{"id":2250,"date":"2009-11-15T00:00:00","date_gmt":"2009-11-15T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2009-11-18T03:44:32","modified_gmt":"2009-11-18T03:44:32","slug":"lettera-aperta-di-jose-manuel-zelaya-a-barack-obama","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2009\/11\/lettera-aperta-di-jose-manuel-zelaya-a-barack-obama\/","title":{"rendered":"Lettera aperta di Jos\u00e9 Manuel Zelaya a Barack Obama"},"content":{"rendered":"<p>Tegucigalpa, 14 novembre 2009 <\/p>\n<p>Sua Eccellenza<\/p>\n<p>BARACK OBAMA<\/p>\n<p>PRESIDENTE USA<\/p>\n<p>Washington D.C.<\/p>\n<p>Stimatissimo Presidente Obama:  <\/p>\n<p>L\u20198 luglio scorso, in occasione del nostro primo incontro con la Segretaria di Stato Clinton, all\u2019indomani del colpo di Stato, apparve chiara a me e al mondo la posizione di condanna dell\u2019amministrazione Obama nei confronti del Colpo di Stato, delle autorit\u00e0 che lo avevano provocato e fu lampante l\u2019idea di esigere il ritorno a uno stato di diritto attraverso il ritorno al potere del Presidente eletto dal popolo. Fu altres\u00ec netta la posizione ufficiale del suo Governo e dei suoi rappresentanti che patrocinarono e sottoscrissero le risoluzioni ONU e OEA, che al terzo punto prevedono la mia restituzione immediata e sicura.  <\/p>\n<p>Il 28 giugno 2009 si \u00e8 verificato prima il mio sequestro e poi il confino in Costa Rica. Il Congresso della Repubblica ha emesso un decreto illegale, nel quale si legge  \u201cBisogna desttire il cittadino Jos\u00e9 Manuel Zelaya dall\u2019incarico di Presidente Costituzionale della Repubblica\u201d; questo senza che esistano le facolt\u00e0 istituzionali per farlo, e senza il dovuto processo o alcuna citazione in giudizio.  <\/p>\n<p>Gi\u00e0 all\u2019epoca del primo incontro con la segretaria Hillary Clinton, mi fu proposto di scendere a patti con il Presidente del Costa Rica Oscar Arias, e nonostante giudicassi controproducente trattare con individui che si servono della forza, accettai considerando l\u2019auspicio degli Stati Uniti e dell\u2019intera comunit\u00e0 internazionale.  <\/p>\n<p>In un comunicato del 4 settembre scorso, la segretaria di Stato Hillary Clinton dichiarava quanto segue:  \u201cLa conclusione positiva del processo avviato da Arias costituirebbe la giusta base per procedere ad un\u2019elezione legittima\u201d.<br \/>\nTutti ormai riconoscono che senza la visita del sottosegretario di Stato per l\u2019emisfero Occidentale, nelle persone di Thomas Shannon, Daniel Restrepo e Craig Kelly non sarebbe stato firmato alcun accordo. Tutti siamo a conoscenza delle motivazioni che hanno portato alla rottura dei rapporti tra Tegucigalpa e San Jos\u00e9.<br \/>\nLo stesso Presidente Oscar Arias per amore della verit\u00e0 ha dichiarato:  \u201cMicheletti non ha mai avuto la volont\u00e0 vera di collaborare, ma anzi, si stava prendendo gioco della comunit\u00e0 internazionale e cercava solo di allungare i tempi per non riconsegnare il potere a chi spetta\u201d.  <\/p>\n<p>L\u2019ex Presidente Ricardo Lagos, illustre esponente della Commissione Internazionale di Verifica, in una delle sue dichiarazioni ne ha dato conferma, sottolineando:  \u201c \u00c8 stato il Signor Micheletti ha tradire gli accordi\u201d,  \u201cMicheletti ha fatto cose che non doveva come quella di dire \u201cFormer\u00f2 un Governo di unit\u00e0 senza l\u2019appoggio di Zelaya\u201d, e ha provocato il fallimento di questo accordo.  <\/p>\n<p>Lo stesso giorno in cui a Tegucigalpa si insediava la Commissione di Verifica, a sorprendere sono state le dichiarazioni di alcuni funzionari del dipartimento di Stato, che hanno modificato la propria versione interpretando l\u2019accordo in modo unilaterale con dichiarazioni del tipo \u201c\u2026le elezioni sarebbero comunque riconosciute dagli Stati Uniti con o senza restituzione\u2026\u201d. Il regime de facto ha allora colto la palla al balzo e ha utilizzato queste dichiarazioni per i propri obiettivi, finendo subito per non rispettare e quindi violare i termini dell\u2019Accordo.  <\/p>\n<p>Per quanto precedentemente esposto ci esprimiamo nel modo che segue:  <\/p>\n<p>Che l\u2019Accordo Tegucigalpa-San Jos\u00e9 \u00e8 da considerarsi senza alcun valore o effetto dovuto alla violazione da parte del Governo de facto. Questo \u00e8 stato concepito perch\u00e9 si impiantasse in forma stabile e simultanea; per cui non sono stati proposti dodici accordi diversi, ma un solo accordo con dodici punti, con un unico fine, quello di ripristinare l\u2019ordine democratico e la pace sociale, e con questo riuscire ad invertire il colpo di stato, assicurando cos\u00ec il ritorno del Presidente della Repubblica eletto legittimamente attraverso il voto popolare. E con questo, propiziare un clima di riconciliazione nazionale e il conseguente processo elettorale costituzionale, trasparente, con garanzie di partecipazione egualitaria e libera per tutti i cittadini honduregni.  <\/p>\n<p>Che le prossime elezioni dovevano tenersi in un clima di legalit\u00e0 e sostegno internazionale soprattutto da parte dell\u2019OEA e delle Nazioni Unite, prevedessero le condizioni politiche e contemplassero il rispetto dei diritti di base dei cittadini al fine di garantire un risultato basato sulla libert\u00e0 e la trasparenza.<\/p>\n<p>A questo proposito, devo sottolineare che la nuova posizione dei funzionari di Governo degli Stati Uniti glissa sull\u2019obiettivo iniziale dell\u2019incontro di San Jos\u00e9, relegando un possibile accordo con il Governo legittimamente riconosciuto in secondo piano, e cercando di canalizzare tale accordo verso un nuovo processo elettorale senza tenere conto delle condizioni nelle quali esso si sviluppa. Tanto per fare un esempio, attraverso sotterfugi lampanti, alcuni funzionari pubblici non riconosciuti legalmente e imputati autorizzano la diffusione di un bilancio non autorizzato dal Presidente legittimamente riconosciuto.  <\/p>\n<p>Stando cos\u00ec le cose, questo processo, e quindi i risultati ai quali perverr\u00e0 saranno oggetto di contestazione e di non riconoscimento; dato questo, che metter\u00e0 a grave rischio la stabilit\u00e0 futura dei rapporti tra Honduras e i Paesi che lo giudicheranno legittimo.  <\/p>\n<p>Secondo il Segretario Generale dell\u2019OEA Jos\u00e9 Miguel Insulza, non \u00e8 questo il momento per nuove elezioni politiche; parole confermate anche dalla Congressista Nordamericana Jane Sharkorky nella sua visita in Honduras, secondo la quale il clima che si vive in questo Paese risente della violazione dei diritti umani.  <\/p>\n<p>Lo scorso 6 novembre, abbiamo ribadito il nostro parere negativo a proseguire in questo dialogo falso, e per questo motivo alla sua naturale scadenza il testo rappresenta lettera morta che quindi perde valore, dal momento che un accordo va rispettato nei tempi e nella forma, e la violazione di questo elemento da parte del regime de facto, invalida tale testo. <\/p>\n<p>\u00c8 fuori di dubbio che si sia sprecato tempo prezioso in questo tentativo fallimentare.  <\/p>\n<p>Le elezioni presidenziali si terranno con ogni previsione l\u2019ultima settimana di novembre. In quell\u2019occasione, in veste di Presidente Costituzionale dell\u2019Honduras, e in qualit\u00e0 di cittadino che rappresenta e ha ricevuto il voto democratico del popolo honduregno, non posso esimermi dal sostenere che allo stato attuale delle cose non possiamo sostenerle e procederemo a impugnarle legalmente in nome di migliaia di honduregni e centinaia di candidati che pensano che questa disputa sia sleale e che non ci siano le condizioni per una partecipazione libera.  <\/p>\n<p>L\u2019Honduras, il cui popolo deve sottostare alla repressione, \u00e8 un Paese dove non si rispetta neanche la pi\u00f9 alta carica, ovvero il Presidente della Repubblica, dove non si \u00e8 tenuto conto che in tre anni ho raggiunto i maggiori indicatori economici e il miglior dato sulla riduzione della povert\u00e0 degli ultimi ventotto di vita democratica, dove sono stato destituito dalle armi, dove pesano su di me ventiquattro capi d\u2019accusa e ordini di cattura tra cui per narcotraffico, corruzione e terrorismo senza aver subito alcun processo, e dove la maggior parte dei Ministri del mio gabinetto \u00e8 vittima di persecuzione politica e fugge da vari regimi in varie parti d\u2019America.  <\/p>\n<p>3500 persone catturate in cento giorni, pi\u00f9 di 600 persone ferite e maltrattate negli ospedali, pi\u00f9 di cento omicidi e un numero sconosciuto di persone sottoposte a tortura, cittadini che in manifestazioni pacifiche tentano di opporsi e cercano di manifestare il proprio punto di vista, basato sulla libert\u00e0 e sulla giustizia; tutto questo trasparir\u00e0 nelle elezioni di novembre per interi settori della societ\u00e0, in un esercizio anti-democratico per la situazione di illegittimit\u00e0, incertezza e intimidazione militare.  <\/p>\n<p>Svolgere le elezioni in una situazione in cui da un lato c\u2019\u00e8 il Presidente eletto dal popolo e riconosciuto dal Governo e dalla Comunit\u00e0 Internazionale prigioniero, circondato da militari nella sede diplomatica del Brasile, e dall\u2019altro un Presidente de facto, imposto dai militari e sostenuto dai potenti del palazzo di Governo, sar\u00e0 una vergogna storica per l\u2019Honduras e un\u2019infamia per i popoli democratici d\u2019America. <\/p>\n<p>Questo processo elettorale \u00e8  illegale perch\u00e9 nega il colpo di stato militare, e la situazione di fatto in cui vive l\u2019Honduras non garantisce certo uguaglianza e libert\u00e0 nella partecipazione cittadina, e questo vale per tutti gli honduregni; si tratta di una manovra elettorale anti-democratica, ripudiata da ampi settori della popolazione, per coprire gli autori materiali e intellettuali del Colpo di Stato.  <\/p>\n<p>Le elezioni rappresentano un processo, non \u00e8 solo un giorno in cui si va a votare, \u00e8 un dibattito, un\u2019esposizione di idee, uguaglianza di opportunit\u00e0. <\/p>\n<p>In qualit\u00e0 di Presidente eletto dal popolo honduregno, ribadisco la mia decisione per cui, da questo preciso istante, NON ACCETTO, nessun accordo per ritornare alla presidenza, che \u00e8 in realt\u00e0 un tentativo di coprire il colpo di stato che, come sappiamo, ha un impatto forte a causa della repressione militare che annienta i diritti umani degli abitanti del nostro Paese.  <\/p>\n<p>Sig. Presidente.  <\/p>\n<p>Al vertice dei Paesi del Continente Americano, tenutosi a Trinidad y Tobago all\u2019inizio di quest\u2019anno, al quale ha partecipato anche Lei, ha detto: \u201cBasta con l\u2019accusa rivolta agli Stati Uniti riguardo a quanto accaduto in passato, \u00e8 ora di guardare avanti\u201d. Il futuro che oggi si presenta ai nostri occhi, attraverso lo stravolgimento messo in atto in Honduras e il favoreggiamento dell\u2019intervento abusivo delle caste militari nella vita civica del nostro Paese (storica causa dell\u2019arretramento e dell\u2019immobilismo che ha colpito i nostri Paesi durante il XX secolo), \u00e8 rappresentato dal tramonto della libert\u00e0 e dal disprezzo della dignit\u00e0 umana, una nuova guerra contro i processi di riforma sociale e democratica cos\u00ec necessari per l\u2019Honduras.  <\/p>\n<p>Presidente Obama. <\/p>\n<p>Ogni qualvolta viene destituito un Governo legittimamente eletto in America, la violenza e il terrorismo vincono su di noi e la democrazia viene battuta.  <\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante non pensiamo che il colpo di stato militare che ha sofferto l\u2019Honduras sia il nuovo terrorismo di stato del XXI secolo. Vogliamo credere che il futuro dell\u2019America latina sia quello di cui ha parlato Lei a Trinidad y Tobago.  <\/p>\n<p>Siamo fermamente decisi a lottare per la nostra democrazia senza occultare la verit\u00e0 e quando un popolo decide di condurre una lotta pacifica per raggiungere i propri ideali, non c\u2019\u00e8 arma, n\u00e9 esercito, n\u00e9 esecutore capace di fermarlo.  <\/p>\n<p>In attesa di una sua pronta risposta, le reitero la mia pi\u00f9 alta considerazione.  <\/p>\n<p>JOSE MANUEL ZELAYA ROSALES<\/p>\n<p>Presidente della Repubblica dell&#8217;Honduras <\/p>\n<p>Traduzione dallo spagnolo di Ada De Micheli <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019ambasciata brasiliana a Tegucigalpa in cui si trova, il Presidente deposto dell\u2019Honduras scrive una lettera al Presidente Obama, con cui rende nota la sua decisione di non sottoscrivere alcun accordo di ritorno alla presidenza che mascheri il colpo di Stato, e fa sapere di non condividere l\u2019idea 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