{"id":222810,"date":"2015-09-16T15:53:27","date_gmt":"2015-09-16T14:53:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=222810"},"modified":"2015-09-16T15:54:09","modified_gmt":"2015-09-16T14:54:09","slug":"la-sicurezza-e-una-cosa-seria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/09\/la-sicurezza-e-una-cosa-seria\/","title":{"rendered":"\u201cLa sicurezza \u00e8 una cosa seria\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Conferenza sulla sicurezza degli operatori internazionali, dell&#8217;umanitario, dello sviluppo e dei CCP,<\/p>\n<p>Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), Roma, 9 settembre 2015.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Conferenza, promossa dalle Reti nazionali di ONG, rispettivamente AOI, CINI, LINK2007, in collaborazione con l&#8217;Unit\u00e0 di Crisi della Farnesina e la DGCS (Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo) del MAECI, \u00e8 stata convocata, in forma pubblica ed aperta a giornalisti ed operatori di settore, invitando ONG, ONLUS, Associazioni e Gruppi di solidariet\u00e0 internazionale, Organizzazioni per il Servizio Civile all&#8217;Estero, Corpi Civili di Pace, operatori ed operatrici della cooperazione internazionale e degli interventi umanitari, media e giornalisti, allo scopo di fare il punto sulla situazione, aggiornare gli strumenti a disposizione e condividere spunti di riflessione, suggerimenti e proposte operative, modalit\u00e0 di impegno e di avanzamento, sul tema cruciale, delicato e sempre pi\u00f9 avvertito presso gli operatori e le operatrici di settore, della sicurezza degli attori della cooperazione internazionale, delle emergenze umanitarie e della solidariet\u00e0 attiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel suo intervento di indirizzo, il Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha ricordato che il contesto internazionale mostra oggi uno scenario inedito, molto diverso rispetto a quello cui l&#8217;opinione pubblica \u00e8 stata abituata nella seconda met\u00e0 del XX secolo, e problematico, carico di tensioni e di conflitti, anche per la complessit\u00e0 delle crisi e la sfuggente identificazione di attori, ruoli e funzioni che si muovono nello scenario internazionale. Oggi, nei primi decenni del XXI secolo, la distinzione tra attori statali e non statali, nei conflitti regionali e nelle grandi crisi internazionali, si fa sempre pi\u00f9 problematica e controversa, e la stessa differenza tra guerra e non-guerra diventa sfuggente o labile, dal momento che, sempre pi\u00f9, crisi armate prolungate assumono le sembianze di nuove guerre endemiche e durature, che pongono sfide sempre pi\u00f9 ambiziose ed esigenti alla comunit\u00e0 internazionale. L&#8217;odierno mondo delle \u201ctensioni complesse\u201d ha, tuttavia, bisogno della cooperazione internazionale e dell&#8217;aiuto umanitario e, di conseguenza, l&#8217;operatore internazionale non pu\u00f2 e non deve n\u00e9 essere un irresponsabile, n\u00e9 costituire un fattore di rischio per s\u00e9 e per gli altri, i costi per il quale finiscano poi per scaricarsi sulla collettivit\u00e0. Serve, pertanto, sempre di pi\u00f9, maggiore professionalit\u00e0 e quindi, laddove \u00e8 maggiore la professionalit\u00e0, diventa maggiore anche la responsabilit\u00e0, nel senso di \u201cfare scuola\u201d, offrire modelli e condividere \u201cbuone pratiche\u201d di settore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La collaborazione tra mondo non-governativo, MAECI ed istituzioni si pu\u00f2 svolgere su due piani:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>un piano <em>informativo<\/em>, nel senso di \u201cconoscere insieme\u201d i contesti e le dinamiche di intervento;<\/li>\n<li>un piano <em>procedurale<\/em>, nel senso di definire e stabilire insieme una \u201ccornice di regole\u201d condivise.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il MAECI \u00e8 responsabile dei propri operatori e del proprio personale, che devono attenersi alle regole del MAECI; d&#8217;altro canto, le ONG sono responsabili, di concerto con il MAECI, del proprio personale espatriato, laddove impegnato su progetti o interventi promossi o sostenuti dal MAECI. Il tema dalla riflessione da condividere \u00e8, dunque, quello di promuovere insieme una responsabilit\u00e0 condivisa; da una parte, il MAECI deve fornire strumenti adeguati a tutelare la sicurezza del proprio personale espatriato e, in generale, dei cittadini italiani all&#8217;estero; dall&#8217;altra, le ONG devono sempre pi\u00f9 ridurre l&#8217;area della irresponsabilit\u00e0 e strutturare sempre meglio l&#8217;area della responsabilit\u00e0 (specie in termini di formazione, addestramento e cornice professionale per tutti i propri operatori\/operatrici).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le iniziative &#8211; promosse dal Ministero, in collaborazione con le reti di ONG &#8211; sono almeno tre:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>un protocollo di sicurezza per il personale delle ONG per i progetti sostenuti dal MAECI,<\/li>\n<li>i \u201ccodici di autoregolamentazione\u201d delle ONG da fare sottoscrivere a tutte le ONG attive,<\/li>\n<li>un dossier &#8211; curato dalle Reti di ONG &#8211; con indicazioni sulla sicurezza nella cooperazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Governo ha assicurato il proprio impegno all&#8217;incremento delle risorse pubbliche nazionali per la cooperazione allo sviluppo per tornare a essere nel gruppo di testa della cooperazione internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nino Sergi (a nome delle Reti di ONG) conferma, nel suo intervento, che la complessit\u00e0 dello scenario di rischio richiede un salto di qualit\u00e0, una innovazione ed uno sviluppo della cornice di sicurezza per la cooperazione internazionale. Com&#8217;\u00e8 noto, le ONG sono mosse dall&#8217;imperativo umanitario, vale a dire dal dovere di intervenire a prestare soccorso o sostegno a persone e comunit\u00e0 attraversate da gravi disastri e calamit\u00e0 e dalle conseguenze dolorose delle crisi e dei conflitti. Quindi, nelle pratiche di intervento delle ONG, non si tratta di \u201cincoscienza\u201d, bens\u00ec di \u201cintervento\u201d, in nome dei fondamenti stessi dell&#8217;azione umanitaria (protezione, dignit\u00e0, solidariet\u00e0, cooperazione). Le ONG devono quindi sapere affermare un corretto equilibrio tra l&#8217;\u201cimperativo umanitario\u201d, che obbliga a intervenire, e le esigenze di sicurezza del personale impegnato, per ridurre l&#8217;area di rischio:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>codici di sicurezza, di autoregolamentazione, e maggiore attenzione alle azioni e alle procedure,<\/li>\n<li>confronto tra gli attori della cooperazione e della solidariet\u00e0 e l&#8217;\u201cUnit\u00e0 di Crisi\u201d della Farnesina,<\/li>\n<li>dialogo costante, nella piena, necessaria e reciproca indipendenza ed autonomia nelle decisioni.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 bene che le ONG sappiano esprimere ed effettivamente esprimano:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>capacit\u00e0 professionale,<\/li>\n<li>reti partenariali efficaci,<\/li>\n<li>conoscenza del contesto di intervento, a tutti i livelli, politico, giuridico, sociale, economico, culturale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A propria volta, la cooperazione italiana deve facilitare la formazione degli operatori per la sicurezza e la gestione delle crisi, in modo da sviluppare le capacit\u00e0 di individuazione e prevenzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I principi della collaborazione, finalizzata alla sicurezza, tra ONG ed Unit\u00e0 di Crisi della Farnesina, cui potranno aderire, su base volontaria, tutte le organizzazioni internazionalistiche, con assenso formale, e, in ogni caso, tutte le organizzazioni non-governative impegnate sui fondi MAECI, sono:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>imparzialit\u00e0, neutralit\u00e0, non-discriminazione,<\/li>\n<li>impegno ad applicare i \u201ccodici di sicurezza\u201d,<\/li>\n<li>impegno a registrare il personale espatriato &#8211; sul sito ministeriale <a href=\"http:\/\/www.dovesiamonelmondo.it\/\">dovesiamonelmondo.it<\/a>,<\/li>\n<li>individuazione di un referente per la sicurezza che sia interfaccia dell&#8217;ONG con l&#8217;UdC stessa.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giampaolo Cantini, Direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo del MAECI, richiama le quattro aree di crisi attuali a massimo livello (livello 3): Siria, Iraq, Sud Sudan, Yemen, l&#8217;inedita proliferazione, su scala mondiale e, in particolare, nell&#8217;area mediterranea di prossimit\u00e0, delle crisi e dei conflitti (basti citare il caso della Siria, con almeno 250 mila vittime stimate nel corso degli oltre quattro anni di conflitto), e la crescita significativa degli attacchi contro gli operatori umanitari nel corso degli ultimi anni (nel 2013 si sono registrati almeno 250 attacchi). Da questo panorama risulta chiaramente che \u00e8 oggi sempre pi\u00f9 necessario garantire la sicurezza degli operatori, valutare i rischi cui di volta in volta si va incontro e conoscere sempre pi\u00f9 approfonditamente i contesti di intervento valorizzando, al contempo, i principi dell&#8217;intervento umanitario, per prevenire le strumentalizzazioni:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>umanit\u00e0,<\/li>\n<li>neutralit\u00e0,<\/li>\n<li>indipendenza,<\/li>\n<li>imparzialit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 stato \u201cgeneralizzato\u201d il protocollo di sicurezza con le nuove procedure di finanziamento: le convenzioni stipulate con le ONG ed i relativi finanziamenti, da parte del MAECI, impegnano ora le ONG al rispetto del protocollo di sicurezza. Infatti, l&#8217;intesa tra le ONG e l&#8217;Unit\u00e0 di Crisi della Farnesina \u00e8 stata finalizzata e il protocollo di sicurezza \u00e8 stato approvato nel corso dell&#8217;aprile 2015:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>obbligo di registrazione su dovesiamonelmondo,<\/li>\n<li>meccanismo di comunicazione con l&#8217;Unit\u00e0 di Crisi,<\/li>\n<li>impegno ad attenersi alle procedure di sicurezza.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Claudio Taffuri, Capo dell&#8217;Unit\u00e0 di Crisi della Farnesina, pone la riflessione sull&#8217;asse tra la <em>consapevolezza <\/em>e la <em>responsabilit\u00e0<\/em>. Cresce, infatti, la domanda di sicurezza: per limitarsi ad un singolo esempio, l&#8217;ISIS, oggi IS, \u00e8 nato l&#8217;8 aprile 2013, il cosiddetto \u201ccaliffato\u201d \u00e8 stato istituito il 28 giugno 2014. Il terrorismo internazionale si dota oggi di una tempistica rapida e di una articolazione di rete estesa, tale da fare parlare di un vero e proprio \u201cterrorismo 2.0\u201d, quindi il paradigma del rischio e della sicurezza \u00e8 notevolmente cambiato proprio nel corso degli ultimi anni, se non degli ultimi mesi. Deve, di conseguenza, crescere un&#8217;etica della responsabilit\u00e0, basata su diritti, doveri e responsabilit\u00e0. Un limite alle procedure di sicurezza \u00e8 dato dalla valutazione soggettiva e variabile del contenuto di rischio; tuttavia, \u00e8 possibile individuare un sotto-insieme comune, all&#8217;interno del quale il rischio (un determinato rischio) viene percepito da tutte e tutti in modo identico o simile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 necessario puntare sulla totale indipendenza ed autonomia di ruoli e funzioni tra ONG ed istituzioni, ma anche, al contempo, su un minimo comune denominatore riconosciuto e condiviso. A differenza del passato, quando non esisteva una vera e propria \u201cistituzionalizzazione\u201d del confronto tra le ONG e l&#8217;Unit\u00e0 di Crisi, sebbene un dialogo e un confronto in tema di sicurezza per prevenire il rischio e gestire le crisi vi sia sempre stato, oggi vi \u00e8 una pi\u00f9 approfondita \u201cistituzionalizzazione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il MAECI ritiene fondamentale la raccolta delle informazioni, per valutare gli scenari e individuare i rischi, usando informazioni provenienti dai Paesi partner, dalla <em>intelligence <\/em>ed eventualmente anche dalle ONG. Il potenziale delle ONG viene quindi filtrato dal sistema di lettura proprio del MAECI.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra gli interventi del dibattito si segnalano, per i contenuti utili agli scopi della presente riflessione*:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Primo Di Blasio (Consulta Nazionale degli Enti del Servizio Civile):<\/p>\n<ul>\n<li>il radicamento nel territorio di intervento e nella comunit\u00e0 di riferimento sono indispensabili<\/li>\n<li>il piano di analisi, valutazione e gestione dei rischi \u00e8 una componente essenziale dei progetti<\/li>\n<li>la formazione degli operatori alle condotte di sicurezza \u00e8 quanto mai opportuna e necessaria<\/li>\n<li>la sperimentazione &#8211; prevista dalla Finanziaria 2014 &#8211; sui CCP va implementata al pi\u00f9 presto<\/li>\n<li>lavorare per la sicurezza nelle situazioni di crisi e di conflitto comporta &#8211; sempre &#8211; dei rischi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sergio Bassoli (Rete della Pace):<\/p>\n<ul>\n<li>l&#8217;operatore internazionale \u00e8 un soggetto della cooperazione ed un attore della pacificazione (recuperare il nesso necessario tra cooperazione economica internazionale e lavoro di pace)<\/li>\n<li>il rispetto degli accordi, del diritto internazionale e della legalit\u00e0 internazionale \u00e8 una condizione necessaria, sia nel senso di un quadro riconosciuto, sia per il lavoro di pace in s\u00e9<\/li>\n<li>il rischio pu\u00f2 essere rappresentato anche solo dalla presenza di un operatore internazionale in un dato contesto a difendere un diritto, a tutelare un soggetto o a proteggere una comunit\u00e0<\/li>\n<li>lo sfondo \u00e8 quello costituito dalla politica italiana per la cooperazione internazionale e la cooperazione allo sviluppo, per la quale \u00e8 sempre pi\u00f9 necessaria la coerenza delle politiche<\/li>\n<li>la messa a rete e la costruzione di sinergie tra gli attori del lavoro di pace e per i diritti umani e gli attori della cooperazione internazionale e dell&#8217;aiuto umanitario \u00e8 un fattore necessario.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luisa Morgantini (Assopace Palestina):<\/p>\n<ul>\n<li>interazione positiva, rispettosa ed efficace, tra istituzioni e organizzazioni della societ\u00e0 civile<\/li>\n<li>esigenza di un opportuno e necessario equilibrio tra la \u201csicurezza\u201d e l&#8217;\u201cefficacia\u201d dei progetti<\/li>\n<li>necessit\u00e0 di gestire il rischio (valutare e prevenire) senza danneggiare i progetti (sostenibilit\u00e0)<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nelle conclusioni all&#8217;importante rassegna, il Segretario Generale della Farnesina, Michele Valensise, richiama la specificit\u00e0 della cooperazione internazionale del nostro Paese come \u201csistema\u201d di una pluralit\u00e0 di attori, di soggetti e di competenze, e la necessit\u00e0 del dialogo per fare emergere le cos\u00ec dette \u201cbest practices\u201d. L&#8217;approccio alla sicurezza si fonda sulla consapevolezza dei rischi e sulla conoscenza dei contesti locali (in termini politici, sociali, culturali etc.). Pertanto, la responsabilit\u00e0 &#8211; etica della responsabilit\u00e0 &#8211; va adottata e incoraggiata in termini di consequenzialit\u00e0 di scelte e azioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>* Questa relazione non intende essere una vera e propria \u201cminuta\u201d degli interventi, quanto piuttosto una ricapitolazione di contenuti utili ai fini del lavoro degli operatori e delle operatrici internazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conferenza sulla sicurezza degli operatori internazionali, dell&#8217;umanitario, dello sviluppo e dei CCP, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), Roma, 9 settembre 2015. &nbsp; La Conferenza, promossa dalle Reti nazionali di ONG, rispettivamente AOI, CINI, LINK2007, in 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