{"id":1841715,"date":"2024-04-30T14:34:03","date_gmt":"2024-04-30T13:34:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1841715"},"modified":"2024-04-30T14:34:03","modified_gmt":"2024-04-30T13:34:03","slug":"i-livelli-di-fame-acuta-restano-alti-in-59-paesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/04\/i-livelli-di-fame-acuta-restano-alti-in-59-paesi\/","title":{"rendered":"I livelli di fame acuta restano alti in 59 Paesi"},"content":{"rendered":"<p>Secondo l&#8217;ultimo recente<a href=\"https:\/\/www.fsinplatform.org\/report\/global-report-food-crises-2024\/\"> Rapporto Globale sulle Crisi Alimentari (GRFC)<\/a>, nel 2023 circa 282 milioni di persone in 59 Paesi e territori hanno sofferto di fame acuta, con un aumento mondiale di 24 milioni rispetto all\u2019anno precedente. L\u2019aumento \u00e8 stato registrato in base alla vastit\u00e0 delle aree colpite da crisi alimentari analizzate dal rapporto e al netto peggioramento della sicurezza alimentare, in particolare <strong>nella Striscia di Gaza e in Sudan. <\/strong>Per quattro anni consecutivi, la percentuale di persone esposte a insicurezza alimentare acuta \u00e8 rimasta costantemente alta &#8211; circa il 22% &#8211; superando di gran lunga i livelli pre-Covid.<\/p>\n<p>Nelle crisi alimentari &#8211; si sottolinea nel Rapporto &#8211; i bambini e le donne sono in prima linea, con oltre 36 milioni di bambini di et\u00e0 inferiore ai 5 anni affetti da malnutrizione acuta in 32 Paesi. Nel 2023 la malnutrizione acuta si \u00e8 aggravata, soprattutto tra persone sfollate a causa di conflitti armati e calamit\u00e0. Nelle analisi del GRFC, dal 2016 sono 36 i Paesi sempre citati, il che riflette anni di fame acuta e rappresenta tutt\u2019oggi l\u201980% dei Paesi del mondo ridotti alla fame. In 39 pPesi e territori \u00e8 inoltre segnalato l\u2019aumento di 1 milione di persone in stato di insicurezza alimentare acuta, classificato come Emergenza (fase 4 dell\u2019IPC\/CH), con l\u2019incremento maggiore in Sudan.<\/p>\n<p>Nel 2023 sono state registrate oltre 705.000 persone in stato di insicurezza alimentare e a rischio di inedia (fase 5 dell\u2019IPC\/CH, Catastrofe), il dato numerico pi\u00f9 alto mai riportato nei rapporti della GRFC e quadruplicato dal 2016.<strong> La Striscia di Gaza al momento riporta che l\u201980% delle persone \u00e8 a rischio di carestia incombente, seguita da Sud Sudan, Burkina Faso, Somalia e Mali<\/strong>. Secondo le previsioni 2024 del GRFC, entro il prossimo luglio circa 1,1 milioni di persone nella Striscia di Gaza e 79 000 persone nel Sud Sudan dovrebbero raggiungere lo stadio di \u201cCatastrofe\u201d (fase 5 dell\u2019IPC\/CH), portando il totale a quasi 1,3 milioni.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quali sono i principali fattori delle crisi alimentari?<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019inasprimento dei conflitti armati e dell\u2019insicurezza, gli effetti degli shock economici e le conseguenze di eventi meteorologici estremi continuano a favorire l\u2019insicurezza alimentare acuta<\/strong>. Questi fattori sono collegati gli uni agli altri e accentuano la fragilit\u00e0 dei sistemi alimentari, l\u2019emarginazione rurale, la cattiva governance e le disuguaglianze, provocando migrazioni di massa a livello globale. La tutela delle popolazioni sfollate \u00e8 ulteriormente aggravata dall\u2019insicurezza alimentare. I conflitti armati sono il fattore principale in 20 Paesi, con circa 135 milioni di persone in stato di insicurezza alimentare acuta &#8211; quasi la met\u00e0 del numero globale. A causa dei conflitti armati, il Sudan ha subito i danni peggiori, con altri 8,6 milioni di persone esposte a elevati livelli di insicurezza alimentare acuta rispetto al 2022. Gli eventi meteorologici estremi sono stati i fattori principali in 18 Paesi, in cui oltre 77 milioni di persone sono state colpite da elevati livelli di insicurezza alimentare acuta, un aumento rispetto ai dati 2022, che riportavano 12 paesi e 57 milioni di abitanti. Nel 2023 il mondo ha vissuto l\u2019anno pi\u00f9 caldo mai registrato e gli shock legati al clima hanno avuto gravi conseguenze sulle popolazioni, con episodi di gravi inondazioni, tempeste, siccit\u00e0, incendi boschivi ed epidemie di parassiti e malattie. Gli<em> shock <\/em>economici hanno colpito soprattutto 21 Paesi, in cui circa 75 milioni di persone sono esposte a elevati livelli di insicurezza alimentare acuta a causa della forte dipendenza dalle importazioni di generi alimentari e agricoli, dei persistenti squilibri macroeconomici, tra cui il deprezzamento della valuta, l\u2019aumento dei prezzi e gli alti livelli di debito.<\/p>\n<p>Il <strong>Segretario Generale delle Nazioni Unite<\/strong>, <strong>Ant\u00f3nio Guterres<\/strong> ha dichiarato: \u201cL\u2019ultimo Rapporto globale sulle crisi alimentari \u00e8 un elenco di fallimenti umani. <strong>In un mondo di abbondanza, i bambini muoiono di fame<\/strong>. L\u2019anno scorso, quasi trecento milioni di persone hanno affrontato una crisi alimentare. Il numero di persone sull\u2019orlo della carestia \u00e8 raddoppiato, superando le 700.000 unit\u00e0. <strong>A Gaza c\u2019\u00e8 il pi\u00f9 alto numero di persone che affrontano una fame catastrofica mai registrato dal Rapporto globale sulle crisi alimentari<\/strong>. I<strong>l conflitto in Sudan ha creato la pi\u00f9 grande crisi di sfollamento interno del mondo<\/strong>. Questo significa fame e malnutrizione per milioni di persone, soprattutto donne e bambini. La crisi alimentare mondiale richiede una risposta globale e urgente. Dobbiamo trasformare i sistemi alimentari. I dati contenuti in questo rapporto svolgono un ruolo fondamentale. Lo stesso vale per le finanze. I governi devono incrementare i finanziamenti per porre fine alla fame, mettendo in atto le nostre proposte per uno stimolo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile a sostegno dei Paesi in via di sviluppo e finanziando pienamente le operazioni umanitarie. E devono dare seguito all\u2019Appello all\u2019azione per la trasformazione dei sistemi alimentari. Con l\u2019impegno e l\u2019azione concertata, possiamo creare un mondo in cui la fame non abbia dimora. Diamoci da fare, oggi stesso.\u201d<\/p>\n<p>Intanto, secondo la denuncia di <strong>Oxfam, <\/strong>nel 2023 l\u2019aiuto pubblico allo sviluppo (APS) da parte dei Paesi ricchi si \u00e8 mantenuto sostanzialmente stazionario, con una crescista di appena l\u20191,8%, in buona parte dovuta al sostegno umanitario e finanziario per la crisi in Ucraina. Tuttavia, non \u00e8 stato fatto nessun nuovo sforzo significativo per dotare i Paesi pi\u00f9 poveri \u2013 spesso attraversati da guerre, carestie e dall\u2019impatto del caos climatico \u2013 di risorse chiave per garantire beni e servizi essenziali come sanit\u00e0 e istruzione a centinaia di milioni di persone. Dal canto suo, <strong>l\u2019Italia<\/strong><em> &#8211; <\/em>nonostante le promesse di un nuovo \u201c<strong>Piano Mattei<\/strong>\u201d da parte del governo<em> &#8211; <\/em>si distingue in modo particolarmente negativo: passa infatti dallo 0,33% di APS nel 2022 allo 0,27% nel 2023 in rapporto al reddito nazionale lordo, con un taglio di 631 milioni di dollari.<\/p>\n<p><strong>Qui <\/strong>i <strong><a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/dac\/financing-sustainable-development\/development-finance-standards\/official-development-assistance.htm\">nuov<\/a><a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/dac\/financing-sustainable-development\/development-finance-standards\/official-development-assistance.htm\">i<\/a><\/strong> <strong><a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/dac\/financing-sustainable-development\/development-finance-standards\/official-development-assistance.htm\">dati preliminari 2023<\/a><\/strong> da parte del Comitato per l\u2019aiuto allo sviluppo dell\u2019<strong>OCSE<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Qui<\/strong> per approfondire: <a href=\"https:\/\/www.fsinplatform.org\/report\/global-report-food-crises-2024\/\">https:\/\/www.fsinplatform.org\/report\/global-report-food-crises-2024\/<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo l&#8217;ultimo recente Rapporto Globale sulle Crisi Alimentari (GRFC), nel 2023 circa 282 milioni di persone in 59 Paesi e territori hanno sofferto di fame acuta, con un aumento mondiale di 24 milioni rispetto all\u2019anno precedente. 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