{"id":202868,"date":"2015-07-15T14:32:47","date_gmt":"2015-07-15T13:32:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=202868"},"modified":"2015-07-15T21:08:23","modified_gmt":"2015-07-15T20:08:23","slug":"il-prezzo-della-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/07\/il-prezzo-della-salute\/","title":{"rendered":"Il prezzo della salute"},"content":{"rendered":"<p>Le industrie farmaceutiche dedicano anni di lavoro e investono ingenti somme di denaro nello studio delle malattie, nella ricerca di principi terapeutici efficaci, nell&#8217;indagine tossicologica di farmaci candidati, in studi clinici e nell&#8217;immissione sul mercato dei prodotti in accordo con le autorit\u00e0 sanitarie. Sulla base di queste attivit\u00e0, le imprese che operano nel campo della ricerca farmacologica rivendicano il diritto di fissare autonomamente il prezzo dei farmaci e di detenerne il brevetto per vent&#8217;anni assicurandosi, cos\u00ec, il monopolio sulla commercializzazione. L\u2019innovazione farmacologica, altrimenti, non potrebbe essere finanziata e lo sviluppo di nuovi medicinali non sarebbe possibile. Ma \u00e8 veramente cos\u00ec?<\/p>\n<p><strong>Progresso nella lotta contro le malattie o invenzione delle patologie?<\/strong><\/p>\n<p>Il fatto che ci siano uomini che muoiono solo perch\u00e9 non possono accedere alle cure necessarie \u00e8 un problema ampiamente dibattuto.<\/p>\n<p>Il fatto che l&#8217;industria farmaceutica prediliga lo sviluppo di farmaci per la cura delle malattie tipiche dei paesi sviluppati che hanno un sistema sanitario funzionante, e trascuri, invece, i paesi a basso reddito costituisce un\u2019ulteriore questione. L\u2019abbondanza di medicinali per la cura di tutte le malattie reali e immaginarie delle popolazioni pi\u00f9 ricche, pone sfide sempre maggiori sul piano economico per i nostri sistemi sanitari. Da un lato, a volte, si mettono in discussione i farmaci contro i sintomi del cambio di stagione, gli psicofarmaci per bambini iperattivi e lavoratori sotto stress o i tranquillanti per le popolazioni mentalmente instabili dei paesi sviluppati. Dall\u2019altro, invece, la ricerca per una nuova cura per la tubercolosi \u00e8 ferma al 1965 sebbene la vecchia terapia combinata spesso non sia efficace contro i germi multiresistenti e sia scarsamente tollerata. Ogni anno si ammalano di tubercolosi nove milioni di persone e ne muore un milione e mezzo. Si stima che i germi multiresistenti siano responsabili di 480.000 casi di infezione che non si risolvono con la terapia tradizionale. Ma questa \u00e8 una malattia dei poveri. In Germania, si registrano ogni anno solo poco pi\u00f9 di 4.000 casi.<\/p>\n<p>L&#8217;industria non investe nemmeno nella ricerca su patologie che hanno una bassa incidenza, come le malattie orfane o rare. \u00c8 uno sforzo troppo grande per un mercato troppo piccolo.<\/p>\n<p>Da trent\u2019anni, l\u2019organizzazione indipendente <a href=\"http:\/\/english.prescrire.org\/en\/Summary.aspx\">Prescrire<\/a> classifica i farmaci in sette gruppi in base dell\u2019efficacia, su una scala che va da &#8220;effettivamente innovativo&#8221; a \u201cnon accettabile\u201d. Dal 2000 al 2013, la percentuale di nuovi farmaci assegnata alla categoria \u201cOttimo\u201d \u00e8 stata pari a 0. In questa rientrerebbero anche quelli per il trattamento di malattie non curabili. Oltre la met\u00e0 dei nuovi medicinali rientra nel gruppo \u201cniente di nuovo\u201d che include i cosiddetti farmaci equivalenti presentati come innovativi, ma che, invece, hanno subito modifiche minime rispetto a quelli esistenti gi\u00e0 impiegati con successo, oppure comprende la combinazione di due preparati che viene presentata come nuova: vitamina C e Aspirina in un\u2019unica compressa anzich\u00e9 due. Il 14% dei farmaci \u00e8 stato definito \u201cnon accettabile\u201d poich\u00e9 hanno un\u2019efficacia scarsa o nulla e sono potenzialmente dannosi per la salute.<\/p>\n<p><strong>Il prezzo della salute<\/strong><\/p>\n<p>La definizione del prezzo da parte della aziende non \u00e8 affatto trasparente. Nel 2014, uno <a href=\"http:\/\/csdd.tufts.edu\/news\/complete_story\/pr_tufts_csdd_2014_cost_study\">studio<\/a> del Tufts, il Centro per lo studio dello sviluppo del farmaco, ha stabilito che servono 2,56 miliardi di dollari americani affinch\u00e9 un farmaco raggiunga il livello di maturit\u00e0 sul mercato. Le argomentazioni dei rappresentanti dell&#8217;industria farmaceutica e i principali attori politici fanno leva su questa cifra per giustificare i prezzi spesso proibitivi dei nuovi prodotti. Associazioni come Medici Senza Frontiere criticano la mancanza di trasparenza nei metodi alla base di questo studio sostenendo che non \u00e8 chiaro come questo valore venga calcolato e nutrono seri dubbi sulla sua correttezza. L\u2019esperienza dimostra che se i farmaci vengono sviluppati con finanziamenti pubblici, i costi sono inferiori di circa dieci volte. Tuttavia, gli sforzi affinch\u00e9 i prezzi siano determinati in maniera trasparente finora si sono rivelati vani.<\/p>\n<p>Al momento, \u00e8 particolarmente acceso il dibattito sulla \u201cpillola da mille dollari\u201d, il nuovo farmaco contro l&#8217;epatite C. Il suo costo \u00e8 cos\u00ec elevato che paesi come la Svizzera hanno deciso che potr\u00e0 essere somministrato solo a pazienti in cui l\u2019infezione \u00e8 in fase avanzata; oltre a non essere etica, si tratta di una scelta insensata. Ci\u00f2 dimostra che anche le nazioni con un sistema sanitario funzionante si trovano tra due fuochi: da un lato, le richieste dell&#8217;industria farmaceutica e, dall\u2019altro, la responsabilit\u00e0 morale verso i propri malati.<\/p>\n<p><strong>I brevetti farmaceutici<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di propriet\u00e0 intellettuale (TRIPS), in vigore dal 1995, ha fissato a vent\u2019anni la durata di un brevetto per i nuovi prodotti, sia che si tratti di beni di consumo sia di prodotti farmaceutici. Il TRIPS, promosso dall\u2019Organizzazione mondiale del commercio, impone anche ai paesi in via di sviluppo il recepimento delle leggi per la protezione dei brevetti ignorando, per\u00f2, la diversit\u00e0 della loro struttura sociale ed economica.<\/p>\n<p>Quando l\u2019epidemia di HIV scoppi\u00f2 in Africa e Asia colpendo milioni di persone che non avevano accesso al nuovo e costoso farmaco, l\u2019indignazione della collettivit\u00e0 port\u00f2 a riconsiderare la questione della protezione dei brevetti farmaceutici. Nel 2001, venne firmata la <a href=\"https:\/\/www.wto.org\/english\/thewto_e\/minist_e\/min01_e\/mindecl_trips_e.htm\">Dichiarazione di Doha<\/a> che introdusse delle deroghe per i paesi pi\u00f9 poveri ai quali, ad esempio, venne concesso di posticipare l\u2019adesione al TRIPS (fino al 2016). L\u2019India, quindi, inizi\u00f2 a produrre autonomamente farmaci generici, ma l\u2019industria farmaceutica e i rappresentanti politici internazionali reagirono con disapprovazione sebbene fosse un suo diritto.<\/p>\n<p>Come denunciato da Medici Senza Frontiere, se nessun\u2019altra nazione ha poi seguito l\u2019esempio dell\u2019India \u00e8 a causa della pressione dei finanziatori internazionali e dei paesi pi\u00f9 sviluppati. L\u2019industria farmaceutica, infatti, ha cercato in vari modi di cancellare le deroghe previste dalla Dichiarazione di Doha, ad esempio, attraverso la stipula di accordi commerciali bilaterali. Conosciuti come TRIPS Plus, questi accordi fissano la durata di un brevetto a vent\u2019anni e, in certi casi, addirittura la prolungano. Europa e Stati Uniti hanno stipulato convenzioni ancora pi\u00f9 restrittive con Brasile, Cina o alcune nazioni dell\u2019America centrale impedendo, cos\u00ec, a molti cittadini l\u2019accesso alle cure. Uno dei punti del TRIPS Plus stabilisce che i dati sulla sicurezza e sull\u2019efficacia dei farmaci non vengano divulgati. In questo modo, un produttore di farmaci generici, una volta scaduto il brevetto, sar\u00e0 costretto a condurre nuovamente costose ricerche cliniche prima di poter immettere sul mercato il proprio prodotto. Ci\u00f2 non solo comporta costi elevati e un ulteriore aumento del prezzo, ma non \u00e8 nemmeno etico per via dei rischi legati a un\u2019inutile sperimentazione clinica sull\u2019uomo e sugli animali.<\/p>\n<p><strong>Il futuro dell\u2019innovazione farmaceutica<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 fuori dubbio che l\u2019industria farmaceutica abbia fornito un notevole contributo nel trattamento delle malattie cardiovascolari o dei tumori. Tuttavia, dovrebbe considerare che ai paesi in via di sviluppo \u00e8 negata la necessaria assistenza e che una politica cos\u00ec aggressiva in materia di protezione dei brevetti porta addirittura a un peggioramento delle condizioni sanitarie. La domanda quindi non \u00e8 \u00abQuanto vale la nostra la salute?\u00bb, ma \u00abPu\u00f2 esistere un\u2019industria orientata al profitto che garantisca a tutti il diritto alle migliori cure possibili?\u00bb<\/p>\n<p>Si pensa ancora che se al mercato si d\u00e0 carta bianca, far\u00e0 in modo che tutti stiano bene. Si tratta, per\u00f2, di una concezione neoliberale ormai confutata poich\u00e9 un mercato senza restrizioni crea unicamente disuguaglianza e porta a un sistema di classi in cui solo le fasce di pi\u00f9 ricche possono accedere alle cure migliori. Tuttavia, le convinzioni e le aspettative non muoiono e si crede ancora che solo l\u2019industria sia in grado di creare innovazione. La massimizzazione del profitto \u00e8 davvero l\u2019unica o la principale forza motrice dello sviluppo delle cure sanitarie? Non sarebbe logico puntare meno sull\u2019industria a favore di una ricerca indipendente e finanziata con fondi pubblici per produrre farmaci accessibili a tutti?<\/p>\n<p>Esistono gi\u00e0 progetti promettenti che promuovono soprattutto la ricerca nel campo delle malattie trascurate o rare. Medici Senza Frontiere, premiata con Nobel per la pace nel 1999, ha avviato la <a href=\"http:\/\/www.msfaccess.org\/\">Campagna per l\u2019accesso ai farmaci essenziali<\/a> e, nell\u2019ambito di questa, ha fondato la Drugs for Neglected Diseases initiative (DNDi) che dal 2007 ha gi\u00e0 introdotto sul mercato diversi medicinali, innovativi ed economici, per la cura della malaria, della leishmaniosi e della malattia del sonno. Alla base di questa iniziativa c\u2019\u00e8 la collaborazione tra l\u2019industria e la ricerca pubblica che, nei loro statuti, hanno sancito il divieto di brevettare i farmaci sviluppati. Il risultato \u00e8 che non esiste concorrenza e si possono sfruttare vantaggi sconosciuti all\u2019industria come la creazione di una fitta rete mondiale di ricercatori. Questa consente, ad esempio, ai pochi studiosi che si occupano di malattie rare di confrontarsi, scambiarsi idee e discutere delle difficolt\u00e0. Cos\u00ec si evitano ricerche parallele inutili e si promuove il processo creativo. I costi sostenuti per la produzione del farmaco finito diminuiscono e le tempistiche si accorciano. Queste iniziative ci indirizzano verso un futuro in cui lo sviluppo dei medicinali per la cura di malattie gravi, che causano ancora numerose morti, sar\u00e0 indipendente dall\u2019industria farmaceutica.<\/p>\n<p><em>Traduzione dal tedesco di Silvia Durisotti<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le industrie farmaceutiche dedicano anni di lavoro e investono ingenti somme di denaro nello studio delle malattie, nella ricerca di principi terapeutici efficaci, nell&#8217;indagine tossicologica di farmaci candidati, in studi clinici e nell&#8217;immissione sul mercato dei prodotti in accordo 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