{"id":1836350,"date":"2024-04-03T14:28:12","date_gmt":"2024-04-03T13:28:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1836350"},"modified":"2024-04-03T14:28:12","modified_gmt":"2024-04-03T13:28:12","slug":"ilaria-salis-lettera-dal-carcere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/04\/ilaria-salis-lettera-dal-carcere\/","title":{"rendered":"Ilaria Salis, lettera dal carcere"},"content":{"rendered":"<p><em>Dalla sua cella, la numero 615, del carcere ungherese di Gyorskocsi Utca, l\u2019antifascista italiana Ilaria Salis ha scritto questa lettera:<\/em><\/p>\n<p>\u00abMi sto abbastanza abituando a stare qui e non credo che sia merito mio, ma che questi posti siano fatti in modo tale che le persone si abituino a starci.<\/p>\n<p>Adesso, quando mi aprono la porta della cella perch\u00e9 devo andare da qualche parte, mi fermo rivolta verso il muro per farmi perquisire, invece di iniziare a gironzolare con molta naturalezza per il corridoio come facevo all\u2019inizio.<\/p>\n<p>Mentre aspetto di ricevere il pacco con le ciabatte, tutti i giorni vado alle docce portandomi sottobraccio il catino del bucato. In questa situazione ci mancano solo funghi e verruche!<\/p>\n<p>Sono anche molto rincuorata dal fatto che i piccioni e tutti gli oggetti inanimati a cui sovente indirizzo i miei monologhi non mi abbiano mai degnato della loro risposta.<\/p>\n<p>Lo scorrere del tempo \u00e8 davvero strano: le singole giornate sono interminabili, ma i giorni si susseguono rapidamente e mi sembra sempre di essere stata arrestata la settimana scorsa.<\/p>\n<p>Non ho la percezione di essere lontana da Milano da pi\u00f9 di un mese. Gli avvenimenti, le persone, i luoghi di fuori li sento vicini e vivi dentro di me.<\/p>\n<p>Forse il fatto che non ricevere notizie dall\u2019esterno e di non avere nessun contatto con il mio mondo mi fa sentire in una specie di bolla sospesa.<\/p>\n<p>E\u2019 un po\u2019 come se per me il tempo si fosse fermato. Non c\u2019\u00e8 un primo \u00e8 un dopo, ma solo il \u201cdentro\u201d e il \u201cfuori\u201d: sono due mondi assolutamente incompatibili e la mia mente non riesce a collocarli sul medesimo asse temporale.<\/p>\n<p>Quando sei \u201cdentro\u201d il \u201cfuori\u201d cessa di esistere. Entri nella bolla e il mondo esterno si dissolve, entra in stand-by.<\/p>\n<p>Non ho mai un\u2019idea precisa di che ore siano. Non so che ora sia quando si svegliano, so solo che mi sto gi\u00e0 allenando. Al cambio della guardia della mattina c\u2019\u00e8 gi\u00e0 luce, finch\u00e9 c\u2019\u00e8 l\u2019ora solare. Poi sono ore lunghissime che non passano pi\u00f9, nell\u2019attesa di scendere all\u2019aria.<\/p>\n<p>Dopo il carrello il pomeriggio \u00e8 interminabile e non succede pi\u00f9 nulla. Il cambio della guardia della sera per me segna la fine della giornata. Arrivare fino a quell\u2019ora ogni giorno \u00e8 estenuante e dopo quell\u2019ultimo rituale, che si svolge quando \u00e8 gi\u00e0 buio, pi\u00f9 che addormentarmi, direi che cado svenuta.<\/p>\n<p>Mi accascio sulla branda svuotata di ogni energia senza badare al bagliore pungente del neon. La luce della cella si pu\u00f2 accendere spegnere solo dall\u2019esterno: non so a che orario si compia il rituale di spegnimento delle luci e non rimango mai sveglia abbastanza lungo da potervi assistere.<\/p>\n<p>Durante l\u2019ultimo weekend del mese si passa all\u2019ora legale e, dato che il mio unico punto di riferimento \u00e8 la luce solare, a questo punto mi rendo conto che alcuni rituali si svolgono decisamente prima di quanto non pensassi e che forse dovrei rivedere i miei ritmi di vita. Il cambio della guardia della sera adesso avviene poco tempo dopo l\u2019imbrunire, quindi decisamente presto.<\/p>\n<p>Se mi addormento a quell\u2019ora poi \u00e8 normale che, quando dovrei svegliarmi, sia gi\u00e0 nel bel mezzo dell\u2019allenamento. Che casino! Anche le cose semplici qui diventano complicatissime.<\/p>\n<p>Di poche esperienze ho memoria che siano state cos\u00ec complicate. Forse quando a otto anni mi sono trovata, da un giorno all\u2019altro, a frequentare la terza elementare in Inghilterra, senza parlare una parola di inglese e senza conoscere nessuno.<\/p>\n<p>Ecco, anche l\u00ec i primi mesi erano stati abbastanza complicati. Oppure, forse, quando ho imparato a camminare, ma ero troppo piccola per poterlo ricordare. In tutte quelle situazioni non ero mai da sola. Qui invece si \u00e8 completamente soli ed \u00e8 bene non fidarsi di nessuno. E molte cose qui dentro sono alquanto strane.<\/p>\n<p>Sotto alcuni aspetti \u00e8 una situazione d\u2019altri tempi, assolutamente inusuale nella nostra era digitale, nell\u2019epoca della comunicazione e dell\u2019informazione globale.<\/p>\n<p>\u00c8 insolito non sapere per settimane che ore siano, quando normalmente ti basta un leggero tocco dell\u2019indice e ti appaiono immediatamente i minuti luminosi e colorati.<\/p>\n<p>\u00c8 strano trascorrere lunghi mesi senza scambiare una sola parola neanche con le persone pi\u00f9 care (nemmeno una lettera scritta a mano!), quando fino al giorno prima bastava muovere il pollice sullo schermo del telefonino per comunicare continuamente e contemporaneamente con tante persone diverse.<\/p>\n<p>\u00c8 inusuale non ricevere nessun tipo di informazione dall\u2019esterno, quando in ogni attimo della nostra vita siamo bombardati da notizie e messaggi provenienti da ogni parte del mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 strano non poter googlare tutto quello che ti viene o non ti viene in mente, ma trovarti a dover riorganizzare le tue conoscenze, il tuo pensiero e la tua memoria nei vecchi schemi gerarchici \u201cad albero\u201d, abbandonando le disposizioni orizzontali \u201ca rete\u201d e ringraziando il cielo di essere nata una decina d\u2019anni prima di Google e pertanto di avere un cervello in parte gi\u00e0 educato a questo anacronistico modus operandi.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una bolla davvero strana. I mesi sono lunghi e accade che la bolla si trasformi in un buco nero che ti risucchia. Prendendo in prestito una metafora che legger\u00f2 parecchi mesi dopo in un bellissimo fumetto dedicato alle mie vicende, sono caduta in un pozzo profondissimo.<\/p>\n<p>Le pareti sono scivolose e ogni volta che faticosamente cerco di compiere un breve passo per risalire appena un pochino, finisco sempre col precipitare pi\u00f9 in profondit\u00e0. A volte mi chiedo se questo pozzo abbia un fondo e se da qualche parte ci sia davvero un\u2019uscita. Immagino di essere un piccolo geco, che nell\u2019oscurit\u00e0 silente riesce a scalare le pareti.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, devo scalare le pareti, ma qui purtroppo non ci sono i miei compagni di arrampicata e i legami di fiducia ben stretti sulla corda della \u201csicura\u201d.<\/p>\n<p>In montagna ci si assicura l\u2019uno all\u2019altro, in modo tale che, se uno scivola, invece di sfracellarsi al suolo, \u00e8 bloccato dal contrappeso dell\u2019altro.<\/p>\n<p>E quando davanti a un passaggio un po\u2019 pi\u00f9 complicato mi blocco e penso di non farcela, mi strillano che di sicuro ce la far\u00f2 e di tirarmi su come riesco. Infatti nei momenti pi\u00f9 difficili, di fronte ai pericoli pi\u00f9 minacciosi, davanti a scenari sconosciuti, bisogna fare affidamento sui propri punti di forza e tentare strategie inedite, laddove le tecniche tradizionali non possono nulla.<\/p>\n<p>Fortunatamente lo sport mi ha insegnato qualcosa in materia di tenacia e di paure.\u00a0 Le paure, in alcuni contesti in cui \u00e8 in gioco l\u2019autoconservazione, non sono da fuggire o allontanare, ma vanno curate e percepite nitidamente perch\u00e9 potrebbero essere la chiave della tua salvezza.<\/p>\n<p>Quando ti trovi sola con te stessa a raschiare la melma nel fondo del pozzo, quando la paura si fa terrore perch\u00e9 non hai idea di cosa ti stia per succedere, allora scorgi in te stessa risorse che non sapevi ti appartenessero.<\/p>\n<p>Ma qui ci\u00f2 che davvero ti permette di affrontare a testa alta le privazioni e le umiliazioni quotidiane, di mettere in salvo il ben dell\u2019intelletto (ossia il tesoro pi\u00f9 prezioso che esista qui) dalla voracit\u00e0 di quel mostro chiamato follia, \u00e8 pi\u00f9 semplice e al tempo stesso pi\u00f9 complesso di quanto si possa immaginare.<\/p>\n<p>\u00c8 la capacit\u00e0 di discernere la schietta sincerit\u00e0 dalla menzogna mistificatrice, la consapevolezza profonda, che dimora in fondo al cuore, di quale sia la parte giusta della storia.<\/p>\n<p>Chiudo gli occhi e lancio lo sguardo oltre le mura di questo cieco carcere: scorgo le vicende di uomini e donne come ricambi in tessuti su arazzi che raffigurano storie pi\u00f9 ampie.<\/p>\n<p>Storie di popoli, di culture, di lingue e di religioni. Storia di sistemi economici, politici e giuridici. Storie di ricchezza e di miseria, di potere, di sopraffazione e di sfruttamento. Storie di guerre e di eserciti. Storie di un mondo in cui ancora si uccidono bambini, in cui alle porte d\u2019Europa risuonano mitraglie che riecheggiano gli scempi del secolo scorso.<\/p>\n<p>Apro gli occhi e mi scorgono rannicchiata sulla grigia coperta, con lo sguardo fisso sulla porta di ferro della cella.<\/p>\n<p>Tutto mi appare semplice e lineare in queste vicende, come in molte altre. Non pu\u00f2 esserci alcun dubbio su quale sia la parte giusta della storia\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla sua cella, la numero 615, del carcere ungherese di Gyorskocsi Utca, l\u2019antifascista italiana Ilaria Salis ha scritto questa lettera: \u00abMi sto abbastanza abituando a stare qui e non credo che sia merito mio, ma che questi posti siano fatti&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":594,"featured_media":1836351,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[107392,60,47],"tags":[6642,119421,6918,18069],"class_list":["post-1836350","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-noticia-it","category-diritti-umani","category-europa","tag-carcere","tag-ilaria-salis","tag-lettera","tag-ungheria"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - 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