{"id":1828102,"date":"2024-02-26T11:58:40","date_gmt":"2024-02-26T11:58:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1828102"},"modified":"2024-02-26T11:58:40","modified_gmt":"2024-02-26T11:58:40","slug":"lattacco-dellindustria-chimica-europea-al-piano-verde-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/02\/lattacco-dellindustria-chimica-europea-al-piano-verde-dellue\/","title":{"rendered":"L&#8217;attacco dell&#8217;industria chimica europea al Piano verde dell&#8217;UE"},"content":{"rendered":"<p>Sulla Dichiarazione di Anversa (20 febbraio 2024).<\/p>\n<p>Settantaquattro persone (provenienti da 58 aziende, 15 associazioni imprenditoriali e un sindacato) si sono incontrate a porte chiuse nel porto di Anversa (il pi\u00f9 grande centro di produzione chimica d&#8217;Europa e il secondo al mondo dopo il Texas), presso il sito della BASF (la pi\u00f9 grande azienda chimica del mondo). Tra i presenti c&#8217;erano il capo della BASF e altri pesi massimi dell&#8217;industria chimica europea, che hanno firmato una &#8220;<u>Dichiarazione di Anversa. Per un Patto Industriale Europeo&#8221; (<\/u>vedi il testo completo: <a href=\"https:\/\/antwerp-declaration.eu\/\">https:\/\/antwerp-declaration.eu\/<\/a> ) alla presenza e, soprattutto, con il visibile sostegno di Alexander De Croo, Primo Ministro belga, il cui paese detiene da gennaio la presidenza di turno dell&#8217;Unione Europea, e di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, che ha appena ufficializzato la sua candidatura a succeedersi per il 2024-2029. Questo dimostra il valore politico &#8220;istituzionale&#8221; della Dichiarazione.<\/p>\n<p>E, di fatto, i firmatari non si sono fatti scrupoli. Fin dalle prime parole che precedono il titolo della Dichiarazione, essi affermano: &#8220;<em>Il futuro dell&#8217;Europa \u00e8 nell&#8217;industria&#8221;.<\/em> La prima delle 10 proposte della Dichiarazione \u00e8 quella di &#8220;<u>Porre il Patto industriale al centro dell&#8217;Agenda strategica europea 2024-2029&#8243;.<\/u>\u00a0\u00a0 &#8220;<em>Chiediamo un piano d&#8217;azione completo per portare la competitivit\u00e0 al livello di priorit\u00e0 strategica e creare le condizioni per una pi\u00f9 forte motivazione imprenditoriale in Europa. Il piano d&#8217;azione deve includere misure per eliminare l&#8217;incoerenza normativa, gli obiettivi contrastanti, l&#8217;inutile complessit\u00e0 della legislazione e l&#8217;eccesso di relazioni<\/em>&#8220;. Inoltre, poich\u00e9 ritengono che la regolamentazione pubblica per obiettivi sociali e ambientali sia onerosa, costosa e riduca la libert\u00e0 delle imprese di innovare, prosperare e competere, chiedono &#8220;<em>una proposta omnibus per intraprendere azioni correttive su tutte le normative europee esistenti<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Certo, nel tentativo di usare un linguaggio educato e conciliante, la dichiarazione parla di mettere il Patto industriale sullo stesso piano del Patto verde europeo (adottato dall&#8217;UE nel 2019), non in opposizione, ma uno accanto all&#8217;altro. Si tratta di un&#8217;affermazione puramente verbale. Le proposte 9 e 10 confermano ci\u00f2 che l&#8217;industria chimica europea vuole: dare priorit\u00e0 al Patto industriale, per riportare la competitivit\u00e0 industriale dell&#8217;Europa al massimo livello degli imperativi per la crescita, l&#8217;autonomia e, a loro avviso, la sopravvivenza dell&#8217;economia europea.<\/p>\n<p>La proposta 9 predica <u>&#8220;un nuovo spirito normativo<\/u>&#8220;. Invita a &#8220;<em>lasciare che siano gli imprenditori a trovare le soluzioni migliori. La legislazione deve creare condizioni favorevoli per incoraggiarli a investire<\/em>&#8220;. Un chiaro ritorno al credo della &#8220;libera&#8221; economia di mercato capitalista. Per i firmatari della Dichiarazione, il nuovo spirito normativo significa abbandonare qualsiasi regolamentazione della vita e della Terra che sia contraria agli interessi del mondo degli affari e della finanza.\u00a0 Da parte sua, la proposta 10 suggerisce di &#8220;<em>creare all&#8217;interno della Commissione europea un posto di vicepresidente responsabile del monitoraggio e del controllo dell&#8217;attuazione delle misure prioritarie del Patto industriale europeo<\/em>&#8220;. Se approvata, ci\u00f2 equivarrebbe all&#8217;installazione all&#8217;interno dell&#8217;esecutivo europeo di una sorta di potere extra-statutario concesso all&#8217;industria europea.<\/p>\n<p><u>L&#8217;UE sar\u00e0 responsabile del fallimento del Green Deal?<\/u><\/p>\n<p>Non sorprende che il Patto verde dell&#8217;UE sia stato messo in crisi. Nel settembre 2018, alla vigilia dell&#8217;approvazione del Patto Verde, lo stesso CEFIF ha pubblicato un <u>Manifesto per un&#8217;Europa competitiva: perch\u00e9 l&#8217;UE ha bisogno di una strategia industriale ambiziosa, <\/u>incentrato su 7 punti<u>.<\/u>. In questo documento, l&#8217;industria chimica europea aveva evidenziato quattro punti ripresi nella Dichiarazione di Anversa:<\/p>\n<p>&#8211; Rendere le politiche energetiche e climatiche competitive in termini di costi<\/p>\n<p>&#8211; Completare il mercato unico delle reti (mercato unico dell&#8217;elettricit\u00e0, infrastrutture ferroviarie, reti digitali)<\/p>\n<p>&#8211; Monitorare sistematicamente il costo cumulativo della regolamentazione<\/p>\n<p>&#8211; Fare della competitivit\u00e0 industriale una priorit\u00e0<\/p>\n<p>Sappiamo che il mondo dell&#8217;economia e della finanza ha sempre opposto resistenza alle misure adottate a livello nazionale, continentale e globale, in particolare nell&#8217;ambito dei programmi delle Nazioni Unite, per combattere i cambiamenti climatici, la deforestazione, la desertificazione e l&#8217;inquinamento di acqua, aria e suolo da parte di sostanze chimiche altamente tossiche per la salute umana e gli ecosistemi. Questo spiega i ritardi inaccettabili, le intollerabili carenze e le ambiguit\u00e0 delle decisioni &#8211; soprattutto in termini di impegni finanziari pubblici e privati &#8211; che sono state prese in questi settori negli ultimi trent&#8217;anni. Questo nonostante 58 grandi conferenze delle Nazioni Unite (le COP), di cui 28 sul cambiamento climatico, 15 sulla biodiversit\u00e0 e 15 sulla deforestazione\/desertificazione.<\/p>\n<p>La guerra in Ucraina ha innescato profondi cambiamenti nella produzione e nel commercio di combustibili fossili (petrolio, gas, ecc.) e nell&#8217;agroalimentare (industria delle sementi, prodotti agrochimici, ecc.). La Germania \u00e8 stata maggiormente penalizzata nel settore energetico (gas, petrolio). \u00c8 stata costretta a rompere i legami di cooperazione con la Russia, il che non \u00e8 stato privo di significative perdite economiche e finanziarie.<\/p>\n<p>Da qui, la reazione di importanti aziende tedesche ed europee, in particolare del settore chimico e agroindustriale, che hanno sottolineato l&#8217;urgente necessit\u00e0, a loro avviso, di rivedere le priorit\u00e0 dell&#8217;agenda dell&#8217;UE e di ridare vigore e legittimit\u00e0 alla politica industriale e all&#8217;imperativo della competitivit\u00e0 europea per sopravvivere sui mercati mondiali.<\/p>\n<p>Da qui, negli ultimi tre anni, l&#8217;esplosione di misure che si allontanano apertamente, o addirittura abbandonano, gli obiettivi della lotta al cambiamento climatico e alla devastazione, in parte irreversibile, dell&#8217;ecosistema terrestre.<\/p>\n<p>Penso in particolare alle decisioni della Commissione europea dell&#8217;UE, in sintonia e collaborazione con altri attori internazionali, di :<\/p>\n<p>&#8211; prorogare per altri dieci anni l&#8217;autorizzazione alla produzione e all&#8217;uso del glifosato, il famoso prodotto chimico della Monsanto-Bayer riconosciuto dall&#8217;OMS come altamente tossico;<\/p>\n<p>&#8211; non sottoporre i nuovi OGM basati sulle nuove tecniche genomiche alle regole di precauzione e di controllo della sicurezza, una scelta a favore della deregolamentazione approvata nel febbraio 2024 anche dalla maggioranza del Parlamento europeo;<\/p>\n<p>&#8211; ritirare la bozza di regolamento europeo SUR, il 6 febbraio 2024, pochi giorni dopo che la Francia ha &#8220;messo in stand-by&#8221; il piano ECOPHYTO, in seguito alle manifestazioni e alle richieste degli agricoltori membri delle federazioni attive nell&#8217;agricoltura industriale ad alta intensit\u00e0 chimica ed energetica. L&#8217;obiettivo di SUR ed ECOPHYTO era di ridurre l&#8217;uso dei pesticidi del 50% entro il 2030, rispetto alla media del periodo 2013-2017. L&#8217;uso dei prodotti pi\u00f9 pericolosi doveva essere ridotto del 65%;<\/p>\n<p>-abbandonare il regolamento REACH, un tempo fiore all&#8217;occhiello della politica ambientale dell&#8217;UE, che mirava a proteggere meglio la salute umana e l&#8217;ambiente dai rischi associati alle sostanze chimiche. Il regolamento prometteva inoltre metodi alternativi per la valutazione dei pericoli delle sostanze, al fine di ridurre il numero di test sugli animali.<\/p>\n<p>Mi vengono in mente altre due scelte, per non allungare ulteriormente l&#8217;elenco. Da un lato, il vertice sulla biodiversit\u00e0 COP-15 di Montreal ha approvato la finanziarizzazione della natura, sostenendo che il 30% del mondo naturale, il 30% del quale danneggiato, dovrebbe essere affidato come una nuova classe di &#8220;attivi finanziari&#8221; (&#8220;capitali naturali&#8221;) da gestire e restaurare\u00a0 da una nuova categoria di societ\u00e0 private quotate in borsa. E dall&#8217;altro, gli ennesimi tentativi di riabilitare e rafforzare l&#8217;uso dell&#8217;energia atomica basati su nuovi metodi di produzione e utilizzo, gli Small Modular Reactors (SMR). Grazie anche all&#8217;intelligenza artificiale, gli SMR renderebbero, secondo i loro promotori, l&#8217;energia atomica pi\u00f9 ecologica, sostenibile e sicura.<\/p>\n<p>Possiamo dire che queste misure prefigurano\u00a0 un&#8217;ondata pi\u00f9 ampia e impetuosa verso la fine dell&#8217;<u>era della speranza della sostenibilit\u00e0<\/u>? Assisteremo presto al naufragio del Patto Verde europeo e delle COP globali per un pianeta vivibile? Siamo gi\u00e0 entrati nell&#8217;<u>era del trionfo dell&#8217;ultimo Far West globale<\/u>?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla Dichiarazione di Anversa (20 febbraio 2024). 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Professor emeritus of the Catholic University of Louvain (Belgium); President of the Institut Europeen de Recherche sur la Politique de l'Eau (IERPE) in Brussels (www.ierpe.eu); President of the \\\"University of the Common Good\\\" (UBC), a non-profit association active in Antwerp (Belgium) and Sezano (VR-Italy) From 1978 to 1994 he headed the department FAST, Forecasting and Assessment in Science and Technology at the Commission of the European Communities in Brussels and in 2005-2006 he was President of the Apulian Aqueduct. He is the author of numerous books on economics and common goods.\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/riccardo-petrella\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"L'attacco dell'industria chimica europea al Piano verde dell'UE","description":"Sulla Dichiarazione di Anversa (20 febbraio 2024). 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