{"id":1833351,"date":"2024-03-20T10:29:41","date_gmt":"2024-03-20T10:29:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1833351"},"modified":"2024-03-20T10:29:41","modified_gmt":"2024-03-20T10:29:41","slug":"chi-finanziera-lacqua-nei-prossimi-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/03\/chi-finanziera-lacqua-nei-prossimi-anni\/","title":{"rendered":"Chi finanzier\u00e0 l\u2019acqua nei  prossimi anni?"},"content":{"rendered":"<p>Il 22 marzo ricorre la 31\u00aa Giornata mondiale dell&#8217;acqua, istituita dalle Nazioni Unite. La situazione non \u00e8 solo deludente, ma drammatica.<\/p>\n<p><em><u>L&#8217;intollerabile e l&#8217;inammissibile<\/u><\/em><\/p>\n<p>Per quanto riguarda il diritto universale all&#8217;acqua, alla vita, pi\u00f9 di 2 miliardi di esseri umani sono ancora privi del diritto di accedere alla fonte di vita che \u00e8 l&#8217;acqua potabile, e 4,2 miliardi non dispongono di alcun servizio igienico (toilette, \u00a0ad esempio). Inoltre, 4 miliardi di persone si trovano in uno stato di forte stress idrico (disponibilit\u00e0 di acqua necessaria per vivere nel loro territorio\u00a0 inferiore a 1.000 m\u00b3 all&#8217;anno, per persona, tutti\u00a0 usi combinati). Si possono immaginare le conseguenze per la salute e la speranza di vita.<\/p>\n<p>I leader mondiali hanno abbandonato l&#8217;obiettivo di garantire il diritto all&#8217;acqua per tutti (secondo l&#8217;OMS, la FAO e l&#8217;UNICEF, almeno 50 litri al giorno per persona). L\u2019acqua per tutti al 1990 fu l\u2019obiettivo fissato dal primo Decennio internazionale dell\u2019acqua promosso dalle Nazioni Unite (1981-1991)\u00a0 Non fu \u00a0raggiunto. L&#8217;obiettivo del Secondo decennio internazionale dell&#8217;acqua (2005-2015) divenne pi\u00f9 &#8220;modesto&#8221;: fornire acqua potabile alla met\u00e0 delle persone che non vi avevano accesso. Anche questo fall\u00ec. Le ambizioni del Terzo Decennio, in corso (2018-2028) sono diventate molto modeste: garantire semplicemente il diritto all&#8217;acqua al maggior numero possibile di persone!<\/p>\n<p>Non solo ma, a partire dal 1992, i leader mondiali hanno cambiato la definizione della natura del &#8220;diritto all&#8217;acqua&#8221;. Non si tratta pi\u00f9 di &#8220;accesso a un minimo vitale di acqua potabile per tutti, garantito dalla comunit\u00e0 attraverso le finanze pubbliche \u00a0ed imprese pubbliche&#8221;. \u00c8 diventato, come sancito ufficialmente nel grande accordo globale delle Nazioni Unite rappresentato dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (2000-2015), &#8220;<em>l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile su base equa e a un prezzo abbordabile&#8221;<\/em> gestito da aziende private, anche quotate in borsa, sulla base di un contratto noto come &#8220;delega al settore privato di un servizio pubblico&#8221;.\u00a0 Questo rappresenta un completo ribaltamento del concetto di acqua ridotto a &#8220;bene economico&#8221; di mercato. Di conseguenza, come avviene per tutti i beni e servizi di mercato, il finanziamento \u00e8 assicurato dal prezzo pagato dal consumatore, un prezzo stabilito secondo il principio del recupero totale dei costi (compresa la remunerazione del capitale, cio\u00e8 il profitto). (1)<\/p>\n<p>L&#8217;intollerabile e l&#8217;inammissibile si applicano anche all&#8217;acqua come bene comune globale essenziale per la vita. Il dramma in corso \u00e8 rappresentata dall&#8217;aggravarsi dei processi di degrado, contaminazione e inquinamento della qualit\u00e0 biochimica dell&#8217;acqua (sia essa di superficie o sotterranea, compresa quella degli oceani). Nella sola Europa &#8211; che si presenta come il continente pi\u00f9 avanzato in termini di tutela delle risorse idriche &#8211; solo il 51% delle acque europee \u00e8 in buone condizioni ecologiche. (2) Ovunque, dalla Cina agli Stati Uniti, passando per l&#8217;India, la Russia e il Medio Oriente pi\u00f9 di un terzo delle acque sotterranee non \u00e8 pi\u00f9 utilizzabile per le attivit\u00e0 umane! Casi emblematici sono l&#8217;inquinamento chimico da sostanze altamente tossiche (si pensi ai pesticidi e ai PFAS) e l&#8217;inquinamento da plastica, in particolare da bottiglie di acqua minerale e di sorgente (pi\u00f9 di 460 miliardi di bottiglie ne\u00a0 2023!).<\/p>\n<p>Ebbene, la lotta all&#8217;inquinamento ha smesso di essere una priorit\u00e0 per i governi. Gli interessi privati, economici e finanziari delle industrie inquinanti (energia, miniere, agroalimentare, chimica, farmaceutica, tessile) hanno avuto e continuano ad avere la precedenza sugli imperativi eco-vitali degli esseri umani e delle altre specie viventi. Negli ultimi due anni, in particolare, si \u00e8 assistito a una massiccia ritirata dalle politiche di sostenibilit\u00e0. Ad esempio, le decisioni prese al vertice sulla biodiversit\u00e0 COP15 delle Nazioni Unite, tenutosi a Montreal nel dicembre 2022, hanno sancito la finanziarizzazione integrale della natura. Hanno dato legittimit\u00e0 politica e giuridica alle proposte della Natural Capitals Coalition. Queste prevedono di affidare a societ\u00e0 private quotate in borsa la gestione e il ripristino del 30% del mondo naturale entro il 2030 , il 30% dei quali \u00e8 in stato di grave degrado. (3) Si pensi anche all&#8217;attuale allentamento dell&#8217;obiettivo della &#8220;neutralit\u00e0 del carbonio&#8221; entro il 2050 e all&#8217;abbandono da parte della Commissione Europea dell&#8217;obiettivo di riduzione del 50% dell&#8217;uso dei pesticidi e del programma REACH (relativo alla registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche). Infine, la Commissione europea ha appena preso una decisione a favore della deregolamentazione degli OGM basati su nuove tecniche genomiche.<\/p>\n<p><em><u>L&#8217;incerto, il preoccupante: la questione del finanziamento <\/u><\/em><\/p>\n<p>Due\u00a0 restano le tendenze iamportanti in materia a liv\u00e9llo interrnazionale.<\/p>\n<p>Da un lato, \u00a0la riduzione della spesa pubblica per il finanziamento e la fornitura di beni comuni essenziali per la vita. Dall\u2019altro, l\u2019aumento della spesa pubblica per gli armamenti, le infrastrutture tecnologiche (in particolare, digitalizzazione, IA, centri dati, logistica), la competitivit\u00e0 delle imprese, la polizia, l&#8217;agricoltura industriale.<\/p>\n<p>Una delle conseguenze di tutto ci\u00f2 \u00e8 che le nostre societ\u00e0 hanno visto ridursi i poteri di responsabilit\u00e0 e controllo politico della sfera pubblica. Da qui anche la crescente debolezza dei poteri normativi globali delle istituzioni internazionali multilaterali come l&#8217;ONU. La responsabilit\u00e0 per gli affari mondiali nell&#8217;interesse generale della comunit\u00e0 della vita sulla Terra rimane orfana. D&#8217;altra parte, pi\u00f9 la finanza privata domina l&#8217;economia finanziaria globale, maggiore \u00e8 la pressione sulla finanza privata affinch\u00e9 intervenga nella risoluzione dei problemi globali e pi\u00f9 la finanza privata valuta le scelte da fare tra gli investimenti in base ai suoi criteri chiave: rendimento\/ROI-RONA, posizionamento sul mercato, alleanze\/conflitti, ecc.).<\/p>\n<p>Questi cambiamenti nei rapporti di forza tra finanza pubblica e privata avvengono in un contesto globale segnato da una crisi strutturale della vita sulla Terra (disastro climatico, devastazione dei sistemi ecologici) causata da una &#8220;gestione&#8221; delle risorse della Terra ispirata a un modello capitalistico di crescita predatoria. Tutti i segnali indicano che la crisi \u00e8 destinata ad aggravarsi, soprattutto nel settore idrico. Le attivit\u00e0 che dovrebbero garantire il corretto funzionamento dell&#8217;ecosistema terrestre stanno diventando sempre pi\u00f9 rischiose, con costi crescenti che ridurranno i possibili livelli di rendimento. Da quindici anni a questa parte, il mondo dell&#8217;economia e della finanza pone i rischi legati alle crisi ambientali, in particolare nel settore idrico (inondazioni, siccit\u00e0, inquinamento, prosciugamento di fiumi e laghi, abbassamento delle falde acquifere, innalzamento del livello del mare) in cima alla lista dei rischi pi\u00f9 elevati, con le conseguenze pi\u00f9 gravi. (4)<\/p>\n<p>La consapevolezza dei rischi non si \u00e8 per\u00f2 tradotta in un cambiamento dei criteri chiave del mondo imprenditoriale per la valutazione dei rischi economici e sociali e per la determinazione delle aree e dei settori di investimento prioritari.\u00a0 Questo perch\u00e9 i gruppi dominanti non vogliono cambiare il modello di crescita su cui si basano il loro potere e il loro arricchimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><u>In questo contesto, quali sono le principali sfide per il finanziamento dell&#8217;acqua?\u00a0\u00a0 <\/u><\/em><\/p>\n<p>In primo luogo, c&#8217;\u00e8\u00a0 una questione quantitativa. Quali sono i &#8220;bisogni finanziari&#8221; in una prospettiva di 10-15 anni?\u00a0 Secondo Christopher Gasson, editore di Global Water Intelligence (GWI), a mio avviso il sito pi\u00f9 importante per la documentazione, l&#8217;informazione e l&#8217;analisi economica e finanziaria sull&#8217;acqua nel mondo degli affari e della finanza, &#8220;<em>il capitale impiegato nel settore della sicurezza idrica passer\u00e0 da 3,8 trilioni di dollari a 12,6 trilioni di dollari nel prossimo decennio&#8221;<\/em>. (5) Si tratta di una somma enorme. Naturalmente, gli elementi presi in considerazione nella stima si basano sulle componenti e sugli interessi degli operatori economici e finanziari privati. Ma sono comunque un&#8217;indicazione interessante dell&#8217;entit\u00e0 delle somme in gioco.<\/p>\n<p>Dal punto di vista della responsabilit\u00e0 collettiva e della solidariet\u00e0 su scala planetaria, nonch\u00e9 del governo politico pubblico e partecipativo, si possono individuare le seguenti sfide:<\/p>\n<p>&#8211; finanziamenti per garantire la fornitura di acqua potabile e servizi igienici per tutti, senza discriminazioni e senza ulteriori ritardi, come diritto umano universale,<\/p>\n<p>&#8211; finanziamenti per proteggere l&#8217;acqua come bene comune pubblico globale (insieme all&#8217;alimentazione, alla salute e all&#8217;abitazione),<\/p>\n<p>&#8211; finanziamenti per combattere l&#8217;inquinamento dell&#8217;acqua,<\/p>\n<p>&#8211; finanziamenti per le istituzioni necessarie, a livello locale e globale, per garantire che l&#8217;acqua (e gli altri beni comuni globali sopra menzionati) sia governata da un&#8217;effettiva partecipazione dei cittadini,<\/p>\n<p>&#8211; Un problema particolare e urgente \u00e8 il finanziamento dell&#8217;acqua minerale e di sorgente in bottiglia (460 miliardi di bottiglie di plastica entro il 2023!). La loro produzione, il trasporto e la commercializzazione (si possono trovare bottiglie di Vittel o San Pellegrino anche in piccole citt\u00e0 del Laos, del Per\u00f9 o del Senegal) sono follemente costosi (costano da 1.000 a 3.000 volte di pi\u00f9 dell&#8217;acqua del rubinetto). Sono causa di danni e inquinamento considerevoli (soprattutto la contaminazione da particelle di plastica che si trovano sia nei pesci che nei ghiacciai), per non parlare deglle derive \u00a0sociali e culturali (pubblicit\u00e0, stili di vita, corruzione) causati dalle strategie commerciali degli imbottigliatori e dei distributori di acqua minerale e di sorgente (screditare l&#8217;acqua del rubinetto, associare l&#8217;acqua minerale alla salute e al benessere).<\/p>\n<p>Alla luce di questi fatti, si pone la questione del finanziamento in una prospettiva globale. Se i rischi portano, come percepito dalle societ\u00e0 finanziarie, a un calo significativo dei rendimenti in diversi settori dell&#8217;economia idrica, \u00e8 molto probabile che gli investimenti nell&#8217;acqua si concentrino in attivit\u00e0 di nicchia che manterranno un alto livello di rendimento, trascurando le altre. Eppure la funzione fondamentale delle &#8220;altre&#8221; attivit\u00e0 che rischiano di essere trascurate \u00e8 quella di garantire e assicurare il diritto universale all&#8217;acqua potabile e, pi\u00f9 in generale, all&#8217;acqua per la vita, cio\u00e8 per l&#8217;agricoltura\/alimentazione (&#8220;locale&#8221; e per tutti), per la salute (investimenti massicci nei servizi igienico-sanitari, la drastica riduzione delle sostanze chimiche inquinanti, soprattutto quelle &#8220;inquinanti per sempre&#8221;) e per il governo del territorio,i n particolare urbano (nuovi sistemi \u00a0di governo \u00a0a livello locale e regionale da \u00a0ristrutture a causa delle inondazioni, delle siccit\u00e0, dell\u2019innalzamento del \u00a0livelio dei mari, delle reti\u00a0 IA.<\/p>\n<p>In altre parole, se la finanza privata riduce le sue aree di intervento nell&#8217;acqua &#8211; il che di per s\u00e9 non \u00e8 un male &#8211; ma la finanza pubblica non riesce a riconquistare il posto che le spetta a causa del cattivo stato in cui l&#8217;hanno messa i poteri pubblici, chi finanzier\u00e0 le attivit\u00e0 fondamentali per il diritto alla vita degli esseri umani e degli ecosistemi terrestri? L&#8217;umanit\u00e0 rischia di trovarsi in una situazione paradossale: quella di dipendere dalla finanza privata per affrontare ed eliminare le disuguaglianze e le ingiustizie create dal sistema economico che alimenta il potere della finanza privata.<\/p>\n<p>Questo paradosso pu\u00f2 essere eliminato se si abbandona il modello politico ed economico tecnocratico ed elitario della &#8220;stakeholder governance&#8221; imposto dalla Banca Mondiale e dalle grandi imprese oligopolistiche mondiali nel 1993 (&#8220;Gestione integrata delle risorse idriche&#8221;), in particolare nei settori dei beni comuni essenziali alla vita,\u00a0 arricchito nel 2003 dalle risoluzioni della Conferenza internazionale sull&#8217;acqua delle Nazioni Unite &#8220;Financing Water&#8221; di Monterrey (Messico), e ripreso nel 2012 dalla Commissione europea dell&#8217;UE nel suo &#8220;Water Blueprint&#8221; senza alcuna reale opposizione da parte del Parlamento europeo.<\/p>\n<p>Dobbiamo orientarci verso un sistema di governo pubblico della vita, dal locale al planetario, incentrato sull&#8217;interconnessione tra acqua, cibo e salute nel contesto di una politica pubblica della conoscenza (non solo della scienza e della tecnologia), e basata su un sistema economico e finanziario cooperativo e solidale.<\/p>\n<p><u>Note<\/u><\/p>\n<p>(1).<a href=\"https:\/\/www.lalibre.be\/debats\/opinions\/2022\/12\/07\/le-droit-universel-a-leau-nest-pas-en-danger-il-est-deja-en-perdition-EWJP2I5ORVFVNHJ3CDU7ELKJ44\/\">https:\/\/www.lalibre.be\/debats\/opinions\/2022\/12\/07\/le-droit-universel-a-leau-nest-pas-en-danger-il-est-deja-en-perdition-EWJP2I5ORVFVNHJ3CDU7ELKJ44\/<\/a><\/p>\n<p>(2) 2O22. Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 2000\/60\/CE che istituisce un quadro per l&#8217;azione comunitaria in materia di acque, la direttiva 2006\/118\/CE sulla protezione delle acque sotterranee dall&#8217;inquinamento e dal deterioramento e la direttiva 2008\/105\/CE relativa a standard di qualit\u00e0 ambientale nel settore della politica delle acque. COM\/2022\/540 definitivo<\/p>\n<p>(3) Per maggiori dettagli, si veda Riccardo Petrella, La COP15-Biodiversit\u00e0 e la finanziarizzazione della natura, Pressenza, 17.02.2023, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/fr\/2023\/02\/cop15-biodiversite-et-financiarisation-de-la-nature\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/fr\/2023\/02\/cop15-biodiversite-et-financiarisation-de-la-nature\/<\/a>.<\/p>\n<p>(4) Si veda World Economic Forum, <em>Global Risks Perception Survey 2023-2024<\/em>, <u>Global Risks Report 2024.<\/u><\/p>\n<p>(5) Christopher Gasson, <em>Water is now the most urgent investment in\u00a0 the world\u201d<\/em>, in <u>GWI Magazine<\/u>, 8 febbraio 2024.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 22 marzo ricorre la 31\u00aa Giornata mondiale dell&#8217;acqua, istituita dalle Nazioni Unite. La situazione non \u00e8 solo deludente, ma drammatica. 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