{"id":1841868,"date":"2024-05-01T09:06:08","date_gmt":"2024-05-01T08:06:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1841868"},"modified":"2024-05-01T12:52:12","modified_gmt":"2024-05-01T11:52:12","slug":"la-parte-del-torto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/05\/la-parte-del-torto\/","title":{"rendered":"La parte del torto"},"content":{"rendered":"<p><em>Una riflessione che parte da alcune studentesse e studenti della Sapienza in merito alla mobilitazione per il boicottaggio degli accordi universit\u00e0-Israele._<\/em><\/p>\n<h6 style=\"text-align: right;\"><em>\u201cVoi che di voi vi dite, &#8220;Piu\u0300 buoni&#8221;<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: right;\"><em>Voi che di voi vi dite, &#8220;Piu\u0300 civili&#8221;<\/em><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: right;\"><em>Voi che da voi vi imbellettate di cultura Noi che di noi premiamo la paura&#8230;\u201d<\/em><\/h6>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La ricerca, la logistica e la produzione di armi sono i punti chiave da bloccare, per sabotare le guerre, fermare il genocidio del popolo palestinese, sostenere concretamente le popolazioni che subiscono la violenza della guerra sulla propria pelle.<\/p>\n<p>Gli studenti e le studentesse della Sapienza hanno individuato questo obiettivo: bloccare gli accordi di ricerca tra l\u2019istituzione accademica romana e quelle israeliane, consapevoli che la ricerca e la cultura non sono neutrali. La chiave di lettura e\u0300 il ruolo duale delle tecnologie avanzate che vengono studiate ed elaborate all\u2019interno del complesso accademico per poi riversarsi sia sul suolo civile, sotto forma di controllo e disciplinamento capillare, che in campo militare tramite l\u2019innovazione tecnologica delle armi.<\/p>\n<p>Mentre il Rettorato scrive che, per amore della ricerca e della pluralita\u0300, gli accordi non possono essere disdetti, l\u2019industria militare e della sicurezza trae vantaggio da questo \u201camore per la ricerca e per l\u2019innovazione\u201d potendo testare direttamente sul campo bellico (e sui civili) le tecnologie militari che, nel contesto di guerra, avanzano e si affinano esponenzialmente.<\/p>\n<p>La commistione tra universita\u0300 e industria bellica e\u0300 evidente dall\u2019appartenenza di professori e rettori (tra cui la Rettrice Polimeni) alla fondazione Med-Or di Leonardo Spa, azienda che conduce sia Master che colloqui tra studenti di ingegneria e non solo, per influenzare e sfruttare la produzione di conoscenza a loro vantaggio. Parallelamente gli accordi Maeci promuovono e concretizzano la collaborazione e la complicita\u0300 con Stati come Israele per far avanzare la produzione scientifica e tecnologica. Che l\u2019universita\u0300 cosiddetta \u201cpubblica\u201d si nutra in realta\u0300 di finanziamenti privati e della cooperazione con istituzioni belliche e repressive, nazionali ed estere, e soccomba dinnanzi ai loro interessi, mostrando pubblicamente il volto democratico della \u201cdifesa della liberta\u0300\u201d, e\u0300 un altro fatto a noi ben noto che le contestazioni di questi giorni rendono sempre piu\u0300 evidente.<\/p>\n<p>Mettere sabbia negli ingranaggi dell\u2019apparato bellico vuol dire bloccare: bloccare la produzione di accordi tra istituzioni al soldo dell\u2019industria militare e degli interessi degli Stati belligeranti; bloccare il trasporto di armi e mezzi militari come avviene nelle lotte dei portuali; bloccare la produzione di armi o di componenti singole che assemblate diventano strumenti per la guerra, il controllo o la repressione.<\/p>\n<p>Dalla prima occupazione del Rettorato, il 26 marzo, ad oggi, la mobilitazione in Sapienza ha cambiato forme e intensita\u0300. Risulta evidente come il confronto e la dialettica richiesta dal corpo studentesco attivo nei confronti della Rettrice Polimeni siano stati declinati facendo interporre tra l\u2019istituzione accademica e i \u201csuoi\u201d studenti la polizia. Quell\u2019apparato repressivo che si allarga sull\u2019ateneo attraverso la capillare presenza di telecamere, di guardie private e del commissariato di polizia ha dimostrato la sua funzione.<\/p>\n<p>Nella giornata di martedi\u0300 16 aprile, durante il secondo Senato accademico, gli studenti e studentesse che\u00a0si sono mobilitati si sono scontrati coi limiti fisici che la polizia pone all\u2019interno di uno spazio sedicente autonomo e dialettico. Un corteo ha attraversato la citta\u0300 universitaria fino al Rettorato dove si trovavano le barricate della Digos in difesa dell\u2019edificio. Il livello di tensione e di scontro e\u0300 aumentato per la forte determinazione degli studenti che la polizia non e\u0300 stata in grado di arginare.<\/p>\n<p>Dal Rettorato e\u0300 poi partito un corteo molto numeroso all&#8217;interno della Sapienza, interrompendo lezioni e improvvisando assemblee sul posto. Proprio durante una di queste, si e\u0300 saputo dell&#8217;arresto di uno studente. Si e\u0300 cosi\u0300 deciso di recarsi in corteo alle porte del commissariato interno alla Sapienza per richiederne la liberazione; appurato che il ragazzo non era stato portato in quello spazio, la manifestazione si e\u0300 indirizzata verso il commissariato di San Lorenzo. Prima di uscire dalla citta\u0300 universitaria la polizia, incitata dai dirigenti e dalla Digos, ha caricato piu\u0300 volte il corteo, picchiando violentemente, trascinando via e arrestando una ragazza. A quel punto la determinazione dei manifestanti ha invaso le vie di San Lorenzo, chiedendo la liberazione degli arrestati; si e\u0300 poi radunata in presidio sotto il commissariato di San Lorenzo fin quando i due fermati sono stati riaccompagnati nelle proprie case e non trattenuti nelle celle in attesa del processo per direttissima. Il giorno successivo un nutrito presidio si e\u0300 radunato davanti al tribunale, in attesa delle udienze, per non lasciare nessuno e nessuna sola.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>La violenza contro la componente studentesca che si e\u0300 mobilitata e\u0300 stata la naturale risposta delle istituzioni, intenzionate a reprimere ogni narrazione sulla guerra in Palestina che si discosti dalla propaganda dominante. Ed inoltre a silenziare le accuse di collaborazionismo dell\u2019universita\u0300 con il massacro a Gaza. La repressione mira a dividere in \u201cbuoni\u201d e \u201ccattivi\u201d: da una parte i bravi studenti che vanno a lezione, dall\u2019altra quelli cattivi che scendono in piazza.<\/p>\n<p>I due giovani arrestati e processati per direttissima sono stati rinviati a giudizio nonostante l\u2019inconsistenza di cio\u0300 che viene loro imputato. Questo attacco repressivo non e\u0300 diretto solo a punire dei fatti attribuiti a degli individui, ma vuole condannare politicamente la giornata e la mobilitazione, vuole intimidire e frenare la potenza che questa ha dimostrato avere.<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni sono state notificate le prime denunce agli studenti e alle studentesse (per la contestazione alla conferenza del sionista Parenzo, chiamato da Azione Universitaria, e per l\u2019occupazione del Rettorato), di cui una e\u0300 stata notificata proprio all\u2019interno del commissariato in Sapienza.<\/p>\n<p>In quel momento non e\u0300 mancato un buon numero di giovani solidali in presidio, fuori dal commissariato, che poi si e\u0300 spostato di fronte alla Facolta\u0300 di Lettere e Filosofia per restituire e comunicare l\u2019accaduto. In questi casi la forza di avere una base comunitaria e solidale e\u0300 fondamentale, permette di non lasciare che il carico materiale ed emotivo delle denunce ricada sulla singola persona. Il senso di amicizia e di solidarieta\u0300 tra giovani studenti, che vada al di la\u0300 delle organizzazioni di appartenenza, sedimenta la convinzione di essere potenza e controparte, unendo laddove l\u2019intento del nemico (individuato dai piu\u0300 e dai \u201cnuovi\u201d nell\u2019apparato poliziesco interno all\u2019universita\u0300) e\u0300 dividere.<\/p>\n<p>L\u2019altro apparato repressivo che viene individuato dagli studenti attivi e\u0300 quello mediatico. Quei giornalisti invadenti che accusano gli studenti di essere violenti e allo stesso tempo li infantilizzano e depotenziano, rappresentandoli come fagocitati da frange estremiste (anarchici, filo-Hamas, ex brigatisti, mancavano solo i filo-putiniani e i no-vax insomma).<\/p>\n<p>Questa mistificazione della realta\u0300 e demonizzazione dello studente che, per la prima o per l\u2019ennesima volta, decide di mobilitarsi, e\u0300 un tentativo di indebolire e screditare l\u2019individuo e di conseguenza la collettivita\u0300. Da quest\u2019ultima invece, se costruita sulla convinzione di\u00a0essere dalla parte giusta e sul disconoscimento dell\u2019autorita\u0300 pseudo-democratica (in questo caso il Rettorato), puo\u0300 nascere la coscienza di essere controparte e un intuito da usare nelle situazioni di piazza per raggiungere gli obiettivi decisi in assemblea.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>L\u2019assemblea pubblica del giovedi\u0300 successivo si e\u0300 rivelata fallimentare nella misura in cui sono risaltate piu\u0300 le strutture organizzative e l\u2019impostazione politica di chi la mobilitazione l\u2019ha promossa, piuttosto che la spontaneita\u0300 e le intuizioni collettive esplose durante la giornata di martedi\u0300.<\/p>\n<p>L\u2019assemblea cosi\u0300 fatta ha avuto, volente o nolente, la funzione di recuperare e pacificare, ricomponendo quegli argini che si erano rotti due giorni prima. Rottura che si e\u0300 manifestata per piu\u0300 fattori. Intanto perche\u0301 sia alla Sapienza, che a livello nazionale, una mobilitazione di questa portata, sia concretamente che a livello di percezione comune, non avveniva da tempo.<\/p>\n<p>Inoltre, non era scontata l\u2019esplosione e il mantenimento della rabbia e della determinazione dei partecipanti nel fronteggiare per un\u2019intera giornata, con inventiva e istinto, gli attacchi di contenimento e intimidazione. Questa capacita\u0300 messa in campo durante quella contestazione e\u0300 stata in qualche modo recuperata e riportata al di sotto del livello che aveva raggiunto, anziche\u0301 valorizzarla e porla come punto di partenza per reinventare e continuare la mobilitazione.<\/p>\n<p>Probabilmente manca l\u2019assunzione del fatto che il confronto pubblico con la Rettrice per cessare gli accordi con le universita\u0300 israeliane, arrivati a questo punto, e\u0300 uno specchio per le allodole che puo\u0300 mantenere solo il piano della contestazione dentro gli argini suddetti. Cosi\u0300 facendo vanifica anche quel sentimento di disconoscimento dell\u2019istituzione accademica-autoritaria che aveva possibilita\u0300 di essere alimentato.<\/p>\n<p>Se nel sito della CRUI leggiamo che le \u201cuniversita\u0300 sono luoghi di dialogo e confronto\u201d, appurato l\u2019esatto contrario risulta illogico e debole continuare sia sulla linea della richiesta che su quella dell\u2019evidenza della contraddizione. Anche perche\u0301 nel caso in cui questo confronto avvenisse realmente, vorrebbe dire prestarsi ad un gioco che ben conosciamo: il recupero di una parte studentesca dipinta come dialogante e la ricerca di un fallace compromesso (che anziche\u0301 bloccare gli ingranaggi della macchina, li puo\u0300 solo oliare), buono solo per le telecamere dei mass media e per i volti che vi apparirebbero.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte ci sarebbe la frangia \u201cviolenta\u201d e \u201cradicale\u201d che sarebbe, dopo questa operazione, stigmatizzata. Da questa mobilitazione potremmo imparare a individuare obiettivi cardine rendendo flessibili le modalita\u0300 e lo spirito tramite il quale raggiungerli e cogliendo cio\u0300 che dalla piazza esce, come la costruzione istintiva di altri scopi all\u2019interno della stessa (come si diceva gia\u0300 in precedenza: individuazione del nemico nel commissariato e nella polizia all\u2019interno dell\u2019Universita\u0300, pretesa che non possano interporsi tra gli studenti e la dirigenza universitaria).<\/p>\n<p>Questo senza togliere significato al primo intento, ovvero recidere gli accordi con Israele per lottare al fianco del popolo palestinese.<\/p>\n<p>Individuando proprio nella questione sollevata e nello stato di guerra, la spiegazione della militarizzazione delle scuole e delle universita\u0300 per arruolare, disciplinare e reprimere.<\/p>\n<h5><em>Alcuni studenti e <\/em><em>alcune studentesse della Sapienza<\/em><\/h5>\n<h6>Pubblicato anche su globalproject.info<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una riflessione che parte da alcune studentesse e studenti della Sapienza in merito alla mobilitazione per il boicottaggio degli accordi universit\u00e0-Israele._ \u201cVoi che di voi vi dite, &#8220;Piu\u0300 buoni&#8221; Voi che di voi vi dite, &#8220;Piu\u0300 civili&#8221; Voi che da&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":594,"featured_media":1841870,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[150,60,46975,1261],"tags":[4339,89069,122444],"class_list":["post-1841868","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati-stampa","category-diritti-umani","category-giovani","category-diversita","tag-eventi","tag-movimento-studentesco","tag-sapienza-roma"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with 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