{"id":1798089,"date":"2024-02-09T07:32:29","date_gmt":"2024-02-09T07:32:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1798089"},"modified":"2024-02-09T07:42:08","modified_gmt":"2024-02-09T07:42:08","slug":"istruzioni-per-il-fascismo-in-15-passi-parte-1-di-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/02\/istruzioni-per-il-fascismo-in-15-passi-parte-1-di-3\/","title":{"rendered":"Istruzioni per il fascismo in 15 passi (parte 1 di 3)"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><strong>Il fascismo non \u00e8 una catastrofe naturale, ma si sviluppa in base a delle condizioni storiche specifiche che possono variare a livello nazionale e regionale. <\/strong><\/p><\/blockquote>\n<h3><strong><em>Pubblichiamo su Pressenza in tre parti questo interessante articolo. Ecco la prima parte di 3:<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Il fascismo \u00e8 qualcosa che pu\u00f2 essere combattuto o invece promosso. In Germania abbiamo assistito dal 2020 fino ad oggi alla comparsa di diversi fenomeni, che elencheremo senza la pretesa di essere esaustivi: (neo-)fascismo, (neo-)nazismo, populismo di destra, xenofobia e discriminazione, razzismo, autoritarismo, patriottismo, nazionalismo, etnocentrismo, sciovinismo, predominio, estremismo di destra e radicalismo di destra (che non sono la stessa cosa). Tuttavia, non siamo qui per dare una definizione per ogni singolo concetto.Ci appare invece interessante notare cosa lega queste ideologie tra loro, poich\u00e9 alla radice si basano tutte su tre elementi in comune: a) l\u2019immaginario collettivo e le rappresentazioni sociali che vedono contrapporsi il \u201cnoi\u201d al \u201cloro\u201d, b) la conseguente gerarchizzazione \u00a0che legittima l\u2019oppressione e, c) non da ultimo il potere, la violenza e il disprezzo, sfiorando perfino l\u2019eliminazione fisica di determinati gruppi di individui.<\/p>\n<p>Per quanto queste idee e affermazioni di destra possano apparire surreali e crude, le loro origini non vanno ricercate ai margini della societ\u00e0, bens\u00ec proprio al centro di essa. Spesso, per quanto assurdo possa sembrare, sono solo la risposta alle condizioni sociali che affliggono queste persone: sentimenti di impotenza, che si fondono con elementi deliranti e, nei movimenti di destra, con una forte brama di potere. Una combinazione sociale pericolosa che sta nascendo nel cuore di una societ\u00e0 di stampo democratico-capitalista e che cresce ogni giorno che passa, alimentando cos\u00ec il fascismo.<\/p>\n<h3><strong>Attaccare la dignit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p><strong>La dignit\u00e0 umana deve essere calpestata, sfruttata e considerata un rischio per la sicurezza dello Stato.<\/strong><\/p>\n<p>La dignit\u00e0 umana \u00e8 inviolabile, almeno cos\u00ec recita la legge fondamentale della Germania che illustra cosa sono i diritti, il diritto in s\u00e9 e i diritti fondamentali. La legge \u00e8 paziente, ma la sua violazione sembra avere gravi conseguenze solo quando ad essere nel torto \u00e8 la parte sbagliata, e questa consapevolezza si sta facendo strada negli animi sempre pi\u00f9 delusi delle persone che prendono le distanze dai bei discorsi domenicali: persone che si sentono umiliate, schiavizzate, molestate, imprigionate, espropriate dei loro mezzi di sussistenza e derubate nei modi pi\u00f9 disparati.<\/p>\n<p>Come disse nel 1894 il Premio Nobel per la letteratura, Anatole France, &#8220;La legge, nella sua maestosa uguaglianza, proibisce ai ricchi e ai poveri di dormire sotto i ponti, di chiedere l&#8217;elemosina per la strada e di rubare il pane&#8221;, se non fosse che alcuni rimangono pi\u00f9 uguali degli altri (tratto liberamente da George Orwell: La fattoria degli animali).<\/p>\n<p>Pierre-Joseph Proudhon riassunse questa umiliazione nel modo seguente: \u201cEssere governati significa essere osservati, analizzati, interrogati, incaricati, subordinati, nominati, indottrinati, persuasi, sorvegliati, tassati, messi alla prova, limitati e inviati in giro per il mondo da uomini che non hanno n\u00e9 il diritto, n\u00e9 la conoscenza, n\u00e9 la virt\u00f9 per farlo. Questo \u00e8 il potere, questo \u00e8 il loro diritto e la loro morale\u201d (Proudhon parla di uomini perch\u00e9 all&#8217;epoca, nel XIX secolo, non c&#8217;erano donne al potere. Non bisogna nascondere che la critica di Proudhon al potere non considerava la questione del genere: era un pronunciato antifemminista). Dopo tutto, nello Stato capitalista le persone sono percepite solo come &#8220;capitale umano&#8221; e allo stesso tempo come un potenziale rischio per la sicurezza.<\/p>\n<p>Dobbiamo sempre a Proudhon il famoso detto &#8220;la propriet\u00e0 \u00e8 un furto&#8221;, perch\u00e9 ci\u00f2 che appartiene ad alcuni viene sottratto ed espropriato da altri. In una societ\u00e0 nella quale la propriet\u00e0 privata significa tutto e il bene comune non significa nulla, non ci pu\u00f2 essere spazio per la dignit\u00e0 umana, e la destra ha colto da tempo il messaggio, e si adopera di conseguenza, con l\u2019unica differenza che lo fa alla luce del giorno rispetto agli altri partiti: non servono i discorsi della domenica, il disprezzo della destra per la dignit\u00e0 umana \u00e8 puro disprezzo per l&#8217;umanit\u00e0, verso coloro che non vi appartengono. Ed \u00e8 qui, nella promessa di un ritorno della dignit\u00e0 rubando in cambio quella degli altri, che risiede la falsa convinzione dei suoi elettori.<\/p>\n<h3><strong>Incutere paura<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u00c8 necessario fomentare la paura per accrescere il consenso alla politica autoritaria e all\u2019idea di uno &#8220;Stato forte&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>Come dice il proverbio, la paura \u00e8 una cattiva consigliera, e infatti \u00e8 proprio la paura ad assoggettare le persone al potere di altre persone, come scopr\u00ec Etienne de La Boetie 500 anni fa.<\/p>\n<p>Il capitalismo stesso fin dai suoi esordi ha da sempre agito sulla societ\u00e0 tramite la paura, rendendo le persone pi\u00f9 inclini alla collaborazione e facilmente sfruttabili. Infatti, ancora una volta, \u00e8 stata la paura il mezzo adoperato fin dall&#8217;inizio della pandemia di coronavirus, ne \u00e8 la prova un documento trapelato dal governo tedesco. Quando nel 2020 il numero delle infezioni era sceso dopo settimane, la Cancelliera Merkel ne ha approfittato per gettare nuovamente benzina sul fuoco: \u201cNon dobbiamo abbandonarci a un senso di sicurezza nemmeno per un secondo &#8220;. Nemmeno per un secondo, un solo secondo. Ma che cos\u2019\u00e8 la paura? La paura \u00e8 un sentimento potente che provoca la paralisi disattivando le sinapsi, \u00e8 una sorta di lockdown per il corpo che induce il cervello ad arrestarsi, a spegnersi, infatti, non \u00e8 un caso che Christof Wackernagel l\u2019abbia definito come un virus mortale della psiche.<\/p>\n<p>La gestione della crisi del coronavirus \u00e8 stata riassunta in maniera precisa e sintetica dal politologo Wolfgang Merkel come &#8220;una forma di governo della paura&#8221;. In effetti, la paura \u00e8 da tempo uno strumento collaudato da parte dei governi. Quando funziona, la stragrande maggioranza delle persone \u00e8 disposta a sopportare senza lamentarsi anche le privazioni pi\u00f9 dure, come le case fredde, l&#8217;aumento dei prezzi e le tasse speciali, e perfino ad approvare politiche autoritarie, incluse leggi sulla sicurezza molto restrittive che altrimenti una societ\u00e0 civile in tempi normali non accetterebbe mai cos\u00ec facilmente. In fondo, &#8220;la paura costante \u00e8 il miglior mezzo di potere&#8221;, afferma lo psicoanalista Hans-Joachim Maaz.<\/p>\n<p>Se in passato la paura era intesa come una risorsa &#8220;naturale&#8221;, frutto dell\u2019evoluzione e strutturalmente limitata, oggi invece \u00e8 da considerarsi un fenomeno che pu\u00f2 essere facilmente indotto e usato consapevolmente. Il problema \u00e8 che la paura in s\u00e9 ci protegge dai pericoli reali, ma la sua strumentalizzazione pu\u00f2 creare dipendenza dagli altri e non da ultimo, da istituzioni come lo Stato che si vede percepito come un &#8220;protettore&#8221; del cittadino, ci\u00f2 che ogni Stato desidera essere in fondo. In intesi, come affermato da Alexander Mitscherlich, siamo di fronte alla manipolazione ideologica della paura. Naturalmente, \u00e8 una tattica che funziona molto bene in tempi di guerra, basta partire dal presupposto, ad esempio, che &#8220;i russi&#8221; sono gi\u00e0 alle porte, e sono armati fino ai denti, cos\u00ec come &#8220;gli arabi&#8221;, essendo visti come un &#8220;nemico interno&#8221;. In un contesto del genere le parole del Ministro della Difesa tedesco Pistorius, secondo cui il Paese deve essere &#8220;pronto alla guerra&#8221;, cadono gi\u00e0 su un terreno fertile e diventano facilmente verit\u00e0.<\/p>\n<p>Purtroppo i partiti di destra sono sempre stati tra i grandi sostenitori di uno Stato potente e sono stati anche particolarmente abili nel creare paura inscenando situazioni di pericolo con lo scopo di trovare consenso nell&#8217;opinione pubblica. Dal 2020 il governo tedesco ha fatto spesso ricorso alle politiche tipicamente di destra e quasi nessuno sembra essersi espresso in disaccordo, segnando un punto a favore della destra che ora pu\u00f2 sfregarsi le mani e aizzare la popolazione contro i rifugiati con le campagne contro la sostituzione etnica e sciocchezze simili. Curioso notare come le campagne elettorali dei partiti di destra vengano sempre condotte all&#8217;insegna della paura, in particolare per quanto riguarda l&#8217;immigrazione, sia in Svizzera che in Italia, in Germania, in Svezia, in Polonia o altrove. Tuttavia, la paura riesce persino a produrre un effetto controproducente nei suoi elettori, ovvero incentivare le persone ad agire contro i loro stessi interessi. Questo spiega in parte perch\u00e9 gli elettori di destra, solitamente appartenenti ad uno strato sociale precario, sono disposti ad accettare l\u2019adozione di politiche ancora pi\u00f9 ingiuste, come l&#8217;aumento delle tasse per finanziare l&#8217;esclusione di certi gruppi deboli come i rifugiati o la difesa da presunti nemici con l\u2019ausilio delle guerre.<\/p>\n<h3><strong>Polarizzare l\u2019opinione pubblica<\/strong><\/h3>\n<p><strong>I dibattiti devono essere polarizzati operando una divisione marcata tra &#8220;buoni&#8221; e &#8220;cattivi&#8221;, negando ogni possibilit\u00e0 per un dialogo. <\/strong><\/p>\n<p>Dal 2020 abbiamo assistito ad un\u2019allarmante crescita di una tendenza preesistente di divisione sociale tra vaccinati o non vaccinati, dove il trattamento riservato ai non vaccinati ha assunto durante gli anni del coronavirus dei tratti tipicamente totalitari. Vera Shalev, sopravvissuta all&#8217;Olocausto, ci aveva prontamente avvertito che eravamo nel bel mezzo di una evoluzione sociale che avrebbe potuto portare all\u2019instaurazione di un sistema dittatoriale simile a quello del nazionalsocialismo. Bene o male, l\u2019esemplificazione di tale dualismo potrebbe sembrare il frutto di un pensiero infantile (un paragone perfino offensivo per i bambini), ma ahim\u00e9 questa discriminazione fondata su un programma di vaccinazione \u00e8 divenuta una dottrina di Stato. Una polarizzazione del pensiero antistorica e antiscientifica simile \u00e8 stata applicata anche alla guerra in Ucraina, ma quando c\u2019\u00e8 in ballo la paura, la ragione finisce per venire meno.<\/p>\n<p>\u00c8 stato definito cattivo chiunque abbia provato a contestualizzare la guerra, compresa la sua storia (senza minimamente giustificare l&#8217;attacco di Putin, attenzione, perch\u00e9 \u00e8 possibile fare entrambe le cose, ossia condannare un\u2019aggressione senza ignorare gli sviluppi degli anni precedenti). Il messaggio veicolato in definitiva \u00e8 stato quello di schierarsi obbligatoriamente da una parte, prendere una posizione. Tuttavia, quando si parla di vaccinazioni \u00e8 bene decidersi se essere a favore o contro, non c\u2019\u00e8 altro modo, non esiste un\u2019altra via di mezzo. Forse ognuno di noi ha le sue buone ragioni personali per decidersi, ma perch\u00e9 mai sarebbe necessario invece schierarsi dalla parte di uno Stato, senza riserve? Nell&#8217;attacco di Hamas contro Israele abbiamo assistito ancora una volta al trionfo di questo bi-pensiero infantile di bene e male. Non ci si \u00e8 lontanamente chiesti come era possibile che uno dei migliori servizi segreti al mondo &#8211; quello israeliano \u2013 non fosse per niente al corrente dei preparativi dell&#8217;attacco, mentre si dice che l&#8217;Egitto ne fosse invece a conoscenza. Siamo forse di fronte all&#8217;ennesima teoria del complotto?<\/p>\n<p>Il discorso di Robert Habeck (vice cancelliere tedesco, del Partito dei Verdi, NdR) contro l&#8217;antisemitismo, invece, \u00e8 stato applaudito su vasta scala praticamente da tutti i media. Come \u00e8 breve la memoria\u2026 Poco pi\u00f9 di un anno fa Habeck ha concluso un accordo per il gas proprio con il Qatar, paese islamista che ospit\u00f2 i Mondiali di calcio (aveva appena accolto migliaia di lavoratori, morti in seguito per un evento sportivo commerciale), senza dimenticare che il Qatar \u00e8 uno dei principali finanziatori di Hamas.<\/p>\n<p>Questa ipocrisia della politica dei Verdi viene poi presentata sotto le mentite spoglie di una politica morale, in modo perfino sublime. Alla fine la Ministra degli Esteri Baerbock ha deciso di non limitarsi a \u201crovinare\u201d la Russia, ma anche di distruggere Hamas. Infatti, ora richiede l&#8217;espulsione dei rifugiati &#8220;criminali&#8221; di origine araba. Ma nel polarizzare la destra li supera tutti, quindi non stupitevi se gli alloggi dei richiedenti asilo andranno nuovamente a fuoco.<\/p>\n<h3><strong>Creare il consenso<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u00c8 necessario creare una societ\u00e0 del consenso, la quale per avere maggior stabilit\u00e0 ha necessariamente bisogno di puntare il dito contro i dissidenti e gli emarginati. <\/strong><\/p>\n<p>La societ\u00e0 del consenso \u00e8 l&#8217;altra faccia della polarizzazione del pensiero. Immanuel Kant disse, &#8220;Abbi il coraggio di usare la tua ragione&#8221;, peccato che nella societ\u00e0 del consenso non ci sia pi\u00f9 spazio per questa massima. Uno studio di Dennis Gr\u00e4f e Martin Hennig, pubblicato sulla rivista dell&#8217;Universit\u00e0 di Passau nel settembre 2020, ha esaminato 93 programmi televisivi &#8220;speciali&#8221; di ARD e ZDF sul coronavirus mandati in onda fino a giugno 2020 \u2013 ma, considerando la frequenza del formato del programma stesso, non poteva che rivelarsi controproducente. Il risultato \u00e8 stato molto chiaro: c&#8217;\u00e8 stata una retorica unilaterale sulla crisi, in cui le misure per il contenimento del coronavirus venivano presentate come le sole &#8220;naturali&#8221; e &#8220;possibili\u201d, mentre l&#8217;unica narrativa di salvezza era offerta dal rapido sviluppo di un vaccino. Non sono state ammesse prospettive diverse da quelle ufficiali, se non in una forma apparentemente ridicolizzata dai &#8220;fact check&#8221;. Questi si sono diffusi come un virus durante tutta la pandemia, dove chiunque non professava la fede di Stato era considerato alla stregua di uno stupido o di una persona pericolosa e quindi automaticamente escluso dal dibattito. I mass media hanno fatto un uso massiccio dei &#8220;fact-checker&#8221; per ridicolizzare o demonizzare qualsiasi critica che non potesse essere ignorata, e chiunque facesse notare le lacune di tale resoconto e mettesse in dubbio la narrativa ufficiale, veniva immediatamente aizzato contro i cani dei &#8220;fact-checker\u201d, che con i loro controlli non facevano altro che alimentare la disinformazione, anzich\u00e9 fare chiarezza.<\/p>\n<p>In molti casi, queste risposte \u201cepidemiche\u201d di fronte ad ogni indagine critica, a volte persino formulate in misura preventiva contro possibili domande sgradite, erano messe insieme in modo cos\u00ec miserabile da rendere necessaria una verifica dei fatti. Ogni critica alla scienza, ai media e alle aziende, cos\u00ec come era stata mossa in epoche passate (e non parliamo di chiss\u00e0 quanti anni fa), \u00e8 stata immediatamente eliminata. Cos\u00ec \u00e8 stato per il coronavirus e per le nuove guerre, perch\u00e9 si sa, la prima vittima della guerra \u00e8 sempre la verit\u00e0, e lo abbiamo visto ancora una volta con la guerra in Ucraina.<\/p>\n<p>Nell&#8217;era dei social media le guerre si sono trasformate in guerre di informazione, o meglio in veri teatri di disinformazione, un altro motivo in pi\u00f9 per analizzare esattamente chi dice cosa e con quale possibile interesse. Anche in questo caso per\u00f2, qualsiasi indagine critica \u00e8 stata silurata con i &#8220;fact check&#8221;. L&#8217;obiettivo prefissato \u00e8 stato raggiunto: riunire le voci dei dissenzienti dichiarandoli persone indifese incanalando cos\u00ec il dissenso in un unico coro prescritto. Questo ha agevolato la destra a recitare la propria parte, come meglio sa fare, ovvero quella della vittima.<\/p>\n<h3><strong>Rendere i poveri ancora pi\u00f9 poveri<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Le persone devono essere sottoposte a condizioni di vita insicure ed esposte a un continuo impoverimento.<\/strong><\/p>\n<p>La povert\u00e0 rappresenta un problema mondiale e cresce nelle masse in proporzione alla ricchezza dei ricchi, a livello globale, nazionale e anche locale. Fino a qualche anno fa la differenza di aspettativa di vita media tra i quartieri pi\u00f9 ricchi e quelli pi\u00f9 poveri di Brema si attestava sui sette anni. Significa che, se una persona \u00e8 ricca e benestante riesce a vivere sette anni in pi\u00f9. Oggi questa stima si applica a tutta la citt\u00e0 di Brema, che ingloba due mondi paralleli, dove l&#8217;uno coesiste accanto all&#8217;altro all\u2019interno di un piccolo spazio (non insieme, piuttosto l&#8217;uno contro l&#8217;altro), dove ci si riunisce come succede nel calcio, quando si tifa la nazionale: allora tutte le contraddizioni si annullano, simile all\u2019effetto del collante del nazionalismo a livello statale (solo che il presunto &#8220;allegro patriottismo di partito&#8221; alla Coppa del Mondo non \u00e8 affatto innocuo).<\/p>\n<p>La retorica comunitaria dall&#8217;alto (panem et circenses) non pu\u00f2 per\u00f2 ignorare i poveri, specie quando sono d&#8217;intralcio, ovvero quando si tratta di gentrificare la citt\u00e0 o quando cercano di guadagnarsi qualcosa in pi\u00f9 oltre alla consueta pagnotta (lavorando in nero ad esempio). Allora vengono rapidamente stigmatizzati come &#8220;parassiti sociali&#8221;. Nel frattempo invece leggiamo sui giornali notizie su quanti miliardi sono stati sprecati negli ultimi anni a causa dei pacchetti di salvataggio delle banche, dei test PCR (per il Covid, NdR), delle losche attivit\u00e0 del cancelliere di CumEx (frode fiscale, NdR), ancora in carica che sembra per\u00f2 soffrire di amnesia, delle fughe fiscali legittimate dallo Stato. A detta di queste persone onorevoli, ognuno di questi incarichi \u00e8 solo un multiplo della presunta &#8220;frode sociale&#8221;-, ma i miliardi svaniti sono uno schiaffo per chi si vede costretto a lottare per ogni singolo centesimo.<\/p>\n<p>Quante sono le persone stanno che scontando &#8220;pene detentive sostitutive&#8221;, solo perch\u00e9 non possono permettersi i biglietti del trasporto pubblico (per non parlare poi delle multe)? Uno studio recente condotto dalla Fondazione Hans B\u00f6ckler a sostegno dei sindacati, ha mostrato che la fiducia dei cittadini nella politica e nei partiti politici sta diminuendo a pari passo con il reddito, ovvero le persone povere non credono pi\u00f9 nella politica. Se poi si analizza il fattore della felicit\u00e0 all\u2019interno della societ\u00e0 (indipendentemente dalla propria opinione su questi studi), il risultato non stupisce. \u00c8 in linea con le aspettative: un senso di comunit\u00e0 (a sua volta legato all&#8217;uguaglianza relativa) \u00e8 presente laddove il divario tra ricchi e poveri \u00e8 minore, ovvero, la comunit\u00e0 e l&#8217;unione sono pi\u00f9 che possibili senza bisogno di calcio e di nazionalismo. Tuttavia, finch\u00e9 l\u2019esistenza di milioni di persone \u00e8 a rischio, queste persone devono condurre una lotta quotidiana per la sopravvivenza e vengono perfino accusate di frode. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi se continueranno ad allontanarsi, e probabilmente lo faranno prendendo la direzione sbagliata.<\/p>\n<p>Le altre 2 parti verranno pubblicate prossimamente su Pressenza.<\/p>\n<p><strong>Di Gerald Gr\u00fcneklee<\/strong><\/p>\n<p><em>Traduzione dal tedesco di Maria Sartori. Revisione di Thomas Schmid.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fascismo non \u00e8 una catastrofe naturale, ma si sviluppa in base a delle condizioni storiche specifiche che possono variare a livello nazionale e regionale. Pubblichiamo su Pressenza in tre parti questo interessante articolo. 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