{"id":222391,"date":"2015-09-15T18:16:22","date_gmt":"2015-09-15T17:16:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=222391"},"modified":"2016-04-02T09:27:32","modified_gmt":"2016-04-02T08:27:32","slug":"il-vero-obiettivo-delle-guerre-della-nato-e-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/09\/il-vero-obiettivo-delle-guerre-della-nato-e-leuropa\/","title":{"rendered":"Il vero obiettivo delle guerre della Nato \u00e8 l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong>Gli stessi fatti, una narrazione diversa.<\/strong><\/p>\n<p>La sfilza di guerre civili che infetta i confini dell&#8217;Europa non \u00e8 casuale, ma \u00e8 stata costruita in modo intenzionale fin dalla caduta del Muro di Berlino.<\/p>\n<p>Lo smantellamento unilaterale da parte dell&#8217;Unione Sovietica del mondo bipolare prevalso dopo il 1945 ha avuto un enorme effetto strategico sugli Stati Uniti, l&#8217;Europa e naturalmente sul resto del mondo.<\/p>\n<p>Il ruolo di protettori del \u201cmondo libero\u201d da parte degli Stati Uniti, la loro politica di contenimento del comunismo improvvisamente non aveva pi\u00f9 alcuna base.<\/p>\n<p>Dopo la Perestroika la Russia ha cominciato una veloce trasformazione della sua economia, ha sviluppato la sua societ\u00e0 civile, comprese le strutture politiche, liberato le sue \u201ccolonie\u201d in Asia e Europa Centrale e messo in moto una profonda trasformazione, aprendo allo stesso tempo il suo mercato al resto del mondo e dichiarando in modo unilaterale la fine della Guerra Fredda.<\/p>\n<p>Come un&#8217;asse rotante che improvvisamente perde una ruota, di fronte a questi inaspettati cambiamenti gli Stati Uniti hanno rivisto i loro disegni. \u201cHmmm, questo non va,\u201d\u00a0 hanno pensato i \u201cthink tanks\u201d a Washington, mentre si proclamavano vincitori della Guerra Fredda. Vincitori o sconfitti? C&#8217;\u00e8 da dire infatti che i precedenti cinquanta anni sono stati tutto sommato positivi per il potere dominante.<\/p>\n<p>Le istituzioni finanziarie di Bretton Woods hanno permesso al dollaro statunitense di regnare incontrastato sul mondo intero. Non si realizzava nessuna transazione internazionale che non fosse in dollari. Nessuno sapeva quanti miliardi di dollari circolassero nel sistema monetario internazionale ad eccezione della Federal Reserve. \u00a0Le guerre internazionali scatenate dall&#8217;unico potere reale erano in realt\u00e0 finanziate dal resto del mondo, visto che agli Stati Uniti bastava stampare moneta. Con il controllo monetario e le istituzioni finanziarie internazionali, le armi pi\u00f9 potenti, le pi\u00f9 grandi banche e multinazionali&#8230; chi aveva pi\u00f9 bisogno di colonie in tempi di banche globali e bancomat?<\/p>\n<p>Le vecchio potenze imperiali hanno ricevuto il consiglio di liberare i territori coloniali in Asia e Africa; \u00a0il nuovo \u201cStato Sceriffo\u201d in un mondo che cominciava a globalizzarsi rappresentava ormai le forze del bene e conteneva quelle del male.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa si \u00e8 leccata le ferite e ha iniziato la sua lenta ma costante ricostruzione, costretta ad acquistare capitali, finanze, armi e tecnologia dall&#8217;unica potenza esistente.<\/p>\n<p>Naturalmente questo generoso \u201caiuto\u201d richiedeva l&#8217;obbedienza politica e il pagamento di obblighi finanziari, cos\u00ec come si richiede in una corretta relazione tra padrone e servo.<\/p>\n<p>Tutto questo ha funzionato molto bene per alcuni decenni! Se consideriamo l&#8217;accelerazione storica, gli ultimi cinquant\u2019anni del XX secolo potrebbero perfettamente corrispondere ad almeno due secoli di periodi precedenti.<\/p>\n<p>In appena cinquant\u2019anni il PIL statunitense si \u00e8 moltiplicato di circa il 600%, consolidando la sua supremazia, mentre le sue multinazionali dominavano l&#8217;economia mondiale.<\/p>\n<p>Ma la vecchia Europa, culla di civilt\u00e0, inclusa quella nordamericana, con circa settemila anni di storia, alla fine si \u00e8 resa conto dopo la pi\u00f9 sanguinosa guerra a memoria d\u2019auomo che era inevitabile unirsi. Questo \u00e8 stato il messaggio dei padri fondatori dell&#8217;Unione e del Trattato di Roma del 1957, che l&#8217;anno seguente ha dato origine alla CEE (Comunit\u00e0 Economica Europea).<\/p>\n<p>Il progetto comune \u00e8 progredito nei decenni successivi e il bisogno di un\u2019unione politico-economica, cos\u00ec come di un allargamento territoriale che coprisse tutte le nazioni europee, compresa un giorno la Russia, si \u00e8 fatto largo nelle menti dei suoi pi\u00f9 attivi sostenitori.<\/p>\n<p>Con la caduta del muro di Berlino e l&#8217;unificazione della Germania il rafforzamento dell&#8217;Europa ha preso slancio. Oggi il PIL europeo supera di circa il 20% quello degli USA. Se includessimo l&#8217;Ucraina, la Russia e le nazioni della vecchia Unione Sovietica, si raggiungerebbe un PIL del 40% pi\u00f9 alto di quello degli Stati Uniti. \u201cHummm&#8230; questo \u00e8 preoccupante!\u201d<\/p>\n<p>Questa Europa allargata, con una moneta internazionale, una struttura politica e amministrativa, una tecnologia avanzata, un&#8217;energia efficiente e a basso costo e una delle migliori industrie al mondo, torna cos\u00ec a essere uno dei principali attori nel nuovo ordine mondiale. Cosa ancora pi\u00f9 importante, ha una popolazione di oltre 500 milioni di persone con alti livelli di istruzione e cultura&#8230; 800 milioni se si comprendono gli abitanti della vecchia Unione Sovietica \u2026 e dunque con la stessa rilevanza della Cina e \u00a0degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Di fatto sono i popoli a creare la ricchezza\u2026 e tutto il resto. Questo \u00e8 il segreto pi\u00f9 occultato dei nostri tempi. Si dice che i mercati creino ricchezza, che i manager creino ricchezza, che gli investitori creino ricchezza, che le borse &#8230; S\u00ec, \u00e8 vero, ma fino a un certo punto. Chi ha creato la ricchezza della Cina, per esempio? Chi ha creato quella che oggi \u00e8 la seconda potenza economica mondiale?<\/p>\n<p>Non certo i prestiti, i manager, i mercati o gli investitori. La Cina \u00e8 stata lasciata in miseria dopo l&#8217;unificazione del 1949. Hanno dovuto trasportare pietre con le loro mani per costruire le grandi dighe di cui avevano bisogno per produrre energia e coltivare la terra. S\u00ec, \u00e8 stato il popolo, il popolo cinese, che lavorando a mani nude ha reso la Cina quella che \u00e8 oggi. E\u2019 una civilt\u00e0 antica con un grande senso della storia, certo, ma \u00e8 stato il popolo a fare tutto questo.<\/p>\n<p>\u00c8 indiscutibile che sia il popolo a creare ricchezza&#8230; mentre una piccola minoranza tenta di rubarla, di concentrarla e di usarla per dominare e controllare la maggioranza e si prende pure il merito dell&#8217;impresa.<\/p>\n<p>Gli stessi esempi si possono trovare in molte regioni e culture, ma sembra che stiamo andando fuori tema.<\/p>\n<p>\u00c8 forse per caso che immediatamente dopo la fine della Guerra Fredda vari governi statunitensi abbiano creato una serie di guerre civili in Medio Oriente e Nordafrica? Guerre tra fazioni islamiche che vivevano insieme e in pace da secoli? Guerre dove l&#8217;intenzione sembra quella di creare disordine e di prolungarlo il pi\u00f9 a lungo possibile? Guerre dirette prevalentemente contro la popolazione civile e l&#8217;unit\u00e0 della nazione, pi\u00f9 che specifici obiettivi militari? Questi conflitti sono stati innescati dagli interventi militari degli USA e dei loro complici. Non occorre essere un genio per capire che la distruzione di abitazioni e infrastrutture e l&#8217;uccisione indiscriminata di civili producono migrazioni di massa e che la distruzione di religioni e culture scatena reazioni estreme, soprattutto tra i giovani.<\/p>\n<p>Dove emigreranno le persone per sopravvivere e cercare un\u2019esistenza migliore e pi\u00f9 sicura? Su chi sfogheranno i malcontenti la loro rabbia e il loro desiderio di vendetta? Non sugli Stati Uniti, ovviamente, ma sull\u2019Europa, connessa dal punto di vista culturale e storico e vicina alle zone di guerra.<\/p>\n<p>La strategia \u00e8 destabilizzare l&#8217;Europa, creare insicurezza in Europa, creare divisione tra gli Stati europei. Generare uno stato di panico che rallenti lo sviluppo e l&#8217;integrazione europea e crei pretesti per rafforzare la NATO, destinando enormi risorse finanziarie alla spesa militare. Il 2% del PIL europeo \u00e8 l&#8217;impegno minimo che si esige. Probabilmente siamo intorno ai 500 miliardi di euro&#8230; E non abbiamo bisogno di chiederci da chi si comprano le armi! In occasione della riunione del G7 nel 2014, quando la guerra s&#8217;intensificava in Ucraina, il presidente Obama si \u00e8 fatto fotografare circondato dagli ultimi modelli di aerei caccia-bombardieri e ha ammonito gli europei riguardo alla necessit\u00e0 di spendere \u00a0come minimo il 2 % del PIL per la difesa.<\/p>\n<p>E l&#8217;Ucraina e i rapporti tra l\u2019Europa e la Russia?<\/p>\n<p>Era in difesa della \u201cdemocrazia\u201d che a Kiev \u00e8 stato orchestrato un colpo di stato con milizie neo-naziste e minoranze antirusse per scatenare un conflitto con la Russia? La retorica proveniente da Kiev era cos\u00ec etnicamente anti-russa da portare a un\u2019azione protettiva nella base della flotta russa del Mar Nero in Crimea, dove c&#8217;\u00e8 un&#8217;assoluta maggioranza di etnia russa e nel Dombass, che si trova in una situazione simile.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 stato una guerra alle porte orientali dell&#8217;Europa e con essa l&#8217;embargo e le sanzioni che hanno ridotto il flusso di energia in Europa e stanno costando molto all\u2019Europa, alla Russia e all&#8217;Ucraina.<\/p>\n<p>L&#8217;economia dell&#8217;Europa \u00e8 in difficolt\u00e0, il tema della sicurezza \u00e8 il pi\u00f9 serio nella storia recente, la migrazione di massa sta imponendo una tale pressione che le sue conseguenze potrebbero riflettersi per anni, con un enorme costo dal punto di vista umano ed economico.<\/p>\n<p>Questa sequenza di eventi senza precedenti non pu\u00f2 essere attribuita alla rozzezza di Washington. Come si potrebbe attribuire una politica cos\u00ec erratica e cos\u00ec prolungata nel tempo alla pi\u00f9 grande potenza al mondo, che negli ultimi settant\u2019anni ha governato in totale supremazia e in maniera incontrastata? Al contrario \u00e8 ovvio che si tratti di una strategia intenzionale, orientata a subordinare e rallentare l&#8217;Europa, implementata in maniera sistematica e brutale a spese di milioni di civili del mondo musulmano.<\/p>\n<p>Questa strategia \u00e8 di natura cos\u00ec aggressiva e violenta e ha costi umani ed economici cos\u00ec distruttivi che anche il pi\u00f9 titubante e ingenuo tra i politici europei dovrebbe a questo punto adottare una posizione coerente al riguardo.<\/p>\n<ul>\n<li>La NATO deve fermare ogni intervento militare. Bisogna avviare immediati negoziati tra l&#8217;Europa, il Medio Oriente e i paesi del Nordafrica che si trovano in zone di conflitto, con la partecipazione dell&#8217;Arabia Saudita, dell\u2019Iran, dell\u2019Egitto e della Russia.<\/li>\n<li>Si devono implementare gli accordi di Minsk, con il totale impegno di Germania, Francia, fazioni separatiste ucraine e Russia ed eliminare le sanzioni (con l\u2019eccezione di quelle sulle armi).<\/li>\n<li>Va definita una politica comune sulla sicurezza e l&#8217;immigrazione, al fine di rispondere adeguatamente alla situazione di emergenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I leader europei dovrebbero riflettere e ricordare che non rappresentano se stessi, ma mezzo miliardo di abitanti della regione.<\/p>\n<p>Traduzione \u00a0di Vito Correddu<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli stessi fatti, una narrazione diversa. 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With a background in law from the University of Chile he joined the starting Humanist Movement founded by Silo, Argentine author and spiritual guide, in 1969. Over the subsequent years he helped developing this current in Peru, Venezuela, Sri Lanka, Australia and the United Kingdom. From 1989, as General Secretary of the Humanist International, he travelled to Zambia establishing high level links with the Kaunda Government as it transitioned to multi-party elections. He worked in close collaboration with the Moscow Humanist Club and the Russian Academy of Science in the times of Perestroika. He was involved in the organisation of the first Humanist Forum in Moscow in 1993. 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With a background in law from the University of Chile he joined the starting Humanist Movement founded by Silo, Argentine author and spiritual guide, in 1969. Over the subsequent years he helped developing this current in Peru, Venezuela, Sri Lanka, Australia and the United Kingdom. From 1989, as General Secretary of the Humanist International, he travelled to Zambia establishing high level links with the Kaunda Government as it transitioned to multi-party elections. He worked in close collaboration with the Moscow Humanist Club and the Russian Academy of Science in the times of Perestroika. He was involved in the organisation of the first Humanist Forum in Moscow in 1993. 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