{"id":1798397,"date":"2024-02-11T12:14:13","date_gmt":"2024-02-11T12:14:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1798397"},"modified":"2024-02-11T12:14:13","modified_gmt":"2024-02-11T12:14:13","slug":"la-politica-non-violenta-mondiale-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/02\/la-politica-non-violenta-mondiale-oggi\/","title":{"rendered":"La politica non violenta mondiale oggi"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-content-header\"><\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>1. Quale prospettiva futura?<\/strong><\/h3>\n<p>Sessanta anni fa il cammino storico dell\u2019umanit\u00e0 ha incontrato la minaccia del suicidio nucleare; ma non ha saputo porre mano a questo male ultimo; e anche oggi vengono evitate le decisioni coraggiose su altri problemi simili, che nel frattempo sono sopraggiunti (ad es. ecologia). Oggi subiamo la jattura della sordit\u00e0 e cecit\u00e0 del potere mondiale. Ma oggi c\u2019\u00e8 anche la jattura della attuale incoscienza dei popoli verso i pericoli della loro sopravvivenza. Chiaro segno di questa seconda jattura \u00e8 che tuttora non \u00e8 sorto un leader politico (ad es. ONU) o spirituale (ad es. papa Francesco) o un movimento mondiale che, superando il ritardo collettivo della coscienza comune proponga alla politica internazionale una precisa strategia per eliminare i pericoli per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Se cerchiamo di immaginare quando e come l\u2019umanit\u00e0 riprender\u00e0 coscienza, dobbiamo prospettarci un cammino comune del tutto nuovo e lungo. Per prima cosa l\u2019umanit\u00e0 dovr\u00e0 maturare una minima saggezza collettiva, prima di tutto su S&amp;T, per poi concordare una minima etica comune mondiale, con la quale infine iniziare una decisa azione politica comune. Tutto ci\u00f2 richiede molto tempo, sia a livello di convinzioni della popolazioni che a livello di accordi tra gli Stati in sede ONU.<\/p>\n<p>Per cui oggi vediamo che per non aver saputo finora por mano al male ultimo (il suicidio dell\u2019umanit\u00e0 sin dalla sua prima forma, quella nucleare) impostando una minimamente adeguata etica comune mondiale, l\u2019umanit\u00e0 dei nostri tempi si \u00e8 condannata da sola a soffrire in futuro molti mali penultimi, che educheranno l\u2019umanit\u00e0 in maniera forzosa ad una politica comune che sia adeguata alla gravit\u00e0 della situazione; ci vorranno pi\u00f9 generazioni che soffrano sulla loro pelle una serie di disrupt sociali causati dai mali penultimi per educarsi faticosamente ad una politica comune.<\/p>\n<p>E l\u2019Occidente, che \u00e8 il principale responsabile di questa situazione, non sar\u00e0 certamente il primo a intraprendere la nuova strategia a livello mondiale; ma saranno altri popoli che la insegneranno.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>\n<h3><strong>I vantaggi della ideologia nonviolenta<\/strong><\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ma vediamo se la ideologia politica che oggi \u00e8 pi\u00f9 interessante, quella non violenta, pu\u00f2 indicare un futuro diverso. Oggi questa ideologia ha un grande vantaggio su quelle di tutti gli altri movimenti politici nel mondo: prende il problema odierno dalla testa, senza perdersi in problemi parziali e soluzioni solo approssimanti quella necessaria: in opposizione alla incoscienza generata da S&amp;T, che porta tutti a vivere una sopravvivenza da consumatori incoscienti e asserviti. Essa ha costruito una precisa coscienza storica.<\/p>\n<p>LdV ha insegnato che l\u2019 \u201ceroe occidentale\u201d avrebbe perseguito un fatalismo attivo di autodistruzione; e nel 2002 il non violento Johan Galtung ha specificato che l\u2019impero USA sarebbe crollato dopo pochi anni\u00a0<a href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/08\/la-politica-non-violenta-mondiale-oggi\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>; Oggi vediamo che il fatalismo dell\u2019eroe occidentale si \u00e8 manifestato a tutti: la idea-guida della sua politica del dopo \u201989 (la globalizzazione) ha fatto nascere potenze economiche comparabili con la sua, le quali le sono diventate agguerrite rivali (Europa, Cina, Russia)\u00a0<a href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/08\/la-politica-non-violenta-mondiale-oggi\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Inoltre, attualmente \u00e8 chiaro a tutti che questo eroe ha voluto lanciare guerre che oggi appaiono controproducenti (il 18 ottobre 2023 anche Biden ha ammesso che dopo l\u201911 settembre 2001 gli USA hanno sbagliato: \u201cAccecati dalla rabbia per l\u2019attentato dell\u201911 settembre\u00a0<strong>abbiamo commesso degli errori\u2026<\/strong>\u201d), Quelle guerre hanno lasciato un enorme carico di morti e hanno distrutto la vita sociale di molti popoli; i quali ora chiaramente vedono negli USA il pericolo principale.<\/p>\n<p>In pi\u00f9 gli USA, con la loro politica per l\u2019allargamento a tutti i costi del patto militare NATO a tutti i Paesi europei, hanno creato una aggregazione (militare e di potere mondiale) dei \u201cPaesi\u00a0 democratici\u201d contro le \u201cautocrazie\u201d di tutto il mondo; ma ci\u00f2 nel mondo ha favorito una opposizione politica ed economica di molti Stati (i particolare quelli del BRICS) che sono stanchi della egemonia USA sul mondo. Il loro scopo politico \u00e8 nuovo ed \u00e8 in linea con la non violenza: non \u00e8 la soppressione dell\u2019avversario con una ulteriore guerra mondiale, ma la condivisione plurale delle decisioni politiche internazionali, cio\u00e8 un pluralismo che rappresenti le tante progettualit\u00e0 possibile dei diversi popoli.<\/p>\n<p>Oltre il vantaggio di avere una precisa coscienza storica, la politica non violenta indica anche l\u2019obiettivo politico decisivo di questo tempo: per sua natura (universale) e per l\u2019esempio storico di Gandhi, \u00e8 chiaro che il suo obiettivo \u00e8 una ricongiunzione di Oriente ed Occidente; essa quindi lavora per il passaggio dalla attuale civilt\u00e0, solo occidentale, ad una civilt\u00e0 mondiale; per la quale essa si pone come base politica fondamentale per proporre la convivenza pacifica di pi\u00f9 strategie e pi\u00f9 politiche, e cio\u00e8 dare luogo ad un essenziale pluralismo che sappia risolvere i conflitti internazionali senza guerre (giusto ci\u00f2 che cominciato l\u2019ONU ottant\u2019anni fa).<\/p>\n<p>Inoltre la politica non violenta sa criticare in maniera decisiva S&amp;T, perch\u00e9 esse introducono nella vita sociale un potere politico che non \u00e8 democratico; invece la politica non violenta vuole la autonomia e la autogestione. Inoltre la politica non violenta vuole risolvere i conflitti in maniera diametralmente opposta a quella di S&amp;T: essa, invece che sul \u201cCalculemus!\u201d di S&amp;T, si basa sulla creativit\u00e0 delle risorse umane che utilizzino solo mezzi umani; perci\u00f2 il potere sociale di S&amp;T deve essere subordinato alla etica, in modo da dare spazio alla risoluzione non violenta dei conflitti umani e internazionali.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>\n<h3><strong>L\u2019ostacolo incontrato dalla politica non violenta dopo il 1989: come rifondare lo Stato?<\/strong><\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Dal secondo dopoguerra anche in Occidente ha incominciato ad operare una politica non violenta. Per prima cosa i non violenti hanno dovuto lottare per conquistare la piena cittadinanza pur rifiutando le armi (lotta dell\u2019obiezione di coscienza al servizio militare). In quasi tutti i Paesi occidentali essi sono stati vittoriosi ed hanno pure suggerito progetti credibili per una alternativa nel settore statale della difesa nazionale. Ma questi progetti si sono fermati perch\u00e9 hanno trovato lo stesso ostacolo incontrato dopo il 1989 dalle lotte vittoriose dei popoli dell\u2019Est Europa e che tuttora sono i maggiori oppositori di ogni politica che tenda a risolvere i problemi (nucleare, ecologico, biotecnologico, intelligenza artificiale) che minacciano la sopravvivenza dell\u2019umanit\u00e0: gli Stati liberali, che sono resi quasi inamovibili da una secolare tradizione giuridica e politica.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 dal 1989 i non violenti debbono risolvere un problema politico cruciale: la costituzione di uno Stato non violento cos\u00ec come lo ha prospettato Gandhi: una federazione di citt\u00e0-villaggi-comunit\u00e0 di base (molto vicina allo Stato federativo svizzero).<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una quarta forma di Stato; essa viene dopo lo Stato\u00a0<em>liberale<\/em>, iniziato dalle rivoluzioni inglese, americana e francese; dopo quello\u00a0<em>socialista<\/em>, malamente impostato da Lenin nel 1919 come dittatura su un popolo poco cosciente e ora sopravvissuto in forme ibride\u00a0 (Cina, Cuba); e dopo quello<em>\u00a0arabo<\/em>\u00a0che vuole congiungere la democrazia con la tradizione araba; congiunzione che da oltre quarant\u2019anni il popolo iraniano cerca al di l\u00e0 della attuale teocrazia e che nel 2011 le rivoluzioni delle primavere arabe hanno rivendicato.<\/p>\n<p>Al momento, lo\u00a0<em>Stato liberale\u00a0<\/em>che si pone come l\u2019unico possibile. Ma esso ha una lunga crisi (vedi la sua inspiegata degenerazione addirittura in dittature in Europa). La crisi si \u00e8 aggravata dopo il 1989 perch\u00e9 ha lasciato che il capitalismo costituisse liberamente i suoi \u201cparadisi fiscali\u201d e che generasse una finanza come una colossale macchina virtuale che macina danari a livello di organizzazione unitaria di tutte le Borse del mondo; le quali comunicano tra loro alla velocit\u00e0 quasi della luce e compiono miliardi di operazioni in pochi secondi, con un fatturato sui cento mila miliardi di dollari, cio\u00e8 quanto il prodotto mondiale lordo. Tutto ci\u00f2 al di fuori di ogni legge e ogni tassazione statale, perch\u00e9 questo tipo di finanza appare l\u2019apice del progresso scientifico dell\u2019economia e quindi il \u201cprogresso\u201d non deve assolutamente essere fermato.<\/p>\n<p>Anche se esso causa da un giorno all\u2019altro il crollo economico di interi Paesi (vedi la crisi dei Paesi detti \u201cTigri del Sud Est asiatico\u201d nel 1997-98); e anche se le Banche che speculano in questa finanza compiono degli errori e fallimenti colossali, allora, come nel 2008 lo Stato pi\u00f9 liberista come gli USA, interviene d\u2019autorit\u00e0 nell\u2019economia nazionale per ripianare i loro debiti con i soldi delle tasse estratte dalle tasche dei cittadini, per un totale di un migliaio di miliardi di dollari. Oggi lo Stato occidentale (liberale) \u00e8 (moltissimo) debole con i forti (finanza) e forte solo con i deboli (i cittadini rimasti senza strumenti democratici)\u00a0<a href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/08\/la-politica-non-violenta-mondiale-oggi\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Ecco che cos\u00ec si \u00e8 creato un ulteriore feticismo. quello che lo Stato, costituito come complesso razionale di leggi, rivolge ad un macchinismo virtuale mondiale, la turbo-finanza, che \u00e8 al di fuori e al di sopra di ogni legge statale e che ha il potere, con i suoi sconvolgimenti, di distruggere la sua economia. Anzi questo \u00e8 un super feticismo; perch\u00e9 ora l\u2019adoratore non \u00e8 pi\u00f9 una singola persona, ma \u00e8 la volont\u00e0 collettiva di tutte le persone, espressa dallo Stato. Non \u00e8 allora un caso che la democrazia non funzioni pi\u00f9, dato che non decide pi\u00f9 i primi problemi della collettivit\u00e0; e non \u00e8 un caso che tutti i governi occidentali siano traballanti, divisi da lotte laceranti tra direzioni politiche particolaristiche; e che i partiti non gestiscano pi\u00f9 un sostanzioso dibattito democratico e che quindi gran parte della popolazione si sia allontanata dalla politica.<\/p>\n<p>Lo\u00a0<em>Stato socialista<\/em>\u00a0ha una sua importante presenza nel mondo per la grande quantit\u00e0 della popolazione che gestisce: Cina, Cuba, Myanmar, Corea del Nord; ma da dopo il 1989 non ha alcuna idea comune su che cosa debba essere una organizzazione statale socialista.<\/p>\n<p>E lo\u00a0<em>Stato arabo<\/em>\u00a0ha compiuto un oscuro inizio nel 1979 in Iran come poco meno che una teocrazia, poi in parte nella Libia di Gheddafi, e poi sempre in piccola parte in Tunisia ed Egitto; ma in generale non si ha nessuna idea precisa di come coniugare la\u00a0<em>shariia<\/em>\u00a0con le leggi di una democrazia parlamentare, a incominciare dai diritti delle donne.<\/p>\n<p>Lo\u00a0<em>Stato non violento<\/em>\u00a0\u00e8 da costituire. La sua distanza dallo Stato liberale \u00e8 quasi abissale; e per di pi\u00f9 le comunit\u00e0 non violente attuali sono poche e non collegate tra loro: la lezione fondamentale\u00a0 di Gandhi e di LdV ancora fa fatica a realizzarsi in grandi gruppi di comunit\u00e0. Certamente ci vorranno vari decenni perch\u00e9 ci sia un inizio concreto di aggregazioni quasi \u2013 statali non violente.<\/p>\n<p>In totale, la politica non violenta oggi non risulta avere la capacit\u00e0 di impostare una strategia mondiale e darle il supporto sociale necessario per realizzarla.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>\n<h3><strong>Contributi di attori politici non dichiaratamente non violenti<\/strong><\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Comunque in questo tempo ci sono alcune azioni politiche non violente condotte da attori politici non dichiaratamente non violenti. Le principali sono le seguenti.<\/p>\n<p>1) Al di fuori del mondo occidentale tanti Stati sono in una ricerca attiva di novit\u00e0 statuali che modificano profondamente la tradizione occidentale: ad es. la Costituzione di Ecuador e Bolivia \u00e8 basata sui diritti della Madre Terra; e questa base \u00e8 stata proposta anche all\u2019ONU. (Non \u00e8 invece una innovazione lo Stato d\u2019Israele, che piuttosto \u00e8 di tipo nazionalista e colonialista (alla cui politica si \u00e8 unita la forte componente religiosa tradizionale che rivendica assolutamente la \u201cTerra promessa da Dio\u201d), tale quindi da rinnovare la piaga storica degli Stati nazionalisti europei dell\u2019Ottocento).<\/p>\n<p>2) Il movimento mondiale ecologico di Greta Tunberg; esso dimostra che oggi si pu\u00f2 agire dal basso e non violentemente per affrontare i problemi della sopravvivenza dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>3) Nel gennaio 2021 l\u2019ONU ha finalmente compiuto una azione politica mondiale di importanza decisiva: il Bando ONU delle armi nucleari. Questo ha iniziato lo scontro con la politica militare delle superpotenze nucleari. Il che inizia una vera politica per fermare il pericolo del suicidio nucleare dell\u2019umanit\u00e0. Inoltre questo Bando la prima volta propone di bloccare il progresso tecnologico attuale, tagliandone la punta di diamante nel settore pi\u00f9 avanzato, quello nucleare. Ci\u00f2 inizia una politica di ripensamento su S&amp;T.<\/p>\n<p>4) Il capo del \u201cnon-Stato\u201d del Vaticano e capo della religione cattolica (con un miliardo di fedeli), papa Francesco, sta desacralizzando e dissacrando la guerra: mina ogni motivazione ad essa con le sue frasi \u201cLa guerra \u00e8 una pazzia\u201d e \u201cOgni guerra \u00e8 una sconfitta\u201d; e propone lo slogan \u201cNessuna guerra in nome della religione\u201d. Dopo che l\u2019ONU aveva iniziato una timida prassi verso l\u2019abolizione delle guerre nel mondo, questo insegnamento del papa \u00e8 l\u2019inizio spirituale ed etico per formulare una politica precisa per realizzare l\u2019obiettivo.<\/p>\n<p>5) Il Sud Africa, uscito con grande gioia mondiale dall\u2019apartheid dei bianchi sui neri mediante un processo di pace (guidato da Mandela), oggi ha giustamente accusato Israele davanti alla Corte Internazionale di Giustizia (principale organo giuridico dell\u2019ONU) di possibile genocidio verso una popolazione che a Gaza vive in una prigione a cielo aperto. E questa azione giuridica non violenta ha avuto una sua efficacia:\u00a0 la Corte ha posto all\u2019azione di Israele dei vincoli che indicano di fatto la necessit\u00e0 di finire questa guerra.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li>\n<h3><strong>Conclusione: Pu\u00f2 la poetica non violenta far nascere una alternativa?<\/strong><\/h3>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ma giustamente si pu\u00f2 obiettare che tutto ci\u00f2 \u00e8 ancora minoritario. Per cui a molti la proposta politica non violenta, vittoriosa nel 1989, oggi appare ancora una volta utopica rispetto ai grandi problemi mondiali.<\/p>\n<p>Sapranno i nonviolenti superare la politica del salvarsi l\u2019anima con una buona vita solo piccolo comunitaria per realizzare ancora una volta (dopo il 1989) una rivoluzione popolare (un abrupt mondiale, ma causato dall\u2019interno delle popolazioni) che faccia il salto di qualit\u00e0 nella politica mondiale?<\/p>\n<p>In effetti, questo salto politico, bench\u00e9 molto alto, non \u00e8 impossibile, perch\u00e9 esso \u00e8 molto minore di quello che prima del 1989 esisteva tra il piccolo movimento non violento in Europa Ovest e l\u2019obiettivo politico (fine dei Blocchi).<\/p>\n<p>In definitiva, cercasi una rivoluzione mondiale non violenta, della quale le manifestazioni avvenute nel 2003 in tutte le citt\u00e0 del mondo contro l\u2019inizio della guerra all\u2019Iraq sono state un anticipo, perch\u00e9 hanno indicato la possibilit\u00e0 di una \u201cseconda superpotenza\u201d contro l\u2019unipolarit\u00e0 del comando mondiale della superpotenza USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Antonino Drago<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p>(<em>Questo scritto \u00e8 la parte finale dell\u2019articolo RIFLESSIONI SUL LIBRO DI LANZA DEL VASTO PER EVITARE LA FINE DEL MONDO (1973), di prossima pubblicazione negli atti a cura del Prof. Arnaldo Nesti della XXX Summer School on Religions di San Gimignano, agosto 2024<\/em>)<\/p>\n<h3>Note<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/08\/la-politica-non-violenta-mondiale-oggi\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 J. Galtung:\u00a0<em>The fall f US Empire. And then?,<\/em>\u00a0Transcend University Press, 2002.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/08\/la-politica-non-violenta-mondiale-oggi\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A. Drago:\u00a0<em>Coronavirus: dove porta la sua Arca papa Francesco-No\u00e9?<\/em>, Atti della Summer School di San Gimignano, 2022.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/serenoregis.org\/2024\/02\/08\/la-politica-non-violenta-mondiale-oggi\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le guerre Ucraina-Russia e Israele-Hamas rappresentano il ritrarsi di Stati liberali decaduti in una politica militarista. La crisi NATO-Russia (con conseguente guerra in Ucraina) era l\u2019occasione per i Paesi europei di compiere un salto di qualit\u00e0 nella politica per la pace mettendo in atto una mediazione intelligente; invece essi sono caduti in un militarismo dei vecchi tempi. In questo scenario non \u00e8 del tutto strano che la guerra Hamas-Israele ci abbia riportati alle peggiori barbarie della storia umana, senza che l\u2019Europa se ne distaccasse con decisione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 1. Quale prospettiva futura? 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