{"id":1782492,"date":"2023-11-20T10:33:53","date_gmt":"2023-11-20T10:33:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1782492"},"modified":"2023-11-20T10:33:53","modified_gmt":"2023-11-20T10:33:53","slug":"gaza-nessun-luogo-e-sicuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/11\/gaza-nessun-luogo-e-sicuro\/","title":{"rendered":"Gaza: \u201cNessun luogo \u00e8 sicuro\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Gaza: \u201cNessun luogo \u00e8 sicuro\u201d. Gli attacchi illegali di Israele illustrano lo spietato disprezzo per le vite palestinesi. Una nuova ricerca di Amnesty International<\/p>\n<p>Le forze israeliane hanno dimostrato ancora una volta un\u2019agghiacciante indifferenza per il catastrofico numero di vittime civili dei loro incessanti bombardamenti sulla Striscia di Gaza occupata.<\/p>\n<p>Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, rendendo nota una nuova indagine sulle violazioni delle leggi di guerra da parte di Israele, relativa a due attacchi che hanno causato 46 vittime civili tra cui 20 bambini, il pi\u00f9 piccolo dei quali di soli tre mesi, e una donna ottantenne. Questi due episodi devono essere indagati come crimini di guerra.<\/p>\n<p>Gli attacchi, avvenuti il 19 e il 20 ottobre, hanno colpito un edificio appartenente al complesso di una chiesa di Gaza City dove si erano rifugiati centinaia di sfollati e un\u2019abitazione nel campo rifugiati di al-Nuseirat, al centro della Striscia di Gaza.<\/p>\n<p>Sulla base delle sue approfondite ricerche, Amnesty International ha concluso che si \u00e8 trattato di attacchi indiscriminati o di attacchi diretti contro civili e obiettivi civili, che devono essere indagati come crimini di guerra.<\/p>\n<p>\u201cQuesti attacchi mortali e illegali fanno parte di un documentato schema di disprezzo per i civili palestinesi e dimostrano il devastante impatto dell\u2019assalto senza precedenti da parte di Israele, che ha fatto s\u00ec che nessun luogo di Gaza sia sicuro, indipendentemente da dove i civili vivano o dove cerchino rifugio\u201d, ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice delle ricerche globali di Amnesty International.<\/p>\n<p>\u201cSollecitiamo il procuratore della Corte penale internazionale ad assumere immediate e concrete iniziative per velocizzare l\u2019indagine, aperta nel 2021, sui crimini di guerra e su altri crimini di diritto internazionale\u201d, ha aggiunto Guevara-Rosas.<\/p>\n<p>\u201cLe drammatiche testimonianze dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime sul devastante costo umano di questi bombardamenti sono un\u2019istantanea della sofferenza di massa inflitta quotidianamente ai civili di tutta la Striscia di Gaza dagli incessanti attacchi israeliani ed evidenziano l\u2019urgente bisogno di un immediato cessate il fuoco\u201d, ha sottolineato Guevara-Rosas.<\/p>\n<p>Amnesty International ha visitato i luoghi degli attacchi, ha scattato fotografie sulle conseguenze del loro impatto e ha intervistato 14 persone: nove sopravvissuti, altri due testimoni, un familiare di alcune vittime e due capi religiosi. Il Crisis Evidence Lab di Amnesty International ha esaminato immagini satellitari e materiale audiovisivo open-source per geolocalizzare e verificare gli attacchi.<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione per i diritti umani ha anche esaminato dichiarazioni delle forze armate israeliane e, il 30 ottobre, ha inviato delle domande al loro portavoce. Finora, Amnesty International non ha ricevuto alcuna risposta.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 israeliane non hanno reso nota alcuna credibile prova a sostegno dei due attacchi, come ad esempio la presunta presenza di obiettivi militari. Al contrario, nel caso del bombardamento dell\u2019edificio appartenente alla chiesa, l\u2019esercito israeliano ha pubblicato informazioni contraddittorie, tra le quali un video, successivamente rimosso, e una dichiarazione non circostanziata. Dalle ricerche di Amnesty International non \u00e8 emersa alcuna indicazione che i due luoghi colpiti potessero essere considerati obiettivi militari o fossero usati da combattenti.<\/p>\n<p>Le conclusioni delle ricerche di Amnesty International si aggiungono a precedenti documentazioni di attacchi illegali di Israele durante l\u2019attuale conflitto e di simili schemi di attacchi illegali nel corso delle passate operazioni militari contro Gaza. Gli attuali bombardamenti sono senza precedenti per l\u2019intensit\u00e0, per il numero di civili uccisi e per il livello di distruzione di abitazioni, scuole, ospedali e altre infrastrutture civili.<\/p>\n<p>\u201cAvevamo documentato gi\u00e0 in passato lo spietato disprezzo delle forze israeliane per il diritto internazionale umanitario, ma l\u2019intensit\u00e0 e la crudelt\u00e0 degli attuali bombardamenti sono senza precedenti\u201d, ha commentato Guevara-Rosas.<\/p>\n<p>\u201cIl terribile numero delle vittime palestinesi, oltre 11.000 tra cui pi\u00f9 di 4600 bambini, in sole sei settimane, la dice lunga su come le forze israeliane, che ordinano ed eseguono attacchi del genere, considerino sacrificabili le vite dei palestinesi\u201d, ha proseguito Guevara-Rosas.<\/p>\n<p>Il 19 ottobre un attacco aereo israeliano ha distrutto un edificio del complesso della chiesa greco-ortodossa di san Porfirio, al centro di Gaza City, dove si erano rifugiati circa 450 sfollati appartenenti alla piccola comunit\u00e0 cristiana locale. L\u2019attacco ha ucciso 18 civili e ne ha feriti almeno altri 12.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la testimonianza di Ramez al-Sury, che nell\u2019attacco ha perso tre figli e altri dieci familiari:<\/p>\n<p>\u201cQuella sera il mio cuore \u00e8 morto insieme ai miei figli. Sono stati uccisi tutti: Majid di 11 anni, Julie di 12 anni e Suhail di 14 anni. Non mi \u00e8 rimasto niente. Sarei dovuto morire coi miei figli\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLi avevo lasciati solo due minuti prima, perch\u00e9 mia sorella mi aveva chiesto di scendere al piano terra per assistere mio padre, che \u00e8 allettato da quando ha avuto un infarto. I miei figli sono rimasti nella loro stanza coi miei cugini, le loro mogli e i loro figli. In quel momento \u00e8 arrivato l\u2019attacco e li ha uccisi tutti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAvevamo lasciato le nostre case ed eravamo andati alla chiesa perch\u00e9 pensavamo che cos\u00ec saremmo stati protetti. La chiesa era piena di persone pacifiche. Non c\u2019\u00e8 alcun luogo sicuro a Gaza in questa guerra. Ci sono bombardamenti ovunque, giorno e notte. Ogni giorno, muoiono altri bambini. Preghiamo per la pace, ma i nostri cuori sono a pezzi\u201d.<\/p>\n<p>Sami Tarazi ha raccontato ad Amnesty International che i suoi genitori, Marwan e Nahed, sono stati uccisi nello stesso attacco, insieme a una nipote di sei mesi, Joelle, e a un\u2019anziana parente, Elaine, di 80 anni.<\/p>\n<p>Uno dei capi della chiesa ha dichiarato ad Amnesty International: \u201cNon sappiamo perch\u00e9 abbiano bombardato la nostra chiesa. Nessuno ci ha dato spiegazioni su questa tragedia. Questa \u00e8 una chiesa, un luogo di pace, di amore e di preghiera. Al momento, non c\u2019\u00e8 alcun luogo sicuro a Gaza\u201d.<\/p>\n<p>Il 20 ottobre l\u2019esercito israeliano ha diffuso sulle piattaforme social un video con riprese fatte da un drone, esaminato poi da Amnesty International, in cui si vede un attacco contro l\u2019edificio appartenente al complesso della chiesa. Vari organi di stampa hanno riportato una dichiarazione dell\u2019esercito israeliano secondo la quale \u201ci jet delle Idf [le Forze di difesa israeliane] hanno colpito il comando e il centro di controllo di un terrorista di Hamas coinvolto nel lancio di razzi e mortai contro Israele\u201d, ammettendo che \u201cun muro della chiesa \u00e8 stato danneggiato\u201d e che \u201csi sta riesaminando l\u2019episodio\u201d.<\/p>\n<p>Il video \u00e8 stato successivamente rimosso e n\u00e9 l\u2019esercito n\u00e9 le autorit\u00e0 israeliane hanno fornito informazioni a sostegno della precedente dichiarazione, secondo la quale l\u2019edificio della chiesa era un \u201ccomando e centro di controllo\u201d di Hamas. Non sono state fornite informazioni neanche sul riesame dell\u2019episodio.<\/p>\n<p>Il Crisis Evidence Lab di Amnesty International ha esaminato, verificato e geolocalizzato video e immagini pubblicate sulle piattaforme social subito dopo l\u2019attacco e ha analizzato immagini satellitari riferite a prima e dopo l\u2019attacco, riscontrando conferme sulla distruzione completa di un edificio e su quella parziale di un altro edificio appartenenti alla chiesa.<\/p>\n<p>Gli esperti di armi di Amnesty International hanno a loro volta esaminato il video dell\u2019esercito israeliano e altre immagini per concludere che una potente munizione aerea ha direttamente colpito l\u2019edificio dove si erano rifugiate persone poi morte e ferite.<\/p>\n<p>I responsabili del sito religioso hanno dichiarato che, prima dell\u2019attacco, vi avevano trovato riparo centinaia di sfollati; dunque, la loro presenza avrebbe dovuto essere nota all\u2019esercito israeliano. La decisione di quest\u2019ultimo di portare a termine l\u2019attacco contro un noto edificio religioso che ospitava civili sfollati \u00e8 stata sconsiderata e dunque equiparabile a un crimine di guerra, anche nel caso in cui si fosse ritenuto che nelle vicinanze c\u2019era un obiettivo militare.<\/p>\n<p>Alle 14 del 20 ottobre, un attacco israeliano ha colpito la casa della famiglia al-Aydi nel campo rifugiati di al-Nuseirat, al centro della Striscia di Gaza, uccidendo 28 civili, tra i quali 12 bambini. Il campo era nella zona dove le autorit\u00e0 israeliane avevano ordinato alla popolazione del nord della Striscia di Gaza di trasferirsi.<\/p>\n<p>Rami al-Aydi, sua moglie Ranin e i loro tre figli \u2013 Ghina di dieci anni, Maya di otto anni e Iyad di sei anni \u2013 sono stati uccisi, cos\u00ec come Zeina Abu Shehada e i suoi due figli \u2013 Amir al-Aydi di quattro anni e Rakan al-Aydi di sei anni \u2013 e le due sorelle e la madre di Zeina.<\/p>\n<p>Queste sono le parole di Hani al-Aydi, sopravvissuta all\u2019attacco:\u201cEravamo in casa, era piena di gente, di bambini e parenti. Improvvisamente, senza alcun preavviso, \u00e8 crollato tutto. Sono morti tutti i miei fratelli, i miei nipoti, le mie nipoti. \u00c8 morta mia madre, sono morte le mie sorelle, la nostra casa non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Non \u00e8 rimasto niente, ora siamo sfollati. Che altro potr\u00e0 succedere di peggio?\u201d <\/p>\n<p>Nell\u2019attacco, Hazem Abu Shehada ha perso la moglie e tre figlie. Erano arrivati al campo rifugiati di al-Nuseirat da quello vicino di al-Maghazi, in cerca di riparo:<br \/>\n\u201cAvr\u00f2 i sensi di colpa per il resto della mia vita. Ero stato io a suggerire di spostarci provvisoriamente ad al-Nuseirat. Vorrei non averlo mai fatto, vorrei che l\u2019orologio tornasse indietro, vorrei che fossimo morti tutti quanti invece di aver perso la mia famiglia\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019attacco ha anche causato gravi danni e la quasi totale distruzione delle case dei vicini, le famiglie al-Ashram e Abu Zarqa. Nell\u2019abitazione degli Abu Zarqa sono morte sei persone, tra le quali quattro bambini: le sorelle Sondos e Areej, di 12 e 11 anni, e i loro cugini Yara e Khamis Abu Tahoum, di 10 e 12 anni.<\/p>\n<p>Le ricerche di Amnesty International hanno evidenziato che tutte le persone presenti nell\u2019abitazione della famiglia al-Aydi e nelle altre due erano civili. Due membri della famiglia al-Aydi avevano il permesso di lavorare in Israele, che viene concesso dopo rigorosi controlli di sicurezza su chi chiede il permesso e sulla sua famiglia allargata.<\/p>\n<p>Le immagini satellitari del luogo dell\u2019attacco alle 11:19 del 20 ottobre e alle 8:22 del 21 ottobre hanno confermato le distruzioni, compatibili con le conseguenze di un attacco aereo. L\u2019area e molte delle strutture circostanti appaiono significativamente danneggiate. <\/p>\n<p>Le parti coinvolte in un conflitto armato devono sempre distinguere tra civili e obiettivi civili da un lato e combattenti e obiettivi militari dall\u2019altro. Gli attacchi diretti contro i civili e gli obiettivi civili sono vietati in quanto attacchi indiscriminati.<\/p>\n<p>Quando attacca un obiettivo militare, Israele \u00e8 obbligato ad adottare tutte le precauzioni possibili per evitare, o comunque minimizzare, morti e feriti tra i civili e danni agli obiettivi civili. Esempi di precauzioni sono: fare tutto il possibile per verificare che il bersaglio sia un obiettivo militare; scegliere forme e metodi di attacco che riducano al minimo i danni ai civili; valutare se un attacco potrebbe essere sproporzionato; dare un preavviso efficace, ove possibile; annullare un attacco qualora dovesse palesarsi come illegale.<\/p>\n<p>Amnesty International non ha trovato alcuna indicazione che vi fossero obiettivi militari negli edifici colpiti dai due attacchi o che le persone al loro interno fossero obiettivi militari. Ci\u00f2 fa temere che i due attacchi siano stati diretti contro civili od obiettivi civili.<\/p>\n<p>Ma anche se vi fosse stato un legittimo obiettivo militare nei pressi degli edifici colpiti, quegli attacchi non hanno distinto tra obiettivi militari e obiettivi civili. Le prove raccolte da Amnesty International indicano, inoltre, che l\u2019esercito israeliano non ha preso tutte le possibili precauzioni per ridurre al minimo i danni ai civili e ai beni civili: ad esempio, non ha dato alcun preavviso, almeno a coloro che vivevano negli edifici colpiti, prima di lanciare gli attacchi.<\/p>\n<p>Gli attacchi indiscriminati che uccidono o feriscono civili costituiscono crimini di guerra. Amnesty International ha documentato attacchi del genere da parte di Israele nelle operazioni militari contro la Striscia di Gaza del 2008-9, del 2014 e del 2021: attacchi contro civili e obiettivi civili che, a loro volta, possono costituire crimini di guerra.<\/p>\n<p>L\u2019estremamente alta densit\u00e0 abitativa della Striscia di Gaza pone ulteriori oneri a tutte le parti in conflitto. Ai sensi del diritto internazionale umanitario, Hamas e gli altri gruppi armati palestinesi devono prendere tutte le precauzioni possibili per proteggere i civili dalle conseguenze degli attacchi israeliani: ad esempio, evitando al massimo di collocare obiettivi militari all\u2019interno o nei pressi di zone densamente abitate.<\/p>\n<p>Ma anche se i gruppi armati palestinesi venissero meno a tali obblighi, Israele rimarrebbe vincolato al diritto internazionale umanitario che vieta attacchi indiscriminati e sproporzionati.<\/p>\n<p>Amnesty International sta chiedendo un immediato cessate il fuoco a tutte le parti in conflitto per evitare ulteriori perdite di vite umane e assicurare l\u2019arrivo degli aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, alle prese con una catastrofe umanitaria senza precedenti.<\/p>\n<p>Amnesty International ha denunciato che, il 7 ottobre, Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno lanciato razzi indiscriminati contro Israele e inviato combattenti a commettere crimini di guerra, come le deliberate uccisioni di massa di civili e la presa di ostaggi. Secondo le autorit\u00e0 israeliane, almeno 239 persone tra le quali 33 bambini restano in ostaggio di Hamas e di altri gruppi armati palestinesi a Gaza.<\/p>\n<p>Amnesty International ha documentato schiaccianti prove di crimini di guerra commessi dalle forze israeliane nell\u2019offensiva contro la Striscia di Gaza, tra i quali ulteriori attacchi indiscriminati che hanno causato uccisioni di massa di civili palestinesi, hanno spazzato via intere famiglie e distrutto aree residenziali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gaza: \u201cNessun luogo \u00e8 sicuro\u201d. Gli attacchi illegali di Israele illustrano lo spietato disprezzo per le vite palestinesi. 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