{"id":230070,"date":"2015-10-04T18:40:07","date_gmt":"2015-10-04T17:40:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=230070"},"modified":"2015-10-04T18:42:47","modified_gmt":"2015-10-04T17:42:47","slug":"da-lampedusa-a-kunduz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/10\/da-lampedusa-a-kunduz\/","title":{"rendered":"Da Lampedusa a Kunduz"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolto sabato 3 ottobre 2015 a Viterbo presso il &#8220;Centro di ricerca per la pace e i diritti umani&#8221; un incontro di commemorazione delle vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013.<\/p>\n<p>Nel corso dell&#8217;incontro il responsabile della struttura nonviolenta viterbese, Peppe Sini, ha sottolineato la necessit\u00e0 e l&#8217;urgenza non solo di attivit\u00e0 di soccorso immediato, ma anche di politiche nonviolente complessive per fermare le guerre e salvare le vite.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fermare la strage nel Mediterraneo<\/strong><\/p>\n<p>Ancora una volta va evidenziato che le stragi dei migranti in fuga da fame e guerre avvengono per responsabilit\u00e0 dei governi europei che impediscono a persone totalmente innocenti di giungere in salvo in Europa in modo legale e sicuro con mezzi di trasporto pubblici e regolari come sarebbe loro evidente diritto.<\/p>\n<p>Il criminale mercato mafioso dei trafficanti di esseri umani \u00e8 creato dalle politiche disumane dei governi europei: basterebbe che gli stati europei, o anche uno solo di essi, ad esempio l&#8217;Italia, riconoscesse il diritto di tutti gli esseri umani a muoversi liberamente sull&#8217;unico pianeta casa comune dell&#8217;umanit\u00e0, e quindi consentisse l&#8217;ingresso legale e sicuro nel proprio territorio con mezzi di trasporto legali e ordinari, per far scomparire il mercato dei trafficanti mafiosi e per salvare quindi innumerevoli vite umane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fermare le guerre e la rapina<\/strong><\/p>\n<p>A questo va aggiunta una chiara comprensione delle cause delle migrazioni delle vittime in fuga dalla fame e dalle guerre: e queste cause sono la rapina economica dei poteri dominanti planetari, e le guerre, le dittature, i regimi criminali e terroristi imposti dai poteri dominanti ai popoli rapinati nei paesi del Sud del mondo.<\/p>\n<p>Le migrazioni cesseranno quando le persone attualmente in fuga potranno vivere in condizioni di benessere, giustizia e liberta&#8217; nei loro paesi.<\/p>\n<p>Occorre quindi far cessare le guerre, cessare di armare i regimi e i poteri assassini, cessare di rapinare e lasciar rapinare interi continenti; occorre sostenere materialmente i popoli, i paesi, gli istituti democratici del Sud del mondo nell&#8217;impegno per una vita degna, per la pace, per il rispetto dei diritti umani, la convivenza civile, la legalita&#8217; che salva le vite, la difesa dell&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>Solo la pace salva le vite: e per costruire la pace occorre il disarmo e la smilitarizzazione; occorre il rispetto della vita e il riconoscimento della dignita&#8217; e dei diritti di tutti gli esseri umani; occorre la nonviolenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Da Lampedusa a Kunduz<\/strong><\/p>\n<p>Questo stesso giorno a Kunduz, in Afghanistan, un bombardamento della Nato ha seminato strage in un ospedale.<\/p>\n<p>Questo orrore, uno fra molti, ci ricorda anche che l&#8217;Italia partecipa a quella guerra, ci ricorda anche che l&#8217;Italia fa parte di un&#8217;alleanza terrorista e stragista come la Nato, ci ricorda anche che lo stato italiano dissipa 72 milioni di euro al giorno in spese militari, ci ricorda anche che l&#8217;Italia fornisce armi assassine a guerre, dittature, poteri criminali.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 deve cessare: l&#8217;Italia deve tornare al rispetto della sua legge fondamentale, la Costituzione della Republica italiana, che all&#8217;art. 11 &#8220;ripudia la guerra&#8221;: cessi il crimine della partecipazione italiana alle guerre; cessi il crimine della partecipazione italiana ad alleanza terroriste e stragiste come la Nato; cessi il crimine dello scellerato sperpero di 72 milioni di euro al giorno a fini di morte; cessi il crimine della produzione e del commercio di armi assassine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ieri, oggi, domani<\/strong><\/p>\n<p>Ricorreva ieri (2 ottobre, <em>ndr<\/em>) la Giornata internazionale della nonviolenza, e qui a Viterbo due iniziative l&#8217;hanno testimoniata in modo nitido e luminoso.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa promossa dalle donne del Centro antiviolenza &#8220;Erinna&#8221; che per le vie e nelle principali piazze cittadine hanno richiamato tutte e tutti alla propria dignita&#8217; e responsabilit\u00e0 di esseri umani: con la forza sconvolgente dei corpi avvolti nei panni del lutto, del silenzio pi\u00f9 forte di ogni parola, dello sguardo fermo e profondo, le donne in nero hanno saputo rendere visibile, finalmente manifesto, il lutto, il dolore, l&#8217;orrore delle guerre in corso, della violenza bellica e assassina, della violenza razzista e persecutrice, della violenza maschilista onnioppressiva ed onnidistruttiva.<\/p>\n<p>Non una delle persone che hanno assistito ieri al silenzio incedere ed al silenzioso ristare di quella bruna e bruciante presenza, rocciosa e fragile, muta ed eloquentissima, di corpi di donne nel dolore, ha potuto trattenere lo sgomento e le lacrime, ha potuto evitare di porsi all&#8217;ascolto di quel silenzio pi\u00f9 forte del tuono e della tempesta: ogni volta che le donne in nero scendono in piazza l&#8217;umana coscienza risorge. Lo sguardo che le vede comanda all&#8217;animo di ogni persona di porsi alla sequela di quell&#8217;appello: alla pace, alla solidariet\u00e0, al riconoscimento della comune dignit\u00e0, alla lotta nonviolenta contro tutte le oppressioni, alla liberazione comune.<\/p>\n<p>E sempre ieri, sempre a Viterbo, prima di unirsi alla manifestazione delle donne in nero, le volontarie ed i volontari in servizio civile presso la Caritas hanno anch&#8217;esse e anch&#8217;essi celebrato la giornata della nonviolenza con un incontro di autoformazione in cui sono stati esplorati molti aspetti e diverse dimensioni della nonviolenza muovendo dal vivo delle proprie personali esperienze e riflessioni e ponendosi dinanzi ai principali drammi odierni dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;appello, il messaggio di queste iniziative, di questa giornata che l&#8217;Onu ha istituito nell&#8217;anniversario della nascita di Gandhi per convocare l&#8217;umanit\u00e0 intera alla scelta della nonviolenza, sia impegno di ogni giorno per ogni persona di volont\u00e0 buona, per ogni civile associazione, per ogni istituzione democratica.<\/p>\n<p>Solo la nonviolenza si oppone alla violenza in modo concreto, coerente, adeguato.<\/p>\n<p>Solo la nonviolenza pu\u00f2 salvare l&#8217;umanit\u00e0 e la biosfera dalla catastrofe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Verso il 4 novembre<\/strong><\/p>\n<p>E l&#8217;occasione di questo odierno incontro \u00e8 propizia anche per ricordare che il 4 novembre si svolger\u00e0 ancora una volta, promossa da vari movimenti nonviolenti, l&#8217;iniziativa &#8220;Ogni vittima ha il volto di Abele&#8221;, il cui appello chiede a tutte le persone di volont\u00e0 buona di impegnarsi affinch\u00e9 in quella data &#8220;si realizzino in tutte le citta&#8217; d&#8217;Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze. Affinch\u00e9 il 4 novembre, anniversario della fine dell'&#8221;inutile strage&#8221; della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l&#8217;impegno affinch\u00e9 non ci siano mai pi\u00f9 guerre, mai pi\u00f9 uccisioni, mai piu&#8217; persecuzioni. (&#8230;) solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignit\u00e0 e difendere i diritti di tutti gli esseri umani&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quid agendum<\/strong><\/p>\n<p>Cosa occorre dunque fare per ricordare e onorare le vittime delle guerre e delle stragi, le vittime di Lampedusa e quelle di Kunduz, e tutte le vittime delle armi assassine?<\/p>\n<p>Occorre fare quello che da tempo chiediamo al Parlamento italiano; ripetiamolo ancora una volta.<\/p>\n<p>Occorre soccorrere, accogliere, assistere tutti gli esseri umani in fuga dalla fame e dalle guerre; occorre riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere in modo legale e sicuro nel nostro paese; occorre andare a soccorrere e prelevare con mezzi di trasporto pubblici e gratuiti tutti i migranti lungo gli itinerari della fuga, sottraendoli agli artigli dei trafficanti; occorre un immediato ponte aereo di soccorso internazionale che prelevi i profughi direttamente nei loro paesi d&#8217;origine e nei campi collocati nei paesi limitrofi e li porti in salvo qui in Europa.<\/p>\n<p>Occorre cessare di fare, fomentare, favoreggiare, finanziare le guerre che sempre e solo consistono nell&#8217;uccisione di esseri umani; occorre proibire la produzione e il commercio delle armi; occorre che l&#8217;Italia cessi di partecipare alle guerre in corso; occorre che l&#8217;Italia esca dalla Nato e denunci la Nato per quello che essa effettualmente \u00e8: un&#8217;organizzazione criminale, terrorista e stragista; occorre che l&#8217;Italia cessi di sperperare 72 milioni di euro al giorno in scellerate spese militari; occorre il disarmo e la smilitarizzazione.<\/p>\n<p>Ed occorre abolire in Italia i campi di concentramento, le deportazioni, e le altre misure e pratiche razziste e schiaviste, criminali e criminogene, che flagrantemente confliggono con la Costituzione, con lo stato di diritto, con la democrazia, con la civilt\u00e0; occorre riconoscere immediatamente il diritto di voto nelle elezioni amministrative a tutte le persone residenti; occorre contrastare i poteri criminali, razzisti, schiavisti e assassini.<\/p>\n<p>Ed occorre sostenere i centri antiviolenza creati dal movimento delle donne; occorre ottenere la piena applicazione della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne (convenzione che \u00e8 stata ratificata come legge dello stato italiano e di molti altri stati, ed \u00e8 ancora quasi del tutto inapplicata); occorre contrastare la violenza maschilista e patriarcale che \u00e8 la prima radice di tutte le altre violenze.<\/p>\n<p>Ed occorre cessare di rapinare interi popoli, interi continenti; occorre promuovere la pace con mezzi di pace; che l&#8217;Italia realizzi una politica della pace e dei diritti umani, del disarmo e della smilitarizzazione, della legalit\u00e0 che salva le vite, della democrazia che salva le vite, della civilt\u00e0 che salva le vite; che l&#8217;Italia avvii una politica nonviolenta: contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.<\/p>\n<p>Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignit\u00e0, alla solidariet\u00e0; vi \u00e8 una sola umanit\u00e0 in un unico mondo vivente casa comune dell&#8217;umanit\u00e0 intera; salvare le vite \u00e8 il primo dovere.<\/p>\n<p>Ogni vittima ha il volto di Abele; solo la nonviolenza pu\u00f2 salvare l&#8217;umanit\u00e0 e la biosfera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il &#8220;Centro di ricerca per la pace e i diritti umani&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Viterbo, 3 ottobre 2015<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolto sabato 3 ottobre 2015 a Viterbo presso il &#8220;Centro di ricerca per la pace e i diritti umani&#8221; un incontro di commemorazione delle vittime della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013. 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