{"id":1792603,"date":"2024-01-10T18:46:27","date_gmt":"2024-01-10T18:46:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1792603"},"modified":"2024-01-10T18:53:53","modified_gmt":"2024-01-10T18:53:53","slug":"sovraffollamento-nelle-megalopoli-e-lavoro-inutile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2024\/01\/sovraffollamento-nelle-megalopoli-e-lavoro-inutile\/","title":{"rendered":"Sovraffollamento nelle megalopoli e lavoro inutile"},"content":{"rendered":"<p><strong>La popolazione mondiale continua a crescere e l&#8217;urbanizzazione sta raggiungendo proporzioni senza precedenti. In megalopoli come Tokyo, San Paolo, Giacarta, Lagos e New York milioni di persone vivono a stretto contatto. Tuttavia, vivere in societ\u00e0 di massa non \u00e8 n\u00e9 adatto alla specie n\u00e9 salutare. Il sovraffollamento favorisce lo sviluppo di malattie mentali e porta a disturbi di comportamento.<\/strong><\/p>\n<p>Anche nelle metropoli europee le persone sono ammassate le une sulle altre, ma mentre il fantasma della sovrappopolazione globale \u00e8 fonte di preoccupazione, la convivenza nei confini delle citt\u00e0 non viene messa in discussione. Ci si aspetta che le persone facciano i conti con la &#8220;mancanza di spazio&#8221; artificiale, riflesso dei rapporti di propriet\u00e0 e potere. Le citt\u00e0 sono ottimizzate a questo scopo. Devono diventare intelligenti, belle, pulite e naturalmente sicure.<\/p>\n<p>Meno auto, pi\u00f9 biciclette, meno asfalto, pi\u00f9 prati, sempre pi\u00f9 controlli, sempre meno libert\u00e0, brevi distanze per raggiungere il supermercato e la farmacia, qualche albero in vaso, energia verde, ripari per i senzatetto, bunker dell&#8217;apocalisse per i ricchi, tranquillanti e \u201ctittytainment\u201d per tutti (termine inglese derivato dalle parole &#8220;tits&#8221; (tette) e \u201centertainment\u201d (intrattenimento), cio\u00e8 l&#8217;allattamento al seno materno, gesto di condizionamento che rende il bambino dipendente dalla madre, per creare un sentimento di sicurezza, uno stato di sonnolenza e letargia, N.d.T.). Tutto segue una logica economica che accetta l&#8217;estinzione sociale. Ma c&#8217;\u00e8 una cosa che non deve accadere lungo il percorso: che la gente si renda conto del fatto di essere superflua e si ribelli.<\/p>\n<h3><strong>Compattazione. Lavoro. \u201cImpieghi di merda\u201d.<\/strong><\/h3>\n<p>Il 50% delle persone vive su appena il 2-3% della superficie disponibile e la popolazione mondiale, attualmente di circa 8 miliardi di persone, continua ad essere stipata in sempre meno spazio. Entro il 2050, il 70% dei quasi 9 miliardi di abitanti del mondo vivr\u00e0 in aree urbanizzate. (1) Negli Stati Uniti, oltre l&#8217;83% della popolazione vive gi\u00e0 in citt\u00e0, in Germania la percentuale \u00e8 di circa il 75%. (2) A Berlino, la citt\u00e0 pi\u00f9 popolosa della Germania, circa 3,8 milioni di abitanti sono concentrati in un&#8217;area di 892 chilometri quadrati. A Tokyo, attualmente la megalopoli con il maggior numero di abitanti, 9,6 milioni di persone vivono su 628 chilometri quadrati, una superficie pari a circa il doppio di quella di Brema.<\/p>\n<p>Le ragioni di questa concentrazione di persone in aree ristrette sono da ricercare principalmente nel cambiamento dell&#8217;economia. L&#8217;urbanizzazione \u00e8 iniziata a met\u00e0 del XVIII secolo con la transizione dalle societ\u00e0 agricole all&#8217;era industriale. La produzione, la distribuzione, il consumo e il lavoro umano si sono concentrati nelle citt\u00e0. Si sono creati posti di lavoro e con essi prospettive di reddito e prosperit\u00e0. Con il progredire dell&#8217;automazione e l&#8217;ottimizzazione dei processi produttivi, la domanda di lavoro nell&#8217;industria, inizialmente elevata, \u00e8 diminuita e la manodopera si \u00e8 spostata verso il settore dei servizi.<\/p>\n<p>Nel 1970, ad esempio, la percentuale di persone impiegate nel settore terziario in Germania era pari al 45,1% della forza lavoro totale. Nel 2019 era del 74,5%. (3) Una carovana infinita di televenditori, agenti assicurativi, consulenti finanziari, banchieri, broker, lobbisti, avvocati ed esperti per qualsiasi cosa popola il Paese. A loro si aggiunge un esercito di manager e burocrati che gestiscono dati, cose e persone. Tutti hanno una cosa in comune: non producono nulla e non creano valore.<\/p>\n<p>L&#8217;agricoltura in Germania \u00e8 praticamente automatizzata. Le macchine e i robot si sono impadroniti della produzione, i programmi informatici e l&#8217;intelligenza artificiale stanno penetrando nel settore dei servizi e assumono compiti di routine. Anche se le dichiarazioni ufficiali dipingono un quadro diverso, il bisogno di manodopera umana sta diminuendo. Negli ultimi decenni il numero di disoccupati si \u00e8 ridotto grazie al lavoro part-time. Tuttavia, questo ha fatto s\u00ec che molte persone riescano a malapena a vivere con questo tipo di lavoro. (4)<\/p>\n<p>Inoltre, sono stati creati sempre pi\u00f9 lavori che non hanno alcun senso, se non quello di essere pagati per svolgerli. Gli esempi sono molti. L&#8217;antropologo David Graeber ha pubblicato nel 2018 un libro su questo fenomeno, il cui titolo dice tutto: \u201cBullshit Jobs\u201d (Lavori di merda). La risposta sul perch\u00e9 l\u2019aveva data 5 anni prima in un articolo per la rivista Strike!:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;\u00c8 come se ci fosse qualcuno che escogita ogni sorta di lavoro inutile solo per tenerci tutti occupati. Ed \u00e8 proprio qui la soluzione dell&#8217;enigma. Nel capitalismo, questo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che non dovrebbe accadere. (&#8230;) La risposta non \u00e8 chiaramente economica: \u00e8 morale e politica. La classe dominante ha capito che una popolazione contenta e produttiva, con tempo libero a disposizione, \u00e8 un pericolo mortale. (Pensate a quello che \u00e8 iniziato a succedere negli anni &#8217;60, quando si stava andando in quella direzione&#8221;). (5)<\/p><\/blockquote>\n<h3><strong>La societ\u00e0 20\/80<\/strong><\/h3>\n<p>Si potrebbe anche dire che coloro che sono impiegati nella societ\u00e0 di classe di oggi non sono inclini alla rivolta politica. I salariati, che possono solo vendere la loro forza lavoro, rimangono legati alla citt\u00e0 in un modo o nell&#8217;altro. Le masse barcollano verso la mancanza di prospettive. Nel XXI secolo la maggior parte di loro non \u00e8 necessaria per lavorare n\u00e9 in ufficio n\u00e9 davanti a una macchina, n\u00e9 a tempo pieno n\u00e9 per qualche ora. A causa della mancanza di reddito, non sono nemmeno utili come consumatori. Questo li rende praticamente superflui in senso economico, ma non devono rendersene conto.<\/p>\n<p>Hans-Peter Martin e Harald Schumann, nel loro libro del 1996 <em>&#8220;La trappola della globalizzazione: l&#8217;attacco alla democrazia e alla prosperit\u00e0\u201d<\/em> hanno sottolineato che in futuro il 20% della popolazione in et\u00e0 lavorativa sar\u00e0 sufficiente a far funzionare tutta l&#8217;economia globale. (6) Il restante 80% vivrebbe con il sostegno dello Stato o con qualche altra forma di welfare.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 20\/80 \u00e8 ancora lontana, ma costellazioni simili stanno diventando sempre pi\u00f9 comuni. Nel 2017, quasi l&#8217;8% della popolazione mondiale era disoccupato e circa il 30% era sottoccupato. In Paesi come la Grecia e la Spagna, la disoccupazione giovanile ha raggiunto un livello elevato: oltre il 30% non ha un lavoro. In Sudafrica, un giovane su due di et\u00e0 inferiore ai 34 anni \u00e8 disoccupato. (7) Si tratta di un fenomeno socialmente esplosivo. Cosa faranno tutti questi giovani? Aspetteranno tempi migliori?<\/p>\n<p>\u00c8 necessario distrarli, in modo che le persone per le quali non c&#8217;\u00e8 alcuna utilit\u00e0 possano sopportare la loro situazione e non pensino di cambiarla. Si dice che Zbigniew Brzezinski, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, abbia presentato la soluzione al primo Forum sullo Stato del Mondo a San Francisco nel 1995: &#8220;Tittytainment&#8221;. Un mix di intrattenimento di basso livello e alimentazione adeguata dovrebbe essere sufficiente a calmare una popolazione mondiale frustrata, ma questo da solo non basta. C&#8217;\u00e8 un&#8217;altra leva che viene utilizzata dalla classe dirigente e si trova nella &#8220;valle della paura&#8221; (8).<\/p>\n<h3><strong>La grande paura<\/strong><\/h3>\n<p>L&#8217;orrore affascina le persone, le attrae magicamente. Sono pronte a scatenare la loro psiche affrontandolo. Quando l&#8217;effetto della paura si attenua, la vita diventa tangibile. Nell&#8217;era della comunicazione digitale, in cui infuria la battaglia per l&#8217;attenzione, tutto ci\u00f2 che sembra adatto a scatenare una reazione viene attratto dai media come da una calamita, discusso come possibilit\u00e0 e approfondito. Trasmesso attraverso ogni canale di comunicazione possibile, ricevuto innumerevoli volte, duplicato e commentato in blog, giornali, Telegram, Facebook, WhatsApp, TikTok e altri media, l&#8217;effetto \u00e8 amplificato e il buon senso viene messo da parte da una valanga di informazioni spazzatura.<\/p>\n<p>Il fatto che nessuno, nemmeno gli intellettuali e i cosiddetti esperti che dovrebbero saperne di pi\u00f9, possa facilmente sfuggire alla &#8220;valle della paura&#8221; \u00e8 fondamentale per il controllo delle persone. Chi ha paura ha anche un bisogno individuale di &#8220;sicurezza&#8221;. Ancorato nella psiche come un istinto primordiale, il soddisfacimento di questo desiderio \u00e8 il meccanismo pi\u00f9 importante per l&#8217;assoggettamento dell&#8217;Homo sapiens. O per dirla in altro modo: chi stabilisce di cosa si debba aver paura e allo stesso tempo promette la redenzione dalla paura prescritta, domina la psiche delle persone e pu\u00f2 farne ci\u00f2 che vuole.<\/p>\n<p>L&#8217;interazione tra minaccia e redenzione, una sorta di controparte del paradiso o dell&#8217;inferno o di vita e morte, apre spazi di immaginazione e di pensiero per la societ\u00e0 nel suo complesso, in cui possono penetrare anche i pi\u00f9 improbabili scenari apocalittici: impatti di comete, supervulcani, alieni, fluttuazioni di temperatura, buchi nella stratosfera causati dalla lacca, robot in rivolta, virus killer. Alla fine, tutti sanno tutto e nessuno sa niente. Perch\u00e9 non \u00e8 successo nulla! L&#8217;apocalisse \u00e8 stata rimandata, resta solo il grande tremore, mentre si stende il tappeto rosso per il k.o. della civilt\u00e0.<\/p>\n<p>I problemi sostanziali, i cui effetti sono devastanti per tutte le societ\u00e0, vengono portati all&#8217;attenzione delle masse dai regimi a seconda delle necessit\u00e0, ma solo per tenere insieme il proprio gregge attraverso un falso &#8220;noi&#8221;. La guerra in Ucraina ne \u00e8 un esempio, cos\u00ec come la violenza in Medio Oriente. I protagonisti vengono prematuramente classificati in buoni e cattivi. Appelli come &#8220;Stop!&#8221;, &#8220;Fermate la distruzione!&#8221;, &#8220;No alla violenza!&#8221; affondano nel pantano della domanda totalizzante su da che parte stare. In questo modo, l&#8217;etica e la morale vengono eliminate.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la vita di tutti che conta, ma la sopravvivenza dei Buoni e dei pi\u00f9 Forti o dei Migliori. Noi contro loro, io o tu, la &#8220;sopravvivenza del pi\u00f9 adatto&#8221;. In un mondo di abbondanza che pu\u00f2 permettersi di buttare nella spazzatura 1,3 miliardi di tonnellate di cibo all&#8217;anno (9), mentre 30.000 persone muoiono di fame ogni giorno, questo \u00e8 l&#8217;espressione di un disorientamento che serve solo alla classe che teme l&#8217;orientamento. Per loro la pace in tutte le sue forme \u00e8, per usare l&#8217;espressione di David Graeber, un pericolo mortale. Perch\u00e9 i molti che stanno in basso potrebbero rendersi conto che le cose non possono andare peggio senza i pochi che stanno in alto.<\/p>\n<h3><strong>Lotta. Conflitto. Dissoluzione.<\/strong><\/h3>\n<p>Nelle societ\u00e0 sempre pi\u00f9 dense stanno emergendo sempre pi\u00f9 unit\u00e0 amministrative. Servono come punti di contatto per trovare un alloggio, cercare lavoro, richiedere gli assegni familiari e cos\u00ec via. Questo sembra positivo e idealmente dovrebbe esserlo. Tuttavia, le persone urbanizzate possono fare sempre meno da sole. Il dominio funzionale dell&#8217;amministrazione sta diventando evidente. Ci\u00f2 che sembra irrilevante nei singoli casi ha effetti molto significativi. La burocrazia non \u00e8 in grado di risolvere obiettivi generali, cio\u00e8 problemi che riguardano tutti. Questo \u00e8 a favore del neoliberismo, che si \u00e8 diffuso in tutto il mondo come un velo scuro e sta portando all&#8217;estremo lo sfruttamento delle persone e della natura. Nulla viene risparmiato, tutto diventa merce. E le merci si vendono meglio quando scarseggiano.<\/p>\n<p>Gli spazi urbani e la sfera digitale si stanno rivelando dei crogioli ideali. In essi, tutti competono con tutti, ovunque e in ogni momento, per ogni cosa: spazio abitativo, parcheggi, appuntamenti dal medico, posti all&#8217;asilo nido, posti di lavoro, numeri di like su Facebook o Instagram e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>In questo ambiente non esiste un &#8220;noi&#8221;, ma solo un &#8220;io&#8221;. Questo \u00e8 fatale per l&#8217;interazione sociale. I valori condivisi, se ancora esistono, si perdono. La dissoluzione delle strutture sociali \u00e8 completa quando si cerca nell&#8217;altro solo un valore di utilit\u00e0, ma non si riconosce pi\u00f9 il suo valore intrinseco.<\/p>\n<p>Uno dei risultati \u00e8 il conflitto, la guerra su piccola scala. Viene coltivato come una pianta preziosa; dopo tutto, c&#8217;\u00e8 un enorme esercito di avvocati da sfamare. Solo in Germania gli avvocati ammessi all&#8217;albo sono oltre 165.000. Il loro numero \u00e8 circa triplicato da quando la DDR \u00e8 entrata a far parte della Repubblica Federale Tedesca. (10)<\/p>\n<p>La lotta competitiva viene portata in ogni angolo sotto lo pseudonimo di &#8220;competizione&#8221;. Tuttavia, la &#8220;competizione&#8221; non conosce perdenti, ma \u00e8 un ciclo di sfida, tentativo, fallimento o successo, miglioramento e nuova sfida organizzato congiuntamente da agonista e antagonista. Se non c&#8217;\u00e8 una controparte o se un partner domina permanentemente l&#8217;altro, la competizione \u00e8 finita e si compete solo con se stessi.<\/p>\n<p>Il mondo emotivo \u00e8 devastato. Il consumo prende il posto dell&#8217;amore, dell&#8217;affetto e della tenerezza. Il dolore emotivo viene anestetizzato con le pillole, l&#8217;incoraggiamento e la vicinanza vengono cercati nel vuoto digitale. Il rapporto con il destino e la morte viene assicurato. La compassione lascia il posto all&#8217;indifferenza, la disponibilit\u00e0 all&#8217;imbambolamento. L&#8217;ego diventa sempre pi\u00f9 smussato.<\/p>\n<p>L&#8217;alienazione dagli altri e da se stessi ha superato il punto di fusione. La psiche \u00e8 in agonia. Lo stato mentale dell&#8217;umanit\u00e0 ha raggiunto un livello allarmante. Nel 2019, l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS) ha sottolineato che un miliardo di persone vive con una malattia mentale. Secondo l&#8217;OMS, questa cifra \u00e8 aumentata significativamente durante la pandemia da covid. (11) I disturbi da depressione e ansia sono aumentati. Le cause sono molteplici: molestie, abusi, bullismo, violenza, richieste eccessive, stress persistente ecc. La soluzione offerta \u00e8 quella di integrare la condizione nella normalit\u00e0 sociale, il che \u00e8 utile per tutti coloro che ne sono affetti e di investire nel trattamento. Il problema rimane e si apre un nuovo mercato con opportunit\u00e0 future.<\/p>\n<h3><strong>Il paradiso dei topi<\/strong><\/h3>\n<p>In queste circostanze, sembra comprensibile che le citt\u00e0 diventino intelligenti, belle e pulite. Questo \u00e8 rilassante e facile per i nervi, a patto che ci sia abbastanza spazio per tutti, cosa che gi\u00e0 non avviene. Lo scienziato comportamentale statunitense John B. Calhoun (1917-1995) ha studiato le questioni relative alla crescita della popolazione. Ha osservato gli effetti del sovraffollamento sul comportamento sociale di topi e ratti. In uno dei suoi esperimenti pi\u00f9 famosi, &#8220;Universo 25&#8221;, ha creato un ambiente di vita ideale per gli animali da laboratorio. (12) Il &#8220;paradiso dei topi&#8221;, una prigione di lusso da cui non c&#8217;era via di scampo per i roditori, si \u00e8 trasformata nel tempo prima in un manicomio e poi in un inferno.<\/p>\n<p>In questo &#8220;universo&#8221;, strategie di sopravvivenza come la fuga o la ricerca di cibo erano obsolete. Non c&#8217;erano predatori e non c&#8217;era penuria. I materiali da costruzione per i nidi, il cibo e l&#8217;acqua erano abbondanti. I topi ricevevano cure mediche, le loro gabbie venivano pulite regolarmente e persino il clima era ottimizzato per una perfetta &#8220;esistenza da topo&#8221;. (13) Solo lo spazio nel recinto, che aveva la forma di una vasca, era limitato. Pareti alte 1,40 metri circondavano l&#8217;area di base di circa 6,6 metri quadrati.<\/p>\n<p>I topi si riproducevano a piacimento e la popolazione cresceva. Al suo apice, ha raggiunto i 2.200 animali. Meno spazio c&#8217;era per ogni animale, pi\u00f9 emergevano modelli di comportamento anormali e distruttivi. Calhoun chiamava &#8220;i belli&#8221; gli individui passivi che si ritiravano da tutte le interazioni sociali in una situazione di sovraffollamento. Erano preoccupati solo di se stessi.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto. Calhoun osserv\u00f2, ad esempio, un crescente abbandono della prole, iperattivit\u00e0, aumento dell&#8217;aggressivit\u00e0, devianza sessuale e cannibalismo. All&#8217;ipersessualizzazione segu\u00ec l&#8217;asessualit\u00e0. La riproduzione diminu\u00ec, la mortalit\u00e0 aument\u00f2, la violenza casuale entr\u00f2 in scena. Il comportamento patologico, che da tempo era sfuggito a ogni controllo, si intensific\u00f2. La societ\u00e0 dei topi and\u00f2 letteralmente in pezzi.<\/p>\n<p>Nel 1962, Calhoun pubblic\u00f2 l&#8217;articolo &#8220;Densit\u00e0 della popolazione e patologia sociale&#8221; sulla rivista &#8220;Scientific American&#8221;. In esso conclude che la sovrappopolazione comporta il collasso sociale, seguito dall&#8217;estinzione. Calhoun descrisse il collasso totale del comportamento derivante dal sovraffollamento con il termine di &#8220;fogna del comportamento&#8221;.<\/p>\n<h3><strong>Ultima uscita verso il villaggio<\/strong><\/h3>\n<p>Va sottolineato che ci\u00f2 che vale per i topi non \u00e8 un modello per l&#8217;umanit\u00e0. La Terra \u00e8 troppo grande e la popolazione umana troppo piccola per questo, ma \u00e8 una questione di principio, perch\u00e9 la concentrazione in uno spazio ristretto \u00e8 il veleno. E questo non si neutralizza con pi\u00f9 biciclette, meno asfalto o qualche albero in vaso.<\/p>\n<blockquote><p><em>&#8220;Il paragone non \u00e8 che il sovraffollamento nei topi porti a una certa perdita di comportamento, ma che ci\u00f2 avvenga anche negli esseri umani. Il paragone \u00e8 che il sovraffollamento porta a un crollo del comportamento, a partire dai comportamenti pi\u00f9 complessi per quella specie. Ci\u00f2 che \u00e8 complesso per un topo sar\u00e0 molto diverso da ci\u00f2 che \u00e8 complesso per un uomo&#8221;. (14)<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>La soluzione sembra banale, ma \u00e8 ovvia: agire in modo aciclico e liberare le persone nella natura. Il denaro non \u00e8 un problema. Invece di investire somme enormi per trasformare le citt\u00e0 in mega e smart city e sprecare miliardi di euro in carri armati, jet da combattimento e lanciarazzi, possiamo investire massicciamente nella vastit\u00e0 delle aree rurali.<\/p>\n<p>Esistono le possibilit\u00e0 organizzative e logistiche per fornire risorse, energia, materiali da costruzione, connessioni internet e tutto ci\u00f2 che serve per far rivivere le piccole comunit\u00e0 di villaggio abbandonate o per crearne di nuove. Questi nuovi villaggi, descritti in dettaglio dal laboratorio del futuro GIVE (15), possono creare strutture produttive proprie e sviluppare cicli economici che consentano loro di essere autosufficienti, ma anche di cooperare ampiamente e persino di impegnarsi nel commercio globale.<\/p>\n<p>Si tratta di un programma di rinaturalizzazione della propria specie, in cui una sfida ci attende fin dall&#8217;inizio: consentire l&#8217;idea che sia possibile e socialmente necessario distribuire terre in tutto il mondo e costruire villaggi per evitare l&#8217;estinzione sociale nelle gabbie dorate.<\/p>\n<h3><strong>Fonti e note<\/strong><\/h3>\n<p>(1) Zukunftsinstitut: Megatrend Documentation; Urbanisation: The city of tomorrow. Su <a href=\"https:\/\/www.zukunftsinstitut.de\/artikel\/urbanisierung-die-stadt-von-morgen\">https:\/\/www.zukunftsinstitut.de\/artikel\/urbanisierung-die-stadt-von-morgen<\/a><\/p>\n<p>(2) Statista (20.9.2023): Grado di urbanizzazione negli USA dal 2012 al 2022. Su <a href=\"https:\/\/de.statista.com\/statistik\/daten\/studie\/165800\/umfrage\/urbanisierung-in-den-usa\">https:\/\/de.statista.com\/statistik\/daten\/studie\/165800\/umfrage\/urbanisierung-in-den-usa<\/a><\/p>\n<p>(3) Agenzia federale per l&#8217;educazione civica (28\/11\/2020): Situazione sociale in Germania. Forza lavoro per settore economico. All&#8217;indirizzo <a href=\"https:\/\/www.bpb.de\/kurz-knapp\/zahlen-und-fakten\/soziale-situation-in-deutschland\/61698\/erwerbstaetige-nach-wirtschaftssektoren\">https:\/\/www.bpb.de\/kurz-knapp\/zahlen-und-fakten\/soziale-situation-in-deutschland\/61698\/erwerbstaetige-nach-wirtschaftssektoren<\/a><\/p>\n<p>(4) Reiner Wein (29 ottobre 2021): Classificazione: Il buon lavoro e i dettami del valore aggiunto. Su <a href=\"https:\/\/www.reiner-wein.org\/einordnung-gute-arbeit-und-das-diktat-des-mehrwerts\">https:\/\/www.reiner-wein.org\/einordnung-gute-arbeit-und-das-diktat-des-mehrwerts<\/a><\/p>\n<p>(5) Strike! (agosto 2013, 3a edizione): Sul fenomeno dei lavori di merda: uno sproloquio sul lavoro. Su <a href=\"https:\/\/strikemag.org\/bullshit-jobs\">https:\/\/strikemag.org\/bullshit-jobs<\/a><\/p>\n<p>(6) Hans-Peter Martin e Harald Schumann: &#8220;Die Globalisierungsfalle: Der Angriff auf Demokratie und \u00a0\u00a0\u00a0Wohlstand&#8221; (Rowohlt Verlag 1996).<\/p>\n<p>(7) Deutsche Welle (15 marzo 2023): La crisi del lavoro in Africa: sempre pi\u00f9 giovani senza lavoro. Su <a href=\"https:\/\/www.dw.com\/de\/afrikas-arbeitskrise-immer-mehr-junge-leute-ohne-stelle\/a-64987935\">https:\/\/www.dw.com\/de\/afrikas-arbeitskrise-immer-mehr-junge-leute-ohne-stelle\/a-64987935<\/a><\/p>\n<p>(8) Nella psicologia della personalit\u00e0, la &#8220;valle della paura&#8221; descrive il confronto volontario delle persone con situazioni disgustose o altamente spiacevoli che causano loro ansia. Si ipotizza che venga provocata una controreazione, che si verifica dopo il superamento della situazione di paura, con conseguente intensificazione della sensazione di vita.<\/p>\n<p>(9) Nazioni Unite: Food Waste Index Report 2021. su <a href=\"https:\/\/wedocs.unep.org\/handle\/20.500.11822\/35280\">https:\/\/wedocs.unep.org\/handle\/20.500.11822\/35280<\/a><\/p>\n<p>(10) Statista (13 novembre 2023): Numero di avvocati abilitati in Germania dal 1950 al 2023. su <a href=\"https:\/\/de.statista.com\/statistik\/daten\/studie\/37293\/umfrage\/entwicklung-der-zahl-zugelassener-rechtsanwaelte\">https:\/\/de.statista.com\/statistik\/daten\/studie\/37293\/umfrage\/entwicklung-der-zahl-zugelassener-rechtsanwaelte<\/a>\u00a0 (visitato il 16\/12\/2023).<\/p>\n<p>(11) Zeit Online (17 giugno 2022): L&#8217;OMS registra un forte aumento delle malattie mentali a causa della corona. Su <a href=\"https:\/\/www.zeit.de\/gesellschaft\/zeitgeschehen\/2022-06\/psychische-gesundheit-corona-who\">https:\/\/www.zeit.de\/gesellschaft\/zeitgeschehen\/2022-06\/psychische-gesundheit-corona-who<\/a><\/p>\n<p>(12) Istituto di Storia della Scienza (17 maggio 2022): Paradiso dei topi o inferno dei topi? Su <a href=\"https:\/\/www.sciencehistory.org\/stories\/magazine\/mouse-heaven-or-mouse-hell\">https:\/\/www.sciencehistory.org\/stories\/magazine\/mouse-heaven-or-mouse-hell<\/a><\/p>\n<p>(13) Cabinet Magazine (2011, numero 42): The Behavioural Sink &#8211; Gli universi dei topi di John B. Calhoun. Su <a href=\"https:\/\/www.cabinetmagazine.org\/issues\/42\/wiles.php\">https:\/\/www.cabinetmagazine.org\/issues\/42\/wiles.php<\/a><\/p>\n<p>(14) The Life &amp; Works of Population Researcher John B. Calhoun. Su <a href=\"https:\/\/johnbcalhoun.com\">https:\/\/johnbcalhoun.com<\/a><\/p>\n<p>(15) Il progetto &#8220;Globally Integrated Village Environment&#8221; (GIVE) si occupa dello spazio abitativo del futuro, in cui la telematica e la tecnologia dell&#8217;informazione consentono ancora una volta di creare unit\u00e0 abitative su piccola scala, sostenibili e vicine alla natura. Homepage: <a href=\"http:\/\/give.at\/\">http:\/\/give.at\/<\/a><\/p>\n<p><em>Traduzione dal tedesco di Thomas Schmid. Rilettura di Anna Polo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La popolazione mondiale continua a crescere e l&#8217;urbanizzazione sta raggiungendo proporzioni senza precedenti. In megalopoli come Tokyo, San Paolo, Giacarta, Lagos e New York milioni di persone vivono a stretto contatto. 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