{"id":215313,"date":"2015-08-28T19:10:21","date_gmt":"2015-08-28T18:10:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/?p=215313"},"modified":"2015-08-28T19:12:13","modified_gmt":"2015-08-28T18:12:13","slug":"non-ce-obbligo-solo-felicita-e-la-nostra-non-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/non-ce-obbligo-solo-felicita-e-la-nostra-non-scuola\/","title":{"rendered":"\u201cNon c\u2019\u00e8 obbligo, solo felicit\u00e0. E\u2019 la nostra non-scuola\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Tutti siamo abituati a considerare l&#8217;obbligo scolastico una cosa da non mettere in discussione. In realt\u00e0 in Italia l&#8217;obbligo di andare a scuola non c&#8217;\u00e8. Obbligatoria \u00e8 l&#8217;istruzione. Differenza, questa, nient\u2019affatto secondaria, come ci spiega Erika Di Martino che, partendo da l\u00ec, ha costruito la sua \u201chome school\u201d, divenendo punto di riferimento in Italia.<\/em><\/p>\n<p>Eppure il fatto che ai bambini non piaccia andare a scuola dovrebbe generare mille interrogativi. Ai genitori, ma anche agli insegnanti e agli educatori. Non sar\u00e0 che la scuola tradizionale non rispetta i tempi e i modi di apprendimento naturale del bambino? Non sar\u00e0 che gli ambienti inadatti, gli obblighi dei banchi, degli orari rigidissimi, dell&#8217;apprendimento sempre affidato ai libri non risponde alle esigenze dei bambini? Quanti sanno che esistono alternative?<\/p>\n<p>Dell&#8217;educazione parentale si sa ancora pochissimo ma in Italia \u00e8 stata gi\u00e0 scelta da almeno mille famiglie che hanno deciso di avvalersi di un modo nuovo di fare scuola. E&#8217; una scelta di libert\u00e0 e di rispetto dei tempi di apprendimento e dei talenti dei propri figli. I bambini non frequentano la scuola tradizionale. La loro scuola \u00e8 il mondo che li circonda, la vita stessa, la societ\u00e0 in cui vivono. E ogni occasione \u00e8 buona per imparare.<\/p>\n<p>Erika Di Martino, mamma di cinque figli che non sono mai andati a scuola, si occupa di educazione parentale da anni. E&#8217; la fondatrice del network italiano <a href=\"http:\/\/www.educazioneparentale.org\">www.educazioneparentale.org<\/a> e ha scritto il libro Homeschooling. L&#8217;educazione parentale in Italia. La famiglia di Erika \u00e8 un esempio di come il cambiamento nell&#8217;educazione sia realizzabile, soddisfacente e porti felicit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Che cosa si intende per educazione parentale? E di cosa si parla quando pi\u00f9 precisamente si parla di homeschooling e di unschooling?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019educazione parentale \u00e8 l\u2019istruzione impartita ai figli dai genitori o da altre persone scelte dalla famiglia. Si pu\u00f2 coinvolgere nell\u2019educazione chiunque abbia la voglia e la capacit\u00e0 di trasmettere conoscenza e abilit\u00e0, sfruttando tutte le fonti di conoscenza e competenza che sono disponibili nell\u2019ambiente circostante alla famiglia. Alcune famiglie preferiscono seguire orari giornalieri, utilizzando i testi e programmi scolastici, altre desiderano affidarsi a un apprendimento pi\u00f9 naturale e spontaneo dove si assecondano i bisogni, le interesse e capacit\u00e0 dei figli in veste di aiutanti e guide. Homeschooling, educazione parentale, home education, educazione paterna sono tutti sinonimi e definiscono la situazione in cui il genitore si prende la responsabilit\u00e0 di educare i propri figli a casa e informa annualmente il dirigente della propria zona della scelta fatta. Quando parliamo di homeschooling ci riferiamo a quelle famiglie che insegnano utilizzando un curriculum ben preciso. Essi in parte ricreano la scuola in casa proponendo determinati argomenti a seconda delle fasce d\u2019et\u00e0, utilizzando libri di testo simili a quelli scolastici (ma non \u00e8 detto!) e dedicando un momento specifico della giornata allo studio. Per essere pi\u00f9 esplicativa direi che in questo metodo la nave della conoscenza \u00e8 pilotata dal genitore (o dal tutor) che indica al bambino la via da seguire. Con Unschooling ci riferiamo a quelle famiglie che lasciano i propri figli liberi di decidere come, dove, quando e soprattutto cosa imparare. In questo caso la nave \u00e8 pilotata in toto dal bambino, ma egli non \u00e8 solo: i genitori sono parte attiva di questo apprendimento offrendo fonti di studio e sostenendolo nei suoi percorsi naturali. Le famiglie che fanno unschooling fanno un grosso cambiamento perch\u00e9 devono dimenticare tutto quello che \u00e8 stato loro insegnato sull\u2019apprendimento e imparare a fidarsi dei propri figlia 360\u00b0. I genitori offrono gli strumenti per trovare le informazioni rispettando le scelte e i tempi del bambino. Queste due categorie non sono a tenuta stagna e esistono tanti metodi di fare scuola familiare quante sono le famiglie che lo praticano.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 scegliere l&#8217;educazione parentale? Tu, in particolare, come sei arrivata alla decisione di non mandare a scuola i tuoi figli? Avevi sfiducia nel sistema scolastico o hai avuto brutte esperienze in questo senso?<\/strong><\/p>\n<p>Noi lo abbiamo scelto per dare maggiore libert\u00e0 ai nostri figli, sia fisica che mentale (consideriamo il banco e le 4 mura della classe alquanto restrittive), per offrire loro un percorso di studi personalizzato e per mantenere un unione familiare che con i tempi dettati dalla scuola non avremmo potuto avere. Le motivazioni di questa scelta sono molteplici: possono essere di natura religiosa, linguistica, di salute, oppure semplicemente perch\u00e9 si vuole dare ai propri figli un\u2019educazione personalizzata che soddisfi le necessit\u00e0, le passioni e i tempi del singolo. Alcune famiglie educano a casa per evitare che i propri figli subiscano il bullismo e l\u2019esposizione al clima oppressivo e competitivo della classe. Altre ancora scelgono l\u2019homeschooling perch\u00e9 non vogliono delegare ad altri il compito fondamentale di educare i propri figli. Le famiglie che scelgono l\u2019Educazione Parentale istruiscono i propri figli con amore e dedizione, il loro lavoro \u00e8 da considerarsi alla pari con quello svolto dagli insegnanti nelle scuole, e proprio per questo vanno accolte con rispetto e apprezzamento. Sia queste famiglie che le istituzioni stanno lavorando al nobile compito di aiutare le nuove generazioni a ottenere un successo formativo, promuovendo lo sviluppo della personalit\u00e0 nelle sua integralit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>I genitori che vivono gi\u00e0 questa esperienza come possono essere preparati a insegnare tutte le materie necessarie in modo adeguato? Ad esempio per la musica o la lingua straniera.<\/strong><\/p>\n<p>Oggi si pensa che per poter insegnare bisogna passare molti anni della propria vita preparandosi a farlo, passando innumerevoli test che spesso non sono in grado di valutare la reale abilit\u00e0 del candidato a insegnare; questo processo crea \u201cinsegnati qualificati\u201d che per\u00f2 troppo spesso non lavorano per vera vocazione. Per trasmettere conoscenza bisogna innanzitutto stabilire un rapporto positivo con la persona alla quale ci si sta relazionando, infatti mostrare come si fa qualche cosa \u00e8 meglio di raccontarlo e la pratica diretta \u00e8 ancora pi\u00f9 utile. Quanti insegnanti non hanno la possibilit\u00e0 di seguire il ritmo dei propri alunni a causa dei ritmi pressanti del programma e delle valanghe di lavoro aggiuntivo? Insegnando a un bambino che vuole apprendere si deve innanzitutto ascoltare e poi imparare a rispondere alle domande che arrivano direttamente da lui, garantendo un clima di rispetto e calma. Nelle classi invece ci si ritrova ad interagire in un ambiente caotico, rumoroso e stressante dove a essere interrogati senza sosta sono proprio i bambini e non gli adulti, sottoposti poi a un giudizio pressante che ne invalida le capacit\u00e0 cognitive. Questi argomenti purtroppo non vengono trattati nei libri per insegnanti, ma le conseguenze del sistema sono sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p><strong>Com&#8217;\u00e8 la vostra giornata tipo con cinque bambini di et\u00e0 diversa? Ci puoi fare un esempio?<\/strong><\/p>\n<p>Io e mio marito non riproduciamo la scuola a casa, non giochiamo a fare gli insegnanti dei nostri figli attorno al tavolo da pranzo. Non imponiamo sveglie e programmi, non decidiamo cosa essi devono studiare e non li obblighiamo a fare i compiti. Noi ci fidiamo di loro, sappiamo che essi sono in grado di imparare ci\u00f2 che vogliono, come e quando lo desiderano. Con una famiglia che conta 5 bambini (una appena arrivata), il nostro approccio educativo stravolge completamente le linee guida tradizionali, significa fare tabula rasa della propria forma mentale (e quella della maggior parte della gente che ci sta attorno) e provare qualcosa di completamente nuovo. Noi privilegiamo un percorso da autodidatti da subito, quindi non proponiamo loro alcuna nozione preconfezionata e non li sottoponiamo ad alcun tipo di esaminazione. Stiamo imparando accanto ai nostri figli, osservandoli e sostenendoli nelle loro ricerche e scoperte. Il fatto di essere i protagonisti di un cammino la cui direzione \u00e8 sconosciuta, rende l\u2019avventura ancora pi\u00f9 emozionante e imprevedibile.<\/p>\n<p><strong>Ti ispiri a uno stile preciso? Ad esempio quello della scuola steineriana, montessoriana o, invece, il vostro \u00e8 uno stile del tutto originale?<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo costruito un percorso assolutamente originale, che non riprende nessuno schema gi\u00e0 in uso. Una qualit\u00e0 che riteniamo fondamentale per il cittadino del futuro \u00e8 di avere una mente inquisitiva e la capacit\u00e0 di imparare in autonomia. Ogni bambino ha un bagaglio di domande infinito e il nostro compito \u00e8 semplicemente quello di mantenere viva la fiamma della conoscenza. Lo facciamo in molte maniere, per esempio facendoci in primis noi tante domande e poi valutando con loro le possibili risposte. Tutti i bambini hanno questo spirito di ricerca ma, troppo spesso, esso viene soffocato in nome del sistema educativo tradizionale che non incoraggia il pensiero divergente e riempie le teste degli studenti con nozioni gi\u00e0 pronte. Le lezioni vengono assimilate temporaneamente per poi essere rigurgitate nel momento del test. Questo tipo di esercitazione sterile uccide il pensiero critico. Questo continuo esercizio, unito a una grande libert\u00e0, li porta inevitabilmente a scoprire le proprie passioni. Noi genitori siamo presenti per stimolarli in svariate maniere, senza mai giudicare il loro percorso, anzi offrendo possibilit\u00e0 sempre differenti e interessanti. Trovo che il centro della vita di un individuo dovrebbe essere la passione per il lavoro svolto, non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 triste di un essere umano che non possa perseguire la propria vocazione. Un\u2019altra qualit\u00e0 a cui teniamo molto \u00e8 l\u2019indipendenza. Diamo loro l\u2019esempio su come fare numerose attivit\u00e0 quotidiane: dal preparare un pasto, a pulire il bagno, ad andare a fare una commissione e controllare poi il resto al negozio. All\u2019inizio ci affianchiamo a loro aiutandoli e correggendo gli errori, sicuramente lodandoli per i successi. Li lasciamo sbagliare un numero infinito di volte, ricordandoci che sbagliando s\u2019impara. Infine crediamo nella compassione per il prossimo, nell\u2019empatia e nella felicit\u00e0 reciproca come fonte di benessere. La compassione \u00e8 anche la chiave a un ambiente lavorativo positivo. Cerchiamo di parlare di compassione, fornendo esempi concreti, ogni giorno. La cosa che pi\u00f9 conta in quest\u2019aspetto dell\u2019educazione \u00e8 l\u2019esempio di noi genitori, infatti ci preoccupiamo di essere sempre compassionevoli verso i nostri figli e il prossimo. Se incontriamo qualcuno che \u00e8 infelice cerchiamo sempre di aiutarlo, se la persona \u00e8 lontana allora inviamo degli auguri e dei pensieri felici. Sperimentiamo come il dare felicit\u00e0, porti sempre benessere a noi e ai nostri cari. Basta veramente poco. La tolleranza va di pari passo con la compassione, e si allena conoscendo persone di diverse etnie, gruppi sociali e stati fisici. Noi cerchiamo di esporre i nostri figli a quante pi\u00f9 forme di diversit\u00e0 ci sia possibile. Mostriamo loro quanto ci sia da imparare gli uni dagli altri e che essere diversi \u00e8 un pregio, come dice il proverbio: \u201cIl mondo \u00e8 bello perch\u00e9 \u00e8 vario\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come rispondi a chi dice che i bambini vengono privati di un aspetto importante della loro vita: la socializzazione?<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una domanda frequente. In effetti la socializzazione dei ragazzi che fanno scuola a casa \u00e8 molto diversa da quella di coloro che passano la maggior parte del loro tempo a scuola o a fare i compiti. Gli homeschoolers passano le loro giornate aiutando in casa, sbrigando commissioni, facendo gite d\u2019istruzione, andando a trovare altri familiari o amici, aiutando le persone del vicinato, facendo volontariato, facendo sport di gruppo, ecc\u2026 Mentre i loro compagni scolari socializzano in un ambiente controllato, chiusi in un edificio con altri della loro stessa et\u00e0, i bambini educati a casa vengono in contatto con la societ\u00e0, con il mondo e interagiscono in prima persona. Un homeschooler interagisce con persone di tutte le et\u00e0, tipico \u00e8 vedere bambini di et\u00e0 completamente diverse giocare insieme. Essi sperimentano, coltivando la fiducia e la stima in loro stessi e nelle loro capacit\u00e0 senza essere continuamente valutati ed etichettati. Questo significa che non sapranno inserirsi nella societ\u00e0? Ma come? Essi sono gi\u00e0 parte della societ\u00e0, non si stanno preparando per essere inseriti (manco fossero bulloni), essi sono una parte assolutamente attiva della vita della loro comunit\u00e0. Nella socializzazione scolastica risiedono anche il bullismo, le violenze sessuali, il razzismo, il vandalismo, il teppismo, il sessismo e le cattive abitudini quali fumare e usare un linguaggio volgare. Questi sono anche alcuni dei motivi per i quali non manderei i miei figli a scuola. La pressione psicologica esercitata dalla massa pu\u00f2 avere effetti devastanti sia sullo studente che sulla sua famiglia. Chi non ricorda lo sfigato, il ciccione, il secchione, il gruppo di quelli \u201cin\u201d e quelli \u201cout\u201d della classe? Per far parte del gruppo cool pi\u00f9 gettonato della scuola quali sono le qualit\u00e0 necessarie? L\u2019educazione? L\u2019intelligenza? Avere sani principi morali? Non mi risulta. E fino a dove si pu\u00f2 spingere un giovane per farsi notare dai suoi coetanei? La domanda si risponde da se, sfogliando le pagine di cronaca di un giornale.<\/p>\n<p><strong>Se qualcosa non dovesse funzionare i bambini possono rientrare in un percorso scolastico tradizionale in qualunque momento?<\/strong><\/p>\n<p>I bambini possono rientrare in un percorso di studi tradizionale a met\u00e0 anno come uditori e a settembre dopo aver passato un esame di idoneit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; necessario disporre di un ambiente particolare e con attrezzature specifiche o si pu\u00f2 realizzare in qualsiasi casa? Come si organizzano praticamente le lezioni?<\/strong><\/p>\n<p>Ogni famiglia decide come affrontare questo impegno: possono essere famiglie che si organizzano sole o che condividono alcune attivit\u00e0 con altri gruppi, possono avvalersi di un tutor e\/o creare un curriculum personalizzato, possono seguire il programma ministeriale o meno. La cosa fondamentale \u00e8 che la famiglia sia al centro dell\u2019educazione: il genitore non delega il compito di educare bench\u00e9 possa avvalersi dell\u2019aiuto di altri genitori o insegnanti privati per alcune materie di studio. Tutto questo avviene tra le mure domestiche o in qualsiasi altro luogo in cui la famiglia decida di essere protagonista attiva dell\u2019apprendimento (musei, parchi, palestre, ma anche il supermercato o la banca\u2026!). Scuola familiare: mi soffermo ancora su questo termine poich\u00e9 sempre pi\u00f9 spesso in Italia lo sento utilizzato per definire una situazione in cui pi\u00f9 famiglie ingaggiano un insegnante speciale, magari con una formazione Montessoriana o Steineriana, trovano un locale adatto e iniziano una scuola. Questo pu\u00f2 avvenire nel caso in cui si crei un\u2019associazione e\/o che si tengano presenti le norme assicurative, ma non solo, che regolano questo tipo di progetto. Personalmente trovo che questa metodologia abbia poco a che fare con l\u2019educazione parentale e che sia semplicemente un altro tipo di scuola: in effetti se ci pensate si crea sempre una routine e il bambino lascia genitori e casa per \u201cessere educato\u201d da un insegnante esterno. Il ruolo del genitore qui rimane marginale.<\/p>\n<p><strong>Ci sono spese aggiuntive che una famiglia deve affrontare quando decide di educare i propri figli a casa?<\/strong><\/p>\n<p>Economicamente l&#8217;HS \u00e8 una scelta vincente, trovo che si risparmi molto rispetto al mandare un figlio a scuola. Ovviamente con ogni bambino il risparmio cresce, se facessi un lavoro full-time con uno stipendio medio e mandassi i miei 4 figli a scuola non avrei nessun risparmio da mettere da parte e probabilmente dovremmo utilizzare anche parte dello stipendio di mio marito. Quando si \u00e8 all\u2019inizio del cammino di homeschooling, oppure si sta ponderando l\u2019idea di iniziare, non \u00e8 consigliabile investire soldi su materiale extra. Educare a casa pu\u00f2 essere decisamente pi\u00f9 economico che mandare i propri figli a scuola: non avete spese di benzina, non dovete comprare tutto l\u2019occorrente per la scuola (zaini, astucci, un\u2019infinit\u00e0 di libri, ecc), potete evitare le ultime mode del momento e risparmiare in vestiti e gadget. Utilizzate internet e le biblioteche, gli anziani sono meglio dei libri di storia, il supermercato offre diverse varianti di problemi matematici da risolvere, tutte queste sono possibilit\u00e0 di apprendimento a costo zero, ma vedrete che il tempo ve ne suggerir\u00e0 molte ancora. Invece di acquistare giocattoli per le feste fate ai vostri figli regali intelligenti: un abbonamento a una rivista educativa, ingressi per il teatro o a una mostra particolarmente interessante, libri oppure abbonamenti per programmi didattici online.<\/p>\n<p><strong>Le vostre famiglie e i vostri amici vi hanno sostenuto in questo percorso?<\/strong><\/p>\n<p>Si, entrambe le nostre famiglie ci hanno sostenuto nel percorso fin dall&#8217;inizio. La famiglia di mio marito era pi\u00f9 titubante, ma una volta che hanno visto la felicit\u00e0, curiosit\u00e0 e operosit\u00e0 dei bambini sperimentata al di fuori del sistema scolastico si sono ancora pi\u00f9 convinti. La differenza con i loro coetanei scolarizzati in termine di serenit\u00e0 \u00e8 lampante.<\/p>\n<p><strong>Conosci persone ormai adulte che sono state homeschoolers da bambini? Se s\u00ec, la loro esperienza \u00e8 positiva alla luce poi del loro inserimento nel mondo del lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>Conosco persone famose e di successo che sono cresciute senza scuola e conosco persone comuni che da bambini erano HS, che ora hanno pi\u00f9 di 30 anni e magari hanno dei figli homeschoolers di seconda generazione e che sono altamente soddisfatte del proprio percorso. In generale sono adulti con una forte autostima, che hanno preferito creare la propria realt\u00e0 seguendo i propri sogni e le proprie passioni piuttosto che omologarsi al sistema vigente.<\/p>\n<p><strong>Come rispondi a chi dice che il bambino non ha la possibilit\u00e0 di confrontarsi con un&#8217;autorit\u00e0 diversa da quella dei genitori?<\/strong><\/p>\n<p>I bambini HS non vivono in una relazione esclusiva con i propri genitori, non sono sotto una campana di vetro. A seconda dell&#8217;esperienza che stanno vivendo, che sia un&#8217;attivit\u00e0 sportiva, una gita al museo, un&#8217;uscita indipendente con gli amici, il semplice atto di fare la spesa, essi intessono relazioni con altri adulti che innescano uno scambio di ruoli costante.<\/p>\n<p><strong>Cosa ti senti di consigliare a chi si sta avvicinando all&#8217;homeschooling o all&#8217;unschooling?<\/strong><\/p>\n<p>La prima cosa che dovete fare \u00e8 mettervi in contatto con altre famiglie che stanno gi\u00e0 educando a casa.<\/p>\n<p><strong>Che cosa serve Erika, secondo te, per essere felici? E c&#8217;\u00e8 una relazione tra unschooling e felicit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>La felicit\u00e0 \u00e8 il motore dell\u2019esistenza e per vivere bene bisogna saper essere felici indipendentemente da ci\u00f2 che accade: tra tutte le cose che insegno ai miei figli, questa \u00e8 di sicuro una di quelle che mi sta pi\u00f9 a cuore. Troppi genitori insegnano ai bambini che la felicit\u00e0 \u00e8 al di fuori di essi e che dipende dagli oggetti o dal denaro che si possiedono, oppure ancora dalle amicizie che si hanno o dai voti che si prendono a scuola. Fin da piccolissimi noi lasciamo ai nostri figli la loro privacy, la libert\u00e0 di intrattenersi da soli: giocando, leggendo, immaginando, costruendo. L\u2019ozio creativo e solitario \u00e8 da noi largamente valorizzato con risultati positivi. La felicit\u00e0 si raggiunge da soli. Non ho praticamente mai sentito i miei figli lamentarsi di essere annoiati. Piuttosto che algebra o il nome dei fiumi del centro America, si dovrebbe insegnare a essere felici. Il bambino che non sperimenta questo grado d\u2019indipendenza rischia, una volta adulto, di attaccarsi in maniera morbosa ad un\u2019altra persona, oppure di colmare il vuoto esistenziale con passatempi come i social o lo shopping, oppure peggio ancora, con il cibo.<\/p>\n<p><em>Il 13 settembre 2015 a Vaiano (Prato) &#8220;Tutta un&#8217;altra scuola&#8221;: si parler\u00e0 di homeschooling, ma anche delle tante esperienze che in Italia stanno cambiando il modo di fare educazione.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti siamo abituati a considerare l&#8217;obbligo scolastico una cosa da non mettere in discussione. In realt\u00e0 in Italia l&#8217;obbligo di andare a scuola non c&#8217;\u00e8. Obbligatoria \u00e8 l&#8217;istruzione. 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