{"id":237510,"date":"2015-10-24T09:43:19","date_gmt":"2015-10-24T08:43:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=237510"},"modified":"2015-10-24T09:43:19","modified_gmt":"2015-10-24T08:43:19","slug":"il-mondo-dopo-la-nato-che-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/10\/il-mondo-dopo-la-nato-che-pace\/","title":{"rendered":"Il mondo dopo la NATO, che pace!"},"content":{"rendered":"<div id=\"stcpDiv\">\n<p>Racconto di una piccola azione diretta nonviolenta (<em>cartello e discorsetto<\/em>) davanti al vicesegretario generale della nato Alexander Vershbow e a militari assortiti , durante la conferenza stampa di presentazione delle manovre Trident Juncture, <em>aeroporto militare di Trapani, mattina del 19 ottobre 2015. <\/em>successivo resoconto della cerimonia e della mostra di velovoli da guerra e altre bellezze. poesia finale, per un mondo post-nato.<\/p>\n<div class=\"elements-box\">\n<p>\u00a0Un modello di riferimento inarrivabile, per un\u2019azione diretta durante un conferenza stampa? Munthazar al Zaidi, il giornalista iracheno che a Baghdad lanci\u00f2 le sue scarpe a George W. Bush urlando \u00ab<em>in nome delle vedove, degli orfani e del milione di uccisi in Iraq<\/em>\u00bb. Fin\u00ec in carcere, e torturato, per quasi un anno: vilipendio di capo di Stato estero. Ma qui, all\u2019aeroporto militare di Trapani, sotto il tendone della conferenza stampa che presenta le esercitazioni Trident Juncture dell\u2019Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico detta anche Nato o Alleanza atlantica, quali conseguenze avrebbe avuto il lancio di una scarpa \u2013 senza mirare bene, per carit\u00e0 \u2013 contro l\u2019ignaro vicesegretario generale della Nato Alexander Vershbow? Chiss\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dire al vicesegretario generale Vershbow che l\u2019organizzazione \u00e8 criminale e va dissolta<\/strong><\/p>\n<p>Alzare un cartello contro la Nato criminale, comunque, non comporta conseguenze. Te lo tolgono e basta. Sarebbe stata efficace e forse ugualmente non sanzionata una pioggia di monetine da 5 cent. Ma come sarebbe stato accolto un cartello con la stella a 4 punte (il simbolo dell\u2019Alleanza) trasformata facilmente in svastica? Troppo tardi per pensarci. Non ci sar\u00e0 un altro accredito stampa, ormai!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Andiamo per ordine. Alexander Vershbow ripete quel che ha detto poco prima, alla cerimonia di apertura di Trident Juncture. La solfa \u00e8 \u00ab<em>le esercitazioni della Nato sono vitali per la sicurezza, la democrazia nel mondo, l\u2019autodifesa<\/em>\u00bb; infatti, \u00ab<em>ogni giorno ci sono nuove sfide; cos\u00ec dimostriamo che possiamo difendere ogni alleato<\/em>\u00bb.\u00a0 Grandi minacce contro i valorosi paesi membri si addensano infatti cupe e infingarde. Vengono da Est, \u00ab<em>la Russia si \u00e8 annessa la Crimea<\/em>\u00bb, da Sud, \u00ab<em>la Russia \u00e8 entrata in guerra in Siria<\/em>\u00bb (non importa che Mosca sia l\u2019unica a combattere con successo contro il califfato e a farlo autorizzata dal governo locale come richiede l\u2019Onu \u2013 lo ha detto forse meglio di tutti <em>famiglia cristiana<\/em> giorni fa). E l\u2019Alleanza \u00e8 estremamente impegnata contro il terrorismo, visto che \u00ab<em>gli Stati falliti come la Libia e la Siria fanno s\u00ec che i gruppi estremisti avanzino<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo alcune domande falso-provocatorie da parte di testate italiane ed estere (\u00ab<em>Perch\u00e9 non dite che le manovre Trident sono una risposta alla minaccia da parte della Russia?<\/em>\u00bb) e le risposte (\u00ab<em>ma no non \u00e8 cos\u00ec<\/em>\u00bb), ha inizio l\u2019azione diretta da parte dell\u2019attivista accreditata come giornalista free-lance. Il microfono ottenuto per fare la domanda diventa occasione per un sermoncino rivolto al vicesegretario, quindi in inglese \u2013 inutile parlare ai responsabili italiani.\u00a0 Ecco pi\u00f9 o meno il testo, dagli appunti: \u00ab<em>Lei ha detto che la Nato combatte il terrorismo, ha anche nominato la Libia e la Siria come Stati falliti. Ha parlato di autodifesa collettiva dei membri. Ma in realt\u00e0 fu proprio la guerra della Nato in Libia nel 2011, travalicando il mandato dell\u2019Onu, a trasformar quel paese in Stato fallito, a mettere al potere jihadisti e a contribuire al diffondere di gang terroriste in Medioriente e Africa. E sono i paesi membri della Nato a fare in modo diretto e indiretto guerre che rovinano nazioni e distruggono; altro che autodifesa. Di recente poi, il bombardamento sotto le insegne della Nato, per mezz\u2019ora e pi\u00f9, dell\u2019ospedale a Kunduz in Afghanistan. Allora, nonostante tutto questo <\/em>tragic record<em>, questa storia tragica, come mai la Nato non viene mai incriminata? Al massimo paga una piccola mancia ai familiari delle vittime\u2026 <\/em>\u00bb. Hanno lasciato dire tutto. Devono mostrarsi buoni, non far scoppiare il caso. L\u2019Italia \u00e8 democratica, la Nato di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima che Vershbow risponda, l\u2019attivista accreditata come free-lance l\u00ec davanti e per le telecamere l\u00ec dietro. Sulla carta bianca, la scritta nera, con pastelli a cera oleosi (per\u00f2 sbavano; l\u2019acquerello rende meglio). Su un lato, in inglese, la frase \u00ab<em>Nato must dissolve<\/em>\u00bb; sull\u2019altro \u00ab<em>Nato never pays for crimes<\/em>\u00bb. Ovviamente le mani di un soldato di vedetta si allungano subito e strappano via l\u2019inelegante intrusa: cio\u00e8 la carta. Invece l\u2019attivista sotto mentite spoglie viene lasciata l\u00ec seduta, la Nato \u00e8 democratica e protegge i civili, anche quelli ottusi e ingrati come questa qui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vershbow risponde compito, come a una vera domanda: \u00ab<em>La Nato in Libia ha protetto i civili, abbiamo agito per evitare una strage<\/em>\u00bb (ormai si sa che era tutto falso, ma chi protesta?). Per giustificare il caos successivo, spiega: \u00ab<em>Quel che \u00e8 successo dopo, \u00e8 frutto forse di giudizi approssimativi\u2026.<\/em>\u00bb (mis-judgements). Quanto all\u2019Afghanistan, \u00ab<em>ci scusiamo tantissimo per il tragico errore<\/em>\u00bb (quasi un\u2019ora di errori?); naturalmente \u00ab<em>\u00e8 in corso un\u2019approfondita inchiesta, e siamo sicuri che non si ripeter\u00e0 pi\u00f9<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre si avvia all\u2019uscita, l\u2019impassibile vice-segretario generale viene omaggiato, con un altro blitz, della poesia \u00ab<em>scritta da un profugo iracheno, la legga<\/em>\u00bb ribattezzata <em>Il mondo dopo la Nato<\/em>. Invece le copie disponibili per i giornalisti vengono invece sequestrate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Impatto mediatico? Contenta la televisione russa in lingua inglese Rt. E poi, qualche foto \u00e8 stata fatta. Alcuni giornalisti locali non hanno visto bene ma vengono a informarsi. \u00a0Il reporter di un\u2019agenzia internazionale che in passato ha coperto manifestazioni pacifiste a Roma senza per\u00f2 riuscir poi a farsi trasmettere, osserva: \u00ab<em>In altri tempi questo dissenso ti sarebbe costato caro. Adesso, come dicono a Roma<\/em>, gli rimbalza.<em> Anzi, aiuta a parlare dell\u2019evento Nato!<\/em>\u00bb\u00a0 Ma se gesti cos\u00ec si ripetessero ogni volta, fastidiosi come zanzare? E se fossero dieci alla volta i cartelli, alzati da mediattivisti? \u00ab<em>Ah beh, allora fareste effetto<\/em>\u00bb. Del resto, non \u00e8 nel farsi arrestare il senso di un\u2019azione diretta con la quale si irrompe \u00aba casa del diavolo\u00bb, proprio sotto il naso dei guerrafondai e della supponente stampa mainstream. Il senso \u00e8 far vedere che sappiamo. Nel racconto di Andersen <em>Gli abiti nuovi dell\u2019imperatore<\/em>, il bambino dice all\u2019imperatore che \u00e8 nudo, glielo dice in faccia e tutti i presenti sono obbligati ad ascoltare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fine della storia della piccola azione diretta nonviolenta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma forse a qualcuno interessa anche uno sguardo dal di dentro, sulla mattinata all\u2019aeroporto militare di Trapani \u00a0fra cerimonie ed esibizioni statiche e in volo. Uno sguardo insolito, visto che non erano presenti giornalisti anti-Nato. O almeno non si sono espressi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco qua, per la serie \u00ab<em>ho visto cose\u2026<\/em>\u00bb. Al fondo, la poesia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Antefatto. Tutti hanno sempre detto che un ente dannoso va sciolto<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab<em>Nato, rest in peace<\/em>\u00bb. \u00abNato, riposa in pace\u00bb. L\u2019augurio pi\u00f9 geniale rispetto al destino della macchina da guerra atlantica risale al 1967: un libro di Paul Martin per la \u00abCampagna dei giovani per il disarmo nucleare\u00bb. E se in Italia tutto sommato possiamo puntare a un \u00ab<em>Visto che \u00e8 Nato, morir\u00e0<\/em>\u00bb, non era male neanche \u00ab<em>The Coming Dissolution of Nato<\/em>\u00bb (\u00abIl prossimo scioglimento della Nato\u00bb), titolo di uno scritto dell\u2019attivista statunitense Albert Weisbord pubblicato da <em>La parola del popolo<\/em> nel 1977.\u00a0 Weissbord sbagli\u00f2 in pieno. Negli anni 190 era stato invece preveggente l\u2019economista gandhiano J.C.\u00a0 Kumarappa. Pochi anni dopo la nascita della Nato nel 1949 \u2013 dunque precedente il Patto di Varsavia \u2013 egli scrisse: \u00ab<em>Con il pretesto dell\u2019autodifesa, viene istituita la Nato: per dividere il mondo in due blocchi. Grazie alla Nato, uno Stato aggressore riesce a far dichiarare \u2018aggressore\u2019 la vittima e a usare contro questa le armi unificate del grosso energumeno e dei suoi alleati<\/em>\u00bb (pubblicato in <em>Economia della condivisione<\/em>, Centro Gandhi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In effetti l\u2019Alleanza atlantica si proclama organizzazione per l\u2019autodifesa collettiva ma fa tutt\u2019altro: negli ultimi anni ha disfatto la Libia, distrutto la Jugoslavia, continua a far stragi in Afghanistan. Divora risorse e distrugge. Non \u00e8 semplicemente un ente inutile. E\u2019 un ente disutile. E gli enti disutili vanno cancellati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Nato festeggia in questi giorni i quattro anni dall\u2019uccisione del leader libico Gheddafi, coronamento di sette mesi di bombardamenti in appoggio ai \u00abpartigiani rivoluzionari\u00bb. La Libia ridotta a <em>failed state<\/em> esporta terrorismo. Ma la Nato non paga mai per i danni. Nessuno va in prigione se per conto della stella (uncinata) a 4 punte uccide e rade al suolo. E al massimo le vittime ottengono qualche migliaio di dollari di mancia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Immunit\u00e0, impunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 il cartello preparato per l\u2019azione diretta non violenta davanti alle facce dei kap\u00f2 della Nato e dei <em>remissivissimi <\/em>media aveva due messaggi che tradotto in italiano recitano: \u00abLa Nato va sciolta\u00bb(ma \u00e8 pi\u00f9 efficace: dissolta), e \u00abLa Nato non paga mai per i crimini\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>19 ottobre, accredito alla mega-celebrazione di Trident Juncture. Giornalismo di pace<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 arrivata via email dall\u2019Allied Joint Force Command con base a Brunssum (Paesi bassi), la risposta positiva alla domanda di accredito per la \u00abgiornalista indipendente\u00bb. L\u2019evento \u00e8 il 19 ottobre 2015, aeroporto militare di Trapani, cerimonia di apertura delle manovre congiunte che uno dei militari quel giorno definir\u00e0 \u00abtremendous display<em> di forze<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Purch\u00e9 si collabori con qualche testata (anche nient\u2019affatto mainstream), ci si pu\u00f2 far accreditare come free-lance alle conferenze stampa della Nato. Durante la guerra contro la Libia nel 2011 gli incontri mediatici si tenevano a Napoli e a Bruxelles. Un\u2019occasione per porre domande scomode, ottenendo risposte che erano praticamente autodenunce. Occasione sprecata: i mediattivisti non pensano o non sanno di questa possibilit\u00e0. E non vanno nella tana del lupo anzi della tigre. Una sola domanda cattiva non basta. Ce ne vorrebbe una sfilza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ovviamente se oltre alle domande scomode si alzano anche cartelli di protesta e si distribuiscono poesie post-Nato, non si otterranno ulteriori accrediti dallo stesso ente. Dunque, occorrerebbe essere, a turno, in molti. Un esercito di pace disposto a sacrificare non la vita ma l\u2019accredito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pr andare a Trapani da Roma, pare, la Nato ha messo a disposizione un aereo per i giornalisti. In tanti devono averne approfittato, atterrando direttamente vicino al tendone della cerimonia. Infatti la mattina del 19 (tutto sommato il viaggio in corriera Roma-Marsala non \u00e8 stato male!), ad aspettare fuori dai cancelli dell\u2019aeroporto ci sono solo giornalisti locali, due documentaristi russi e un cane di strada che dev\u2019essere fresco di abbandono, ancora bello e bianco, bisognoso di carezze; volentieri accetta le mandorle. Il soldato di piantone non risponde alla domanda:\u00a0 \u00ab<em>Ve ne prendete cura voi, spero?<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cartello per la protesta \u00e8 in borsa, piegato, dissimulato in un ingenuo faldone di materiali su sicurezza alimentare e caos climatico (del resto, con la guerra tutto c\u2019entra). \u00ab<em>Lasciate le borse aperte l\u00ec in quella tenda<\/em>\u00bb, \u00e8 l\u2019istruzione ai giornalisti. Ahi! Basterebbe uno sguardo veloce l\u00ec dentro e l\u2019azione diretta andrebbe a monte. Invece no. La Nato \u2013 anzi meglio l\u2019esercito italiano \u2013 o non si aspetta il dissenso o non lo teme. Si cautela invece contro gli attentati: metal detector e cani anti-esplosivo. Ma loro non sono fatti per evitare le proteste verbali e scritte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La cerimonia, la mostra statica e il volo dei bombardieri<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La cerimonia di inaugurazione precede la conferenza stampa. Enorme tendone attrezzato, tappeto color bluNato. Presenti, militari assortiti di ogni ordine e grado, politici, uffici stampa; e la stampa. Entrano le bandiere dei trenta paesi che si eserciteranno. Purtroppo anche i partner, non membri, quelli che non partecipano alle guerre della Nato: Svezia, Austria, Finlandia\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sugli spalti dei media, un cronista di <em>Radio Cuore<\/em> in brodo di giuggiole; \u00e8 nel suo elemento: accompagna passo passo le fasi, con voce baritonale e intenta. Una signora tacco 16 si fa un autoscatto. Scattano tutti in piedi, i media, alle prime note del bellicoso inno di Mameli. Scrutandoli dal basso, dal sedile, paiono soldatini. La tentazione di estrarre adesso il cartello \u00e8 forte, ma sarebbe impossibile fare il discorsetto di spiegazione. E il placcaggio da parte di qualche addetto stellettato sarebbe cos\u00ec rapido da non far percepire niente, se non che \u00ab<em>una pazza si \u00e8 lanciata contro le bandiere<\/em>\u00bb. In questi contesti la conferenza stampa \u00e8 l\u2019unica a offrire un po\u2019 di tempo. Accadde anche a Roma nel 2013 per l\u2019azione contro Kerry &amp; Terzi &amp; gli altri sostenitori di gruppi jihadisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I discorsi raccontano che \u00ab<em>La Nato lavora per la soluzione pacifica dei conflitti, ma certo quando questa non funziona, abbiamo la capacit\u00e0 di intervenire militarmente, nel quadro dell\u2019Onu<\/em>\u00bb; \u00ab<em>le pi\u00f9 importanti esercitazioni degli ultimi anni sono un segnale importante che i paesi membri danno<\/em>\u00bb. Vershbow dice quel che ripeter\u00e0 poi ai media. Un comandante spiega che appunto si tratta di \u00ab<em>combattere terrorismo e sovversione<\/em>\u00bb e le \u00ab<em>sfide di regimi autocratici<\/em>\u00bb. Insomma \u00ab<em>la Nato si adatta alle nuove minacce<\/em>\u00bb. E\u2019, Trident, un \u00abtremendous <em>spiegamento di forze per rispondere a minacce da Nord, Est e Sud<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poco dopo, la conferenza stampa; e in seguito, tutti nuovamente sui 4 pullman dei media, per un\u2019altra tappa. Sulla pista aerea di cemento adiacente al prato stanno allineati e disciplinati diversi aerei ed elicotteri da guerra. Neri, grigi, marroncini, chiazzati. Le telecamere si mescolano ai soldati, grande curiosit\u00e0, le ferraglie quasi si possono toccare!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi ecco la sfilata aerea. Sfrecciano rumorosi, arrivano di colpo, in rapida successione, come i fuochi artificiali sulle colline nelle feste di paese. Gli elicotteri si posano un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0, sul prato. Sarebbe di impatto mettersi a correre sotto e contro quei rumori con uno striscione arcobaleno; o almeno agitare un cartello, per qualche fotografo attento. Ma manca la materia prima. La locandina sostitutiva \u00ab<em>Nato = Killing machine<\/em>\u00bb, scarabocchiata in fretta, fa appena in tempo a comparire che subito un giovane soldato la strappa via. Inutile provare a scriverne un\u2019altra sul prato. \u00ab<em>E\u2019 entrata come giornalista, faccia la giornalista!<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ultima occasione di protesta sarebbe il buffet, sotto un\u2019altra tenda. Esporre un cartellino tipo: \u00ab<em>La Nato mangia tanto e la manteniamo noi<\/em>\u00bb? Inutile: taccuini e telecamere sono a riposo, lavorano le mascelle. Intanto un reporter della zona dice che dopo la guerra in Libia l\u2019astuta compagnia Ryan Air fu risarcita con 3 milioni di euro (il Comune molto meno) per aver subito una riduzione dei voli da e verso Trapani, a causa dei continui voli militari verso Tripoli. Partivano a due tiri di schioppo dalle piste civili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Comunque nel ripartire in pullman di linea \u2013 finalmente senza militari e senza media \u2013 verso Palermo in un pomeriggio di fresco sole, e poi in nave verso il continente, viene in mente la frase conclusiva \u00ab<em>hanno fatto la manifestazione<\/em>\u00bb dell\u2019epica canzone <em>I treni per Reggio Calabria \u2013 <\/em>si raccomanda la versione cantata da Giovanna Marini. Ma quella parla di tempi: il 22 ottobre1972. Allora si rischiava molto anche a manifestare pacificamente. Nell\u2019Italia del 2015, invece, andare alla marcia No \u2013 Trident Juncture per le vie di Napoli, il 24 ottobre, \u00e8 un obbligo senza spine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ecco infine la poesia di Elias, sfollato iracheno<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>IL MONDO DOPO LA DISSOLUZIONE DELLA NATO <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>(ma in realt\u00e0 si chiama \u201cIl sogno di un uomo\u201d)<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\">La guerra finir\u00e0<\/p>\n<p align=\"center\">pianteremo alberi<\/p>\n<p align=\"center\">perch\u00e9 rimangano<\/p>\n<p align=\"center\">non perch\u00e9 siano legna da ardere<\/p>\n<p align=\"center\">con i nostri bambini e giovani e<\/p>\n<p align=\"center\">anziani pianteremo fiori<\/p>\n<p align=\"center\">alle frontiere<\/p>\n<p align=\"center\">e grano nei campi dei soldati<\/p>\n<p align=\"center\">trasformeremo le prigioni in musei.<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\">La guerra finir\u00e0<\/p>\n<p align=\"center\">faremo pace fra di noi<\/p>\n<p align=\"center\">insieme sradicheremo le mine<\/p>\n<p align=\"center\">come i contadini sradicano le infestanti<\/p>\n<p align=\"center\">al ritmo dei suoni del raccolto<\/p>\n<p align=\"center\">chiuderemo le fabbriche di armi<\/p>\n<p align=\"center\">diventeranno ospedali e scuole materne<\/p>\n<p align=\"center\">e i veicoli militari<\/p>\n<p align=\"center\">diventeranno bus scolastici<\/p>\n<p align=\"center\">una volta ridipinti con arcobaleni a onde.<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\">La guerra finir\u00e0<\/p>\n<p align=\"center\">alzeremo la bandiera dell\u2019amore e della tolleranza<\/p>\n<p align=\"center\">cantando per gli umani e la natura<\/p>\n<p align=\"center\">applaudendo insieme<\/p>\n<p align=\"center\">con risate e sorrisi puri<\/p>\n<p align=\"center\">metteremo vasi di fiori alle nostre porte<\/p>\n<p align=\"center\">ogni fiore da una parte diversa del mondo<\/p>\n<p align=\"center\">ordiremo un arazzo colorato<\/p>\n<p align=\"center\">ogni filo da una nazione.<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\">La guerra finir\u00e0<\/p>\n<p align=\"center\">ciascuno bender\u00e0 le altrui ferite<\/p>\n<p align=\"center\">pianteremo gelsomini<\/p>\n<p align=\"center\">sulle tombe delle nostre vittime.<\/p>\n<\/div>\n<p>&#8211; See more at: http:\/\/www.sibialiria.org\/wordpress\/?p=3061#sthash.R3pe5g4r.dpuf<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racconto di una piccola azione diretta nonviolenta (cartello e discorsetto) davanti al vicesegretario generale della nato Alexander Vershbow e a militari assortiti , durante la conferenza stampa di presentazione delle manovre Trident Juncture, aeroporto militare di Trapani, mattina del 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