{"id":1786818,"date":"2023-12-09T17:16:49","date_gmt":"2023-12-09T17:16:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1786818"},"modified":"2023-12-09T17:20:44","modified_gmt":"2023-12-09T17:20:44","slug":"carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/","title":{"rendered":"Carlos Fino in un\u2019intervista esclusiva per Pressenza (puntata 1 di 2): Mosca e il crollo di URSS e Jugoslavia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Carlos Fino<\/strong>\u00a0(*) intervistato per PRESSENZA da Vasco Esteves<\/p>\n<p><em>Carlos Fino nasce in Portogallo e per quarant\u2019anni \u00e8 stato inviato radiotelevisivo, corrispondente di guerra, conduttore e consulente di stampa. Ha viaggiato in Europa Orientale, in Medio Oriente e in Brasile. Ha lavorato a Lisbona, Mosca, Bruxelles, Washington e Brasilia. \u00c8 forse il pi\u00f9 noto giornalista portoghese del mondo. \u00c8 stato un giornalista pluripremiato, ha scritto libri e ha un dottorato in Scienze della Comunicazione. Nel 2022 \u00e8 tornato in Portogallo per \u2013 come lui stesso afferma \u2013 \u201cnon essere pi\u00f9 sotto i riflettori della politica internazionale e del giornalismo e condurre una vita pi\u00f9 tranquilla\u201d con la moglie, cercando di vivere la sua \u201caurea mediocritas\u201d alla vecchia maniera.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 2022, appena giunto in Portogallo, scoppia la guerra in Ucraina e ne rimane profondamente scioccato. Riluttante a intervenire, ora vuole fare un\u2019eccezione e rilasciare questa intervista esclusiva a PRESSENZA sulla sua esperienza in Europa Orientale e sulle possibili conclusioni geopolitiche che questa gli permetter\u00e0 di trarre.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa prima parte dell\u2019intervista riguarda le esperienze di Carlos Fino a Mosca durante il crollo dell\u2019Unione Sovietica e la disgregazione forzata della Jugoslavia. Nella seconda parte, che sar\u00e0 pubblicata tra pochi giorni, parler\u00e0 dell\u2019attuale guerra in Ucraina, dell\u2019Europa Orientale in generale, nonch\u00e9 della deglobalizzazione in corso e del nuovo ordine mondiale emergente.<\/em><\/p>\n<h3><strong>Mosca<\/strong><\/h3>\n<p><em><strong>Pressenza:\u00a0<\/strong>Perseguitato dalla PIDE\/DGS (polizia segreta del regime di Salazar-Caetano), nel 1971 Carlos Fino si trova a dover fuggire \u201ca salto\u201d (illegalmente) dal Portogallo alla Francia. All\u2019epoca era rappresentante degli studenti (nel 1968\/1969 era membro del consiglio direttivo dell\u2019Associazione Accademica della Facolt\u00e0 di Giurisprudenza dell\u2019Universit\u00e0 di Lisbona) e poco dopo aderisce al PCP (Partito Comunista Portoghese), allora ancora clandestino. Fu anche membro del MDP\/CDE \u2013 Movimento Democratico Portoghese \u2013 Commissione Elettorale Democratica, che contest\u00f2 le \u201celezioni\u201d controllate del 1969, sfidando le limitazioni imposte dal regime.<\/em><\/p>\n<p><em>Si reca poi a Parigi e da l\u00ec a Bruxelles, dove ottiene dalle Nazioni Unite lo status di rifugiato e vivendoci per due anni, lavorando come tranviere e studiando legge all\u2019ULB (Universit\u00e9 Libre de Bruxelles\u201d).<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 1973, tramite il PCP, si reca in Russia per lavorare come annunciatore a Radio Mosca, che aveva un programma rivolto al Portogallo, captato \u2013 insieme a R\u00e1dio Portugal Livre in Romania, e R\u00e1dio Voz da Liberdade ad Algeri \u2013 e seguito clandestinamente dagli oppositori del regime.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo il colpo di stato militare del 25 aprile 1974, che rovesci\u00f2 il regime dittatoriale di Salazar-Caetano e apr\u00ec la strada all\u2019istituzionalizzazione di un regime democratico, Carlos Fino torna in Portogallo alla fine dell\u2019anno, dove segue la Rivoluzione dei Garofani e lavora per un anno come traduttore per l\u2019agenzia di stampa sovietica Novosti, che aveva appena aperto una filiale a Lisbona.<\/em><\/p>\n<p><em>Alla fine del 1975 ritorna a Mosca, questa volta come corrispondente e reporter per EN (l\u2019emittente nazionale portoghese) e successivamente per RTP (R\u00e1dio Televis\u00e3o Portuguesa); rimane nella capitale sovietica fino al 1982, quando torna in Portogallo in seguito a un\u2019aggressione da parte della polizia sovietica.<\/em><\/p>\n<p><em>Tra il 1982 e il 1989 lavora per la RTP a Lisbona come reporter, presentatore e commentatore. Alla fine di quell\u2019anno \u00e8 nominato corrispondente della televisione pubblica portoghese a Mosca, dove rimane fino al 1995 quando viene trasferito a Bruxelles e, tre anni dopo, a Washington, sempre come corrispondente internazionale della RTP.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel corso di pi\u00f9 di due decenni (1973-1995), Carlos Fino ha vissuto quindi a Mosca tre volte, per un totale di 12 anni, seguendo come corrispondente e reporter tutte gli eventi pi\u00f9 importanti che accadevano in Unione Sovietica, comprese la sua disgregazione e l\u2019emancipazione dei paesi dell\u2019Europa Orientale dietro la cosiddetta \u201cCortina di Ferro\u201d \u2026 Cosa significava per te Mosca allora e cosa significa oggi?<\/em><\/p>\n<p><strong>Carlos Fino:\u00a0<\/strong>Quando andai a Mosca per la prima volta nel novembre del 1973 l\u2019idea che avevo della capitale sovietica, da quel che avevo letto nella propaganda e nell\u2019ignoranza della mia giovinezza, era quella di una specie di Brasilia rossa: una citt\u00e0 sviluppata, aperta al futuro, progressista, sede di una potenza che a livello internazionale sfidava apertamente l\u2019egemonia degli USA, il cui ruolo fu poi fortemente offuscato dalla guerra in Vietnam.<\/p>\n<p>Andare in Russia per essere annunciatore di Radio Mosca \u2013 che in Portogallo ascoltavo clandestinamente \u2013 \u00e8 stato per me il culmine di un\u2019evoluzione personale segnata dal contatto con la povert\u00e0 dell\u2019Alentejo (regione nel sud del Portogallo, N.d.R.), dalla lotta per le 8 ore lavorative di cui sono stato testimone da bambino, e l\u2019empatia per gli umiliati e gli offesi derivata dalla dottrina sociale della Chiesa cattolica, in particolare dal Concilio Vaticano II del 1961, quando avevo 13 anni.<\/p>\n<p>Questa impronta cattolica fin\u00ec per fondersi con l\u2019influenza comunista quando i miei genitori lasciarono l\u2019Alentejo per trasferirsi nella regione di Vila Franca [vicino a Lisbona] per dare ai loro figli un\u2019istruzione superiore, poich\u00e9 all\u2019epoca nell\u2019Alentejo non esisteva l\u2019universit\u00e0. Il PCP era molto forte e influente nella cintura industriale di Lisbona e, pur senza essere un militante, \u00e8 in quegli anni che mi sono avvicinato al partito \u2013 sia al settore operaio che a quello intellettuale \u2013 e mi sono impegnato nel movimento democratico, nella sua espressione a livello legale e semi-legale. L\u2019ingresso alla Facolt\u00e0 di Giurisprudenza alla fine degli anni Sessanta rafforz\u00f2 questo legame, culminando nella militanza anche nella clandestinit\u00e0.<\/p>\n<p>La fuga dalla PIDE [Polizia Segreta] e l\u2019attraversamento del confine nel 1971 consolid\u00f2 questa situazione, ma segn\u00f2 anche un limite: costretto a diventare funzionario di partito, dissi di no: non ero disponibile a \u201cindossare l\u2019uniforme\u201d, per dirla come Pires Jorge, il membro del comitato centrale che cerc\u00f2 di reclutarmi.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2 accettai di andare a Mosca alla fine del 1973 per un lavoro che mi era stato offerto e che mi sembrava attraente \u2013 essere conduttore radiofonico \u2013 e anche perch\u00e9 l\u2019anno scolastico stava finendo e il \u201cpiombo\u201d era in vista; mi sembrava una via d\u2019uscita allettante perch\u00e9 avrebbe realizzato una vocazione professionale che gi\u00e0 sentivo in me (oltre a Radio Mosca ascoltavo sempre anche la BBC, l\u2019Emissora Nacional e la RTP, ed ero affascinato dai conduttori) e perch\u00e9 sarebbe stata un\u2019esperienza che mi avrebbe arricchito sia umanamente che professionalmente. Inoltre non c\u2019erano ancora presagi del 25 aprile (1974, fine della dittatura, N.d.R.): anzi, l\u2019opposizione al regime era delusa dalla cosiddetta \u201cPrimavera Marcelista\u201d e il regime sembrava destinato a durare.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo nella capitale sovietica fu deludente: al posto della Brasilia rossa che avevo immaginato, Mosca era ancora una citt\u00e0 molto pesante, politicamente opprimente, fredda e scomoda, dove anche una semplice spesa era un problema, con ben poco da offrire in negozi fatiscenti e vuoti, puzzolenti, dove bisognava fare la fila per comprare l\u2019essenziale, tutto o quasi di scarsa qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Da quel momento in poi ci fu tutto un periodo di riformulazione delle mie scelte e non appena avvenne il 25 aprile, qualche mese dopo, volli subito tornare in Portogallo. Del resto anch\u2019io avevo contribuito, seppure in modo limitato, a quel momento di liberazione. Purtroppo il partito aveva il mio passaporto e sapeva che avrei dovuto rispettare il contratto \u2013 almeno un anno \u2013 quindi non mi hanno dato il documento impedendomi di partire. Di conseguenza non ho potuto vivere le gioie dei primi giorni del 25 aprile, n\u00e9 dello storico 1\u00b0 maggio che ne segu\u00ec, come avevo previsto. \u00c8 un\u2019amarezza che mi porter\u00f2 nella tomba, ed \u00e8 anche legata per sempre alla mia prima esperienza a Mosca.<\/p>\n<p>Nel frattempo, tra l\u2019aprile e il novembre del \u201874, conobbi Natacha, la mia prima moglie russa, e il mio legame con Mosca, pur perdendo il suo lato di militanza politica, acquist\u00f2 rilevanza personale e professionale.<\/p>\n<p>L\u2019anno che ho trascorso in Portogallo, tra il novembre del \u201874 e il novembre del \u201875, \u00e8 stato quindi una transizione: politicamente avevo gi\u00e0 la morte nell\u2019anima e ora volevo tornare, non per ideologia, ma per amore e per professione. Volevo creare una fusione tra i versi di B\u00e9caud \u2013 <em>Nathalie<\/em> \u2013 e la musica e l\u2019atmosfera romantica del film <em>Il dottor Zivago<\/em>.<\/p>\n<p>Mi resi conto di questi due aspetti a Mosca tra il \u201874 e l\u201982, quando \u2013 culminando in una visione sempre pi\u00f9 critica delle mie cronache \u2013 fui bersaglio di un atto di brutalit\u00e0 poliziesca tipico della Guerra Fredda, in un episodio che segn\u00f2 la mia rottura politica con una certa Russia.<\/p>\n<p>Quando tornai nel 1989 per seguire il culmine della Perestrojka per l\u2019emittente pubblica portoghese, lo feci per rafforzare i due aspetti con cui ero partito \u2013 professione e amore \u2013 ma ora con una visione politica democratica e non pi\u00f9 comunista.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 mi ha lasciato sentimenti contraddittori riguardo al mio rapporto con la Russia, e con Mosca in particolare: disincanto, frustrazione e disagio da un lato, ma anche rapporti umani intensi, coinvolgimento personale e un\u2019opportunit\u00e0 professionale unica, un \u201cmix\u201d che avrebbe segnato la mia carriera e anche la mia vita.<\/p>\n<p>Oggi la Russia non mi manca; Mosca \u00e8 il passato, non nutro alcun risentimento e, in generale, non condivido la russofobia prevalente.<\/p>\n<p>Da lontano, se le informazioni sono corrette, Mosca (che ho visitato l\u2019ultima volta nel 2000, quando Putin sal\u00ec al potere) \u00e8 ora una citt\u00e0 molto pi\u00f9 appetibile di quanto lo fosse negli anni \u201870 \u2013 e anche \u201890 \u2013 del secolo scorso. E la Russia sta chiaramente cercando di riprendersi dal trauma della caduta dell\u2019URSS. D\u2019altra parte, non penso che la sicurezza europea possa essere costruita tramite un confronto con Mosca, ma piuttosto con negoziati che tengano conto delle preoccupazioni di entrambe le parti, in questo e in altri ambiti, e un \u201cmodus vivendi\u201d reciprocamente accettabile.<\/p>\n<p><em><strong>P.:<\/strong> Come hai detto, nel 1982 sei stato il bersaglio di un \u201catto di brutalit\u00e0 della polizia tipico della Guerra Fredda\u201d a Mosca. Cosa \u00e8 successo esattamente e perch\u00e9?<\/em><\/p>\n<p><strong>C.F.:<\/strong> All\u2019epoca lavoravo gi\u00e0 per la RDP \u2013 successore dell\u2019Emissora Nacional \u2013 e per la RTP. Nel 1980 avevo gi\u00e0 seguito i Giochi Olimpici di Mosca. Per capire cosa \u00e8 successo bisogna tenere conto del contesto. Quando andai a Mosca nel 1975, in seguito alla Rivoluzione del 25 aprile in Portogallo, c\u2019era una grande curiosit\u00e0 verso l\u2019Europa Orientale e l\u2019URSS in particolare. Ma ci fu anche un momento \u2013 che continua ancora oggi \u2013 di ostilit\u00e0 nei confronti dell\u2019URSS: gli USA avevano gi\u00e0 boicottato i Giochi Olimpici, e c\u2019erano anche altre sanzioni contro l\u2019Unione Sovietica. Eravamo in un contesto di Guerra Fredda e io mi trovavo al crocevia di queste tendenze opposte (ideologiche, politiche, economiche) e dovevo mantenere un grande equilibrio per poter riferire da Mosca.<\/p>\n<p>Sebbene fossi sempre molto attento a ci\u00f2 che dicevo, le mie cronache \u2013 seguendo il movimento della stessa societ\u00e0 sovietica \u2013 divennero sempre pi\u00f9 critiche. Di conseguenza la stampa comunista portoghese cominci\u00f2 a criticare apertamente il mio lavoro. D\u2019altro canto c\u2019erano anche pressioni da parte dei sovietici: i responsabili del Ministero degli Affari Esteri sovietico dicevano addirittura, con ilarit\u00e0, dei giornalisti stranieri accreditati a Mosca che \u201cchi non \u00e8 una spia \u00e8 un giornalista\u201d! Non ero una spia, ma le mie cronache \u2013 molte delle quali basate su informazioni provenienti dalla stessa stampa sovietica pi\u00f9 aperta, come Literaturnaia Gazeta \u2013 tendevano a criticare il potere costituito.<\/p>\n<p>Poi ci fu un incidente con la polizia fuori da un hotel. Ero gi\u00e0 \u201csotto la lente\u201d, credo. Volevo entrare, non mi hanno permesso di farlo, ho alzato la voce e c\u2019\u00e8 stato un alterco con la guardia giurata davanti all\u2019hotel. All\u2019improvviso dall\u2019interno dell\u2019hotel \u00e8 uscito un tizio in borghese e una squadra mi ha arrestato. Sono stato trascinato in un\u2019auto con la forza e portato sul retro dell\u2019hotel, dove la stazione di polizia stava monitorando quello che stava succedendo all\u2019interno (era un hotel internazionale e la stazione era piena di telecamere), e l\u00ec sono stato brutalmente aggredito. Ho detto loro che la mia detenzione non era giusta, che volevo parlare con la mia ambasciata, e in quella disputa mi hanno dato forti calci tra le gambe e pugni a fegato e reni. Ho immediatamente vomitato e ho perso i sensi a causa del forte dolore. Nelle 24 ore successive il dolore cominci\u00f2 a diventare sempre pi\u00f9 forte, fino a risultare intollerabile.<\/p>\n<p>L\u2019ambasciata portoghese protest\u00f2 e reagirono anche i giornali portoghesi: il quotidiano \u201cExpresso\u201d pubblic\u00f2 un editoriale al riguardo, e in breve l\u2019episodio divenne un caso di attrito nei rapporti tra Portogallo e URSS. Tramite la diplomazia portoghese sono stato indirizzato a un medico dell\u2019ambasciata britannica che mi ha tenuto sotto osservazione (all\u2019ambasciata portoghese non c\u2019era nessun medico) e, tramite lui, che conosceva un medico in Finlandia, sono stato poi trasferito a Helsinki, dove sono stato ricoverato in ospedale per circa due settimane e trattato con morfina!<\/p>\n<p>Non ho avuto bisogno di un\u2019operazione perch\u00e9 il mio corpo ha reagito in modo naturale, ma ci sono dei postumi che permangono fino a oggi. Dopo quell\u2019incidente, la RTP mi ha richiamato in Portogallo e sono andato a Mosca solo per fare le valigie e partire.<\/p>\n<h5><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn77.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Wikimedia-Commons-Autor-CARLOSFINO1948.-Carlos-Fino-cumprimenta-no-Kremlin-Mikhail-Gorbachov-em-Nov-1987-1.jpeg\" \/>Carlos Fino <strong>(a destra) saluta Mikhail Gorbachov al Cremlino nel novembre 1987. Al centro, l\u2019allora presidente della Repubblica portoghese, M\u00e1rio Soares (Foto di Wikimedia-Commons, Autore: <\/strong>Lu\u00eds Vasconcelos)<\/h5>\n<h3><strong>Il crollo dell\u2019Unione Sovietica<\/strong><\/h3>\n<p><em><strong>P.:<\/strong> Proprio in quel periodo, tra la fine degli anni \u201870 e l\u2019inizio degli anni \u201880 \u2013 allora vivevo gi\u00e0 nella Repubblica Federale Tedesca \u2013 qui in Europa Centrale stavamo attraversando una fase di riarmo massiccio, non solo nella Germania Federale, con i Pershing II (missili nucleari a medio raggio), presumibilmente per controbilanciare i missili russi SS-20 che si sarebbero trovati dall\u2019altra parte della cortina di ferro.\u00a0Questo fu il culmine della Guerra Fredda.\u00a0Ricordo che avevamo paura di quello che poteva succedere, che sarebbe scoppiata una guerra nucleare \u2013 e noi in Germania ci saremmo trovati nel bel mezzo del caos\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>In uno di quei giorni ebbi una conversazione privata con un politico dell\u2019SPD (Partito Socialdemocratico Tedesco) che mi disse che la strategia dell\u2019Occidente era armarsi sempre di pi\u00f9 per costringere i russi a investire sempre di pi\u00f9 in armamenti sofisticati, con l\u2019obiettivo di distruggere la loro economia e provocare cos\u00ec il crollo dell\u2019Unione Sovietica, cosa che effettivamente accadde pochi anni dopo!\u00a0Si trattava quindi di un riarmo intenzionale per mettere sotto pressione l\u2019Unione Sovietica, sapendo che non aveva la capacit\u00e0 economica per rispondere allo stesso livello.<\/em><\/p>\n<p><em>Ritieni che il crollo dell\u2019Unione Sovietica nel 1991 sia stato realmente causato, o almeno facilitato, dall\u2019Occidente, o si tratta piuttosto del risultato delle debolezze intrinseche della societ\u00e0 sovietica?<\/em><\/p>\n<p><strong>C.F.:<\/strong> Penso che l\u2019insostenibilit\u00e0 del sistema fosse gi\u00e0 chiara all\u2019epoca.\u00a0Sia economicamente che socialmente.\u00a0Ma ci\u00f2 che il tuo interlocutore tedesco ti ha affidato deve aver contribuito anche ad aggravare la crisi che gi\u00e0 si stava verificando all\u2019interno della stessa Unione Sovietica.\u00a0<strong>In effetti, l\u2019Unione Sovietica era come un gigante che reggeva una barra molto pesante, ma incapace di sopportarne il peso.\u00a0Era un gigante \u201cscarno\u201d, cresciuto in dimensioni con la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, ma il sistema ipercentralizzato non soddisfaceva le esigenze dell\u2019economia e dello sviluppo.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La crisi era in corso da tempo, ma \u00e8 stata ovviamente accelerata o accentuata nella fase finale da questo confronto militare con l\u2019Occidente, che comprendeva anche, come sapete, l\u2019avventura sovietica in Afghanistan, iniziata alla fine degli anni \u201970, durata per tutti gli anni \u201880 e terminata con il ritiro delle truppe sovietiche.\u00a0Ed \u00e8 stato in questo contesto generale di crisi che sorsero i disaccordi all\u2019interno del Partito Comunista dell\u2019Unione Sovietica, con Gorbaciov che sal\u00ec al potere e cerc\u00f2 di trovare una nuova strada, forse pi\u00f9 socialdemocratica, ma sempre sotto il controllo del PCUS.\u00a0Ma alla fine Mosca perse il controllo della situazione\u2026 e ci\u00f2 port\u00f2 alla fine dell\u2019Unione Sovietica.<\/p>\n<p><em><strong>P.:<\/strong> La guerra in Afghanistan negli anni \u201880 fu alimentata dagli Stati Uniti, che incitarono e armarono gruppi islamici contro la Russia, inclusa la futura Al-Qaeda di Osama Bin Laden!\u00a0Si trattava di un assedio militare dell\u2019altra parte del globo contro l\u2019Unione Sovietica, che contribu\u00ec anche ad indebolirla.\u00a0In tutta questa confusione, qual \u00e8 stato il ruolo di Gorbaciov \u2013 in carica solo per un breve periodo \u2013 e della sua Perestrojka, e quale \u00e8 stato il ruolo di Eltsin in seguito (quando sal\u00ec al potere negli anni \u201890)?\u00a0Gorbaciov cerc\u00f2 di salvare il socialismo e l\u2019Unione Sovietica senza riuscirci, ed Eltsin cerc\u00f2 di riportare la Russia con il piede giusto nel capitalismo, anche lui senza riuscirci, perch\u00e9 non riusc\u00ec ad arginare la dilagante privatizzazione del suo paese\u2026 Cosa ha osservato Carlos durante la sua permanenza?<\/em><\/p>\n<p><strong>C.F.:<\/strong> Inizialmente Gorbaciov diede enorme speranza in termini di libert\u00e0, di poter respirare e parlare, ma fino all\u2019ultimo rimase fedele all\u2019ideologia comunista.\u00a0Ha tentato qualche cambiamento, ma all\u2019interno di quel circolo ideologico.\u00a0Come disse all\u2019epoca un membro anziano del KGB, Gorbaciov, come Colombo, part\u00ec alla ricerca dell\u2019India e fin\u00ec per scoprire l\u2019America\u2026 Ma solo Eltsin ruppe davvero con il regime comunista, gi\u00e0 alle prese con grande caos e la comparsa di gruppi mafiosi, che vide il crollo del sistema di approvvigionamento, l\u2019aumento dei prezzi, la carenza di prodotti e un forte calo del tenore di vita della popolazione.\u00a0Non se ne sentiva la mancanza.<\/p>\n<p>Oggi, entrambi sono visti come la causa dei problemi che ne seguirono, e in Russia non esiste una visione benevola di Gorbaciov, per non parlare di\u00a0<strong>Eltsin.\u00a0Ha permesso la creazione di oligarchi che possedevano grandi unit\u00e0 economiche partendo dal nulla, e il raggiro della popolazione che, se avessero acquistato azioni, ne avrebbero tratto beneficio.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>P.:<\/strong> Ecco una citazione dell\u2019economista e professore americano Jeffrey D. Sachs della Columbia University: \u201cNel 1990-1991 sono stato consigliere di Mikhail Gorbachov e, nel periodo 1991-1994, di Boris Eltsin e Leonid Kuchma, coprendo gli ultimi giorni della Perestrojka e i primi giorni dell\u2019indipendenza russa e ucraina dopo la dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica.\u00a0Ho osservato gli eventi molto da vicino.\u00a0Ho visto che agli Stati Uniti non interessava affatto aiutare la Russia a stabilizzarsi\u201d.\u00a0Era anche la tua impressione: l\u2019Occidente non era interessato ad aiutare la Russia a riorganizzarsi, ma piuttosto a prendersi quanta pi\u00f9 torta possibile con lo slogan \u201cchi vince prende tutto\u201d?<\/em><\/p>\n<p><strong>C.F.:<\/strong> Penso sia vero.\u00a0Geoffrey Sachs ne sa molto pi\u00f9 di me a riguardo, ma era anche la sensazione che ho colto in quel momento.\u00a0E ci\u00f2 ha portato alla grande disillusione dei leader riformisti russi: non hanno trovato in Occidente il sostegno che credevano di trovare.\u00a0Tra questi c\u2019\u00e8 anche lo stesso Putin (dal 2000), perch\u00e9 negli anni \u201890 c\u2019era ancora un riavvicinamento con la NATO attraverso la creazione di un Consiglio Russia-NATO riunitosi a Parigi, e la Russia stessa aveva chiesto di essere integrata nella NATO, cosa che fu apertamente respinta.\u00a0<strong>Nessuno ha mai realmente chiesto alla Russia di prendere posizione.\u00a0L\u2019obiettivo dell\u2019Occidente non era ridurre la Russia da potenza mondiale a potenza regionale pi\u00f9 debole possibile.<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>P.:<\/strong> Ecco perch\u00e9 Putin entr\u00f2 in scena nel 2000. Ricordo che Eltsin gli pass\u00f2 il testimone perch\u00e9 non aveva pi\u00f9 il controllo della situazione nel paese.\u00a0Putin sal\u00ec al potere nel gennaio 2000: cosa \u00e8 cambiato da allora, e in meglio o in peggio?<\/em><\/p>\n<p><strong>C.F.:<\/strong> \u00c8 cambiata la consapevolezza da parte delle \u00e9lite russe, o almeno di una parte di esse \u2013 quelle pi\u00f9 strettamente legate allo Stato, ai servizi di intelligence e alle strutture di potere \u2013 che la situazione era insostenibile e che avrebbero dovuto reagire.\u00a0C\u2019\u00e8 un fattore di profonda disillusione verso il sostegno che speravano di ricevere dall\u2019Occidente.<\/p>\n<p>I cambiamenti di Putin sono stati in meglio, come si suol dire c\u2019era da aspettarsi una cosa del genere a un certo punto del campionato.\u00a0Il declino del potere economico e dell\u2019influenza politica, le contraddizioni che non potevano essere risolte, erano situazioni insostenibili.\u00a0L\u2019arrivo al potere di Putin, con un progetto di ristabilimento dell\u2019ordine e di ripresa dell\u2019economia, \u00e8 stato quindi accolto positivamente dalla popolazione in generale;\u00a0e anche, inizialmente, in Occidente, dove giustamente si riteneva necessario mettere ordine nella situazione creata da Eltsin per porre fine al caos altamente pericoloso in una potenza nucleare.\u00a0Ed Eltsin ha chiamato Putin anche con l\u2019impegno di non indagare su di lui e la sua cerchia, per non essere disturbato.\u00a0<strong>Ma poi ci fu una svolta anche in Occidente, quando emerse ci\u00f2 che gli analisti chiamano \u201cun\u2019era unipolare\u201d, in cui gli Stati Uniti cominciarono a prendere decisioni in barba a tutti gli altri paesi secondo il motto \u201cVoglio, posso e Io faccio!\u201d.\u00a0A un certo punto Mosca ha reagito.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>La disgregazione forzata della Jugoslavia<\/strong><\/h3>\n<p>Il culmine\u00a0di questa reazione \u00e8 stato l\u2019atterraggio in volo dell\u2019aereo di Primakov (primo ministro russo dal 1998 al 1999).\u00a0Primakov era su un aereo diretto negli Stati Uniti quando ricevette la notizia che la NATO avrebbe lanciato un\u2019offensiva militare contro l\u2019ex Jugoslavia e avrebbe attaccato Belgrado; telefon\u00f2 subito ad Al Gore (vicepresidente USA), con il quale si sarebbe incontrato, in un disperato tentativo di cercare di impedire questo attacco, ma Al Gore gli disse che non c\u2019era niente che potesse fare, il dado era tratto.\u00a0Quindi Primakov ordin\u00f2 al pilota di tornare a Mosca, senza nemmeno atterrare negli USA.\u00a0Questa inversione di rotta da parte di Primakov segn\u00f2 letteralmente un punto di svolta in quella che era stata la politica estera della Russia dopo la disgregazione dell\u2019URSS.\u00a0Fu un momento chiave di cui ancora oggi subiamo le conseguenze.<\/p>\n<p><strong><em>P.:<\/em><\/strong><em> La NATO bombard\u00f2 la Serbia, forzando ulteriormente la disgregazione della Jugoslavia, gi\u00e0 in corso negli anni \u201890.\u00a0Parliamo dell\u2019ex Jugoslavia, un caso davvero drammatico, emblematico di quanto accadde dopo il crollo dell\u2019Unione Sovietica negli anni \u201890.\u00a0Anche se la Jugoslavia non ha mai fatto parte dell\u2019Unione Sovietica\u2026<\/em><\/p>\n<p><strong>C.F.:<\/strong> S\u00ec, la stessa Jugoslavia era una sorta di \u201cmini-Unione Sovietica\u201d, perch\u00e9 al suo interno esistevano diversi sentimenti nazionali in conflitto, con le loro contraddizioni difficili da gestire.\u00a0Solo una figura politica come Tito poteva tenere tutto sotto controllo cos\u00ec a lungo.\u00a0Poich\u00e9 in seguito i paesi occidentali cominciarono a incoraggiare questi nazionalismi o regionalismi interni, la Jugoslavia fin\u00ec per crollare.\u00a0Ma il fattore pi\u00f9 decisivo consiste nelle decisioni unilaterali degli USA senza tener conto degli interessi della Russia, storicamente presente nei Balcani sin dagli scontri con l\u2019Impero Ottomano.<\/p>\n<p><em><strong>P.:<\/strong> Ricordo che, all\u2019epoca, la Germania \u2013 dove vivevo \u2013 desiderava incoraggiare la disgregazione della Jugoslavia.\u00a0La Jugoslavia, gi\u00e0 di per s\u00e9 un paese molto piccolo, fu divisa in numerosi piccoli paesi autonomi che in precedenza erano semplici province.\u00a0\u00c8 stata una specie di \u201cdivide et impera\u201d?<\/em><\/p>\n<p><strong>C.F.: <\/strong>Nel 1999 la NATO ha combattuto una guerra contro la Serbia, parte dell\u2019ex Jugoslavia.\u00a0Fu una guerra condotta dalla NATO al di fuori delle decisioni delle Nazioni Unite, con brutali bombardamenti su Belgrado \u2013 capitale della Serbia \u2013 con l\u2019obiettivo principale di ottenere l\u2019indipendenza del Kosovo (fino ad allora parte integrante della Serbia), che la NATO di fatto ottenne\u2026Gli USA hanno poi creato una base militare in Kosovo, ora la pi\u00f9 grande d\u2019Europa.<\/p>\n<p><em><strong>P.:<\/strong> \u00c8 vero!\u00a0E questi attacchi furono ancora pi\u00f9 brutali di ci\u00f2 che Putin sta facendo ora in Ucraina, perch\u00e9 la NATO ha bombardato Belgrado ogni giorno per quasi 3 mesi, distruggendo edifici pubblici, studi radiotelevisivi, ministeri, ospedali e persino l\u2019ambasciata cinese!\u00a0Del resto, bombardare \u00e8 la specialit\u00e0 degli americani&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Ed \u00e8 ironico notare che questo separatismo promosso in Jugoslavia dall\u2019Occidente \u00e8 in completo contrasto con l\u2019antiseparatismo che lo stesso Occidente e la NATO difendono ora nella guerra in Ucraina, dove vogliono che il Donbass e la Crimea tornino a farne parte, anche se queste regioni hanno le loro ragioni per separarsi o almeno per ottenere un certo grado di autonomia all\u2019interno del Paese.\u00a0Si tratta di due misure diverse per una stessa situazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Il brutale attacco della NATO alla Serbia non \u00e8 stato il primo segno che l\u2019Occidente fosse disposto a tutto, anche a intervenire militarmente, pur di competere per una buona fetta della \u201ctorta\u201d offerta nell\u2019Europa sudorientale?<\/em><\/p>\n<p><strong>C.F.: <\/strong>Quello fu particolarmente scioccante per Mosca, che storicamente ha un rapporto speciale con la Serbia.\u00a0C\u2019\u00e8 sempre un elemento della presenza russa nei Balcani.\u00a0E il fatto che questa guerra vada contro gli interessi della Russia e sia stata dichiarata senza consultare Mosca \u00e8 stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.<strong>\u00a0<\/strong>Da quel momento in poi Eltsin perse le sue ultime illusioni sull\u2019Occidente.\u00a0All\u2019inizio della transizione, nei primi anni \u201890, all\u2019epoca dei ministri degli Esteri russi come Kozyrev e Shevardnadze (quest\u2019ultimo ministro degli Esteri dell\u2019Unione Sovietica prima e presidente della Repubblica di Georgia poi), c\u2019era addirittura uno slogan simile a quello di M\u00e1rio Soares in Portogallo con il suo \u201cL\u2019Europa con noi!\u201d\u00a0dopo il 25 aprile: in Russia lo slogan era \u201cL\u2019Occidente ci aiuta!\u201d.\u00a0In seguito si sono resi conto che non esistevano aiuti e nemmeno dialogo, perch\u00e9 gli USA semplicemente davano e prendevano, facendo qualunque cosa di loro interesse o convenienza.<\/p>\n<p><strong>Da quel momento si apr\u00ec il vaso di Pandora: il confronto.\u00a0Se \u2013 sostiene il Cremlino \u2013 gli USA e l\u2019Occidente possono sgretolare un paese come la Jugoslavia e creare un paese come il Kosovo, perch\u00e9 Mosca non pu\u00f2 sostenere anche l\u2019indipendenza dell\u2019Abcasia o dell\u2019Ossezia dalla Georgia?\u00a0<\/strong>Da l\u00ec in poi, la politica russa tender\u00e0 a confrontarsi con le politiche occidentali e a giocare sullo stesso tavolo allo stesso modo.<\/p>\n<p><em><strong>P.:<\/strong> La guerra della NATO contro la Serbia nel 1999 ha dimostrato che, dopo il crollo dell\u2019Unione Sovietica, \u00e8 stata la NATO ad avviare le ostilit\u00e0 militari nell\u2019Europa Orientale contro la Russia, e non Putin 23 anni dopo con l\u2019invasione dell\u2019Ucraina, come spesso sostenuto in Occidente.\u00a0Ci\u00f2 dimostra anche che la NATO ha un carattere espansivo e aggressivo, non solo difensivo, nei confronti dell\u2019Europa Orientale.\u00a0Sei d\u2019accordo con questa affermazione?<\/em><\/p>\n<p><strong>C.F.:<\/strong> Non so se concordare con questo aggettivo che ha un carattere sostanzialmente aggressivo \u201cab initio\u201d, ma che la NATO abbia iniziato la guerra contro la Serbia \u00e8 un dato di fatto.\u00a0<strong>Fu certamente quel momento \u2013 il momento unipolare nella politica internazionale a seguito della disgregazione dell\u2019Unione Sovietica \u2013 quell\u2019opzione americana del \u201cvoglio, posso e comando\u201d e \u201cnoi decidiamo, senza ascoltare nessun altro\u201d che fin\u00ec per contribuire al cambio di atteggiamento della Russia nei confronti dell\u2019Occidente!<\/strong><\/p>\n<p><em>[La seconda e ultima parte di questa intervista verr\u00e0 pubblicata fra pochi giorni.]<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #666699;\">(*) <strong>Carlos Fino<\/strong>:<\/span><\/p>\n<p>1948: Nasce a Lisbona, ma vive e cresce nell\u2019Alto-Alentejo (Portogallo).<\/p>\n<p>1967: Studia giurisprudenza a Lisbona, \u00e8 rappresentante degli studenti e membro clandestino del PCP, e come tale viene perseguitato dalla PIDE, la polizia politica del fascismo.<\/p>\n<p>1971: Varca \u201ca salto\u201d (illegalmente) il confine con Parigi, poi giunge a Bruxelles, dove ottiene lo status di rifugiato dalle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>1973: Si trasferisce in Unione Sovietica, dove lavora come annunciatore per Radio Mosca in Portogallo e nell\u2019Africa lusofona.<\/p>\n<p>1974: Alla fine dell\u2019anno, in seguito alla Rivoluzione dei Garofani, torna in Portogallo e lavora per diversi giornali e per l\u2019ex Emissora Nacional (EN).<\/p>\n<p>1975: Alla fine dell\u2019anno torna a Mosca, questa volta come corrispondente internazionale per EN e, successivamente, per R\u00e1dio Televis\u00e3o Portuguesa (RTP).<\/p>\n<p>1982-1989: Lavora per la RTP a Lisbona come reporter, conduttore e commentatore.<\/p>\n<p>1989-1995: Di nuovo a Mosca, segue come giornalista il crollo dell\u2019Unione Sovietica e la democratizzazione dell\u2019Europa Orientale: Russia, Romania, Bulgaria, Cecoslovacchia, DDR\u00a0, Polonia e Ungheria, nonch\u00e9 i conflitti in Abcasia, Georgia, Nagorno Karabakh, Moldavia, Cecenia e Afghanistan.<\/p>\n<p>1995-1998: Corrispondente della RTP a Bruxelles.<\/p>\n<p>1998-2000: Corrispondente della RTP a Washington.<\/p>\n<p>2000-2004: Copre varie guerre e conflitti: Albania, Palestina, Afghanistan, ma anche l\u2019invasione dell\u2019Iraq nel 2003 da parte delle truppe americane, ed \u00e8 il primo reporter al mondo a trasmettere in diretta le immagini dell\u2019inizio del bombardamento americano su Baghdad.<\/p>\n<p>2003: Pubblica il libro \u201cA Guerra em Directo\u201d, edito da Verbo.<\/p>\n<p>2004-2012: Lavora in diplomazia come Consulente di Stampa presso l\u2019ambasciata portoghese in Brasile nei primi due mandati del presidente Lula da Silva.<\/p>\n<p>2013: Si ritira e rimane in Brasile.<\/p>\n<p>2019: Dottorato di ricerca in \u201cScienze della comunicazione\u201d presso l\u2019Universit\u00e0 del Minho a Braga con una tesi che serv\u00ec come base per il suo nuovo libro \u201cPortugal-Brazil: Roots of Strangeness\u201d pubblicato nel 2021.<\/p>\n<p>2022: Ritorna in Portogallo e nel \u201csuo\u201d Alto Alentejo.<\/p>\n<p>Nel corso della sua carriera di giornalista, Carlos Fino ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.\u00a0Ha circa 37.000 follower su Facebook, un trend in crescita.<\/p>\n<p><span style=\"color: #666699;\">Maggiori informazioni sull\u2019intervistato qui:\u00a0<a href=\"https:\/\/pt.wikipedia.org\/wiki\/Carlos_Fino\">https:\/\/pt.wikipedia.org\/wiki\/Carlos_Fino<\/a><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<h6>All content produced by Pressenza is available free of charge under the Creative Commons 4.0 Licence.<\/h6>\n<p><em>Traduzione dall\u2019inglese di Enrica Marchi. Revisione di Thomas Schmid.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlos Fino\u00a0(*) intervistato per PRESSENZA da Vasco Esteves Carlos Fino nasce in Portogallo e per quarant\u2019anni \u00e8 stato inviato radiotelevisivo, corrispondente di guerra, conduttore e consulente di stampa. Ha viaggiato in Europa Orientale, in Medio Oriente e in Brasile. Ha&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2222,"featured_media":1786829,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,157,55,57],"tags":[459,118468,45732,8871,7791,207,2804],"class_list":["post-1786818","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-interviste","category-politica","category-affari-esteri","tag-afghanistan-it","tag-carlos-fino-it","tag-gorbachov","tag-guerra-fredda","tag-jugoslavia","tag-nato","tag-russia-it"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Carlos Fino in un\u2019intervista esclusiva per Pressenza (puntata 1 di 2): Mosca e il crollo di URSS e Jugoslavia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Carlos Fino ha rilasciato questa intervista esclusiva a PRESSENZA sulla sua esperienza in Europa Orientale e sulle possibili conclusioni geopolitiche che questa gli permetter\u00e0 di trarre.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Carlos Fino in un\u2019intervista esclusiva per Pressenza (puntata 1 di 2): Mosca e il crollo di URSS e Jugoslavia\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Carlos Fino ha rilasciato questa intervista esclusiva a PRESSENZA sulla sua esperienza in Europa Orientale e sulle possibili conclusioni geopolitiche che questa gli permetter\u00e0 di trarre.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/vasco.esteves.96\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2023-12-09T17:16:49+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-12-09T17:20:44+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Wikimedia-Commons-Autor-CARLOS-FINO-como-conselheiro-de-Imprensa-na-Emb-Port-no-Brasil-2004-2012.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1200\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"900\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Vasco Esteves\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Vasco Esteves\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"21 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/\"},\"author\":{\"name\":\"Vasco Esteves\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/a492f3ee7870e6ceaf3743f5b06fee87\"},\"headline\":\"Carlos Fino in un\u2019intervista esclusiva per Pressenza (puntata 1 di 2): Mosca e il crollo di URSS e Jugoslavia\",\"datePublished\":\"2023-12-09T17:16:49+00:00\",\"dateModified\":\"2023-12-09T17:20:44+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/\"},\"wordCount\":4737,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Wikimedia-Commons-Autor-CARLOS-FINO-como-conselheiro-de-Imprensa-na-Emb-Port-no-Brasil-2004-2012.jpg\",\"keywords\":[\"Afghanistan\",\"Carlos Fino\",\"Gorbachov\",\"Guerra Fredda\",\"Jugoslavia\",\"NATO\",\"Russia\"],\"articleSection\":[\"contenuti originali\",\"Interviste\",\"Politica\",\"Questioni internazionali\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/\",\"name\":\"Carlos Fino in un\u2019intervista esclusiva per Pressenza (puntata 1 di 2): Mosca e il crollo di URSS e Jugoslavia\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Wikimedia-Commons-Autor-CARLOS-FINO-como-conselheiro-de-Imprensa-na-Emb-Port-no-Brasil-2004-2012.jpg\",\"datePublished\":\"2023-12-09T17:16:49+00:00\",\"dateModified\":\"2023-12-09T17:20:44+00:00\",\"description\":\"Carlos Fino ha rilasciato questa intervista esclusiva a PRESSENZA sulla sua esperienza in Europa Orientale e sulle possibili conclusioni geopolitiche che questa gli permetter\u00e0 di trarre.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Wikimedia-Commons-Autor-CARLOS-FINO-como-conselheiro-de-Imprensa-na-Emb-Port-no-Brasil-2004-2012.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Wikimedia-Commons-Autor-CARLOS-FINO-como-conselheiro-de-Imprensa-na-Emb-Port-no-Brasil-2004-2012.jpg\",\"width\":1200,\"height\":900,\"caption\":\"Carlos Fino (Wikimedia Commons, Autor: Carlos Fino)\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Accueil\",\"item\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Carlos Fino in un\u2019intervista esclusiva per Pressenza (puntata 1 di 2): Mosca e il crollo di URSS e Jugoslavia\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"name\":\"Pressenza\",\"description\":\"Agenzia di Stampa Internazionale\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\",\"name\":\"Pressenza\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"width\":200,\"height\":200,\"caption\":\"Pressenza\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/x.com\/PressenzaIPA\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/a492f3ee7870e6ceaf3743f5b06fee87\",\"name\":\"Vasco Esteves\",\"description\":\"He left Portugal for Germany in 1969 as a political refugee. In Portugal he was a student leader and in Germany he fought for the rights and organisation of Portuguese immigrants and supported the Carnation Revolution in Portugal. With a degree in mathematics, he worked in Germany for 30 years in the information technology sector. He currently lives in Berlin as an actor and journalist. He is regarded as a historical witness, particularly of the 60s and 70s, both to the resistance against fascism in Portugal and to the first generation of Portuguese immigrants to the Federal Republic of Germany.\",\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/vasco.esteves.96\",\"https:\/\/www.youtube.com\/@VascoEsteves\"],\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/vasco-esteves\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Carlos Fino in un\u2019intervista esclusiva per Pressenza (puntata 1 di 2): Mosca e il crollo di URSS e Jugoslavia","description":"Carlos Fino ha rilasciato questa intervista esclusiva a PRESSENZA sulla sua esperienza in Europa Orientale e sulle possibili conclusioni geopolitiche che questa gli permetter\u00e0 di trarre.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Carlos Fino in un\u2019intervista esclusiva per Pressenza (puntata 1 di 2): Mosca e il crollo di URSS e Jugoslavia","og_description":"Carlos Fino ha rilasciato questa intervista esclusiva a PRESSENZA sulla sua esperienza in Europa Orientale e sulle possibili conclusioni geopolitiche che questa gli permetter\u00e0 di trarre.","og_url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/","og_site_name":"Pressenza","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/vasco.esteves.96","article_published_time":"2023-12-09T17:16:49+00:00","article_modified_time":"2023-12-09T17:20:44+00:00","og_image":[{"width":1200,"height":900,"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Wikimedia-Commons-Autor-CARLOS-FINO-como-conselheiro-de-Imprensa-na-Emb-Port-no-Brasil-2004-2012.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Vasco Esteves","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@PressenzaIPA","twitter_site":"@PressenzaIPA","twitter_misc":{"Scritto da":"Vasco Esteves","Tempo di lettura stimato":"21 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/"},"author":{"name":"Vasco Esteves","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/a492f3ee7870e6ceaf3743f5b06fee87"},"headline":"Carlos Fino in un\u2019intervista esclusiva per Pressenza (puntata 1 di 2): Mosca e il crollo di URSS e Jugoslavia","datePublished":"2023-12-09T17:16:49+00:00","dateModified":"2023-12-09T17:20:44+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/"},"wordCount":4737,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Wikimedia-Commons-Autor-CARLOS-FINO-como-conselheiro-de-Imprensa-na-Emb-Port-no-Brasil-2004-2012.jpg","keywords":["Afghanistan","Carlos Fino","Gorbachov","Guerra Fredda","Jugoslavia","NATO","Russia"],"articleSection":["contenuti originali","Interviste","Politica","Questioni internazionali"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/","name":"Carlos Fino in un\u2019intervista esclusiva per Pressenza (puntata 1 di 2): Mosca e il crollo di URSS e Jugoslavia","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Wikimedia-Commons-Autor-CARLOS-FINO-como-conselheiro-de-Imprensa-na-Emb-Port-no-Brasil-2004-2012.jpg","datePublished":"2023-12-09T17:16:49+00:00","dateModified":"2023-12-09T17:20:44+00:00","description":"Carlos Fino ha rilasciato questa intervista esclusiva a PRESSENZA sulla sua esperienza in Europa Orientale e sulle possibili conclusioni geopolitiche che questa gli permetter\u00e0 di trarre.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Wikimedia-Commons-Autor-CARLOS-FINO-como-conselheiro-de-Imprensa-na-Emb-Port-no-Brasil-2004-2012.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Wikimedia-Commons-Autor-CARLOS-FINO-como-conselheiro-de-Imprensa-na-Emb-Port-no-Brasil-2004-2012.jpg","width":1200,"height":900,"caption":"Carlos Fino (Wikimedia Commons, Autor: Carlos Fino)"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/12\/carlos-fino-in-unintervista-esclusiva-per-pressenza-puntata-1-di-2-mosca-e-il-crollo-di-urss-e-jugoslavia\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Accueil","item":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Carlos Fino in un\u2019intervista esclusiva per Pressenza (puntata 1 di 2): Mosca e il crollo di URSS e Jugoslavia"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","name":"Pressenza","description":"Agenzia di Stampa Internazionale","publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization","name":"Pressenza","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","width":200,"height":200,"caption":"Pressenza"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/x.com\/PressenzaIPA"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/a492f3ee7870e6ceaf3743f5b06fee87","name":"Vasco Esteves","description":"He left Portugal for Germany in 1969 as a political refugee. In Portugal he was a student leader and in Germany he fought for the rights and organisation of Portuguese immigrants and supported the Carnation Revolution in Portugal. With a degree in mathematics, he worked in Germany for 30 years in the information technology sector. He currently lives in Berlin as an actor and journalist. He is regarded as a historical witness, particularly of the 60s and 70s, both to the resistance against fascism in Portugal and to the first generation of Portuguese immigrants to the Federal Republic of Germany.","sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/vasco.esteves.96","https:\/\/www.youtube.com\/@VascoEsteves"],"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/vasco-esteves\/"}]}},"place":"Portogallo","original_article_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1786818","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2222"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1786818"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1786818\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1786829"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1786818"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1786818"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1786818"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}