{"id":1782371,"date":"2023-11-19T17:33:42","date_gmt":"2023-11-19T17:33:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1782371"},"modified":"2023-11-19T17:33:42","modified_gmt":"2023-11-19T17:33:42","slug":"si-abbassa-sempre-di-piu-leta-in-cui-si-utilizza-uno-smartphone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/11\/si-abbassa-sempre-di-piu-leta-in-cui-si-utilizza-uno-smartphone\/","title":{"rendered":"Si abbassa sempre di pi\u00f9 l\u2019et\u00e0 in cui si utilizza uno smartphone"},"content":{"rendered":"<p><strong>In Italia il 78,3% di bambini tra gli 11 e i 13 anni utilizza internet tutti i giorni e lo fa soprattutto attraverso lo smartphone<\/strong>. Si abbassa sempre di pi\u00f9 l\u2019et\u00e0 in cui si possiede o utilizza uno smartphone, con un aumento significativo di bambini tra i 6 e i 10 anni che utilizzano il cellulare tutti i giorni dopo la pandemia: dal 18,4% al 30,2% tra il biennio 2018-19 e il 2021-22. Eppure, <strong>nonostante questo utilizzo diffuso, nella mappa europea sulle competenze digitali dei 16-19enni, l\u2019Italia si posiziona quart\u2019ultima<\/strong>: la quota di giovanissimi con scarse o nessuna competenza \u00e8 del 42%, contro una media europea del 31%. Se guardiamo ai giovanissimi che hanno acquisito elevate competenze digitali, gli italiani sono poco pi\u00f9 di 1 su 4 (il 27%), a fronte del 50% dei coetanei francesi e del 47% degli spagnoli. Il dato medio italiano nasconde ampi divari territoriali, con<strong> il Sud che ha oltre la met\u00e0 dei ragazzi con scarse o nessuna competenza (52%) e il Nord e il Centro pi\u00f9 vicini ai valori medi europei (34% e 39%)<\/strong>.<\/p>\n<p>Questi sono alcuni dei dati della <strong>XIV edizione dell\u2019Atlante dell\u2019infanzia a rischio in Italia, dal titolo \u201cTempi digitali\u201d, diffusi oggi da Save the Children. <\/strong>Una fotografia dell\u2019<strong>Italia<\/strong> in un tempo in cui la vita dei bambini \u00e8 \u201cdatificata\u201d, registrata e condivisa sul web, ed esplora le opportunit\u00e0 e i rischi che bambini, bambine e adolescenti stanno affrontando dentro la nuova rivoluzione dell\u2019onlife e di una vita spesa tra reale e virtuale.<\/p>\n<p><strong>Tra gli adolescenti cresce il tempo trascorso online<\/strong>: a inizio 2023 quasi la met\u00e0 (il 47%) dei 3.400 11-19enni intervistati in occasione del <em>Safer Internet Day <\/em>ha dichiarato di passare oltre 5 ore al giorno online (era il 30% nel 2020) e il 37% controlla lo smartphone pi\u00f9 di dieci volte al giorno. La giornata dei ragazzi ruota, in gran parte, attorno all\u2019universo digitale ed \u00e8 anche attraverso la vita online che si modella la loro identit\u00e0, amicizie comprese. Se per molti adolescenti stare in rete, scambiarsi contenuti e messaggi, pu\u00f2 essere un elemento di apertura al mondo, di fuoriuscita dall\u2019isolamento con la possibilit\u00e0 di scoprire interessi e condividerli, per altri pu\u00f2 rappresentare una sfida che crea ansia: <strong>sui social gli adolescenti si rappresentano e la loro identit\u00e0 in formazione \u00e8 sottoposta, istantaneamente, all\u2019approvazione o al rifiuto di un pubblico potenzialmente smisurato<\/strong>. Nonostante la legge preveda che un utente possa avere accesso ai social solo dopo aver compiuto 13 anni, la realt\u00e0 mostra una presenza massiccia di preadolescenti che hanno aperto un profilo indicando un\u2019et\u00e0 maggiore o hanno usato quello di un adulto, spesso un genitore pi\u00f9 o meno consapevole: <strong>il 40,7% degli 11-13enni in Italia usa i social media, con una prevalenza femminile<\/strong> (47,1%) rispetto a quella maschile (34,5%). Il tema non riguarda per\u00f2 solo i social e il problema della verifica dell\u2019et\u00e0 \u00e8 diventato centrale per chi si occupa di attivit\u00e0 online: b<strong>ambini e adolescenti utilizzano piattaforme, tecnologie, software, algoritmi che non sono stati progettati per loro, correndo numerosi rischi<\/strong>. Inoltre, <strong>tra gli 11 e i 13 anni sono in aumento gli atti di cyberbullismo<\/strong>. Le ragazze sono pi\u00f9 frequentemente vittime di atti di cyberbullismo, ma esiste anche una quota di \u201cbulle\u201d che colpiscono le compagne per isolarle e deriderle soprattutto negli anni della preadolescenza, quando i tempi di crescita non sono uguali per tutte.<\/p>\n<p><strong>Ragazze e ragazzi sfruttano la connessione per molteplici attivit\u00e0<\/strong>, a partire dalla messaggeria istantanea, utilizzata dal 93% dei 14-17enni. Tra le altre attivit\u00e0 online preferite dagli adolescenti ci sono: guardare i video (84%, in crescita), frequentare i social media (79%) \u2013 <strong><em>con Facebook in drastico declino mentre avanzano Instagram, TikTok e Snapchat<\/em><\/strong> \u2013 e l\u2019uso dei videogiochi (72,4%). Se le ragazze frequentano con pi\u00f9 costanza e intensit\u00e0 i social media (84% contro il 74% dei maschi), il gaming impegna di pi\u00f9 i ragazzi (81% contro il 64% delle ragazze) anche se le videogiocatrici sono in crescita. I videogiochi \u2013 <em>che in Italia sono un mercato in continua espansione rappresentato per il 47% da giovani tra i 6 e i 24 anni<\/em>\u2013 sono luoghi sociali dove bambini e adolescenti costruiscono anche la propria identit\u00e0, luoghi valoriali dove i pi\u00f9 giovani discutono e si confrontano su molteplici tematiche, ma che li espongono anche a pericoli, dal rischio di bullismo a quello di non comprendere le regole della privacy o le modalit\u00e0 di interazione con gli altri giocatori o di subire le scelte degli algoritmi.<\/p>\n<p><strong>Ma i giovani utilizzano la connessione anche per informarsi<\/strong>: il 28,5% degli 11-17enni legge riviste e giornali online (percentuale che sale al 37% nella fascia 14-17 anni) e sfrutta i social media come canali di informazione, anche se non sempre dichiara di sapersi difendere dalle insidie delle fake news.<strong> Ed \u00e8 proprio la disinformazione o la cattiva informazione il timore principale per il 49% di adolescenti e pre-adolescenti<\/strong> in Italia che hanno partecipato a un sondaggio di Microsoft sulla percezione della sicurezza online, pi\u00f9 della violenza, del cyberbullismo e dei discorsi d\u2019odio. Tra i pre-adolescenti (11-13 anni), secondo l\u2019Istat (2022), sono soprattutto le ragazze a utilizzare la connessione per leggere notizie online (21,2% delle femmine contro il 13,7% dei maschi) o e-book (19,8% contro il 13,6%), confermando la tendenza che vuole le ragazze lettrici pi\u00f9 assidue dei ragazzi, sia di libri di carta che su supporto digitale.<\/p>\n<p>Nonostante le raccomandazioni dell\u2019<strong>Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0<\/strong> (OMS) \u2013<em> accolte anche in Italia dalla Societ\u00e0 Italiana di Pediatria (SIP) <\/em>\u2013di non utilizzare dispositivi digitali per i bambini di et\u00e0 inferiore ai 2 anni, secondo una recente indagine dell\u2019<strong>Istituto Superiore di Sanit\u00e0, in Italia il 22,1% dei bambini di 2-5 mesi passa del tempo davanti allo schermo (tv, computer, tablet o smartphone), per la maggior parte per meno di un\u2019ora al giorno<\/strong>. I livelli di esposizione crescono con l\u2019aumentare dell\u2019et\u00e0: se si considera il tempo di fruizione complessivo, che va da meno di un\u2019ora a oltre tre ore, la percentuale di bambine e bambini che ha un\u2019esposizione agli schermi tra gli 11 e i 15 mesi d\u2019et\u00e0 in media arriva al 58,1%, quasi 3 su 5. <strong>Oltre 1 bambino su 6 tra undici e quindici mesi \u00e8 esposto a schermi almeno un\u2019ora al giorno, il 3% per tre ore e pi\u00f9 al giorno<\/strong>. Tra i rischi dell\u2019esposizione troppo precoce e prolungata, oltre al possibile impatto negativo sullo sviluppo cognitivo, linguistico e emotivo del bambino, nel lungo periodo c\u2019\u00e8 quello di favorire comportamenti sedentari e obesit\u00e0 infantile.<\/p>\n<p>I comportamenti a rischio di dipendenza tecnologica, da social media o da gioco online, sono correlati a un aumento dell\u2019ansia sociale, della depressione e dell\u2019impulsivit\u00e0, nonch\u00e9 a una peggiore qualit\u00e0 del sonno e a un rendimento scolastico scarso. Un uso intensivo di internet \u00e8 associato anche a una maggior rischio di sovrappeso o obesit\u00e0, a causa dell\u2019inattivit\u00e0 (navigare a lungo vuol dire stare molte ore seduti, per lo pi\u00f9 fermi), e per le cattive abitudini alimentari legate all\u2019iperconnessione.<strong> In Italia \u00e8 in crescita il numero di ragazze e ragazzi obesi o in sovrappeso: sono soprattutto al Sud, con la Campania in testa (31,6%) e dove \u00e8 maggiore anche la percentuale di 6-17enni che usano il cellulare tutti i giorni (fino all\u201983%) e si pratica meno sport<\/strong>.<\/p>\n<p>La prevenzione \u00e8 un primo importante passo e dovrebbe concentrarsi sui pi\u00f9 giovani visto che i pi\u00f9 alti tassi di dipendenza da internet si riscontrano durante l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza e necessita di un approccio congiunto di scuola e famiglia.<\/p>\n<p>La versione integrale dell\u2019<strong>Atlante 2023<\/strong> \u00e8 disponibile al link: <a href=\"https:\/\/www.savethechildren.it\/cosa-facciamo\/pubblicazioni\/14-atlante-dell-infanzia-a-rischio-tempi-digitali\">https:\/\/www.savethechildren.it\/cosa-facciamo\/pubblicazioni\/14-atlante-dell-infanzia-a-rischio-tempi-digitali<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia il 78,3% di bambini tra gli 11 e i 13 anni utilizza internet tutti i giorni e lo fa soprattutto attraverso lo smartphone. 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