{"id":208214,"date":"2015-08-06T08:31:31","date_gmt":"2015-08-06T07:31:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=208214"},"modified":"2015-08-06T08:31:31","modified_gmt":"2015-08-06T07:31:31","slug":"sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/","title":{"rendered":"Sullings: Analisi sulla situazione in Grecia"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Il Contesto della UE<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Noi umanisti desideriamo che in futuro tutti i popoli del mondo si possano integrare in una Nazione Umana Universale. In questo senso, differenziamo in questo processo di integrazione quello che denominiamo mondializzazione da ci\u00f2 che si chiama globalizzazione; mentre la prima ha a che fare con l\u2019integrazione di popoli, con la sua diversit\u00e0 culturale, la seconda ha a che fare di pi\u00f9 con l\u2019espansione e la penetrazione del potere economico e finanziario globale, disciplinando i paesi sotto la sua logica predatrice.<\/p>\n<p>Naturalmente, come umanisti incoraggiamo tutti i segnali di integrazioni regionali, perch\u00e9 intanto significano un passo precedente a questa Nazione Umana Universale futura. Certamente, l\u2019integrazione economica deve essere un aspetto importante di questa integrazione; ma non dovrebbe essere il pi\u00f9 importante, o, in ogni caso, dovrebbe essere soggetto ad un interesse superiore che abbia a che fare con una vera integrazione solidale delle popolazioni, dove le strutture economiche siano al servizio dello sviluppo umano senza frontiere. Ovvio che se l\u2019uso di una moneta comune in un\u2019integrazione regionale contribuisse a questo sviluppo, dovrebbe essere incoraggiata.<\/p>\n<p>Ma qualcosa di molto diverso accade in qualcuna delle integrazioni regionali per il mondo che non sembrerebbero costituirsi a partire dalle necessit\u00e0 e interessi delle popolazioni ma, meglio, dagli interessi delle multinazionali e dal potere finanziario globale. \u00c8 questo il caso dell\u2019UE, ogni volta sempre pi\u00f9 al servizio delle banche e delle imprese che della gente; ed \u00e8 anche il caso dell\u2019euro, che potenzia l\u2019espansione dell\u2019economie pi\u00f9 forti e finisce per smantellare ed indebitare le economie pi\u00f9 deboli. Intanto, i mezzi di comunicazione, sempre al servizio degli stessi poteri economici, manipolano l\u2019opinione pubblica per convincerla che i paesi seri sono quelli che applicano l\u2019economia neoliberale, e che se a qualche paese va male \u00e8 solamente perch\u00e9 i suoi governanti sono corrotti e il suo popolo debole. Cos\u00ec, dividono i popoli affinch\u00e9 non solidarizzino tra di loro se qualcuno cade in disgrazia, vittima delle politiche neoliberali, e cos\u00ec i suoi governanti hanno argomenti per essere crudeli con i popoli e generosi con le banche.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 formata l\u2019UE e dopo l\u2019Eurozona, esistevano gi\u00e0 importanti differenze tra le economie dei paesi membri, sia a livello di produttivit\u00e0 che di sviluppo industriale. Storicamente, nel mondo, per sopraelevare questo tipo di differenze, i paesi con minore produttivit\u00e0 hanno maneggiato il valore della loro moneta e hanno amministrato il loro commercio esterno cercando un certo equilibrio che potesse permettere loro di mantenere il livello di lavoro. In questo modo, ognuno cercava di mantenere il suo equilibrio, per svilupparsi a partire da l\u00ec e si ipotizzava che il livello di vita medio della popolazione era quello che corrispondeva al suo livello di sviluppo. Ma quando si \u00e8 avanzato nella zona del libero commercio e nell\u2019unione monetaria in Europa, i suoi membri hanno rinunciato a questi strumenti di politica economica, supponendo che la nuova organizzazione soprannazionale contemplasse la risoluzione delle asimmetrie tra i paesi. Ma la UE organizz\u00f2 la sua economia sotto i paradigmi del neoliberalismo, pensando che il mercato avrebbe regolato tutto armoniosamente, che l\u00ec dove ci sono disoccupati andrebbero i capitali produttivi a mettere radici, o che i disoccupati migrerebbero facilmente verso gli stessi capitali, e che i capitali finanziari si mobiliterebbero per coprire le necessit\u00e0 delle inversioni produttive. Ma la libert\u00e0 di mobilit\u00e0 dentro l\u2019Eurozona ha dato diversi risultati ad ogni protagonista perch\u00e9, mentre i capitali finanziari si possono mobilitare da un luogo ad un altro in poco tempo, i capitali produttivi richiedono pi\u00f9 tempo, e le persone, anche se possono spostarsi liberamente per le frontiere, nella pratica l\u2019abbarbicamento e le barriere culturali limitano le emigrazioni. D\u2019altra parte, gi\u00e0 nel resto del mondo si \u00e8 visto che le politiche neoliberali hanno dato luogo alla speculazione dei capitali finanziari, all\u2019indebitamento sistematico e allo smantellamento dell\u2019industria in numerosi paesi; hanno dato luogo alla fuga di capitali verso paradisi fiscali e delle fabbriche verso paradisi lavorali. E se tutto questo \u00e8 potuto essere il virus del neoliberalismo globalizzante con nazioni che mantenevano la loro sovranit\u00e0 e la loro moneta, molto peggio \u00e8 stato il suo effetto in un\u2019Eurozona dove i paesi avevano gi\u00e0 le difese basse.<\/p>\n<p>Quindi, se oggi la UE \u00e8 in crisi e la Eurozona \u00e8 indebitata, non \u00e8 perch\u00e9 il mondo non \u00e8 preparato per l\u2019integrazione regionale, ma perch\u00e9 lo si \u00e8 voluto fare sotto il neoliberalismo.<\/p>\n<p><strong><em>Verit\u00e0 e menzogne rispetto all\u2019indebitamento <\/em><\/strong><\/p>\n<p>La versione che si \u00e8 installata in gran parte dell\u2019Europa e che la maggior parte dei mezzi di comunicazione utilizzano per incolpare di tutto i greci attribuisce la responsabilit\u00e0 ai governi corrotti che hanno indebitato irresponsabilmente il paese, che hanno dilapidato le risorse, che hanno sovradimensionato il settore pubblico con il conseguente deficit fiscale e che inoltre hanno falsato la loro contabilit\u00e0 per occultare il deficit e l\u2019indebitamento. Questa responsabilit\u00e0 dei governanti sarebbe condivisa con il resto della popolazione che, alla fine, li ha votati. Ha beneficiato delle concessioni con un sistema allentato di pensioni, con il credito al consumo e con l\u2019illusoria prosperit\u00e0 di una bolla vivendo al di sopra delle illusorie possibilit\u00e0 che permetteva la loro economia. Qualcuna di queste versioni si illustrano con dati reali e si diffondono per esaltare l\u2019indignazione dei cittadini di altri paesi come nel caso dei tedeschi quando si sono accorti che la pensione massima in Grecia \u00e8 di 3.500 euro e in Germania \u00e8 di 3.100; o che l\u2019et\u00e0 nella quale molti lavoratori greci vanno in pensione \u00e8 inferiore a quella degli altri paesi per simile attivit\u00e0. L\u2019Istituto di Assicurazioni Sociali (IAS), che \u00e8 deficitario e si porta una parte importante del bilancio preventivo statale paga un tipo di pensione a 5,5 milioni di persone (praticamente la met\u00e0 della popolazione); esistono pi\u00f9 di 600 professioni per cui \u00e8 possibile andare in pensione prima e percepire una pensione anticipata per considerarsi gruppo a rischio e tra di essi configurano i parrucchieri, i camerieri, gli annunciatori, i musicisti e altre attivit\u00e0 nelle quali in qualsiasi paese andrebbero in pensione alla stessa et\u00e0 delle altre persone.<\/p>\n<p>Dal lato degli ingressi statali anche in questo caso c\u2019\u00e8 molta inefficienza, perch\u00e9 esiste una grande evasione, molto auto impiego e impresari che non apportano nulla al sistema, ed esenzioni sull\u2019IVA nelle isole dove ci sono importanti ingressi per il turismo ma che non generano un ingresso proporzionale al fisco che contribuisca a ridurre il deficit. Ancora cos\u00ec, la Grecia ha incrementato lo spreco pubblico del 50% tra il 1999 e il 2007, e questo si \u00e8 finanziato con l\u2019indebitamento.<\/p>\n<p>Con tutte queste informazioni nei loro documenti di lavoro, i rappresentanti dei paesi della UE induriscono la loro posizione nei confronti della Grecia ed esigono sempre di pi\u00f9 che la Grecia apporti dei cambiamenti. Pubblicando parzialmente questi dati nei mezzi di comunicazione \u00e8 emerso che anche le popolazioni di questi paesi si induriscono e avvallano i loro governi nelle loro esigenze con i greci. E sicuramente molta di questa informazione \u00e8 certa, al di l\u00e0 dell\u2019enfasi e della piega che gli aggiungono i mezzi e gli avvoltoi della UE; ma c\u2019\u00e8 anche un\u2019altra informazione e altri responsabili di cui nessuno parla, ovvero le banche, le multinazionali, e i governi che difendono i loro interessi.<\/p>\n<p>Quando qualcuno si indebita \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcuno che gli presta del denaro. E se qualcuno si indebita irresponsabilmente, \u00e8 perch\u00e9 qualcuno glielo presta irresponsabilmente. O per caso possiamo credere che le banche che prestavano il denaro alla Grecia erano ingenue filantrope che credevano nel paese e dopo sono state defraudate in buona fede?<\/p>\n<p>Quando \u00e8 scoppiata la crisi finanziaria mondiale, il detonatore \u00e8 stato i mutui ad alto rischio, o ipoteche spazzatura, sopra le quali si \u00e8 montato tutto un sistema fraudolento di leva finanziaria, di prestiti su prestiti con mezzi di sussistenza cos\u00ec fragili come lo erano milioni di ipoteche costituite durante la bolla finanziaria nelle quali molti dei debitori erano insolventi fin dall\u2019inizio e altri sono diventate insolventi quando la bolla esplose e tutti i valori dei loro immobili sono scese a un quarto del loro debito ipotecario. Nessuno avrebbe pensato che i colpevoli di questa gigantesca frode erano i milioni di persone che hanno perso le loro case e che le banche e i fondi di investimento che hanno generato la bolla e hanno moltiplicato la frode, fossero stati degli ingenui e benevoli finanziatori che confidavano innocentemente nei loro debitori, ma sono stati defraudati. Comunque, i 100 mila milioni di dollari destinati a calmare la crisi non sono stati dati a coloro che hanno perso le loro case, ma a salvare le banche. E i CEO che hanno protagonizzato questa frode, sono stati, in seguito, vergognosamente premiati con cifre oscene.<\/p>\n<p>\u00c8 bene ricordare tutto questo, perch\u00e9 le banche che hanno fatto questi succosi negoziati, prestando soldi ai negozianti corrotti in Grecia, non solo sapevano che la Grecia era insolvente, ma, in realt\u00e0, non gli importava, perch\u00e9 sapevano che in ultima istanza anche loro si sarebbero riscattati. E infatti \u00e8 stato cos\u00ec. Le banche francesi ridussero i loro crediti contro la Grecia di 79.000 milioni a 1.300 milioni; le banche tedesche da 45.000 milioni a 10.000 milioni e quelle italiane da 12.000 milioni a 1.000, e adesso la maggior parte del debito \u00e8 passata nelle mani della UE, in forma diretta o attraverso il meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (145.000 milioni di euro), e in quelle del FMI e della BCE. Quindi, di nuovo i governi e gli organismi internazionali decidono di salvare le banche che prestarono denaro irresponsabilmente e adesso dicono ai loro cittadini che bisogna recuperare quello che i greci devono ai loro paesi e in qualche modo danno loro da intendere che i cittadini francesi, tedeschi o italiani o spagnoli hanno pagato imposte per risolvere gli sprechi di denaro dei greci irresponsabili. Una farsa mediatica per mettere dei popoli contro altri, dissimulando la complice sottomissione dei governanti con il potere finanziario.<\/p>\n<p>Le banche conoscono il potere che hanno. Non solo controllano molti governanti perch\u00e9 sono soci, ma anche, a causa della complessa struttura delle finanze, di com\u2019\u00e8 organizzato il sistema bancario nell\u2019economia neoliberale, ricattano tutta la societ\u00e0, dato che quando una banca fallisce, trascinano nella rottura della catena di pagamenti una porzione importante dell\u2019economia reale provocando un effetto domino che nessun governo desidera, generando una situazione di ricatto in cui i governatori, al di l\u00e0 delle loro convinzioni, finiscono zoppicando a favore delle banche. Ma come se questo non fosse sufficiente a capire la perversione del sistema, bisogna anche considerare che, quando una banca o un fondo d\u2019investimento compra debiti a un paese insolvente, quelli che prendono queste decisioni non sono i proprietari del denaro, bens\u00ec gli amministratori di questi fondi, che sanno che in ultima istanza, quello che ci perde \u00e8 colui che ha risparmiato, dopo quelli che ritirano i loro copiosi profitti. \u00c8 per tutto questo che la maggior responsabilit\u00e0 nella trappola dell\u2019indebitamento \u00e8 dei creditori e non dei debitori insolventi. Dato che per fare in modo che un paese si indebiti oltre le sue possibilit\u00e0, si richiedono governanti irresponsabili e corrotti; ma questo \u00e8 uno dei problemi delle democrazie formali, che la gente deve eleggere tra false opzioni con i mezzi di comunicazione manipolati perch\u00e9 il pranzo venga servito agli avvoltoi delle finanze che, dopo aver depredato, lasciano i paesi in crisi, volano via e i responsabili visibili sono solo i loro governi burattini. Naturalmente, quando queste bolle di illusoria prosperit\u00e0 finanziaria li conformano con l\u2019indebitamento, molta gente crede che il suo livello di vita migliori, che possa consumare sempre di pi\u00f9 e di ricevere col tempo benefici che col tempo considera diritti acquisiti per poi perderli, quando gli viene spiegato che la festa \u00e8 finita. Ma non si pu\u00f2 accollare la responsabilit\u00e0 alle popolazioni, perch\u00e9 non hanno motivo per conoscere le torbide manovre finanziarie che ci sono dietro ogni bolla.<\/p>\n<p>Il sovra indebitamento dei paesi ha gi\u00e0 diverse decadi. Negli anni \u201980 c\u2019\u00e8 stata la crisi dei debiti latino americani, ma si arriv\u00f2 al Piano Brady per salvare le banche e fare il cambio di mano dei debiti. In seguito, negli anni \u201990, il neoliberalismo ha fomentato nuovamente l\u2019indebitamento e le bolle, generando diverse crisi tra le quali si annovera il default dell\u2019Argentina, con una situazione molto simile a quello della Grecia. E andando verso il nuovo secolo si sono incubate altre bolle finch\u00e9 non \u00e8 scoppiata la pi\u00f9 grande con epicentro negli USA e con questo scoppio si \u00e8 prodotta la crisi del debito in vari paesi europei. I governi cambiano, i paesi cambiano, ma c\u2019\u00e8 un attore che c\u2019\u00e8 sempre in tutte le crisi: il potere finanziario mondiale che depreda, indebita e mangia la carogna di quello che rimane delle sue vittime attraverso le privatizzazioni.<\/p>\n<p>Per questo ci pare che i greci dovranno fare la loro parte migliorando il loro sistema finanziario, tagliando privilegi insostenibili, sanando la loro corruzione. Possibilmente, dovrebbero adattarsi a vivere in base a quello che realmente producono, mentre, intanto, si sforzano di crescere e svilupparsi. Ma in nessun modo devono passare per la fame e le privazioni, e neanche privatizzare il loro patrimonio per diversi decenni per cercare di cancellare un debito impagabile. E questo debito non dovrebbero pagarlo nemmeno altri popoli, con le loro imposte, e nemmeno dovrebbero perdere i loro risparmi gli investitori in buona fede. Il debito dovrebbe pagarlo chi maneggia il potere finanziario nel mondo, e per fare in modo che non continui a depredarlo, dovrebbe smantellare il suo potere. Ma i governi delle potenze non osano smantellare il potere finanziario globale, e dovranno spiegarlo ai loro contribuenti e ai loro risparmiatori, ai quali tocca pagare il prezzo della complicit\u00e0 dei loro governanti con questo potere.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro aspetto dell\u2019indebitamento che si relaziona con la meccanica neoliberale, perch\u00e9 questa si sostiene alimentando il consumismo. In un mondo dove la ricchezza si concentra sempre di pi\u00f9, dove i profitti impresariali ogni volta crescono sempre di pi\u00f9 di fronte agli ingressi degli stipendiati, e mentre i profitti della speculazione finanziaria succhiano sempre di pi\u00f9 le risorse che dovrebbero andare alla produzione e al lavoro, in questo mondo dove gli stipendiati ricevono una porzione sempre pi\u00f9 piccola della torta, si possono solo mantenere i livelli di consumo mediante l\u2019indebitamento. Quindi, come in un\u2019operazione chirurgica, appare da un lato il potere finanziario che indebita paesi e persone perch\u00e9 consumano, e dall\u2019altro lato appaiono le multinazionali che offrono i prodotti che si devono comprare con questi prestiti. \u00c8 stato cos\u00ec nel caso della Grecia, in cui banche tedesche e francesi hanno finanziato il consumo dei greci e questo consumo, in buona parte, era composto da prodotti tedeschi e francesi (incluse armi).<\/p>\n<p><strong><em>La situazione attuale della Grecia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Oggi la Grecia ha un debito di 340.000 milioni di euro equivalente al 175% del suo PIL. Dopo tutti i compromessi realizzati negli ultimi anni per esigenza della Troika in cambio di rifinanziare il suo debito, il PIL ha perso un 25% e la disoccupazione ha raggiunto una media del 26% e del 60% tra i giovani. Questo ha portato ad un impoverimento di una parte importante della popolazione con numerose espulsioni ed il pi\u00f9 alto indice di suicidi in Europa. E tutto questo sacrificio umano \u00e8 stato solo per avvicinarsi un po\u2019 di pi\u00f9 all\u2019equilibrio fiscale, e adesso si dovrebbero raddoppiare questi compromessi e sacrifici per arrivare, in un paio d\u2019anni, al 3% del surplus primario che permetta di ammortizzare poco alla volta un debito che con questo ritmo, nel migliore dei casi verrebbe ritardato di circa cinquant\u2019anni per essere cancellato. Questo debito \u00e8 impagabile, e tutti lo sanno, solo che prima che si dichiari l\u2019inevitabile default pretendono di rimanere con il patrimonio greco, pretendendo di privatizzarlo in cambio di circa 50.000 milioni di euro che andrebbero direttamente a cancellare parte del debito. Ci\u00f2 significa che la strada che hanno davanti, in accordo con le esigenze della Troika, \u00e8 quella di tormentare il loro popolo con pi\u00f9 compromessi, terminare tutti i beni dello stato e in seguito, in ogni caso, ci sar\u00e0 il default e, in questo caso, un\u2019uscita forzata dall\u2019Euro.<\/p>\n<p>La Grecia ha costanti scadenze da rispettare per i diversi finanziamenti per pagare il suo grosso debito. E dato che non pu\u00f2 pagarli, visto il suo bilancio, deve rifinanziarli continuamente con pacchetti d\u2019aiuto della Troika, e questo aiuto \u00e8 in cambio di pi\u00f9 compromessi e tagli. Se la Grecia non accettasse questi compromessi, la Troika non rifinanzierebbe il debito e alla prima scadenza in cui la Grecia non potrebbe pagare, cadrebbe in fallimento. E se cadesse in default, non riceverebbe pi\u00f9 fondi di nessun tipo, per i quali le sue banche non avrebbero liquidit\u00e0, dato che non \u00e8 la Grecia che stampa gli euro, ma la BCE; e di fronte a questa possibilit\u00e0, ci sarebbero corse alle banche per ritirare fondi e molto presto il governo dovrebbe cominciare a pagare le pensioni e i salari pubblici dando qualsiasi tipo di garanzia che, nella pratica, sarebbe come una nuova moneta. Ovvero, sarebbe un\u2019uscita dall\u2019euro di fatto, anche se non \u00e8 prevista nella UE. Questa situazione \u00e8 ci\u00f2 che stava per accadere negli ultimi giorni quando si install\u00f2 il <em>corralito<\/em> (\u201crecinzione\u201d per i bovini, ma in questo caso si riferisce al denaro, perch\u00e9 \u00e8 stata imposta una limitazione per il denaro che viene prelevato dalle banche, <em>ndt<\/em>) e le restrizioni per estrarre fondi dalle banche in modo che Tsipras ha dovuto negoziare il nuovo accordo sotto minaccia, nonostante il risultato del referendum fin\u00ec per capitolare per paura di peggiori conseguenze. Forse Tsipras credeva che con l\u2019appoggio del referendum nel quale il popolo greco ha votato il NO per l\u2019austerit\u00e0, avrebbe potuto negoziare con maggior forza davanti alla Troika, e questa avrebbe potuto flessibilizzare la sua posizione; ma, di fatto, \u00e8 risultato il contrario.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il governo greco, gi\u00e0 prima del referendum manifestava il fatto che la sua intenzione non era uscire dall\u2019euro, ma moderare i compromessi del nuovo accordo. Ma la debolezza di questa posizione \u00e8 stata il fatto che se non fossero stati disposti a uscire dall\u2019Euro, non avrebbero avuto un piano B nel caso in cui la Troika non avrebbe flessibilizzato le sue esigenze, perch\u00e9 l\u2019unico modo di rimanere nell\u2019euro era con l\u2019aiuto finanziario della Troika, posto tutto alle sue posizioni.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che la situazione \u00e8 molto delicata e non esiste nessuna uscita facile, qualsiasi uscita avr\u00e0 il suo costo, e sar\u00e0 alto. Molti paragonano la situazione della Grecia con quella che soffr\u00ec l\u2019Argentina dalla fine del 2001 al 2002 ed effettivamente ci sono molti punti in comune. L\u2019Argentina aveva a quei tempi, da diversi anni, un regime di convertibilit\u00e0, in cui un <em>peso<\/em> argentino equivaleva a un dollaro; questo aveva provocato una sopravalutazione del <em>peso<\/em> argentino che rincarava enormemente le esportazioni e diminuiva le importazioni con cui la bilancia commerciale era deficitaria e si sosteneva in base all\u2019indebitamento e allo stesso modo il deficit fiscale. \u00c8 arrivato, poi, il momento in cui il debito si \u00e8 fatto impagabile. Non si \u00e8 pi\u00f9 raggiunto un rifinanziamento, si \u00e8 generata una corsa alle banche che ha causato il <em>corralito<\/em>. In seguito, \u00e8 andata in default e dopo ha dovuto ritirare la convertibilit\u00e0, facendo svalutare la moneta di un 300%. La crisi sociale \u00e8 stata enorme. C\u2019\u00e8 stato un impoverimento di gran parte della popolazione, \u00e8 aumentata la disoccupazione e ci sono state numerose inchieste legali quando \u00e8 stato adottato il <em>peso<\/em> argentino nelle consegne, e i debiti e i crediti che erano nominati in dollari. Ma dopo un anno l\u2019Argentina ha iniziato a recuperare. Grazie a questa svalutazione si \u00e8 ricomposta l\u2019industria sostituendo le importazioni, si \u00e8 riattivato il mercato interno, e sono cresciute le esportazioni, le quali hanno apportato valute. Solo nel 2005, dopo aver recuperato, e dopo che l\u2019economia \u00e8 cresciuta ad alti tassi, il governo ha rinegoziato il debito in default con un taglio di quasi 2\/3 del debito.<\/p>\n<p>Sicuramente Tsipras conosce questo esempio che viene anche citato dai premi Nobel dell\u2019economia Krugman e Stiglitz quando criticano i compromessi ai quali si sottomette la Grecia e suggeriscono, nel caso di Krugman, che l\u2019uscita dall\u2019Euro sarebbe una soluzione. Ma c\u2019\u00e8 anche da ricordare una cosa per comprendere i dubbi di Tsipras: il presidente Kirchner, che fu colui che ha governato nel periodo del recupero e della crescita dell\u2019Argentina a partire dal 2003, in un certo modo ha trovato la strada spianata rispetto alle decisioni economiche drastiche perch\u00e9 prima del suo arrivo c\u2019\u00e8 stato un altro presidente che si \u00e8 visto forzato ad imporre il <em>corralito<\/em> ai depositi bancari e ha finito per rinunciare in mezzo al caos sociale; un secondo presidente ha dovuto dichiarare il default e dopo pochi giorni a rinunciato, e un terzo presidente \u00e8 stato quello che ha deciso l\u2019uscita dalla convertibilit\u00e0.<\/p>\n<p>E sebbene fosse rimasto al potere un anno e mezzo prima di consegnarlo a Kirchner, si \u00e8 ritirato dando una pessima immagine pubblica. Questo \u00e8 per dire che la crisi ha divorato tre presidenti, e, malgrado le misure prese, non avevano altre opzioni perch\u00e9 il paese era rimasto senza valute per pagare il debito e sostenere la convertibilit\u00e0. Per Tsipras \u00e8 difficile scegliere se rifiutare le esigenze della Troika ed uscire dall\u2019Euro; finir\u00e0 che Tsipras sar\u00e0 il governante che conduce la Grecia al suo recupero, o se il caos iniziale se lo divorer\u00e0, e, quando la Grecia vedr\u00e0 la luce alla fine del tunnel, lui, o chiunque governer\u00e0, sar\u00e0 gi\u00e0 un cadavere politico e forse di altro partito politico.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte possiamo dire che la situazione economica della Grecia \u00e8 ancora peggiore di quella dell\u2019Argentina di quegli anni; non solo perch\u00e9 il debito \u00e8 maggiore, sia nominalmente sia in relazione al suo PIL, ma soprattutto perch\u00e9 la Grecia non ha il potenziale produttivo che aveva l\u2019Argentina con un\u2019industria che operava al 30% della sua capacit\u00e0 come conseguenza dell\u2019auge importatore sotto il regime di convertibilit\u00e0 e che si \u00e8 recuperato con uno scatto all\u2019uscita da questo regime. E anche perch\u00e9 l\u2019Argentina ha una grande capacit\u00e0 esportatrice di alimenti.<\/p>\n<p>Economicamente parlando, dopo un\u2019ipotetica uscita dall\u2019Euro, la ripresa sicuramente sarebbe molto pi\u00f9 lenta rispetto a quella dell\u2019Argentina, ma implicher\u00e0 sempre un miglioramento sostanziale rispetto alla situazione attuale e soprattutto con un futuro con pi\u00f9 possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte bisogna anche dire, paragonando i due Paesi, che la situazione geopolitica della Grecia \u00e8 pi\u00f9 vantaggiosa rispetto a quella dell\u2019Argentina quando scoppi\u00f2 l\u00ec la crisi. In quel momento il paese sud americano si trovava assolutamente isolato da parte delle potenze e dovette contare solamente sull\u2019appoggio di alcuni paesi latino americani e fu obbligato a sussistere e a crescere esclusivamente con le proprie risorse. Invece, la Grecia potrebbe appellarsi ad altre strategie di politica internazionale per arrivare ad un\u2019uscita dall\u2019euro pi\u00f9 ordinata. Sebbene la UE abbia appena finito di approvare la profondizzazione delle esigenze dei compromessi, i suoi membri hanno posizioni diverse; dentro la stessa Troika fino al FMI sostiene che dovrebbe ristrutturare il debito, che \u00e8 comunque, impagabile. E, fuori dall\u2019Eurozona, gi\u00e0 la Russia ha manifestato la sua offerta di appoggio alla Grecia, e questo potrebbe estendersi anche alla Cina. E gli USA stanno all\u2019erta perch\u00e9 considerano anche che le esigenze della Grecia sono inattuabili e soprattutto sono preoccupati perch\u00e9 questo paese occupa una posizione strategica per la OTAN e anche per il suo possibile avvicinamento alla Russia. Con questo vogliamo dire che non necessariamente l\u2019uscita dall\u2019Euro dovrebbe essere cos\u00ec traumatica come lo sarebbe se si trattasse di una soluzione forzata in un contesto di fuga finanziaria. Nel caso dell\u2019Argentina gi\u00e0 nel 1998 c\u2019erano indicatori di quello che sarebbe potuto succedere in futuro e il Partito Umanista \u00e8 stato l\u2019unico che propose un\u2019uscita ordinata dal regime di convertibilit\u00e0; se tutto ci\u00f2 si fosse realizzato, forse si sarebbe evitato il caos sociale del 2001 e del 2002; comunque si \u00e8 insistito fino all\u2019ultimo momento con questo regime inattuabile e l\u2019uscita \u00e8 stata forzata e tortuosa. Pensiamo che la Grecia sia nelle condizioni di attuare una strategia politica cercando alleati che la supportino finanziariamente per conformare un livello di riserve in valute forti che le permetta di ritornare alla dracma senza cadere in una situazione di iperinflazione.<\/p>\n<p><strong><em>Ci sono altre soluzioni o solamente l\u2019uscita dall\u2019Euro?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Come dicevamo prima, il problema di fondo \u00e8 che l\u2019integrazione europea non si \u00e8 disegnata su misura dei popoli, ma su misura dei capitali finanziari e delle multinazionali. Pertanto \u00e8 molto difficile che dalla UE sorgano altri tipi di soluzioni. Ma naturalmente, se si riflettesse e si decidesse di riformulare i paradigmi della regione ci sarebbero altri tipi di soluzione, non solo per la Grecia, ma anche per gli altri paesi in crisi. Ci sono gi\u00e0 state proposte di emissioni di euro bonus per ristrutturare e rifinanziare i debiti dei paesi con vincoli, ma sono state scartate. La Germania e i suoi avvoltoi alleati nell\u2019UE insistono sul fatto che la BCE generi un\u2019espansione monetaria per finanziare il salvataggio del debito argomentando che in questo caso si interromperebbe l\u2019obiettivo del 2% dell\u2019inflazione massima che si pretende per l\u2019Eurozona. Alcuni affermano che la Germania teme un incremento dell\u2019inflazione dovuto alla traumatica esperienza iper inflazionaria che ha sofferto dopo la Prima Guerra Mondiale e che ha favorito la nascita del fascismo. Ma risulta poco credibile questo argomento perch\u00e9 si sta parlando di qualcosa che \u00e8 successo quasi un secolo fa e in una congiuntura totalmente diversa. L\u2019unica ragione che spiega tanta preoccupazione per utilizzare una politica monetaria pi\u00f9 espansiva che al massimo potrebbe temporalmente scendere a due o a tre punti in pi\u00f9 dell\u2019inflazione nell\u2019Eurozona, \u00e8 la protezione che si vuole offrire ai settori con attivi finanziari importanti, che si svaluterebbero.<\/p>\n<p>Dalle recessioni non si esce grazie a pi\u00f9 compromessi e austerit\u00e0, si esce grazie a politiche attive, e l\u00ec deve compiere il suo ruolo la BCE, assorbendo una parte importante dei debiti dei paesi e finanziando l\u2019inversione e il consumo per spingere al recupero economico. Questo avrebbe come costo una svalutazione dell\u2019euro, con il quale si socializzeranno le perdite con i paesi debitori e non debitori, perch\u00e9 il focus dovrebbe essere la solidariet\u00e0 tra i membri della UE e non il calcolo meschino. Ma sembra che il paradigma della solidariet\u00e0 non sia il baluardo in questa conformazione regionale, per il quale i paesi con problemi devono risolverseli con propri mezzi. E, per il momento, \u00e8 sotto questo condizionamento che la Grecia deve maneggiare le sue opzioni, che non sono altro che: o la agonia dei compromessi per terminare, comunque, presto o tardi, nell\u2019uscita forzata; o un\u2019uscita volontaria nel modo pi\u00f9 ordinato possibile.<\/p>\n<p>Paul Krugman (premio Nobel per l\u2019economia) che prima dubitava della convenienza della Grecia che usciva dall\u2019Euro, recentemente ha affermato che questa \u00e8 la soluzione, e ha detto che, tenendo in considerazione le mancanze che stanno avendo i greci, tanto ne vale uscire dall\u2019Euro, per avere almeno dei benefici da questa uscita, dato che l\u2019inferno gi\u00e0 lo stanno vivendo adesso.<\/p>\n<p>Ma in realt\u00e0 non si tratta soltanto del fatto che, per l\u2019impossibilit\u00e0 di pagare il debito, la Grecia cada in default, e questo tollera l\u2019uscita dall\u2019Eurozona, e il non poter ricevere pi\u00f9 euro da parte della BCE. E non si tratta soltanto del fatto che la Grecia rinunci a pagare il suo debito con il suo popolo che ha fame e che per questa decisione debba abbandonare l\u2019Eurozona. Si tratta, invece, del fatto che uno dei principali fattori per i quali la Grecia si \u00e8 indebitata, \u00e8 stato per aver avuto una moneta comune con altre nazioni con le quali non pu\u00f2 competere. L\u2019uscita dall\u2019Euro indipendentemente dalla situazione del debito permetter\u00e0 alla Grecia di migliorare il suo equilibrio commerciale che aumenti le sue esportazioni e che potenzi ancora di pi\u00f9 il turismo generando maggiori ingressi e posti di lavoro.<\/p>\n<p>Potremmo chiederci anche se per migliorare la competitivit\u00e0 non ci sia altra soluzione che l\u2019uscita dall\u2019euro. Torniamo sullo stesso punto: se l\u2019Eurozona fosse costruita sulla base della solidariet\u00e0, il ruolo della BCE dovrebbe essere quello di portare avanti politiche espansive, non solo per morigerare l\u2019indebitamento di alcuni paesi, ma anche per spingere allo sviluppo, che dovrebbe pianificarsi nell\u2019ambito della UE, ponendo come priorit\u00e0 l\u2019accelerazione dei paesi meno sviluppati e dovrebbe essere in questo ambito e in questa dinamica che potrebbero farsi le correzioni finanziarie che aiutino la Grecia a diminuire il peso dello Stato sull\u2019economia; perch\u00e9 in un\u2019economia in sviluppo \u00e8 possibile continuare a diminuire i posti di lavoro pubblico e trasferirli all\u2019economia privata senza influenzare il livello di lavoro. Quindi, si attaccherebbe il problema da diversi lati e si potrebbe migliorare la competitivit\u00e0 senza uscire dall\u2019euro. Ma questa sarebbe un\u2019aspirazione che non corrisponde alle attuali priorit\u00e0 della UE.<\/p>\n<p>Naturalmente sarebbe possibile risolvere il problema dell\u2019indebitamento della Grecia senza uscire dall\u2019Eurozona. Si potrebbero compensare le asimmetrie nello sviluppo affinch\u00e9 la moneta comune non crei compensi nell\u2019equilibrio commerciale di alcuni paesi. Ma questa possibilit\u00e0 oggi \u00e8 molto lontana dalle intenzioni della maggior parte dei membri della UE, per la quale l\u2019opzione migliore che rimane alla Grecia \u00e8 l\u2019uscita.<\/p>\n<p><strong><em>Che conseguenze avrebbe il Grexit?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Partiamo dal presupposto che niente sar\u00e0 facile, qualsiasi decisione sar\u00e0 difficile e porter\u00e0 con s\u00e9 problemi da risolvere. Ma con l\u2019uscita dall\u2019euro, ci sar\u00e0 una luce alla fine del tunnel, mentre nel cammino dei crescenti compromessi si vede soltanto l\u2019abisso.<\/p>\n<p>Uno dei primi problemi che avr\u00e0 il Grexit, sar\u00e0 la pressione per la fuga di capitali, dei quali gi\u00e0 42.000 milioni negli ultimi nove mesi se ne sono andati, e se la Grecia tornasse alla dracma ci sarebbe una fuga perch\u00e9 tutti quanti andrebbero nelle banche a ritirare i loro soldi. Questo \u00e8 sicuro, ma per questo esistono i meccanismi di controllo per l\u2019entrata e l\u2019uscita delle valute che, come mezzo di emergenza, si possono implementare, come hanno fatto e fanno altri paesi. Di sicuro, ci sar\u00e0 una fuga e sicuramente ci saranno lamentele e proteste di migliaia di risparmiatori a causa delle restrizioni. Ci saranno turbolenze forti i primi tempi.<\/p>\n<p>Un altro problema da risolvere sar\u00e0 quello logistico, perch\u00e9 non si tratta solo di svalutare una moneta gi\u00e0 esistente, ma di coniarne una nuova, di farla arrivare da tutte le parti, adeguare i sistemi e le casse; una complessit\u00e0 logistica alla quale si dovr\u00e0 far fronte durante i primi mesi e che li obbligher\u00e0 ad una tortuosa transizione.<\/p>\n<p>Un altro conflitto saranno i debiti dei greci con i greci, e dei greci con le altre nazioni. All\u2019interno dello stato greco, quelli che sono creditori protesteranno perch\u00e9 chi aveva debiti, dovr\u00e0 pagarli con le dracme, e perci\u00f2 il suo credito si squaglier\u00e0. E tutti quelli che dovessero avere debiti con le altre nazioni dovranno risparmiare molto per poterle pagare dato che i loro ingressi saranno in dracme e i loro debiti dovranno essere saldati in euro ed entreranno in cessazione di pagamento finch\u00e9 non si ricompongano i prezzi relativi.<\/p>\n<p>La Grecia importa molti prodotti, tra i quali alimenti e medicinali e il suo equilibrio commerciale \u00e8 deficitario. Cos\u00ec, con l\u2019uscita dall\u2019Euro, ci sar\u00e0 un rincaro dei prodotti importati e, di conseguenza, un abbassamento del potere d\u2019acquisto della popolazione in relazione al resto dell\u2019eurozona. \u00c8 chiaro che questo impoverimento relativo potr\u00e0 ridistribuirsi in diversi settori a seconda di come il governo maneggia le sue finanze con le dracme, assistendo quelli pi\u00f9 in difficolt\u00e0. A differenza della situazione attuale nella quale continuano ad esserci disoccupati che sono la parte pi\u00f9 grave del problema la svalutazione ridistribuir\u00e0 meglio gli incarichi: tutti dovranno accettare questo impoverimento relativo, finch\u00e9 l\u2019economia non dovesse iniziare a recuperare, quindi, a migliorare, e, infine, a ricomporre la sua situazione.<\/p>\n<p>Le conseguenze positive dall\u2019uscita dall\u2019euro saranno importanti, anche se i suoi frutti arriveranno pi\u00f9 tardi. La Grecia sar\u00e0 un paese con minori costi relativi, per cui si potenzier\u00e0 ancora di pi\u00f9 il turismo e l\u2019esportazione di alcuni prodotti, cosa che implicher\u00e0 un\u2019entrata di valute importante e che aiuter\u00e0 ad equilibrare la finanza e il commercio, e stabilir\u00e0 il tipo di cambio. Ci saranno pi\u00f9 posti di lavoro nelle aree vincolate al turismo e all\u2019esportazione e ci sar\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di sostituire alcune importazioni.<\/p>\n<p>Si pensa che, se la Grecia esce dall\u2019Euro perch\u00e9 \u00e8 entrata in default, non si occuper\u00e0 per lungo tempo del suo debito esterno, che la porter\u00e0 ad avere problemi di finanziamento esterno e alcuni conflitti politici, ma almeno si sar\u00e0 posto fine all\u2019 attuale salasso. Dovranno vivere con i propri risparmi, ma non avranno altri compromessi per ammortizzare debiti impagabili. E, ovviamente, la sovranit\u00e0 monetaria e la gestione della sua situazione politica, permetteranno al governo di adeguare il preventivo pubblico in funzione dello sviluppo, per il quale, immancabilmente, dovranno migliorare il loro sistema tributario e sanare l\u2019amministrazione pubblica.<\/p>\n<p>Potremmo sintetizzare dicendo che, attualmente, i greci si stanno impoverendo gradualmente e progressivamente e la tendenza a continuare cos\u00ec, li porter\u00e0 a stare sempre peggio e, ad ogni modo, non riusciranno a pagare il debito per il quale dovranno privatizzare tutto il loro patrimonio. Quando non avranno pi\u00f9 niente, cadranno in default e usciranno dall\u2019Euro a forza, ma in condizioni molto peggiori rispetto a quelle attuali. Al contrario, se escono dall\u2019euro adesso passeranno un periodo difficile, ma, piano piano, recupereranno e in seguito cresceranno di nuovo, recuperando il lavoro e il livello di vita. Forse non il livello di vita che ha goduto qualcuno grazie all\u2019indebitamento, ma un livello migliore rispetto a quello che hanno adesso con tutti questi compromessi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em> Traduzione dallo Spagnolo di Claudia Calderaro per Pressenza<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Contesto della UE Noi umanisti desideriamo che in futuro tutti i popoli del mondo si possano integrare in una Nazione Umana Universale. In questo senso, differenziamo in questo processo di integrazione quello che denominiamo mondializzazione da ci\u00f2 che si&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":14,"featured_media":206833,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,62,47,162],"tags":[1688,891,16870,11706,608,8269,3543,1174,15975,942,2792],"class_list":["post-208214","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-economia","category-europa","category-opinioni","tag-argentina-it","tag-debito","tag-debito-greco","tag-default-it","tag-economia-mista","tag-economia-umanista","tag-euro","tag-grecia","tag-grexit","tag-partito-umanista","tag-umanesimo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Sullings: Analisi sulla situazione in Grecia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Una dettagliata analisi sulla situazione in Grecia a cura di Guillermo Sullings, economista e umanista\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Sullings: Analisi sulla situazione in Grecia\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Una dettagliata analisi sulla situazione in Grecia a cura di Guillermo Sullings, economista e umanista\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/guillermo.sullings\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-08-06T07:31:31+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/018563238_30300.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"700\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"394\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Guillermo Sullings\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Guillermo Sullings\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"28 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/\"},\"author\":{\"name\":\"Guillermo Sullings\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/e3f5c6975f489f2f32877e57f97a8ec0\"},\"headline\":\"Sullings: Analisi sulla situazione in Grecia\",\"datePublished\":\"2015-08-06T07:31:31+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/\"},\"wordCount\":5580,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/018563238_30300.jpg\",\"keywords\":[\"Argentina\",\"debito\",\"debito greco\",\"default\",\"economia mista\",\"economia umanista\",\"euro\",\"Grecia\",\"Grexit\",\"Partito Umanista\",\"umanesimo\"],\"articleSection\":[\"contenuti originali\",\"Economia\",\"Europa\",\"Opinioni\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/\",\"name\":\"Sullings: Analisi sulla situazione in Grecia\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/018563238_30300.jpg\",\"datePublished\":\"2015-08-06T07:31:31+00:00\",\"description\":\"Una dettagliata analisi sulla situazione in Grecia a cura di Guillermo Sullings, economista e umanista\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/018563238_30300.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/018563238_30300.jpg\",\"width\":700,\"height\":394},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Accueil\",\"item\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Sullings: Analisi sulla situazione in Grecia\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"name\":\"Pressenza\",\"description\":\"Agenzia di Stampa Internazionale\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\",\"name\":\"Pressenza\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"width\":200,\"height\":200,\"caption\":\"Pressenza\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/x.com\/PressenzaIPA\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/e3f5c6975f489f2f32877e57f97a8ec0\",\"name\":\"Guillermo Sullings\",\"description\":\"Economist, humanist and author of several books and monographs, notably \\\"Mixed Economics\\\" and \\\"At the Crossroads of Humanity's Future: the steps towards the Universal Human Nation\\\" www.encrucijadayfuturo.org\",\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/guillermo.sullings\"],\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/guillermo-sullings\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Sullings: Analisi sulla situazione in Grecia","description":"Una dettagliata analisi sulla situazione in Grecia a cura di Guillermo Sullings, economista e umanista","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Sullings: Analisi sulla situazione in Grecia","og_description":"Una dettagliata analisi sulla situazione in Grecia a cura di Guillermo Sullings, economista e umanista","og_url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/","og_site_name":"Pressenza","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/guillermo.sullings","article_published_time":"2015-08-06T07:31:31+00:00","og_image":[{"width":700,"height":394,"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/018563238_30300.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Guillermo Sullings","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@PressenzaIPA","twitter_site":"@PressenzaIPA","twitter_misc":{"Scritto da":"Guillermo Sullings","Tempo di lettura stimato":"28 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/"},"author":{"name":"Guillermo Sullings","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/e3f5c6975f489f2f32877e57f97a8ec0"},"headline":"Sullings: Analisi sulla situazione in Grecia","datePublished":"2015-08-06T07:31:31+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/"},"wordCount":5580,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/018563238_30300.jpg","keywords":["Argentina","debito","debito greco","default","economia mista","economia umanista","euro","Grecia","Grexit","Partito Umanista","umanesimo"],"articleSection":["contenuti originali","Economia","Europa","Opinioni"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/","name":"Sullings: Analisi sulla situazione in Grecia","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/018563238_30300.jpg","datePublished":"2015-08-06T07:31:31+00:00","description":"Una dettagliata analisi sulla situazione in Grecia a cura di Guillermo Sullings, economista e umanista","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/018563238_30300.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/018563238_30300.jpg","width":700,"height":394},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/08\/sullings-analisi-sulla-situazione-in-grecia\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Accueil","item":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Sullings: Analisi sulla situazione in Grecia"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","name":"Pressenza","description":"Agenzia di Stampa Internazionale","publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization","name":"Pressenza","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","width":200,"height":200,"caption":"Pressenza"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/x.com\/PressenzaIPA"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/e3f5c6975f489f2f32877e57f97a8ec0","name":"Guillermo Sullings","description":"Economist, humanist and author of several books and monographs, notably \"Mixed Economics\" and \"At the Crossroads of Humanity's Future: the steps towards the Universal Human Nation\" www.encrucijadayfuturo.org","sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/guillermo.sullings"],"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/guillermo-sullings\/"}]}},"place":"","original_article_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/208214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/14"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=208214"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/208214\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/206833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=208214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=208214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=208214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}