{"id":1752183,"date":"2023-07-19T06:30:09","date_gmt":"2023-07-19T05:30:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1752183"},"modified":"2023-07-19T07:30:05","modified_gmt":"2023-07-19T06:30:05","slug":"sono-passati-oltre-ventanni-da-genova-2001-conversazione-con-vittorio-agnoletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/07\/sono-passati-oltre-ventanni-da-genova-2001-conversazione-con-vittorio-agnoletto\/","title":{"rendered":"Sono passati oltre vent\u2019anni da Genova 2001. Conversazione con Vittorio Agnoletto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sono passati oltre vent\u2019anni da Genova 2001, un momento che ha segnato la vita di molte persone e che ancora oggi, dopo tante analisi politiche, indagini, processi, \u00e8 una ferita aperta nella storia italiana. Come racconteresti a una ragazza o a un ragazzo nato nel 2001 o dopo, l&#8217;epoca di Genova?<\/strong><\/p>\n<p>Direi loro che abbiamo fatto di tutto per lasciare ai giovani un mondo migliore e che il movimento altermondialista dell&#8217;inizio di questo millennio ha rappresentato un atto di enorme generosit\u00e0 perch\u00e9, come ha ricordato Susan George, \u00e8 forse stato il primo movimento di persone che non lottavano per avere un vantaggio per s\u00e9 stesse, ma che lottavano per le generazioni future.<\/p>\n<p>Ci siamo scontrati con dei poteri estremamente forti, poteri politici, economici e finanziari che non hanno esitato a utilizzare qualunque forma di repressione per stroncare quel movimento. Proprio quel movimento per\u00f2 ha prodotto risultati estremamente importanti in tante parti del mondo. Penso, per esempio, a quanto \u00e8 avvenuto in America Latina dove l&#8217;incontro tra i movimenti e le forze politiche di sinistra ha aperto un decennio di grandi cambiamenti, nel quale milioni e milioni di persone sono state sottratte alla fame. In Europa il movimento \u00e8 stato stroncato dalla repressione, ma ha seminato molto. Per esempio, credo che il risultato ottenuto dieci anni dopo sul referendum per l&#8217;acqua bene comune sia stato anche il risultato del movimento di Porto Alegre e di Genova. Prima di quegli anni il termine \u201cBeni Comuni\u201d non esisteva e a Porto Alegre e a Genova nel 2001 si comincia a dire in modo molto chiaro che ci sono dei beni essenziali per la vita umana, che devono essere sottratti alle leggi e alle logiche nefaste del mercato.<\/p>\n<p><strong>Alcune caratteristiche di quel movimento erano innovative, dalle decisioni prese per consenso alla capacit\u00e0 di trovare convergenze fra diversi. Secondo te, cosa ci hanno lasciato oggi le intuizioni del movimento altermondialista?<\/strong><\/p>\n<p>Quel movimento ha rappresentato un&#8217;esperienza unica nella storia del nostro Paese. Non vi \u00e8 mai stato un movimento cos\u00ec vasto in grado di muoversi in modo unitario. Abbiamo sempre preso le decisioni per consenso. \u00c8 vero, ma l\u2019interessante \u00e8 spiegare in che modo abbiamo praticato questo obiettivo. \u00a0Non dovevamo per forza essere tutti d&#8217;accordo su tutto. La questione era impostata in un altro modo. Ci siamo detti: abbiamo tutti sottoscritto un \u201cPatto di lavoro\u201d e un documento sulle forme di mobilitazione (5\/6\/2001) che delineano l&#8217;orizzonte dentro il quale ci muoviamo; sono le idee e le regole che tutti abbiamo condiviso. All&#8217;interno di quanto stabilito nei due documenti \u00e8 possibile prendere anche iniziative diverse. Pensiamo a Genova, a venerd\u00ec 20 luglio, quando abbiamo circondato la zona rossa. L\u2019obiettivo non era che ognuno dichiarasse &#8220;io sono disponibile a partecipare a tutte le iniziative proposte&#8221;, ma che nessuno dei portavoce si alzasse per dichiarare: \u201cNo, quell&#8217;iniziativa che voi proponete non si pu\u00f2 fare, \u00e8 in contrasto con il Patto di Lavoro e con quanto abbiamo sottoscritto.\u201d<\/p>\n<p>I missionari, ad esempio, potevano dire: &#8220;Io pregher\u00f2 a Boccadasse e non parteciper\u00f2 al corteo delle Tute Bianche. Ma ritengo che le modalit\u00e0 con cui sar\u00e0 organizzato quel corteo siano interne a quanto previsto dai documenti che tutti abbiamo sottoscritto.\u201d E cos\u00ec via. Chi aveva proposto l\u2019iniziativa delle Tute Bianche diceva: &#8220;Noi faremo il corteo con le modalit\u00e0 indicate, nel rispetto delle persone e delle cose e non andremo a Boccadasse a pregare perch\u00e9 non siamo credenti, ma riteniamo che anche quella scelta si inserisca all&#8217;interno di quanto scritto nel \u201cPatto di Lavoro\u201d. In questo modo la sintesi uscita dalla riunione dei portavoce non era un accordo al ribasso, ma un\u2019intesa che rilanciava e teneva unito il movimento.<\/p>\n<p>Il consiglio dei portavoce, costituito da diciotto persone, era anch&#8217;esso uno strumento importante di democrazia. Ogni portavoce si riferiva a un gruppo di associazioni, comitati, sindacati, di base e Fiom e via dicendo, con il quale era omogeneo per settore di intervento: dalle associazioni che lavorano sull&#8217;ambiente e quelle di solidariet\u00e0 coi migranti, a quelle impegnate nella tutela della salute e cos\u00ec via. Ogni portavoce riportava la discussione del Consiglio alle associazioni che rappresentava e il parere di costoro nella riunione dei portavoce. Una volta assunte le decisioni il portavoce del movimento, il sottoscritto, le doveva comunicare all&#8217;esterno cercando di rappresentare l\u2019immagine e l\u2019unit\u00e0 del movimento. Era un&#8217;unit\u00e0 reale ed \u00e8 quella che ha spaventato molti poteri.<\/p>\n<p>Infatti, hanno fatto di tutto per cercare di rompere quell&#8217;unit\u00e0. Ecco, credo che questo modello potrebbe fornire anche idee e suggerimenti nella situazione attuale dove vi sono diversi movimenti e campagne, spesso monotematici, che hanno difficolt\u00e0 nel lavorare insieme e a costruire delle reti. Forse da quell&#8217;esperienza ci pu\u00f2 arrivare qualche insegnamento.<\/p>\n<p><strong>Dal\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1992\"><strong>1992<\/strong><\/a><strong>\u00a0al\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2001\"><strong>2001<\/strong><\/a><strong>\u00a0sei stato presidente nazionale della\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lega_italiana_per_la_lotta_contro_l%27AIDS\"><strong>LILA<\/strong><\/a><strong>\u00a0(Lega Italiana per la Lotta contro l&#8217;AIDS). Hai avuto importanti incarichi presso il Ministero della Salute e nel 1994 sei stato \u201cmedico dell\u2019anno\u201d secondo la rivista specializzata \u201cStampa Medica\u201d.\u00a0La visibilit\u00e0 che ti ha dato l\u2019essere stato il portavoce del Genoa Social Forum ha in qualche modo determinato cambiamenti nella tua vita professionale? Hai subito ritorsioni a causa delle tue scelte?<\/strong><\/p>\n<p>Non vi \u00e8 ombra di dubbio che l&#8217;esperienza del Genoa Social Forum (GSF) ha modificato completamente la mia vita, anche perch\u00e9 contro il GSF \u00e8 stato costruito un muro durissimo, lo dobbiamo dire, dall&#8217;insieme del sistema politico, partitico, mediatico. Salvo pochissime eccezioni \u00e8 subentrato un tentativo di criminalizzare fortemente il movimento. Non dimentichiamo che ci sono state addirittura proposte di considerare il GSF un&#8217;associazione sovversiva. E ovviamente anche la mia vita e la mia figura ne hanno risentito. Sono stato escluso e buttato fuori dalla Commissione Nazionale AIDS e dalla Commissione per la lotta alle tossicodipendenze, che facevano riferimento l&#8217;una al Ministero della Sanit\u00e0 e l&#8217;altra al Ministero degli Affari sociali. Sono stato espulso da un giorno all&#8217;altro. Non perch\u00e9 non avessi pi\u00f9 le competenze scientifiche, ma per decisione politica dei ministri di allora. La mia vita anche lavorativa ha dovuto ricominciare completamente dall&#8217;inizio. Eppure, avevo gi\u00e0 quarantatr\u00e9 anni. Detto questo, rifarei quelle scelte perch\u00e9 credo che nella vita sia importante essere coerenti nei comportamenti con quello che si pensa, con le proprie idee, consapevoli che, quando si fanno determinate scelte queste poi si pagano.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 che senso avrebbe avuto continuare a battermi con la Lila per far arrivare i farmaci contro l\u2019AIDS in tutto il mondo, lottando contro i brevetti e contemporaneamente far finta di non sapere che quelle decisioni erano frutto delle politiche neoliberiste decise dall&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio, d&#8217;accordo con Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, che in quella fase storica operavano sotto la regia del G8? Non sarebbe stato serio non denunciare quelle responsabilit\u00e0. Poi ognuno, ovviamente, sceglie che senso dare alla propria vita.<\/p>\n<p><strong>Dopo Genova 2001, lo smarrimento si \u00e8 impadronito di molte persone, molti giovani soprattutto che hanno sperimentato\u00a0il volto feroce dello Stato, che anche oggi si manifesta verso le persone pi\u00f9 deboli e indifese. Tu pensi che l&#8217;azione nonviolenta che comincia a manifestarsi, soprattutto in forma spontanea, possa diventare contagiosa ed essere motivo di speranza?<\/strong><\/p>\n<p>Mi auguro che l&#8217;azione nonviolenta possa diventare contagiosa. Credo alla forza delle azioni nonviolente quando sono azioni collettive e di massa; per realizzare queste \u00e8 necessario un altissimo livello di consapevolezza e di coscienza politica.<\/p>\n<p>Costruire azioni nonviolente di massa richiede tempo, esperienza e grande fatica, ma \u00e8 evidente che il confronto deve svolgersi su questo terreno. Se andiamo su altri terreni rischiamo di contribuire alla fine della Storia umana. Alla fine del pianeta. Non credo che ci possa essere una soluzione con la forza. Non lo credo per quello che riguarda le dinamiche sociali e tantomeno lo credo per quello che riguarda il quadro politico internazionale, con riferimento anche all&#8217;attuale guerra in Ucraina.<\/p>\n<p><strong>Sei stato parlamentare europeo dal 2004 al 2009 e in seguito, nel 2010, candidato alla presidenza della Regione Lombardia. Poi,\u00a0nel\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2015\"><strong>2015<\/strong><\/a><strong>\u00a0hai fondato, insieme ad Emilio Molinari e Piero Basso, l&#8217;associazione &#8220;Costituzione Beni Comuni&#8221;. Da cosa \u00e8 stata motivata \u00a0questa scelta di \u201cuscire\u201d dall\u2019ambito istituzionale? Quali sono gli ambiti di cui si occupa l\u2019associazione?<\/strong><\/p>\n<p>Costituzioni Beni Comuni si occupa dei temi contenuti nel nome stesso dell&#8217;associazione: si batte per difendere i principi della Costituzione italiana e in particolare per sottolineare come i diritti devono prevalere sulle leggi del mercato. In questo contesto troviamo la battaglia per i Beni Comuni, per l&#8217;acqua, per l\u2019accesso ai farmaci, impegno che condivido anche in Medicina Democratica, per un lavoro stabile sottratto alla precariet\u00e0 e per tante altre istanze.<\/p>\n<p>Ma il punto centrale \u00e8 sempre il conflitto, che attualmente attraversa tutto il mondo, tra la logica del profitto e l\u2019affermazione dei diritti umani. Non vi \u00e8 nessuna possibilit\u00e0 di mediazione, anche perch\u00e9 i diritti sono un unico insieme indivisibile e questo oggi \u00e8 estremamente attuale. Non si possono dividere i diritti civili dai diritti sociali: o ci sono entrambi o non ci sono diritti. I diritti civili riguardano pi\u00f9 gli aspetti dell&#8217;individualit\u00e0, mentre i diritti sociali riguardano quella parte di ciascuno di noi che \u00e8 collettivit\u00e0 e che \u00e8 socialit\u00e0 e ambedue questi diritti hanno dietro secoli di lotta. Non bisogna dividerli. Li dobbiamo tenere insieme. Questo \u00e8 uno dei principi fondanti di Costituzione Beni Comuni.<\/p>\n<p>Credo che in questo momento il ruolo delle associazioni, della societ\u00e0 civile e dei movimenti possa essere estremamente importante. Nel mondo politico vedo degli orizzonti molto, molto limitati e anche troppo autocentrati. Siamo in un momento complicato. Gli schemi del passato servono poco. Necessitiamo di elaborare nuovi orizzonti e nuovi immaginari sul mondo che vogliamo e credo che questo lavoro fondamentale possa realizzarsi principalmente nella societ\u00e0 civile. Detto questo non \u00e8 che il bene sta da una parte e il male dall&#8217;altra.<\/p>\n<p>La politica istituzionale \u00e8 e resta assolutamente necessaria, cos\u00ec come nella societ\u00e0 civile abbiamo purtroppo esempi di associazioni che mettono al primo posto l\u2019esaltazione della loro identit\u00e0 anzich\u00e9 gli obiettivi per i quali dicono di battersi. Quindi non esiste una linea di demarcazione cos\u00ec netta, ma credo che oggi la priorit\u00e0 sia quella, dentro il mondo della societ\u00e0 civile, di elaborare e di sperimentare nei territori pratiche di democrazia e di liberazione, perch\u00e9 una teoria senza pratiche non va lontano.<\/p>\n<p><strong>Secondo la tua esperienza e guardando alla realt\u00e0 odierna, su quali temi le realt\u00e0 attente alla solidariet\u00e0 e alla costruzione di umanit\u00e0 dovrebbero oggi maggiormente impegnarsi?<\/strong><\/p>\n<p>I temi li conosciamo tutti. Ne continuate a parlare e svolgete un lavoro incredibile voi stessi, Laura e Fabrizio, di elaborazione e di divulgazione.<\/p>\n<p>Oggi siamo consapevoli che per la prima volta nella storia umana in discussione vi \u00e8 il futuro dell&#8217;umanit\u00e0 e il futuro del pianeta e non \u00e8 detto che le due cose coincidano per forza. Perch\u00e9 potrebbe, un domani, esserci anche un pianeta senza umanit\u00e0 per come siamo messi. Quindi l&#8217;obiettivo principale \u00e8 dare un futuro al Pianeta e agli esseri viventi e per fare questo \u00e8 necessario cambiare il modello di sviluppo e anche rallentare e modificare i ritmi delle nostre vite.<\/p>\n<p>\u00c8 altres\u00ec necessario costruire sperimentazioni di convivenza globale e quindi estromettere la guerra dalla Storia; tutto questo non si pu\u00f2 fare senza una lotta per la giustizia sociale, ma queste sono cose che conoscete bene. Oggi \u00e8 prioritario costruire ponti tra i vari movimenti. Esistono i movimenti per la pace, quelli per i diritti dei migranti, movimenti ambientalisti e quelli per il diritto alla salute e all\u2019abitare, solo per citarne alcuni. Dobbiamo avere la stessa consapevolezza che abbiamo avuto vent&#8217;anni fa costruendo il Genoa Social Forum: nessuno di noi pu\u00f2 vincere la propria singola battaglia. Da soli noi non vinceremo mai. Parlo anche di me, del nostro impegno contro i brevetti sui farmaci e sui vaccini, campagna che non potr\u00e0 raggiungere il suo obiettivo se non riusciremo almeno a ridimensionare fortemente il potere dell&#8217;Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), che \u00e8 uno dei pilastri del neoliberismo. L&#8217;OMC \u00e8 anche l&#8217;organizzazione che distrugge l\u2019agricoltura di prossimit\u00e0, protegge l&#8217;agrobusiness, favorisce la conquista dei terreni in Africa da parte delle multinazionali con l\u2019abbandono delle terre da parte dei contadini e i processi migratori forzati che ne conseguono. Allora se dalla parte del neoliberismo tutto si tiene, \u00e8 fondamentale che a maggior ragione questo avvenga anche dalla nostra parte.<\/p>\n<p>Dobbiamo far s\u00ec che i nostri movimenti, certo rimanendo centrati sulla propria specificit\u00e0, imparino a lavorare insieme, a trovare le connessioni. Cos\u00ec come abbiamo imparato che ogni lotta ha una dimensione locale e una globale, cos\u00ec oggi dobbiamo essere consapevoli che una campagna settoriale non ha nessuna possibilit\u00e0 di cambiare la nostra situazione e di costruire un futuro diverso. Forse la parola \u201cponti\u201d \u00e8 assolutamente inflazionata, per\u00f2 credo che sia attuale, non solo per ripudiare le guerre; dobbiamo costruire ponti e ponti, reti e strumenti di connessione e comunicazione ed \u00e8 anche venuto il momento di dire che queste devono essere imprese collettive. Davanti non dobbiamo mettere l&#8217;\u201cio\u201d.<\/p>\n<p>Nel momento in cui l&#8217;umanit\u00e0 rischia di non avere futuro davanti ci deve essere il &#8216;noi&#8217; e per &#8216;noi&#8217; dobbiamo intendere l&#8217;insieme dell&#8217;umanit\u00e0. Non \u00e8 un principio religioso o puramente etico, \u00e8 certamente anche un principio etico, ma oggi coincide con l\u2019obiettivo della sopravvivenza ed \u00e8 quello che ci distingue dall&#8217;avversario. Perch\u00e9 il neoliberismo ci sta massacrando tutti, sta concentrando il potere in un numero sempre minore di persone, ma poi, tra gli stessi rappresentanti del neoliberismo si innescano guerre e confronti letali per la conquista di fette sempre maggiori di mercati e di profitti. Cos\u00ec come, per fare un esempio su un altro terreno, il nazionalismo produce conflitti e guerre tra i sostenitori dei vari nazionalismi che oggi sembrano uniti come un solo uomo nel dare la caccia ai migranti. \u00c8 sufficiente guardare quello che in queste settimane sta accadendo tra il nostro governo, la Polonia e l\u2019Ungheria. Ecco, noi dobbiamo avere proprio una prassi diversa. Superare ogni forma di individualismo e lasciare lo spazio al \u201cnoi\u201d e noi \u00e8 l&#8217;umanit\u00e0: l&#8217;umanit\u00e0 intera.<\/p>\n<p><strong>Su quali basi e con quali soggetti potrebbe riemergere oggi, a livello nazionale e internazionale, un movimento con tanta intensit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Se sapessi rispondere non saremmo qui a discutere, ma staremmo conducendo delle battaglie vittoriose. Non ho una risposta su tutto questo. Penso solo che oggi non ci sia pi\u00f9 spazio per movimenti a dimensione puramente nazionale. Lo scontro \u00e8 globale, i movimenti devono essere globali, le strategie devono essere globali; questo \u00e8 anche uno dei motivi della crisi della politica, perch\u00e9 la politica partitica, se va bene, si d\u00e0 un orizzonte nazionale e in tempi limitatissimi, ad esempio quelli di una legislatura legati alle fortune di uno o di un altro leader. Quindi dobbiamo costruire movimenti universali e alleanze con i popoli di tutti i continenti, avendo la capacit\u00e0 precisa di individuare l&#8217;avversario. Un esempio. Lo continuo a ripetere: \u00e8 inaccettabile che la vita di sette miliardi e 800 milioni di persone sia nelle mani di quattro o cinque consigli di amministrazione delle aziende che producono farmaci e vaccini e che ne detengono i brevetti.<\/p>\n<p>Organizzare una campagna mondiale contro questa situazione significa organizzare una vertenza mondiale per un vero diritto alla vita; dopo di che questa si deve connettere con le altre campagne, come quelle per la difesa dell&#8217;ambiente, perch\u00e9 sappiamo che non ci pu\u00f2 essere un futuro solo per un pezzo di umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Dobbiamo sottolineare e non sottovalutare due aspetti. Innanzitutto, l\u2019importanza dell\u2019informazione. La rete web \u00e8 fondamentale perch\u00e9 oggi, anche nei Paesi occidentali, non solo in quelli con sistemi dittatoriali, i mezzi di comunicazione sottostanno a logiche monopolistiche e in Italia lo sperimentiamo molto pi\u00f9 che in altri Paesi. Anche per questo \u00e8 importante il lavoro e l&#8217;impegno che voi portate avanti quotidianamente, un contributo piccolo, ma che si inserisce in un processo ampio, fondamentale e articolato di informazione alternativa.<\/p>\n<p>L&#8217;altro aspetto importantissimo \u00e8 l&#8217;educazione, che significa anche costruzione di memoria. Sono preoccupatissimo del fatto che le giovani generazioni studino sempre meno la Storia, che non conoscano il passato e quindi abbiano difficolt\u00e0 a connettere tra di loro i singoli eventi e a dotarsi di una lettura generale. \u00c8 fondamentale fare informazione, educazione e formazione e non \u00e8 un caso che il nostro avversario, cio\u00e8 il neoliberismo, agisca per distruggere la scuola pubblica e l&#8217;universit\u00e0. Al neoliberismo non servono persone pensanti, non ha bisogno di cittadini in grado di sviluppare una capacit\u00e0 critica. Ha bisogno solo di persone pronte a obbedire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati oltre vent\u2019anni da Genova 2001, un momento che ha segnato la vita di molte persone e che ancora oggi, dopo tante analisi politiche, indagini, processi, \u00e8 una ferita aperta nella storia italiana. 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