{"id":1782484,"date":"2023-11-20T10:00:05","date_gmt":"2023-11-20T10:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1782484"},"modified":"2023-11-20T16:21:12","modified_gmt":"2023-11-20T16:21:12","slug":"il-sacerdozio-femminile-non-e-un-problema-teologico-ma-culturale-intervista-a-selene-zorzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/11\/il-sacerdozio-femminile-non-e-un-problema-teologico-ma-culturale-intervista-a-selene-zorzi\/","title":{"rendered":"Il sacerdozio femminile non \u00e8 un problema teologico, ma culturale. Intervista a Selene Zorzi"},"content":{"rendered":"<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Il tema del sacerdozio femminile \u00e8 stato bocciato dal recente Sinodo, spacciandolo come un \u201cproblema teologico\u201d per i cristiani cattolici. Eppure c\u2019\u00e8 chi nel mondo cattolico da anni sostiene che questo sia un problema politico-culturale che non c\u2019entra con la teologia, ma bens\u00ec con il clericalismo, con il sessismo della Chiesa cattolica e con la struttura di potere patriarcale delle gerarchie vaticane. Ne abbiamo parlato con Selene Zorzi, teologa femminista, filosofa ed ex-monaca benedettina, docente stabile straordinaria di Teologia Spirituale e Patrologia all\u2019Istituto Teologico Marchigiano, ex-docente di Antropologia Teologica, Filosofia Antica e Patrologia all\u2019ISSR di Ancona, ex-docente incaricata di Filosofia al\u00a0Pontificio Ateneo S. Anselmo\u00a0(dove ha conseguito il Dottorato in Storia della Teologia) ed ex-docente di Teologia Spirituale alla\u00a0Pontificia Universit\u00e0 Lateranense. Laureata in Filosofia presso l\u2019Universit\u00e0 Roma Tor Vergata, dopo il Baccellierato, si \u00e8 licenziata in Teologia e Scienze Patristiche presso l\u2019Institutum<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1782487 size-medium alignleft\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Selene-Zorzi-il-genere-di-Dio_libro-180x300.png\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Selene-Zorzi-il-genere-di-Dio_libro-180x300.png 180w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Selene-Zorzi-il-genere-di-Dio_libro-616x1024.png 616w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Selene-Zorzi-il-genere-di-Dio_libro.png 889w\" sizes=\"auto, (max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">Patristicum Augustinianum, con una tesi su Agostino. Tra le pi\u00f9 appassionanti teologhe italiane contemporanee, si occupa di studi femministi e di genere e di ecoteologia. Tra le sue pubblicazioni:\u00a0\u201cDesiderio\u00a0della Bellezza (eros tou kalou) da Platone a Gregorio di Nissa: tracce di\u00a0una rifrazione teologico-semantica\u201d\u00a0(Roma 2007); \u201cAntropologia e teologia\u00a0spirituale. Per una teologia dell\u2019io\u201d\u00a0(Cinisello Balsamo 2014); \u201cIl genere di Dio\u201d (La meridiana 2017), \u201cSorelle Tutte\u201d (La meridiana 2021) in critica all\u2019enciclica \u201cFratelli Tutti\u201d ed \u00e8 stata co-redattrice della rivista telematica\u00a0\u201cReportata. Passato e presente della teologia\u201d. \u00c8 membro del Coordinamento Teologhe Italiane di cui ha ideato e gestito il sito (2003-2013).<\/span><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Sinodo recente ha stabilito un no ferreo al sacerdozio femminile, figuriamoci il diaconato per le donne, e si ripropone il celibato obbligatorio per i preti. Dove \u00e8 dunque l&#8217;innovazione che tutti si aspettavano?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Forse risulter\u00f2 un po\u2019 cinica, ma io non mi aspettavo molto da questo sinodo e con me forse molti altri. I sinodi prospettano idealmente dialogo, ma di fatto sono tristi consessi dalla maggioranza di uomini maschi, di una certa et\u00e0, abituati a stare al mondo da privilegiati. Alle poche donne che ci sono, trattate in modo paternalistico, sembra venir concessa libert\u00e0 di parola, ma in un contesto di minoranza ove ogni parola divergente viene guardata con la tenerezza di ci\u00f2 che alla fine non potr\u00e0 mai andare a sconvolgere troppo le linee di fondo di un sistema statico, lento e lutulento. In generale la Chiesa cattolica ha tempi tutti suoi, lunghi, non certo quelli della vita delle persone di questo mondo in\u00a0<em>rapidacion<\/em>, e quindi non ci si pu\u00f2 aspettare da essa risposte in tempo per le questioni delle nostre vite singole e brevi. Ci arriver\u00e0, ma con i suoi tempi. Ma per fortuna la chiesa istituzionale non coincide con la chiesa escatologica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9, per i preti cristiani cattolici di rito romano, il celibato deve essere obbligatorio, mentre per i preti cristiani cattolici greco-melchiti, per esempio, non lo \u00e8 e, addirittura, possono avere figli e famiglia? Perch\u00e8 per loro il problema non si pone pur essendo cattolici?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si tratta di tradizioni diverse. Le stesse comunit\u00e0 cristiane delle origini erano tra loro molto diverse per credenze, abitudini e riti a seconda dei luoghi e dei riferimenti testimoniali. Esigenze e comunit\u00e0 diverse hanno creato tradizioni ecclesiastiche diverse prodotte da scelte di uomini che nel corso della storia sono state inserite per motivazioni diverse. Concili antichi locali spesso stabilivano leggi che non valevano per tutto il territorio ma solo localmente. Il Concilio di Elvira nel IV secolo \u00e8 il primo sinodo che impose ai chierici l\u2019astensione dal matrimonio e dalla procreazione, fu un concilio in Spagna. Nella Chiesa latina,a quel tempo unificata politicamente, il celibato venne reso obbligatorio per tutto il clero occidentale nel 1135, quando il modello del prete venne fortemente monasticizzato, con conseguente ossessione rigorista sulle leggi di purita\u0300. L\u2019Oriente invece aveva avuto una diversa tradizione: il grande Gregorio di Nazianzo in Cappadocia nello stesso IV secolo era figlio di un vescovo, il vescovo di Arianzo. Quello che, di fronte all\u2019evoluzione delle tradizioni storiche, mi sconcerta \u00e8 questa domanda: dal momento che \u00e8 sotto i nostri occhi che sempre si sono fatte determinate scelte in certi tempi, ad opera di uomini che hanno ritenuto giusto per un qualche motivo fare quelle scelte, perch\u00e9 oggi non riusciamo semplicemente a farne altre?Per esempio Papa Francesco ha eliminato d\u2019amblais l\u2019<em>impedimentum sexus <\/em>che grava per diritto canonico sull\u2019esclusione delle donne dall\u2019ordine (ne ho parlato in vari contributi su Rocca). Solo che l\u2019ha eliminato solo per i ministeri. Ci\u00f2 per\u00f2 dimostra che non ci vorrebbe poi tanto, solo un po\u2019 di buona volont\u00e0. L\u2019errore \u00e8 guardare alla tradizione pensando si tratti di qualcosa di monolitico, presente fin dall\u2019inizio in modo unitario e immodificabile. Invece studiando anche solo un po\u2019 la storia della teologia ci si rende conto che la tradizione \u00e8 andata avanti proprio perch\u00e9 si \u00e8 sempre modificata riuscendo ogni volta a superare nuove sfide e cos\u00ec a rinnovarsi.<\/p>\n<p>Quello che per\u00f2 non va sottovalutato \u00e8 che anche nelle chiese cattoliche di diverso rito dove si ammette il matrimonio dei chierici, resta una mentalit\u00e0 clericale: questi preti fanno un diverso percorso di formazione, sono designati con parole dispregiative e non possono diventare vescovi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Papa Francesco ha dichiarato nell&#8217;intervista al TG1 che per i cattolici il sacerdozio femminile \u201c\u00e8 un problema teologico\u201d. Davvero c&#8217;\u00e8 un problema teologico riguardante il sacerdozio femminile o siamo di fronte alla struttura patriarcale della Chiesa?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 base biblica, storica, teologica o di tradizione per l\u2019esclusione delle donne dal ministero ordinato. Lo hanno dimostrato tantissimi studi dell\u2019ultimo secolo. Siamo alla terza commissione istituita fin dagli anni \u201970 per affrontare il problema, e ogni volta non si capisce perch\u00e9, gli esiti devono essere ridiscussi.<\/p>\n<p>Le donne hanno avuto ruoli di potere, profezia, culto e guida di comunit\u00e0 nel corso del cristianesimo, anche e soprattutto primitivo. Nel corso dei secoli poi il loro ruolo \u00e8 stato sempre pi\u00f9 ristretto sulla base di una cultura di genere che le ha collocate in ruoli di subordinazione e dipendenza. Il concetto di ordinazione con le sue funzioni e i suoi riti \u00e8 cambiato notevolmente nel corso della storia come anche le motivazioni per l\u2019esclusione delle donne da esso.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 a cui fa riferimento il Papa \u00e8 <em>una<\/em> posizione teologica, peraltro piuttosto recente,se guardiamo le tante diverse motivazioni apportate nel corso dei secoli per escludere le donne dall\u2019ordine, e che risale a H.U.von Balthasar. \u00c8 una posizione teologica che si basa su una ideologia della differenza sessuale oramai superata da tempo e cio\u00e8 quella che ipotizza che i generi abbiano caratteristiche del tutto opposte, con un ricorso altrettanto problematico ad archetipi del maschile e del femminile che vede quest\u2019ultimo confinato nelle sue funzioni al ruolo domestico e materno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Secondo Papa Francesco una donna non pu\u00f2 accedere al sacerdozio \u201cperch\u00e9 non le spetta il principio petrino, bens\u00ec quello mariano, che \u00e8 pi\u00f9 importante (\u2026) Il fatto dunque che la donna non acceda alla vita ministeriale non \u00e8 una privazione, perch\u00e9 il suo posto \u00e8 molto pi\u00f9 importante\u201d. Parole che racchiudono clericalismo, patriarcato, potere, ma soprattutto la trappola della &#8220;sublimazione&#8221;: le donne non possono accedere ai posti di potere perch\u00e8 il loro ruolo \u00e8 pi\u00f9 importante. Ci\u00f2 ricorda un po&#8217; il &#8220;genio femminile&#8221;<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> di cui parlava Papa Giovanni Paolo II nella Mulieris Dignitatem. Premetto di essere fedele alla visione anarco-cristiana di Don Gallo e alle parole di Leonardo Boff che diceva che &#8220;laddove c&#8217;\u00e8 potere non c&#8217;\u00e8 amore e sparisce la\u00a0misericordia&#8221;, ma qui siamo di fronte all&#8217;indifendibile. Si pu\u00f2 nel 2023 oscurare una discriminazione e un ruolo inferiore in una struttura di potere, <\/strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BTx5yRS9PnU\"><strong>sublimando<\/strong><\/a> <strong>ed esaltando il discriminato, facendogli credere che il suo ruolo &#8211; nonostante tutto &#8211; \u00e8 pi\u00f9 importanti degli altri?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il duplice principio petrino-mariano coniato da Balthasar, \u00e8 stato ripreso da quattro pontificati successivi (Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e adesso anche da Papa Francesco) in particolare per definire i ruoli ecclesiali delle donne, ma non solo. Ci sono diversi livelli di problematicit\u00e0 di questo <em>topos<\/em> teologico che inventa e distingue un principio petrino da uno mariano. Come ha ben dimostrato Marinella Perroni, il primo problema \u00e8 che Balthasar conia il concetto con la finalit\u00e0 di integrare il primato di Roma in tutta la Chiesa. Un secondo problema \u00e8 che questo dualismo si basa su una forma di universalizzazione per la quale tutti i singoli devono identificarsi in quanto maschi con Pietro e in quanto femmine con Maria. Fare di Pietro e Maria dei simboli in base altres\u00ec al loro sesso, \u00e8 una operazione problematica. Ma un terzo problema deriva dal fatto che questo dualismo oppositivo si costruisce attorno ad una ideologia dei generi che si alimenta di stereotipi patriarcali facendoli diventare archetipi del maschile e femminile. All\u2019archetipo del femminile vengono applicate caratteristiche quali l\u2019amore, il nascondimento, il focolare, l\u2019accoglienza, lo spirituale; mentre al maschile si applicano caratteristiche di autorit\u00e0, potere, ministerialit\u00e0 e agire pubblico. I due sono concepiti in senso gerarchico e dicotomico e tale narrazione \u00e8 tesa a mantenere i privilegi maschili perch\u00e9 le forme di esaltazione del femminile (\u201cmistica della femminilit\u00e0\u201d)servono ad escludere il riconoscimento dell\u2019una autorit\u00e0 pubblica delle donne. Quello per\u00f2 che a me pare il livello pi\u00f9 problematico &#8211; e che \u00e8 sempre l\u00ec sotto il naso ma che sembra invisibile a chi lo formula &#8211; \u00e8 che mentre la sessualizzazione femminile, riguardando la chiesa tutta (\u201cla chiesa \u00e8 donna!!\u201d &#8211; viene ripetuto),pu\u00f2 essere applicata sia a uomini che a donne, quella maschile \u2013non si capisce bene perch\u00e9 &#8211; riguarda solo gli uomini maschi. Mi sembra una definizione arcaica e una applicazione assurda delle teorie dei generi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nelle chiese cristiane anglicane, luterane, protestanti e valdesi il sacerdozio femminile c&#8217;\u00e8 da molto tempo. Vi era anche per loro un problema teologico? Se s\u00ec, come hanno fatto a superarlo? Vi \u00e8 una questione di tipo ermeneutico ed esegetico del testo biblico, quale \u00e8 la prospettiva della teologia femminista?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli studi hanno dimostrato che non ci sono basi scritturistiche per escludere le donne, anzi. Il problema \u00e8 stato di superare una mentalit\u00e0 sessista e patriarcale che \u00e8 ancora molto forte nella Chiesa cattolica. \u00c8 la comprensione della stessa ordinazione che ha subito modifiche e cambiamenti di comprensione, questo \u00e8 stato un punto di dibattito per le Chiese luterane. Certo, gli studi femministi hanno aiutato a far emergere diversi criteri ermeneutici delle Scritture e della storia per superare gli ostacoli. \u00a0Per esempio la teologia femminista usa, tra gli altri, il concetto di <em>Rivelazione continua<\/em>, ovvero essa \u00e8 in continuo movimento, si sviluppa col tempo e le nuove istanze culturali possono aiutarci a capire meglio la stessa Rivelazione. Per esempio fu solo nel IX secolo d.C. che i cristiani hanno compreso che la schiavit\u00f9 era incompatibile con il messaggio evangelico. Ancora Paolo non esortava lo schiavo Onesimo suo discepolo a ribellarsi al padrone Filemone, al quale piuttosto scrisse una lettera perch\u00e9 se lo riprendesse.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che mi fa sempre pensare \u00e8 che gli Stati in cui l\u2019ordinazione delle donne \u00e8 stata accettata prima, sono gli stessi nei quali \u00e8 arrivato prima il riconoscimento dei diritti civili alle donne, come quello di voto. Nel caso della Svezia, poi &#8211; la prima comunit\u00e0 luterana che ha accettato il pastorato femminile nel 1958 -la decisione di ammettere le donne al presbiterato \u00e8 arrivata non senza l\u2019intervento del Parlamento. In Svezia, nel 2020, le donne-prete hanno superato per numero di preti maschi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Papa Francesco ha dichiarato: &#8220;I luterani ordinano le donne, ma la gente che va in chiesa \u00e8 comunque poca. I loro sacerdoti possono sposarsi, ma nonostante questo non riescono a far crescere il numero di ministri. Il problema \u00e8 culturale. Non dobbiamo essere ingenui e pensare che i cambiamenti programmatici ci porteranno la soluzione&#8221;. Cosa pensi di queste affermazioni volte a giustificare la decisione sinodale?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Trovo l\u2019argomentazione non in linea con la questione di fondo. Il problema non \u00e8 come utilizzare le donne, visto che stiamo raschiando il fondo del barile, per trovare \u201cnumeri\u201d. Il problema del numero dei ministri \u00e8 collegato ad un pi\u00f9 vasto problema della rilevanza del cristianesimo nella nostra societ\u00e0. A questo problema non credo nemmeno che ci sia una sorta di \u201csoluzione\u201d. Forse dovremmo accettare semplicemente di non essere pi\u00f9 una Chiesa di maggioranza e tornare a misurarsi con il paradigma del \u201clievito della pasta\u201d. Il problema dell\u2019esclusione delle donne dall\u2019ordine non \u00e8 un problema di numeri, ma un problema di giustizia, evangelica, biblica e civile.\u00a0 Altrimenti si rischierebbe di caricare nuovamente sulle donne un problema che hanno creato gli uomini e allora non saremmo usciti dalla stessa mentalit\u00e0 che le ha sempre escluse dal potere, ovvero il considerarle funzionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nel 2002, su una barca in mezzo al fiume Danubio viene nominata prete, per la prima volta nella storia della Chiesa cattolica, una donna. Era austriaca, con lei c&#8217;erano altre sei donne e un vescovo che accett\u00f2 di ordinarle nonostante fosse un atto severamente vietato dal Vaticano. Nel febbraio 2022, Papa Francesco ha modificato il Codice di diritto canonico, facendosi scivolare nei <em>delictagraviora<\/em> anche una scomunica per chi \u201cattenta all\u2019ordinazione di donne\u201d, all\u2019ordinante e all\u2019ordinata. Oggi le donne prete cattoliche al mondo sono circa 300 e una dozzina le vescove.\u00a0Cosa ne pensa dell\u2019ordinazione femminile considerata come\u00a0<em>delictumgravius<\/em>? Cosa pensa dell&#8217;iniziativa di disobbedienza spirituale<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, descritta molto bene dal <\/strong><a href=\"https:\/\/www.womenpriestsproject.org\/intro\"><strong>Women Priests Project<\/strong><\/a><strong>?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In realt\u00e0 abbiamo notizia di una donna cattolica ordinata prete prima di questo evento. Si tratta di Ludmila Javorova ordinata nel 1970 da un vescovo della <em>Chiesa clandestina cecoslovacca<\/em>. Il Coordinamento Teologhe Italiane ha provveduto recentemente ad una bella traduzione della storia della sua vicenda dal sottotitolo: sacerdote nella chiesa del silenzio<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Non mi risulta che sia stata scomunicata.Ci sono molti studi che ricostruiscono la presenza di ruoli ministeriali e funzioni di ordine che le donne hanno avuto nel corso della storia. Forse occorre restituire alla storia tante verit\u00e0 ancora sottaciute, nascoste e implicite.<\/p>\n<p>Quanto alle scomuniche, che mi \u00e8 sempre parso comunque un atto di debolezza, cio\u00e8 di chi perdendo il controllo non ha altri strumenti per imporre la sua volont\u00e0, credo che non ci sia necessit\u00e0 di moltiplicare motivazioni per mettere le donne fuori dalla Chiesa. Molte se ne stanno andando gi\u00e0 da sole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qualche anno fa Teresa Forcades aveva scritto una <\/strong><a href=\"https:\/\/www.religiondigital.org\/mundo\/Teologos-Anne-Soupa-Arzobispado-Lyon_0_2237476247.html\"><strong>lettera<\/strong><\/a><strong> aperta prendendo posizione pubblica in sostegno alla candidatura di una donna-vescovo alla guida della diocesi di Lione. Come \u00e8 andata a finire?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Premetto che Teresa Forcades ha tutte le competenze per dire ci\u00f2 che dice e per prendere le sue posizioni teologiche: ha una formazione solida come medico e ha percorso tutto il cammino di formazione teologico fino al dottorato e alla docenza. Soprattutto per\u00f2 ha una comunit\u00e0 femminile religiosa alle spalle che la sostiene, una comunit\u00e0 che sa far valere i propri diritti a fronte dei poteri forti ecclesiali. Detto ci\u00f2, la <a href=\"https:\/\/manifesto4ottobre.blog\/2021\/01\/28\/anne-soupa-perche-una-donna-si-candida-a-fare-il-vescovo-di-lione\/\">candidatura <\/a>di Anne Soupa<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, una biblistalaica e teologa cattolica, al ruolo di vescovo di Lione \u00e8 stato per sua stessa dichiarazione un atto di provocazione<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Nel 2020, in Italia la notizia venne ignorata, ma nelle Chiese del Nord Europa \u00e8 stato l\u2019argomento che, per tre settimane, ha tenuto banco. Dopo la dimissione-rimozione del cardinale di Lione Philippe Barbarin, al grido \u00able donne sono il futuro della Chiesa Cattolica\u00bb, l\u2019accademica, biblista, teologa e scrittrice Anne Soupa ha inoltrato al Papa la richiesta di essere scelta come arcivescova di Lione<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.\u00a0L\u2019idea era di spezzare una mentalit\u00e0 chiusa che riteneva ancora impossibile che una donna potesse ambire a tale ruolo e iniziare a porre una domanda, a mettere in dubbio a far emergere un\u2019idea che potesse aprire un dibattito. Sono state molte le associazioni femministe e le singole studiose che hanno appoggiato tale iniziativa che come era nel suo scopo ha suscitato un grande dibattito. Dal 22 ottobre 2020, per\u00f2, il vescovo di Lione \u00e8 Olivier de Germany.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nonostante Papa Francesco e nonostante la propaganda retorica di alcuni settori ultraconservatori della Chiesa contro l'&#8221;inappropriatezza&#8221; di questo pontificato, quella che Adriana Zarri definiva &#8220;destra teologica&#8221; continua ad avere la meglio sulle tematiche di genere?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nelle tematiche di genere la nostra Chiesa istituzionale \u00e8 semplicemente ignorante delle nuove prospettive di ricerca. I nostri preti si chiudono a pensare che la relazione tra i sessi sia quella tramandata dai nostri nonni (si pensi al recente film \u201cC\u2019\u00e8 ancora domani\u201d della Cortellesi), anche perch\u00e9 questa mentalit\u00e0 permette loro di mantenere la posizione privilegiata che hanno. In fondo, doversi misurare con le conseguenze che le questioni di genere sollevano, implica non solo <em>voler<\/em> capire meglio di cosa si tratti, ma per la natura di queste questioni, che riguardano proprio tutti, anche prendere posizione personale, spesso scomoda, circa la critica ai dispositivi di potere che si agiscono nei ruoli di genere. La posizione delle destre \u00e8 sostanzialmente una posizione pi\u00f9 comoda, consuetudinaria che permette di non pensare e di mantenere lo <em>status quo<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>Benedetta Selene Zorzi, Al di l\u00e0 del \u201cgenio femminile\u201d. <em>Donne e genere nella storia della teologia cristiana<\/em>, Carocci Editore, marzo 2014<\/h6>\n<h6><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a><em>WOMEN PRIESTS PROJECT, LA STORIA DELLE DONNE CHE SFIDANO IL VATICANO PER DIVENTARE PRETE E VESCOVE <\/em><a href=\"https:\/\/thevision.com\/rooms\/parallax\/women-priests-project\/\">https:\/\/thevision.com\/rooms\/parallax\/women-priests-project\/<\/a><\/h6>\n<h6><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a><em>Ludmila Javorov\u00e1, sacerdote nella Chiesa del silenzio<\/em><a href=\"http:\/\/www.settimananews.it\/chiesa\/ludmila-javorova-sacerdote-nella-chiesa-del-silenzio\/\">http:\/\/www.settimananews.it\/chiesa\/ludmila-javorova-sacerdote-nella-chiesa-del-silenzio\/<\/a><\/h6>\n<h6><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>La biblista Anne Soupa, nata nel 1947, si \u00e8 diplomata all\u2019istituto di studi politici di Parigi con una doppia laurea in diritto e teologia. Assieme a Christine Pedotti ha fondato il\u00a0<em>Comitato della gonna<\/em>\u00a0nel 2008 per lottare contro la discriminazione femminile nella Chiesa e ha creato la\u00a0<em>Conferenza cattolica dei battezzati\/e<\/em>\u00a0<em>francofoni<\/em>\u00a0per promuovere il laicato. Nel 2009 ha pubblicato\u00a0<em>Lespiedsdans le b\u00e9nitier<\/em>\u00a0(I piedi nell\u2019acquasantiera) che \u00e8 considerato l\u2019avvio formale della questione femminile nella Chiesa di Francia.<\/h6>\n<h6><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a><strong><em>Siamo tutte Anne Soupa<\/em><\/strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4RyG9-DiuaA\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4RyG9-DiuaA<\/a><\/h6>\n<h6><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>L&#8217; istanza &#8211; preparata dal collettivo ToutesAp\u00f4tres! &#8211; trasmessa a Papa Francesco per presentare la sua candidatura alla successione di Barbarin, accompagnata da un regolare &#8220;fascicolo&#8221; \u00e8 stata completata con una petizione firmata da 17 mila cattoliche e cattolici d&#8217; Oltralpe. Vista l\u2019ampiezza, non solo continentale, del dibattito, i sostenitori sono aumentati in fretta in modo esponenziale. In Germania, dove l\u2019argomento \u00e8 stato considerato molto seriamente, il vescovo di Amburgo, Stefan Hesse, si \u00e8 espresso in modo chiaro affermando che \u00abbisogna avere il permesso di pensare e discutere la questione\u00bb.\u00a0A Parigi il nunzio apostolico Celestino Migliore si \u00e8 offerto di incontrare Anne Soupa e le sue compagne.<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema del sacerdozio femminile \u00e8 stato bocciato dal recente Sinodo, spacciandolo come un \u201cproblema teologico\u201d per i cristiani cattolici. 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