{"id":1798679,"date":"2024-02-12T18:25:17","date_gmt":"2024-02-12T18:25:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1798679"},"modified":"2024-02-12T19:02:32","modified_gmt":"2024-02-12T19:02:32","slug":"istruzioni-per-il-fascismo-in-15-passi-parte-2-di-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/02\/istruzioni-per-il-fascismo-in-15-passi-parte-2-di-3\/","title":{"rendered":"Istruzioni per il fascismo in 15 passi (parte 2 di 3)"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><strong>Il fascismo non \u00e8 una catastrofe naturale, ma si sviluppa in base a delle condizioni storiche specifiche che possono variare a livello nazionale e regionale.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<h3><strong><em>Pubblichiamo su Pressenza in tre parti questo interessante articolo. Ecco la seconda parte di 3:<\/em><\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Rendere i ricchi ancora pi\u00f9 ricchi<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Ai super-ricchi deve essere dato maggior potere e la pressione fiscale ridistribuita dall&#8217;alto verso il basso. <\/strong><\/p>\n<p>Fino a poco tempo fa, il notevole incremento della ricchezza in mano ad alcune minoranze non era un argomento trattato dai media a livello mondiale. Ora che se ne parla \u00e8 essenzialmente da ricondursi alla sensibilizzazione al problema del clima, infatti, \u00e8 proprio quell&#8217;1% pi\u00f9 ricco dell&#8217;umanit\u00e0 che produce pi\u00f9 del doppio delle emissioni di CO2 in circolo rispetto alla met\u00e0 pi\u00f9 povera dell&#8217;umanit\u00e0 nel suo insieme. Tuttavia, anche all&#8217;interno dell&#8217;1% pi\u00f9 ricco c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra \u00e9lite, e si tratta di 30.000 persone &#8211; il doppio rispetto a 20 anni fa &#8211; che possiedono un patrimonio dal valore di almeno 100 milioni di dollari a testa, l\u2019equivalente di una persona ogni 300.000 nel mondo.<\/p>\n<p>Queste persone rappresentano un mercato a s\u00e9 stante. Solo per loro vengono costruiti in media 1.000 superyacht all&#8217;anno, dei quali i pi\u00f9 grandi richiedono in media 2.000 litri di carburante all&#8217;ora, tradotto significa 1,5 milioni di dollari per ogni singolo pieno. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi se i top miliardari causano tante emissioni di gas serra pro-capite quanto una citt\u00e0 di mezzo milione di persone: ne bastano 125 di loro da soli per produrre la quantit\u00e0 di emissioni di gas serra pari a quelle della Francia. Tuttavia, il clima non \u00e8 uno dei temi cruciali dei partiti di destra e della loro fanteria, ma non \u00e8 difficile scoprire per chi lavorano e nell&#8217;interesse di chi vengono peggiorate le condizioni di lavoro, ridotti i sussidi sociali e scatenate le guerre.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della questione climatica, anche i politici che volano ai matrimoni a bordo di jet privati fanno un certo effetto agli elettori, suscitando un\u2019immagine molto evocativa della politica: chi sta in alto, semplicemente, vive in un\u2019altra realt\u00e0, messaggio al quale se ne aggiunge un altro con il classico paradigma della destra, ovvero chi \u00e8 al vertice ha il potere di fare quello che vuole. Ci\u00f2 che vi \u00e8 di tragico in tutto questo \u00e8 che, dietro a questa constatazione, si cela una buona parte della verit\u00e0. Un esempio? Si veda il successo del referendum di Berlino sull&#8217;esproprio del gruppo immobiliare &#8220;Deutsche Wohnen&#8221; nel 2021 &#8211; completamente ignorato dal Senato, una delusione. Le destre non hanno intenzione di cambiare qualcosa, non comprendono il concetto di lotta di classe se non all\u2019interno del razzismo, per non parlare delle proposte per una politica fiscale dell&#8217;AfD (Alternative f\u00fcr Deutschland \u00e8 un partito politico tedesco di estrema destra, NdR). Tuttavia, dal suo canto, la sinistra extraparlamentare dovrebbe invece impegnarsi a denunciare la sfrenata ricchezza, mostrando quali sarebbero le alternative applicabili, non solo in termini di politica fiscale. Ma esiste ancora la sinistra?<\/p>\n<h3><strong>Isolare le persone<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Le persone devono essere sradicate e persuase che riusciranno a condurre una bella vita solo se si impegneranno abbastanza <\/strong><\/p>\n<p>Il fulcro dell&#8217;ideologia neoliberista, una forma del capitalismo che ha dominato la politica dei paesi industrializzati per circa quattro decenni, risiede proprio nell&#8217;isolamento delle persone. Questo avviene grazie alla divisione e all\u2019isolamento delle persone, Una volta fatto questo, risulta pi\u00f9 facile mettere gli uni contro gli altri e governarle. Non \u00e8 un caso che il Cile, governato per decenni da una dittatura militare di destra, \u00e8 stato il paese modello del neoliberismo. Con la strategia del <em>divide et impera<\/em>, le persone possono interiorizzare perfettamente il principio della competizione che viene presentato come &#8220;unica soluzione&#8221;, arrivando ad accettare le pratiche pi\u00f9 crude di &#8220;auto-miglioramento&#8221;, solo per rimanere competitivi quanto basta rispetto agli altri. Questo rende il neoliberismo un&#8217;ideologia profondamente antisociale e anticomunitaria.<\/p>\n<p>Una volta che le persone sono state condizionate, sono disposte ad accettare ogni tipo di ingiustizia come &#8220;autoinflitta&#8221;. Persino le malattie sono considerate ormai &#8220;autoinflitte&#8221; (le persone non si sono semplicemente comportate in modo abbastanza ragionevole), anche se la recente pandemia ha dimostrato chiaramente che le persone non sono tutte uguali di fronte al virus, non tutti hanno le stesse possibilit\u00e0 di proteggersi nel quotidiano.<\/p>\n<p>Tuttavia, l&#8217;ideologia neoliberista sembra essersi dimostrata abbastanza forte per assorbire tali contraddizioni. Di fatto, questa ideologia non solo \u00e8 sopravvissuta alla politica pandemica, anche quando sembrava raggiungere il punto di rottura con la sua dottrina. \u00c8 riuscita persino a convincere che le famose &#8220;terapie d&#8217;urto&#8221; adottate per le popolazioni, come lo sradicamento socio-economico, la crisi, la disoccupazione ecc. fossero l&#8217;unica strada possibile da percorrere, come durante i processi di trasformazione nell&#8217;Europa dell&#8217;Est o nel contesto delle politiche del FMI e della Banca Mondiale. \u00c8 riuscita anche a fare dimenticare le conseguenze scaturite da tali scelte. In fatto di guerre e guerre civili, ad esempio, la situazione della Russia prima dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, \u00e8 anche il risultato di questa sorta di &#8220;terapia&#8221;, \u00a0a tal punto che non ci si \u00e8 nemmeno posti il problema di un possibile nesso.<\/p>\n<p>Questi sconvolgimenti, spesso spacciati quasi cinicamente per &#8220;riforme sociali&#8221;, hanno portato a loro volta a processi di isolamenti su ampia scala. La ricetta di cura proposta ancora una volta \u00e8 stata la competizione di tutti contro tutti: niente comunit\u00e0, solo competizione, perch\u00e9 l\u2019individuo \u00e8 solo, non pu\u00f2 pi\u00f9 fidarsi delle &#8220;vecchie forze&#8221;. La promessa di felicit\u00e0 del neoliberalismo \u00e8 una promessa esclusiva per alcuni individui. La dolce vita non \u00e8 per tutti, per quanto ci si sforzi, spesso \u00e8 semplicemente impossibile.<\/p>\n<p>Il neoliberismo non fa altro che rafforzare le destre. Se alle persone si offre una medicina sotto forma di promessa futura di aiuto che sar\u00e0 efficace solo quando i rifugiati saranno espatriati e le minacce saranno scongiurate, questa proposta purtroppo verr\u00e0 abbracciata sempre pi\u00f9 spesso. Non \u00e8 una fine inevitabile, ma abbastanza scontata in assenza di alternative, in presenza di una semi-alfabetizzazione diffusa (nella migliore delle ipotesi), di sentimenti isterici, di campagne di paura e di ritorno del nazionalismo e del militarismo in ambienti (un tempo) di sinistra.<\/p>\n<h3><strong>Digitalizzare le persone<\/strong><\/h3>\n<p><strong>I social media devono creare un\u2019illusione sociale e alimentare cos\u00ec un\u2019intera rete di messaggi di odio.<\/strong><\/p>\n<p>La societ\u00e0 digitale \u00e8 l&#8217;altra faccia dell&#8217;isolamento e dell\u2019emarginazione. La collettivit\u00e0 in senso stretto ha da tempo ceduto il posto all&#8217;onnipresenza del principio di competizione, creando una lacuna che \u00e8 stata rimpiazzata da un surrogato della societ\u00e0: la connessione virtuale. Quest\u2019ultima, purtroppo al posto di colmare il vuoto, non ha fatto altro che approfondire la solitudine anzich\u00e9 che eliminarla. Infatti, grazie alla rete abbiamo migliaia di relazioni nel mondo virtuale, e le persone non hanno nemmeno bisogno uscire di casa per instaurare delle amicizie. Tuttavia, l\u2019isolamento, impossibile da controbilanciare con un numero qualsiasi di &#8220;amicizie&#8221; nel mondo virtuale, ha prodotto in risposta un forte desiderio di contatto, gli occhi costantemente fissi sullo smartphone alla ricerca degli ultimi post su WhatsApp. Una dipendenza data dal brivido dei continui bombardamenti mediatici, e la conseguente creazione di un forte bisogno di attenzione attraverso il tono dei commenti via via sempre pi\u00f9 aggressivo. Ci deve essere sempre qualcosa su cui esprimersi, farsi sentire.<\/p>\n<p>Ma il flusso delle &#8220;notizie&#8221; \u00e8 travolgente. Non riuscire a imporsi un limite in significa non riuscire a calmarsi, perdere i sensi, correre con il branco, essere in uno stato di eccitabilit\u00e0 permanente. Si tratta proprio della volont\u00e0 di fondersi con il branco, essere un tutt\u2019uno per non sentirsi soli, per avere qualcosa in comune da &#8220;condividere&#8221; con gli altri anche all\u2019interno di una pseudo-comunit\u00e0 dell&#8217;odio. La psicoanalisi sa che il vuoto interiore degli individui spersonalizzati genera paura, una paura che si muta in rabbia, inizialmente diretta contro s\u00e9 stessi, e poi diventa aggressivit\u00e0 e odio. La promessa di una comunit\u00e0 virtuale, con il contemporaneo rifiuto dell'&#8221;altro&#8221;, la suscettibilit\u00e0 di fronte a semplici e brevi &#8220;verit\u00e0, l\u2019insorgenza dell\u2019isteria al dialogo, l&#8217;aggressivit\u00e0 latente, sono tutti elementi appartenenti agli stati d&#8217;animo tipicamente fascisti.<\/p>\n<p>I social media essendo in realt\u00e0 tutt\u2019altro che social, ovvero propriamente asociali, generano nelle persone comportamenti corrispondenti, che per\u00f2 non vanno intesi come &#8220;danno collaterale&#8221;. Non \u00e8 certo colpa della tecnologia in s\u00e9, ma dell\u2019uso che ne fanno le persone. D\u2019altronde chi ha introdotto questa tecnologia nel mercato, l\u2019ha fatto proprio con questo intento: l\u2019individuo a-sociale sviluppa uno stato di ebbrezza derivante dal consumo di questi social media, ed \u00e8 ci\u00f2 che le aziende tecnologiche vogliono, anzi, ne hanno bisogno per trarre i propri profitti.<\/p>\n<p>Oltre alle conseguenze socio-psicologiche di una societ\u00e0 digitalizzata e isolata, la destra \u00e8 stata estremamente abile nell&#8217;utilizzare le reti asociali per diffondere le loro idee ed ideologie, proprio perch\u00e9 questi mezzi di comunicazione sono l\u2019ideale, anche se il mondo non pu\u00f2 essere di certo spiegato in 140 o 280 caratteri, ma in un tweet s\u00ec. I media anti-sociali sono diventati per eccellenza dei mezzi di semplificazione, in grado di sminuire e fare leva sulle emozioni umane, fomentando al contempo l\u2019agitazione, come se fossero stati inventati apposta per seminare odio. I media perfetti per la destra.<\/p>\n<h3><strong>Elevare la salute a valore assoluto<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u00c8 necessario instaurare un regime sanitario autoritario assieme a degli standard di politica sanitaria e portare i singoli all&#8217;isolamento e all&#8217;emarginazione. <\/strong><\/p>\n<p>La salute \u00e8 stata al centro della politica, specie negli ultimi anni, quando \u00e8 diventata addirittura un cavallo di battaglia. Tuttavia, il sistema sanitario stesso \u00e8 stato consegnato al mercato privato, cio\u00e8 al capitale. Questo dimostra che la salute non corrisponde pi\u00f9 al suo senso letterale, bens\u00ec ad un\u2019ideologia precisa. La pandemia di coronavirus ha imposto un regime sanitario autoritario, dove un rigido principio moralista di gruppo si \u00e8 imposto sull&#8217;autodeterminazione individuale, accusando quest\u2019ultima di essere una concezione eccessivamente individualista- e quindi &#8220;egoista&#8221; &#8211; della libert\u00e0. Le azioni moralizzanti e repressive di questa politica sanitaria sono state applicate sia nella societ\u00e0 che nella vita privata, un comportamento tutt\u2019altro che umano, perfino anti-illuminista.<\/p>\n<p>Altrettanto grave si \u00e8 rivelato l\u2019atteggiamento di coloro che hanno aderito ai &#8220;nuovi comandamenti&#8221;, e si sono eretti a nuovi &#8220;superiori\u201d, specialmente durante le campagne di vaccinazione, quando i sostenitori della vaccinazione anti-coronavirus hanno accolto gli scettici con disprezzo e cattiveria, sostenendo cos\u00ec l\u2019esclusione sociale, dando persino luogo a fantasie di sterminio (compresi i paragoni con i parassiti come nel nazionalsocialismo). A prescindere dalle pandemie, oggigiorno stiamo assistendo all\u2019affermazione di una concezione sempre pi\u00f9 autoritaria della salute che include ad esempio, anche la discriminazione delle persone in sovrappeso, &#8211; senza considerare che un\u2019alimentazione sana dipende dal fattore economico e non \u00e8 alla portata di tutti. In questo modo la sanit\u00e0 non fa altro che alimentare i pregiudizi sugli strati sociali pi\u00f9 poveri, assieme ad altri (presunti) comportamenti considerati \u201cirragionevoli&#8221;.<\/p>\n<p>Non si \u00e8 nemmeno parlato delle persone che non sono in grado di creare condizioni di lavoro sane per s\u00e9 stesse, o di persone per le quali lo &#8220;stare a casa&#8221; \u00e8 stata vissuta come una punizione draconiana nei quartieri residenziali. Questo non significa necessariamente che si debba votare per un partito di estrema destra come l\u2019AfD, ma l\u2019etichettatura peggiorativa e l\u2019esclusione hanno spesso spinto molte persone a passare alla destra, ovvero i nuovi manifestanti scesi in piazza, persone non inquadrate in alcuna ideologia, che non volevano semplicemente condannare la propria nonna alla morte in una casa di riposo o che erano preoccupate per le proprie condizioni precarie, e quindi per la propria sopravvivenza.<\/p>\n<h3><strong>Gerarchizzare le persone e sminuirle<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Le persone devono essere suddivise in base alle &#8220;razze&#8221;, in persone degne di protezione e in persone considerate &#8220;superflue&#8221;, generando cos\u00ec pregiudizi e sentimenti di superiorit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Nel suo magnifico libro &#8220;African Europeans &#8211; An Untold Story&#8221;, Olivette Otele racconta la storia del continente africano da un nuovo punto di vista e allo stesso tempo sottolinea il grande contributo africano alla storia europea, un fatto che dovrebbe far riflettere. Nella storia coloniale, e in generale in tutta la storiografia fino al XX secolo, era molto diffuso il concetto secondo cui le persone di origine &#8220;straniera&#8221; non erano percepite come esseri umani e certamente non come uguali. L&#8217;altra faccia della schiavit\u00f9 \u00e8 stata l&#8217;esotizzazione, ovvero l\u2019esposizione delle persone in zoo umani. La gerarchizzazione, la discriminazione e la svalutazione di gruppi di persone nel colonialismo, e la creazione di una &#8220;razza dominante&#8221; (per tutto il periodo coloniale le donne sono state considerate come oggetti quindi come vere colonie), hanno costituito la base dei movimenti fascisti che si sono sviluppati in seguito. Il rapporto tra colonialismo e razzismo nel passato e nel presente \u00e8 un tema che meriterebbe di essere approfondito dall\u2019educazione, se fosse ancora degna di questo nome.<\/p>\n<p>Movimenti fascisti come il Ku Klux Klan e altre organizzazioni di stampo razzista simili, che considerano la subordinazione, persino la schiavit\u00f9 come un diritto &#8220;naturale&#8221;, sono tuttora attivi nelle loro iniziative omicide. La disuguaglianza cos\u00ec come l\u2019intendiamo continua ad essere applicata anche ai giorni nostri, a volte non viene nemmeno pi\u00f9 notata, \u00e8 stata interiorizzata.<\/p>\n<p>Nell&#8217;estate del 2023, due eventi quasi simultanei hanno rivelato all\u2019opinione pubblica quali vite umane contano e quali no. Il primo evento ha riguardato la morte di un centinaio di rifugiati durante il naufragio al largo di Pylos a bordo del peschereccio &#8220;Adriana&#8221;. Secondo un&#8217;inchiesta della rivista &#8220;Monitor&#8221;, le misure necessarie per il salvataggio in mare sarebbero state deliberatamente ignorate. Le morti nel Mediterraneo, la frontiera pi\u00f9 mortale del mondo, fanno ormai parte di una tragedia che dura anni eppure, c\u2019\u00e8 ancora chi sostiene che le operazioni di salvataggio porterebbero ad un aumento dei rifugiati, quando questa teoria \u00e8 stata da tempo smentita.<\/p>\n<p>L\u2019altro evento ha riguardato un sommergibile che \u00e8 affondato mentre si dirigeva verso il relitto del Titanic. A bordo vi era un manipolo di persone estremamente ricche e di spicco, probabilmente alla ricerca del brivido dell\u2019avventura, non di certo alla disperata ricerca di condizioni di vita migliori. Insomma, due tragedie agli antipodi. Tuttavia, secondo quanto trasmesso dai media, la morte di qualche centinaio di rifugiati extraeuropei, causata in parte dalla mancata assistenza da parte di uno Stato europeo, si \u00e8 rivelata molto meno grave della morte di qualche membro &#8220;bianco&#8221; delle \u00e9lite dell\u2019Occidente, un messaggio molto chiaro che non pu\u00f2 che andare a favore dei movimenti fascisti.<\/p>\n<p>Ecco il <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/02\/istruzioni-per-il-fascismo-in-15-passi-parte-1-di-3\/\">link alla prima parte<\/a>. La terza (e ultima) parte verr\u00e0 pubblicata\u00a0prossimamente su Pressenza.<\/p>\n<p><strong>Di Gerald Gr\u00fcneklee<\/strong><\/p>\n<p><em>Traduzione dal tedesco di Maria Sartori. Revisione di Thomas Schmid.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fascismo non \u00e8 una catastrofe naturale, ma si sviluppa in base a delle condizioni storiche specifiche che possono variare a livello nazionale e regionale. 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