{"id":1828583,"date":"2024-02-28T09:17:51","date_gmt":"2024-02-28T09:17:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1828583"},"modified":"2024-02-28T09:17:51","modified_gmt":"2024-02-28T09:17:51","slug":"lorizzonte-rimane-buio-per-i-diritti-delle-donne-afghane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/02\/lorizzonte-rimane-buio-per-i-diritti-delle-donne-afghane\/","title":{"rendered":"L\u2019orizzonte rimane buio per i diritti delle donne afghane"},"content":{"rendered":"<p><em>Susanna Fioretti \u00e8 presidente della Ong <strong>NOVE Caring humans<\/strong> che porta avanti\u00a0 progetti in Afghanistan da molti anni ed \u00e8 riuscita a continuare il suo lavoro in quella terra martoriata, anche dopo la presa del potere da parte dei talebani nell&#8217;agosto del 2021.<\/em><\/p>\n<p><strong>Susanna Fioretti a dicembre hai potuto compiere un&#8217;altra missione in Afghanistan, come hai trovato il paese? Hai notato degli sviluppi positivi?<\/strong><\/p>\n<p>La situazione \u00e8 complicata, \u00e8 una dittatura con i pochi pro e i molti contro delle dittature. I pro sono il fatto che la sicurezza \u00e8 migliorata, gli attentati sono diminuiti perch\u00e9 gran parte degli attentati li facevano i talebani; ora non ne hanno pi\u00f9 motivo e quindi accadono di meno, i pochi sono ad opera di oppositori come ad esempio ISIS. Questo significa che ci si pu\u00f2 spostare con maggiore sicurezza, viaggiare. Inoltre, sebbene la povert\u00e0 sia aumentata, sembra ci siano meno rapimenti e altri crimini perch\u00e9, non essendo uno stato di diritto, ossia mancando molte tutele legali, fa paura essere arrestati, finire in una prigione dove a volte si \u2018sparisce\u2019, non si possono avere visite, spesso nemmeno un avvocato e la possibilit\u00e0 di difendersi.<\/p>\n<p>Faccio due esempi per illustrare\u00a0 il modo in cui vengono risolti certi problemi. In passato le strade erano piene di bambini che mendicavano o vendevano. Un fenomeno dovuto alla povert\u00e0, allo stato in cui si trovano molte famiglie senza reddito, in particolare quelle in cui ci sono persone disabili, o il capofamiglia \u00e8 una donna che non ha possibilit\u00e0 di lavorare n\u00e9 il sostegno di un uomo. In queste situazioni i bambini sono una risorsa importante, a volte l\u2019unica, e i pochi soldi che portano a casa servono alla sopravvivenza della famiglia. Ora di bambini per strada non ce ne sono quasi pi\u00f9, perch\u00e9 i talebani hanno vietato ai minori di mendicare e lavorare. Una decisione sensata, in linea teorica, ma per metterla in pratica senza peggiorare la povert\u00e0 bisognerebbe dare dei sussidi alle famiglie, far s\u00ec che i bambini vadano a scuola. I talebani invece non danno sussidi, si limitano ad arrestare e mettere nel carcere minorile i bambini che mendicano o lavorano.\u00a0 Lo stesso pi\u00f9 o meno succede con spacciatori e tossicodipendenti, quasi del tutto spariti dalle strade perch\u00e9, mi \u00e8 stato detto, vengono arrestati, diffidati e, se ripescati sul fatto, spediti ai lavori forzati.<\/p>\n<p>Veniamo alla situazione femminile: che sia migliorata non si pu\u00f2 dire, anzi.\u00a0 Alle donne restano proibite le scuole secondarie, le universit\u00e0, le cariche pubbliche nonch\u00e9 gran parte dei lavori ed altro. Ci sono stati ultimamente arresti di donne perch\u00e9 non erano vestite adeguatamente, cio\u00e8 non indossavano lo <em>hijab <\/em>nel modo corretto, il che pu\u00f2 voler dire che si vedeva un pezzo di collo o i capelli, teoricamente si devono vedere solo gli occhi. Altri arresti sono avvenuti per mancanza di <em>mahram<\/em>, l&#8217;accompagnatore maschile che \u00e8 obbligatorio per le donne quando si muovono oltre certe distanze; in citt\u00e0 di solito possono muoversi da sole ma ultimamente ci sono stati arresti di donne senza <em>mahram <\/em>anche a Kabul<em>. <\/em>\u00c8 intervenuta la comunit\u00e0 ma alcune sono tuttora in prigione.<\/p>\n<p>NOVE continua a svolgere attivit\u00e0 per le donne in Afghanistan, paese definito, secondo me non a torto, il peggiore al mondo per una donna. Per farlo dobbiamo negoziare a vari livelli sia con le autorit\u00e0 talebane sia con quelle tradizionali come i Consigli di Comunit\u00e0 e degli Anziani.\u00a0\u00a0 Per fare fronte alla miseria crescente del paese, dopo la presa di potere dei talebani abbiamo dovuto aumentare le attivit\u00e0 di emergenza come la distribuzione di cibo o denaro per la sopravvivenza, e legna per scaldarsi nel gelido inverno. Abbiamo anche progetti come\u00a0 <em>Dignity, <\/em>\u00a0finanziato dal Trust Nel nome della Donna, che assiste continuativamente le famiglie pi\u00f9 povere per mesi o anni, finch\u00e9 ne hanno bisogno o finch\u00e9 avremo fondi sufficienti,\u00a0 pagando il cibo, l&#8217;affitto e altre spese essenziali. Questo progetto offre anche supporto scolastico per i bambini e formazione in attivit\u00e0 consentite alle donne, ad esempio piccola sartoria, con le quali possono arrivare all\u2019autonomia economica e non dipendere pi\u00f9 da un aiuto economico esterno, che non pu\u00f2 durare per sempre.<\/p>\n<p>Quando dobbiamo fare le distribuzioni alle donne in povert\u00e0 &#8211; NOVE si occupa soprattutto di donne- abbiamo bisogno di personale femminile. Infatti uomini non di famiglia non possono entrare in casa di una donna, e noi dobbiamo farlo per selezionare le donne che hanno pi\u00f9 bisogno di aiuto, verificare le condizioni in cui vivono, poi per consegnare gli aiuti e monitorare.\u00a0 Alle ong per\u00f2 \u00e8 vietato assumere donne; in certi casi si riesce a farlo ma devono lavorare da casa, non possono venire in ufficio o girare per i quartieri come \u00e8 necessario. Il risultato \u00e8 che non possiamo operare e allora, per non fermarci, parliamo con i responsabili della zona dove vogliamo intervenire, spiegando: \u201cNoi vorremmo aiutare le donne della vostra zona ma abbiamo questo ostacolo\u201d. La discussione in genere finisce con un assenso da parte loro, per\u00f2 informale, non scritto, cio\u00e8 ci dicono pi\u00f9 o meno:\u00a0 \u201cVa bene, fatele lavorare, se capita qualcosa cercheremo di risolverlo noi, di proteggervi dalle conseguenze\u201d. Ci dobbiamo accontentare di questo e in genere va liscia, perch\u00e8 quando la comunit\u00e0 \u00e8 informata e\u00a0 approva quell\u2019attivit\u00e0, che va a suo beneficio, diventa suo interesse evitare i problemi.\u00a0 Ma se\u00a0 capita, come \u00e8 capitato, che la polizia religiosa, avvertita da qualcuno, faccia una visita improvvisa, possono esserci guai, conseguenze anche gravi.<\/p>\n<p>Sebbene la scuola femminile sia vietata al di sopra della prima media, ci sono dei centri autorizzati\u00a0 dove si insegna inglese alle donne. Anche noi offriamo classi femminili di inglese, gratuite. Teniamo anche dei corsi che chiamiamo di \u2018educazione alternativa\u2019, di cui non posso dare dettagli perch\u00e9 non sono attivit\u00e0 ufficiali. Questo ed altro riusciamo a farlo grazie ai nostri donatori, come la Galleria Altai e l\u20198&#215;1000 dell\u2019Unione Buddista, che non dimenticano l\u2019Afghanistan e le sue donne, bench\u00e9 non se ne parli quasi pi\u00f9.<\/p>\n<p>NOVE si occupa inoltre di dare alle donne i mezzi per imparare un mestiere e svolgerlo, ed avere cos\u00ec un reddito sufficiente a vivere. Lo facciamo come accennavo prima con il progetto <em>Dignity<\/em> ma non solo. Per esempio con \u201c<em>Bread for Women<\/em>\u201d abbiamo ristrutturato tre panetterie gestite da donne (collocate nel perimetro della loro casa perch\u00e9 le donne non possono lavorare per strada); abbiamo poi aiutato le fornaie a migliorare le loro competenze, sia tecniche sia quelle contabili di base per la gestione, e ora compriamo tutto il pane che producono per distribuirlo gratuitamente a donne povere. Un altro esempio sono i corsi femminili di \u201c<em>Marketing business e competenze trasversali<\/em>\u201d che abbiamo fatto l\u2019anno scorso, grazie ai quali\u00a0 il 55% circa delle partecipanti ha trovato lavoro.<\/p>\n<p>La situazione per le donne, e per progetti come i nostri mirati a sostenerle, non \u00e8 uguale in tutto l\u2019Afghanistan. Ci sono anzi\u00a0 molte differenze e sfumature,\u00a0 da citt\u00e0 a citt\u00e0 e soprattutto da citt\u00e0 a zone rurali.\u00a0 In generale, le attivit\u00e0 commerciali in settori tradizionalmente aperti alle donne sono consentite. I talebani, forse a causa della grande povert\u00e0, consentono alle donne di produrre e commerciare articoli\u00a0 come quelli agroalimentari e di artigianato. A Kabul ho visitato una fiera, un&#8217;esposizione per sole donne, con centinaia di partecipanti e stand femminili di ogni genere. Ci sono tante incongruenze comunque: una donna non pu\u00f2 fare sport o passeggiare in un parco, ma pu\u00f2 commerciare; in alcuni ministeri tutte le impiegate sono state epurate, in altri,\u00a0 come quello dell&#8217;Agricoltura, ci sono tuttora\u00a0 donne che lavorano in ufficio, separate dagli uomini. Lo stesso succede all&#8217;aeroporto e nelle banche, dove ho visto donne lavorare fianco a fianco con gli uomini.<\/p>\n<p>Per operare di questi tempi in Afghanistan bisogna essere flessibili, pronti a cambiare non la meta ma magari la rotta per raggiungerla; bisogna accettare di correre qualche rischio, trattare e trovare compromessi, entro certi limiti, se non si vuole abbandonare gli afghani al loro destino.\u00a0 Da quando ci sono i talebani procediamo cos\u00ec. Finora \u00e8 andata bene ma, non sappiamo prevedere come proseguir\u00e0, che evoluzioni ci saranno.<\/p>\n<p>Abbiamo l&#8217;impressione che i talebani si sentano man mano pi\u00f9 forti e abbiano forse pi\u00f9 fondi, bench\u00e9 pare che abbiano ridotto la produzione dell&#8217;oppio almeno del 90 per cento.\u00a0 Io non so se e che aiuti abbiano da paesi come Cina e\/o Emirati Arabi, se come sembra possano far a meno di quelli occidentali. Posso solo dire la mia impressione, quando ho incontrato ministri e altre cariche nel 2022, erano molto aperti alle nostre proposte, disposti a trovare punti di incontro; ora sono sempre gentili ma pi\u00f9 assertivi riguardo a ci\u00f2 che vogliono loro, ci\u00f2 che accettano e non accettano.<\/p>\n<p><strong>Quest&#8217;ultima informazione sul cambio di atteggiamento delle autorit\u00e0 talebane sembrerebbe in linea con la nuova risoluzione dell&#8217;ONU di dicembre per cui\u00a0 l&#8217;Afghanistan viene reintegrato nella comunit\u00e0 internazionale e non verr\u00e0 pi\u00f9 fatta una specifica pressione sui diritti alle donne. Anche se non ufficialmente, la questione dei diritti delle donne non \u00e8 pi\u00f9 nel <em>frontline<\/em>, una grande spina che \u00e8 stata tolta dal fianco dei Talebani, non trovi?<\/strong><\/p>\n<p>La mia opinione,\u00a0 basata su quello che vedo accadere, \u00e8 che per i diritti femminili non \u00e8 cambiato niente, nessun passo avanti.\u00a0 Mi sono stupita quando un rappresentante distrettuale ci ha chiesto di aprire una sorta di\u00a0 liceo femminile nella sua zona. Pensavo di aver capito male, lui per\u00f2 ha ribadito la richiesta.\u00a0 Ho obiettato: \u201cMa non \u00e8 proibito?\u201d \u201cSi pu\u00f2 fare\u201d ha replicato, \u201cbasta capirsi e accordarsi\u2026\u201d. Ha proseguito spiegando che i talebani che sono a contatto con la comunit\u00e0, vedono e sentono la\u00a0 sofferenza della gente, si rendono conto pure della disperazione delle donne, di quanto \u00e8 difficile sopravvivere per quelle povere e senza l\u2019appoggio\u00a0 di un uomo. Ha accennato anche alla\u00a0 depressione delle ragazze (in grave aumento, come i suicidi, perch\u00e9 sono di fatto costrette a stare chiuse in casa senza prospettive, senza sapere quanto durer\u00e0, se potranno mai tornare a studiare, a viaggiare, a costruirsi un futuro). Lui ed altri talebani, ha detto il mio interlocutore, si fanno carico di questi problemi, e ottengono a volte l\u2019autorizzazione informale dei capi a svolgere certe attivit\u00e0: purch\u00e9 non si sappia, non sia ufficializzato. Insomma c\u2019\u00e8 spazio per qualche palliativo, qualche apertura basata sulla motivazione di singoli. Ma i divieti e la mancanza di diritti per le donne restano, sulla carta\u00a0 e in gran parte anche nei fatti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Susanna Fioretti \u00e8 presidente della Ong NOVE Caring humans che porta avanti\u00a0 progetti in Afghanistan da molti anni ed \u00e8 riuscita a continuare il suo lavoro in quella terra martoriata, anche dopo la presa del potere da parte dei talebani&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1795,"featured_media":1828586,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,60,54513,157],"tags":[459,568,1549,5954],"class_list":["post-1828583","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-diritti-umani","category-genere-e-femminismi","category-interviste","tag-afghanistan-it","tag-donne","tag-poverta","tag-talebani"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized 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Ha vissuto a Venezia, Londra, Tokyo, Melbourne, Bali e Roma. Nel 2009 pubblica con il contributo del comune di Venezia la raccolta di recensioni \u201cNuove eroine al cinema. Venti anni di cinema declinato al femminile\u201d. Nel biennio 2014-15 due campagne di crowdfunding finanziano il progetto \u201cI Reportage di Donna Reporter: diamo voce e visibilit\u00e0 alle donne che in Asia stanno cambiando il mondo\u201d. Questi reportage, le interviste e gli articoli scritti per The Bali Times hanno fornito il materiale per un libro di prossima pubblicazione. Il 2019 ha visto l\u2019emergere prepotente della questione climatica a cui dedica il libro \u201cExtinction Rebellion e la rivoluzione climatica\u201d 2020 Multimage. Nel marzo del 2022 grazie ad una campagna di crowdfunding \u00e8 stato pubblicato il libro \u201cDonne tra protesta e attivismo. 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