{"id":194135,"date":"2015-06-17T09:34:58","date_gmt":"2015-06-17T08:34:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=194135"},"modified":"2015-06-17T09:34:58","modified_gmt":"2015-06-17T08:34:58","slug":"la-nuova-geopolitica-del-petrolio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/06\/la-nuova-geopolitica-del-petrolio\/","title":{"rendered":"La nuova geopolitica del petrolio"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">di Ignacio Ramonet<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In quale contesto sta emergendo la nuova geopolitica del petrolio? Gli Stati Uniti identificano la Cina come la sola potenza contemporanea che potrebbe, a medio termine (seconda met\u00e0 del XXI secolo), competere con loro e minacciare la loro egemonia su scala planetaria.<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Washington ha pertanto segretamente instaurato, fin dall&#8217;inizio degli anni 2000, quella che si potrebbe definire una &#8220;diffidenza strategica&#8221; nei confronti di Pechino.<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il presidente Barack Obama ha deciso di riorientare tutta la politica estera americana sulla base di tale parametro primario. L&#8217;America non vuole ritrovarsi nella posizione umiliante della <\/span><\/span><\/span><i>guerra fredda<\/i><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (1948-1989), quando ha dovuto condividere l&#8217;egemonia mondiale con l&#8217;altra superpotenza, l&#8217;Unione Sovietica. I consiglieri di Obama sintetizzano cos\u00ec:\u00a0\u201c<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Un solo pianeta, una sola superpotenza\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Di conseguenza, Washington ridistribuisce le proprie forze e le basi militari verso l\u2019Asia orientale nel tentativo di &#8220;contenere&#8221; la Cina. Quest\u2019ultima vede gi\u00e0, in effetti, la propria capacit\u00e0 di espansione marittima bloccata dai vari &#8220;conflitti degli isolotti&#8221; con Corea del sud, Taiwan, Giappone, Vietnam, Filippine. E dalla presenza intimidatoria della VII flotta degli Stati Uniti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In parallelo, la diplomazia americana rafforza le relazioni con tutti gli Stati che hanno frontiere terrestri con la Cina (ad eccezione della Russia). Il che spiega, in particolare, il ravvicinamento spettacolare di Washington con Vietnam e Myanmar.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Questa politica prioritaria di ridispiegamento ad est e di contenimento della Cina \u00e8 possibile solo se gli Stati Uniti riescono a sganciarsi dal Medio Oriente. Su questo teatro strategico, Washington interviene, tradizionalmente su tre fronti:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><u>Il fronte militare<\/u><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, perch\u00e9 l&#8217;America \u00e8 coinvolta in numerosi conflitti, in particolare in Afghanistan contro i talebani e in Iraq-Siria contro l&#8217;Organizzazione dello stato islamico<\/span><\/span><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><u>Il fronte diplomatico<\/u><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, in particolare per quanto riguarda la Repubblica islamica dell&#8217;Iran, della quale Washington vuole limitare l&#8217;espansione ideologica, oltre a voler impedirne l&#8217;accesso al nucleare.<\/span><\/span><\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><u>Il fronte della solidariet\u00e0<\/u><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, principalmente nei confronti di Israele di cui gli Stati Uniti rimangono, in qualche modo, il &#8220;protettore di ultima istanza&#8221;.<\/span><\/span><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Tale &#8220;sovra-coinvolgimento&#8221; di Washington in questa regione (in particolare dalla guerra del golfo del 1991) ha mostrato il <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><u>limiti della potenza americana,<\/u><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">che non \u00e8 realmente riuscita a prevalere in alcuno dei conflitti (Iraq, Afghanistan), nei quali si \u00e8 impegnata a fondo. E il cui costo astronomico ha avuto conseguenze disastrose sul sistema finanziario internazionale.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Rimane ormai chiaro, a Washington, che gli Stati Uniti non possono pi\u00f9 guidare, allo stesso tempo e a livello globale, due offensive su vasta scala. L&#8217;alternativa \u00e8 quindi: o gli Stati Uniti continuano ad impegnarsi nel &#8220;pantano&#8221; del Medio Oriente in conflitti tipici del XIX secolo; oppure si concentrano sul contenimento urgente della Cina la cui meteora ascendente potrebbe essere l\u2019annuncio del declino dell&#8217;America prossimo venturo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La scelta di Barack Obama \u00e8 chiara: \u00e8 questa seconda sfida che dovr\u00e0 essere accettata. Perch\u00e9 sar\u00e0 quella a determinare cosa sar\u00e0 l\u2019America alla fine del ventunesimo secolo. Washington deve pertanto, gradualmente ma in modo imperativo, ritirarsi dal Medio Oriente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">E si pone oggi una questione: in definitiva, perch\u00e9 gli Stati Uniti sono cos\u00ec coinvolti in Medio Oriente fino al punto di aver trascurato, dalla fine della guerra fredda, il resto del mondo? A questa domanda, una sola risposta: il petrolio.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Da quando gli Stati Uniti hanno smesso di essere autosufficienti per quanto riguarda il petrolio, alla fine degli anni quaranta, il controllo delle principali zone di produzione dell&#8217;idrocarburo \u00e8 diventato una &#8220;ossessione strategica&#8221; statunitense. Il che spiega, in parte, la cosiddetta <\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>diplomazia dei colpi di stato<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em> <span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">attuata da Washington, soprattutto in Medio Oriente e in America Latina.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">In Medio Oriente, sin dagli anni cinquanta, man mano che il vecchio impero britannico si ritirava verso il proprio arcipelago di origine l&#8217;Impero americano subentrava, ne occupava il posto e installava i propri complici, come in Arabia Saudita e in Iran, importanti produttori di idrocarburi nel mondo, al pari del Venezuela, all&#8217;epoca gi\u00e0 sotto controllo statunitense.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La dipendenza di Washington dal petrolio e dal gas medio-orientale gli impediva, fino a poco tempo, di prendere seriamente in considerazione il ritiro dalla regione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Che cosa \u00e8 cambiato per far s\u00ec che adesso gli Stati Uniti pensino a sganciarsi dal Medio Oriente? A rimescolaew le carte \u00e8 stato il petrolio e il gas di scisto, il cui sfruttamento con il metodo del\u00a0<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">&#8220;fracking&#8221;<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> \u00e8 esploso nel primi anni 2000. Questo tipo di sfruttamento \u00e8 stato favorito dal forte aumento dei prezzi del petrolio. Questi, in media, hanno raggiunto o addirittura superato, tra il 2010 e il 2013, i cento dollari al barile.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><a name=\"nh1\"><\/a><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Ormai gli Stati Uniti hanno quasi riacquistato l&#8217;autosufficienza energetica. E si avviano persino a ritornare tra i principali esportatori di idrocarburi [<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/www.medelu.org\/La-nouvelle-geopolitique-du#nb1\"><span style=\"color: #217dd3;\"><span style=\"font-size: small;\">1<\/span><\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">]. Possono pertanto prendere in considerazione l\u2019idea di sganciarsi dal Medio Oriente. Ma prima \u00e8 necessario cauterizzare, in tutta fretta, ferite che a volte datano anche di un secolo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Obama, quindi, ha ritirato la quasi totalit\u00e0 delle truppe statunitensi dall&#8217;Iraq e dall&#8217;Afghanistan. Gli Stati uniti, poi, hanno partecipato molto discretamente al bombardamento della Libia. E hanno rifiutato di intervenire contro le autorit\u00e0 di Damasco in Siria. Intanto si cerca a tappe forzate un accordo sul nucleare con Teheran, e Washington ormai esorta con decisione Israele ad avanzare velocemente verso un accordo con i palestinesi. Ovunque, si avverte il desiderio di Washington di chiudere le pratiche medio-orientali e passare ad altro (la Cina). Per dimenticare l&#8217;incubo del Medio Oriente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Questo scenario si svolgeva perfettamente fin tanto che il prezzi del petrolio rimaneva elevato, vicino ai 100 dollari al barile. Questo perch\u00e9 il costo di produzione del barile di petrolio da scisto \u00e8 di circa 60 dollari. Il che lascia un margine confortevole (tra i 30 e i 40 dollari al barile) ai principali produttori.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Ed \u00e8 a questo punto che l&#8217;Arabia Saudita ha fatto irruzione nel gioco. Ryad \u00e8 contraria al ritiro di Washington dal Medio Oriente, particolarmente in seguito alla possibilit\u00e0 di un accordo nucleare con Teheran, che i sauditi considerano come troppo favorevole all&#8217;Iran, esponendoli al rischio di subire quello che chiamano \u201cl\u2019espansionismo sciita\u201d. Non dimentichiamo che i principali giacimenti di petrolio saudita si trovano in territorio sciita.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Considerando che possiede le seconde riserve di petrolio al mondo, l&#8217;Arabia Saudita ha dunque deciso di giocare la carta del petrolio per sabotare la strategia americana di recesso dal Medio Oriente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Come? Aumentando notevolmente la propria produzione (contrariamente alle direttive dell&#8217;OPEC), Ryad ha deciso, contro ogni apparente logica commerciale, di \u201crompere i prezzi\u201d e inondare il mercato di petrolio a prezzo basso.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Questa strategia si \u00e8 dimostrata vincente In brevissimo tempo, il prezzi del petrolio si \u00e8 quanto meno dimezzati, scendendo a 40 dollari e talvolta oltre, prima di risalire leggermente e attestarsi sui circa 55-60 dollari attuali.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Questa politica ha spezzato di netto la spina dorsale del &#8220;fracking&#8221;, la maggior parte dei produttori di petrolio di scisto sono ora in crisi, indebitati o vicino alla bancarotta, cosa che peraltro minaccia parte del sistema bancario statunitense, che aveva generosamente offerto abbondante credito ai neo-petrolieri. A 40 dollari al barile, lo scisto non \u00e8 praticamente pi\u00f9 redditizio. Cos\u00ec come non lo sono pi\u00f9 le trivellazioni a grande profondit\u00e0 off-shore. Diverse compagnie petrolifere hanno gi\u00e0 annunciato l&#8217;abbandono delle trivellazioni in alto mare. Decine di migliaia di posti di lavoro sono stati persi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Le riserve dell&#8217;Arabia Saudita sono abbastanza importanti perch\u00e9 Ryad controlli il flusso. regolando la produzione in modo da consentire l\u2019attuale lieve aumento dei prezzi, senza tuttavia che questi superino i limiti che permetterebbero sia al &#8220;fracking&#8221; sia ai giacimenti marini di riprendere la produzione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Ryad \u00e8 diventato l&#8217;arbitro assoluto dei prezzi del petrolio, un parametro determinante per le economie di decine di paesi come, ad esempio, la Russia, l&#8217;Algeria, il Venezuela, la Nigeria, il Messico, l\u2019Indonesia, ecc.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Queste nuove circostanze stanno costringendo Barack Obama a rivedere i suoi programmi. La crisi del &#8220;fracking&#8221; \u00e8 per gli Stati Uniti la fine dell&#8217;autosufficienza per quanto riguarda i combustibili fossili, ripristinando la loro dipendenza dal Medio Oriente (e dal Venezuela&#8230;). Per il momento, Ryad sembra ad aver vinto la scommessa. Fino a quando?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"Sezione1\" dir=\"LTR\">\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Note<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p><a name=\"nb1\"><\/a><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">[<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/www.medelu.org\/La-nouvelle-geopolitique-du#nh1\"><span style=\"color: #217dd3;\"><span style=\"font-size: small;\">1<\/span><\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">] Secondo l&#8217;International Energy Agency (IEA), in realt\u00e0 gli Stati Uniti la raggiungeranno nel 2030, in un contesto di &#8220;biforcazione energetica&#8221;, quando il consumo dei paesi emergenti dovrebbe superare quella dei paesi ricchi dell&#8217;OCSE.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Traduzione dal francese di <a href=\"http:\/\/it.linkedin.com\/pub\/giuseppina-vecchia\/2b\/942\/802\/en\">Giuseppina Vecchia<\/a> per Pressenza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ignacio Ramonet In quale contesto sta emergendo la nuova geopolitica del petrolio? 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