015-11-02T16:22:55+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Crisis-Europa.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"700\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"364\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Damiano Mazzotti\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Damiano Mazzotti\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/\"},\"author\":{\"name\":\"Damiano Mazzotti\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/6aa377b00342e5cfe1e241413a17e4a5\"},\"headline\":\"Bagnai, l\u2019Italia, la Germania e l\u2019euro\",\"datePublished\":\"2015-11-02T16:22:43+00:00\",\"dateModified\":\"2015-11-02T16:22:55+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/\"},\"wordCount\":2193,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Crisis-Europa.jpg\",\"keywords\":[\"Alberto Bagnai\",\"euro\",\"Germania\",\"Italia\",\"libro\",\"recensione\"],\"articleSection\":[\"Cultura e Media\",\"Economia\",\"Europa\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/\",\"name\":\"Bagnai, l\u2019Italia, la Germania e l\u2019euro\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Crisis-Europa.jpg\",\"datePublished\":\"2015-11-02T16:22:43+00:00\",\"dateModified\":\"2015-11-02T16:22:55+00:00\",\"description\":\"&nbsp; &nbsp; \u201cL\u2019Italia pu\u00f2 farcela\u201d \u00e8 l\u2019ultimo saggio di Alberto Bagnai, uno dei pochi economisti che \u00e8 in grado di scrivere qualcosa di originale (il\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Crisis-Europa.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Crisis-Europa.jpg\",\"width\":700,\"height\":364},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Accueil\",\"item\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Bagnai, l\u2019Italia, la Germania e l\u2019euro\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"name\":\"Pressenza\",\"description\":\"Agenzia di Stampa Internazionale\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\",\"name\":\"Pressenza\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"width\":200,\"height\":200,\"caption\":\"Pressenza\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/x.com\/PressenzaIPA\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/6aa377b00342e5cfe1e241413a17e4a5\",\"name\":\"Damiano Mazzotti\",\"description\":\"Nato a Faenza (Ravenna) nel 1970, si \u00e8 laureato in Psicologia Clinica e di Comunit\u00e0 a Padova nel 1995 con una tesi sull\u2019invidia. Nel 2008 ha pubblicato il diario romanzato \u201cUomini e amori gioie e dolori\\\", nel 2009 \u201cLibero pensiero e liberi pensatori\u201d, il primo saggio di un citizen journalist italiano. Ha collaborato con ItaloEuropeo e Newropeans Magazine. Collabora con Agoravox.it e Solosapere.it. Ha ideato il Premio Europeo di Scienze Umane che intende premiare i migliori scrittori nel vasto campo della saggistica (lavori in corso, sono graditi i partner accademici e gli sponsor istituzionali).\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/damiano-mazzotti\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Bagnai, l\u2019Italia, la Germania e l\u2019euro","description":"&nbsp; &nbsp; \u201cL\u2019Italia pu\u00f2 farcela\u201d \u00e8 l\u2019ultimo saggio di Alberto Bagnai, uno dei pochi economisti che \u00e8 in grado di scrivere qualcosa di originale (il","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Bagnai, l\u2019Italia, la Germania e l\u2019euro","og_description":"&nbsp; &nbsp; \u201cL\u2019Italia pu\u00f2 farcela\u201d \u00e8 l\u2019ultimo saggio di Alberto Bagnai, uno dei pochi economisti che \u00e8 in grado di scrivere qualcosa di originale (il","og_url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/","og_site_name":"Pressenza","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_published_time":"2015-11-02T16:22:43+00:00","article_modified_time":"2015-11-02T16:22:55+00:00","og_image":[{"width":700,"height":364,"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Crisis-Europa.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Damiano Mazzotti","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@PressenzaIPA","twitter_site":"@PressenzaIPA","twitter_misc":{"Scritto da":"Damiano Mazzotti","Tempo di lettura stimato":"11 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/"},"author":{"name":"Damiano Mazzotti","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/6aa377b00342e5cfe1e241413a17e4a5"},"headline":"Bagnai, l\u2019Italia, la Germania e l\u2019euro","datePublished":"2015-11-02T16:22:43+00:00","dateModified":"2015-11-02T16:22:55+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/"},"wordCount":2193,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Crisis-Europa.jpg","keywords":["Alberto Bagnai","euro","Germania","Italia","libro","recensione"],"articleSection":["Cultura e Media","Economia","Europa"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/","name":"Bagnai, l\u2019Italia, la Germania e l\u2019euro","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Crisis-Europa.jpg","datePublished":"2015-11-02T16:22:43+00:00","dateModified":"2015-11-02T16:22:55+00:00","description":"&nbsp; &nbsp; \u201cL\u2019Italia pu\u00f2 farcela\u201d \u00e8 l\u2019ultimo saggio di Alberto Bagnai, uno dei pochi economisti che \u00e8 in grado di scrivere qualcosa di originale (il","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Crisis-Europa.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Crisis-Europa.jpg","width":700,"height":364},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/11\/bagnai-litalia-la-germania-e-leuro\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Accueil","item":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Bagnai, l\u2019Italia, la Germania e l\u2019euro"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","name":"Pressenza","description":"Agenzia di Stampa Internazionale","publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization","name":"Pressenza","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","width":200,"height":200,"caption":"Pressenza"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/x.com\/PressenzaIPA"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/6aa377b00342e5cfe1e241413a17e4a5","name":"Damiano Mazzotti","description":"Nato a Faenza (Ravenna) nel 1970, si \u00e8 laureato in Psicologia Clinica e di Comunit\u00e0 a Padova nel 1995 con una tesi sull\u2019invidia. Nel 2008 ha pubblicato il diario romanzato \u201cUomini e amori gioie e dolori\", nel 2009 \u201cLibero pensiero e liberi pensatori\u201d, il primo saggio di un citizen journalist italiano. Ha collaborato con ItaloEuropeo e Newropeans Magazine. Collabora con Agoravox.it e Solosapere.it. Ha ideato il Premio Europeo di Scienze Umane che intende premiare i migliori scrittori nel vasto campo della saggistica (lavori in corso, sono graditi i partner accademici e gli sponsor istituzionali).","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/damiano-mazzotti\/"}]}},"place":"","original_article_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/241150","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1125"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=241150"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/241150\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/192416"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=241150"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=241150"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=241150"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}