{"id":1796557,"date":"2024-02-01T11:46:13","date_gmt":"2024-02-01T11:46:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1796557"},"modified":"2024-04-05T07:50:43","modified_gmt":"2024-04-05T06:50:43","slug":"24netzinesud-%d3%8eeriggio-n-05","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/02\/24netzinesud-%d3%8eeriggio-n-05\/","title":{"rendered":"24@netzineSud \u2013 \u04cderiggio \\  n. 05"},"content":{"rendered":"<h5><em><strong>&gt; \u00a0MERIDIOGLOCALNEWS\u00a0 &#8211; RASSEGNA SETTIMANALE SULL E SOGGETTIV\u20b3ZIONI METICCE\u00a0\u00a0<\/strong>&lt;<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Usare la fame come arma di guerra. Una testimonianza dal nord di Gaza: Israele ha dichiarato guerra totale non solo ad Hamas ma all\u2019intera popolazione palestinese<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cDecenni di guerre contro di noi hanno consentito a Israele di dispiegare armi sempre pi\u00f9 sofisticate e terribili.\u00a0Ogni giorno sento parlare di opzioni mostruose proposte dai funzionari israeliani per il mio futuro:\u00a0che dovrei essere deportato dalla mia terra natale o ucciso in un\u2019esplosione atomica\u201d<\/em><\/p>\n<p>Nel nord di Gaza non c\u2019\u00e8 niente da mangiare. Dall\u2019inizio della guerra non abbiamo pi\u00f9 n\u00e9 frutta n\u00e9 verdura. Non c\u2019\u00e8 farina per fare il pane, n\u00e9 pasta per cucinare, n\u00e9 carne, n\u00e9 formaggio, n\u00e9 uova, niente. I prodotti secchi, come lenticchie e fagioli, non sono disponibili o vengono venduti a 25 volte il loro prezzo originale. Osservo, con grande dolore, la sofferenza dei miei cari: i bambini piccoli che chiedono cibo, qualunque cibo. Mia madre diabetica muore di fame in silenzio. I miei fratelli e sorelle, e i loro figli, soffrono di forme estreme di fame e di inedia. <strong>Il governo israeliano sta usando la fame dei civili come arma di guerra a Gaza.<\/strong> Questo \u00e8 un crimine di guerra e sta accadendo allo scoperto. Alti funzionari israeliani hanno parlato pubblicamente del loro obiettivo di privare i civili di Gaza di cibo, acqua e carburante [\u2026] La maggior parte dei giorni non vediamo il sole perch\u00e9 non \u00e8 sicuro uscire. Il costante bombardamento da parte di Israele dei quartieri palestinesi, insieme ai cecchini che prendono di mira i civili in cerca di cibo, rendono qualsiasi uscita fuori casa potenzialmente mortale. Non mangio niente di verde da tre mesi. Il mio corpo sta cadendo a pezzi a causa della mancanza di proteine. Mi sento debole e stordito. Sento dolore. Mi sento vuoto. Nessun camion di aiuti arriva nel nord di Gaza, anche se il sud ne riceve ancora alcuni. Trascorro giornate intere a cercare cibo e a chiedere in giro; quando finalmente trovo qualcosa, \u00e8 un sacco di farina, che dovrebbe bastare a sfamare le 27 persone che vivono in casa nostra per una settimana. Di solito la borsa costerebbe 30 shekel (8 dollari), ma ora viene venduta per 700-900 shekel (189-243 dollari) e non possiamo permettercelo. <strong>Questi ricarichi si applicano a tutti i tipi di cibo; se disponibili, sono inaccessibili.<\/strong>\u00a0Quando incontri qualcuno per strada che \u00e8 riuscito a trovare del cibo, cerca di nasconderlo. Il cibo deve essere cotto, ma non c\u2019\u00e8 gas e la maggior parte delle persone ora cucina sul fuoco. Raccogliamo il legno dalle nostre case demolite: i nostri armadi, i mobili e i giocattoli in legno dei bambini. La fame non distrugge solo il corpo fisicamente. Porta anche a cambiamenti psicologici ed emotivi, come depressione e ansia. Oggi a Gaza, questo sta accadendo intorno a noi. La scelta deliberata di Israele di affamare la Striscia di Gaza \u00e8 stata attuata sotto gli occhi del mondo.\u00a0<strong>Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco immediato, ma, cosa ancora pi\u00f9 urgente, abbiamo bisogno di porre fine alla guerra di fame di Israele. <\/strong>Ogni giorno sono costretto a ripetere questo film horror, nel quale non avrei mai voluto avere un ruolo. Non so se sopravvivr\u00f2 a questa guerra; se la Palestina sopravviver\u00e0 a questo genocidio. Che tipo di vita ti costringe a scegliere tra morire di fame, di malattia, di cecchini o di bombe? Di notte inizia a piovere. Non riesco a dormire, pensando alle tende allagate degli sfollati. Ma alla fine crollo, lasciando entrare gli incubi, solo per risvegliarmi poche ore dopo in uno peggiore.<\/p>\n<h6><em>L\u2019autore ha deciso di rimanere anonimo per preservare la sua sicurezza. Si trova a Gaza City, circondato dall\u2019esercito israeliano. La sua testimonianza \u00e8 stata ripresa anche da Middle East Eye. Traduzione a cura di Gaza FREEstyle [<a href=\"https:\/\/milanoinmovimento.com\/primo-piano\/usare-la-fame-come-arma-di-guerra-una-testimonianza-dal-nord-di-gaza\">leggi\u00a0 integralmente su milanoinmovimento.com<\/a>]<\/em><\/h6>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Forum Terzo Settore sul &#8220;Piano Mattei&#8221; del vertice Italia-Africa di Roma del 28\\29 us: essenziale coinvolgere la societ\u00e0 civile per frenare l&#8217;accaparramento privatistico delle risorse destinate alla solidariet\u00e0 per uno sviluppo sostenibile<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0\u201cLa\u00a0cooperazione allo sviluppo\u00a0pu\u00f2 e deve essere parte integrante di una nuova stagione nelle relazioni tra l\u2019Italia e l\u2019Africa, per una<strong>\u00a0<\/strong>collaborazione che sia effettivamente paritaria e vantaggiosa per entrambe le popolazioni&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Il rischio che il Piano Mattei si traduca in politiche di sfruttamento del continente \u00e8 stato denunciato nelle scorse ore anche dalle organizzazioni della societ\u00e0 civile africana: ci auguriamo che il Governo ascolti il loro appello e lavori per un reale sviluppo sostenibile, rilanciando la cooperazione allo sviluppo a partire dalle risorse a disposizione di questo settore. Il nostro Paese \u00e8 infatti ancora lontano dall\u2019obiettivo di destinare lo\u00a0<em>0,70% del reddito nazionale lordo all\u2019Aiuto pubblico allo sviluppo:<\/em> un\u2019efficace cooperazione Italia-Africa non pu\u00f2 fare a meno di nuove e importanti risorse\u201d. Lo dichiara\u00a0Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo Settore\u201d<strong>.<\/strong> In vista proprio della Conferenza Italia-Africa, era stata inviata una<strong><a href=\"https:\/\/campagna070.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Lettere-Conf.-Italia-Africa-Campagna070.pdf\"> lettera aperta<\/a><\/strong> della Campagna 070 (promossa da Focsiv, AOI, CINI, Link 2007), con la quale nel richiamare l\u2019Italia al rispetto \u201cdell\u2019impegno assunto all\u2019ONU, oltre cinquant\u2019anni fa, di destinare lo 0,7% del Reddito Lordo italiano all\u2019Aiuto Pubblico allo Sviluppo\u201d e, parimenti, si richiamavano altres\u00ec i principi di solidariet\u00e0 su cui \u00a0dovrebbero basarsi gli aiuti al continente africano, per un effettivo sostegno economico di uno sviluppo che \u201cnon pu\u00f2 fondarsi solamente sul capitale economico, ma necessit\u00e0 di quello umano, di capitale relazionale e sociale, nonch\u00e9 istituzionale. Lo sviluppo \u00e8 la valorizzazione delle specificit\u00e0 territoriali, \u00e8 progetti comuni, in partenariato; \u00e8 lavorare nelle periferie, \u00e8 sostenere la crescita delle comunit\u00e0 locali, \u00e8 salvare le biodiversit\u00e0, \u00e8 promuovere l\u2019associazionismo e la cittadinanza attiva, \u00e8 affiancare i movimenti sociali e dei popoli indigeni\u201d. In\u00a0 questo senso si \u00e8 espressa la portavoce della Campagna 070, Ivana Borsotto, preoccupata per il fatto che il cd. &#8220;Piano Mattei&#8221; possa tradursi nel superamento della Legge 125\/14, \u201cqualora i finanziamenti previsti della Legge di Bilancio siano sbilanciati a favore degli interessi d\u2019affari privati, ridimensionando cos\u00ec il ruolo e della cooperazione internazionale e dell\u2019Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS)\u201d.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.forumterzosettore.it\/2024\/01\/26\/campagna-070-si-a-un-piano-per-e-con-lafrica-lo-sviluppo-e-una-cosa-seria\/\">per approfondimenti consulta ForumTerzoSettore<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rapporto Censis &#8211;<\/strong> <strong>Il lavoro nella vita delle persone: cambia la relazione con il tempo, il reddito e i propri interessi. In crescita i dati sull\u2019occupazione. Epper\u00f2&#8230;<\/strong><\/p>\n<h5><em>PER IL 62,7% DEGLI ITALIANI IL LAVORO NON \u00c8 CENTRALE NELLA VITA, IL 76,2% DEI GIOVANI SCAMBIEREBBE SOLO A CARO PREZZO UN\u2019ORA DI TEMPO LIBERO CON UN\u2019ORA DI LAVORO, PER L\u201980% DEGLI OCCUPATI NEL PASSATO SI \u00c8 CHIESTO TROPPO A CHI LAVORA, ORA \u00c8 GIUSTO PENSARE DI PI\u00d9 A S\u00c9 STESSI<\/em><\/h5>\n<p><strong>Il lavoro che invecchia.<\/strong> Fra il terzo trimestre 2022 e il terzo trimestre 2023, l\u2019occupazione in Italia \u00e8 aumentata di 470.000 unit\u00e0: tutti gli indicatori che riguardano le componenti dell\u2019 occupazione mostrano un segno positivo (occupazione dipendente e occupazione indipendente), mentre il solo segno negativo \u00e8 riconducibile a contratti di lavoro a termine, che si riducono in dodici mesi di 89.000 unit\u00e0 (-2,9%). D\u2019altra parte, per\u00f2, nel giro di dieci anni \u2013 fra il 2012 e il 2022 \u2013 la base occupazionale formata da giovani con un\u2019et\u00e0 compresa fra i 15 e i 34 anni si \u00e8 ridotta di circa 360.000 unit\u00e0 (188.000 sono riconducibili al Mezzogiorno), mentre i lavoratori con almeno 50 anni di et\u00e0 sono aumentati di 2,7 milioni. Inoltre, la mancata partecipazione al mercato del lavoro conta oggi 12 milioni e 434.000 persone (quasi otto milioni sono donne) che, pur essendo in et\u00e0 lavorativa, non lavorano e non sono alla ricerca di un lavoro: quasi dieci italiani su cento dichiarano di non partecipare al mercato del lavoro perch\u00e9 scoraggiati dagli esiti negativi della ricerca di un lavoro (prevalentemente donne).\u00a0<strong>Lavorare per vivere (e non vivere per lavorare).<\/strong>\u00a0I tre quarti degli italiani (il 76,1%) condividono l\u2019affermazione secondo la quale in Italia il lavoro c\u2019\u00e8, ma si tratta di un lavoro poco qualificato e sottopagato. Il 76,2% dei giovani sono convinti che un impegno aggiuntivo di un\u2019ora di lavoro deve avere un compenso tale da giustificare la rinuncia a un\u2019ora di tempo libero e l\u201980% degli italiani occupati vede nel lavoro un fattore che, soprattutto in passato, ha portato a trascurare gli interessi personali, tanto da porre il proprio benessere in secondo piano (lo pensa anche il 79,8% dei pi\u00f9 giovani e l\u201980,8% nella classe dei 35-64enni). Fra chi \u00e8 oggi alla ricerca di un nuovo lavoro, il 36,2% indica come motivazione principale quella di ottenere un guadagno pi\u00f9 elevato rispetto a quello corrente; il 36,1% afferma invece che la ricerca di un nuovo lavoro \u00e8 stimolata dalla necessit\u00e0 di vedere riconosciuto il livello di competenze acquisito insieme a una maggiore prospettiva di carriera.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.censis.it\/lavoro\/il-lavoro-nella-vita-delle-persone-cambia-la-relazione-con-il-tempo-il-reddito-e-i-propri\">comunicato Censis<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cresce la rabbia degli agricoltori: il rifiuto degli accordi di libero scambio e la richiesta di un \u00a0reddito dignitoso sono alla base delle mobilitazioni degli agricoltori in Europa<\/strong><\/p>\n<p><em>Nelle ultime settimane, massicce manifestazioni di agricoltori hanno occupato le strade di Germania, Francia e altri Paesi europei<\/em><\/p>\n<p>Su molti agricoltori grava il peso delle politiche neoliberali che impediscono di fissare prezzi giusti. I debiti e i carichi di lavoro si alzano vertiginosamente, mentre i redditi agricoli crollano.\u00a0<strong>Gli agricoltori europei<em>\u00a0<\/em><\/strong>hanno bisogno di risposte concrete ai loro problemi, non di fumo negli occhi. Chiediamo la fine immediata dei negoziati sull\u2019accordo di libero scambio con il Mercosur e una moratoria su tutti gli altri accordi di libero scambio attualmente in fase di negoziazione. Chiediamo l\u2019effettiva attuazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali e il divieto a livello europeo di vendere al di sotto dei costi di produzione, utilizzando come esempio quanto sviluppato dallo Stato spagnolo nella sua legge sulle filiere agroalimentari. I prezzi pagati agli agricoltori devono coprire i costi di produzione e garantire un reddito dignitoso. I nostri redditi dipendono dai prezzi agricoli ed \u00e8 inaccettabile che questi siano soggetti a speculazioni finanziarie. <strong>Chiediamo quindi<em>\u00a0<\/em><\/strong>una politica agricola basata sulla regolamentazione del mercato, con prezzi che coprano i costi di produzione e la gestione di scorte pubbliche di derrate. Chiediamo un bilancio adeguato affinch\u00e9 i sussidi della PAC vengano ridistribuiti per sostenere la transizione verso un\u2019agricoltura in grado di affrontare le sfide della crisi climatica e della biodiversit\u00e0. Tutti gli agricoltori gi\u00e0 impegnati e che vogliono impegnarsi in processi di transizione verso un modello agroecologico devono essere sostenuti e accompagnati nel lungo periodo. \u00c8 inaccettabile che nell\u2019attuale PAC la minoranza di aziende agricole pi\u00f9 grandi monopolizzi centinaia di migliaia di euro di aiuti pubblici, mentre la maggioranza degli agricoltori europei non riceve alcun aiuto, o solo le briciole.\u00a0<strong>Siamo preoccupati\u00a0<\/strong>dei tentativi dell\u2019estrema destra di sfruttare questa rabbia e le varie mobilitazioni per promuovere la loro agenda, negando il cambiamento climatico, chiedendo standard ambientali pi\u00f9 bassi e puntando il dito contro i lavoratori migranti nelle aree rurali. Non sono queste le cause del disagio, e non contribuiranno a migliorare le condizioni degli agricoltori.\u00a0 <strong>Il coordinamento ECVC invita<\/strong><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em>i rappresentanti politici europei ad agire rapidamente per rispondere alla rabbia e alle preoccupazioni degli agricoltori. \u00c8 necessario un autentico cambiamento nelle politiche agricole, che metta gli agricoltori al centro e garantisca prospettive per il futuro. ECVC ha gi\u00e0 proposto soluzioni reali a questa crisi, descritte nel nostro<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/comune-info.net\/autori\/european-coordination-via-campesina\/\">European Coordination Via Campesina<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5 style=\"text-align: right;\"><strong><em>COMMENTI \\ INCHIESTE \\ REPORTI \\ CONFLITTI \\ ALTERMERIDIONALISMO<\/em><\/strong><\/h5>\n<h6 style=\"text-align: right;\"><a href=\"mailto:toni.casano@pressenza.com\"><strong>toni.casano@pressenza.com<\/strong><\/a><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&gt; \u00a0MERIDIOGLOCALNEWS\u00a0 &#8211; RASSEGNA SETTIMANALE SULL E SOGGETTIV\u20b3ZIONI METICCE\u00a0\u00a0&lt; &nbsp; Usare la fame come arma di guerra. 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