{"id":184115,"date":"2015-05-11T20:43:03","date_gmt":"2015-05-11T19:43:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=184115"},"modified":"2015-05-11T20:43:03","modified_gmt":"2015-05-11T19:43:03","slug":"alberto-salza-il-niente-e-la-scienza-della-poverta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/05\/alberto-salza-il-niente-e-la-scienza-della-poverta\/","title":{"rendered":"Alberto Salza, il Niente e la scienza della povert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>\u201cNiente. Antropologia della povert\u00e0 estrema\u201d (Sperling, 2009), \u00e8 la stupefacente opera di Alberto Salza, un antropologo coraggioso e spiritoso che ha scelto di vivere povero tra i poveri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Salza \u00e8 uno studioso irriverente che si occupa delle strategie di sopravvivenza in Africa e in Asia. Lo fa da pi\u00f9 di quarant\u2019anni e ha collaborato con varie universit\u00e0 e organizzazioni internazionali. Non possiede un telefonino e collabora con numerose riviste scientifiche: Focus, Airone, Le Scienze. Ha pubblicato diversi libri, tra cui l\u2019imponente \u201cAtlante delle popolazioni\u201d (Utet, 1997). Tutti questi anni di studi sul campo, vivendo direttamente la povert\u00e0, hanno portato Salza a formulare una tragica conclusione: \u201cLe persone della Terra, non avevano mai sperimentato, prima d\u2019ora, una povert\u00e0 materiale che fosse accompagnata dalla piena involuzione culturale, ovvero perdita di identit\u00e0, mercificazione, demolizione della famiglia, fine dello stato sociale, isolamento, destrutturazione educativa, terrore, guerra continua, catastrofi globali,\u201d vuoti di pensiero, ecc.<\/p>\n<p>Salza definisce la povert\u00e0 come \u201cuna disumanizzazione progressiva, ottenuta attraverso la deprivazione organizzata di beni materiali, culturali e spirituali\u201d. \u00c8 per\u00f2 molto difficile stabilire se la soglia economica internazionale della necessit\u00e0 di 1 dollaro al giorno ai fini della sopravvivenza, possa valere in tutte le zone del pianeta: \u201cla matematica dei poveri funziona per \u201cinsiemi fuzzy,\u201d secondo la logica incerta dei sistemi complessi\u201d.<\/p>\n<p>E come si diventa poveri? L\u2019antropologo descrive ben 10 trappole in cui molte persone cadono:<\/p>\n<p>1) La trappola dell\u2019istruzione. I bambini non studiano se devono lavorare per sopravvivere. E la mancanza di credito per l\u2019istruzione prova un circolo vizioso: la miseria si trasmette attraverso le generazioni.<\/p>\n<p>2) I debiti e il lavoro schiavizzato. I pi\u00f9 poveri vengono costretti a lavori pesantissimi e devono pagare un affitto molto caro per gli attrezzi, il letto e il cibo.<\/p>\n<p>3) La malnutrizione e le malattie. Se non si mangia si lavora male e si guadagna poco. \u00c8 quindi pi\u00f9 facile ammalarsi e perdere il lavoro. E da donne malnutrite nascono figli con problemi metabolici.<\/p>\n<p>4) La bassa professionalit\u00e0. Non si \u00e8 in grado di imparare un mestiere e non si conoscono i propri diritti.<\/p>\n<p>5) La trappola della fertilit\u00e0. Si fanno tanti figli nella speranza che qualcuno di loro pensi alla vecchiaia dei genitori. Ma pi\u00f9 si \u00e8, meno si mangia.<\/p>\n<p>6) L\u2019economia di sussistenza \u00e8 un\u2019economia senza denaro che non ti permette di accedere alla modernit\u00e0: luce, acqua, giornali, istruzione, ecc.<\/p>\n<p>7) L\u2019eccessivo sfruttamento agricolo porta all\u2019erosione e alla perdita del terreno per molti anni o per sempre.<\/p>\n<p>8) La trappola dei beni comuni. Si pesca in un lago troppo pesce perch\u00e9 si \u00e8 in troppi a gestire la risorsa.<\/p>\n<p>9) Le persone che non riescono a trovare un lavoro regolare possono decidere di diventare dei criminali. Uno volta arrestati \u00e8 poi ancora pi\u00f9 difficile trovare un lavoro regolare.<\/p>\n<p>10) La malattia mentale rappresenta una delle trappole finali: la droga, la violenza e la depressione sottraggono tempo e risorse alle attivit\u00e0 produttive, e lo stigma sociale ti pu\u00f2 debilitare a vita.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il problema pi\u00f9 grosso non \u00e8 la mancata produzione di cibo, ma \u00e8 la mancanza di un lavoro o di beni da scambiare che impedisce ai poveri di comprare il cibo. E la vera tragedia silenziosa ignorata dai media \u00e8 la privatizzazione della gestione dell\u2019acqua che impone ai poveri dei costi impossibili da sostenere per bere e lavarsi. Inoltre \u201cL\u2019acqua non \u00e8 una risorsa infinita: non se ne pu\u00f2 produrre di nuova\u201d se si esaurisce o si inquina (Eleanor Sterlig, esperta di biodiversit\u00e0). Il consumo mondiale di acqua \u00e8 triplicato negli ultimi cinquant\u2019anni. A causa dell\u2019aumento della popolazione i fiumi si prosciugano, le falde acquifere sprofondano, gli ecosistemi acquatici degradano (p. 115). Probabilmente la cattiva gestione statale e internazionale delle risorse idriche causer\u00e0 molte guerre future.<\/p>\n<p>Oltretutto i progetti di sviluppo in direzione del capitalismo occidentale hanno a volte degli effetti molto scarsi o addirittura controproducenti. Roy Sesan, boscimane gana del Kalahari (Botswana), afferma: \u201cMi chiedo che sviluppo sia mai quello che fa vivere la tua gente meno di quanto vivesse prima\u2026 Stiamo prendendo l\u2019AIDS. I nostri bambini non vogliono andare a scuola perch\u00e9 vengono picchiati. Alcuni si stanno dando alla prostituzione. Non gli \u00e8 permesso cacciare e allora litigano perch\u00e9 si annoiano. E bevono. Alcuni hanno cominciato a suicidarsi. Non si \u00e8 mai vista una cosa del genere prima! Fa male raccontare queste cose. \u00c8 questo lo sviluppo!\u201d (p. 22).<\/p>\n<p>Oppure si pu\u00f2 riportare la storia di Leunga, un ragazzo figlio di pastori, diventato pescatore e morto per l\u2019alcool distillato dai cerali degli aiuti umanitari. E bisogna pensare che \u201cspesso si muore di meno per guerre o carestie al villaggio che non per malattie o violenze nei luoghi di rifugio\u201d preparati dalle organizzazioni internazionali\u201d (p. 38). D\u2019altra parte la costruzione dei pozzi artificiali che possono provocare uno sviluppo eccessivo della pastorizia con conseguente distruzione dei pascoli e la successiva desertificazione. Inoltre lo stesso Salza si rifiut\u00f2 di prolungare una collaborazione, dopo aver verificato che in un progetto sviluppato in Kenia costato pi\u00f9 di 500.000 euro, solo 10.000 euro erano arrivati alla gente del posto.<\/p>\n<p>In definitiva bisogna fare una considerazione antropologica centrale: \u201cA oggi, sono circa 1,5 miliardi gli abitanti di slum, l\u2019ecosistema del futuro. Nel 2030 saranno 5 miliardi\u2026 I livelli di povert\u00e0 e malnutrizione di chi vive nei centri urbani sono, in termini assoluti, maggiori di quelli di coloro che restano nelle zone rurali\u201d. Nelle baraccopoli \u201cl\u2019aspettativa di vita \u00e8 molto bassa e il livello di criminalit\u00e0 inaccettabile\u201d; si vive senza lavoro per molti anni, in uno stato di lotta atavica e di inimicizia assoluta. Come affermato da Vandana Shiva \u201cIl culto della crescita illimitata \u00e8 una patologia. Solo le cellule tumorali non sono in grado di smettere di crescere\u201d (p. 279).<\/p>\n<p>Inoltre per capire meglio lo spirito del libro cito la leggenda del falco giapponese riportata da Salza: \u201cSi narra che il falco, nelle freddissime notti invernali del Giappone, catturi un passero e se lo tenga stretto fra gli artigli per scaldarsi le zampe\u2026 all\u2019alba lo lascia andar via e guarda il volo del passero per controllarne la direzione. Per quel giorno, da quella parte, il falco non caccier\u00e0\u201d (p 23). Poi c\u2019\u00e8 la storiella dei porcospini di Schopenhauer che \u00e8 molto istruttiva (anche per riequilibrare i rapporti di coppia): \u201cIn un freddo inverno, alcuni porcospini si strinsero uno all\u2019altro per evitare di morire di freddo. Cos\u00ec avvenne, ma cominciarono a pungersi l\u2019un l\u2019altro. Allora si allontanarono, ma ebbero di nuovo freddo. Riavvicinatisi, sentirono il male delle punture. Cos\u00ec rimasero indecisi tra le due sofferenze, finch\u00e9 trovarono una giusta distanza, per stare il meglio possibile\u201d.<\/p>\n<p>A questo punto una domanda sorge spontanea: Salza collabora con le istituzioni o \u00e8 uno che sfida le autorit\u00e0? Si pu\u00f2 dire che lui adora infastidire le autorit\u00e0: si ha un effetto maggiore con uno sforzo minore. Ma per fare questo occorre una grande \u201ccapacit\u00e0 di stare da soli per lungo tempo e anaffettivit\u00e0\u2026 si tira su un bel muro mentale e si osservano puntigliosamente le sofferenze degli altri uomini come se fossero quelle di una colonia di insetti\u201d (p. 28). In realt\u00e0 il pi\u00f9 delle volte si finisce per capire meglio se stessi invece di comprendere l\u2019altra cultura.<\/p>\n<p>Infatti \u201cOccorre camminare cinque mesi nei sandali degli altri, prima di capire se stessi\u201d (proverbio nomade, p. 29). Comunque \u00e8 sempre molto difficile avere a che fare con stranieri poveri: nessuno ammette facilmente il proprio stato di povert\u00e0 e le normali difficolt\u00e0 di traduzione delle lingue possono essere amplificate dalla mancanza di cultura scolastica di molti vecchi e anche dai troppi interpreti necessari per contattare le trib\u00f9 indigene che hanno una lingua molto rara o particolare.<\/p>\n<p>Per Salza \u201cl\u2019antropologo \u00e8 il peggior ladro del mondo: ruba cultura\u201d. I feroci guerrieri Afar della Dancalia etiope hanno un proverbio che esprime bene questo concetto: \u201cSenza essere stato chiamato sei venuto; senza esserti saziato sei partito: hai sbagliato due volte\u201d (p. 12). Non dobbiamo dimenticare che la professione di Salza \u00e8 abbastanza rischiosa. Alla moglie \u00e8 abituato a dire: \u201cScusa se non telefono, ma ho il mio bel daffare a non morire\u201d. Quindi l\u2019antropologia \u00e8 l\u2019unica scienza in cui l\u2019oggetto di osservazione potrebbe non essere d\u2019accordo sul fatto di essere osservato\u201d. \u00c8 una scienza che studia \u201cil cervello umano, per poi scoprire che \u00e8 attaccato a un corpo che si muove in un gruppo, il quale fa parte di una societ\u00e0 all\u2019interno di un ambiente\u201d (p. 31).<\/p>\n<p>Comunque Salza definisce la professione antropologica in un modo molto accattivante e poetica: \u201cdovete pensare all\u2019antropologo come a un ubriacone che, dopo aver scolato tutto lo spirito del mondo, cerchi di diventar ricco vendendo i vuoti\u2026 l\u2019antropologia della miseria fa schifo come i soggetti che studia. Figuratevi io, che campo alle loro spalle\u201d (p. 38).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per video approfondimenti: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=hcYUVuapuDU\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=hcYUVuapuDU<\/a>.<\/p>\n<p>Nota relazionale &#8211; Se sei un vero uomo o una donna vera, e \u201cSe vuoi realizzare i tuoi sogni, \u00e8 meglio che giochi <strong>onestamente <\/strong>con gli altri. Un consiglio che \u00e8 difficile seguire \u00e8 dire la verit\u00e0. Seconda cosa: quando sbagli chiedi scusa! Una buona scusa \u00e8 formata da tre parti: &#8220;<em>Mi dispiace<\/em>&#8220;; &#8220;<em>Era colpa mia<\/em>&#8220;, &#8220;<em>Cosa posso fare per rimediare<\/em>&#8220;? La maggior parte della gente salta la terza parte; \u00e8 da questo che puoi capire chi \u00e8 sincero. L\u2019ultima cosa \u00e8 che tutti abbiamo persone o cose che non ci piacciono. Io non ho mai incontrato persone che sono totalmente cattive. Se aspetti a sufficienza, ti mostrano il loro lato buono. Non puoi affrettare la cosa, ma puoi essere paziente\u201d (Randy Pausch).<\/p>\n<p>Nota aforistica &#8211; Tra le righe di questo saggio autobiografico molto curioso e avvincente, si possono trovare molti detti popolari e pensieri interessanti, di cui riporto i pi\u00f9 pregevoli: \u201cI soldi non danno le felicit\u00e0; figuratevi la miseria\u201d; \u201cSi sa solo da dove si viene, non dove si va\u201d (proverbio africano); \u201cIl denaro finanziario non \u00e8 denaro da spendere. Con esso non si compra mai nulla. Serve a guadagnare altro denaro\u201d (David Bazelon, 1964); La povert\u00e0 \u00e8 come il caldo, non puoi vederlo, puoi solo sentirlo\u201d; \u201cPovert\u00e0 significa accettare qualunque cosa ti venga data\u201d (donna brasiliana); \u201cLa fame \u00e8 la pi\u00f9 grande droga che esista\u201d (Joe R. Lansdale, 2004); \u201cLa fame rende stupidi\u201d (Ferdinando Camon) ; \u201cBeati i senzatetto, perch\u00e9 vedranno il cielo\u201d (Anonimo napoletano); \u201cDa queste parti un animale vale pi\u00f9 di una persona, in quanto pu\u00f2 fornire latte a cinque o sei affamati\u201d (pastore dell\u2019Ogaden); \u201cEssere donna mi ha permesso di essere un uomo migliore\u201d (Pashe Keqi); \u201cUna buona salute \u00e8 solamente il modo pi\u00f9 lento per morire\u201d; \u201cSi pu\u00f2 diventare sapienti accumulando lontane ignoranze: l\u2019Etnologia\u201d (Guido Ceronetti); \u201cQuando la memoria va a raccogliere dei rami secchi, torna con il fascio di legna che preferisce\u201d (vecchio maasai); \u201cVoi bianchi volete conoscere solo quello che gi\u00e0 sapete\u201d; La libert\u00e0 \u00e8 un dovere: il nostro potere di agire deve essere conquistato e mantenuto ogni giorno (Michael Ignatieff); \u201cI doveri spettano solo agli altri\u201d (Oscar Wilde); \u201cL\u2019unica strada che ho per uscire dalla miseria \u00e8 la morte\u201d (abitante del Malawi); \u201cVivere a credito d\u00e0 dipendenza come poche altre droghe\u201d (Z. Bauman); \u201cLa moltiplicazione del credito \u00e8 il suicidio involontario del capitalismo\u201d (Salza); \u201cI poveri pagano i loro debiti nel 98 per cento dei casi, contro il 60 per cento degli industriali\u201d (Muhammad Yunus, Premio Nobel ideatore del microcredito); \u201cNoi viviamo in un manicomio impazzito governato dagli internati\u201d (Erwing Goffman); \u201cDato che tutta la conoscenza \u00e8 neurologica, ogni scienza \u00e8 necessariamente una neuroscienza, in quanto non pu\u00f2 far altro che studiare la mente del ricercatore in una regressione infinita\u201d (John von Neumann, matematico autore della teoria dei giochi e coideatore del computer con Alan Turing).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNiente. 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