{"id":21197,"date":"2012-10-23T08:10:22","date_gmt":"2012-10-23T08:10:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=21197"},"modified":"2013-01-27T19:54:09","modified_gmt":"2013-01-27T19:54:09","slug":"rom-e-sinti-una-questione-ancora-aperta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/10\/rom-e-sinti-una-questione-ancora-aperta\/","title":{"rendered":"Rom e Sinti: una questione ancora aperta"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 ancora molto da fare per assicurare i diritti umani pi\u00f9 elementari ai Rom e ai Sinti presenti sul territorio italiano. Ne parliamo con Ernesto Rossi, presidente dell\u2019Associazione Aven Amentza, che si occupa da anni della questione.<\/p>\n<p><strong>Prima di tutto una domanda generale: che differenza c\u2019\u00e8 tra Rom e Sinti?<\/strong><\/p>\n<p>Sono popolazioni affini e allo stesso tempo diverse, che si sono mosse dall\u2019India nord-occidentale per spostarsi gradualmente verso l\u2019Europa. I Rom sono arrivati in Italia alla fine del 1300, attraverso l\u2019Adriatico, i Sinti nei primi decenni del \u2018400 attraverso le Alpi. Molti confondono i Rom con i Romeni, con cui invece non hanno nulla a che fare. In Romania sono stati schiavi per cinquecento anni, dai tempi del principe Vlad detto Dracul fino a met\u00e0 dell\u2019Ottocento. La loro lingua, il roman\u00e8s, deriva dal sanscrito.<\/p>\n<p>In Italia i Sinti sono arrivati come giocolieri e saltimbanchi, divenuti poi giostrai e circensi. Pochi sanno che i circhi, fra cui i famosi Togni, Orfei, ecc., sono stati fondati proprio da loro. Attualmente sono 30.000-35.000 in tutta Italia, mentre i Rom sono 140.000, di cui un po\u2019 meno della met\u00e0 italiani.<\/p>\n<p><strong>Veniamo a Milano. Cosa si \u00e8 fatto per assicurare i diritti umani fondamentali a queste popolazioni?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1983 Carlo Cuomo, assessore ai Servizi Sociali e poi al Decentramento fra il 1975 e il 1985, ha fondato la sezione milanese dell\u2019Opera Nomadi, un\u2019associazione con numerose sedi e centro a Roma. Esisteva gi\u00e0 a Milano un Ufficio Comunale Stranieri e Nomadi, a cui Carlo ha dato un ruolo di coordinamento dei primi campi comunali; l\u2019obiettivo era quello di assicurare la residenza, con tutto quel che ne segue, togliendo i Rom dalla strada e dagli sgomberi e di avviare elementi di cittadinanza e la scolarizzazione dei loro figli.<\/p>\n<p>E\u2019 stato cos\u00ec realizzato un importante progetto di mediazione culturale, scolastica e poi sanitaria, in collaborazione con Susanna Mantovani, Preside dell\u2019allora Facolt\u00e0 di Magistero: dopo un corso di abilitazione per mediatori, delle ragazze Rom con la licenza media (cosa rara per quei tempi) sono state inserite nelle scuole pi\u00f9 frequentate dai bambini Rom, stando in classe insieme alla maestra titolare. Si \u00e8 trattato di un passo importante per cambiare l\u2019immagine diffusa di questo popolo: per la prima volta i bambini Rom e i loro compagni vedevano delle ragazze \u2018zingare\u2019 in una posizione autorevole.<\/p>\n<p>Nel 1996 sono entrato nell\u2019Opera Nomadi, quando in alcune zone della citt\u00e0 si \u00e8 avviata anche la mediazione sanitaria: dopo un corso presso i consultori familiari e con il supporto degli operatori dell\u2019USSL locale, delle mediatrici Rom portavano alle altre donne della comunit\u00e0 informazioni sui consultori, i loro orari e i servizi offerti e le assistevano nel periodo pre e post parto.<\/p>\n<p>Questi progetti sono stati via via ridimensionati dalle giunte Albertini e soprattutto Moratti.<\/p>\n<p>Nel 2004 ho fondato nel campo di Triboniano l\u2019associazione \u201cAven Amentza\u201d (in romanes \u201cVenite con noi\u201d), con l\u2019appoggio della Camera del Lavoro, della CGIL regionale e di Coop Lombardia. Era un\u2019associazione mista: i Rom erano pi\u00f9 della met\u00e0, gli altri erano Gag\u00e9 (ossia i non Rom e non Sinti). Una delle attivit\u00e0 che mi ha dato pi\u00f9 soddisfazione \u00e8 stata un anno e mezzo di sportello sindacale <em>dentro<\/em> il campo. Man mano per\u00f2 il Triboniano \u00e8 diventato una sorta di lager, presidiato dalla polizia, dove non si poteva entrare dopo le 10 di sera. Dopo la chiusura preelettorale del campo, l\u2019associazione continua comunque a fare attivit\u00e0 culturale, con conferenze e proiezioni di film su Rom e Sinti.<\/p>\n<p>Con De Corato vice-sindaco gli sgomberi erano all\u2019ordine del giorno (540 in due anni e mezzo-tre): i bambini venivano strappati alla scuola e alcuni avevano subito pi\u00f9 sgomberi degli anni della loro et\u00e0.<\/p>\n<p>Nel 2006 il Sindaco di Buccinasco mi ha chiesto di diventare presidente dell\u2019associazione \u201cApertamente\u201d, che \u00e8 tuttora molto attiva e lavora con una famiglia allargata di Sinti lombardi che vivono in citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 ora la situazione a Milano?<\/strong><\/p>\n<p>Purtroppo gli sgomberi continuano, anche se non hanno pi\u00f9 la brutalit\u00e0 dei tempi di De Corato. La buona notizia \u00e8 che si \u00e8 formato un Tavolo di lavoro sul tema, con le associazioni che si occupano di Rom e Sinti e gli assessori Majorino e Granelli, con un progetto di integrazione legato a quello approvato dal Governo e varato dal ministro Riccardi, in attuazione delle prescrizioni dell\u2019U.E, mai prima rispettate in Italia. Ci sono gi\u00e0 stati vari incontri e ho fiducia che si possa avviare un percorso interessante.<\/p>\n<p>E\u2019 vero, la maggior parte dei Rom sono poveri e suscitano pregiudizi radicati, ma lasciandoli rinchiusi nei ghetti e non affrontando i loro problemi la situazione non pu\u00f2 sbloccarsi. E io parto da un concetto molto semplice, che ha animato tutta la mia azione in questi anni: i diritti umani appartengono a tutti dalla nascita: non sono divisibili, n\u00e9 negoziabili. Quando qualcuno se li vede negare, \u00e8 un\u2019offesa per ognuno di noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 ancora molto da fare per assicurare i diritti umani pi\u00f9 elementari ai Rom e ai Sinti presenti sul territorio italiano. Ne parliamo con Ernesto Rossi, presidente dell\u2019Associazione Aven Amentza, che si occupa da anni della questione. 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