{"id":205305,"date":"2015-07-24T17:42:04","date_gmt":"2015-07-24T16:42:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=205305"},"modified":"2015-07-24T21:24:52","modified_gmt":"2015-07-24T20:24:52","slug":"grecia-unione-europea-le-vere-prospettive-del-dramma-che-stiamo-vivendo-e-come-uscirne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/07\/grecia-unione-europea-le-vere-prospettive-del-dramma-che-stiamo-vivendo-e-come-uscirne\/","title":{"rendered":"Grecia, Unione Europea: le vere prospettive del dramma che stiamo vivendo e come uscirne"},"content":{"rendered":"<p><em>Intervista a Valerio Colombo, segretario del Partito Umanista italiano.<\/em><\/p>\n<p><strong>Le drammatiche vicende greche, con l&#8217;alternarsi di speranza dopo l&#8217;esito del referendum del 5 luglio e di delusione e rabbia dopo il cedimento di Tsipras ai ricatti dell&#8217;Unione Europea impongono un&#8217;amara lezione: una seria politica anti-austerity non \u00e8 compatibile con la permanenza nell&#8217;euro e in un&#8217;Europa dominata da spietati tecnocrati.\u00a0 A questo punto che scenari si aprono?<\/strong><\/p>\n<p>Lo scenario \u00e8 chiaro: la Grecia sta subendo una vera e propria conquista di tipo economico: l\u2019obbligo di privatizzare permetter\u00e0 soprattutto agli \u201cinvestitori stranieri\u201d, nonch\u00e9 ai pochi greci molto ricchi, di appropriarsi definitivamente delle risorse economiche pi\u00f9 significative che erano rimaste in mano allo Stato.<\/p>\n<p>Una cosa che sfugge ai pi\u00f9, perch\u00e9 nessuno ne parla, \u00e8 che negli ultimi due secoli il meccanismo del debito non ripagabile \u00e8 gi\u00e0 stato utilizzato per conquistare la Grecia, a partire da quello che \u00e8 successo nel 1898 in seguito al trattato di Costantinopoli <a href=\"#nota1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Anche questa volta la popolazione continuer\u00e0 a subire la \u201ccura\u201d dell\u2019austerit\u00e0, che non potr\u00e0 in nessun modo far ripartire l\u2019economia e alla fine, una volta ristabilito uno stile di vita medio pi\u00f9 \u201cin linea con le possibilit\u00e0 reali\u201d, ovverosia in linea con quello degli <strong>\u201caltri paesi poveri\u201d<\/strong> del mondo, ci sar\u00e0 un\u2019inevitabile ultima ristrutturazione del debito, che probabilmente coincider\u00e0 anche con una fine ancora pi\u00f9 definitiva di quella di oggi del modello di democrazia rappresentativa in Grecia. Vi ricordate i vecchi protettorati?<\/p>\n<p>Un altro scenario che non sottovaluterei prende spunto dall\u2019affermazione dell\u2019ex ministro Varoufakis sul fatto che l\u2019accordo attuale sia una \u201cnuova Versailles\u201d citando il trattato punitivo nei confronti della Germania imposto dai vincitori della prima guerra mondiale. Umiliando e mettendo nell\u2019angolo il popolo tedesco, esso produsse la profondissima depressione nella Repubblica di Weimar che fu una delle cause scatenanti dell\u2019ascesa del nazismo.<\/p>\n<p>In Grecia c\u2019\u00e8 Alba Dorata; se prendesse il potere, potrebbe sorprendere l\u2019Europa con una Grexit di estrema destra e ultranazionalista\u2026<\/p>\n<p>Ovviamente nessuno dei due scenari \u00e8 auspicabile, ma a questo punto senza alcuni cambi di rotta significativi nello scenario politico europeo, mi sembrano i pi\u00f9 probabili.<\/p>\n<p><strong>Mass media e politici hanno fatto una campagna terroristica contro la Grexit e in generale contro l&#8217;ipotesi di uscita dall&#8217;euro di qualsiasi paese.\u00a0 Che immagini alternative si possono contrapporre a queste previsioni catastrofiche?<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto bisogna chiedersi cosa si intende per \u201ccatastrofiche\u201d. Ci sarebbero molti problemi pratici da risolvere? Certamente s\u00ec. Ci sarebbero disagi e sconvolgimenti di una certa portata almeno provvisori? \u00c8 molto probabile. Si tratta di un processo non privo di contraccolpi, che presenterebbe situazioni piuttosto complesse da gestire. Tuttavia la vera domanda da porsi \u00e8 se la situazione attuale non sia gi\u00e0 cos\u00ec \u201ccatastrofica\u201d da richiedere misure eccezionali.<\/p>\n<p>Se in Grecia facessimo la domanda a qualcuno che potrebbe avere problemi patrimoniali in caso di uscita dall\u2019euro (per esempio avendo un mutuo denominato in euro secondo una lex monetae straniera <a href=\"#nota2\">[2]<\/a>) la risposta sar\u00e0 diversa rispetto a quella di qualcuno che gi\u00e0 oggi in Grecia non pu\u00f2 disporre di cure antitumorali salvavita a causa delle imposizioni della troika.<\/p>\n<p>Nessuno dice che uscire dall\u2019euro e dall\u2019Unione Europea sarebbe una passeggiata: il fatto di arrivare a pensare che sia un\u2019opzione nasce da amare considerazioni sulla storia degli ultimi trent\u2019anni.<\/p>\n<p>Il fatto che la narrazione sugli scopi e sui valori fondanti dell\u2019Unione Europea sia stata piuttosto mendace sta finalmente balzando agli occhi di tutti.<\/p>\n<p>Poteva andare in modo molto diverso, ma cos\u00ec non \u00e8 stato. Ovviamente il problema non \u00e8 solo con l\u2019Unione Europea: siamo in presenza di un processo mondiale di controriforma economicista e di attacco alla democrazia che arriva da molto lontano <a href=\"#nota3\">[3]<\/a>: Il problema globale sono l\u2019ultraliberismo e il dominio dei mercati finanziari che si stanno divorando le democrazie in tutto il mondo, instaurando, come dice Silo in Lettere ai miei amici un \u201cStato Parallelo\u201d a controllo privato.<\/p>\n<p>Ci stiamo muovendo verso nuove forme di tirannia, verso un nuovo Medio Evo. L\u2019Eurozona e l\u2019Unione Europea cos\u00ec come ormai si \u00e8 consolidata sono ottimi esperimenti in questa direzione.<\/p>\n<p>A un certo punto l\u2019Unione Europea ci era stata proposta come un modello di regionalizzazione solidale e quindi molto interessante. Sicuramente il \u201csentire\u201d dei popoli europei \u00e8 andato in questa direzione per molto tempo: ci sentivamo europei, sentivamo di aver superato i conflitti dei nazionalismi ed eravamo orgogliosi di presentarci al resto del mondo come un\u2019area esemplare da questo punto di vista.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che mentre ci raccontavano tutto questo (e magari qualcuno di quelli che ce lo raccontavano ci credeva pure) questo processo veniva sabotato nelle sue radici profonde: sin dalla firma dell\u2019Atto Unico Europeo nel 1986, ancor prima di Maastricht, sono state inserite delle clausole e dei meccanismi di funzionamento delle istituzioni europee indirizzati allo scardinamento di ogni possibile controllo democratico verso le istituzioni stesse <a href=\"#nota4\">[4]<\/a>. L\u2019operativit\u00e0 democratica \u00e8 rimasta delegata agli stati membri, che per\u00f2 devono sottostare alle direttive di Bruxelles (ovverosia di istituzioni non controllabili democraticamente). Un po\u2019 come se si potesse eleggere il Sindaco, ma non il Parlamento.<\/p>\n<p>Per come sono stati scritti i trattati, per il blocco di forze politiche che volesse ottenere delle riforme sostanziali, l\u2019unico modo di riuscirci sarebbe quello di andare al potere in TUTTI gli stati membri (non come forza di opposizione rilevante, ma come forza di governo). Il che \u00e8 praticamente impossibile!<\/p>\n<p>Questo ci mette di fronte a un paradosso che in qualche modo \u00e8 ancora pi\u00f9 drammatico delle questioni pratiche (economiche, geopolitiche, monetarie) che si produrrebbero con l\u2019uscita dall\u2019Unione Europea: quando si parla di stracciare i trattati perch\u00e9 non sono riformabili, infatti, bisogna accettare che ci\u00f2 significa l\u2019uscita dall\u2019Unione <a href=\"#nota5\">[5]<\/a>. Questo a molti pone il problema di sentire dentro di s\u00e9 che \u201ctornare indietro\u201d vorrebbe dire andare contro l\u2019evoluzione della storia, in un riflusso nazionalistico e conflittuale.<\/p>\n<p>Personalmente ho riflettuto molto su questo aspetto e mi sono chiesto se la Nazione Umana Universale a cui aspiriamo noi umanisti debba avere una forma dirigista centrale, o se invece debba costituirsi come una confluenza di gruppi umani che si autodeterminano come \u201cNazione Umana Universale\u201d, in un processo democratico e consapevole. Gruppi umani che conserveranno le loro tradizioni, le loro lingue, le loro culture; che potranno e vorranno interagire tra di loro per influenzarsi e trasformarsi a vicenda, ma tenendo in considerazione che la diversit\u00e0 \u00e8 ricchezza.<\/p>\n<p>Come umanisti a livello politico parliamo spesso dell\u2019importanza del decentramento, soprattutto al livello comunale, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che la gente pu\u00f2 decidere direttamente. Ovviamente questo va proiettato verso modelli di coordinamento sempre pi\u00f9 complessi, che arrivino alle regioni e al livello \u201cnazionale\u201d, per poi proiettarsi verso le macro-regioni.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante che le nazioni possano coordinarsi in aree regionali convergenti: si tratta di processi che andrebbero contro la globalizzazione imposta dallo Stato Parallelo dei mercati finanziari. Da questo punto di vista non mi sembra cos\u00ec assurdo che gli attori dello Stato Parallelo abbiano fatto di tutto per impossessarsi, in questo caso riuscendoci molto bene, di un processo come quello della regionalizzazione europea, che potenzialmente poteva andare contro ai loro interessi. Un\u2019Unione Europea che considera i principi costituzionali degli stati membri come semplici ostacoli operativi in pieno accordo con gli attori della grande finanza <a href=\"#nota6\">[6]<\/a> non pu\u00f2 che essere frutto di un sabotaggio magistrale.<\/p>\n<p>Dopo aver visto questo fallimento, averlo accettato e averne compreso le conseguenze ci si trova in mezzo alla vera catastrofe: quella della totale subalternit\u00e0 dei popoli rispetto al mostruoso Stato Parallelo dominato dal Dio Mercato. La catastrofe di non avere pi\u00f9 nessuna prospettiva di futuro, soprattutto per i pi\u00f9 giovani, ma non solo. La catastrofe di dover vivere un\u2019intera vita cercando di conservare quel po\u2019 di benessere per chi ce l\u2019ha ancora, mentre in realt\u00e0 scivoliamo lentamente in una povert\u00e0 conclamata, la cui morsa render\u00e0 sempre pi\u00f9 impossibile reclamare i propri diritti.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile da accettare; all\u2019inizio pu\u00f2 esserci un contraccolpo un po\u2019 deprimente, ma non riconoscere di vivere un problema non \u00e8 un buon modo per affrontarlo.<\/p>\n<p>Se un paese pesante sia a livello economico che geopolitico come l\u2019Italia prendesse coscienza di tutto questo, con la sua uscita dall\u2019euro e dai trattati dell\u2019Unione Europea potrebbe catalizzare un processo di uscita di altri paesi mediterranei. Non potr\u00e0 avvenire in modo perfettamente simultaneo, ma sar\u00e0 la somma di atti di uscita unilaterale, creando s\u00ec &#8211; subito dopo &#8211; un blocco regionale convergente. Ovviamente lo stesso processo potrebbe avvenire a partire anche dall\u2019uscita di un altro paese (soprattutto la Spagna, ma anche la Grecia e il Portogallo). La dimensione economica e geopolitica Italiana per\u00f2 in questo caso potrebbe fare la differenza.<\/p>\n<p>Bisognerebbe praticare l\u2019uscita dall\u2019euro associandovi soprattutto nella prima fase politiche volte alla salvaguardia delle fasce pi\u00f9 deboli, misure che per altro sono da sempre nei nostri programmi politici <strong>(adeguare i redditi da lavoro indicizzandoli rispetto all\u2019inflazione, ossia quel meccanismo che un tempo in Italia si chiamava \u201cScala mobile\u201d, in modo da limitare l\u2019impatto iniziale dell\u2019inflazione \u2013 che comunque, secondo moltissimi economisti, non raggiungerebbe i livelli stratosferici annunciati dagli oppositori all\u2019uscita dall\u2019euro &#8211; controllo dei flussi di capitale, politiche economiche volte al raggiungimento della piena occupazione, nazionalizzazione del sistema bancario, alcune altre nazionalizzazioni\u2026)<\/strong>. Potrebbe essere anche opportuna una moratoria sul debito pubblico, anche se, a differenza di gran parte del debito greco, il debito pubblico dell\u2019Italia \u00e8 quasi totalmente sotto lex monetae <a href=\"#nota7\">[7]<\/a> nazionale, il che vuol dire che in caso di uscita verrebbe automaticamente ridenominato nella nuova valuta nazionale. A quel punto la svalutazione competitiva che si opererebbe ne ristrutturerebbe in modo automatico una buona fetta. Il Regno Unito lo ha fatto di recente, senza produrre rappresaglie.<\/p>\n<p>Proponiamo quindi un\u2019uscita con \u201cpi\u00f9 Stato\u201d e non con meno Stato, come dicono Salvini, la Lega Nord e i loro alleati internazionali, sostenitori di un&#8217;uscita dall&#8217;euro fatta con una prospettiva politica di destra, con misure radicalmente opposte alle nostre. Vogliamo un\u2019uscita accompagnata da forti politiche di redistribuzione della ricchezza e di sostegno all\u2019apparato produttivo del paese. Cos\u00ec si farebbe un grande regalo anche alla Grecia perch\u00e9 si porrebbero le condizioni per ricostruire subito un\u2019Europa Mediterranea dei popoli, basata su trattati scritti in tutto un altro modo e aperta alla partecipazione anche degli altri stati europei.<\/p>\n<p>A differenza della Grecia, l\u2019Italia \u00e8 \u201ctoo big to fail\u201d come direbbero se fosse una banca. Per il sistema economico mondiale farci fallire sarebbe come tagliarsi la giugulare.<\/p>\n<p>Io penso che l\u2019unica vera alternativa che abbiamo sia quello di rivendicare le nostre Costituzioni, uscire prima possibile dall\u2019Eurozona ultraliberista, riprenderci la nostra sovranit\u00e0 popolare e costruire subito, insieme ad altri popoli, qualcosa di veramente solidale e convergente, basato sui principi delle Costituzioni e non su quelli di Wall Street.<\/p>\n<p><strong>Quali potrebbero essere i prossimi passi che la Grecia dovrebbe compiere, se non vuole sprofondare in una povert\u00e0 da Terzo Mondo?<\/strong><\/p>\n<p>Francamente senza una Grexit fatta con le stesse modalit\u00e0 di cui parlavo prima, in questo momento le possibilit\u00e0 che la popolazione greca non sprofondi in quel tipo di povert\u00e0 (se in larga parte non c\u2019\u00e8 gi\u00e0 sprofondata) sono veramente basse.<\/p>\n<p><strong>Che ruolo potrebbero avere i movimenti di altri paesi europei, per sostenere e diffondere questa alternativa?<\/strong><\/p>\n<p>Io penso che i movimenti di altri paesi europei dovrebbero innanzitutto promuovere fortissime campagne di controinformazione, perch\u00e9 le bombe con cui oggi vengono conquistati i popoli sono quelle lanciate dai mass-media. Pi\u00f9 ogni persona sar\u00e0 consapevole di cosa sta succedendo davvero, pi\u00f9 sar\u00e0 possibile superare i luoghi comuni da prima met\u00e0 del Novecento con cui stanno mettendo l\u2019una contro l\u2019altra le popolazioni dell\u2019Eurozona. Finch\u00e9 i paesi del Nord Europa saranno convinti di stare davvero aiutando i fannulloni greci (solo per fare un esempio, ma se ne potrebbero fare molti altri, come gli italiani che hanno fatto i compiti a casa, mentre i greci no\u2026) non si potr\u00e0 pensare a un vero processo di convergenza democratica dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Il nostro compito ora \u00e8 di dire le cose come stanno davvero, proponendo soluzioni che non sono certo facili, ma che possono aprire qualche vero spiraglio di speranza per il futuro.<\/p>\n<p>Io faccio parte di una generazione che \u00e8 stata educata a sentirsi \u201ceuropea\u201d e non ho intenzione di rinunciare a questo sentimento, ma allo stesso tempo riconosco, come mediterraneo, le mie radici anche nel Nord Africa e come umanista mi sento vicino a tante altre culture e aspiro profondamente a un processo di convergenza di tutti i popoli verso una Nazione Umana Universale. Indipendentemente da quale possa essere stato il suo progetto iniziale, l\u2019Unione Europea, non va in questa direzione. A volte se una cosa riesce male \u00e8 meglio ricominciare da capo il processo con buone condizioni di origine, piuttosto che ostinarsi a correggere ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 fallito.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a id=\"nota1\"><\/a>[1]\u00a0Ce lo ha raccontato bene il giovane e brillante economista greco Antonis Ragkousis durante il Forum Europeo di Assisi nell\u2019agosto 2014: <a href=\"https:\/\/youtu.be\/rOHej88K1lI?t=2600\">https:\/\/youtu.be\/rOHej88K1lI?t=2600<\/a><\/p>\n<p><a id=\"nota2\"><\/a>[2]\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lex_monetae\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lex_monetae<\/a> a seconda della legislazione nel cui contesto si contrae un debito questo secondo la legislazione internazionale diventa ridenominabile o no nella nuova moneta sovrana. Per cui se mi rivolgo a una banca italiana (o straniera ma operante nel contesto legislativo italiano) per contrarre un mutuo, questo sar\u00e0 ridenominabile in lire in caso di uscita dell\u2019Italia dal sistema euro; se mi fossi rivolto a Londra a una banca inglese (quindi secondo una lex monetae straniera) contraendo un debito in euro, questo debito non sarebbe invece ridenominabile.<\/p>\n<p><a id=\"nota3\"><\/a>[3]\u00a0Vedere il workshop \u201cLa guerra dell\u2019euro\u201d organizzato a Milano dal Partito Umanista nel 2013 (<a href=\"http:\/\/www.economiaumanista.it\/2013\/07\/introduzione-workshop\/\">http:\/\/www.economiaumanista.it\/2013\/07\/introduzione-workshop\/<\/a>)<\/p>\n<p><a id=\"nota4\"><\/a>[4]\u00a0L\u2019unica istituzione europea eletta democraticamente infatti \u00e8 il Parlamento Europeo, che come sappiamo non ha quasi alcun potere effettivo.<\/p>\n<p><a id=\"nota5\"><\/a>[5]\u00a0Si potrebbero comunque mantenere i trattati pre 1986, ricordando che tra gli stati europei ci sono altri tipi di relazioni a partire dall\u2019appartenenza alla Nato nonch\u00e9 a molte altre organizzazioni internazionali.<\/p>\n<p><a id=\"nota6\"><\/a>[6]\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wallstreetitalia.com\/article\/1592227\/euro\/jp-morgan-all-eurozona-sbarazzatevi-delle-costituzioni-antifasciste.aspx\">http:\/\/www.wallstreetitalia.com\/article\/1592227\/euro\/jp-morgan-all-eurozona-sbarazzatevi-delle-costituzioni-antifasciste.aspx<\/a><\/p>\n<p><a id=\"nota7\"><\/a>[7]\u00a0La lex monetae \u00e8 appunto la facolt\u00e0 di uno stato sovrano di ridenominare automaticamente i propri debiti pubblici e quelli dei suoi cittadini nella propria valuta sovrana qualunque essa sia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Valerio Colombo, segretario del Partito Umanista italiano. Le drammatiche vicende greche, con l&#8217;alternarsi di speranza dopo l&#8217;esito del referendum del 5 luglio e di delusione e rabbia dopo il cedimento di Tsipras ai ricatti dell&#8217;Unione Europea impongono un&#8217;amara&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":500,"featured_media":205311,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,62,47],"tags":[891,18741,3543,1174,15975,18740,4245,3788],"class_list":["post-205305","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-economia","category-europa","tag-debito","tag-debito-non-ripagabile","tag-euro","tag-grecia","tag-grexit","tag-lex-monetae","tag-nazione-umana-universale","tag-unione-europea"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Grecia, Unione Europea: le vere prospettive del dramma che stiamo vivendo e come uscirne<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Intervista a Valerio Colombo, segretario del Partito Umanista italiano. 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