{"id":201748,"date":"2015-07-12T17:57:02","date_gmt":"2015-07-12T16:57:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=201748"},"modified":"2015-07-12T17:57:02","modified_gmt":"2015-07-12T16:57:02","slug":"la-porta-aperta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/07\/la-porta-aperta\/","title":{"rendered":"La porta aperta"},"content":{"rendered":"<p>In queste ore l\u2019entusiasmo e i festeggiamenti per la vittoria del No della Grecia sembrano aver lasciato il posto alla delusione e all&#8217;amarezza.<\/p>\n<p>Un rapido tour tra i vari social network. Fino poche ore fa, molti commenti che tifavano per la Grecia, adesso colmi di delusione, mille domande si susseguono sul perch\u00e9 il governo di Syriza alfine abbia ceduto.<\/p>\n<p>Comprendo sgomento e delusione, ma dico pure che \u00e8 possibile riflettere sulla questione guardandola da un altro punto di vista.\u00a0Un\u2019angolazione sicuramente meno ideologica, ma forse pi\u00f9 pratica.<\/p>\n<p>La posta in gioco era ed \u00e8 altissima. E&#8217; per questo che nei confronti della Grecia si \u00e8 scatenata una vera e propria guerra, su pi\u00f9 fronti: economico, psicologico, mediatico e sociale.<\/p>\n<p>Diciamocelo chiaro: la Grecia, il suo popolo e il suo governo dopo mesi di coraggiosa e solitaria resistenza si sono trovati di fronte a un bivio.<\/p>\n<p>Da una parte la rottura totale con l\u2019Europa, cui sarebbero seguiti anni durissimi prima di potersi risollevare, con momenti iniziali in cui avremmo assistito a scenari identici a quelli che si aprirono in Argentina dopo il default.<\/p>\n<p>Bisogna dare atto che il governo Tsipras ha fin qui lottato al limite delle proprie possibilit\u00e0, ha usato tutte le armi che aveva a disposizione, non ha lasciato niente d\u2019intentato, n\u00e9 nulla al caso.<\/p>\n<p>Nel tentativo di rompere l\u2019accerchiamento il governo greco le ha provate davvero tutte: ha cercato alleanze e sponde con il governo italiano di Renzi, il quale gli ha ignobilmente chiuso la porta in faccia, ha cercato inutilmente incontri e accordi bilaterali con i vari Stati europei, ha strizzato l\u2019occhio a Russia e Cina per dare a intendere che era disposto a tutto pur di tutelare il proprio popolo e l\u2019interesse del proprio paese, ha chiesto e ottenuto nuovamente il consenso popolare tramite il referendum.<\/p>\n<p>Bisogna essere realisti: la piccola Grecia, politicamente lasciata del tutto isolata, purtroppo non ce l\u2019ha fatta.<\/p>\n<p>La liquidit\u00e0 delle banche greche \u00e8 praticamente esaurita, l\u2019economia di Atene si \u00e8 fermata, la gente \u00e8 realmente provata e si \u00e8 compreso che per adesso il paese da solo non ha la forza politica n\u00e9 quella economica e materiale per far cambiare rotta a quest\u2019Europa contraddistinta da austerit\u00e0, rigore e inconcludente egoismo.<\/p>\n<p>E cos\u00ec fra intraprendere la strada di un sicuro default, con tutto quello che ne consegue, oppure venire a patti con il migliore compromesso possibile, si \u00e8 optato per quest\u2019ultimo.<\/p>\n<p>Si, \u00e8 un compromesso, per il quale oltretutto Syriza ha pagato un durissimo prezzo. In Parlamento il governo si \u00e8 spaccato e il s\u00ec al compromesso \u00e8 passato solo grazie ai voti dell\u2019opposizione. E come in tutti i compromessi c\u2019\u00e8 sempre un amaro boccone da ingoiare.<\/p>\n<p>Si cedono le armi su diversi punti:<\/p>\n<ul>\n<li>Da ottobre l\u2019IVA verr\u00e0 aumentata dal 13 al 23%<\/li>\n<li>Gli sconti del 30% sull\u2019IVA nelle isole vengono aboliti e saranno mantenuti solo per le isole pi\u00f9 remote.<\/li>\n<li>Le tasse per agricoltori e imprese passeranno dal 26 al 28%.<\/li>\n<li>Nel settore marittimo verranno aumentate le tasse, eliminata l\u2019agevolazione fiscale e la tassa dei beni di lusso sar\u00e0 estesa anche alle navi da diporto che superano i 5 metri.<\/li>\n<li>L\u2019et\u00e0 pensionabile sar\u00e0 portata a 67 anni entro il 2022.<\/li>\n<li>Nel settore pubblico gli stipendi saranno ridimensionati entro il 2019, verr\u00e0 introdotta anche la norma che permetter\u00e0 di spostare i dipendenti pubblici ad altre mansioni.<\/li>\n<li>Importanti porti e scali come il Pireo di Atene e il porto di Salonicco verranno privatizzati.<\/li>\n<li>In previsione anche la vendita degli aeroporti locali e della societ\u00e0 pubblica per l\u2019elettricit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Uniche note positive<\/strong>, il varo di misure contro la corruzione e per la trasparenza del finanziamento ai partiti, l\u2019attivazione di strumenti per la lotta all&#8217;evasione fiscale, l\u2019istituzione di un\u2019agenzia indipendente per il recupero delle tasse non pagate e la spesa militare che sar\u00e0 ridotta di cento milioni di euro da quest\u2019anno e di duecento milioni nel 2016.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma in questo compromesso ci sono cinque elementi di novit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p><strong>Il primo, di fondamentale importanza:<\/strong>Nel precedente accordo proposto dai creditori si chiedevano 8,5 miliardi di sacrifici in cambio della concessione di un nuovo prestito di soli 7,5 miliardi.\u00a0Niente pi\u00f9 che una boccata di ossigeno per tirare a campare per altri quattro, forse cinque mesi al massimo.\u00a0 Soldi che la popolazione non avrebbe nemmeno visto, ma che sarebbero andati solo per rimborsare i prestiti al Fondo Monetario Internazionale e alla BCE.<\/p>\n<p>Con la proposta del governo Tsipras, invece si concederebbero <strong>12 miliardi di sacrifici, in cambio dei quali la Grecia otterrebbe per\u00f2 risorse per 53,5 miliardi di euro<\/strong>, soldi quest\u2019ultimi che verrebbero impiegati per risollevare il paese e la popolazione all\u2019interno di un programma di previsione triennale. Quello con cui Syriza \u00e8 stato eletto.\u00a0Soldi e pianificazione con i quali Tsipras conta di attuare riforme ad ampio respiro a vantaggio della popolazione.<\/p>\n<p><strong>Il secondo punto <\/strong>riguarda la richiesta di un pacchetto di <strong>aiuti materiali per 35 miliardi destinati al rilancio dell\u2019economia e la garanzia che l\u2019Eurogruppo intervenga per ristrutturare o \u201cneutralizzare\u201d il debito pubblico greco<\/strong>, un intervento inevitabile per rendere la situazione economica greca sostenibile ed evitare che il problema si ripresenti alla porta tra pochi mesi.<\/p>\n<p><strong>Il terzo elemento<\/strong> di novit\u00e0 \u00e8 il tempo, ovvero la possibilit\u00e0 di <strong>attuare le richieste<\/strong> dei creditori <strong>in 7 anni<\/strong>, posticipando quelle pi\u00f9 traumatiche negli ultimi tre anni del piano di riforme, ovvero tra il 2019 e il 2022.\u00a0Nel frattempo in questi 4 anni in Europa potrebbero mutare radicalmente molte cose, la politica basata sull\u2019austerit\u00e0 potrebbe lasciare il passo a qualcos\u2019altro di migliore e nel panorama politico potrebbero presentarsi non poche novit\u00e0, a partire dalla Spagna, dove tra soli 3 mesi alle elezioni potrebbe affermarsi la lista di Podemos, vicinissima alle politiche anti-austerit\u00e0 proposte dalla Grecia.<\/p>\n<p><strong>Insomma, in attesa di dover mettere in pratica dolorose riforme, in un futuro nemmeno troppo remoto l\u2019accerchiamento potrebbe rompersi.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Il <strong>quarto punto<\/strong> di novit\u00e0 assoluta \u00e8 che, pur arrivando a un compromesso, grazie ai greci e alla loro battaglia, per la prima volta \u00e8 stato lanciato un messaggio forte, chiaramente udito da tutti: \u201cFermatevi!\u201d<strong> \u00a0<\/strong>Nemmeno la Troika pu\u00f2 continuare all\u2019infinito con le proprie politiche despotiche, facendone pagare il costo esclusivamente alle classi pi\u00f9 deboli. Prima o poi il prezzo di certe scelte ricade su tutti, anche sulla testa di coloro che finora si sono sentiti intoccabili come fossero semidei\u2026<\/p>\n<p>E\u2019 un messaggio con cui i creditori potranno anche non essere d\u2019accordo, ma che al tempo stesso fa s\u00ec che niente potr\u00e0 essere uguale a prima.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ultimo punto<\/strong>, forse il pi\u00f9 importante di tutti: \u00e8 vero che la Grecia allo scopo di salvaguardare la popolazione da conseguenze ben peggiori (almeno nell&#8217;immediato) \u00e8 arrivata a proporre un dignitoso compromesso, ma \u00e8 altrettanto vero che il fronte compatto, finora rappresentato dai creditori FMI, BCE con tutte le banche e i 28 Stati europei al seguito, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec compatto\u2026 Chiari segni di cedimento e nervosismo si cominciano ad intravedere all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>Hollande e la Francia cominciano a dare segni d\u2019irrequietezza, in Spagna e in Italia la maggioranza della popolazione ha simpatizzato e tutt\u2019ora simpatizza con il popolo greco, all\u2019interno delle stesse istituzioni economiche si sentono forti scricchiolii, attori economici di principale importanza come il Ministro delle Finanze tedesco Schauble e il Governatore della BCE Draghi \u00a0la notte scorsa sono arrivati ai ferri corti e a un passo dalla rottura.<\/p>\n<p><strong>In definitiva quello che fino a poco tempo fa sembrava un muro compatto e inattaccabile non \u00e8 poi cos\u00ec forte come si vorrebbe dare a intendere.\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante il governo greco abbia approvato questo compromesso, a conferma che niente sar\u00e0 pi\u00f9 come prima, nelle ultime ore la situazione si \u00e8 dimostrata essere in continuo cambiamento e con frequenti mutamenti di fronte. L&#8217;accettazione da parte dell&#8217;UE al piano proposto dalla Grecia non \u00e8 per niente scontato. Il rifiuto del piano avanzato da Tsipras non \u00e8 affatto una possibilit\u00e0 cos\u00ec remota, la qual cosa metterebbe in luce la &#8220;qualit\u00e0&#8221; principale di\u00a0questo gruppo di Eurocialtroni che fingono di essere alla guida d&#8217;Europa, ovvero essere fondamentalmente una manica di corrotti, irresponsabili, egoisti.<\/p>\n<p>Per mesi gli accaniti creditori hanno richiesto, per non dire imposto alla Grecia, di accettare riforme dolorose, ma adesso che queste riforme vengono accettate, in cambio per\u00f2 di un piano di salvataggio serio, ecco che i creditori si tirano indietro. Si sfila il Ministro delle Finanze tedesco, sostenendo che in queste condizioni economiche non si pu\u00f2 salvare n\u00e9 aiutare lo Stato greco, si sfila Renzi, che da buon \u201cfurbetto\u201d d\u00e0 la colpa di questo delirio economico collettivo all\u2019ultimo arrivato, a Tsipras e al suo governo che sono l\u00ec da appena cinque mesi, mentre scriviamo si stanno sfilando anche diversi governi europei che tuttora considerano le regole dell\u2019Unione valide solo quando i sacrifici li debbono fare altri; adesso che si tratta di rimboccarsi le maniche tutti insieme per attuare un piano di salvataggio serio per la Grecia, a tutt&#8217;oggi Stato membro dell&#8217;Unione, ecco che allora queste stesse regole non vanno pi\u00f9 tanto bene.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 \u00e8 che con la questione greca \u00e8 stata aperta una porta che non sar\u00e0 facile richiudere. \u00a0Siamo d\u2019accordo, \u00e8 una porta stretta che crea incertezza, ansia, per non dire paura, ma che far\u00e0 entrare finalmente una boccata di aria nuova in questo recinto asfittico chiamato Unione Europea.<\/p>\n<p>E&#8217; una breccia aperta da cui entrano le istanze e le rivendicazioni di giustizia sociale, portate avanti anche a rischio di rompere un&#8217;Unione Europea che di fatto ha lavorato a solo vantaggio\u00a0di banche e interessi economici forti. Un&#8217;Europa questa dove finora non si \u00e8 fatto che parlare di spread, di bilanci, di debito, di borse, di mercato, di rigore, di austerit\u00e0, di crisi, di privatizzare risorse pubbliche conquistate in anni di dure lotte, di sacrifici e dolorose riforme strutturali.<\/p>\n<p>E ora finalmente grazie alla Grecia siamo tornati a parlare dei popoli, delle persone, dei loro diritti, delle loro aspettative, dei loro bisogni e perch\u00e9 no, delle loro sofferenze. \u00a0Non \u00e8 certo poco, visti i tempi che corrono, dove tutto e tutti devono essere ridotti forzatamente a numeri da inquadrare in freddi parametri economici.<\/p>\n<p>Concludo citando\u00a0una frase di Silvano Agosti che sembra molto appropriata:\u00a0<strong>&#8220;Uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale \u00e8 prigioniero, perch\u00e9 senn\u00f2 anche se un giorno la porta sar\u00e0 aperta lui non vorr\u00e0 uscire.&#8221;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In queste ore l\u2019entusiasmo e i festeggiamenti per la vittoria del No della Grecia sembrano aver lasciato il posto alla delusione e all&#8217;amarezza. 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He was a volunteer with the Conscientious Objectors Association and an activist with Greenpeace. He participated in the Mir Sada International Peace March, a nonviolent peace convoy during the Bosnian conflict in Mostar and Sarajevo, to try to stop the conflict. He participated in the Social Forum and in the World March for Peace and Nonviolence. He founded the Valdarno Sustainability Committee with which he promotes the formation of the Valdarno Valdsieve coordination network to stop the construction of landfills and incinerators. He is passionate for writing, interested in alternative information, economics, research in the field of energy, strategies to achieve zero waste, and ecology, topics for which he has held public meetings and seminars for high school students. He works as a designer for the industry sector. Currently he engaged as volunteer in the fight against child exploitation and again Human Trafficking. 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