{"id":1784842,"date":"2023-11-30T15:00:51","date_gmt":"2023-11-30T15:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1784842"},"modified":"2025-07-09T12:30:06","modified_gmt":"2025-07-09T11:30:06","slug":"israele-palestina-un-altro-modo-la-scelta-della-nonviolenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/11\/israele-palestina-un-altro-modo-la-scelta-della-nonviolenza\/","title":{"rendered":"Israele-Palestina: un altro modo, la scelta della nonviolenza"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Ho intervistato Sulaiman Khatib e Chen Alon, co-fondatori di &#8220;Combatants For Peace&#8221;, nominati per il Premio Nobel per la Pace nel 2017 e nel 2018. Entrambe le volte la candidatura era a nome di &#8220;Combattenti per la pace&#8221;.\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Questo articolo vuole riportare in italiano le parti salienti dell\u2019intervista (in inglese)\u00a0 <\/span><\/em><em><span style=\"font-weight: 400;\">visibile qui sul canale Youtube di Pressenza IPA\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Aq13zCoRqU4\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Aq13zCoRqU4 \u00a0<\/a><\/span><\/em><em><span style=\"font-weight: 400;\">e ascoltabile come podcast qui \u00a0\u00a0<\/span><\/em><em><a href=\"https:\/\/podcasters.spotify.com\/pod\/show\/imaginaction\">https:\/\/podcasters.spotify.com\/pod\/show\/imaginaction<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Grazie a Daniela Bezzi per l&#8217;aiuto nella trascrizione e traduzione e a Fulvio Faro per il montaggio del video.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di seguito riporto gli elementi che hanno attirato maggiormente la mia attenzione e che evidentemente si sono ancorati al mio vissuto, alle mie premesse, alla mia professione, e non da meno alle mie speranze.<\/span><\/p>\n<p><b>Il cammino doppio e intrecciato di Combatants for Peace.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> Chen pi\u00f9 di una volta, nell\u2019intervista, ha sottolineato come accanto al processo di riumanizzazione, training all\u2019empatia e promozione del dialogo, ci sia la lotta congiunta, nonviolenta e creativa contro l\u2019occupazione militare israeliana e il sistema oppressivo di apartheid. Ho trovato significativo che questo aspetto fosse sottolineato da Chen, israeliano, che dice: \u201cNon ignoriamo la realt\u00e0 dell\u2019occupazione\u201d. Senza questa affermazione cos\u00ec forte, la promozione del dialogo tra i due popoli potrebbe essere inficiata e accusata di \u201cnormalizzazione\u201d (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">tatbya<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> in arabo), ossia di normalizzare i rapporti come se non esistesse un sistema oppressivo e ingiusto. In questo caso, direi che le relazioni tra \u201cnemici\u201d pi\u00f9 che \u201cnormalizzare\u201d lo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">status quo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, lo sfidano facendosi portatori di una realt\u00e0 altra, per molt3 quasi inimmaginabile, e lo fanno insieme.<\/span><\/p>\n<p><b>Aprire la mente. La pluralit\u00e0 di narrazioni. <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Sulaiman spesso fa riferimento alle narrazioni diverse e al ruolo che giocano nel mantenere il ciclo di violenza e nel rimanere bloccati nella storia dei propri traumi, cos\u00ec come all\u2019opportunit\u00e0 che si apre quando si fa spazio alla narrazione dell\u2019altro. Sulaiman racconta come la curiosit\u00e0 verso la storia degli israeliani abbia fatto parte della sua storia di trasformazione personale; accenna al fatto che la guerra di queste settimane \u00e8 raccontata in due modi completamente diversi dai media israeliani e palestinesi (\u201csiamo soliti dire qui che viviamo in film diversi\u201d).<\/span><\/p>\n<p><b>Aprire il cuore. Avere spazio per il dolore dell\u2019altro, del \u201cnemico\u201d. <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Sulaiman racconta di quando ha fatto spazio alla sofferenza per l\u2019olocausto, Chen racconta che ora, dopo 18 anni di allenamento del muscolo dell\u2019empatia, il suo cuore si spezza allo stesso modo per i bambin3 isrealian3 e palestines3 quando sono uccis3, rapit3, torturat3. In effetti, siamo addestrat3 a provare empatia solo per i nostri cari, i nostri vicini, i nostri \u201cpi\u00f9 simili a noi\u201d. \u201c(voglio invitarvi a) dare una possibilit\u00e0 all\u2019empatia e all&#8217;umanit\u00e0\u2026\u201d (Sulaiman).<\/span><\/p>\n<p><b>Aprire la volont\u00e0. L\u2019immaginazione come capacit\u00e0 fondamentale nella trasformazione del conflitto.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> Dice Chen: \u201cuna delle prime manifestazioni dell&#8217;oppressione \u00e8 che la gente non riesce a immaginare un&#8217;altra realt\u00e0\u201d. Sulaiman dice che la The Joint Memorial Ceremony, in cui israeliani e palestinesi sono in lutto insieme, chiedendo la fine della violenza, \u00e8 in qualche modo qualcosa di inimmaginabile. Avere la capacit\u00e0 di immaginare l\u2019inimmaginabile apre le porte davvero alla risoluzione creativa dei conflitti.<\/span><\/p>\n<p><b>Il ruolo della comunit\u00e0 internazionale. Andare oltre le polarizzazioni e l\u2019odio.\u00a0 <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">In questo momento di forte polarizzazione, che alimenta da un lato l\u2019islamofobia e dall\u2019altro l\u2019antisemitismo, Chen invita a essere spett-attori, ma non per tifare una o l\u2019altra parte, ma chiedendosi \u201cdov&#8217;\u00e8 il palcoscenico in cui le persone stanno co-resistendo, co-esistendo, lottando insieme, riumanizzandosi a vicenda\u201d. Sulaiman apprezza il risveglio della comunit\u00e0 internazionale, ma sente di distanziarsi dagli slogan che portano odio, invita a sintonizzarsi sulla vibrazione della vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E ora lascio la parola a Chen e Sulaiman, riportando stralci di gran parte dell\u2019intervista.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La mia prima domanda \u00e8 stata proprio su <\/span><b>Combatants for Peace<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (Combattenti per la Pace), <\/span><b>cos\u2019e\u2019 e cosa rappresenta nella loro vita oggi, in questa situazione cos\u00ec drammatica.<\/b><\/p>\n<p><strong>Sulaiman:\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Combatants for Peace \u00e8 nato durante la Seconda Intifada, da una <\/span><b>conversazione che si teneva segretamente a Betlemme<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, tra alcuni palestinesi che stavano combattendo o erano in prigione, come me, e israeliani che erano stati nell&#8217;esercito. E dunque in breve, entrambi i gruppi sono giunti alla conclusione che non esiste una soluzione militare per la nostra causa, e che <\/span><b>per alcuni di noi non esiste pi\u00f9 un &#8220;noi&#8221; o un &#8220;loro&#8221;.\u00a0<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come ho detto io stesso, sono stato in carcere per pi\u00f9 di dieci anni dall&#8217;et\u00e0 di 14 anni, come tutti i miei amici adolescenti, mi sono trovato in varie situazioni per esplorare ci\u00f2 che pu\u00f2 funzionare. Ed \u00e8 successo che alcuni di noi, se cos\u00ec posso dire, si sono avvicinati ai valori della nonviolenza e dell&#8217;umanizzazione dell&#8217;altra parte e abbiamo lavorato insieme per un futuro migliore, per i nostri popoli, sia palestinesi che israeliani.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;) Credo che &#8220;Combatants For Peace&#8221; abbia contribuito molto ai movimenti di base a livello locale e globale che dimostrano che la trasformazione e il cambiamento sono possibili, e che<\/span><b> trasformare quello che chiamiamo &#8220;l&#8217;altro&#8221; in un fratello \u00e8 possibile e questo cambiamento non \u00e8 eccezionale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, solo per poche persone. Credo che ogni essere umano sia in grado di cambiare. Come dice Nelson Mandela, &#8220;le persone non odiano per natura, quando nascono, devono imparare a farlo\u2026&#8221;. E quindi possono anche imparare l&#8217;amore e persino il perdono.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">&#8220;Combatants For Peace&#8221; esiste da 18 anni. E<\/span><b> l&#8217;identit\u00e0 principale, come ho detto dai fondatori, \u00e8 quella di ex combattenti di entrambe le parti che lavorano insieme<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. E questo, per quanto ne so, \u00e8 uno dei pochi modelli storicamente riconosciuti e che continuano a lavorare sul conflitto, con l\u2019obiettivo di unire le forze per lavorare insieme a questa possibilit\u00e0 di riconciliazione storica, per la liberazione e la libert\u00e0 dei nostri popoli da entrambe le parti.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong>Chen:<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Io sono stato per pi\u00f9 di 10 anni nell&#8217;esercito, sono diventato maggiore nell&#8217;esercito israeliano e ho avuto la stessa urgenza di Suli di proteggere il suo popolo. Anch\u2019io ritenevo di proteggere il mio popolo. Credevo che la violenza, la resistenza, la lotta armata, la difesa, comunque la vogliamo chiamare, fosse la soluzione e poi ho capito che la violenza \u00e8 sempre il problema e non la soluzione e ho deciso di rifiutarmi di svolgere il servizio militare per l&#8217;occupazione e per questo sono stato condannato e andato in prigione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Anch\u2019io, come ex combattente, come ex ufficiale, ho trovato i partner in un gruppo di persone, persone coraggiose nel fronte palestinese, che hanno abbandonato la violenza come mezzo di liberazione o mezzo di resistenza, di lotta.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Abbiamo quindi unito le forze per porre fine all&#8217;occupazione e all&#8217;apartheid insieme, e per sviluppare una comunit\u00e0 nonviolenta bi-nazionale. Dopo 18 anni stiamo definendo una cultura nonviolenta bi-nazionale. Stiamo sviluppando un&#8217;alternativa alla realt\u00e0<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> come comunit\u00e0, in modo che le persone possano unirsi a noi e far parte di questo giusto e paritario sistema di governo, anche utopico, nella nostra comunit\u00e0 che non ignora il contesto dell&#8217;occupazione e dell&#8217;apartheid, ma fornisce una realt\u00e0 alternativa per le persone che resistono alla violenza, al ciclo di violenza e alla struttura di potere oppressiva.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E vorrei aggiungere, per rispondere alla seconda parte della tua domanda, che cos&#8217;\u00e8 \u201cCombatants For Peace\u201d oggi? Per me, e so che \u00e8 lo stesso per Sulai, perch\u00e9 ho imparato questo termine da Sulai, noi siamo risoluti, fermi. <\/span><b>Siamo una roccia ferma (&#8230;) nell&#8217;occhio di una tempesta di folle, orribile violenza<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, brutalit\u00e0, barbarici attacchi che vanno da entrambe le parti, uccidendo persone innocenti e bambini. E noi stiamo incarnando la visione di stare insieme nella realt\u00e0, all&#8217;interno dell&#8217;occhio del ciclone. Per segnalare alla gente che saremo presenti anche dopo la fine della guerra e che<\/span><b> saremo il seme attorno al quale si costruir\u00e0 la prossima realt\u00e0,<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> come comunit\u00e0 bi-nazionale, nonviolenta, pacifica, sensibile alla giustizia e ai diritti umani.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>Invito Chen e Sulaiman, che hanno gi\u00e0 un po\u2019 anticipato le loro storie personali, a raccontare episodi della loro vita che hanno portato a un cambiamento di prospettiva e alla scelta della nonviolenza.<\/b><\/p>\n<p><strong>Chen:<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;) Intuitivamente, abbiamo iniziato il viaggio dei \u201cCombattenti per la pace\u201d sulla base dei principi dei Comitati per la Verit\u00e0 e la Riconciliazione in Sudafrica. Ci\u00f2 significa che <\/span><b>quando si racconta la propria storia personale attraverso la violenza, ci si assume la responsabilit\u00e0 della verit\u00e0 e della riconciliazione. <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Non significa che qualcuno deve perdonarti (&#8230;). Si tratta di un&#8217;azione di racconto della propria storia personale, di condivisione della propria verit\u00e0 e del proprio ruolo. A volte di testimone, a volte ruolo attivo nella realt\u00e0 come persona violenta, come essere umano violento che ha disumanizzato l&#8217;altro fino al punto di essere disposto a uccidere, e in alcuni casi a uccidere davvero, altri esseri umani. Quindi, per essere onesti, <\/span><b>non c&#8217;\u00e8 un momento del genere, un unico momento di rivelazione o epifania che posso descrivere come IL momento della mia trasformazione.<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Io sono un regista teatrale. Un creatore di teatro nel teatro. Un attivista e un artista. Quindi leggo la mia storia e leggo questi episodi che ho vissuto, attraverso un punto di vista teatrale, e cercher\u00f2 di spiegare questo punto con alcuni esempi, uno dei quali \u00e8 che ero gi\u00e0 un attore di teatro e stavo interpretando un ruolo in uno spettacolo teatrale chiamato &#8220;Awake and sing&#8221; di Clifford Odets. \u00c8 una commedia americana sulla Depressione del 1929 e io interpretavo il tipico giovanotto di famiglia. E tutta la famiglia \u00e8 devastata dalla depressione economica. E come in una catarsi io alla fine dell&#8217;opera dico loro: \u201cNon dipende da noi affrontare il nostro singolo problema, dobbiamo cambiare il sistema, il sistema di capitale dell&#8217;economia statunitense \u00e8 il problema e dobbiamo cambiarlo, e questo creer\u00e0 il cambiamento.\u201d E a quel punto il pubblico applaudiva e beh, io indossavo un abito a tre pezzi con la cravatta nel Bronx degli anni &#8217;30 o alla fine degli anni &#8217;20 negli Stati Uniti a New York. E il pubblico era fuori di testa dinnanzi a questo giovane uomo rivoluzionario che indica una soluzione al problema sociale, economico e politico. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mi sono tolto il costume di scena, sono salito in macchina e ho guidato per 45 minuti fino alla Striscia di Gaza. Era credo l\u2019anno 1997, o 1996. Ho indossato la mia uniforme con il grado di maggiore ed eccomi comandante di un posto di blocco. Fermavo e bloccavo le famiglie palestinesi che volevano attraversare questo posto di blocco e dicevo: &#8220;Avete bisogno di un permesso per andare all&#8217;ospedale, avete bisogno di un permesso per questo e quello\u2026&#8221;. E ricordo in particolare una giovane coppia con un bambino che cercava di attraversare questo checkpoint e cos\u00ec, eccomi l\u00ec la sera stessa, sul palco come giovane rivoluzionario che crede nel cambiamento sistematico del sistema e invoca una rivoluzione del sistema per portare giustizia e uguaglianza. E un&#8217;ora dopo sto recitando un altro ruolo, con la mia uniforme di oppressore, come comandante di un posto di blocco che non permette alle persone di passare. E dunque questo scontro tra questi due personaggi dentro di me, il modo in cui non riuscivo a integrare questi due ruoli, questi due personaggi (&#8230;) Mi sono detto: devi scegliere uno dei due. O sei un cittadino, un artista che invoca il cambiamento, ed \u00e8 disposto a pagarne il prezzo. Oppure sei un ufficiale di una dittatura militare che controlla e domina milioni di persone. Non puoi essere entrambe le cose. <\/span><b>E il prezzo da pagare \u00e8 quello di essere un traditore del tuo popolo, essere considerato un traditore, sbattuto in prigione, ed essere boicottato e bandito dalla tua stessa gente.\u00a0<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E avrei altri esempi, se vuoi pi\u00f9 avanti, mi limiter\u00f2 solo a un altro, quello di aver impedito ai bambini di andare in ospedale, cinque anni pi\u00f9 tardi, nella vicina Betlemme, mentre avevo cura di mia figlia, della mia bambina che andava all&#8217;asilo, nello stesso momento. Da una parte eccomi a dire: &#8220;Non potete andare all&#8217;ospedale, voi bambini in macchina (&#8230;); e allo stesso tempo chiamare mia madre per chiederle di andare a prendere mia figlia all&#8217;asilo perch\u00e9 la mia compagna quel giorno non poteva.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quindi, di nuovo, questo concetto teatrale, di un personaggio, di ruoli nella vita, nella vita reale, e non essere in grado di integrare l&#8217;essere umano che sei, con altri ruoli sociali che ti trovi ad avere, stava arrivando a un punto tale che era troppo per me e mi sono rifiutato. <\/span><b>Ero disposto a pagare qualsiasi prezzo pur di impegnarmi nel ruolo di essere umano che non opprime altri esseri umani.<\/b><\/p>\n<p><b>Sulaiman:<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;) come ho detto prima, sono stato in prigione quando avevo 14 anni. In realt\u00e0 sono stato attratto dall&#8217;idea della rivoluzione, l\u2019intreccio di Che Guevara, la kefia\u2026 e poi, durante il periodo di detenzione, quando ero in carcere, a 15 anni, mi sono unito in alcune occasioni ad altri prigionieri per uno sciopero della fame. E con questi due scioperi della fame, che sono durati circa 17 giorni, a volte 10 giorni, al fine di migliorare la vita quotidiana del carcere, abbiamo sempre avuto successo, in effetti. Questa \u00e8 stata la mia esperienza pratica.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sapete tutti che Mandela quando era in prigione ha letto della lotta nonviolenta e di altre parti del mondo, per esempio in India, e la storia di Martin Luther King e altri. Ma anche nella nostra cultura, direi anche nel contesto religioso spirituale, dalle nostre parti, c&#8217;\u00e8 parecchio sul principio della nonviolenza, sulla cultura della tolleranza, \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">tasamuh<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d. (&#8230;)\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per me, quindi, quando parliamo di cambiamento verso la nonviolenza, non si tratta solo di una teoria del cambiamento o di un&#8217;ideologia o di una conversazione intellettuale, ma di andare molto pi\u00f9 in profondit\u00e0 al cuore, all&#8217;anima e credo che sia importante, ed \u00e8 cos\u00ec che io sono, essere veramente e pienamente in verit\u00e0 con noi stessi, non solo come intellettuale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;) <\/span><b>io vengo da una famiglia che pratica la \u201criconciliazione&#8221; e questo si collega a tutta la cultura mediterranea del Medio Oriente con il processo di riconciliazione tribale, in cui ci sono sempre due lati della storia, o pi\u00f9 di due lati <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;). Ed \u00e8 importante, io provengo dalla tipica famiglia palestinese, molto legata alla narrazione della causa palestinese, alla sofferenza palestinese, alla lotta palestinese, al desiderio di libert\u00e0. (&#8230;) Quando mi guardo indietro, penso che in parte, come ho detto, questo proviene anche dall\u2019appartenere a una famiglia che riunisce insieme parti (gruppi) differenti nel sistema tribale e penso che una parte importante della mia missione di vita sia superare le differenze.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E dunque ero molto curioso e anche <\/span><b>aperto a leggere anche la narrazione degli israeliani, se non altro per saperne di pi\u00f9, perch\u00e9 se mi predispongo ad aprirmi un po&#8217; di pi\u00f9, significa che posso rinunciare un po\u2019 alla mia (narrazione)<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Per esempio se provo empatia per la sofferenza del popolo ebraico, rispetto all&#8217;Olocausto, o prima, o dopo, si modifica anche il mio punto di vista di giustizia, o circa la mia causa come palestinese, e nel corso del tempo arrivo a un luogo in cui sento che questi termini o sentimenti non sono in conflitto, in cui possa permettere al mio cuore di percepire la legittimit\u00e0 di entrambe i popoli, di essere qui con tutto il dolore e il trauma&#8230; E capire che sono in grado, che noi siamo in grado\u2026 (&#8230;) di avere un cuore bi-nazionale e credo che questa sia la strada, con le nostre relazioni personali, con la nostra apertura.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Non perch\u00e9 siamo ingenui e non stiamo facendo nulla, ma perch\u00e9 \u00e8 proprio cos\u00ec. (&#8230;) Ovunque, non riguarda solo la nostra causa. Credo purtroppo che la voce della violenza sia molto pi\u00f9 forte, ma credo davvero che la maggioranza delle persone vorrebbe abbandonare questa cosa, per il loro bisogno di sopravvivenza e per le loro anime, smetterla di odiarsi e uccidersi a vicenda.<\/span><\/p>\n<p><b>Chiedo a Chen e Sulaiman in che modo Combatants for Peace costruisce la fiducia e coltiva la riconciliazione, quali sono gli strumenti e le metodologie.\u00a0<\/b><\/p>\n<p><strong>Chen:<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mi stavo unendo a \u201cCombatants For Peace\u201d, stavo co-fondando \u201cCombatants For Peace\u201d come un ebreo israeliano molto protettivo, nel senso che stavo proteggendo la mia identit\u00e0(&#8230;). Stavo mettendo a fuoco, ed ero molto possessivo, riguardo la mia storia, il mio dolore, all&#8217;Olocausto, alla sofferenza, l&#8217;esilio, il bisogno di rifugio da parte della gente. E non so se si tratta di un training\u00a0 emotivo, empatico o spirituale che stiamo facendo in \u201cCombatants for Peace\u201d. Ma dopo 18 anni, posso dire che i bambini del Sud (Israele) e i bambini di Gaza mi spezzano il cuore allo stesso modo, quando vengono uccisi o rapiti o torturati. Quindi o<\/span><b>ra ho lo stesso posto nel mio cuore per i bambini quando sono uccisi, rapiti o torturati.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> Ho lo stesso posto nel mio cuore ed \u00e8 facile perch\u00e9 ho dei figli, quindi \u00e8 facile per me. <\/span><b>Sento che \u00e8 facile ora, ma non era cos\u00ec anni fa.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> E penso che quando parlo di training, non si tratta solo di esercitarsi all&#8217;empatia (&#8230;) Penso che sia il modo in cui ci stiamo allenando all&#8217;azione, che siamo impegnati in entrambe le pratiche e in entrambe le strade, entrambi i percorsi di \u201cCombattenti per la Pace\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Uno \u00e8 il <\/span><b>dialogo costante per la riconciliazione e la riumanizzazione.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (&#8230;) per esempio, una delle pratiche \u00e8 <\/span><b>The Joint Memorial Ceremony<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che abbiamo iniziato 18 anni fa con decine di persone in un teatro francese a Tel Aviv. Alle ultime quattro o cinque cerimonie che abbiamo fatto, la cerimonia annuale israelo-palestinese, hanno partecipato 15.000 persone in un parco a Tel Aviv con altre 200.000 persone online, che sentono l\u2019esigenza di questo dolore comune, di questa agonia, di questo dolore da sentire insieme. E non \u00e8 solo, come hai detto, un\u2019esigenza israelo-palestinese, \u00e8 un\u2019esigenza internazionale. \u00c8 un\u2019esigenza umana di cui siamo testimoni in tutto il mondo. Questo \u00e8 uno degli impegni che ci permette di sviluppare questi muscoli dell&#8217;empatia che stiamo allenando.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma ce n\u2019\u00e8 un altro (perch\u00e9) <\/span><b>il dialogo, la riconciliazione, la coesistenza e cos\u00ec via non sono sufficienti quando c&#8217;\u00e8 un sistema sistematico cos\u00ec brutale e dominante di relazioni di potere che \u00e8 oppressivo, cio\u00e8 l&#8217;occupazione e l&#8217;apartheid. Quindi l&#8217;altro impegno, l&#8217;altro viaggio, l&#8217;altro percorso, l&#8217;altra strada che stiamo sviluppando oltre alla riconciliazione e alla riumanizzazione, \u00e8 la lotta nonviolenta, la resistenza, il confronto concreto con il sistema oppressivo.<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In questo modo, in vari modi, come azioni dirette, dimostrazioni, teatro d&#8217;immagine, teatro forum, manifestazioni, marce e vari modi di essere fermi di fronte all&#8217;oppressione insieme, israeliani e palestinesi sono schierati nello stesso movimento, la stessa azione, la stessa attivit\u00e0 di fronte all&#8217;occupazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E penso che<\/span><b> l&#8217;intreccio di questi due percorsi sia qualcosa di straordinario e unico per questo movimento bi-nazionale, che permette agli esseri umani impegnati nel movimento di avere, dopo anni e anni, un cuore bi-nazionale, e persino una mente bi-nazionale.\u00a0<\/b><\/p>\n<p><strong>Sulaiman:<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In \u201cCombattenti per la Pace\u201d e nella cerchia pi\u00f9 ampia dei gruppi di attivisti ci sono molti strumenti. Hai menzionato lo strumento del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">storytelling;<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0noi usiamo molte altre strategie e strumenti per aprirci a (..) <\/span><b>una nuova narrazione che emerga, che nasca e non rimanga bloccata nella vecchia storia. E questo non \u00e8 facile perch\u00e9 la gente \u00e8 traumatizzata e pi\u00f9 facilmente bloccata nella narrazione del vittimismo, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 molto dolore e sofferenza in questo momento e in generale.<\/b><\/p>\n<p><b>The Joint Memorial Ceremony (&#8230;) per umanizzare l&#8217;altra parte, \u00e8 davvero al di l\u00e0 di ogni immaginazione. <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Il fatto di essere\u00a0 insieme nel dolore e nella solidariet\u00e0. Anche la cerimonia della Nakba \u00e8 iniziata da quasi cinque anni. Camminare in collaborazione tra i nostri partner palestinesi e israeliani, per toccare un evento traumatico per i palestinesi e riconoscere quegli eventi che sono stati catastrofici nel &#8217;48 per i palestinesi, \u00e8 molto educativo, crea delle aperture e permette di non sottrarci di fronte agli argomenti pi\u00f9 scabrosi, per entrare davvero in una conversazione difficile. E anche per costruire la fiducia e tutti i tipi di azioni nonviolente sul terreno. (&#8230;)<\/span><\/p>\n<p><b>Per permettere alla gente di immaginare che questo posto pu\u00f2 essere diverso<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che non dobbiamo essere nemici per sempre, n\u00e9 combattere per sempre. (&#8230;)<\/span><\/p>\n<p><b>Ho proposto a Chen e Sulaiman di immaginare, per Chen, di parlare con un bambino palestinese a Gaza, e per Sulaiman, di parlare con un bambino israeliano proveniente da uno dei kibbutz attaccati il 7 ottobre. <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo fatto un momento di silenzio, per immaginare che, in qualche modo, ci siano le premesse che permettano a questi bambini di ascoltare con cuore e mente aperti. Hanno risposto con autenticit\u00e0 e delicatezza.<\/span><\/p>\n<p><strong>Chen<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Devo dire, prima di iniziare, <\/span><b>ho bisogno di un disclaimer e so che \u00e8 una manifestazione dell&#8217;oppressione di cui sto soffrendo, perch\u00e9 questo \u00e8 davvero impegnativo.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (&#8230;) <strong>U<\/strong><\/span><b>na delle prime manifestazioni dell&#8217;oppressione \u00e8 che la gente non riesce a immaginare un&#8217;altra realt\u00e0<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. La gente non riesce a immaginare un incontro utopico come quello che ci stai offrendo, e mi rendo conto che fa parte dell&#8217;oppressione il fatto che io non posso immaginare. \u00c8 difficile per me. Perch\u00e9 non riesco a immaginare me stesso di fronte a un bambino palestinese a Gaza, mentre ascolta un uomo adulto ex soldato, ex ufficiale dell&#8217;esercito israeliano.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quindi la mia prima immaginazione \u00e8 andata in due direzioni ed \u00e8 interessante perch\u00e9 prima di tutto vorrei chiederti di<\/span><b> permettermi di portare Sulai, con me, per incontrare questo bambino palestinese<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u2026 ho bisogno di Sulai per quell&#8217;incontro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E l&#8217;altro pensiero che ho avuto \u00e8 che non dir\u00f2 nulla a questo bambino. <\/span><b>Gli dir\u00f2 che la mia prima responsabilit\u00e0 e obbligo \u00e8 ascoltarlo.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> Per chiedergli cosa ha lui da dirmi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;)<\/span><\/p>\n<p><strong>Sulaiman<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;) <\/span><b>Quando hai fatto la domanda, sono andato dentro il mio cuore per poter vedere (&#8230;) dei bambini israeliani.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (&#8230;) S\u00ec, sento che il mio cuore \u00e8 molto pesante e anche in colpa perch\u00e9 una parte del nostro popolo ha rapito\u2026 Moralmente mi sento \u201ctriggerato\u201d.(&#8230;) e provo anche una profonda e calda empatia per questi bambini che sono appena nati l\u00ec, che non hanno alcuna responsabilit\u00e0 indipendentemente da quale famiglia o in quale parte del mondo sono nati. E sono consapevole che questi bambini portano con s\u00e9 anche i traumi delle loro famiglie. E quando sento questo, sento la mia parte di cuore salvatrice. Una parte di me si muove, vorrebbe salvare, vorrebbe proteggere. Vorrei dire a tutti questi bambini che sono protetti, che sono al sicuro e che sono amati. <\/span><b>E mi dispiace anche per loro, perch\u00e9 noi adulti non siamo riusciti a impedire ci\u00f2 che \u00e8 successo il 7 ottobre, dopo il 7 ottobre, prima del 7 ottobre. Per tutti i bambini. Israeliani e palestinesi.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;) E sento anche una grande responsabilit\u00e0 di continuare a fare quello che facciamo e anche di pi\u00f9 per cambiare il corso di questa storia. E in questa missione, ci credo in pieno (&#8230;)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E sento che questi bambini sono stati usati per qualcosa che non hanno creato loro. <\/span><b>E questo mi porta a (&#8230;) condannare, davvero, l\u2019azione di rapire dei bambini, arrestare dei bambini, attaccare dei bambini, uccidere dei bambini.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>(&#8230;) a quale livello di disumanizzazione siamo per arrivare a questo\u2026<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;) Quando ho sentito il telegiornale e quando hanno parlato di bambini che sono stati rapiti tutti insieme, non sono riuscito ad avere alcuna immaginazione. Onestamente non riesco a immaginare perch\u00e9 non sono in grado di dare una spiegazione a me stesso, alla mia coscienza. Perci\u00f2 chiamo davvero le nostre madri e le loro preghiere e (&#8230;) tutte le persone che hanno gli strumenti culturali per connettersi con la loro coscienza superiore e costruire questa nuova consapevolezza che possano davvero vedere e sentire di dare protezione a tutti questi bambini (&#8230;)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0E ancor pi\u00f9 sento che voglio lavorare, perch\u00e9 questo non accada mai pi\u00f9, si spera. (&#8230;)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0(Voglio) mantenere il mio cuore aperto alla realt\u00e0 collettiva, a tutta la realt\u00e0 e cerco di mantenere un equilibrio con il sogno che questo posto possa diventare&#8230; (&#8230;) questo luogo possa diventare un modello di libert\u00e0 globale. (&#8230;)<\/span><\/p>\n<p><strong>Chen<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E dunque ora puoi capire, Ilaria, perch\u00e9 ho detto che porter\u00f2 Sulai con me\u2026 (&#8230;) direi che io ho fallito, voglio dire, riconoscer\u00f2 che abbiamo fallito nella nostra responsabilit\u00e0, nella mia. Ho fallito nella responsabilit\u00e0 per questi bambini di Gaza, per te, bambino di Gaza, per quello che hai dovuto affrontare. <\/span><b>L&#8217;unica cosa che gli chiederei, a questo bambino, \u00e8 di non rinunciare alla speranza.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (&#8230;) Ma l&#8217;unica cosa che gli chiederei, che gli offrirei, sar\u00e0 invitarlo ad assumersi la sua responsabilit\u00e0 nel non perdere la speranza. E che <\/span><b>un giorno potr\u00e0 unirsi a Sulai e a me in questo viaggio della speranza. E gli consiglier\u00f2 che questo viaggio, questa strada, questo percorso non sia con l&#8217;M16, non con le armi. Non puoi fare questo viaggio di speranza con le armi. E gli chieder\u00f2 di perdonarmi.<\/b><\/p>\n<p><strong>Sulaiman<\/strong><\/p>\n<p><b>(&#8230;) <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">Voglio invitare tutti coloro che ci hanno ascoltato fino ad ora, a <\/span><b>osservare un momento di silenzio e respirare con il cuore aperto e per esprimere empatia. Ogni persona nel mondo ha empatia, ma a volte abbiamo limitato questa empatia ai nostri cari. Per non sfidare le nostre narrazioni e la nostra mente <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;).\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Voglio davvero sfruttare questa opportunit\u00e0 per (&#8230;) invitare tutti, indipendentemente dalla parte politica di appartenenza, comprese le persone che ora sostengono la guerra e sostengono la violenza, a dare qualche secondo al loro cuore, alla loro anima, (&#8230;) dare una possibilit\u00e0 all\u2019empatia e all&#8217;umanit\u00e0, anche in tempo di guerra. Questa \u00e8 la generosit\u00e0 della moralit\u00e0 che sono certo, esiste davvero in tutte le nostre culture. E questo pu\u00f2 davvero essere un punto di svolta per una trasformazione personale e collettiva (&#8230;)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;) C&#8217;\u00e8 davvero abbondanza, di risorse, d&#8217;amore, e di risorse materiali. E tutto ci\u00f2 che ci permette di avere una vita diversa e un mondo diverso \u00e8 pienamente visibile. Lo sto vedendo. Lo vedo nel mezzo delle tragedie che stanno accadendo in questo momento a Gaza e nel sud di Israele e in molti luoghi, anche in Cisgiordania. In Israele nessuno si sente al sicuro ed \u00e8 un momento molto pesante, ma <\/span><b>posso sentire e vedere in questo l&#8217;opportunit\u00e0 di trasformare davvero il palcoscenico per un momento storico, di lasciar perdere un po&#8217; la vecchia storia per consentire l&#8217;esistenza di una nuova storia in cui i nostri popoli possano davvero essere pienamente se stessi, e autentici, e sentendosi in pace e al sicuro<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">. Grazie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le parole di Chen e Sulaiman mi hanno riportato alla citazione di Joanna Macy: \u201cCamminate coraggiosamente nella vita, con cuore spezzato, aperto\u201d. Ho chiesto di <strong>c<\/strong><\/span><b>ondividere qualsiasi cosa sentissero come importante in questo momento.<\/b><\/p>\n<p><strong>Chen\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;) Credo che voi e la maggior parte (&#8230;) delle persone che ci stanno seguendo,<\/span><b> la cosiddetta comunit\u00e0 internazionale,<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> insomma le persone che stanno ascoltando me e Sulai, dentro di loro stanno pensando a queste barbarie in Medio Oriente, o al conflitto israelo-palestinese o a qualsiasi altra cosa, e si sentono distaccate o lontane, o qualcosa del genere; oppure (&#8230;) pensano: cosa posso fare? Qual \u00e8 il mio ruolo? e cos\u00ec via.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E voglio ancora una volta tornare al medium teatrale (&#8230;) che mi sta insegnando molto sul mio ruolo, rispetto al palcoscenico del conflitto, e sul ruolo di Sulai, come protagonista o antagonista in questo conflitto. E quanto a voi, la gente che ci sta guardando e ascoltando e pensa che il ruolo dello spettatore sia solo quello di osservare e di rimanere passivi. Credo che il teatro (&#8230;) ci stia insegnando che<\/span><b> non c&#8217;\u00e8 ruolo senza responsabilit\u00e0, che tutti noi dovremmo trasformarci nel mondo, (dal ruolo di) spettatori, osservatori, nel ruolo di spett-attori, <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">che tutti noi abbiamo il compito di adempiere alla nostra responsabilit\u00e0 e di diventare attori, nel drammatico momento che ci suggerisce, o che esige anzi e di diventare attivi. <\/span><b>E l&#8217;unica cosa che voglio dirvi \u00e8: s\u00ec, attivatevi, unitevi a noi, diventate attori sul palcoscenico del conflitto israelo-palestinese, ma non pensate che il vostro ruolo sia quello di essere pro-Israele o pro-Palestina; non \u00e8 questa la storia, il copione. Il copione \u00e8 che dovete essere a favore della giustizia, per l&#8217;uguaglianza, per la solidariet\u00e0. <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">E se volete correre gli stessi rischi come Che Guevara diceva per la solidariet\u00e0, significa che devi chiederti dov&#8217;\u00e8 l&#8217;arena, <\/span><b>dov&#8217;\u00e8 il palcoscenico in cui le persone stanno co-resistendo, co-esistendo, lottando insieme, ri-umanizzandosi a vicenda<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, e cos\u00ec via. (&#8230;)<\/span><\/p>\n<p><strong>Sulaiman\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Aggiungo la mia voce a quella del mio fratello e amico Chen. E voglio dire un\u2019altra cosa che riguarda la nostra gente di qui, in questa terra sacra. Mi sento pienamente, davvero nel mio cuore e non vivo in La La Land (ndt \u201cnella fantasia\u201d), sento che vivo pienamente nella terra di qui, dove sentiamo e vediamo e siamo testimoni, sperimentiamo in prima persona la fame, la violenza, l&#8217;occupazione. Se vengo qui a Betlemme per stare con un mio amico, devo passare un check point, non so se ci arriver\u00f2, se potr\u00f2 tornare indietro (&#8230;). Anche sulla polarizzazione (&#8230;) <\/span><b>Siamo soliti dire qui, divisi fra palestinesi e israeliani, che viviamo in film diversi. <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;) <\/span><b>Poich\u00e9 ho imparato la lingua ebraica, posso ascoltare le notizie da entrambe le parti ed \u00e8 una storia completamente diversa! <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;) C\u2019\u00e8 davvero la battaglia \u00e8 in termini di superiorit\u00e0 della morale. Nessuno vuole sentirsi dire o ammettere che la propria moralit\u00e0 \u00e8 inferiore a quella degli altri, e cos\u00ec si perpetua la disumanizzazione.(&#8230;)\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>E sono felice per il movimento di risveglio che mi sembra di vedere a livello globale. <\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 bellissimo. Davvero. Non sono d&#8217;accordo con tutti gli slogan, (&#8230;) specialmente quello che porta molto odio nel mio nome, e non voglio che questo sia nel mio nome. La mia vibrazione e quella del nostro popolo (&#8230;) non include danneggiare altre persone, soprattutto civili e bambini, (&#8230;) non include l&#8217;odio per nessun gruppo di persone. Vediamo che alcune persone in tutto il mondo, soprattutto i politici, industrie, industrie della guerra e cos\u00ec via, vogliono che continuiamo a combattiamo per sempre, fino all&#8217;ultimo bambino, (&#8230;) palestinese e israeliano.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E io mi auguro che venga un momento di risveglio per i nostri popoli per essere consapevoli che come vicini dobbiamo vivere l&#8217;uno accanto all&#8217;altro, qualunque sar\u00e0 l\u2019accordo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quindi, in questo senso, (&#8230;) direi che personalmente sono,<\/span><b> siamo favorevoli a qualsiasi accordo, compreso quello attuale, per lo scambio degli ostaggi, per il cessate il fuoco, ma so che questo non \u00e8 sufficiente.<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> (&#8230;) Invitiamo queste persone a sentire la vita, dove \u00e8 la vita (\u2026). Vogliamo lottare per la vita e la giustizia. Sappiamo che abbiamo bisogno di una soluzione politica e storica, pi\u00f9 che degli accordi di cessate il fuoco, ma anche questo potrebbe essere un buon inizio (&#8230;) per (le parti) per cominciare ad aprirsi, per altre opzioni diverse da quella delle armi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quindi, s\u00ec, personalmente continuo a rimanere in contatto con la realt\u00e0 e sono anche ottimista su una realt\u00e0 diversa (&#8230;)<\/span><\/p>\n<p>Siti dei Combatants for Peace<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cfpeace.org\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/cfpeace.org\/<\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/afcfp.org\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/afcfp.org\/<\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.disturbingthepeacefilm.com\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/www.disturbingthepeacefilm.com\/<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Ilaria Olimpico, Imaginaction<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho intervistato Sulaiman Khatib e Chen Alon, co-fondatori di &#8220;Combatants For Peace&#8221;, nominati per il Premio Nobel per la Pace nel 2017 e nel 2018. 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