{"id":179462,"date":"2015-04-23T11:58:46","date_gmt":"2015-04-23T10:58:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=179462"},"modified":"2015-04-23T12:02:30","modified_gmt":"2015-04-23T11:02:30","slug":"intervista-a-dortmund-nazifrei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/intervista-a-dortmund-nazifrei\/","title":{"rendered":"Intervista a Dortmund Nazifrei"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"http:\/\/www.promosaik.com\/\">ProMosaik<\/a> intervista l\u2018associazione \u201c<a href=\"http:\/\/dortmund-nazifrei.de\/\">Dortmund Nazifrei<\/a>\u201d sul proprio lavoro in una citt\u00e0 multiculturale e multi-religiosa come Dortmund.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>ProMosaik e.V. segue soprattutto le attivit\u00e0 del movimento antifascista di Dresden Nazifrei in Sassonia. Che cosa distingue Dortmund dalla Germania orientale? <\/em><\/strong><\/p>\n<p>In genere gli atteggiamenti razzisti, antisemiti e antiumanitari si sviluppano soprattutto in ambienti in cui predomina la povert\u00e0 e si hanno problemi esistenziali, per esempio quando non si ha una formazione professionale adeguata e dunque non si riesce a trovare lavoro. Le paure e la rabbia di persone che vivono in ambienti di questo tipo derivano dal loro disagio e dal loro senso di impotenza, e non sapendo quali siano i veri motivi della loro situazione e dei loro problemi, danno la colpa agli stranieri. Per questo in Germania Orientale, dopo il 1991, si sono formati numerosi gruppi neo-nazisti.<\/p>\n<p>Anche nel bacino della Ruhr il livello di povert\u00e0, ad esempio a causa dei cambiamenti nell\u2019industria del carbone e dell\u2019acciaio, \u00e8 molto elevato. E Dortmund \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 colpita in questa regione. Per questo a Dortmund si pu\u00f2 osservare uno sviluppo molto simile a quello di Dresda. La differenza consiste nel fatto che i nazisti di Dortmund operano moltissimo in rete, anche fuori citt\u00e0. Si organizzano in strutture autonome e approfittano dei partiti di destra ben strutturati. In questo modo sono in grado di mobilizzare tanta gente per i cortei, anche se la maggior parte di loro non vive direttamente a Dortmund.<\/p>\n<p><strong><em>Quali sono gli obiettivi principali che perseguite a Dortmund con la vostra attivit\u00e0 antifascista?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Dortmund Nazifrei \u00e8 quella che noi chiamiamo \u201calleanza di blocco\u201d (<em>Blockadeb\u00fcndnis<\/em>). Le organizzazioni che vi fanno parte, costituite soprattutto da sindacati, partiti e associazioni giovanili, lottano tutte contro il fascismo in tutte le sue forme. Ma all\u2019interno di questa alleanza si cerca di bloccare o almeno di disturbare le marce neonaziste di Dortmund per mezzo di sit-in pacifisti e nonviolenti.<\/p>\n<p><strong><em>Che pericolo corre al momento Dortmund come citt\u00e0 multiculturale e multi-religiosa? <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Fino ad ora ogni volta che c\u2019\u00e8 stato un corteo organizzato da gruppi radicali di destra a Dortmund, \u00e8 stato possibile mobilitare pi\u00f9 persone per le azioni di protesta e le contro-manifestazioni di quelle che sfilavano nei cortei neonazisti. E di questo spesso si parla troppo poco nei media.<br \/>\nComunque \u00e8 preoccupante che nonostante il potenziale violento elevato e l\u2019aggressivit\u00e0 in aumento della destra a Dortmund, che si possono osservare in questo periodo &#8211; ad esempio in occasione dell\u2019assalto al Municipio dello scorso anno &#8211; comunque la gente sia disposta a votare il partito \u201cDie Rechte\u201d (La destra) e a simpatizzare con le sue attivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Quanto sono presenti i neonazisti a Dortmund e in che modo agiscono?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi tempi si registra un aumento delle loro attivit\u00e0 nei luoghi pubblici. I gruppi neonazisti comunque al momento hanno ancora il privilegio di far parte di un partito ufficiale, detto la \u201cDestra\u201d, fondato dopo che l\u2019organizzazione precedente, chiamata \u201cResistenza Nazionale\u201d (<em>Nationaler Widerstand<\/em>), era stata dichiarata fuori legge. Piccoli gruppi di membri del partito quasi tutti i giorni fanno domanda per organizzare degli stand informativi proprio nei quartieri in cui sperano di trovare nuovi adepti, ad esempio in periferia ove si stanno preparando degli alloggi per i profughi.<br \/>\nIl fenomeno particolarmente inquietante consiste nell\u2019aumento di tentativi di intimidazioni, a volte anche ricorrendo alla violenza fisica. Durante un party elettorale nel maggio dello scorso anno, un gruppo neonazista ha assaltato il Municipio di Dortmund, scandendo slogans razzisti e ferendo diverse persone. All\u2019inizio di quest\u2019anno, diversi giornalisti che avevano scritto articoli critici sulle attivit\u00e0 della scena neonazista di Dortmund, hanno ritrovato i loro nomi in necrologi fittizi. Si intravvede dunque una nuova dimensione della violenza neonazista a Dortmund. La questione va presa sul serio. Non possiamo permettere infatti che i militanti di estrema destra riescano veramente a intimidirci per farci rinunciare alla partecipazione ai cortei di protesta.<\/p>\n<p><strong><em>Che approccio si pu\u00f2 seguire nella formazione e nell\u2019educazione dei giovani per evitare che si facciano influenzare dai gruppi neonazisti? <\/em><\/strong><\/p>\n<p>I giovani mediante un\u2019educazione democratica dovrebbero imparare a costruire la societ\u00e0 in modo indipendente. Chi viene educato in modo autoritario, spesso tende a non fare domande per non dare nell\u2019occhio. Infatti far finta di non vedere quando i neonazisti diffondono la loro propaganda dell\u2019odio e danno la caccia alle minoranze non \u00e8 meno pericoloso di far parte di un gruppo neonazista.<br \/>\nSono passati 70 anni dalla liberazione del campo di concentramento nazista di Auschwitz. Abbiamo la responsabilit\u00e0 sociale di far conoscere ai giovani le atrocit\u00e0 inimmaginabili commesse durante il nazionalsocialismo. Per questo motivo, la pedagogia dei luoghi di commemorazione \u00e8 un elemento irrinunciabile dell\u2019educazione e del lavoro di formazione antifascista. I genitori, gli insegnanti e tutte le persone che sono a contatto con bambini e giovani dovrebbero rendersi conto del ruolo di modello che svolgono. Solo chi rispetto l\u2019altro e mette in dubbio i propri pregiudizi e i propri stereotipi interiorizzati, pu\u00f2 partire dal presupposto che anche i propri figli nel proprio ambiente apprendano questi valori.<\/p>\n<p><strong><em>Che importanza acquistano i cortei antifascisti e per quale motivo?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 fondamentale non trasmettere alle fazioni di estrema destra l\u2019impressione di avere la possibilit\u00e0 di espandere senza incontrare ostacoli. Tutti coloro che vengono a vivere a Dortmund devono sentirsi accolti, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa, culturale o dal loro orientamento sessuale e devono avere il diritto di vivere in libert\u00e0 e senza paura. Per questo le persone devono organizzare i cortei antifascisti per far vedere che non accettano razzismo, antisemitismo ed omofobia.<\/p>\n<p><strong><em>Come si pu\u00f2 lavorare in modo efficiente nei social media per educare i giovani in modo multiculturale e tollerante? <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ovviamente sappiamo che anche i neonazisti sanno usare i social media e attraverso questi canali cercano di diffondere la loro cultura dell\u2019odio. Le pagine di Facebook infatti rappresentano i nuovi CD di propaganda che prima circolavano per i cortili delle scuole. Prima o poi tutti i giovani per forza di cose le vedono. Invece di vietare determinate pagine, si dovrebbe darsi da fare affinch\u00e9 i giovani siano in grado di riconoscere determinati slogans che circolano in rete per non cadere nelle trappole dei neonazisti.<\/p>\n<p>Traduzione dal tedesco a cura di <a href=\"http:\/\/www.promosaik.com\/\">Promosaik<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ProMosaik intervista l\u2018associazione \u201cDortmund Nazifrei\u201d sul proprio lavoro in una citt\u00e0 multiculturale e multi-religiosa come Dortmund. ProMosaik e.V. segue soprattutto le attivit\u00e0 del movimento antifascista di Dresden Nazifrei in Sassonia. Che cosa distingue Dortmund dalla Germania orientale? 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