{"id":178994,"date":"2015-04-23T10:49:55","date_gmt":"2015-04-23T09:49:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=178994"},"modified":"2015-04-23T10:50:11","modified_gmt":"2015-04-23T09:50:11","slug":"ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/","title":{"rendered":"Ignacio Ramonet: dobbiamo essere capaci di elaborare discorsi che seducano"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Pubblichiamo il testo dell&#8217;intervista a Ignacio Ramonet, realizzata a Quito, in Ecuador nell&#8217;ambito del Forum di comunicazione per l&#8217;integrazione di Nuestramerica.<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La discussione su Internet<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00c8 una problematica nuova rispetto alla predominanza\u00a0dei media che \u00e8 qualcosa che cominciamo a riconoscere e che ormai stavamo gi\u00e0 studiando da qualche tempo. Ci\u00f2 che emerge ora \u00e8 la relazione con i social network, come Twitter, Facebook, ecc. Questi da un lato ci hanno dato un margine di libert\u00e0 importante, ci hanno permesso di essere indipendenti, di emanciparci dal rapporto con i grandi mezzi di comunicazione di massa. O almeno abbiamo questa illusione. Inoltre, hanno promosso la nascita di una democratizzazione mediatica, nella misura in cui adesso ogni cittadino, ogni cittadina ha la possibilit\u00e0 di interagire, e non solo essere passivo di fronte ai grandi media tradizionali.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Tuttavia sta sorgendo adesso un nuovo problema, in quanto, se uso le reti sociali, contribuisco al consolidamento, al rafforzamento, all&#8217;arricchimento di un\u00a0settore\u00a0che \u00e8 oggi l&#8217;equivalente di ci\u00f2 che erano i grandi gruppi mediatici negli anni ottanta, novanta, duemila. Ad esempio, quanto pi\u00f9 utilizzo Facebook, e quanto pi\u00f9 numerosi sono coloro che utilizzano Facebook, tanto pi\u00f9 questa azienda vede salire la propria quotazione alla borsa di New York. D&#8217;altra parte, tutte le grandi aziende di Internet sono aziende statunitensi. In fondo, mi confronto\u00a0con un&#8217;impresa localizzata, il rapporto continua ad essere uno di dipendenza totale, pi\u00f9 di quello che potrebbe essere rispetto ad un mezzo di comunicazione dominante, non so, ecuadoriano, se io sono ecuadoriano o brasiliano, se sono brasiliano. Per fare un esempio, un brasiliano dipende da Rede Globo per l&#8217;informazione. Bene, pu\u00f2\u00a0liberarsi di questa dipendenza grazie all&#8217;uso di Twitter, ma ora dipende da Twitter, e Twitter \u00e8 americano, non certo brasiliano.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Sappiamo inoltre (attraverso le rivelazioni di importanti vigilanti dell\u2019informazione come Julian Assange o Edward Snowden) che quanto pi\u00f9 usiamo queste aziende, quanto pi\u00f9 ricorriamo, ad esempio, a Facebook, tanto pi\u00f9 forniamo loro informazioni su noi stessi. E cosa fanno queste aziende con queste informazioni? Le vendono. Le vendono a imprese commerciali che poi ci propongono l\u2019acquisto dei loro prodotti, vestiti, scarpe, automobili, libri, vacanze, e cos\u00ec via. Ma anche, molto semplicemente, [le vendono] al Dipartimento di Stato, in modo che questi sappia cosa pensiamo, cosa leggiamo, come reagiamo di fronte a un certo tipo di idee politiche, di ideologie, di religioni&#8230; Oppure, ancor peggio, passano le informazioni all&#8217;Agenzia di spionaggio americana,\u00a0per dire, cio\u00e8 la NSA, l\u2019Agenzia di sicurezza nazionale, come Snowden ha dimostrato a proposito del sistema PRISM, un sistema che raccoglie ogni tipo di informazioni: quando si parla al telefono, quando scriviamo messaggi sul nostro computer, quando ci scambiamo messaggi con WhatsApp, quando inviamo foto via Instagram, e cos\u00ec via.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Dunque, rispetto alla dipendenza dai grandi gruppi dell&#8217;industria culturale negli anni settanta, dai grandi gruppi dei mass media negli anni novanta, contro cui avevamo lottato, abbiamo da un lato guadagnato libert\u00e0, perch\u00e9 ora siamo noi stessi i produttori mentre prima eravamo solo consumatori, ma allo stesso tempo, mentre produciamo stiamo vendendo noi stessi a quelli che ora ci possono controllare molto meglio in quanto ci spiano e ci sorvegliano. Quindi, una riflessione, almeno su questo problema, si impone.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Gruppi mediatici tradizionali e Internet come &#8220;comunicazione di massa&#8221;<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Le masse stanno scomparendo. Noi lavoriamo sulla base di un concetto che \u00e8 quello di mass media, di grandi mezzi di comunicazione di massa. Ma poi, nella realt\u00e0, sempre pi\u00f9 spesso questa espressione definisce qualcosa che non esiste pi\u00f9. Non ci sono pi\u00f9 mezzi di comunicazione realmente di massa. Non esiste nessun canale televisivo negli Stati Uniti che possa attirare in qualsiasi momento, per dire, 30 milioni di persone, in un paese di 250 milioni di abitanti. Naturalmente, un gruppo di canali potrebbe riuscirci, ma non un unico canale. Ossia, la massa sta scomparendo, sta diventando sempre pi\u00f9 impalpabile. Le masse scompaiono dai media in quanto questi vanno diventando sempre pi\u00f9 individualistici, cos\u00ec come consumo e produzione di informazione diventano sempre pi\u00f9 individualistici. Tanto per fare un esempio: il presidente Obama, nella sua seconda campagna elettorale, non ha concesso interviste a nessuna stazione televisiva. Ha rilasciato, s\u00ec, interviste ad alcuni giornali, ma sappiamo che i giornali non sono pi\u00f9 giornali di massa. Il Washington Post o il New York Times hanno ora qualche\u00a0centinaio di migliaia di lettori. Il Washington Post \u00e8 stato acquistato da Jeff Bezos di Amazon per una cifra simbolica. I giornali stanno perdendo il proprio pubblico in modo massiccio. E cosa ha fatto Obama? Ci\u00f2 che ha fatto \u00e8 stato comunicare tramite Twitter, perch\u00e9 ha 47 milioni di seguaci su Twitter, e non c&#8217;\u00e8 oggi nessun canale televisivo in grado, negli Stati Uniti, di riunire tutti in una volta 47 milioni di telespettatori.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Questo, naturalmente, ci impone di ripensare il rapporto con le masse, giusto? E questa scomparsa delle masse fa s\u00ec che quando parliamo di social network, ad esempio, dobbiamo riconoscere che le masse scompaiono in quanto la rete sociale si rivolge solo ai miei amici, qualche migliaio in tutto. Questo, tuttavia, non impedisce che ognuno di quegli amici\/amiche faccia rimbalzare le informazioni fino a che, alla fin fine, abbiamo raggiunto la massa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Nelle reti sociali, i cosiddetti social network, il meccanismo effettivamente \u00e8 pi\u00f9 quello da persona a persona che non da un punto alla massa. Cosa succede in realt\u00e0 \u00e8 che quelle persone, in principio isolate, ad un certo punto si riuniscono. \u00c8 quello che io chiamo &#8220;la logica dello sciame&#8221;; ovvero l&#8217;apparizione saltuaria della massa. Cos\u00ec come, di solito, si vedono api o vespe che vanno solitarie di fiore in fiore, per poi, occasionalmente, raccogliersi a formare uno sciame: lo sciame si trasforma allora in un pericoloso animale selvatico che pu\u00f2 ucciderti, cosa che invece una singola vespa non pu\u00f2 fare. \u00c8 questo fenomeno, la \u201clogica dello sciame &#8220;, a permetterci, oggi, attraverso i social network, di riunire centinaia di migliaia di persone, convocarle per qualcosa di preciso. Anche se tra loro non si conoscono, anche se non c\u2019\u00e8 un leader, senza un programma, si ritrovano tuttavia nella stessa piazza per protestare contro qualcosa, una dittatura, per esempio. Questo \u00e8 il meccanismo alla base di ci\u00f2 che \u00e8 stato chiamato Primavera araba, o le proteste degli Indignatos, Occupy Wall Street o le &#8220;rivoluzioni di colore&#8221;.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Le possibilit\u00e0 di un decentramento<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Allora, cosa vediamo? Vediamo che i grandi media nei paesi sviluppati hanno sempre maggior difficolt\u00e0 a presentare bilanci in equilibrio. Prendiamo l\u2019informazione della carta stampata: non c&#8217;\u00e8 oggi,\u00a0 in tutto il mondo, un solo giornale della carta stampata che faccia profitti. La norma \u00e8 andare in perdita; la norma \u00e8 licenziare i lavoratori (compresi i giornalisti); la norma \u00e8 quella di ridurre le pagine: uno scivolo che porta alla chiusura dei giornali. Al momento centinaia (se non migliaia) di giornali hanno gi\u00e0 chiuso, o esistono solo su Internet (online), avendo eliminato la versione cartacea. Questa \u00e8 la logica. Ora, quella stessa logica \u00e8 arrivata alla televisione. La televisione sta perdendo il pubblico di massa. Man mano che perde pubblico di massa, diminuisce la pubblicit\u00e0. Con meno pubblicit\u00e0, ci sono meno risorse; ed essendoci meno risorse, ovviamente, le trasmissioni sono di minore qualit\u00e0. Si vedono cos\u00ec emergere entit\u00e0 nuove, diverse. Ad esempio, abbiamo produttori televisivi o cinematografici che fino ad ora erano solo noleggiatori di video, come Netflix. Bene, hanno smaterializzato i video, che adesso si possono o affittar tramite il computer o il proprio televisore, e Netflix \u00e8 diventato un produttore cos\u00ec importante che ora produce spettacoli TV (tutti conoscono House of Cards).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Da ci\u00f2 vediamo dunque che nuove figure arrivano alla TV, mentre i grandi gruppi si vanno smantellando. Cosa sta avvenendo? Questi gruppi non scompaiono. Vengono comprati da gente che, evidentemente, non li compra per fare soldi, che era la logica che dominava questi gruppi, la logica pi\u00f9 importante. Poteva esserci anche un\u2019altra logica, certo, ma la pi\u00f9 importante era la logica del guadagno, quella di Rupert Murdock, per dire, proprietario del pi\u00f9 importante conglomerato mediatico del mondo, il proprietario del canale televisivo Fox negli Stati Uniti, il proprietario del Wall Street Journal, ecc. Allora, quella logica basata su, &#8220;quanti pi\u00f9 giornali ho, quante pi\u00f9 radio posseggo, quante pi\u00f9 televisioni posseggo, quante pi\u00f9 case editrici, quante pi\u00f9 squadre di calcio o di baseball, quanti villaggi di intrattenimento ecc., tanti pi\u00f9 soldi guadagner\u00f2&#8221;, questa logica sta scomparendo perch\u00e9 non si fanno pi\u00f9 profitti con i media, con qualche eccezione. E con i libri ancor meno.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Allora, chi li compra? Questo \u00e8 interessante: a comprare queste testate sono i magnati di Internet, quelli che stanno facendo soldi con Facebook, con WhatsApp, con Amazon, con Apple. Lo fanno per il profitto? No. Perch\u00e9 il profitto viene loro da quelle imprese su Internet. Lo fanno solo per avere influenza. Poich\u00e9 avere influenza \u00e8 un ulteriore lusso ricercato da un oligarca ell\u00ececonomia oggi. Un oligarca vuole possedere tanto denaro, ma vuole anche avere influenza per negoziare con i leader politici, per negoziare con i propri partner economici, con altre aziende, e cos\u00ec via. E, al momento, possedere un mezzo di comunicazione \u00e8, come dire, come uno status symbol, come un titolo universitario. In realt\u00e0, tutti sanno che i docenti universitari guadagnano molto poco, hanno salari molto bassi. Per non parlare della pensione.\u00a0Quindi, si guadagna molto poco. E tuttavia, dire &#8220;Io sono un laureato&#8221;, fa ancora colpo su alcune persone.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Non \u00e8 un lusso di poco conto. In realt\u00e0, dire &#8220;sono il proprietario del Washington Post&#8221;, questo altroch\u00e9 se fa colpo, anche se \u00e8 un giornale che praticamente non si vende, che ogni giorno vende meno, che non pu\u00f2 permettersi buoni giornalisti per mancanza di risorse, che sopravvive sul proprio passato, sulla propria leggenda. Ovviamente, perch\u00e9 si pensa al Washington Post che ha fatto cadere Nixon, al Washington Post dello scandalo Watergate, giusto? Ma oggi il Washington Post \u00e8 un quotidiano quasi locale, ha pochissima influenza internazionale. E arriviamo al punto per quanto riguarda la domanda: s\u00ec, i gruppi si stanno sgretolando e purtroppo cadono nelle mani degli oligarchi finanziari ed economici. Tutte le grandi testate della stampa francese (Io vivo a Parigi) la stampa parigina in particolare, appartengono a questi oligarchi. Possono anche essere ben intenzionati, non tutti gli oligarchi sono per definizione malintenzionati, magari intendono fare una buona informazione. Alcuni possono persino credere in alcune delle cose in cui crediamo noi: che non pu\u00f2 esserci buona democrazia se non c&#8217;\u00e8 una buona informazione, una buona stampa, e che una buona informazione \u00e8 una dimensione fondamentale della democrazia, perch\u00e9 \u00e8 ci\u00f2 che permette ai cittadini di avere elementi di discussione, e non solo sentimenti o emozioni di cui parlare, di poter discutere sulla base di fatti. Da dove provengono ai cittadini i fatti? Essenzialmente, dai mezzi di comunicazione. I media sono quelli che producono i fatti. Se i fatti sono falsi, falsificati, nascosti, il dibattito \u00e8 falsificato. E quindi, tutti abbiamo bisogno di una pluralit\u00e0 di media in democrazia, media che siano vitali, affidabili, che ci forniscano fatti e non tante opinioni (che come sapete, \u00e8 molto facile costruire), fatti in base ai quali ognuno\u00a0pu\u00f2 decidere in funzione di ci\u00f2 che sente, crede, pensa&#8230;<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La guerra mediatica contro il progressismo in America Latina<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La guerra dei media \u00e8 relativamente antica, ma negli ultimi quindici anni \u00e8 andata esacerbandosi contro i governi progressisti. Ad esempio, Cuba subisce tale guerra mediatica da oltre 50 anni. Le\u00a0autorit\u00e0 cubane hanno dovuto saper rispondere, imparando a sviluppare una controffensiva per imporre la verit\u00e0 di fronte alle innumerevoli manipolazioni rivolte, in particolare, contro le politiche condotte dai diversi governi cubani rivoluzionari. Tra queste controffensive, c&#8217;\u00e8 la creazione di Prensa Latina. Allo stesso modo, negli ultimi quindici anni, cosa \u00e8 avvenuto in America Latina in termini di controffensiva contro questa guerra mediatica? Bene, c&#8217;\u00e8 stata, ad esempio, la nascita\u00a0di TeleSUR, che \u00e8 molto importante. Non c\u2019era in precedenza nessun canale di informazione n\u00e9 di diffusione della cultura latino-americana che fornisse\u00a0agli americani un\u00a0punto di vista\u00a0latinoamericano proposto da latino-americani. Essenzialmente, il discorso latino-americano. In America latina erano i canali americani, tra cui la CNN, a detenere questo monopolio. Poi c\u2019\u00e8 stato l\u2019avvento di un gruppo di paesi riformatori latino-americani.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Questi hanno a loro volta sviluppato quelli che potrebbero essere chiamati mezzi di informazione pubblici. In pratica, la televisione pubblica. Dove non c\u2019erano, sono stati creati, mentre dove gi\u00e0 erano presenti, sono state assegnate loro maggiori risorse per potenziarli. Si sono sviluppate anche radio comunitarie, per le quali si\u00a0sono trovate risorse. In altre parole, i governi riformatori sono partiti dal principio che, effettivamente, bisognava creare una democrazia dell\u2019informazione l\u00ec dove c\u2019era un monopolio di privati, e che per di pi\u00f9 questi\u00a0mezzi privati erano ideologicamente impegnati in una sorta di crociata conservatrice contro i governi progressisti. Oggi, e su questo stiamo cercando di riflettere, le reti sociali svolgono un ruolo fondamentale, sono in grado di mobilitare la societ\u00e0. A volte lo fanno in modo tale che sembra, diciamo cos\u00ec, un passatempo tra amici: &#8220;Andiamo in piazza a protestare\u201d. Ha in s\u00e9 qualcosa di festante, di allegro, e anche qualcosa di inoffensivo, che \u00e8 lo scopo di questa manipolazione. Tutto questo \u00e8 stato molto progettato, molto meditato.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Io dico ai nostri amici, alle nostre amiche che ci ascoltano che \u00e8 necessario conoscere questa strategia, perch\u00e9 \u00e8 perfettamente definita con lo scopo di logorare i governi latinoamericani. C\u2019\u00e8 un libro di un pensatore americano, Gene Sharp, intitolato &#8220;Dalla dittatura alla democrazia&#8221;, nel quale per l\u2019appunto si sviluppano queste strategie come tecniche di disobbedienza, tecniche di manifestazioni di piazza apparentemente pacifiche, che \u00e8 quello che \u00e8 stato utilizzato ultimamente, in particolare, contro il governo del presidente Maduro (immediatamente dopo la sua elezione), ci\u00f2 che sta avvenendo ora in Brasile contro il presidente Dilma Rousseff (immediatamente dopo la sua elezione),quello che \u00e8 stato fatto anche in Argentina e in diversi paesi.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> Allora, oggi, cos\u00ec come i governi avevano a suo tempo\u00a0reagito creando canali televisivi latino-americani come TeleSUR, incoraggiando anche i media pubblici, radio e televisione e persino giornali, come per esempio in Ecuador, adesso, bisogna sviluppare le reti sociali. Le reti sono popolari, e la gente \u00e8 sociologicamente dalla parte dei governi progressisti, perch\u00e9 se cos\u00ec non fosse, questi\u00a0vincerebbero le elezioni, come hanno fatto negli ultimi sedici anni. Di conseguenza, qual \u00e8 l&#8217;obiettivo? L\u2019obiettivo delle forze conservatrici latino-americane o internazionali \u00e8, non potendo vincere le elezioni, fingersi democratici, cercare di trovare mezzi, sistemi, modi di indebolire o sconfiggere questi governi. Uno di questi metodi \u00e8 oggi proprio questo tipo di attacco sotto forma di sciame velenoso, di sciame pericoloso contro questi governi. Bisogna, semplicemente, armare il popolo con i social network, con gli argomenti delle reti sociali e scatenare una controffensiva proprio sui social network, visto che, in realt\u00e0, questi governi stanno portando avanti politiche molto generose, politiche di pace, di democrazia, di giustizia sociale, in altre parole stanno difendendo valori che potrebbero essere chiamati gandiani; sono valori oggi difesi dalla Chiesa cattolica, da Papa Francesco; valori molto positivi, molto costruttivi, molto umanistici. E questi valori, vale la pena di difenderli, evidentemente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La sostenibilit\u00e0 dei nuovi paradigmi della regione e cosa fare perch\u00e9 il consumismo non seduca la popolazione<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> Bisogna tener presente che qui entra in gioco anche la creativit\u00e0, la capacit\u00e0 di elaborare discorsi che possano galvanizzare gli altri. Se l&#8217;opposizione produce un discorso che seduce pi\u00f9 di quello del governo, a quel punto, cosa possiamo fare&#8230; abbiamo perso. Bisogna essere migliori, semplicemente essere pi\u00f9 creativi e costruttivi, dobbiamo avere maggior immaginazione, e cos\u00ec via. Questo da un lato. \u00c8 il libero gioco del dibattito democratico. D&#8217;altra parte bisogna anche partire dal presupposto che un importante cambiamento sociologico \u00e8 in atto in America Latina. Un grande cambiamento sociologico, in che senso? Quindici anni di governi progressisti, quindici anni di governi dell&#8217;inclusione sociale, quindici anni di pi\u00f9 posti di lavoro, pi\u00f9 salute, pi\u00f9 formazione, pi\u00f9 opportunit\u00e0, pi\u00f9 libert\u00e0 e pi\u00f9 democrazia, certamente modificano i parametri sociologici della societ\u00e0. Si stima che in America Latina, nei paesi progressisti di cui stiamo parlando (Venezuela, Brasile, Ecuador, Bolivia, Uruguay, Argentina), cinquanta milioni di latinoamericani siano usciti dalla povert\u00e0, cinquanta milioni! Cinquanta milioni equivalgono a pi\u00f9 dell&#8217;intera popolazione del Venezuela, della popolazione dell&#8217;Ecuador, o della Bolivia, o dell&#8217;Uruguay, dell&#8217;Argentina. Cinquanta milioni \u00e8 l&#8217;equivalente della popolazione di un grande paese dell&#8217;America Latina! Dicevamo, cinquanta milioni di persone sono state tolte dalla povert\u00e0. \u00c8 ovvio che queste persone siano\u00a0molto grate ai governi progressisti, ma ora hanno altre aspirazioni per s\u00e9 e per i propri figli: universit\u00e0, casa, svago, comfort, qualit\u00e0 di vita (non solo la quantit\u00e0 ma la qualit\u00e0), ecc.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Quindi, se i governi continuano a rivolgersi al paese come se fosse lo stesso di quindici anni fa, \u00e8 ovvio che sbagliano. Questo \u00e8 il problema. Bisogna andare avanti su due binari. Da un lato, ovviamente, bisogna continuare a fare in modo da far uscire tutti coloro che sono in grande miseria da tale situazione, una situazione inumana, visto che\u00a0questi governi sono essenzialmente pervasi da un grande umanesimo; e dall&#8217;altro aiutare le classi medio-basse, che non avrebbero\u00a0alcun motivo di ascoltare il canto delle sirene della destra, che ovviamente non apporta loro alcun tipo di soluzione: li utilizza come carne da cannone per vincere le elezioni, per poi tradirli subito dopo. Questo \u00e8 ci\u00f2 che bisogna cercare di fare, da una parte i governi devono prendere in considerazione queste nuove classi sociali che essi stessi hanno creato; e dall&#8217;altro lato, evidentemente, dal punto di vista della comunicazione, devono trovare un canale comunicativo per l\u2019integrazione di queste persone. L\u2019inclusione \u00e8 anche l&#8217;inclusione delle classi medie.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">La SIP-Sociedad Interamericana de Prensa<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Bisogna sapere che questa Societ\u00e0 Interamericana di stampa \u00e8 in realt\u00e0 una corporazione di proprietari, sono i padroni dei media. Essi stessi un oligopolio, sono a capo degli oligopoli. Ci possono essere delle eccezioni, ma nella stragrande maggioranza si tratta di padroni dei grandi gruppi di comunicazione dell&#8217;America latina che, storicamente, sono stati legati a oligarchie latinoamericane, a potenze economiche e a poteri, in alcuni casi, dittatoriali, a seconda dei periodi in America Latina. Questi padroni sono stati complici, in molti casi, delle peggiori dittature in America Latina, complici nelle persecuzioni, al punto che alcuni giornali di loro propriet\u00e0 pubblicavano foto di militanti, giovani, appartenenti ai partiti democratici che combattevano per la democrazia e che venivano perseguitati come terroristi dai regimi autoritari, in particolare nell&#8217;ambito della spaventosa, terrificante Operazione Condor.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Dunque, questi proprietari, che ancora oggi sono organizzati e che ancora non sono stati condannati, come avrebbero dovuto essere, per complicit\u00e0 in genocidio e in crimini contro l&#8217;umanit\u00e0, (pensiamo alle massicce in sparizioni in Argentina, le repressioni in Guatemala, in Salvador, Colombia, ecc), tutti questi padroni, che oggi vedono la propria sfera di influenza ridotta nella misura in cui sono sorti ci\u00f2 che noi chiamiamo mezzi di comunicazione pubblici, esistono in tutti i paesi del mondo alla stessa maniera. Il primo tipo di oligopolio sarebbe da addebitare al Regno Unito, con l\u2019esempio della BBC, o alla Francia con l\u2019oligopolio formato dai canali della televisione di stato, che sono cinque se non sei. Un oligopolio, con decine di radio appartenenti allo stato francese, e stiamo parlando di una grande democrazia.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">I\u00a0proprietari del SIP, o meglio una parte di loro, (dico bene, alcuni magari non lo sono stati), ma parte di essi sono stati complici in una delle peggiori dittature che abbia avuto luogo in America Latina, e ora hanno anche la sfrontatezza di lanciare accuse assolutamente ridicole e dietro alle quali non potranno certo nascondere le proprie responsabilit\u00e0. Io penso che un giorno dovranno renderne conto davanti alla giustizia. Non si tratta n\u00e9 di vendetta n\u00e9 di odio, \u00e8 solo questione di giustizia, di fronte al fatto incontestabile di tante famiglie che ancora piangono\u00a0la perdita di loro famigliari che erano stati segnalati dai giornali i cui proprietari sono raggruppati nel SIP.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">C&#8217;\u00e8 o non c\u2019\u00e8 una rivoluzione multimediale e simbolica nei paesi con governi progressisti<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Questo \u00e8 un tema molto originale e una domanda molto pertinente, perch\u00e9 mentre non c&#8217;\u00e8 dubbio che, come ho gi\u00e0 sottolineato, vi siano stati progressi enormi nel campo dello sviluppo dei mezzi di informazione pubblici e comunitari, sicuramente la questione della narrazione, dell&#8217;estetica, la questione di quale altro tipo di informazione si possa fare, \u00e8 molto pi\u00f9 difficile da immaginare. Io penso che la maggior inventiva in materia sia avvenuta nel campo dell\u2019informazione di comunit\u00e0. Questo perch\u00e9 le televisioni e le radio comunitarie hanno, prima di tutto, una maggiore vicinanza al territorio, e hanno poi una maggiore capacit\u00e0 di smuovere ci\u00f2 che potremmo chiamare il tradizionale palinsesto della televisione o dei media in generale. Sicuramente, c&#8217;\u00e8 stata questa rivoluzione estetica, ma non c&#8217;\u00e8 dubbio che ci siano stati progressi in tutte le aree. Nel campo cinematografico, ad esempio, \u00e8 interessante notare che quest&#8217;anno, tra i finalisti per l\u2019Oscar al miglior film e i semi-finalisti per il miglior film straniero figuravano rispettivamente un film venezuelano, &#8220;Bol\u00edvar&#8221;, e uno argentino (che ha avuto abbastanza successo tra i film argentini) intitolato &#8220;Storie selvagge&#8221;: un fatto piuttosto eccezionale. L&#8217;America latina sta producendo valori artistici, specie nei paesi progressisti, tanto in Argentina quanto in Venezuela (senza dimenticare che, bench\u00e9 il\u00a0film vincitore dell&#8217;Oscar, &#8220;Birdman&#8221;, sia un film americano, il regista \u00e8 messicano, Gonz\u00e1lez I\u00f1\u00e1rritu). I progressi,\u00a0quindi, ci sono.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Direi, d&#8217;altra parte, cosa che gi\u00e0 avevamo notato, che se consideriamo che queste rivoluzioni sono in corso in America Latina da ormai una quindicina d&#8217;anni, manca per\u00f2 una narrazione che ne sia all&#8217;altezza (a mio parere, e ovviamente non conosco tutto). Per dire, non c&#8217;\u00e8 un romanzo che sia &#8220;il romanzo&#8221; della rivoluzione venezuelana o &#8220;il romanzo&#8221; della rivoluzione ecuadoriano o della rivoluzione boliviana. Non c\u2019\u00e8 stato. E neppure c\u2019\u00e8 stato un movimento pittorico, n\u00e9 nel campo delle belle arti, o dell\u2019architettura, o altro. Per quanto, nel campo dell\u2019architettura, cose come il Plan Vivienda o una visione come &#8220;Barrio Nuevo, Barrio Tricolor&#8221;, per esempio, cos\u00ec spettacolare, cos\u00ec eccezionale, certamente apportano idee innovative. In ogni caso, la questione sollevata, ripeto, \u00e8 una questione pertinente che merita riflessione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Siriza e Podemos&#8230; oltre la situazione economica<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\nIn realt\u00e0, queste sono forze che emergono dalla crisi economica che sta vivendo l&#8217;Europa. Non credo che sarebbero emerse se non ci fosse stata la crisi e se non ci fosse stata la soluzione proposta dai governi per risolvere tale crisi, con politiche basate su terapie d&#8217;urto, come quella applicata in America latina negli anni ottanta e novanta, politiche di punizione sociale che io chiamo politiche di sadismo economico, causa di enorme sofferenza sociale, perch\u00e9 i salari diminuiscono, perch\u00e9 diminuiscono le pensioni, si privatizzano i servizi pubblici, si spogliano intere categorie sociali dei vantaggi conquistati in decenni di lotte, perch\u00e9 in definitiva milioni di persone stanno cadendo in miseria. Sta avvenendo in Europa il contrario di quanto accaduto in America Latina, perch\u00e9 di fatto, a fronte di cinquanta milioni di sudamericani strappati alla povert\u00e0, in Europa si stima che, in questo momento, ci saranno circa dieci\/dodici milioni di nuovi poveri. Questo quando nell&#8217;immaginario collettivo, specialmente in Europa, gi\u00e0 si pensava che mai pi\u00f9 si sarebbe tornati alla povert\u00e0, che, per definizione, la storia era una curva ascendente, giusto? E ovviamente i nostri figli avrebbero vissuto una vita migliore, come noi avevamo vissuto meglio dei nostri genitori, e i nostri genitori a loro volta un po&#8217; meglio dei propri. Invece, per la prima volta, una generazione vede i propri figli vivere peggio di loro, una cosa\u00a0che sembrava impensabile, dopo la seconda guerra mondiale, dopo tutto le promesse che erano state fatte, i programmi, le Costituzioni&#8230; E ancor pi\u00f9, direi, all&#8217;interno di una Unione Europea che era stata costruita in nome di una felicit\u00e0 che essa stessa avrebbe apportato in modo definitivo. Era la garanzia assoluta che l\u2019Europa poteva solo crescere e la felicit\u00e0 solo aumentare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019urto della crisi e della punizione sociale imposta a tutta una parte della societ\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che provoca l\u2019emergere di nuove forze. Proprio come in America Latina, dopo le dittature e i periodi neo-liberali, sono sorti partiti e forze politiche nuove, nuove organizzazioni politiche non solo perch\u00e9 interpretavano il sentimento di delusione delle popolazioni nei confronti dei partiti tradizionali, complici dell\u2019applicazione di queste politiche, ma anche nella misura in cui queste nuove forze politiche emergenti in Venezuela, in Bolivia, Ecuador, promettevano di uscire da tali terapie d\u2019urto. SYRIZA rappresenta questo, cos\u00ec come Podemos, ovviamente ognuno con la propria peculiarit\u00e0. Inoltre, queste organizzazioni politiche hanno osservato quanto \u00e8 stato fatto in America Latina e, senza imitare come pappagalli e senza voler riprodurre in maniera identica quelle esperienze, tuttavia ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto in America Latina ha insegnato loro moltissimo. Molti dei giovani leader di queste formazioni sono venuti in America Latina per studiare, e hanno lavorato qui, concretamente: in Ecuador, in Venezuela, in Bolivia. Di conseguenza, hanno potuto rendersi conto di come si possa, oggigiorno, sviluppare una politica di inclusione sociale andando contro il Fondo Monetario, contro i grandi poteri finanziari, contro le pressioni internazionali&#8230; Questo sta succedendo in Europa.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Ma mentre ci\u00f2 accade, dobbiamo tener conto che non si tratta dei movimenti dominanti in Europa. SYRIZA \u00e8 un&#8217;eccezione, come \u00e8 un&#8217;eccezione Podemos. Nel quadro generale europeo stanno crescendo in modo brutale forze di estrema destra che partono dallo stesso ragionamento che ho appena fatto io, e cio\u00e8: i partiti sono conservatori, sono complici di queste politiche che ci stanno imponendo e bisogna seguire altre politiche, politiche in un certo senso anche anti-capitaliste. In realt\u00e0, oltre ad essere contro l&#8217;Unione europea e contro l&#8217;Euro, queste forze di destra, che raccolgono molti consensi, molto sostegno sociale, sono xenofobe, razziste e anti-migrazione. In Francia, il primo partito oggi \u00e8 il Fronte Nazionale, un partito neo-fascista. [&#8230;]. Ed \u00e8 il primo partito degli operai in Francia. E non dimentichiamo una cosa, che in America Latina non \u00e8 nota, e cio\u00e8 che tutta l&#8217;Europa settentrionale \u00e8 oggi dominata dall&#8217;estrema destra: in Finlandia c&#8217;\u00e8 un governo di estrema destra; in Svezia, nonostante un governo di centro-sinistra, l&#8217;opposizione di destra \u00e8 molto importante; in Norvegia, l\u2019estrema destra \u00e8 al governo; e poi la Danimarca, i Paesi Bassi&#8230; C&#8217;\u00e8 un&#8217;estrema destra molto importante in molti paesi. [&#8230;]. La Svizzera, paese considerato come una democrazia perfetta, \u00e8 governato da un partito di estrema destra. A volte in America latina non ci si rende conto di questo fenomeno\u00a0europeo, del fatto che giorno dopo giorno politicamente quella estrema destra ha pi\u00f9 gli elettori e rappresenta un pericolo enorme anche per l&#8217;Europa, vista la situazione disastrata dei partiti tradizionali, social-democratici o conservatori.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L&#8217;influenza degli Stati Uniti e il ruolo dei giornalisti<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/strong><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\nQuale influenza hanno gli Stati Uniti, visto che, paradossalmente, la loro influenza diminuisce costantemente? Gli Stati Uniti sono ora isolati nel continente americano, e proprio perch\u00e9 sono isolati (in particolare la creazione della Celac lo ha dimostrato) hanno cambiato la loro politica verso Cuba, perch\u00e9 volevano riconquistare influenza in America Latina e volevano che il vertice delle Americhe del 10 aprile, a Panama, consacrasse la loro uscita dall&#8217;isolamento. Paradossalmente, visto che avevano cercato di isolare Cuba, sono loro stessi ad essere rimasti isolati. Hanno quindi dovuto riconoscere il loro errore politico nei confronti di Cuba. \u00c8 una grande vittoria, ovviamente, per la diplomazia cubana. Ma, curiosamente, in contraddizione con questa linea, gli USA hanno preso a molestare in maniera inaccettabile, fin dall&#8217;inizio di quest&#8217;anno, il Venezuela con il risultato che, come si sta gi\u00e0 verificando, ancora una volta si troveranno isolati. Non possono oggi volere relazioni &#8220;normalizzate&#8221; con Cuba e relazioni conflittuali con il Venezuela. Gli alleati del Venezuela, tra cui\u00a0ovviamente Cuba, hanno detto che al vertice delle Americhe chiederanno spiegazioni agli Stati Uniti che, pertanto, si troveranno nuovamente isolati. In ogni caso la loro influenza \u00e8 diminuita rispetto a quella che era nei decenni passati, dagli anni cinquanta in poi. Non c&#8217;\u00e8 paragone.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">E in quanto al comportamento dei giornalisti, \u00e8 ovvio che, particolarmente in questa battaglia che si sta svolgendo in America latina a difesa dei governi progressisti legittimi e democratici, i giornalisti dovrebbero prendere posizione. \u00c8 la mia opinione. Prendere posizione non significa che essi debbano tradire la propria etica o la deontologia. Essi dovrebbero, semplicemente, difendere ci\u00f2 che pensiamo siano politiche che fanno il bene della maggioranza. Questo non deve portarli a mentire, esagerare o nascondere informazioni. L&#8217;informazione non \u00e8 obiettiva, \u00e8 soggettiva, l\u2019informazione \u00e8 sempre una manifestazione di coraggio. Oggi bisogna dimostrarlo, in particolare nel caso dell\u2019Argentina in previsione della battaglia che si profila il 25 ottobre per l&#8217;elezione del successore di Cristina Fern\u00e1ndez.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: 'Helvetica Neue', Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Trascrizione: Fernando Torres-REdacci\u00f3n Pressenza-Per\u00fa<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>Traduzione dallo spagnolo di <a href=\"http:\/\/it.linkedin.com\/pub\/giuseppina-vecchia\/2b\/942\/802\/en\">Giuseppina Vecchia<\/a> per Pressenza<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo il testo dell&#8217;intervista a Ignacio Ramonet, realizzata a Quito, in Ecuador nell&#8217;ambito del Forum di comunicazione per l&#8217;integrazione di Nuestramerica. La discussione su Internet \u00c8 una problematica nuova rispetto alla predominanza\u00a0dei media che \u00e8 qualcosa che cominciamo a riconoscere&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":454,"featured_media":179478,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,56,38,157,55],"tags":[5841,173,360,849,361,13819],"class_list":["post-178994","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-cultura","category-internazionale","category-interviste","category-politica","tag-america-latina","tag-democrazia","tag-informazione","tag-internet","tag-media","tag-social-network"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Ignacio Ramonet: dobbiamo essere capaci di elaborare discorsi che seducano<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Pubblichiamo il testo dell&#039;intervista a Ignacio Ramonet, realizzata a Quito, in Ecuador nell&#039;ambito del Forum di comunicazione per l&#039;integrazione di\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Ignacio Ramonet: dobbiamo essere capaci di elaborare discorsi che seducano\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Pubblichiamo il testo dell&#039;intervista a Ignacio Ramonet, realizzata a Quito, in Ecuador nell&#039;ambito del Forum di comunicazione per l&#039;integrazione di\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-04-23T09:49:55+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2015-04-23T09:50:11+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ignacio_Ramonet_en_el_MICSur.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1280\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"848\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Nelsy Lizarazo\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Nelsy Lizarazo\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"23 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/\"},\"author\":{\"name\":\"Nelsy Lizarazo\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/25aa5b5c387ba3badce63b165da09f9c\"},\"headline\":\"Ignacio Ramonet: dobbiamo essere capaci di elaborare discorsi che seducano\",\"datePublished\":\"2015-04-23T09:49:55+00:00\",\"dateModified\":\"2015-04-23T09:50:11+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/\"},\"wordCount\":4756,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ignacio_Ramonet_en_el_MICSur.jpg\",\"keywords\":[\"America Latina\",\"Democrazia\",\"informazione\",\"internet\",\"media\",\"social network\"],\"articleSection\":[\"contenuti originali\",\"Cultura e Media\",\"Internazionale\",\"Interviste\",\"Politica\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/\",\"name\":\"Ignacio Ramonet: dobbiamo essere capaci di elaborare discorsi che seducano\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ignacio_Ramonet_en_el_MICSur.jpg\",\"datePublished\":\"2015-04-23T09:49:55+00:00\",\"dateModified\":\"2015-04-23T09:50:11+00:00\",\"description\":\"Pubblichiamo il testo dell'intervista a Ignacio Ramonet, realizzata a Quito, in Ecuador nell'ambito del Forum di comunicazione per l'integrazione di\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ignacio_Ramonet_en_el_MICSur.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ignacio_Ramonet_en_el_MICSur.jpg\",\"width\":1280,\"height\":848},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Accueil\",\"item\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Ignacio Ramonet: dobbiamo essere capaci di elaborare discorsi che seducano\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"name\":\"Pressenza\",\"description\":\"Agenzia di Stampa Internazionale\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\",\"name\":\"Pressenza\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"width\":200,\"height\":200,\"caption\":\"Pressenza\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/x.com\/PressenzaIPA\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/25aa5b5c387ba3badce63b165da09f9c\",\"name\":\"Nelsy Lizarazo\",\"description\":\"Nelsy Lizarazo, Colombian, living in Quito, Ecuador. Professional background in philosophy, literature, political sciences and international relations.\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/nelsy-lizarazo\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Ignacio Ramonet: dobbiamo essere capaci di elaborare discorsi che seducano","description":"Pubblichiamo il testo dell'intervista a Ignacio Ramonet, realizzata a Quito, in Ecuador nell'ambito del Forum di comunicazione per l'integrazione di","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Ignacio Ramonet: dobbiamo essere capaci di elaborare discorsi che seducano","og_description":"Pubblichiamo il testo dell'intervista a Ignacio Ramonet, realizzata a Quito, in Ecuador nell'ambito del Forum di comunicazione per l'integrazione di","og_url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/","og_site_name":"Pressenza","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_published_time":"2015-04-23T09:49:55+00:00","article_modified_time":"2015-04-23T09:50:11+00:00","og_image":[{"width":1280,"height":848,"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ignacio_Ramonet_en_el_MICSur.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Nelsy Lizarazo","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@PressenzaIPA","twitter_site":"@PressenzaIPA","twitter_misc":{"Scritto da":"Nelsy Lizarazo","Tempo di lettura stimato":"23 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/"},"author":{"name":"Nelsy Lizarazo","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/25aa5b5c387ba3badce63b165da09f9c"},"headline":"Ignacio Ramonet: dobbiamo essere capaci di elaborare discorsi che seducano","datePublished":"2015-04-23T09:49:55+00:00","dateModified":"2015-04-23T09:50:11+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/"},"wordCount":4756,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ignacio_Ramonet_en_el_MICSur.jpg","keywords":["America Latina","Democrazia","informazione","internet","media","social network"],"articleSection":["contenuti originali","Cultura e Media","Internazionale","Interviste","Politica"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/","name":"Ignacio Ramonet: dobbiamo essere capaci di elaborare discorsi che seducano","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ignacio_Ramonet_en_el_MICSur.jpg","datePublished":"2015-04-23T09:49:55+00:00","dateModified":"2015-04-23T09:50:11+00:00","description":"Pubblichiamo il testo dell'intervista a Ignacio Ramonet, realizzata a Quito, in Ecuador nell'ambito del Forum di comunicazione per l'integrazione di","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ignacio_Ramonet_en_el_MICSur.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Ignacio_Ramonet_en_el_MICSur.jpg","width":1280,"height":848},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/04\/ignacio-ramonet-dobbiamo-essere-capaci-di-elaborare-discorsi-che-seducano\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Accueil","item":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Ignacio Ramonet: dobbiamo essere capaci di elaborare discorsi che seducano"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","name":"Pressenza","description":"Agenzia di Stampa Internazionale","publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization","name":"Pressenza","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","width":200,"height":200,"caption":"Pressenza"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/x.com\/PressenzaIPA"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/25aa5b5c387ba3badce63b165da09f9c","name":"Nelsy Lizarazo","description":"Nelsy Lizarazo, Colombian, living in Quito, Ecuador. Professional background in philosophy, literature, political sciences and international relations.","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/nelsy-lizarazo\/"}]}},"place":"","original_article_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/178994","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/454"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=178994"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/178994\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/179478"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=178994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=178994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=178994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}