{"id":210168,"date":"2015-08-12T23:45:09","date_gmt":"2015-08-12T22:45:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=210168"},"modified":"2015-08-17T21:13:26","modified_gmt":"2015-08-17T20:13:26","slug":"messico-non-ci-abitueremo-alla-violenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/messico-non-ci-abitueremo-alla-violenza\/","title":{"rendered":"Messico: \u201cNon ci abitueremo alla violenza\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Dal Chiapas il discorso della madre di Nadia rivolto al governo messicano, agli investigatori e alla societ\u00e0. Tante le perplessit\u00e0 e le domande circa la morte della figlia, di Rub\u00e9n Espinosa e di altre tre donne a Citt\u00e0 del Messico.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Grande l&#8217;ondata di solidariet\u00e0 per sollecitare che si portino a compimento accuratamente le indagini attorno al pluriomicidio di Rub\u00e9n Espinosa, Nadia Dominique P\u00e9rez e altre tre donne, ennesimo di una scia sempre pi\u00f9 lunga di assassinii a giornalisti e attivisti in Messico. Migliaia di manifestanti sono giunti a bussare alla porta del governatore di Veracruz, Javier Duarte, personalit\u00e0 verso la cui amministrazione Rub\u00e9n e Nadia avevano denunciato la possibile implicazione in azioni di rappresaglia e violenza nei loro confronti. Per questo si erano trasferiti a Citt\u00e0 del Messico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201c<\/em><em>Sei stato tu\u201d <\/em>gridano gli striscioni. Tra i manifestanti non solo giovani studenti, amici delle vittime e attivisti ma anche accademici dell&#8217; <em>Universidad Veracruzana<\/em> in cui Nadia aveva studiato. Sono concentrati al civico 302 della strada 24 Febbraio, colonia (zona) 2 di Aprile, Xalapa. Hanno collocato una corona di fiori in memoria delle vittime sulla parte posteriore e principale della residenza ufficiale del governatore Duarte e con tanti striscioni inneggiano alla giustizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La pressione internazionale, invece, giunge anche dall&#8217;Italia. 132 personalit\u00e0 del mondo intellettuale italiano e internazionale hanno redatto l&#8217;<a href=\"#MexicoNosUrge\">appello <strong>#MexicoNosUrge<\/strong><\/a>, affermando che non \u00e8 pi\u00f9 possibile rimanere in silenzio di fronte a fatti eclatanti e violenti come quelli occorsi dieci giorni fa. Tra i firmatari: Dario Fo (premio Nobel), Erri De Luca (scrittore), Roberto Saviano (scrittore), Wu Ming (collettivo scrittori), Aldo Nove (scrittore) e Fabrizio Lorusso (giornalista in Messico). <em>\u201cChiediamo che il Parlamento Europeo esprima la sua preoccupazione rispetto alla grave crisi dei diritti umani che vive il Messico, in particolare per le costanti aggressioni ai giornalisti e difensori dei diritti umani.<\/em> &#8211; si legge nell&#8217;appello aperto alle sottoscrizioni dei cittadini &#8211; <em>Chiediamo all\u2019Italia e all\u2019Unione Europea che si sospendano tutte le relazioni (politiche e commerciali) con il Messico fino a quando non si far\u00e0 luce sui gravi casi di omicidio, violenza e sparizione forzata di persone. I paesi dell\u2019Unione Europea devono applicare l\u2019embargo agli investimenti in Messico e chiudere le loro Ambasciate, cos\u00ec come si \u00e8 fatto nel caso di altri paesi che non osservano l\u2019obbligo del rispetto dei diritti umani e del diritto alla vita dei propri cittadini.\u201d<\/em> Il f<em>ondamento dell\u2019accordo di libero commercio tra Messico e Paesi dell&#8217;Unione Europea, rammentano inoltre, dovrebbe basarsi sul rispetto dei principi democratici e dei diritti umani fondamentali, cos\u00ec come enunciati nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e, al venire a mancare tali condizioni basilari, l&#8217;Italia e l&#8217;intera Europa si rendono complici dei fatti che stanno accadendo in Messico.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rapide le evoluzioni nelle ultime ore, anche troppo. Il direttore del Governo capitolino, Miguel \u00c1ngel Mancera ha inviato personale della Procura Generale di Giustizia del Distretto Federale (PGJDF) nello Stato di Veracruz per raccogliere le dichiarazioni di Duarte. Come testimone. Duarte si \u00e8 pi\u00f9 volte lavato le mani circa le accuse a lui rivolte e in questi giorni ha rimandato perentoriamente la gestione del caso al solo <em>Distrito Federal<\/em> (DF, ovverosia Citt\u00e0 del Messico) e questa continua ad essere la sua linea, anche dopo aver rilasciato la sua testimonianza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Article 19<\/em>, organo che ha evidenziato le storture del caso fin dal primo momento e che si occupa dei diritti dei giornalisti nei luoghi in cui la professione pi\u00f9 implica forti rischi, \u00e8 stato parte coadiuvante del questionario sottoposto a Duarte. Tuttavia dal twitter del presidente di <em>Article 19<\/em> per il Messico e America Centrale, Dar\u00edo Ram\u00edrez Salazar, apprendiamo che: <em>\u201cDurante il procedimento giuridico in Veracruz nessuno del personale di Article 19 &#8211; Messico \u00e8 stato presente. Questo per chiarire quanto detto nel comunicato della Procura Generale di Giustizia del Distretto Federale\u201d<\/em> in cui invece si sostiene che Dar\u00edo Ram\u00edrez Salazar in persona ha presieduto la lettura delle domande del questionario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attraverso <em>PlumasLibres<\/em> sappiamo che <strong>Pe\u00f1a e Salas, <\/strong>g<strong>li avvocati della famiglia di Nadia, <\/strong>affermano che <em>\u201cle misure intraprese fino ad ora sono state pi\u00f9 mediatiche che volte a scoprire la verit\u00e0\u201d<\/em>. Dicono che bisogna seguire chiaramente la pista del movente politico e lamentano che non siano stati citati a giudizio i due segretari della Sicurezza Pubblica, Sergio L\u00f3pez Esquer e l&#8217;attuale, Arturo Berm\u00fadez Zurita, a partire dalle denunce di Rub\u00e9n e Nadia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Daniela Pastrana<\/strong>, direttrice della <em>Red de Periodistas de a Pie <\/em>ricorda che agenti della polizia avevano fermato Rub\u00e9n il 14 settembre 2013 nel corso di uno sgombero a Xalapa per eliminare ogni sua evidenza fotografica e che anche Nadia, in una intervista, aveva denunciato gli attacchi della polizia ad una manifestazione pacifica a Xalapa.<em> \u201cBisognerebbe capire se l&#8217;amministrazione di Veracruz teneva un registro fotografico dei giornalisti, come indicano varie testimonianze\u201d<\/em>, conclude Daniela Pastrana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Intanto l&#8217;orrore non ha tregua. Si \u00e8 diffusa la notizia della scomparsa da domenica di due accademici dell&#8217;<em>Universidad Veracruzana <\/em>di cui non \u00e8 stata ancora resa nota ufficialmente l&#8217;identit\u00e0.<em> PlumasLibres <\/em>sostiene che uno dei due sia Ren\u00e9 Hern\u00e1ndez Luis, 28 anni, membro di organizzazioni per la difesa dei fiumi e dei diritti indigeni nel Sud del Paese e con base nel municipio di Mecayapan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Resta centrale quanto affermato nel discorso del 10 agosto di Mirtha Luz P\u00e9rez Robledo, poetessa e madre di Nadia. Denso di interrogativi, precisazioni sui fatti, perplessit\u00e0 ma anche forte determinazione, tenacia. A fronte di una battaglia a scacchi guidata dal clamore politico e mediatico, il richiamo \u00e8 alla verit\u00e0, alla fine delle violenze e all&#8217;unione della societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA NOSTRA NADIA, \u201cIN DIFESA DELLA MEMORIA\u201d<\/p>\n<p>Mirtha Luz P\u00e9rez Robledo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>DICHIARAZIONE PUBBLICA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>AL GOVERNO FEDERALE<\/p>\n<p>AL GOVERNO DEL DF<\/p>\n<p>AL GOVERNO DELLO STATO DI VERACRUZ<\/p>\n<p>ALLE ISTITUZIONI INCARICATE DELLA PROTEZIONE DEI DIRITTI UMANI<\/p>\n<p>ALLA SOCIET\u00c0 MESSICANA<\/p>\n<p>ALLA COMUNIT\u00c0 INTERNAZIONALE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cosa si pu\u00f2 dire quando ti hanno rapito il cuore? Le parole si rompono, si disperdono. Non sai se ci\u00f2 che \u00e8 successo corrisponda davvero a ci\u00f2 che senti. Va via la parola amore. Va via la parola generosit\u00e0. Vanno via le parole con cui abitualmente parli, operi, ti comporti, ti costruisci. Vanno via le parole che ti abitano e smetti di abitare le parole. Allora rimani muta, pietrificata, immobile, annullata, umiliata, si cancella il tuo orizzonte, ti cancelli, poco a poco cominci a cancellare te stesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>La tragedia<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il pomeriggio del giorno sabato primo agosto, attraverso i mezzi di comunicazione, e non delle autorit\u00e0, abbiamo saputo dei tragici fatti in cui ha perso la vita la nostra cara Nadia insieme ad altre 4 persone. Nadia Dominique Vera P\u00e9rez viveva dal febbraio del 2015 nell&#8217;appartamento 401 dell&#8217;edificio ubicato nella strada Luz Savi\u00f1on 1909, della colonia (zona) Navarte in cui avvennero gli incresciosi fatti. Nadia era arrivata a Citt\u00e0 del Messico dopo aver vissuto 12 anni nella citt\u00e0 di Xalapa, perch\u00e9 <em>\u201cnon si sentiva pi\u00f9 sicura\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lei, stava per andarsene alla Citt\u00e0 di Cuernavaca per un&#8217;offerta di lavoro. Se ne sarebbe andata il giorno domenica 2 agosto e infatti lo avevo detto ai suoi amici e familiari il mercoled\u00ec 29 luglio. Anche le ragazze che vivevano l\u00ec stavano per lasciare l&#8217;appartamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>Chi era Nadia Dominique Vera P\u00e9rez?<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nadia \u00e8 nata a Comit\u00e1n, Chiapas, l&#8217;8 febbraio 1983. Nel 2001 inizi\u00f2 a studiare nella Facolt\u00e0 di Scienze sociali della UNACH della citt\u00e0 di San Crist\u00f3bal de las Casas, che abbandon\u00f2 per continuare gli studi a Xalapa nella Facolt\u00e0 di Antropologia dell&#8217;<em>Universidad Veracruzana<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nadia era direttrice, produttrice e promotrice culturale in Messico, specialmente nel campo delle arti sceniche. La sua attivit\u00e0 culturale fu sempre legata alla difesa dei diritti umani, della libert\u00e0 di espressione e dei diritti degli animali. Appoggi\u00f2 anche il movimento <em>#YoSoy132<\/em>, il magistero, nella difesa contro le aggressioni a giornalisti, il Comitato Universitario di Lotta dell&#8217;<em>Universidad Veracruzana<\/em>, quello in difesa per il petrolio, quello dei 43 normalisti scomparsi ad Ayotzinapa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nadia praticava un&#8217;attivit\u00e0 politica molto energica a favore dei diritti umani a partire dalla cultura e l&#8217;arte. Queste due attivit\u00e0 furono fondamentali per lei e le un\u00ec in ogni passo della sua vita. Svolse l&#8217;attivit\u00e0 di produttrice generale e direttrice di diversi festival, attivit\u00e0 nazionali e internazionali. Credeva fermamente nel potenziale delle arti per la trasformazione sociale del Messico e agiva di conseguenza. Nadia era anche, \u00e8, nostra figlia, nostra sorella, zia, cugina; un pezzo del nostro cuore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>Il proseguimento delle indagini<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al dolore per la perdita di Nadia, la violenza che dovette subire, si somma la violenza istituzionale quando constatiamo che manca limpidezza nella gestione del caso da parte della Procura Generale della Giustizia del Distretto Federale:<\/p>\n<p>Fin dall&#8217;inizio l&#8217;informazione si \u00e8 diffusa in modo extraufficiale, frammentata e contraddittoria attraverso i mezzi di comunicazione e la Procura non si \u00e8 esposto per pronunciarsi su questo punto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si dice&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che Nadia era fidanzata del reporter Rub\u00e9n Espinosa, cosa falsa in quanto Nadia e Rub\u00e9n erano amici e si conobbero quando entrambi vivevano a Xalapa, Veracruz, e collaborarono nel Festival 4X4.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che avevano assassinato il reporter Rub\u00e9n Espinosa e 4 donne, senza darci l&#8217;informazione completa di chi erano le vittime, nonostante fossero state trovate nel luogo in cui vivevano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che un testimone dichiar\u00f2 che le vittime avevano consumato una festa con i loro carnefici. Quasi subito questa informazione \u00e8 stata smentita e si \u00e8 passati a informare che i fatti accaddero tra le 14 e 15, enfatizzando che Nadia e Rub\u00e9n erano stati in un bar all&#8217;alba.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che le altre vittime erano Yesenia Quiroz, truccatrice, Olivia Alejandra Negrete Avil\u00e9s, collaboratrice domestica e, poi, una cittadina colombiana della quale si confusero nome e foto fintanto che, solo qualche giorno dopo, si conobbe la sua identit\u00e0, si trattava di Mile Virgina Martin. Cio\u00e8, si enfatizzarono occupazione, nazionalit\u00e0, sesso e abitudini delle vittime, contribuendo a stigmatizzarle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che le telecamere dell&#8217;edificio non funzionavano ma che ci si affidava a telecamere vicine. Tuttavia, in seguito \u00e8 stato reso noto un video che mostrava l&#8217;uscita dei presunti assassini dall&#8217;appartamento, ma non il loro arrivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che gli assassini fuggirono in un&#8217;auto modello Mustang rossa che fu abbandonata a Coyoac\u00e1n, con varie contraddizioni sulla propriet\u00e0 del suddetto veicolo e la probabile connessione con attivit\u00e0 illecite in anni precedenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che tutte le vittime furono assassinate da un proiettile di arma da fuoco e che si utilizz\u00f2 un cuscino per silenziare il rumore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che filtrarono, attraverso i mezzi di comunicazione, fotografie sullo stato in cui versavano le vittime, ferendo ancora di pi\u00f9 la loro memoria e quella delle famiglie.<\/p>\n<p>Per quanto precedentemente detto, e alla luce del nostro diritto alla verit\u00e0 e giustizia in quanto parenti di Nadia, abbiamo molte domande per la Procura della Giustizia del DF, istituzione dalla quale aspettiamo ancora risposte:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 si afferma che i fatti avvennero ad un&#8217;ora (3 del pomeriggio) e nella parte forense si afferma che il decesso avvenne alle 21?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quali dichiarazioni rilevanti hanno fatto i testimoni chiave sul caso?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;attivit\u00e0 di Nadia come attivista non \u00e8 contemplata come un fatto che la collocava in situazione di vulnerabilit\u00e0?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non si \u00e8 preso in considerazione il contesto di violenza e insicurezza, oltre che l&#8217;aggressione diretta da parte dello Stato di Veracruz a gruppi studenteschi e attivisti a cui Nadia apparteneva?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la spiegazione di tanto accanimento contro le vittime?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cosa implica il fatto che l&#8217;arma utilizzata nel crimine sia stata usata per la prima volta e sia un&#8217;arma con silenziatore?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e8 si fanno filtrare informazioni confidenziali ai mezzi di comunicazione se con ci\u00f2 si mettono in pericolo i familiari delle vittime?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ad amici e parenti delle vittime non \u00e8 stato permesso fare dichiarazioni che possano apportare maggiori informazioni?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 si \u00e8 data priorit\u00e0 al movente del furto e si sono minimizzate altre piste investigative?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ai testimoni chiave \u00e8 stato permesso raccogliere i loro beni, alterando cos\u00ec la scena del crimine?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 nessuna autorit\u00e0 si \u00e8 messa in comunicazione con noi per darci informazioni e sostegno?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nulla ci restituir\u00e0 la nostra Nadia. Alle altre famiglie nessuno restituir\u00e0 i loro cari, ma crediamo che conoscere la verit\u00e0 possa restituirci un poco di fiducia nelle istituzioni; diversamente si creer\u00e0 un clima di scetticismo pi\u00f9 forte e, ancora pi\u00f9 grave, un&#8217;impunit\u00e0 galoppante che lascia la societ\u00e0 indifesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto detto finora, ci affidiamo alla Legge Generale delle Vittime, specialmente per ci\u00f2 che concerne la verit\u00e0 di quanto accaduto nei fatti in cui furono violati i diritti umani di Nadia e delle altre dirette vittime, come quelli dei parenti in qualit\u00e0 di vittime indirette, motivi per cui le autorit\u00e0 dovranno informare dei risultati delle indagini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiediamo:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che nelle indagini circa i fatti che porta avanti la Procura ci si attenga agli standard pi\u00f9 alti in quanto a rispetto dei diritti umani, garantendo la sicurezza dei parenti delle vittime, cos\u00ec come degli attivisti e difensori dei diritti umani e gruppi studenteschi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che si permetta ai rappresentanti legali delle famiglie l&#8217;accesso all&#8217;informazione circa gli sviluppi e del caso e non ci sia fuga di notizie che provocano danni ancora pi\u00f9 grandi alle vittime e ai suoi familiari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che le indagini sui fatti si compiano in modo esaustivo, senza tralasciare nessuna pista investigativa, senza scartare quella delle minacce denunciate da Rub\u00e9n e Nadia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che si seguano i protocolli investigativi, evitando di mettere in rischio la sicurezza delle vittime indirette, cos\u00ec come dei testimoni del caso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che si permetta raccogliere gli effetti personali delle vittime, seguendo i protocolli di sicurezza, cos\u00ec come la Procura l&#8217;ha gi\u00e0 permesso a persone che sono testimoni chiave.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questi fatti ci distruggono come famiglia e distruggono le famiglie delle vittime e, in un contesto in cui violenza e impunit\u00e0 sono state una costante, distruggono anche tutta la societ\u00e0 messicana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine, vogliamo mostrarci solidali con le famiglie di Olivia Alejandra, Yesenia Quiroz, Mile Virginia e Rub\u00e9n Espinosa, lo stesso dolore ci unisce; inoltre ringraziamo di cuore la solidariet\u00e0 degli amici che da varie parti del Paese e del Mondo ci abbracciano; le persone che fanno parte di organizzazioni civili e coloro i quali ci hanno manifestato sostegno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La loro solidariet\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che ci mantiene in piedi di fronte a tanto dolore. Abbiamo bisogno di restare uniti per esigere un&#8217;accurata ricerca investigativa sui fatti, motivo per cui esortiamo a restare attenti e vigilare sul corso di tali indagini. Non ci abitueremo alla violenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FAMIGLIA DI NADIA VERA P\u00c9REZ<\/p>\n<p>SAN CRIST\u00d3BAL DE LAS CASAS, CHIAPAS<\/p>\n<p>10 Agosto 2015<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Da <em>Chiapas Denuncia<\/em>, traduzione di Lucia Cupertino)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal Chiapas il discorso della madre di Nadia rivolto al governo messicano, agli investigatori e alla societ\u00e0. 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