{"id":1744174,"date":"2023-06-07T13:46:22","date_gmt":"2023-06-07T12:46:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1744174"},"modified":"2023-06-10T13:39:59","modified_gmt":"2023-06-10T12:39:59","slug":"23netzinesud-%d3%8eeriggio-n-22","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/06\/23netzinesud-%d3%8eeriggio-n-22\/","title":{"rendered":"23@netzineSud &#8211; \u04cderiggio \\ n. 22"},"content":{"rendered":"<p><em>&gt; \u00a0glocalnews sulle soggettiv\u20b3zioni del meticciato meridionale \u00a0&lt;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Andamenti economici generali e territoriali nella Relazione <em>Banktalia. Ombre<\/em> per la moltitudine-sociale e luci per il sistema-impresa <\/strong><\/p>\n<p><em>Tralasciamo in questa sede l\u2019approfondimento critico sull\u2019andamento economico generale, sono gi\u00e0 sufficienti le &#8220;oggettive&#8221; contraddizioni che emergono dall&#8217;analisi della banca centrale. Ci riserviamo di intervenire nei prossimi giorni per una pi\u00f9 attenta disamina sugli effetti, non certo esaltanti, delle politiche economiche poste in essere e sulle ricadute negative da esse generate in relazione all\u2019occupazione-disoccupazione (in particolare nel mezzogiorno) e ai redditi delle famiglie (formalmente cresciuti ma sostanzialmente in forte declino). Di contro, assieme alla crescita del Prodotto, dalla relazione si evidenzia un&#8217;accresciuta redditivit\u00e0 per il sistema dell\u2019impresa e il mantenimento di\u00a0 ampie scorte di liquidit\u00e0<\/em><\/p>\n<p>Secondo l\u2019indicatore trimestrale dell\u2019economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d\u2019Italia, nel 2022 il prodotto \u00e8 aumentato del 3,8 per cento nel Nord Ovest, del 3,7 nel Nord Est e al Centro e del 3,4 nel Mezzogiorno. Tutte le macroaree, ad eccezione del Centro, avrebbero recuperato i livelli di attivit\u00e0 economica precedenti la pandemia. Il Mezzogiorno ha tuttavia perso ulteriore terreno nel confronto con il resto dell\u2019Italia, proseguendo una tendenza ormai di lungo periodo: il prodotto \u00e8 ancora 10 punti sotto i livelli osservati prima della crisi del 2008-09 nelle regioni meridionali e oltre 6 punti inferiore in quelle centrali, mentre ha superato i valori del 2007 al Nord. Considerando i diversi andamenti demografici, i differenziali di crescita tra le due aree sono meno marcati: rispetto al 2007 il PIL pro capite \u00e8 inferiore del 3,4 per cento nel Centro Nord e del 6,4 nel Mezzogiorno, dove \u00e8 pari al 55 per cento di quello del resto del Paese (un valore pressoch\u00e9 stabile nell\u2019ultimo quinquennio, ma circa 2 punti pi\u00f9 basso rispetto al 2007). <sup>[\u2026]<\/sup>Secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell\u2019Istat, nel 2022 l\u2019occupazione \u00e8 cresciuta del 2,4 per cento nel Centro Nord e del 2,5 nel Mezzogiorno, recuperando il calo registrato durante la crisi pandemica in entrambe le aree. L\u2019incremento ha riguardato principalmente i lavoratori dipendenti e quelli a tempo pieno; nel Centro Nord sono comunque aumentati anche i rapporti part-time e il numero dei lavoratori indipendenti, mentre nelle regioni meridionali queste due categorie di lavoratori si sono ridotte. L\u2019incremento dell\u2019occupazione \u00e8 stato particolarmente consistente fra i giovani di et\u00e0 compresa fra 15 e 24 anni, soprattutto nel Centro Nord; \u00e8 stato maggiore nei servizi e, in particolare nel Mezzogiorno, nelle costruzioni. Permangono forti differenze territoriali nel tasso di occupazione: nel 2022 nella fascia 15-64 anni \u00e8 stato del 46,7 per cento nelle regioni meridionali, a fronte del 67,1 in quelle centro-settentrionali. Il tasso di disoccupazione \u00e8 sceso (di 1,1 e di 2,1 punti percentuali, rispettivamente nel Centro Nord e nel Mezzogiorno) e si \u00e8 espansa la partecipazione al mercato del lavoro. Nel Sud e nelle Isole il tasso di disoccupazione (pari al 14,3 per cento) rimane pi\u00f9 che doppio rispetto al resto del Paese (5,6 per cento); quello di lunga durata permane su un livello triplo rispetto al Centro Nord.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/relazione-annuale\/2022\/sintesi\/index.html\">BancaItalia.relazione-annuale 2022\/sintesi<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rapporto-EURISPES: \u201cNell\u2019era delle migrazioni dobbiamo prendere finalmente atto che la legge Bossi-Fini va cambiata\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Molti nostri giovani connazionali, per scelta o obbligati dall\u2019assenza di lavoro e opportunit\u00e0, ancora oggi sono costretti ad andare all\u2019estero irrobustendo altre economie e sistemi sociali, a discapito dell\u2019Italia e del suo futuro. Il lavoro continua infatti a essere la radice fondamentale delle tensioni sociali e ipoteca soprattutto per le giovani generazioni, nel momento in cui esso \u00e8 \u201cprecario per sempre\u201d. Non si deve dimenticare che dei 281 milioni di migranti nel mondo, 169 milioni sono lavoratori, ossia persone che cercano un lavoro per vivere e costruire un futuro per s\u00e9 e la propria famiglia. I migranti che fuggono da guerre e pestilenze sono in realt\u00e0 \u201cuna minoranza di una minoranza\u201d e non certo una minaccia che mette in pericolo la democrazia europea e la sua identit\u00e0. Il lavoro regolare o meno, peraltro, non dipende dalla volont\u00e0 degli immigrati ma dall\u2019organizzazione che essi trovano nel mercato del lavoro nel paese di accoglienza, regolamentato troppo spesso da un\u2019ambigua relazione tra norme formali e informali, da modalit\u00e0 di reclutamento spesso illegali, da sistemi criminali come il caporalato che sono gi\u00e0 ben presenti e radicati in Europa e non certo fenomeno criminale importato. Insieme ai migranti per lavoro ci sono poi i migranti forzati, compresi gli sfollati interni e i rifugiati. Sono pi\u00f9 di 15 milioni di ucraini, spesso donne e minori, che hanno trovato in Europa accoglienza e protezione. Un\u2019accoglienza straordinariamente calorosa di cui andare fieri, che per\u00f2 non \u00e8 stata offerta a tutti coloro che hanno bussato alle nostre porte per chiedere aiuto e protezione; insomma, una solidariet\u00e0 differenziata. Sono infatti migliaia i profughi provenienti dal Sud del mondo di cui purtroppo non conosceremo mai il nome e la storia perch\u00e9 morti durante il viaggio della speranza. Tra i luoghi pi\u00f9 difficili da attraversare c\u2019\u00e8 il Mediterraneo che, da ponte che lega le culture, \u00e8 divenuto un cimitero: sono almeno venticinquemila i morti nel Mediterraneo dal 2014 a oggi. Per fronteggiare questa emergenza, dobbiamo anche essere consapevoli di un dato che contraddice diffusi allarmismi: di coloro che partono da Africa, Asia e Sud America per mettersi in salvo, arriva in Europa appena il 15%. Il restante 85% resta in Stati prossimi a quello di origine. Gi\u00e0 nel 2003 abbiamo avuto modo di esprimere il nostro pensiero sulla questione immigrazione. All\u2019epoca, l\u2019Eurispes sostenne la necessit\u00e0 di liberalizzare gli ingressi degli immigrati invitando il Governo a riceverli nei porti di giorno e non sulle spiagge di notte. Oggi, a vent\u2019anni dall\u2019entrata in vigore della \u201clegge Bossi-Fini\u201d, dobbiamo prendere finalmente atto che la legge va cambiata.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/eurispes.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/sintesi-rapporto-italia-2023.pdf\">EURISPES sintesi-rapporto-italia-2023.pdf<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>AI POPOLI DEL MESSICO E DEL MONDO, ALLE PERSONE, ALLE COLLETTIVIT\u00c1 E AI POPOLI CHE DIFENDONO LA VITA. A COLORO CHE SENTONO L&#8217;URGENZA DI AGIRE DI FRONTE A UN SUD-EST MESSICANO IN FIAMME <\/strong><\/p>\n<p><strong>Oggi, in questo momento,<\/strong> il Messico \u00e8 giunto ad un limite, un limite che sembra sempre lontano finch\u00e9 un proiettile esploso dall&#8217;alto non fa detonare la rabbia del Messico dal basso. Il compagno zapatista Jorge L\u00f3pez Santiz \u00e8 in bilico tra la vita e la morte a causa di un attacco paramilitare dell&#8217;Organizaci\u00f3n Regional de Cafeticultores de Ocosingo (ORCAO), la stessa organizzazione che da tempo sta attaccando e molestato le comunit\u00e0 zapatiste. Il Chiapas \u00e8 sull&#8217;orlo di una guerra civile, con paramilitari e assassini al soldo di vari cartelli che si contendono i territori per i propri profitti, e i gruppi di autodifesa, con la complicit\u00e0 attiva o passiva del governo statale di Rutilio Escand\u00f3n Cadenas e il governo federale di Andr\u00e9s Manuel L\u00f3pez Obrador. L&#8217;Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), che ha mantenuto la pace e ha sviluppato un proprio progetto di autonomia nei suoi territori cercando di evitare scontri violenti con paramilitari e altre forze dello Stato messicano, viene costantemente molestato, attaccato e provocato. \u00a0Dalla fine del XX secolo, e fino al giorno d&#8217;oggi, l&#8217;EZLN ha optato per la lotta politica pacifica e civile nonostante le sue comunit\u00e0 siano state attaccate con proiettili, i suoi raccolti incendiati e il suo bestiame avvelenato. Nonostante il fatto che, invece di investire il proprio lavoro nella guerra, lo abbiano speso nella costruzione di ospedali, scuole e governi autonomi di cui hanno beneficiato zapatisti e non zapatisti, i governi, da Carlos Salinas a L\u00f3pez Obrador, hanno sempre tentato di isolarli, delegittimarli e sterminarli. Oggi, a pochi mesi dal 40\u00b0anniversario dell&#8217;EZLN, l&#8217;attacco paramilitare contro gli zapatisti da parte dell&#8217;ORCAO ha come conseguenza che la vita di un uomo sia appesa a un filo, cos\u00ec come \u00e9 al sul punto di esplodere un Messico che non pu\u00f2 pi\u00f9 sopportare la pressione che subisce nei confronti della propria dignit\u00e0 o la guerra contro le sue comunit\u00e0 e nei suoi territori. L&#8217;attacco dell&#8217;ORCAO non \u00e8 un conflitto tra comunit\u00e0, come lo avrebbe definito Carlos Salinas e, come L\u00f3pez Obrador cercher\u00e0 sicuramente di dipingerlo. Si tratta di un atto la cui responsabilit\u00e0 diretta \u00e9 tanto del governo del Chiapas quanto del governo federale. Il primo per aver coperto la crescita di gruppi criminali che hanno trasformato il Chiapas, da uno stato di relativa tranquillit\u00e0, in una zona rossa di violenza. Il secondo per essere rimasto in silenzio e passivo di fronte all&#8217;evidente situazione in cui si trova il sud-est del paese. Perch\u00e9 l&#8217;ORCAO attacca le comunit\u00e0 zapatiste? Perch\u00e9 pu\u00f3. Perch\u00e9 lo permette il governo di Rutilio Escand\u00f3n? Perch\u00e9, nel Chiapas di cui sopra, governare significa bagnarsi di sangue indigeno. Perch\u00e9 L\u00f3pez Obrador tace? Perch\u00e9 il governatore del Chiapas \u00e8 cognato del suo caro e fedele Ministro degli Interni, Ad\u00e1n Augusto L\u00f3pez; perch\u00e9 come i suoi predecessori non pu\u00f2 sopportare che un gruppo di ribelli sia il punto di riferimento per la speranza e la dignit\u00e0; perch\u00e9 ha bisogno di giustificare un&#8217;azione militare per &#8220;ripulire&#8221; il sud-est e poter finalmente imporre i suoi megaprogetti. Allo stesso modo crediamo che questo attacco sia il risultato delle politiche sociali del governo attuale per dividere e corrompere, distruggendo il tessuto sociale delle comunit\u00e0 e dei popoli messicani,in particolare del Chiapas. Vediamo con preoccupazione che programmi come &#8220;Sembrado Vida&#8221; (che si caratterizza per avere praticamente lo stesso budget del Ministero Federale dell&#8217;agricoltura) e altri simili, stiano incoraggiando lo scontro tra comunit\u00e0 storicamente espropriate delle loro terre e dei loro diritti, giacch\u00e9 vengono utilizzati come meccanismi di controllo politico e come merce di scambio affinch\u00e9 le organizzazioni come la ORCAO possano ottenere l&#8217;accesso ai presunti benefici che questi programmi forniscono, il cui prezzo \u00e8 il furto delle terre autonome zapatiste recuperate. Per noi \u00e8 chiaro che non si tratta di conflitti tra villaggi; si tratta di un&#8217;azione di controinsurrezione che mira a distruggerli, a distruggere l&#8217;EZLN e tutte le comunit\u00e0 e i popoli che continuano a lottare per una vita dignitosa. Firmiamo questa lettera per chiedere a noi stessi e a coloro che credono che la dignit\u00e0 e la parola devono sollevarsi per fermare il massacro che si sta profilando; per chiamare a raccolta coloro che sono d&#8217;accordo con l&#8217;attuale governo, ad aprire i loro cuori alle ingiustizie che stanno sommergendo il presente di questo Paese, aldil\u00e0 delle loro affinit\u00e0 o simpatie politiche; affinch\u00e9 possiamo riconoscerci nella necessit\u00e0 di agire con l&#8217;obiettivo comune di fermare questa atrocit\u00e0. Firmiamo questa lettera perch\u00e9 vediamo l&#8217;urgenza di porre fine alla violenza paramilitare in Chiapas. Perch\u00e9 non farlo significa lasciare che il Messico sprofondi ancora di pi\u00f9 in questa guerra infinita che lo sta distruggendo.<\/p>\n<ul>\n<li>Chiediamo giustizia per Jorge L\u00f3pez Santiz. Chiediamo lo scioglimento assoluto dell&#8217;ORCAO.<\/li>\n<li>Chiediamo un&#8217;indagine approfondita sul governo di Rutilio Escand\u00f3n.<\/li>\n<li>Chiediamo che il silenzio di L\u00f3pez Obrador cessi di essere complice della violenza in Chiapas.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Facendo nostre le richieste presentate dal Congresso Nazionale Indigeno, chiediamo: 1) che sia garantita la salute del compagno Jorge e che gli sia prestata tutta l&#8217;attenzione necessaria per il tempo necessario; 2) che si fermi l&#8217;attacco armato contro la comunit\u00e0 &#8220;Mois\u00e9s y Gandhi&#8221; e che si rispetti il suo territorio autonomo; 3) che gli autori materiali e intellettuali di questi attacchi paramilitari siano puniti; 4) che vengano smantellati i gruppi armati attraverso i quali la guerra contro le comunit\u00e0 zapatiste \u00e8 attiva e in crescita.\u00a0Chiediamo inoltre l&#8217;immediata liberazione di Manuel G\u00f3mez, base d&#8217;appoggio dell&#8217;EZLN, di cui non abbiamo dimenticato l&#8217;ingiusta detenzione.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/100078535926177\/posts\/pfbid02gAqfQQjDULhfeGAvg78bkZrTzvNyzUcNNAqsvxcWQnxPGd3NjJS9JTDSV3jCf1ULl\/?app=fbl\">comunicato <\/a><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100078535926177&amp;__cft__%5b0%5d=AZXFwYNcZMS2MeaxiDuzIaxI7UquhUzXxxGTUS6jyS28veY_A_1MBWs3loIGOQ3wBLfe5rjaT6DchgdkNnA4AiGQ-qXacgwZMlkkVueHkSgBjR7c0LIfhjQSAZ_sb-XaPhmiFQSz448Az2eRyWkTvZ1yUZ3svzbWOYocJqGo4VsAbJ6mTObQnAD_6AEsyuHDDSM&amp;__tn__=-UC%2CP-y-R\">Sicilie Zapatiste\u00a0<\/a><\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100078535926177&amp;__cft__%5b0%5d=AZXFwYNcZMS2MeaxiDuzIaxI7UquhUzXxxGTUS6jyS28veY_A_1MBWs3loIGOQ3wBLfe5rjaT6DchgdkNnA4AiGQ-qXacgwZMlkkVueHkSgBjR7c0LIfhjQSAZ_sb-XaPhmiFQSz448Az2eRyWkTvZ1yUZ3svzbWOYocJqGo4VsAbJ6mTObQnAD_6AEsyuHDDSM&amp;__tn__=-UC%2CP-y-R\">Sicilie Zapatiste<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Appello Movimento NoPonte per il corteo del 17 giugno 2023<\/strong><\/p>\n<p>Noi abitanti dei territori dello Stretto di Messina,\u00a0negli scorsi anni, con la mobilitazione delle nostre intelligenze e dei nostri corpi, avevamo contribuito a bloccare l\u2019iter progettuale e l\u2019avvio dei cantieri, smascherando la natura speculativa e l\u2019impatto devastante del ponte sullo Stretto.\u00a0Nonostante la gioia provata all\u2019epoca della messa in liquidazione della societ\u00e0 Ponte sullo Stretto, non abbiamo mai pensato di aver \u2018completamente\u2019 vinto: la posta in gioco della lotta contro la Grande Opera non era e non \u00e8 la difesa dell\u2019esistente, e basta pensare anche solo per un istante ai profitti di Caronte&amp;Tourist col monopolio di fatto dell\u2019attraversamento dello Stretto, o alle frane e alle alluvioni durante le quali esperiamo tutta la fragilit\u00e0 dell\u2019assetto idro-geologico del nostro territorio, per accorgersi che il \u2018NO AL PONTE\u2019 pu\u00f2 essere un prisma per guardare meglio alla nostra condizione generale; per interrogare radicalmente i nostri bisogni e accorgerci di cosa desideriamo per abitare in modo pi\u00f9 felice lo spazio in cui viviamo; per riconsiderare la nostra centralit\u00e0 rifiutando le scelte coloniali imposte dalle istituzioni centrali.\u00a0Lo Stretto di Messina, quell\u2019area che si estende lungo la costa jonica e crea il punto d\u2019incontro con quella tirrenica, \u00e8 il luogo del possibile riconoscersi, ove proiettarsi come comunit\u00e0 e allo stesso tempo ritrovarsi introspettivamente: i suoi colli, il suo mare, i suoi panorami, basterebbero da soli a definire la struttura che connette il tutto, indirizzandoci a preservarne, difenderne, esaltarne la bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Oggi, di fronte alla ripresa a marce forzate dell\u2019iter per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, \u00e8 urgente riprendere e rendere visibile la mobilitazione per contrastarlo \u2026<\/em><\/p>\n<p>\u2026\ud835\uddf0\ud835\uddfc\ud835\uddfb\ud835\ude01\ud835\uddff\ud835\uddfc \ud835\uddf9\ud835\uddf2 \ud835\uddf3\ud835\uddee\ud835\uddf8\ud835\uddf2 \ud835\uddfb\ud835\uddf2\ud835\ude04\ud835\ude00 \ud835\uddfd\ud835\uddfc\ud835\uddfb\ud835\ude01\ud835\uddf6\ud835\ude00\ud835\ude01\ud835\uddf2<\/p>\n<p>Intendiamo in primo luogo intraprendere un nuovo percorso di contro-informazione per rispondere colpo su colpo all\u2019impressionante campagna di disinformazione che mira a creare consenso popolare intorno alla grande opera, utilizzando argomenti falsi con la compiacenza della grancassa mediatica: come se non bastasse la quotidiana campagna pro-ponte della gazzetta del sud, il governo intende infatti stanziare un milione l\u2019anno, dal 2024 al 2031, per propagandare e fornire un po\u2019 di supporto all\u2019idea di una costruzione che da sola, lo comprendiamo bene, non starebbe tecnicamente in piedi. Toccher\u00e0 ancora, dunque, e anzi sempre di pi\u00f9, sentire le \u2018bufale\u2019 relative a un ponte \u201cgrande opera green\u201d, \u201cpronto e cantierabile\u201d, \u201cpreziosa occasione occupazionale per pi\u00f9 di 100.000 persone\u201d.<\/p>\n<p>\u2026\ud835\uddee \ud835\uddf1\ud835\uddf6\ud835\uddf3\ud835\uddf2\ud835\ude00\ud835\uddee \ud835\uddf1\ud835\uddf2\ud835\uddf9 \ud835\uddfb\ud835\uddfc\ud835\ude00\ud835\ude01\ud835\uddff\ud835\uddfc \ud835\ude01\ud835\uddf2\ud835\uddff\ud835\uddff\ud835\uddf6\ud835\ude01\ud835\uddfc\ud835\uddff\ud835\uddf6\ud835\uddfc<\/p>\n<p>Toccher\u00e0 ancora, dunque, e anzi sempre di pi\u00f9, dire e gridare che:<\/p>\n<ul>\n<li>il ponte \u00e8 un\u2019opera devastante dal punto di vista ambientale, uno sfregio per il paesaggio dello Stretto di Messina nostro luogo dell\u2019anima, un delirio di svincoli e viadotti ferroviari e stradali che darebbe il colpo di grazia ad un territorio gi\u00e0 ferito a morte \u2013 con buona pace dell\u2019articolo 9 della Costituzione Italiana (che, da poco<br \/>\nrimodulato, recita beffardamente: \u201cLa Repubblica tutela il paesaggio, l\u2019ambiente, la biodiversit\u00e0 e gli Ecosistemi, anche nell\u2019interesse delle future generazioni\u201d).<\/li>\n<li>la tanto sbandierata creazione di nuovi posti di lavoro che il ponte creerebbe \u2013 il cui numero varia a seconda del nuovo annuncio del populista di turno (il ministro Salvini e il costruttore Salini si stanno in tal senso dimostrando all\u2019altezza, o meglio alla bassezza, dei loro predecessori) \u2013 \u00e8 solo un miraggio per una popolazione ed una citt\u00e0 che hanno bisogno di tutt\u2019altra occupazione, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, per mettere in sicurezza i territori e creare le condizioni per abitarli.<\/li>\n<li>gli scavi per le torri e i viadotti del ponte produrranno milioni di metri cubi di terra e detriti che finiranno per intasare discariche, colline e torrenti, mentre i circa trenta\/quaranta cantieri che sorgeranno sulle due rive dello Stretto costringeranno migliaia di persone ad abbandonare i luoghi interessati dai lavori in quanto espropriati delle loro case e\/o renderanno praticamente impossibile la loro vita per chiss\u00e0 quanti anni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u2026 CHIAMIAMO A RACCOLTA TUTTE \\ I \\ U<\/em><\/p>\n<p>Chiamiamo a raccolta in primo luogo tutta la popolazione dell\u2019area dello Stretto di Messina, l\u2019associazionismo ambientalista, comitati e movimenti a difesa dei territori e dei beni comuni, tutte\/i\/u a livello locale, nazionale ed internazionale per intraprendere con noi la lotta contro il ponte e salvaguardare e difendere la bellezza, l\u2019integrit\u00e0, l\u2019identit\u00e0 dei nostri territori.<\/p>\n<p><em>\ud835\udc0d\ud835\udc28\ud835\udc22<\/em> <em>\ud835\udc1a\ud835\udc1b\ud835\udc22\ud835\udc2d\ud835\udc1a\ud835\udc27\ud835\udc2d\ud835\udc22<\/em> <em>\ud835\udc1d\ud835\udc1e\ud835\udc22<\/em> <em>\ud835\udc2d\ud835\udc1e\ud835\udc2b\ud835\udc2b\ud835\udc22\ud835\udc2d\ud835\udc28\ud835\udc2b\ud835\udc22<\/em> <em>\ud835\udc1d\ud835\udc1e\ud835\udc25\ud835\udc25\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc12\ud835\udc2d\ud835\udc2b\ud835\udc1e\ud835\udc2d\ud835\udc2d\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc1d\ud835\udc22<\/em> <em>\ud835\udc0c\ud835\udc1e\ud835\udc2c\ud835\udc2c\ud835\udc22\ud835\udc27\ud835\udc1a<\/em><em>,\u00a0<\/em><em>\ud835\udc2b\ud835\udc22\ud835\udc1c\ud835\udc28\ud835\udc27\ud835\udc28\ud835\udc2c\ud835\udc1c\ud835\udc1e\ud835\udc27\ud835\udc1d\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc1e<\/em> <em>\ud835\udc2f\ud835\udc28\ud835\udc25\ud835\udc1e\ud835\udc27\ud835\udc1d\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc1c\ud835\udc28\ud835\udc27\ud835\udc2d\ud835\udc2b\ud835\udc1a\ud835\udc2c\ud835\udc2d\ud835\udc1a\ud835\udc2b\ud835\udc1e<\/em> <em>\ud835\udc2e\ud835\udc27<\/em> <em>\ud835\udc26\ud835\udc28\ud835\udc1d\ud835\udc1e\ud835\udc25\ud835\udc25\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc1d\ud835\udc22<\/em> <em>\ud835\udc2c\ud835\udc2f\ud835\udc22\ud835\udc25\ud835\udc2e\ud835\udc29\ud835\udc29\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc22\ud835\udc27\ud835\udc2e\ud835\udc26\ud835\udc1a\ud835\udc27\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc1e<\/em> <em>\ud835\udc2a\ud835\udc2e\ud835\udc22\ud835\udc27\ud835\udc1d\ud835\udc22<\/em> <em>\ud835\udc22\ud835\udc27\ud835\udc1a\ud835\udc1c\ud835\udc1c\ud835\udc1e\ud835\udc2d\ud835\udc2d\ud835\udc1a\ud835\udc1b\ud835\udc22\ud835\udc25\ud835\udc1e<\/em><em>, <\/em><em>\ud835\udc2c\ud835\udc1e\ud835\udc27\ud835\udc2d\ud835\udc22\ud835\udc1a\ud835\udc26\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc27\ud835\udc1e\ud835\udc1c\ud835\udc1e\ud835\udc2c\ud835\udc2c\ud835\udc1a\ud835\udc2b\ud835\udc22\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc2e\ud835\udc27<\/em> <em>\ud835\udc1a\ud835\udc20\ud835\udc22\ud835\udc2b\ud835\udc1e<\/em> <em>\ud835\udc1c\ud835\udc28\ud835\udc27\ud835\udc1f\ud835\udc25\ud835\udc22\ud835\udc2d\ud835\udc2d\ud835\udc2e\ud835\udc1a\ud835\udc25\ud835\udc1e<\/em> <em>\ud835\udc2f\ud835\udc1e\ud835\udc2b\ud835\udc2c\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc1c\ud835\udc22<\/em><em>\u00f2 <\/em><em>\ud835\udc1c\ud835\udc21\ud835\udc1e<\/em> <em>\ud835\udc1c\ud835\udc22<\/em> <em>\ud835\udc2c\ud835\udc1c\ud835\udc21\ud835\udc22\ud835\udc1a\ud835\udc1c\ud835\udc1c\ud835\udc22\ud835\udc1a<\/em> <em>\ud835\udc1e<\/em> <em>\ud835\udc29\ud835\udc2b\ud835\udc28\ud835\udc1d\ud835\udc2e\ud835\udc1c\ud835\udc1e<\/em> <em>\ud835\udc1d\ud835\udc22\ud835\udc2c\ud835\udc1a\ud835\udc2c\ud835\udc2d\ud835\udc2b\ud835\udc22<\/em> <em>\ud835\udc2c\ud835\udc28\ud835\udc1c\ud835\udc22\ud835\udc1a\ud835\udc25\ud835\udc22<\/em><em>, <\/em><em>\ud835\udc1c\ud835\udc25\ud835\udc22\ud835\udc26\ud835\udc1a\ud835\udc2d\ud835\udc22\ud835\udc1c\ud835\udc22<\/em><em>, <\/em><em>\ud835\udc2e\ud835\udc26\ud835\udc1a\ud835\udc27\ud835\udc22\ud835\udc2d\ud835\udc1a\ud835\udc2b\ud835\udc22<\/em><em>. <\/em><em>\ud835\udc03\ud835\udc22\ud835\udc1c\ud835\udc21\ud835\udc22\ud835\udc1a\ud835\udc2b\ud835\udc22\ud835\udc1a\ud835\udc26\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc29\ud835\udc1e\ud835\udc2b\ud835\udc1c\ud835\udc22<\/em><em>\u00f2 <\/em><em>\ud835\udc1c\ud835\udc21\ud835\udc1e<\/em> <em>\ud835\udc27\ud835\udc28\ud835\udc27<\/em> <em>\ud835\udc1c\ud835\udc22<\/em> <em>\ud835\udc1f\ud835\udc1e\ud835\udc2b\ud835\udc26\ud835\udc1e\ud835\udc2b\ud835\udc1e\ud835\udc26\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc1f\ud835\udc22\ud835\udc27\ud835\udc2d\ud835\udc1a\ud835\udc27\ud835\udc2d\ud835\udc28\ud835\udc1c\ud835\udc21<\/em><em>\u00e9 <\/em><em>\ud835\udc22\ud835\udc25<\/em> <em>\ud835\udc29\ud835\udc28\ud835\udc27\ud835\udc2d\ud835\udc1e<\/em> <em>\ud835\udc27\ud835\udc28\ud835\udc27<\/em> <em>\ud835\udc2c\ud835\udc1a\ud835\udc2b<\/em><em>\u00e0 <\/em><em>\ud835\udc1c\ud835\udc1a\ud835\udc27\ud835\udc1c\ud835\udc1e\ud835\udc25\ud835\udc25\ud835\udc1a\ud835\udc2d\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc1d\ud835\udc1a\ud835\udc25\ud835\udc25<\/em><em>\u2019<\/em><em>\ud835\udc28\ud835\udc2b\ud835\udc22\ud835\udc33\ud835\udc33\ud835\udc28\ud835\udc27\ud835\udc2d\ud835\udc1e<\/em> <em>\ud835\udc1f\ud835\udc2e\ud835\udc2d\ud835\udc2e\ud835\udc2b\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc1d\ud835\udc1e\ud835\udc25<\/em> <em>\ud835\udc27\ud835\udc28\ud835\udc2c\ud835\udc2d\ud835\udc2b\ud835\udc28<\/em> <em>\ud835\udc2d\ud835\udc1e\ud835\udc2b\ud835\udc2b\ud835\udc22\ud835\udc2d\ud835\udc28\ud835\udc2b\ud835\udc22\ud835\udc28<\/em><em>.<\/em><\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/s\/corteo-no-ponte-torre-faro-me\/266739462586170\/\">appello\/corteo-no-ponte-torre-faro-me<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Iniziativa internazionale della CUB su \u201cLe lotte nel mondo, costruire Reti, organizzare Il Conflitto&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><em>Palermo, sabato 10 giugno (ore 17.30), presso il <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ComitatoTerritorialeOlivella?__cft__%5b0%5d=AZUHXfEdZ9wY6TTNzmaY8wAWDevdvELrzMoQfPHf2MQsTvVqA3tc66c1oBDjUIAMoknm2WjWTQJCQk4OHBwhz1Gm1C8WOriZSLFZKEHPbBYplAXzYz8NAKhtjAB7SwGdEIZqLOMRUqjGmf-Ww4Tv4f5K&amp;__tn__=-%5dK-R\">Comitato Territoriale Olivella<\/a> (via San Basilio 17) si incontreranno alcune delegazioni del sindacalismo conflittuale internazionale provenienti da diversi paesi (Francia, Portogallo, Polonia, Spagna, Germania, Svizzera, Brasile e Argentina). L\u2019iniziativa \u00e8 stata promossa dalla CUB (Confederazione Unitaria di Base) e dalla Federazione del Lavoro e del Sociale. L\u2019obiettivo che si propongono gli organizzatori \u00e8 quello di iniziare a sviluppare e mettere in rete le lotte che attraversano le moltitudini di ogni latitudine del globo<\/em><\/p>\n<p>Ogni giorno continuiamo ad assistere agli attacchi a danno di lavoratori e lavoratrici ma non solo. Se da un lato assistiamo ad un aumento delle ore di lavoro e una riduzione del salario, dall&#8217;altro lato siamo di fronte ad un aumento impressionante del tasso di disoccupazione nelle nostre citt\u00e0. In Sicilia, in generale a Sud, gli stessi disoccupati sono minacciati &#8211; dopo la nuova manovra della Legge di bilancio &#8211; dall\u2019abolizione del reddito di cittadinanza. Una misura, questa, di sostegno al reddito che va invece tutelata, estesa, rivendicata contro il lavoro precario, sfruttato e sottopagato. Esiste un vuoto incolmabile tra le istituzioni del potere e i cittadini. Le istituzioni si configurano come NEMICHE dei territori; per questo non possiamo permetterci di delegare tutto o di delegare le nostre vite, i nostri redditi, la nostra libert\u00e0. Abbiamo bisogno di mettere al centro della discussione le condizioni di lavoro e di vita di migliaia di persone oggi impegnate nella sopravvivenza dentro un quadro di crisi progressiva. Il ragionamento prende spunto da una considerazione di campo, che vede nei nostri quartieri e nelle nostre citt\u00e0 migliaia di persone costrette a vivere ai margini. Costrette ad emigrare in cerca di lavoro, costrette a subire ricatti occupazionali, costrette a subire gli effetti della mancanza di servizi pubblici. Tutti noi, occupati o inoccupati abbiamo un diritto inalienabile: il diritto ad esistere, aldil\u00e0 dei governi che si succedono e delle loro prese di posizione sui territori. Poniamo per\u00f2, anche l&#8217;obbiettivo di impegnarci sul terreno di un vero \u2018\u2019internazionalismo\u2019\u2019 che superi i \u2018\u2019vecchi blocchi economici&#8221;, militari e statuali e che affermi una nuova fase di pace, di confronto tra i territori e tra i conflitti che nascono a difesa della salute degli individui e dell&#8217;ambiente. Per questo, cogliamo l&#8217;occasione di invitare la citt\u00e0 ad un confronto pubblico a partire dall&#8217;iniziativa &#8220;Le lotte nel mondo&#8221; giorno 10 giugno alle ore 17.30 al Comitato Territoriale olivella insieme a delegazioni di compagni e attivisti della rete Labour Solidarity provenienti da pi\u00f9 regioni del mondo, impegnati in lotte sindacali e politiche che possono aprire degli spunti importanti per alimentare e far crescere le lotte locali, a tutela degli sfruttati e delle sfruttate.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/100093024413883\/posts\/pfbid02YiNWQxjbgYAVna8fHMRrTXFSZRatPuFVt8gDBAhtpJAbd5omfd3T7S9Z1ZxtApWil\/?app=fbl\">comunicato\u00a0<\/a><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100093024413883&amp;__cft__%5b0%5d=AZUHXfEdZ9wY6TTNzmaY8wAWDevdvELrzMoQfPHf2MQsTvVqA3tc66c1oBDjUIAMoknm2WjWTQJCQk4OHBwhz1Gm1C8WOriZSLFZKEHPbBYplAXzYz8NAKhtjAB7SwGdEIZqLOMRUqjGmf-Ww4Tv4f5K&amp;__tn__=-UC%2CP-R\"><strong>Federazione del Lavoro e del Sociale CUB<\/strong><\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&gt; \u00a0glocalnews sulle soggettiv\u20b3zioni del meticciato meridionale \u00a0&lt; &nbsp; Andamenti economici generali e territoriali nella Relazione Banktalia. Ombre per la moltitudine-sociale e luci per il sistema-impresa Tralasciamo in questa sede l\u2019approfondimento critico sull\u2019andamento economico generale, sono gi\u00e0 sufficienti le &#8220;oggettive&#8221;&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1734,"featured_media":1744177,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[150,59,62,54572,61],"tags":[4339,113459,107058,113519,113432,90806],"class_list":["post-1744174","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati-stampa","category-ambiente-ecologia","category-economia","category-migranti","category-popoli-aborigeni","tag-eventi","tag-federazione-del-lavoro-e-del-sociale-cub","tag-no-ponte","tag-rapporto-eurispes","tag-relazione-bankitalia","tag-sicilie-zapatiste"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>23@netzineSud - \u04cderiggio \\ n. 22<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"&gt; 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